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LA MUSICA INCONTRA LA MEDICINA: RITMO, SUONI E SALUTE

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LA MUSICA INCONTRA LA MEDICINA: RITMO, SUONI E SALUTE

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Che cosa accomuna musica e medicina? E cosa ci rende capaci di creare legami? Si potrebbe rispondere l’ascolto, elemento chiave non solo della percezione della musica ma del mondo e di chi è intorno a noi.

Questo è emerso in modo particolare durante il primo periodo della pandemia, quando ci siamo trovati immersi all’improvviso nel silenzio e nella lontananza dalle persone, ma è esperienza quotidiana del medico di fronte alla sofferenza di sguardi e interrogativi.

Tendere l’orecchio è anche affinare il cuore. Passando dal battito cardiaco di un neonato al respiro sofferente dell’ammalato, dalle lancette dell’orologio che scandiscono le nostre giornate al succedersi di giorni e notti inscritti in una ciclicità naturale più grande, avvertiamo un ritmo che si costituisce generatore e sottofondo della vita.

In quest’ottica, la musica ha iniziato a integrare il processo di cura, entrando in dialogo con il paziente e supportandolo nel suo percorso verso un migliore stato di salute; unendo ritmo e melodia, infatti, porge la sua mano al malato arrivando in uno spazio di vissuti e sentimenti e in questo modo permette di procedere insieme all’interno dell’ambito terapeutico.

 

Per sottolineare l’importanza dell’apporto musicoterapico, purtroppo non ancora stabilmente adottato nella pratica clinica delle realtà italiane, si è voluto approfondire il ruolo della musica, in particolare del ritmo, e alcuni degli effetti che essa induce su un piano organico e psichico in vari ambiti patologici.

Partendo da una panoramica sul ritmo a livello multidisciplinare, il congresso andrà via via approfondendo le declinazioni che questo assume nei diversi sistemi e apparati per arrivare nella terza giornata all’esplicitazione del lavoro musicoterapico anche attraverso momenti pratici collettivi; alle relazioni del secondo e del terzo pomeriggio seguirà un concerto serale.

 

L’evento è stato ideato dal Prof. Roberto Vettor (direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova) e dal dr. Alois Saller (cardiologo, geriatra e internista della Clinica medica I dell’Azienda ospedaliera di Padova), al fine di aumentare la consapevolezza del binomio musica-medicina in ambito medico e non solo.

Il dr. Saller, inoltre, è attivamente impegnato come Direttore dell’orchestra Asclepio, formazione composta da medici e operatori della sanità che coltivano la musica accanto alla professione e proseguono un lavoro di squadra rivolto ai pazienti, organizzando formazioni cameristiche nei reparti e concerti di beneficenza in diverse città italiane (anche accompagnati da musicisti di fama internazionale, come Enrico Bronzi, Leonora Armellini, i Solisti Veneti).

 

Dal ritmo nella vita al ritmo per la vita: per sottolineare l’interdisciplinarietà

tra musica e medicina nel rapporto col malato e nel contesto di cura secondo una visione empatica e olistica

                                                                                                                                                                      (L. B.)

 

Da un intreccio tra musica, medicina, matematica e astronomia sono fiorite le filosofie pitagoriche e platoniche, all’origine di molte conoscenze attuali. Alla base di questi rapporti è il ritmo, successione di impulsi e movimenti nel tempo.

In termini musicali, questa nozione si dirama in molteplici direzioni: dalla struttura di una battuta fino alla successione degli accenti e alla loro posizione nella frase musicale. In medicina si parla invece di ritmo fisiologico dell’organismo in relazione all’alternanza di giorno e notte, a cui sono legati i principali fenomeni vitali: il sonno, il battito cardiaco, l’attività elettrica del cervello, le secrezioni ormonali, la temperatura corporea.

Fin dal Medioevo gli studi del filosofo, astrologo e medico padovano Pietro d’Abano hanno dato un contributo importante alla conoscenza dell’anatomia umana e fra questi troviamo la “scientia pulsualis”, che permetteva al medico di riconoscere le proporzioni nascoste nel battito del polso. Forse non è nemmeno un caso che Vincenzo Galilei, padre del famoso astronomo e fisico Galileo Galilei, fosse compositore, teorico musicale e liutista.

Il ritmo permea il nostro organismo fino alle cellule: sappiamo infatti che i geni contengono il meccanismo molecolare che determina i ritmi biologici. La loro alterazione, come nei turni di lavoro o con l’esposizione alla luce durante la notte, interrompe la funzione circadiana. Le conseguenze possono essere molteplici: cambiamenti nell’umore e nella regolazione del sonno, rischio di sindrome metabolica, un’alterazione dello stato di salute e perfino un invecchiamento accelerato.

A 800 anni dalla fondazione dell’Università di Padova e al bivio di cambiamenti epocali legati alla pandemia, il presente congresso si propone di analizzare la funzione del ritmo in diversi ambiti scientifici e in particolare della medicina, da quello diagnostico a quello terapeutico.

 

L’articolo TALK WEBINAR – DIAMO VOCE ALLE MALATTIE REUMATOLOGICHE IN LOMBARDIA proviene da Motoresanità.it.

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