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PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – TRIVENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste,  circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti  rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN  un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno).   Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema  sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori  controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo  accade?  In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno  portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e  curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria.  Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso  gli attuali percorsi di cura. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (accesso, aderenza, efficacia) che possano implementare ulteriormente i benefici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali saranno le  ricadute organizzative? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il  raggiungimento dei target consigliati?  Quale nuova governance, quali PDTA per consentire un accesso rapido, appropriato ed  equo ai percorsi di cura?  Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza nelle diverse regioni che possa dare riscontro a questi interrogativi, condividendo idee e suggerendo soluzioni. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – TRIVENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
SCOMPENSO CARDIACO – L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI – CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Lo scompenso cardiaco colpisce circa 15 milioni in Europa,, con una prevalenza nota dell’1-2% ma oltre il 10% in quelli di età superiore ai 70 anni ed una incidenza pari a 5/1000 all’anno considerando solo popolazione adulta. E’ una patologia cronica con esito fatale nel 50% dei pazienti entro cinque anni dalla diagnosi. Lo scompenso cardiaco in Italia è la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni con un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico molto rilevante (su 1 milione di persone causa di circa 190 mila ricoveri/anno con una spesa di circa 3 miliardi €/annui per l’85% dovuto a ricoveri, e spesa media/paziente oltre 11.800 €/anno). La principale categoria di scompenso cardiaco è quella che valutando la frazione di eiezione (% di sangue che fuoriesce dal cuore ogni volta che si contrae) indica una frazione di eiezione preservata (HFpEF).  Affligge il 50% dei pazienti e si verifica quando il ventricolo sinistro non riesce a contrarsi in maniera adeguata e quindi pompa meno sangue ossigenato. Lo scompenso cardiaco è comunque spesso associato ad altre malattie del sistema cardio-nefro-metabolico come il diabete di tipo 2 e le malattie renali. A causa della natura interconnessa di questi sistemi, il miglioramento di uno può portare effetti positivi in tutti gli altri. Per questi motivi si sono studiati gli effetti della classe degli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i), già indicati sia come monoterapia sia in terapia di combinazione in pazienti con diabete di tipo 2 e che hanno dimostrato attraverso numerosi studi RCT di garantire benefici aggiuntivi come la riduzione della pressione arteriosa e dei ricoveri per scompenso(-35%), il rallentamento del declino della funzionalità renale(-39%), la mortalità per tutte le cause (-32%). Sulla base di queste evidenze sono stati impostati numerosi nuovi studi con lo specifico obiettivo di valutarne l’impatto in ambito cardiovascolare indipendentemente dal diabete. In particolare i dati preliminari indicavano come l’effetto degli SGLT2i inibitori si osservasse già nei primi 3 mesi di trattamento, suggerendo un meccanismo non esclusivamente collegato alla riduzione della glicemia. Così si è aperta la strada ad una nuova indicazione che rappresenta una svolta epocale nel trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco cronico sintomatico. Numerose evidenze supportano infatti l’indicazione che questa relativamente nuova classe di farmaci si confermi anche nello scompenso, in grado di migliorare i sintomi, ridurre i ricoveri ospedalieri ma soprattutto la mortalità sia cardiovascolare che totale.  Tali dati quindi di massima rilevanza per la comunità scientifica dovrebbero offrire una nuova opportunità a tutti coloro che si occupano di curare lo scompenso ed ancor prima ai pazienti: salvando vite e aiutando le persone a trascorrere meno tempo in ospedale e più tempo con le proprie famiglie. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto nelle diverse regioni italiane per favorire una condivisione di idee sulla revisione del disease management per questa importante cronicità, che interessa una ampia fetta di cittadini. L'articolo PNRR,
ONCOnnection STATI GENERALI CENTRO: TOSCANA, LAZIO, UMBRIA e ABRUZZO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto ben 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto in un volume del magazine Mondosanità dedicato. I temi principali  emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per “copiare“ le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’ immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà  elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle,  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. Le tempistiche di approvazione
LA SALUTE NEL MEDITERRANEO
Archivi Eventi - Motoresanità.it FOCUS TELEMEDICINA E TELEASSISTENZA Tra gli importanti strumenti che impattano sull’evolversi della Sanità non solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale, la Telemedicina e, più in generale il Digital Health e la Trasformazione Digitale, richiedono una sessione dei lavori più che dedicata che evidenzi quanto di comune c’è nell’interesse di Paesi così simili per cultura e tradizioni. Proprio perché le barriere ad una Trasformazione Digitale nell’assistenza sanitaria sono spesso decisamente non tecnologiche, il cambiamento culturale è il principale ostacolo alla trasformazione digitale del settore sanitario: “la tecnologia senza avere la cultura di come usarla serve a ben poco”. In una Regione, la Sicilia, che è al contempo nel cuore del Mediterraneo e separata da uno stretto “culturale” dal resto d’Italia, si è scelto di parlare di Tecnologie e di mettere in comune le best practice “intermediterranee” di Telemedicina in tutte le sue pratiche. Solo nel confronto potremo andare oltre i falsi paradigmi culturali e burocratici per calcolare i reali costi e benefici dell’applicazione delle Buone Pratiche di Telemedicina. Pensiamo anche solo alla “messa in comune” di dati raccolti in maniera omogenea e trasversale nei diversi Paesi per individuare, e confrontare, la reale presenza di Malattie Rare nel bacino del Mediterraneo; o ancora gli standard di approccio alla Televisita, al Teleconsulto … per individuare il metodo più “empatico” per raggiungere, e “convincere” sia medici sia i pazienti. Gli sviluppi di queste tematiche saranno probabilmente infiniti, ma dobbiamo partire dai dati che ciascun Paese del Mediterraneo ha e può portare per dare voce ai numeri, meglio ai risultati prodotti. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – TRIVENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOnnection STATI GENERALI CENTRO: TOSCANA, LAZIO, UMBRIA e ABRUZZO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto ben 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto in un volume del magazine Mondosanità dedicato. I temi principali  emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per “copiare“ le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’ immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà  elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle,  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. Le tempistiche di approvazione
PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave.  Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo SCOMPENSO CARDIACO
LA VACCINAZIONE DEL PAZIENTE ADULTO FRAGILE IN OSPEDALE. CHI, COME E DOVE MIGLIORARE L’EROGAZIONE DEI VACCINI
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma RAZIONALE SCIENTIFICO Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Esempi di intervento preventivo sono il vaccino anti-Herpes Zoster e il vaccino anti-pneumococco per i pazienti anziani e fragili. Per questo, oltre alla fascia d’età dei soggetti di 65 anni queste due vaccinazioni sono offerte gratuitamente ai soggetti con diabete mellito, patologia cardiovascolare, BPCO, asma e quelli destinati a terapia immunosoppressiva e con immunodepressione. Ma nonostante queste indicazioni e anche se queste vaccinazioni sono state introdotte nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano ampiamente insoddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati.  Su questa scia la Regione Campania sta tentando di addivenire ad un modello virtuoso, utilizzando i centri ospedalieri come punto di riferimento per le vaccinazioni. L'articolo SCOMPENSO CARDIACO – L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI – CAMPANIA proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOnnection – STATI GENERALI – SUD: CAMPANIA, MARCHE, PUGLIA, SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto ben 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto in un volume del magazine Mondosanità dedicato. I temi principali  emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per “copiare“ le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’ immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà  elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle,  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. Le tempistiche di approvazione da
TALK WEBINAR – DIAMO VOCE ALLE MALATTIE REUMATOLOGICHE IN LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Proponiamo un momento di scambio e dialogo insieme a stakeholder regionali per continuare, insieme, a dare voce alle malattie reumatologiche. Per la Reumatologia, Regione Lombardia rappresenta un’eccellenza a livello nazionale in termini di centri di riferimento. Le Associazioni di Pazienti, i Clinici e la Medicina territoriale necessitano di una riorganizzazione dei percorsi assistenziali a tutela di chi affronta una diagnosi di malattia reumatologica attraverso l’istituzione di una rete. Ciò al fine di promuovere al meglio – e nell’ottica di un accesso più equo ed uniforme alle cure – diagnosi precoci, prese in carico efficaci ed innovative mirate e migliori follow-up, prevenendo così i danni causati dall’evolversi delle malattie reumatologiche autoimmuni prima che esse portino il paziente a situazioni di invalidità. Per discutere di tutto ciò desideriamo riunire i principali attori del sistema sul piano regionale per questo momento di scambio e aggiornamento, con l’obiettivo di esplorare anche ulteriori aspetti che giocano un ruolo chiave nella tutela della qualità di vita delle persone che soffrono di malattie reumatologiche, quali la chirurgia, la riabilitazione, il supporto psicologico, le raccomandazioni mirate per pazienti reumatologici fragili relative a tutto ciò che riguarda la pandemia da COVID-19.   TOPICS per la tavola rotonda Il punto sulla riforma sanitaria lombarda: Case di Comunità e Rete Reumatologica
Il punto sulle malattie reumatologiche oggi: presa in carico, prognosi, risorse, raccomandazioni COVID 
Il punto su chirurgia e riabilitazione: progetti e prospettive   L'articolo SCOMPENSO CARDIACO – L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI – CAMPANIA proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOnnection – STATI GENERALI – SUD: CAMPANIA, MARCHE, PUGLIA, SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto ben 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto in un volume del magazine Mondosanità dedicato. I temi principali  emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per “copiare“ le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’ immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà  elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle,  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. Le tempistiche di approvazione da
LA MUSICA INCONTRA LA MEDICINA: RITMO, SUONI E SALUTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Serata di Gala, concerto al Teatro Verdi – Orchestra dei medici Asclepio Serata di beneficenza con contributo a favore di Medici con l’Africa CUAMM ISCRIVITI     ⇒ Programma Che cosa accomuna musica e medicina? E cosa ci rende capaci di creare legami? Si potrebbe rispondere l’ascolto, elemento chiave non solo della percezione della musica ma del mondo e di chi è intorno a noi. Questo è emerso in modo particolare durante il primo periodo della pandemia, quando ci siamo trovati immersi all’improvviso nel silenzio e nella lontananza dalle persone, ma è esperienza quotidiana del medico di fronte alla sofferenza di sguardi e interrogativi. Tendere l’orecchio è anche affinare il cuore. Passando dal battito cardiaco di un neonato al respiro sofferente dell’ammalato, dalle lancette dell’orologio che scandiscono le nostre giornate al succedersi di giorni e notti inscritti in una ciclicità naturale più grande, avvertiamo un ritmo che si costituisce generatore e sottofondo della vita. In quest’ottica, la musica ha iniziato a integrare il processo di cura, entrando in dialogo con il paziente e supportandolo nel suo percorso verso un migliore stato di salute; unendo ritmo e melodia, infatti, porge la sua mano al malato arrivando in uno spazio di vissuti e sentimenti e in questo modo permette di procedere insieme all’interno dell’ambito terapeutico.   Per sottolineare l’importanza dell’apporto musicoterapico, purtroppo non ancora stabilmente adottato nella pratica clinica delle realtà italiane, si è voluto approfondire il ruolo della musica, in particolare del ritmo, e alcuni degli effetti che essa induce su un piano organico e psichico in vari ambiti patologici. Partendo da una panoramica sul ritmo a livello multidisciplinare, il congresso andrà via via approfondendo le declinazioni che questo assume nei diversi sistemi e apparati per arrivare nella terza giornata all’esplicitazione del lavoro musicoterapico anche attraverso momenti pratici collettivi; alle relazioni del secondo e del terzo pomeriggio seguirà un concerto serale.   L’evento è stato ideato dal Prof. Roberto Vettor (direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova) e dal dr. Alois Saller (cardiologo, geriatra e internista della Clinica medica I dell’Azienda ospedaliera di Padova), al fine di aumentare la consapevolezza del binomio musica-medicina in ambito medico e non solo. Il dr. Saller, inoltre, è attivamente impegnato come Direttore dell’orchestra Asclepio, formazione composta da medici e operatori della sanità che coltivano la musica accanto alla professione e proseguono un lavoro di squadra rivolto ai pazienti, organizzando formazioni cameristiche nei reparti e concerti di beneficenza in diverse città italiane (anche accompagnati da musicisti di fama internazionale, come Enrico Bronzi, Leonora Armellini, i Solisti Veneti).   Dal ritmo nella vita al ritmo per la vita: per sottolineare l’interdisciplinarietà tra musica e medicina nel rapporto col malato e nel contesto di cura secondo una visione empatica e olistica                                                                                
PERSONE CON EPILESSIA – PRESA IN CARICO ASSISTENZIALE – CAMPANIA – MOLISE
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’Epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale dovuta ad una ipereccitabilità dei neuroni corticali per cause diverse tra loro (strutturali, genetiche, metaboliche, infettive, disimmuni o sconosciute) che si manifesta clinicamente attraverso le crisi caratterizzate da  segni e sintomi anch’essi con diversa espressione fenotipica. Le crisi possono infatti avere un esordio focale o generalizzato, con sintomi motori o non motori e associarsi o no a perdita della consapevolezza e/o della coscienza. La terapia delle Epilessie si basa sull’assunzione di farmaci anti-crisi, che però non sempre consentono un controllo soddisfacente delle crisi, tenuto conto che a tutt’oggi circa un terzo delle Persone con Epilessia risulta essere farmacoresistente. In questi casi, quando possibile, si può ricorrere ad un intervento chirurgico mirato oppure a terapie palliative. Inoltre il peso complessivo dell’Epilessia è gravato dallo stigma che la patologia tuttora comporta, sia a livello individuale che sociale, con importanti limitazioni per quanto riguarda l’autonomia personale, in ambito scolastico e lavorativo, nell’attività sportiva, etc… Dall’analisi delle diverse situazioni regionali emergono le seguenti priorità: Il Sistema Sanitario, per riuscire a garantire un’effettiva presa in carico della Persona con Epilessia (PcE) per tutta la vita, deve creare o potenziare (se già esistenti) delle Strutture assistenziali regionali connesse in rete e coordinate a livello nazionale.
É necessario definire ed implementare in tutte le Regioni un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che assicuri alle PcE l’accesso rapido alle strutture dedicate sia in situazioni emergenziali che durante tutto il decorso della malattia, strutture che dispongano di risorse  sia umane che strumentali qualificate e che permettano una presa in carico multidisciplinare.
L’accesso a tutti i farmaci anti-crisi ed al loro dosaggio deve essere agevole ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, con inserimento di un epilettologo nelle Commissioni regionali apposite, in modo da evitare che i nuovi farmaci subiscano limitazioni di utilizzo e possano invece essere prescritti grazie a una maggiore consapevolezza del bisogno clinico, alla corretta definizione del paziente target e della conseguente place in therapy.
É altresì necessario l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per includere, ad esempio, l’esenzione ticket anche per la Risonanza Magnetica, fondamentale per la diagnosi di Epilessia, ed è anche necessario ampliare la diagnostica in campo genetico andando oltre i test assicurati per le Malattie Rare.
Importante è inoltre favorire l’accesso alla chirurgia dell’Epilessia per le PcE che possano trarre vantaggio da questa metodologia, potenziando le risorse delle strutture già esistenti e creandone altre per garantire una migliore distribuzione dei Centri sul territorio nazionale.
É mandatorio assicurare alle PcE un supporto sociale in quanto una delle maggiori discriminazioni si verifica in campo lavorativo, soprattutto per la scarsa attuazione delle norme contenute nella legge vigente riguardante l’inserimento occupazionale dei disabili (Legge n. 68 del 13/3/1999), Legge in realtà fortemente innovativa.
Essendo lo stigma (sia sociale che individuale) uno dei principali fattori impattanti sulle PcE occorre che Stato e Regioni mettano in atto tutte le azioni  possibili per migliorare la conoscenza dell’Epilessia tra la popolazione generale, gli insegnanti delle scuole di ogni
PERSONE CON EPILESSIA – PRESA IN CARICO ASSISTENZIALE – LAZIO – ABRUZZO
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’Epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale dovuta ad una ipereccitabilità dei neuroni corticali per cause diverse tra loro (strutturali, genetiche, metaboliche, infettive, disimmuni o sconosciute) che si manifesta clinicamente attraverso le crisi caratterizzate da  segni e sintomi anch’essi con diversa espressione fenotipica. Le crisi possono infatti avere un esordio focale o generalizzato, con sintomi motori o non motori e associarsi o no a perdita della consapevolezza e/o della coscienza. La terapia delle Epilessie si basa sull’assunzione di farmaci anti-crisi, che però non sempre consentono un controllo soddisfacente delle crisi, tenuto conto che a tutt’oggi circa un terzo delle Persone con Epilessia risulta essere farmacoresistente. In questi casi, quando possibile, si può ricorrere ad un intervento chirurgico mirato oppure a terapie palliative. Inoltre il peso complessivo dell’Epilessia è gravato dallo stigma che la patologia tuttora comporta, sia a livello individuale che sociale, con importanti limitazioni per quanto riguarda l’autonomia personale, in ambito scolastico e lavorativo, nell’attività sportiva, etc… Dall’analisi delle diverse situazioni regionali emergono le seguenti priorità: Il Sistema Sanitario, per riuscire a garantire un’effettiva presa in carico della Persona con Epilessia (PcE) per tutta la vita, deve creare o potenziare (se già esistenti) delle Strutture assistenziali regionali connesse in rete e coordinate a livello nazionale.
É necessario definire ed implementare in tutte le Regioni un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che assicuri alle PcE l’accesso rapido alle strutture dedicate sia in situazioni emergenziali che durante tutto il decorso della malattia, strutture che dispongano di risorse  sia umane che strumentali qualificate e che permettano una presa in carico multidisciplinare.
L’accesso a tutti i farmaci anti-crisi ed al loro dosaggio deve essere agevole ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, con inserimento di un epilettologo nelle Commissioni regionali apposite, in modo da evitare che i nuovi farmaci subiscano limitazioni di utilizzo e possano invece essere prescritti grazie a una maggiore consapevolezza del bisogno clinico, alla corretta definizione del paziente target e della conseguente place in therapy.
É altresì necessario l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per includere, ad esempio, l’esenzione ticket anche per la Risonanza Magnetica, fondamentale per la diagnosi di Epilessia, ed è anche necessario ampliare la diagnostica in campo genetico andando oltre i test assicurati per le Malattie Rare.
Importante è inoltre favorire l’accesso alla chirurgia dell’Epilessia per le PcE che possano trarre vantaggio da questa metodologia, potenziando le risorse delle strutture già esistenti e creandone altre per garantire una migliore distribuzione dei Centri sul territorio nazionale.
É mandatorio assicurare alle PcE un supporto sociale in quanto una delle maggiori discriminazioni si verifica in campo lavorativo, soprattutto per la scarsa attuazione delle norme contenute nella legge vigente riguardante l’inserimento occupazionale dei disabili (Legge n. 68 del 13/3/1999), Legge in realtà fortemente innovativa.
Essendo lo stigma (sia sociale che individuale) uno dei principali fattori impattanti sulle PcE occorre che Stato e Regioni mettano in atto tutte le azioni  possibili per migliorare la conoscenza dell’Epilessia tra la popolazione generale, gli insegnanti delle scuole di ogni
PERSONE CON EPILESSIA: PRESA IN CARICO ASSISTENZIALE – PUGLIA – BASILICATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’Epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale dovuta ad una ipereccitabilità dei neuroni corticali per cause diverse tra loro (strutturali, genetiche, metaboliche, infettive, disimmuni o sconosciute) che si manifesta clinicamente attraverso le crisii caratterizzate da  segni e sintomi anch’essi con diversa espressione fenotipica. Le crisi possono infatti avere un esordio focale o generalizzato, con sintomi motori o non motori e associarsi o no a perdita della consapevolezza e/o della coscienza. La terapia delle Epilessie si basa sull’assunzione di farmaci anti-crisi, che però non sempre consentono un controllo soddisfacente delle crisi, tenuto conto che a tutt’oggi circa un terzo delle Persone con Epilessia risulta essere farmacoresistente. In questi casi, quando possibile, si può ricorrere ad un intervento chirurgico mirato  oppure a terapie palliative.  Inoltre il peso complessivo dell’Epilessia è gravato dallo stigma che la patologia tuttora comporta, sia a livello individuale che sociale, con importanti limitazioni per quanto riguardo l’autonomia personale, in ambito scolastico e lavorativo, nell’attività sportiva, etc… Dall’analisi delle diverse situazioni regionali emergono le seguenti priorità: Il Sistema Sanitario, per riuscire a garantire un’effettiva presa in carico della Persona con Epilessia (PcE) per tutta la vita, deve creare o potenziare (se già esistenti) delle Strutture assistenziali regionali connesse in rete e coordinate a livello nazionale.
É necessario definire ed implementare in tutte le Regioni un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che assicuri alle PcE l’accesso rapido alle strutture dedicate sia in situazioni emergenziali che durante tutto il decorso della malattia, strutture che dispongano di risorse  sia umane che strumentali qualificate e che permettano una presa in carico multidisciplinare.
L’accesso a tutti i farmaci anti-crisi ed al loro dosaggio deve essere agevole ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, con inserimento di un epilettologo nelle Commissioni regionali apposite, in modo da evitare che i nuovi farmaci subiscano limitazioni di utilizzo e possano invece essere prescritti grazie a una maggiore consapevolezza del bisogno clinico, alla corretta definizione del paziente target e della conseguente place in therapy.
É altresì necessario l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per includere, ad esempio, l’esenzione ticket anche per la Risonanza Magnetica, fondamentale per la diagnosi di Epilessia, ed è anche necessario ampliare la diagnostica in campo genetico andando oltre i test assicurati per le Malattie Rare.
Importante è inoltre favorire l’accesso alla chirurgia dell’Epilessia per le PcE che possano trarre vantaggio da questa metodologia, potenziando le risorse delle strutture già esistenti e creandone altre per garantire una migliore distribuzione dei Centri sul territorio nazionale.
É mandatorio assicurare alle PcE un supporto sociale in quanto una delle maggiori discriminazioni si verifica in campo lavorativo, soprattutto per la scarsa attuazione delle norme contenute nella legge vigente riguardante l’inserimento occupazionale dei disabili (Legge n. 68 del 13/3/1999) legge in realtà fortemente innovativa. 
Essendo lo stigma (sia sociale che individuale) uno dei principali fattori impattanti sulle PcE occorre che lo Stato e le Regioni mettano in atto tutte le azioni  possibili per migliorare la conoscenza dell’Epilessia tra la popolazione generale, gli insegnanti delle scuole
LA MUSICA INCONTRA LA MEDICINA: RITMO, SUONI E SALUTE – EVENTO ECM
Archivi Eventi - Motoresanità.it Big Band Unipd, orchestra di jazz del Concentus Musicus Patavinus dell’Università di Padova presso Palazzo Liviano, Sala dei Giganti  ISCRIVITI   ⇒ Programma GIORNO 24 NOVEMBRE 2022 – Modalità d’iscrizione solo per la parte dedicata ai crediti ECM   Il corso è gratuito con registrazione obbligatoria attraverso la piattaforma FAD_DIMED, link:  https://www.rad.unipd.it/FAD_DIMED/
successivamente accedere al corso ed effettuare l’iscrizione. Dopo aver effettuato il login in piattaforma, cliccare all’interno dell’area utente, selezionare il corso e premere “INIZIA IL CORSO”.   Riservato a max. n. 100 partecipanti, per tutte le categorie professionali.   ECM Ai fini dell’attestazione dei crediti ECM è necessaria: la presenza effettiva degli iscritti, al 90% dell’intera durata delle attività formative, con verifica tramite firma di frequenza in entrata e in uscita
la compilazione e restituzione alla segreteria della scheda di valutazione/gradimento e della scheda anagrafica.   Provider id. 1884 Dipartimento di Medicina – DIMED Università degli Studi di Padova Cristina Degan, Chiara Bison Tel. 049.8218689-8793 Email: providerecm.dimed@unipd.it   Che cosa accomuna musica e medicina? E cosa ci rende capaci di creare legami? Si potrebbe rispondere l’ascolto, elemento chiave non solo della percezione della musica ma del mondo e di chi è intorno a noi. Questo è emerso in modo particolare durante il primo periodo della pandemia, quando ci siamo trovati immersi all’improvviso nel silenzio e nella lontananza dalle persone, ma è esperienza quotidiana del medico di fronte alla sofferenza di sguardi e interrogativi. Tendere l’orecchio è anche affinare il cuore. Passando dal battito cardiaco di un neonato al respiro sofferente dell’ammalato, dalle lancette dell’orologio che scandiscono le nostre giornate al succedersi di giorni e notti inscritti in una ciclicità naturale più grande, avvertiamo un ritmo che si costituisce generatore e sottofondo della vita. In quest’ottica, la musica ha iniziato a integrare il processo di cura, entrando in dialogo con il paziente e supportandolo nel suo percorso verso un migliore stato di salute; unendo ritmo e melodia, infatti, porge la sua mano al malato arrivando in uno spazio di vissuti e sentimenti e in questo modo permette di procedere insieme all’interno dell’ambito terapeutico.   Per sottolineare l’importanza dell’apporto musicoterapico, purtroppo non ancora stabilmente adottato nella pratica clinica delle realtà italiane, si è voluto approfondire il ruolo della musica, in particolare del ritmo, e alcuni degli effetti che essa induce su un piano organico e psichico in vari ambiti patologici. Partendo da una panoramica sul ritmo a livello multidisciplinare, il congresso andrà via via approfondendo le declinazioni che questo assume nei diversi sistemi e apparati per arrivare nella terza giornata all’esplicitazione del lavoro musicoterapico anche attraverso momenti pratici collettivi; alle relazioni del secondo e del terzo pomeriggio seguirà un concerto serale.   L’evento è stato ideato dal Prof. Roberto Vettor (direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova) e dal dr. Alois Saller (cardiologo, geriatra e internista della Clinica medica I dell’Azienda ospedaliera di Padova), al fine di aumentare la consapevolezza del binomio musica-medicina in ambito medico e non solo. Il dr. Saller, inoltre, è
LA MUSICA INCONTRA LA MEDICINA: RITMO, SUONI E SALUTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma Che cosa accomuna musica e medicina? E cosa ci rende capaci di creare legami? Si potrebbe rispondere l’ascolto, elemento chiave non solo della percezione della musica ma del mondo e di chi è intorno a noi. Questo è emerso in modo particolare durante il primo periodo della pandemia, quando ci siamo trovati immersi all’improvviso nel silenzio e nella lontananza dalle persone, ma è esperienza quotidiana del medico di fronte alla sofferenza di sguardi e interrogativi. Tendere l’orecchio è anche affinare il cuore. Passando dal battito cardiaco di un neonato al respiro sofferente dell’ammalato, dalle lancette dell’orologio che scandiscono le nostre giornate al succedersi di giorni e notti inscritti in una ciclicità naturale più grande, avvertiamo un ritmo che si costituisce generatore e sottofondo della vita. In quest’ottica, la musica ha iniziato a integrare il processo di cura, entrando in dialogo con il paziente e supportandolo nel suo percorso verso un migliore stato di salute; unendo ritmo e melodia, infatti, porge la sua mano al malato arrivando in uno spazio di vissuti e sentimenti e in questo modo permette di procedere insieme all’interno dell’ambito terapeutico.   Per sottolineare l’importanza dell’apporto musicoterapico, purtroppo non ancora stabilmente adottato nella pratica clinica delle realtà italiane, si è voluto approfondire il ruolo della musica, in particolare del ritmo, e alcuni degli effetti che essa induce su un piano organico e psichico in vari ambiti patologici. Partendo da una panoramica sul ritmo a livello multidisciplinare, il congresso andrà via via approfondendo le declinazioni che questo assume nei diversi sistemi e apparati per arrivare nella terza giornata all’esplicitazione del lavoro musicoterapico anche attraverso momenti pratici collettivi; alle relazioni del secondo e del terzo pomeriggio seguirà un concerto serale.   L’evento è stato ideato dal Prof. Roberto Vettor (direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova) e dal dr. Alois Saller (cardiologo, geriatra e internista della Clinica medica I dell’Azienda ospedaliera di Padova), al fine di aumentare la consapevolezza del binomio musica-medicina in ambito medico e non solo. Il dr. Saller, inoltre, è attivamente impegnato come Direttore dell’orchestra Asclepio, formazione composta da medici e operatori della sanità che coltivano la musica accanto alla professione e proseguono un lavoro di squadra rivolto ai pazienti, organizzando formazioni cameristiche nei reparti e concerti di beneficenza in diverse città italiane (anche accompagnati da musicisti di fama internazionale, come Enrico Bronzi, Leonora Armellini, i Solisti Veneti).   Dal ritmo nella vita al ritmo per la vita: per sottolineare l’interdisciplinarietà tra musica e medicina nel rapporto col malato e nel contesto di cura secondo una visione empatica e olistica                                                                                                                                            
LO STATO DELL’IPB IN ITALIA E LE TERAPIE INNOVATIVE DISPONIBILI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’iperplasia prostatica benigna (IPB) è una patologia che diventa sempre più comune con l’avanzare dell’età, sino a diventarne uno dei problemi di salute, e quindi sociali, più frequenti nel genere maschile. Il 43% degli ultrasettantenni e 3/4 di quelli con più di 80 anni lamenta disturbi soggettivi riconducibili ad IPB. I disturbi causati da questa sono collegati a diversi aspetti relativi alla conservazione del flusso (minzione e post-minzione) e generano incontinenza, nicturia e compromissione sessuale con un impatto negativo non solo sulla qualità della vita, ma anche sugli aspetti psicologici e sociali. A questo si aggiungano complicanze cliniche come l’ipertrofia della parete muscolare della vescica, diverticoli e calcoli vescicali, problemi renali ed infezioni urinarie frequenti particolarmente pericolose data l’età avanzata della maggior parte dei pazienti. Inoltre rappresenta un problema assistenziale importante sia per la numerosità (dati recenti indicano una prevalenza del 31,6% negli over 45) che per le ricadute economiche notevoli in termini di diagnostica e di terapie farmacologico-chirurgiche. Se per i pazienti con sintomi lievi e medi è indicata la terapia farmacologica, per i pazienti con sintomatologia grave e/o non più rispondente ai farmaci è mandataria la terapia chirurgica. Le procedure open sono state oramai quasi completamente abbandonate a favore delle procedure per via endoscopica.  Recentemente alla TURP ed alle  procedure con laser (HoLEP , PVP e Green Light Laser) si è aggiunta la tecnica REZUM, che sfrutta il vapore acqueo per ottenere la riduzione del tessuto prostatico. Le tecniche mini invasive sono particolarmente importanti soprattutto in periodo pandemico perché permettono di effettuare un maggior numero di interventi con degenza breve e minor costi. Per ciò che concerne la tecnica REZUM, questa può essere eseguita in regime di Day Hospital, necessitando di una leggera sedazione, e si realizza con una durata 10-12 minuti evitando il ricovero in ospedale.  I risultati di questo trattamento si rendono evidenti già nei primi 30 giorni e si stabilizzano nei successivi 3 mesi, con dati da studi retrospettivi che evidenziano come solo circa il 5% dei pazienti necessiti di ritrattamento a 4 anni. Anche i dati di sicurezza sono molto positivi  con oltre l’80 % dei pazienti che ha preservato perfettamente la funzione eiaculatoria. Ma nonostante l’avanzamento tecnologico di queste procedure, gli evidenti benefici ottenuti non vengono valorizzati e remunerati, a causa di un calcolo che considera solo i costi diretti e non quelli ad es° riguardanti la mancata ospedalizzazione, la quasi assenza di trasfusioni ematiche e un ritorno precoce alla normale attività lavorativa. Nel mese di Settembre Motore Sanità ha organizzato un incontro residenziale a Roma per trattare di tali tematiche con un parterre di opinion leader clinici, referenti di società scientifiche, referenti di associazioni pazienti e economisti sanitari. I relatori hanno dato vita ad un documento, una sorta di position paper contenente una serie di call to action da esporre ai Direttori Generali di ospedali e enti territoriali di sanità per avere un riscontro ed eventuali integrazioni al documento. A tale proposito Motore Sanità organizza un
TRA SCIENZA E COSCIENZA DIFFUSIONE E INVERSA LETALITÀ DEL SARS COV 2
Archivi Eventi - Motoresanità.it Fioccano in questi giorni accuse di ascientificità tra le forze politiche per ciò che riguarda i recenti provvedimenti governativi sulla endemia da COVID. Al di là delle polemiche in realtà la scienza non è concorde sull’attuale situazione post pandemica. Fa riflettere al riguardo una recentissima pubblicazione del Prof. Palù , stimato virologo di fama internazionale ed attuale Presidente di AIFA, e del team di microbiologia dell’ospedale di Padova sulla rivista Computational and Structural Biotechnology Journal. Nell’articolo sarebbe dimostrato che l’evoluzione della pandemia prevede una relazione inversa tra infettività e letalità del virus Sars COV 2 scivolando verso l’endemia con un virus che farebbe sempre meno morti e con un conseguente minor impatto sulla società. Al di là del fatto che i positivi registrati sono molto meno di quelli reali e che la maggior parte dei morti sono morti non per il covid ma con il covid, tale prospettiva andrebbe nella direzione di coloro che ritengono passata la pandemia con le conseguenti azioni di contenimento che, al di là dei fondamentali vaccini, rimangono le medesime della peste veneziana del 1630 con i DPI del medico della peste e la bacchetta per il distanziamento dai pazienti, la patente di sanità uguale al Green pass di oggi e i lockdown con appositi lazzaretti di antica memoria. Per discutere scientificamente dell’attuale evoluzione del COVID, Motore Sanità invita scienziati e medici esperti sulle tesi riportate nella pubblicazione del Prof.  Palù e del suo team. L'articolo TRA SCIENZA E COSCIENZA DIFFUSIONE E INVERSA LETALITÀ DEL SARS COV 2 proviene da Motoresanità.it. Read More
L’OSSERVATORIO INNOVAZIONE DI MOTORE SANITÀ PRESENTA LE PROPOSTE PER I PRIMI 100 GIORNI DELLA NUOVA LEGISLATURA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’obiettivo di questa giornata è quello di raccogliere e sviluppare il  lavoro dell’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità, per mettere in evidenza gli aspetti più rilevanti e urgenti che la nuova legislatura deve affrontare per consentire al nostro Sistema Sanitario di raggiungere risultati che abbiano  una forte ricaduta sulla cura e la gestione dei pazienti. Dieci le “tracce” proposte ai partecipanti, che verranno implementate durante l’evento  e produrranno proposte concrete da illustrare e speriamo realizzare  nella prima parte della nuova legislatura. Gli argomenti che verranno trattati  sono il frutto di un’elaborazione di alto profilo, che ha visto il contributo di molti professionisti , esperti della materia e decisori politici , del mondo dell’industria , delle istituzioni e della scienza ,di rappresentanti dei pazienti ,che hanno avuto modo di confrontarsi sul campo  con il difficile mondo delle politiche sanitarie e riflettere sui punti deboli e sulle eccellenze del nostro SSN   Il Board scientifico di Motore Sanità ritiene che il punto principale su cui si snodano tutte le azioni e gli obiettivi sia quello relativo alle risorse umane. Se è vero che ci sono stati errori di pianificazione,  occorre ripartire proprio da lì per arrivare a programmare la formazione e il numero dei professionisti sanitari, tutti, che tenga conto delle effettive esigenze di quantità di professionisti e specificità di specializzazione delle strutture sanitarie, dei territori e dei pazienti. Non possiamo dimenticare che le risorse professionali in opera nel nostro Sistema Sanitario hanno svolto un prezioso lavoro e lo continuano a svolgere con una capacità molto elevata. Ma se non c’è un’organizzazione e una chiara indicazione del percorso da svolgere, sicuramente tante di queste preziose energie potrebbero  essere disperse.  C’è l’urgenza di portare avanti azioni concrete per far sì che da subito  possano essere date  le giuste risposte. Siamo in un momento di grande trasformazione del SSN, e il nostro lavoro di osservatorio parte necessariamente  dall’analisi dell’esistente e  dalle riforme approvate per la realizzazione del Pnnr: uno dei maggiori problemi per la sua realizzazione è proprio la carenza di personale e la sua formazione. In questo evento verrà quindi svolto un focus sulle risorse umane, su quali meccanismi agire subito nell’emergenza e poi con uno sguardo più ampio , pensare al il futuro del SSN e della sua organizzazione senza trascurare il “ benessere organizzativo” delle strutture , che significa soprattutto mettere in atto politiche che cercano  di rendere più efficace il lavoro di chi opera in Sanità. I risultati di questa giornata  lavoro e di elaborazione di idee e progetti , verrà messo a disposizione, di specifici stakeholder e policy makers e naturalmente istituzioni, che ne valuteranno la coerenza , la comprensione,  l’applicabilità e le ricadute sul sistema, primi tra tutti i pazienti e le loro famiglie . L'articolo L’OSSERVATORIO INNOVAZIONE DI MOTORE SANITÀ PRESENTA LE PROPOSTE PER I PRIMI 100 GIORNI DELLA NUOVA LEGISLATURA proviene da Motoresanità.it. Read More
PERSONE CON EPILESSIA: PRESA IN CARICO ASSISTENZIALE – PIEMONTE – LIGURIA – VALLE D’AOSTA
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’Epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale dovuta ad una ipereccitabilità dei neuroni corticali per cause diverse tra loro (strutturali, genetiche, metaboliche, infettive, disimmuni o sconosciute) che si manifesta clinicamente attraverso le crisi caratterizzate da  segni e sintomi anch’essi con diversa espressione fenotipica. Le crisi possono infatti avere un esordio focale o generalizzato, con sintomi motori o non motori e associarsi o no a perdita della consapevolezza e/o della coscienza. La terapia delle Epilessie si basa sull’assunzione di farmaci anti-crisi, che però non sempre consentono un controllo soddisfacente delle crisi, tenuto conto che a tutt’oggi circa un terzo delle Persone con Epilessia risulta essere farmacoresistente. In questi casi, quando possibile, si può ricorrere ad un intervento chirurgico mirato oppure a terapie palliative.  Inoltre il peso complessivo dell’Epilessia è gravato dallo stigma che la patologia tuttora comporta, sia a livello individuale che sociale, con importanti limitazioni per quanto riguarda l’autonomia personale, in ambito scolastico e lavorativo, nell’attività sportiva, etc… Dall’analisi delle diverse situazioni regionali emergono le seguenti priorità: Il Sistema Sanitario, per riuscire a garantire un’effettiva presa in carico della Persona con Epilessia (PcE) per tutta la vita, deve creare o potenziare (se già esistenti) delle Strutture assistenziali regionali connesse in rete e coordinate a livello nazionale.
É necessario definire ed implementare in tutte le Regioni un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che assicuri alle PcE l’accesso rapido alle strutture dedicate sia in situazioni emergenziali che durante tutto il decorso della malattia, strutture che dispongano di risorse  sia umane che strumentali qualificate e che permettano una presa in carico multidisciplinare.
L’accesso a tutti i farmaci anti-crisi ed al loro dosaggio deve essere agevole ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, con inserimento di un epilettologo nelle Commissioni regionali apposite, in modo da evitare che i nuovi farmaci subiscano limitazioni di utilizzo e possano invece essere prescritti grazie a una maggiore consapevolezza del bisogno clinico, alla corretta definizione del paziente target e della conseguente place in therapy.
É altresì necessario l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per includere, ad esempio, l’esenzione ticket anche per la Risonanza Magnetica, fondamentale per la diagnosi di Epilessia, ed è anche necessario ampliare la diagnostica in campo genetico andando oltre i test assicurati per le Malattie Rare.
Importante è inoltre favorire l’accesso alla chirurgia dell’Epilessia per le PcE che possano trarre vantaggio da questa metodologia, potenziando le risorse delle strutture già esistenti e creandone altre per garantire una migliore distribuzione dei Centri sul territorio nazionale.
É mandatorio assicurare alle PcE un supporto sociale in quanto una delle maggiori discriminazioni si verifica in campo lavorativo, soprattutto per la scarsa attuazione delle norme contenute nella legge vigente riguardante l’inserimento occupazionale dei disabili (Legge n. 68 del 13/3/1999), Legge in realtà fortemente innovativa. 
Essendo lo stigma (sia sociale che individuale) uno dei principali fattori impattanti sulle PcE occorre che Stato e Regioni mettano in atto tutte le azioni  possibili per migliorare la conoscenza dell’Epilessia tra la popolazione generale, gli insegnanti delle scuole di ogni
PERSONE CON EPILESSIA: PRESA IN CARICO ASSISTENZIALE – EMILIA ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’Epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale dovuta ad una ipereccitabilità dei neuroni corticali per cause diverse tra loro (strutturali, genetiche, metaboliche, infettive, disimmuni o sconosciute) che si manifesta clinicamente attraverso le crisi caratterizzate da  segni e sintomi anch’essi con diversa espressione fenotipica. Le crisi possono infatti avere un esordio focale o generalizzato, con sintomi motori o non motori e associarsi o no a perdita della consapevolezza e/o della coscienza. La terapia delle Epilessie si basa sull’assunzione di farmaci anti-crisi, che però non sempre consentono un controllo soddisfacente delle crisi, tenuto conto che a tutt’oggi circa un terzo delle Persone con Epilessia risulta essere farmacoresistente. In questi casi, quando possibile, si può ricorrere ad un intervento chirurgico mirato oppure a terapie palliative.  Inoltre il peso complessivo dell’Epilessia è gravato dallo stigma che la patologia tuttora comporta, sia a livello individuale che sociale, con importanti limitazioni per quanto riguarda l’autonomia personale, in ambito scolastico e lavorativo, nell’attività sportiva, etc… Dall’analisi delle diverse situazioni regionali emergono le seguenti priorità: Il Sistema Sanitario, per riuscire a garantire un’effettiva presa in carico della Persona con Epilessia (PcE) per tutta la vita, deve creare o potenziare (se già esistenti) delle Strutture assistenziali regionali connesse in rete e coordinate a livello nazionale.
É necessario definire ed implementare in tutte le Regioni un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che assicuri alle PcE l’accesso rapido alle strutture dedicate sia in situazioni emergenziali che durante tutto il decorso della malattia, strutture che dispongano di risorse  sia umane che strumentali qualificate e che permettano una presa in carico multidisciplinare.
L’accesso a tutti i farmaci anti-crisi ed al loro dosaggio deve essere agevole ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, con inserimento di un epilettologo nelle Commissioni regionali apposite, in modo da evitare che i nuovi farmaci subiscano limitazioni di utilizzo e possano invece essere prescritti grazie a una maggiore consapevolezza del bisogno clinico, alla corretta definizione del paziente target e della conseguente place in therapy.
É altresì necessario l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per includere, ad esempio, l’esenzione ticket anche per la Risonanza Magnetica, fondamentale per la diagnosi di Epilessia, ed è anche necessario ampliare la diagnostica in campo genetico andando oltre i test assicurati per le Malattie Rare.
Importante è inoltre favorire l’accesso alla chirurgia dell’Epilessia per le PcE che possano trarre vantaggio da questa metodologia, potenziando le risorse delle strutture già esistenti e creandone altre per garantire una migliore distribuzione dei Centri sul territorio nazionale.
É mandatorio assicurare alle PcE un supporto sociale in quanto una delle maggiori discriminazioni si verifica in campo lavorativo, soprattutto per la scarsa attuazione delle norme contenute nella legge vigente riguardante l’inserimento occupazionale dei disabili (Legge n. 68 del 13/3/1999), Legge in realtà fortemente innovativa. 
Essendo lo stigma (sia sociale che individuale) uno dei principali fattori impattanti sulle PcE occorre che Stato e Regioni mettano in atto tutte le azioni  possibili per migliorare la conoscenza dell’Epilessia tra la popolazione generale, gli insegnanti delle scuole di ogni
RIDUZIONE DEL RISCHIO COME STRATEGIA DI SALUTE PUBBLICA NELL’ELIMINAZIONE DELLE SIGARETTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma RAZIONALE Si fuma da secoli, e in diversi modi: sigari, sigarette, pipe. Il fumo fa male: “nuoce gravemente alla salute” come viene correttamente riportato sulle confezioni di sigari, sigarette, tabacco.  Sebbene l’obiettivo di ogni Operatore Sanitario debba rimanere la totale disassuefazione, i fumatori non sono in diminuzione, o calano troppo lentamente. In Italia ci sono 11 milioni di fumatori, fuma circa un adulto su 4, e la dipendenza dal fumo è quindi una condizione di molti. Non è sufficiente voler smettere di fumare per riuscire a smettere di fumare. Il tabagismo è una dipendenza chimica, da nicotina, ma anche una dipendenza psicologica, di gestualità, di appartenenza ad un gruppo. Come per tutte le dipendenze anche per il tabagismo è necessario attivare delle strategie di sostegno per:  A) Smettere di fumare
B) Ridurre il fumo
C) Ridurre i danni provocati dal fumo I recenti progressi tecnologici hanno permesso lo sviluppo di una categoria di prodotti alternativi non a combustione, che proprio per il fatto che potenzialmente riducono il rischio, offrono una valida opportunità per i fumatori adulti. Molti gli studi indipendenti realizzati finalizzati alla comparazione del danno, ma poche le conclusioni scientifiche per valutare la reale riduzione del rischio. Un confronto per valutare la riduzione del rischio con i prodotti alternativi è estremamente importante, dato il numero di morti legato al fumo da tabacco combusto. In molteplici campi della medicina (alcolismo in primis, ma anche oncologia, alimentazione, malattie infettive…) è contemplato il concetto di riduzione del rischio. Nel mondo del tabagismo, però, questo aspetto non è ancora accettato né applicato.  È obiettivo prioritario dunque perseguire una strategia progettuale che focalizzi l’attenzione sul concetto di riduzione del rischio dei prodotti alternativi senza combustione, per rendere le Istituzioni consapevoli del fatto che i MMG e tutti gli Stakeholder coinvolti in questo ambito debbano essere informati per fornire valide indicazioni agli assistiti che decidono di continuare a fumare. Anche la FDA si è di recente pronunciata sullo snus, sui prodotti a tabacco riscaldato e sulla sigaretta elettronica, definendoli un’opportunità per ridurre l’esposizione a sostanze dannose dei tabagisti che decidono di continuare a fumare. Data la grande opportunità che ci si pone davanti, le Istituzioni del nostro Paese non possono rimanere indifferenti, ma dovrebbero promuovere un confronto. Per fare ciò, è necessario anche dare maggiore evidenza ai risultati scientifici degli studi condotti su questa categoria di prodotti ed analizzare i risultati con spirito olistico. Tra i più recenti contributi, il rapporto di valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità afferma che: non è possibile riconoscere la riduzione delle sostanze tossiche dei prodotti non a combustione rispetto a quelli a combustione, a parità di condizioni di utilizzo; I dati scientifici non permettono di stabilire il potenziale di riduzione del rischio rispetto ai prodotti a combustione a parità di condizioni di utilizzo, sia per quanto riguarda l’impatto nei fumatori relativamente alla riduzione della mortalità e morbilità fumo correlate, sia per quanto riguarda l’impatto nei non fumatori e negli ex-fumatori relativamente alla capacità del prodotto
SCOMPENSO CARDIACO – L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI – PIEMONTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Lo scompenso cardiaco colpisce circa 15 milioni in Europa2-3,8, con una prevalenza nota dell’1-2% ma oltre il 10% in quelli di età superiore ai 70 anni ed una incidenza pari a 5/1000 all’anno considerando solo popolazione adulta4. E’ una patologia cronica con esito fatale nel 50% dei pazienti entro cinque anni dalla diagnosi9. Lo scompenso cardiaco in Italia è la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni con un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico11 molto rilevante (su 1 milione di persone causa di circa 190 mila ricoveri/anno con una spesa di circa 3 miliardi €/annui per l’85% dovuto a ricoveri, e spesa media/paziente oltre 11.800 €/anno). La principale categoria di scompenso cardiaco è quella che valutando la frazione di eiezione (% di sangue che fuoriesce dal cuore ogni volta che si contrae) indica una frazione di eiezione preservata (HFpEF).  Affligge il 50% dei pazienti e si verifica quando il ventricolo sinistro non riesce a contrarsi in maniera adeguata e quindi pompa meno sangue ossigenato. Lo scompenso cardiaco è comunque spesso associato ad altre malattie del sistema cardio-nefro-metabolico come il diabete di tipo 2 e le malattie renali. A causa della natura interconnessa di questi sistemi, il miglioramento di uno può portare effetti positivi in tutti gli altri. Per questi motivi si sono studiati gli effetti della classe degli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i), già indicati sia come monoterapia sia in terapia di combinazione in pazienti con diabete di tipo 2 e che hanno dimostrato attraverso numerosi studi RCT di garantire benefici aggiuntivi come la riduzione della pressione arteriosa e dei ricoveri per scompenso(-35%), il rallentamento del declino della funzionalità renale(-39%), la mortalità per tutte le cause (-32%). Sulla base di queste evidenze sono stati impostati numerosi nuovi studi con lo specifico obiettivo di valutarne l’impatto in ambito cardiovascolare indipendentemente dal diabete. In particolare i dati preliminari indicavano come l’effetto degli SGLT2i inibitori si osservasse già nei primi 3 mesi di trattamento, suggerendo un meccanismo non esclusivamente collegato alla riduzione della glicemia. Così si è aperta la strada ad una nuova indicazione che rappresenta una svolta epocale nel trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco cronico sintomatico con frazione di eiezione preservata. Numerose evidenze supportano infatti l’indicazione che questa relativamente nuova classe di farmaci si confermi anche nello scompenso, in grado di migliorare i sintomi, ridurre i ricoveri ospedalieri ma soprattutto la mortalità sia cardiovascolare che totale.  Tali dati quindi di massima rilevanza per la comunità scientifica dovrebbe offrire una nuova opportunità a tutti coloro che si occupano di curare lo scompenso ed ancor prima ai pazienti: salvando vite e aiutando le persone a trascorrere meno tempo in ospedale e più tempo con le proprie famiglie. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto nelle diverse regioni italiane per favorire una condivisione di idee sulla revisione del disease management per questa importante cronicità, che interessa una ampia
DEGENARAZIONE MACULARE SENILE ESSUDATIVA – TORINO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La maculopatia è caratterizzata dalla progressiva perdita della visione centrale, spesso bilaterale, limitando molto la funzione visiva. La maculopatia senile legata all’età è la forma più frequente e colpisce 25/30 milioni di persone nel solo occidente. Ma esistono diverse altre forme di maculopatia come quella senile essudativa  la cui incidenza in rapporto all’aumento della malattia e all’invecchiamento della popolazione prospetta scenari preoccupanti. Da una precedente analisi del Politecnico di Milano emerge che in Piemonte il percorso di riferimento per i pazienti con sospetto di maculopatia inizia presso tre tipologie di attori presenti sul territorio: i medici di medicina generale, gli oculisti territoriali e altri centri oculistici. Alla visita oculistica di approfondimento, il centro oculistico di II livello con ambulatorio dedicato effettua esami strumentali per confermare o meno il sospetto di diagnosi; in caso di conferma di diagnosi, il centro di II livello procede a raccogliere il consenso informato e fissa il trattamento. Il trattamento intravitreale dovrebbe avvenire entro 20 giorni dall’invio al centro oculistico di II livello con ambulatorio dedicato. A seguito del primo trattamento è previsto, dopo qualche giorno, una visita di controllo, a cui seguono trattamenti e controlli secondo lo schema terapeutico di riferimento. Tale percorso, se implementato in modo uniforme, permetterebbe ai Centri di Riferimento della Regione Piemonte di risolvere alcune delle criticità rilevate a livello quantitativo:  Eterogeneità dei centri oculistici di II livello per volumi, canali di ingresso e tempi di attesa 
Importante riduzione di tutte le attività dal 2019 al 2021, con una maggiore incidenza sulle diagnosi (-63%) e sulle visite (-50%) ma anche sul numero di pazienti trattati, soprattutto se naive (-49%) 
Numero di trattamenti nell’anno per singolo paziente (in crescita da 2,6 nel 2019 a 3,4 nel 2020) molto inferiore ai target di riferimento. Inoltre per la degenerazione maculare gioca un ruolo importante la mancanza di uno screening tra i potenziali malati, poiché molti si recano dall’oculista solo con sintomi e degenerazione avanzata, la difficoltà di recupero del pregresso che non ha potuto rifarsi ai luoghi di cura durante la pandemia. A tal proposito Motore Sanità organizza un evento per analizzare le possibilità terapeutiche innovative per la degenerazione maculare senile essudativa e le difficoltà nel riuscirà ad intercettare precocemente i pazienti ed i processi di presa in carico ancora difficoltosi per coloro che sono già in cura. L'articolo ONCOnnection – STATI GENERALI – SUD: CAMPANIA, MARCHE, PUGLIA, SICILIA proviene da Motoresanità.it. Read More
IMMUNONCOLOGIA AL FEMMINILE. FOCUS ON CARCINOMA ENDOMETRIALE: PUGLIA, CAMPANIA, SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Il funzionamento del sistema immunitario nel paziente oncologico è da tempo al centro dell’attenzione dei ricercatori. Gli studi in questo campo hanno portato ad evidenziare alcune cause alla base del mancato funzionamento di un sistema immunitario non più in grado di riconoscere e contrastare le cellule neoplastiche da quelle sane. Concentrandosi su queste cause la ricerca ha prodotto negli ultimi 5-6 anni una rapida e dirompente innovazione. Così già oggi ad es°, l’immunoterapia oncologica, si è consolidata in molte tipologie di tumori come nuovo fondamentale approccio terapeutico in grado di portare speranze ai malati. Infatti grazie ai sorprendenti risultati ottenuti inizialmente in quelle forme refrattarie a tutte le terapie disponibili nel melanoma prima, nel polmone e nel rene successivamente, l’impegno nel continuare a far progredire la ricerca verso nuove indicazioni, è oramai uno degli obiettivi comuni per tutti i ricercatori al mondo. Fra queste, un importante e recentissimo sviluppo si è avuto con l’approvazione da parte di FDA ed EMA della prima monoterapia anti-PD-1 da utilizzare nel carcinoma endometriale ricorrente o avanzato nelle pazienti con tumori MSI-mutati in progressione durante o dopo un precedente trattamento con un regime a base di platino.¹ Il cancro dell’endometrio, che si forma nel rivestimento interno dell’utero,  è tra i più frequenti tumori femminili (5/6% di tutti i tumori femminili e terza neoplasia più frequente nelle donne tra i 50/70 anni). In Italia le stime indicano attualmente 122.600 donne che vivono dopo una diagnosi di tumore del collo dell’utero, ed una mortalità stimata per il 2021 di 3.100 decessi. Tutto ciò, nonostante la sopravvivenza a 5 anni sia passata dal 77% nel 2017 al 79% nel 2020. Già di per sé il carcinoma endometriale presenta limitate opzioni di trattamento ed una prognosi sfavorevole ma nel caso di questo fenotipo le pazienti in progressione, dopo la chemioterapia, si trovano senza alternative terapeutiche. Ma per ottenere il miglior risultato clinico in appropriatezza e senza spreco di risorse da questa terapia, secondo le evidenze emerse dagli studi clinici registrativi, la selezione della popolazione target deve avvenire attraverso un test di valutazione eseguito con la tecnica di sequenziamento NGS. Così seppure ogni anno in Italia vi sia una incidenza di circa 8.300 nuovi casi prevalentemente in donne tra i 50 e i 65 anni, le stime ottenibili attraverso una proiezione dei dati registrativi sulla popolazione target selezionata dal test e da trattare con questa nuova terapia presentano numeriche notevolmente inferiori. Motore Sanità intende promuovere dei tavoli di discussione a livello delle principali regioni Italiane che analizzando l’attuale cambio di scenario nelle opportunità di cura di questo tumore possano generare idee e buone pratiche per garantire un accesso rapido alle terapie più efficaci ed ai test necessari, mantenendo appropriatezza senza sprechi di risorse. L'articolo ONCOnnection – STATI GENERALI – SUD: CAMPANIA, MARCHE, PUGLIA, SICILIA proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito pro capite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo ONCOnnection – STATI GENERALI – SUD: CAMPANIA, MARCHE, PUGLIA, SICILIA proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOnnection – STATI GENERALI – NORD EST: TRENTINO-ALTO ADIGE, VENETO, FRIULI-VENEZIA GIULIA E EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto ben 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto in un volume del magazine Mondosanità dedicato. I temi principali  emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per “copiare“ le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’ immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà  elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle,  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. Le tempistiche di approvazione da
ONCOnnection – STATI GENERALI – NORD EST: TRENTINO-ALTO ADIGE, VENETO, FRIULI-VENEZIA GIULIA E EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto ben 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto in un volume del magazine Mondosanità dedicato. I temi principali  emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per “copiare“ le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’ immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà  elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle,  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. Le tempistiche di approvazione da
IMMUNONCOLOGIA AL FEMMINILE: FOCUS ON CARCINOMA ENDOMETRIALE: TOSCANA, MARCHE, UMBRIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Il funzionamento del sistema immunitario nel paziente oncologico è da tempo al centro dell’attenzione dei ricercatori. Gli studi in questo campo hanno portato ad evidenziare alcune cause alla base del mancato funzionamento di un sistema immunitario non più in grado di riconoscere e contrastare le cellule neoplastiche da quelle sane. Concentrandosi su queste cause la ricerca ha prodotto negli ultimi 5-6 anni una rapida e dirompente innovazione. Così già oggi ad es°, l’immunoterapia oncologica, si è consolidata in molte tipologie di tumori come nuovo fondamentale approccio terapeutico in grado di portare speranze ai malati. Infatti grazie ai sorprendenti risultati ottenuti inizialmente in quelle forme refrattarie a tutte le terapie disponibili nel melanoma prima, nel polmone e nel rene successivamente, l’impegno nel continuare a far progredire la ricerca verso nuove indicazioni, è oramai uno degli obiettivi comuni per tutti i ricercatori al mondo. Fra queste, un importante e recentissimo sviluppo si è avuto con l’approvazione da parte di FDA ed EMA della prima monoterapia anti-PD-1 da utilizzare nel carcinoma endometriale ricorrente o avanzato nelle pazienti con tumori MSI-mutati in progressione durante o dopo un precedente trattamento con un regime a base di platino.¹ Il cancro dell’endometrio, che si forma nel rivestimento interno dell’utero,  è tra i più frequenti tumori femminili (5/6% di tutti i tumori femminili e terza neoplasia più frequente nelle donne tra i 50/70 anni). In Italia le stime indicano attualmente 122.600 donne che vivono dopo una diagnosi di tumore del collo dell’utero, ed una mortalità stimata per il 2021 di 3.100 decessi. Tutto ciò, nonostante la sopravvivenza a 5 anni sia passata dal 77% nel 2017 al 79% nel 2020. Già di per sé il carcinoma endometriale presenta limitate opzioni di trattamento ed una prognosi sfavorevole ma nel caso di questo fenotipo le pazienti in progressione, dopo la chemioterapia, si trovano senza alternative terapeutiche. Ma per ottenere il miglior risultato clinico in appropriatezza e senza spreco di risorse da questa terapia, secondo le evidenze emerse dagli studi clinici registrativi, la selezione della popolazione target deve avvenire attraverso un test di valutazione eseguito con la tecnica di sequenziamento NGS. Così seppure ogni anno in Italia vi sia una incidenza di circa 8.300 nuovi casi prevalentemente in donne tra i 50 e i 65 anni, le stime ottenibili attraverso una proiezione dei dati registrativi sulla popolazione target selezionata dal test e da trattare con questa nuova terapia presentano numeriche notevolmente inferiori. Motore Sanità intende promuovere dei tavoli di discussione a livello delle principali regioni Italiane che analizzando l’attuale cambio di scenario nelle opportunità di cura di questo tumore possano generare idee e buone pratiche per garantire un accesso rapido alle terapie più efficaci ed ai test necessari, mantenendo appropriatezza senza sprechi di risorse. L'articolo DEGENARAZIONE MACULARE SENILE ESSUDATIVA – TORINO proviene da Motoresanità.it. Read More
PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave. Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo DEGENARAZIONE MACULARE
10­­th EIEM CONFERENCE – EXERCISE IS MEDICINE – PADOVA 2022
Archivi Eventi - Motoresanità.it Di seguito le istruzioni per procedere con l’effettiva registrazione e l’acquisto dei biglietti. – BONIFICO BANCARIO
IT18Y0306909606100000072652
Intestatario: PANACEA SCS
Per favore riporti i seguenti dati:
Nome e cognome:
Indirizzo email:
Indirizzo di residenza:
Codice fiscale: – PAYPAL
I pagamenti online saranno disponibili dal 30 Settembre al seguente sito:
https://events.zoom.us/e/view/mZlbD6cmSyymzaPxtq3wmw
Per favore riportati i seguenti dati:
Nome e cognome:
Indirizzo email:
Indirizzo di residenza:
Codice fiscale: Ulteriori dettagli sono disponibili al sito:
https://exerciseismedicine.it/ Biglietto standard 150,00€.
Prezzo speciale per studenti, Medici in Formazione Specialistica, iscritti a EIM Italy e partecipanti da remoto (via zoom) 100,00€.
Per ottenere in crediti ECM è necessario partecipare in presenza e per almeno il 90% della durata delle sessioni. SITO DELL’EVENTO:
Giardino Botanico
Via Orto Botanico, 15, 35123 Padova PD, Italy
https://www.ortobotanicopd.it/en   ADDITIONAL INFORMATION FOR ITALIAN HEALTHCARE PROFESSIONALS ATTENDING THE CONFERENCE   L’EVENTO E’ APERTO PER N. 150 ISCRITTI PER TUTTE LE CATEGORIE PROFESSIONALI N 2.1 CREDITI ECM per la giornata del 29 Ottobre Ai fini dell’attestazione dei crediti ECM è necessaria: la partecipazione in presenza degli iscritti, al 90% dell’intera durata delle attività formative, con verifica tramite firma di frequenza in entrata e in uscita;
la compilazione e restituzione alla segreteria della scheda di valutazione/gradimento e della scheda anagrafica. Provider id. 1884 – Dipartimento di Medicina – DIMED Palasanità – Stanza n. 46  Tel. 049.8218689-8793 Email: providerecm.dimed@unipd.it  L'articolo SALUTE MENTALE COME SUPERARE LO STIGMA IN SANITÀ proviene da Motoresanità.it. Read More
SALUTE MENTALE COME SUPERARE LO STIGMA IN SANITÀ
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’Emilia Romagna spende per la salute mentale il 3.6% del Fondo Sanitario Regionale, pari a 285 milioni di euro, mentre la spesa media nazionale è del 2,9%. Ma le conseguenze del persistere dello stigma, con  stili di vita sbagliati e ritardo nell’accesso alle cure, incidono sulla durata della vita dei pazienti con disturbi psichici, che hanno una mortalità per infarto e tumore 2,6 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Nelle altre regioni probabilmente non andrà meglio e tale preoccupante analisi mette in discussione il concetto di equità ed universalità, principi fondanti del nostro SSN. Da tempo si chiede di riportare la salute mentale al centro dell’agenda di governo, ma nonostante l’impegno di spendere il 5% del fondo sanitario regionale per la psichiatria,  tutte le regioni non stanno ottemperando a quanto sottoscritto nell’accordo stato-regioni. Le soluzioni sono articolate e vanno dal potenziamento dei servizi, a campagne di comunicazione per i cittadini ed ad una formazione adeguata per gli operatori delle altre discipline medico chirurgiche. Per discutere dello stigma in psichiatria e delle conseguenze ed azioni da mettere in atto, Motore Sanità organizza un apposito incontro con gli esperti del settore, i rappresentanti dei cittadini e le istituzioni. L'articolo SALUTE MENTALE COME SUPERARE LO STIGMA IN SANITÀ proviene da Motoresanità.it. Read More
L’AUTOMAZIONE DEL PERCORSO FARMACO IN OSPEDALE E NEL TERRITORIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Sulla spinta delle molte debolezze di sistema sperimentate durante la pandemia, i grandi cambiamenti in atto nel mondo della Sanità, vedono come punto chiave di ripartenza la necessità di una grande e rapida riorganizzazione dei servizi. Uno degli aspetti cruciali di questa riorganizzazione certamente interessa la logistica dei beni sanitari (farmaci, dispositivi, tecnologie informatiche in primis).  La logistica efficace, per definizione stessa, dovrebbe essere caratterizzata dal garantire un elevato livello di accuratezza e sicurezza agli utenti finali, fornendo con rapidi tempi di risposta, le quantità di servizi richiesti nel luogo più congruo e nella condizione appunto più sicura. Tutto ciò con costi sostenibili per il sistema. La pandemia ha dato ancor più evidenza al valore clinico ed economico legato a questi aspetti. La prossimità delle cure, l’home delivery sono argomenti in questa situazione di grande stress per il sistema assistenziale, usciti alla ribalta come elementi da tutti condivisi come prioritari e su cui investire. La logistica del percorso del farmaco ad esempio, ha ricadute dirette sulla qualità dei percorsi clinico assistenziali in termini di prevenzione e gestione degli eventi avversi, sulla standardizzazione dei processi, sulla tracciabilità e l’ottimizzazione dei flussi, sulla riduzione degli sprechi e sul conseguente monitoraggio e controllo della spesa. Per questi aspetti l’implementazione di soluzioni che permettono l’automazione e l’informatizzazione negli ospedali e nel territorio rappresentano una reale opportunità di efficientamento e di sostenibilità dei SSR. Il PNRR contribuirà attraverso la messa a disposizione di ingenti risorse a fare in modo che molti di questi obiettivi fino a poco tempo fa ritenuti chimere, oggi diventino raggiungibili e realizzabili nel breve termine? È un auspicio comune ma serviranno strategie condivise in grado di fornire in ogni territorio le stesse opportunità, magari partendo da quanto di positivo si è già realizzato attraverso buone pratiche. Motore Sanità su queste basi e su questi nodi, intende creare delle occasioni di confronto coinvolgendo i principali attori di sistema per proporre un utilizzo efficace delle risorse. L'articolo L’AUTOMAZIONE DEL PERCORSO FARMACO IN OSPEDALE E NEL TERRITORIO proviene da Motoresanità.it. Read More
SCOMPENSO CARDIACO – L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI – VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Lo scompenso cardiaco colpisce circa 15 milioni in Europa,, con una prevalenza nota dell’1-2% ma oltre il 10% in quelli di età superiore ai 70 anni ed una incidenza pari a 5/1000 all’anno considerando solo popolazione adulta. E’ una patologia cronica con esito fatale nel 50% dei pazienti entro cinque anni dalla diagnosi. Lo scompenso cardiaco in Italia è la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni con un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico molto rilevante (su 1 milione di persone causa di circa 190 mila ricoveri/anno con una spesa di circa 3 miliardi €/annui per l’85% dovuto a ricoveri, e spesa media/paziente oltre 11.800 €/anno). La principale categoria di scompenso cardiaco è quella che valutando la frazione di eiezione (% di sangue che fuoriesce dal cuore ogni volta che si contrae) indica una frazione di eiezione preservata (HFpEF).  Affligge il 50% dei pazienti e si verifica quando il ventricolo sinistro non riesce a contrarsi in maniera adeguata e quindi pompa meno sangue ossigenato. Lo scompenso cardiaco è comunque spesso associato ad altre malattie del sistema cardio-nefro-metabolico come il diabete di tipo 2 e le malattie renali. A causa della natura interconnessa di questi sistemi, il miglioramento di uno può portare effetti positivi in tutti gli altri. Per questi motivi si sono studiati gli effetti della classe degli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i), già indicati sia come monoterapia sia in terapia di combinazione in pazienti con diabete di tipo 2 e che hanno dimostrato attraverso numerosi studi RCT di garantire benefici aggiuntivi come la riduzione della pressione arteriosa e dei ricoveri per scompenso(-35%), il rallentamento del declino della funzionalità renale(-39%), la mortalità per tutte le cause (-32%). Sulla base di queste evidenze sono stati impostati numerosi nuovi studi con lo specifico obiettivo di valutarne l’impatto in ambito cardiovascolare indipendentemente dal diabete. In particolare i dati preliminari indicavano come l’effetto degli SGLT2i inibitori si osservasse già nei primi 3 mesi di trattamento, suggerendo un meccanismo non esclusivamente collegato alla riduzione della glicemia. Così si è aperta la strada ad una nuova indicazione che rappresenta una svolta epocale nel trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco cronico sintomatico. Numerose evidenze supportano infatti l’indicazione che questa relativamente nuova classe di farmaci si confermi anche nello scompenso, in grado di migliorare i sintomi, ridurre i ricoveri ospedalieri ma soprattutto la mortalità sia cardiovascolare che totale.  Tali dati quindi di massima rilevanza per la comunità scientifica dovrebbero offrire una nuova opportunità a tutti coloro che si occupano di curare lo scompenso ed ancor prima ai pazienti: salvando vite e aiutando le persone a trascorrere meno tempo in ospedale e più tempo con le proprie famiglie. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto nelle diverse regioni italiane per favorire una condivisione di idee sulla revisione del disease management per questa importante cronicità, che interessa una ampia fetta di cittadini. L'articolo SCOMPENSO
PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE – SARDEGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Patologie che comportano anemie severe trasfusione-dipendenti, come le mielodisplasie e la beta-talassemia, oltre a condizionare pesantemente la qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti, hanno purtroppo un impatto rilevante sulla loro aspettativa di vita.  Le prime che ogni anno in Italia fanno segnare una incidenza di 3.000 nuovi casi, sono determinate da un difetto della cellula staminale del midollo osseo che produce globuli rossi, bianchi e piastrine. In particolare, in quasi tutti questi pazienti, la riduzione di globuli rossi causa l’anemia che aggravandosi nel tempo, necessita di regolari trasfusioni di sangue e pone il paziente a rischio di ammalarsi di leucemia mieloide acuta. Trattare in modo efficace l’anemia severa trasfusione-dipendente riducendo i rischi di complicanze ad essa associati, è la chiave per migliorare la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti. La seconda è una malattia genetica ereditaria, conosciuta anche come anemia mediterranea poiché la variante scoperta per prima fu quella diffusa fra le popolazioni che vivevano nel bacino mediterraneo. È più frequente tra persone di origine italiana, greca, mediorientale, sud-asiatica e africana, e l’Italia è uno dei paesi a più alta prevalenza con circa 7.000 pazienti. Il difetto congenito di produzione dell’emoglobina che la caratterizza, è dovuto a mutazioni nel gene HBB sul cromosoma 11, la cui gravità dipende dalla natura della mutazione, di solito asintomatica nella forma eterozigote ma sintomatica nella omozigote. Se mutati entrambi i 2 geni delle catene beta, si ha la beta talassemia major, che presenta un quadro clinico severo e grave anemia dovuta a globuli rossi molto piccoli (microciti) inadatti a svolgere la loro funzione. I sintomi compaiono già nei primi mesi di vita e se non si interviene con adeguate terapie, le conseguenze possono essere deformazioni ossee, ingrossamento di milza e fegato, problemi di crescita, complicazioni epatiche, endocrine e cardiovascolari. Sino a 50 anni fa la sopravvivenza per i pazienti affetti da questa forma era 10-15 anni, ma la ricerca sta producendo grande innovazione. Attualmente con la possibilità di effettuare la diagnostica prenatale è molto importante, nelle zone endemiche, diagnosticare  i portatori sani, individuare le coppie costituite da due portatori, quindi a rischio di avere figli affetti da Talassemia, fornire tutte le informazioni necessarie , offrire la possibilità di diagnosi prenatale. Tutto ciò consente di evitare la nascita di bimbi affetti da Talassemia, a meno che non sia una precisa scelta della coppia. In entrambe le patologie la sopravvivenza dei pazienti oggi prevede trasfusioni ogni 2-3 settimane e assunzione quotidiana di terapia ferrochelante, che eviti i danni da accumulo/intossicazione di ferro in organi vitali (cuore, fegato e pancreas).  La recente introduzione  di una terapia innovativa, che può influire sia sul consumo di sangue che sul fabbisogno di terapia ferro-chelante,  potrebbe realmente migliorare la vita di questi cittadini, dando nuove speranze alle famiglie: consentirebbe infatti di diminuire, il fabbisogno trasfusionale del 33% nel 70% dei pazienti beta-talassemici gravi, mentre farebbe risultare libero da trasfusioni per circa 2 mesi il 47% di quelli con sindrome mielodisplastica con
IMMUNONCOLOGIA AL FEMMINILE: FOCUS ON CARCINOMA ENDOMETRIALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Il funzionamento del sistema immunitario nel paziente oncologico è da tempo al centro dell’attenzione dei ricercatori. Gli studi in questo campo hanno portato ad evidenziare alcune cause alla base del mancato funzionamento di un sistema immunitario non più in grado di riconoscere e contrastare le cellule neoplastiche da quelle sane. Concentrandosi su queste cause la ricerca ha prodotto negli ultimi 5-6 anni una rapida e dirompente innovazione. Così già oggi ad es°, l’immunoterapia oncologica, si è consolidata in molte tipologie di tumori come nuovo fondamentale approccio terapeutico in grado di portare speranze ai malati. Infatti grazie ai sorprendenti risultati ottenuti inizialmente in quelle forme refrattarie a tutte le terapie disponibili nel melanoma prima, nel polmone e nel rene successivamente, l’impegno nel continuare a far progredire la ricerca verso nuove indicazioni, è oramai uno degli obiettivi comuni per tutti i ricercatori al mondo. Fra queste, un importante e recentissimo sviluppo si è avuto con l’approvazione da parte di FDA ed EMA della prima monoterapia anti-PD-1 da utilizzare nel carcinoma endometriale ricorrente o avanzato nelle pazienti con tumori MSI-mutati in progressione durante o dopo un precedente trattamento con un regime a base di platino.¹ Il cancro dell’endometrio, che si forma nel rivestimento interno dell’utero,  è tra i più frequenti tumori femminili (5/6% di tutti i tumori femminili e terza neoplasia più frequente nelle donne tra i 50/70 anni). In Italia le stime indicano attualmente 122.600 donne che vivono dopo una diagnosi di tumore del collo dell’utero, ed una mortalità stimata per il 2021 di 3.100 decessi. Tutto ciò, nonostante la sopravvivenza a 5 anni sia passata dal 77% nel 2017 al 79% nel 2020. Già di per sé il carcinoma endometriale presenta limitate opzioni di trattamento ed una prognosi sfavorevole ma nel caso di questo fenotipo le pazienti in progressione, dopo la chemioterapia, si trovano senza alternative terapeutiche. Ma per ottenere il miglior risultato clinico in appropriatezza e senza spreco di risorse da questa terapia, secondo le evidenze emerse dagli studi clinici registrativi, la selezione della popolazione target deve avvenire attraverso un test di valutazione eseguito con la tecnica di sequenziamento NGS. Così seppure ogni anno in Italia vi sia una incidenza di circa 8.300 nuovi casi prevalentemente in donne tra i 50 e i 65 anni, le stime ottenibili attraverso una proiezione dei dati registrativi sulla popolazione target selezionata dal test e da trattare con questa nuova terapia presentano numeriche notevolmente inferiori. Motore Sanità intende promuovere dei tavoli di discussione a livello delle principali regioni Italiane che analizzando l’attuale cambio di scenario nelle opportunità di cura di questo tumore possano generare idee e buone pratiche per garantire un accesso rapido alle terapie più efficaci ed ai test necessari, mantenendo appropriatezza senza sprechi di risorse. L'articolo PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE – EMILIA ROMAGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE – EMILIA ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le patologie che comportano anemia severa e trasfusione-dipendenza, come la beta-talassemia e le mielodisplasie, oltre a condizionare pesantemente la qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti, hanno purtroppo un impatto rilevante anche sulla loro aspettativa di vita.  La beta-talassemia è una malattia ereditaria, conosciuta anche come anemia mediterranea poiché descritta per prima fra le popolazioni del bacino mediterraneo è. È più frequente tra persone di origine italiana, greca, mediorientale, sud-asiatica e africana. L’Italia è uno dei paesi a più alta prevalenza con circa 7.000 pazienti. Il difetto congenito di produzione dell’emoglobina che la caratterizza, è dovuto a mutazioni a carico del gene della beta globina. Di solito è asintomatica nella forma eterozigote (portatore sano). Quando invece la mutazione interessa entrambe le copie dei geni beta globinici, si ha la beta talassemia major, che presenta un quadro clinico caratterizzato da anemia severa dovuta al difetto di produzione di  globuli rossi. I sintomi compaiono entro il primo anno di vita e se non si interviene con adeguate terapie (trasfusioni di sangue ogni 2-3 settimane e terapia chelante per la rimozione del ferro in eccesso), compaiono complicanze severe a carico di tutti gli organi ( deformazioni ossee, ingrossamento di milza e fegato, problemi di crescita, complicazioni epatiche, endocrine e cardiovascolari) che limitano fortemente l’aspettativa di vita. In passato, infatti, la sopravvivenza per i pazienti affetti da questa grave patologia non superava l’età adolescenziale. Grazie alla disponibilità di cure appropriate, negli ultimi decenni, l’aspettativa di vita dei pazienti è significativamente aumentata fino a superare i 50 anni. Grazie ai programmi di prevenzione, è possibile inoltre identificare le coppie di portatori sani a rischio di trasmettere la talassemia ai figli e offrire la possibilità di effettuare la diagnostica prenatale.  L’unica terapia curativa per la beta talassemia approvata ad oggi è il trapianto di cellule staminali, che però è riservato ad una minoranza di pazienti che dispongono di donatore compatibile. Negli ultimi anni stiamo assistendo all’accelerazione degli studi sperimentali di terapia genica per la talassemia, e si auspica che nel giro di qualche anno possano aprirsi nuovi orizzonti di cura per queste patologie. Le mielodisplasie ogni anno in Italia fanno segnare una incidenza di 3.000 nuovi casi. Si tratta di patologie che insorgono nell’età adulta, determinate da un difetto della cellula staminale del midollo osseo che produce globuli rossi, bianchi e piastrine. In particolare, in quasi tutti questi pazienti, l’anemia tende ad aggravarsi nel tempo, comportando la necessità di frequenti trasfusioni di sangue e ponendo il paziente a rischio di ammalarsi di leucemia acuta.  Trattare in modo efficace l’anemia trasfusione-dipendente riducendo i rischi di complicanze ad essa associati, è dunque la chiave per migliorare la qualità e l’aspettativa di vita di questi pazienti. La recente approvazione di una terapia innovativa volta a ridurre significativamente il fabbisogno trasfusionale nei pazienti talassemici e in alcune forme di mielodisplasia potrà avere un impatto importante soprattutto in termini di miglioramento della qualità di vita dei pazienti (riduzione del numero di trasfusioni, riduzione
IMMUNONCOLOGIA AL FEMMINILE: FOCUS ON CARCINOMA ENDOMETRIALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Il funzionamento del sistema immunitario nel paziente oncologico è da tempo al centro dell’attenzione dei ricercatori. Gli studi in questo campo hanno portato ad evidenziare alcune cause alla base del mancato funzionamento di un sistema immunitario non più in grado di riconoscere e contrastare le cellule neoplastiche da quelle sane. Concentrandosi su queste cause la ricerca ha prodotto negli ultimi 5-6 anni una rapida e dirompente innovazione. Così già oggi ad es°, l’immunoterapia oncologica, si è consolidata in molte tipologie di tumori come nuovo fondamentale approccio terapeutico in grado di portare speranze ai malati. Infatti grazie ai sorprendenti risultati ottenuti inizialmente in quelle forme refrattarie a tutte le terapie disponibili nel melanoma prima, nel polmone e nel rene successivamente, l’impegno nel continuare a far progredire la ricerca verso nuove indicazioni, è oramai uno degli obiettivi comuni per tutti i ricercatori al mondo. Fra queste, un importante e recentissimo sviluppo si è avuto con l’approvazione da parte di FDA ed EMA della prima monoterapia anti-PD-1 da utilizzare nel carcinoma endometriale ricorrente o avanzato nelle pazienti con tumori MSI-mutati in progressione durante o dopo un precedente trattamento con un regime a base di platino.¹ Il cancro dell’endometrio, che si forma nel rivestimento interno dell’utero,  è tra i più frequenti tumori femminili (5/6% di tutti i tumori femminili e terza neoplasia più frequente nelle donne tra i 50/70 anni). In Italia le stime indicano attualmente 122.600 donne che vivono dopo una diagnosi di tumore del collo dell’utero, ed una mortalità stimata per il 2021 di 3.100 decessi. Tutto ciò, nonostante la sopravvivenza a 5 anni sia passata dal 77% nel 2017 al 79% nel 2020. Già di per sé il carcinoma endometriale presenta limitate opzioni di trattamento ed una prognosi sfavorevole ma nel caso di questo fenotipo le pazienti in progressione, dopo la chemioterapia, si trovano senza alternative terapeutiche. Ma per ottenere il miglior risultato clinico in appropriatezza e senza spreco di risorse da questa terapia, secondo le evidenze emerse dagli studi clinici registrativi, la selezione della popolazione target deve avvenire attraverso un test di valutazione eseguito con la tecnica di sequenziamento NGS. Così seppure ogni anno in Italia vi sia una incidenza di circa 8.300 nuovi casi prevalentemente in donne tra i 50 e i 65 anni, le stime ottenibili attraverso una proiezione dei dati registrativi sulla popolazione target selezionata dal test e da trattare con questa nuova terapia presentano numeriche notevolmente inferiori. Motore Sanità intende promuovere dei tavoli di discussione a livello delle principali regioni Italiane che analizzando l’attuale cambio di scenario nelle opportunità di cura di questo tumore possano generare idee e buone pratiche per garantire un accesso rapido alle terapie più efficaci ed ai test necessari, mantenendo appropriatezza senza sprechi di risorse. L'articolo PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – CAMPANIA proviene da Motoresanità.it. Read More
PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave. Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo PSORIASI: IO
TORINO – IMMUNONCOLOGIA AL FEMMINILE: FOCUS ON CARCINOMA ENDOMETRIALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Il funzionamento del sistema immunitario nel paziente oncologico è da tempo al centro dell’attenzione dei ricercatori. Gli studi in questo campo hanno portato ad evidenziare alcune cause alla base del mancato funzionamento di un sistema immunitario non più in grado di riconoscere e contrastare le cellule neoplastiche da quelle sane. Concentrandosi su queste cause la ricerca ha prodotto negli ultimi 5-6 anni una rapida e dirompente innovazione. Così già oggi ad es°, l’immunoterapia oncologica, si è consolidata in molte tipologie di tumori come nuovo fondamentale approccio terapeutico in grado di portare speranze ai malati. Infatti grazie ai sorprendenti risultati ottenuti inizialmente in quelle forme refrattarie a tutte le terapie disponibili nel melanoma prima, nel polmone e nel rene successivamente, l’impegno nel continuare a far progredire la ricerca verso nuove indicazioni, è oramai uno degli obiettivi comuni per tutti i ricercatori al mondo. Fra queste, un importante e recentissimo sviluppo si è avuto con l’approvazione da parte di FDA ed EMA della prima monoterapia anti-PD-1 da utilizzare nel carcinoma endometriale ricorrente o avanzato nelle pazienti con tumori MSI-mutati in progressione durante o dopo un precedente trattamento con un regime a base di platino.¹ Il cancro dell’endometrio, che si forma nel rivestimento interno dell’utero,  è tra i più frequenti tumori femminili (5/6% di tutti i tumori femminili e terza neoplasia più frequente nelle donne tra i 50/70 anni). In Italia le stime indicano attualmente 122.600 donne che vivono dopo una diagnosi di tumore del collo dell’utero, ed una mortalità stimata per il 2021 di 3.100 decessi. Tutto ciò, nonostante la sopravvivenza a 5 anni sia passata dal 77% nel 2017 al 79% nel 2020. Già di per sé il carcinoma endometriale presenta limitate opzioni di trattamento ed una prognosi sfavorevole ma nel caso di questo fenotipo le pazienti in progressione, dopo la chemioterapia, si trovano senza alternative terapeutiche. Ma per ottenere il miglior risultato clinico in appropriatezza e senza spreco di risorse da questa terapia, secondo le evidenze emerse dagli studi clinici registrativi, la selezione della popolazione target deve avvenire attraverso un test di valutazione eseguito con la tecnica di sequenziamento NGS. Così seppure ogni anno in Italia vi sia una incidenza di circa 8.300 nuovi casi prevalentemente in donne tra i 50 e i 65 anni, le stime ottenibili attraverso una proiezione dei dati registrativi sulla popolazione target selezionata dal test e da trattare con questa nuova terapia presentano numeriche notevolmente inferiori. Motore Sanità intende promuovere dei tavoli di discussione a livello delle principali regioni Italiane che analizzando l’attuale cambio di scenario nelle opportunità di cura di questo tumore possano generare idee e buone pratiche per garantire un accesso rapido alle terapie più efficaci ed ai test necessari, mantenendo appropriatezza senza sprechi di risorse. L'articolo PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – PUGLIA proviene da Motoresanità.it. Read More
L’AUTOMAZIONE DEL PERCORSO FARMACO IN OSPEDALE E NEL TERRITORIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Sulla spinta delle molte debolezze di sistema sperimentate durante la pandemia, i grandi cambiamenti in atto nel mondo della Sanità, vedono come punto chiave di ripartenza la necessità di una grande e rapida riorganizzazione dei servizi. Uno degli aspetti cruciali di questa riorganizzazione certamente interessa la logistica dei beni sanitari (farmaci, dispositivi, tecnologie informatiche in primis).  La logistica efficace, per definizione stessa, dovrebbe essere caratterizzata dal garantire un elevato livello di accuratezza e sicurezza agli utenti finali, fornendo con rapidi tempi di risposta, le quantità di servizi richiesti nel luogo più congruo e nella condizione appunto più sicura. Tutto ciò con costi sostenibili per il sistema. La pandemia ha dato ancor più evidenza al valore clinico ed economico legato a questi aspetti. La prossimità delle cure, l’home delivery sono argomenti in questa situazione di grande stress per il sistema assistenziale, usciti alla ribalta come elementi da tutti condivisi come prioritari e su cui investire. La logistica del percorso del farmaco ad esempio, ha ricadute dirette sulla qualità dei percorsi clinico assistenziali in termini di prevenzione e gestione degli eventi avversi, sulla standardizzazione dei processi, sulla tracciabilità e l’ottimizzazione dei flussi, sulla riduzione degli sprechi e sul conseguente monitoraggio e controllo della spesa. Per questi aspetti l’implementazione di soluzioni che permettono l’automazione e l’informatizzazione negli ospedali e nel territorio rappresentano una reale opportunità di efficientamento e di sostenibilità dei SSR. Il PNRR contribuirà attraverso la messa a disposizione di ingenti risorse a fare in modo che molti di questi obiettivi fino a poco tempo fa ritenuti chimere, oggi diventino raggiungibili e realizzabili nel breve termine? È un auspicio comune ma serviranno strategie condivise in grado di fornire in ogni territorio le stesse opportunità, magari partendo da quanto di positivo si è già realizzato attraverso buone pratiche. Motore Sanità su queste basi e su questi nodi, intende creare delle occasioni di confronto coinvolgendo i principali attori di sistema per proporre un utilizzo efficace delle risorse. L'articolo PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – PUGLIA proviene da Motoresanità.it. Read More
MITRACLIP – PRESENTE E FUTURO DI UNA  TERAPIA MINI-INVASIVA PER L’INSUFFICIENZA MIOCARDICA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE L’Insufficienza Mitralica (IM), o Rigurgito Mitralico, è la valvulopatia più comune nei paesi occidentali e la sua prevalenza cresce fortemente con l’età. Infatti si stima che oggi, circa il 10% delle persone di età superiore a 75 anni sia affetta da IM almeno moderata che, se non trattata, può portare allo Scompenso Cardiaco con conseguente diminuzione della sopravvivenza. Numerosi studi hanno dimostrato che i pazienti con IM moderata – severa presentano una mortalità statisticamente più elevata rispetto ai quelli con grado lieve, un’incidenza di re-ospedalizzazione dell’80% superiore rispetto a pazienti con gradi minori di IM nonché una riduzione della qualità della vita.  Le linee guida – sia delle società americane ACC/AHA, sia europee ESC – raccomandano il trattamento cardio-chirurgico per i pazienti con forme severe di IM ma nonostante tali indicazioni, circa il 50% dei pazienti sintomatici sofferenti di IM severa non viene sottoposta ad intervento. Da più di 10 anni è disponibile una procedura mini-invasiva innovativa, il sistema MitraClip (Abbott Vascular, Abbott Park, Illinois, USA), dispositivo medico che consente la riparazione per via transcatetere della valvola mitrale.  MitraClip è una tecnologia basata su un approccio con accesso percutaneo e rappresenta una valida alternativa terapeutica nei pazienti sintomatici con IM ad alto rischio operatorio in cui la terapia medica tradizionale non è più sufficiente. La procedura consiste nell’inserimento di una “clip” sui lembi della valvola mitrale in corrispondenza dell’origine del rigurgito attraverso un approccio per via transcatetere, risalendo la vena femorale fino al cuore. Il paziente candidato alla riparazione transcatetere della valvola mitrale viene preso in carico dall’Heart Team della struttura sanitaria di riferimento composto da più specialisti tra cui Cardiologo Clinico, Cardiologo Interventista, Ecocardiografista, Cardiochirurgo, Anestesista e team infermieristico.  Le prove di efficacia e sicurezza di MitraClip derivano da più di 1.000 pubblicazioni e più di 150.000 pazienti trattati nel mondo e indicano una riduzione della mortalità, una riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco e il miglioramento della qualità di vita.  Inoltre, è stato dimostrato che la riparazione con MitraClip è costo – efficace soprattutto grazie alla riduzione delle re-ospedalizzazioni.  CERGAS Bocconi, dopo aver pubblicato la prima analisi di costo-efficacia su Mitraclip – basata su dati real world italiani nel 2016 – ha di recente adattato un modello di budget impact e ha sviluppato un esercizio di value-based planning relativo sia al contesto italiano, che al regionale lombardo, dimostrando l’impatto economico favorevole per il Sistema Sanitario generato da una maggiore diffusione della procedura transcatetere con MitraClip nella popolazione target.  Motore Sanità, alla luce dell’importanza dei risultati ottenuti, organizza un evento che coinvolge i Clinici e Direttori delle strutture sanitarie lombarde, le Istituzioni regionali e i rappresentanti dei pazienti. L’obiettivo è quello di avviare il dibattito sull’implementazione delle strategie e sulle azioni concrete che il Sistema Sanitario Lombardo può mettere in campo per garantire ai pazienti un accesso tempestivo e appropriato a questa terapia transcatetere, garantendo al contempo la sostenibilità del SSR attraverso un’adeguata programmazione. Questo dibattito inoltre si colloca in un momento storico molto
FOCUS ON ALFA- MANNOSIDOSI – EVENTO ECM
Archivi Eventi - Motoresanità.it Accreditamento ECM-Agenas: 604- 357121 Tipologia: RESIDENZIALE Medici Chirurghi (MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE; NEUROLOGIA; PEDIATRIA), DIREZIONE MEDICA DI PRESIDIO OSPEDALIERO La durata dell’evento è di 2 ore formativa, per un totale di 2 crediti ECM. REGISTRAZIONE E ACCESSO: IMPORTANTE: Per aver diritto al questionario l’iscrizione al corso dovrà avvenire tramite: https://fad.summeet.it  prima dell’inizio dello stesso ISTRUZIONI: In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”);
In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username e Password);
Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM;
Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento;
Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento”disponibile;
Sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ecm;
Il test può essere effettuato SOLTANTO UNA VOLTA e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti;
Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita. IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ECM, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso. RAZIONALE SCIENTIFICO L’alfa-mannosidosi viene classificata come una malattia rara compresa nella categoria delle patologie da accumulo lisosomiale, alla cui base si riscontra una mutazione di uno o più geni che codificano per diverse proteine presenti nel lisosoma, che, non degradando accuratamente alcune macromolecole ne provocano l’accumulo patologico all’interno della cellula. Dal punto di vista del quadro sintomatologico, l’alfa-mannosidosi si può presentare in varie forme, da quella più aggressiva, con manifestazioni prevalentemente neurologiche, a quelle più attenuate, con disturbi che coinvolgono soprattutto la sfera muscolare, articolare e scheletrica. Le manifestazioni dell’alfa-mannosidosi variano da paziente a paziente, ma la malattia è essenzialmente caratterizzata da immunodeficienza (che si manifesta con infezioni ricorrenti, specialmente nella prima decade di vita), anomalie scheletriche (disostosi multipla, scoliosi e deformazione dello sterno), dismorfismi facciali (testa grande con fronte prominente, sopracciglia arrotondate, sella nasale piatta, macroglossia, denti distanziati e prognatismo), sordità neurosensoriale e deficit graduale delle funzioni mentali (con possibile sviluppo di psicosi e allucinazioni) e del linguaggio. I disturbi motori correlati comprendono debolezza muscolare, anomalie osteo-articolari e atassia. Ulteriori sintomi includono idrocefalia, epatosplenomegalia e problemi oculari, renali e cardiaci. L’alfa-mannosidosi colpisce circa un neonato ogni 500.000. La malattia ha la potenzialità di colpire qualsiasi apparato e organo: per tale motivo, è essenziale una presa in carico multidisciplinare in cui sia previsto un coordinamento tra gli specialisti che hanno in cura il paziente. Ad oggi, le persone che ricevono una diagnosi di alfa-mannosidosi hanno la possibilità di accedere a una terapia enzimatica specifica in cui viene reintegrato l’enzima mancante, con l’obiettivo di ridurre il dannoso accumulo di sostanze che si osserva a livello lisosomiale. Attualmente, non sono ancora disponibili molte evidenze circa il vantaggio di una terapia precoce nell’alfa-mannosidosi; tuttavia, le informazioni provenienti da studi effettuati su altre patologie da accumulo lisosomiale mostrano una correlazione positiva tra la precocità della terapia e misure come la sopravvivenza e la qualità della vita. Per questo motivo, nel prossimo futuro, diverrà essenziale puntare a
STATO DELL’ARTE DELLA TELEMEDICINA: IL CASO DELLA REUMATOLOGIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE  Di fronte al cambiamento che il SSN si appresta a vivere nei prossimi mesi di post pandemia e di potenziale ottimizzazione degli strumenti dovuti al PNRR, è necessario fornire indicazioni chiare a pazienti ed operatori anche riguardo agli strumenti di medicina digitale nel rispetto delle norme sulla riservatezza del dato e in accordo con lo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). È pertanto doveroso utilizzare i mezzi telematici più moderni che consentano l’introduzione, a tutti i livelli, della TeleMedicina/Medicina Digitale che va intesa non come sostitutiva delle attività e responsabilità proprie del reumatologo ma come supporto alla sua professionalità e che garantisca un percorso di cura sicuro ed efficiente, ottimizzando l’impiego delle risorse e rafforzando la collaborazione tra i diversi operatori sanitari e centri prescrittori. Il Patto per la Salute 2019 – 2021 riporta, peraltro, tra i suoi obiettivi il potenziamento dell’assistenza domiciliare, semiresidenziale e residenziale, anche nell’ottica di dare piena attuazione al Piano Nazionale delle Cronicità. Un obiettivo, questo, che la SIR condivide a pieno e ritiene possa essere meglio raggiunto attraverso l’utilizzo di strumenti di TeleMedicina per consentire il recupero della comunicazione tra paziente, medico specialista e medico di medicina generale Per tali motivi, prima in Italia tra le Società scientifiche, la SIR si è resa promotrice di una piattaforma validata secondo le linee guida della Commissione TeleMedicina del Ministero della Salute, strutturata allo scopo di realizzare “l’Ambulatorio Virtuale Reumatologico”. Non si tratta della ennesima cartella clinica elettronica, ma di un sistema informatizzato, interoperabile, che garantisce la facilità di contatti tra malato, il medico di medicina generale e lo specialista reumatologo. Tale struttura “virtuale” consiste in una piattaforma Web di TeleMedicina, denominata iARPlus, che abilita i pazienti alla fruizione, ed i professionisti all’erogazione, di una serie di servizi, nel pieno rispetto delle certificazioni richieste (firma elettronica avanzata; conformità dell’intera piattaforma alle norme sulla protezione dei dati, trasmissione e visualizzazione delle immagini in formato DICOM, un servizio di video-visita certificato). L’importante sarà verificare il parametro della compatibilità delle piattaforme utilizzate con le diverse piattaforme in uso nelle diverse regioni; bisogna infatti assicurare il funzionamento e l’interoperabilità tra i sistemi e flussi di informazioni. Fondamentale sarà inoltre la formazione del personale medico e non preposto all’utilizzo di tali strumenti, a tal fine durante il webinar si confronteranno alcune tra le esperienze più consolidate già messe in atto. L'articolo ONCONNECTION – PARALLELA – STATI GENERALI – NORD OVEST (PIEMONTE, LIGURIA E LOMBARDIA) proviene da Motoresanità.it. Read More
SUMMER SCHOOL 2022 – SESSIONE MONDOSANITÀ – 23 Settembre
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le grandi sfide a cui siamo andati incontro in questo ultimo biennio hanno cambiato il mondo, facendo comprendere come la salute sia un impegno globale che va sostenuto con più risorse e più energia. E nessuno si sarebbe aspettato poi che in uno scenario di guerra causata dal virus SARS-CoV-2, già di per sé così complesso, riapparisse lo spettro di una guerra folle, una guerra fratricida combattuta in Europa da uomini. Dobbiamo cambiare, tutti siamo d’accordo su questo, occorre però per questo riportare l’attenzione su una ripartenza difficile che richiederà azioni rapide e concrete da mettere in campo. Le prospettive demografiche ed epidemiologiche continueranno ad avere intuibili conseguenze sull’assistenza socio-sanitaria a causa del numero elevato di nuovi malati e nuovi malati cronici. In tutto questo la notizia positiva è che non solo la scienza non si è fermata, ma anzi ha prodotto una innovazione straordinaria che deve però essere supportata da una analoga velocità del sistema di recepirla e metterla a terra in modo uniforme. E non è più il momento di aspettare, adesso è il momento di fare, di cambiare e riprogrammare: se è stato compreso che il fattore prognostico a più alto impatto è il modello organizzativo da rinnovare e sono state finalmente messe a disposizione risorse adeguate attraverso il PNRR, cosa vogliamo ancora attendere? Abbattiamo le barriere professionali, formiamo gli operatori per essere efficaci in questo scenario di cambiamento, diamo contenuti condivisi alle nuove strutture a supporto del territorio, rivediamo il ruolo di una rete ospedaliera che dovrà rimanere snodo chiave della assistenza sanitaria, diamo concretezza all’idea condivisa ormai da tutti di passare in Sanità dal concetto di costo a quello di investimento ed in tema di innovazione è necessario costruire strumenti/percorsi che impongano il concetto di valore trasversale a tutti gli attuali modelli organizzativi. Buone leggi e buone nuove regole sono scritte e si stanno scrivendo, la legge sulle malattie rare, le nuove Note AIFA, i diversi piani nazionali (PNC, PNCAR, PNAIDS, PNEV) ne sono un esempio. Mettendo al centro il lavoro delle nostre Aziende sanitarie, dei nostri professionisti, delle strutture accreditate, delle aziende farmaceutiche e tecnologiche. Ma poniamoci alcune domande: a quanti modelli messi in campo corrispondono già percorsi assistenziali operativi, applicati, adeguati alle nuove tecnologie messe a disposizione dalla ricerca (farmaci, devices, strumenti informatici)? Quanti sono diventati strutturali cessata l’emergenza pandemica? Come passare dai numeri di nuove strutture previste dal PNRR a contenuti in linea con i nuovi bisogni di salute? Il PNRR con le riforme scritte e le risorse disponibili riuscirà ad alimentare le carenze di personale che stanno portando al collasso il sistema? Riusciremo ad uscire da una logica troppo legata agli interessi delle singole categorie professionali? L’aggiornamento e la formazione tra pari può essere sviluppata e rappresentare una forte start up organizzativa. In questi tre giorni si susseguiranno sessioni formative focalizzate su digitalizzazione in sanità e politiche delle risorse umane, con al centro il benessere organizzativo, in collaborazione con Fiaso. Su questi grandi temi che
ONCONNECTION – PARALLELA – STATI GENERALI – NORD OVEST (PIEMONTE, LIGURIA E LOMBARDIA)
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso che è stato generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto, in un volume dedicato del magazine Mondosanità. I principali temi emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per riprodurre le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle è  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. La
LA LEGGE GELLI-BIANCO E IL RUOLO E LE RESPONSABILITÀ NELL’AMBITO DELL’OSPEDALITÀ PRIVATA IN PIEMONTE – TORINO
Archivi Eventi - Motoresanità.it La legge  n. 24/2017, conosciuta anche come Legge Gelli-Bianco si propone di superare le incertezze interpretative causate dalla precedente L. n. 189/2012, ridefinendo i confini della responsabilità del sanitario e operando un bilanciamento tra diritti in capo al medico e al paziente. In ambito penale fondamentale è l’introduzione dell’art. 590-sexies c.p., che prevede una causa di non punibilità per il medico che, nella sua condotta, abbia rispettato le linee guida (elaborate da enti e istituzioni iscritti in un elenco gestito dal Ministero) o le buone pratiche clinico-assistenziali che risultino adeguate alla specificità del caso concreto, mentre dal punto di vista della responsabilità civile, riguarda la determinazione legislativa della natura della responsabilità del medico e della struttura ospedaliera . Nel caso della struttura sanitaria, la legge parla di responsabilità contrattuale. Si tratta di un’affermazione che fa riferimento al contratto atipico di spedalità, che il paziente concluderebbe con la struttura al momento del ricovero. Trattandosi di un contratto a contenuto ampio e complesso, includente prestazioni di assistenza e obblighi di protezione, già prima della Legge Gelli era stato affermato che in caso di comportamento negligente o colposo del medico ne rispondesse anche l’ospedale o la clinica. Per quanto riguarda il singolo medico, invece, l’art. 7 della Legge Gelli prevede che egli risponda dei danni eventualmente cagionati al paziente a titolo di responsabilità extracontrattuale. Tuttavia, la norma si premura di escludere la responsabilità extracontrattuale del medico nei casi in cui la prestazione sanitaria sia eseguita in costanza di un rapporto contrattuale con il paziente. Le prestazioni intramoenia, invece, rimangono nell’ambito della responsabilità extracontrattuale, ma le strutture sanitarie risponderanno sempre a titolo contrattuale. L’aver stabilito una responsabilità extracontrattuale in capo al medico, rende di sicuro maggiormente gravosa la proposizione di azioni da parte dei pazienti, posto il termine di prescrizione quinquennale che caratterizza tale responsabilità e la necessità di provare anche tutti gli elementi della fattispecie (condotta, danno, nesso di causa ed elemento soggettivo).  Al fine di evitare il dilagare della c.d. medicina difensiva, il legislatore ha voluto rendere più difficile agire contro il medico, dando in cambio la possibilità di chiedere sempre il risarcimento a titolo contrattuale alle strutture sanitarie. Contrappeso a questo sistema è l’azione di rivalsa esercitabile, da parte degli istituti, nei confronti del medico, ma solo in caso di dolo o colpa grave ed entro un anno dal pagamento del risarcimento al paziente. In questo quadro assumono un ruolo centrale le assicurazioni, di cui gli istituti devono obbligatoriamente dotarsi a copertura del rischio per i danni cagionati dal personale, a qualunque titolo esso operi, poi, il paziente che abbia subìto un danno ha azione diretta nei confronti dell’impresa di assicurazioni, con obbligo però di citare anche la struttura sanitaria o il medico responsabile, ma non si potrà agire in giudizio senza prima aver esperito un tentativo di conciliazione o in alternativa, un accertamento tecnico preventivo di con una consulenza tecnica di un collegio di medici (cfr. art. 15), che cercheranno anche di conciliare le parti. In
SUMMER SCHOOL 2022 – SESSIONE MOTORESANITÀ – 22 Settembre
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le grandi sfide a cui siamo andati incontro in questo ultimo biennio hanno cambiato il mondo, facendo comprendere come la salute sia un impegno globale che va sostenuto con più risorse e più energia. E nessuno si sarebbe aspettato poi che in uno scenario di guerra causata dal virus SARS-CoV-2, già di per sé così complesso, riapparisse lo spettro di una guerra folle, una guerra fratricida combattuta in Europa da uomini. Dobbiamo cambiare, tutti siamo d’accordo su questo, occorre però per questo riportare l’attenzione su una ripartenza difficile che richiederà azioni rapide e concrete da mettere in campo. Le prospettive demografiche ed epidemiologiche continueranno ad avere intuibili conseguenze sull’assistenza socio-sanitaria a causa del numero elevato di nuovi malati e nuovi malati cronici. In tutto questo la notizia positiva è che non solo la scienza non si è fermata, ma anzi ha prodotto una innovazione straordinaria che deve però essere supportata da una analoga velocità del sistema di recepirla e metterla a terra in modo uniforme. E non è più il momento di aspettare, adesso è il momento di fare, di cambiare e riprogrammare: se è stato compreso che il fattore prognostico a più alto impatto è il modello organizzativo da rinnovare e sono state finalmente messe a disposizione risorse adeguate attraverso il PNRR, cosa vogliamo ancora attendere? Abbattiamo le barriere professionali, formiamo gli operatori per essere efficaci in questo scenario di cambiamento, diamo contenuti condivisi alle nuove strutture a supporto del territorio, rivediamo il ruolo di una rete ospedaliera che dovrà rimanere snodo chiave della assistenza sanitaria, diamo concretezza all’idea condivisa ormai da tutti di passare in Sanità dal concetto di costo a quello di investimento ed in tema di innovazione è necessario costruire strumenti/percorsi che impongano il concetto di valore trasversale a tutti gli attuali modelli organizzativi. Buone leggi e buone nuove regole sono scritte e si stanno scrivendo, la legge sulle malattie rare, le nuove Note AIFA, i diversi piani nazionali (PNC, PNCAR, PNAIDS, PNEV) ne sono un esempio. Mettendo al centro il lavoro delle nostre Aziende sanitarie, dei nostri professionisti, delle strutture accreditate, delle aziende farmaceutiche e tecnologiche. Ma poniamoci alcune domande: a quanti modelli messi in campo corrispondono già percorsi assistenziali operativi, applicati, adeguati alle nuove tecnologie messe a disposizione dalla ricerca (farmaci, devices, strumenti informatici)? Quanti sono diventati strutturali cessata l’emergenza pandemica? Come passare dai numeri di nuove strutture previste dal PNRR a contenuti in linea con i nuovi bisogni di salute? Il PNRR con le riforme scritte e le risorse disponibili riuscirà ad alimentare le carenze di personale che stanno portando al collasso il sistema? Riusciremo ad uscire da una logica troppo legata agli interessi delle singole categorie professionali? L’aggiornamento e la formazione tra pari può essere sviluppata e rappresentare una forte start up organizzativa. In questi tre giorni si susseguiranno sessioni formative focalizzate su digitalizzazione in sanità e politiche delle risorse umane, con al centro il benessere organizzativo, in collaborazione con Fiaso. Su questi grandi temi che
SUMMER SCHOOL – SESSIONE MONDOSANITÀ – 22 Settembre
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le grandi sfide a cui siamo andati incontro in questo ultimo biennio hanno cambiato il mondo, facendo comprendere come la salute sia un impegno globale che va sostenuto con più risorse e più energia. E nessuno si sarebbe aspettato poi che in uno scenario di guerra causata dal virus SARS-CoV-2, già di per sé così complesso, riapparisse lo spettro di una guerra folle, una guerra fratricida combattuta in Europa da uomini. Dobbiamo cambiare, tutti siamo d’accordo su questo, occorre però per questo riportare l’attenzione su una ripartenza difficile che richiederà azioni rapide e concrete da mettere in campo. Le prospettive demografiche ed epidemiologiche continueranno ad avere intuibili conseguenze sull’assistenza socio-sanitaria a causa del numero elevato di nuovi malati e nuovi malati cronici. In tutto questo la notizia positiva è che non solo la scienza non si è fermata, ma anzi ha prodotto una innovazione straordinaria che deve però essere supportata da una analoga velocità del sistema di recepirla e metterla a terra in modo uniforme. E non è più il momento di aspettare, adesso è il momento di fare, di cambiare e riprogrammare: se è stato compreso che il fattore prognostico a più alto impatto è il modello organizzativo da rinnovare e sono state finalmente messe a disposizione risorse adeguate attraverso il PNRR, cosa vogliamo ancora attendere? Abbattiamo le barriere professionali, formiamo gli operatori per essere efficaci in questo scenario di cambiamento, diamo contenuti condivisi alle nuove strutture a supporto del territorio, rivediamo il ruolo di una rete ospedaliera che dovrà rimanere snodo chiave della assistenza sanitaria, diamo concretezza all’idea condivisa ormai da tutti di passare in Sanità dal concetto di costo a quello di investimento ed in tema di innovazione è necessario costruire strumenti/percorsi che impongano il concetto di valore trasversale a tutti gli attuali modelli organizzativi. Buone leggi e buone nuove regole sono scritte e si stanno scrivendo, la legge sulle malattie rare, le nuove Note AIFA, i diversi piani nazionali (PNC, PNCAR, PNAIDS, PNEV) ne sono un esempio. Mettendo al centro il lavoro delle nostre Aziende sanitarie, dei nostri professionisti, delle strutture accreditate, delle aziende farmaceutiche e tecnologiche. Ma poniamoci alcune domande: a quanti modelli messi in campo corrispondono già percorsi assistenziali operativi, applicati, adeguati alle nuove tecnologie messe a disposizione dalla ricerca (farmaci, devices, strumenti informatici)? Quanti sono diventati strutturali cessata l’emergenza pandemica? Come passare dai numeri di nuove strutture previste dal PNRR a contenuti in linea con i nuovi bisogni di salute? Il PNRR con le riforme scritte e le risorse disponibili riuscirà ad alimentare le carenze di personale che stanno portando al collasso il sistema? Riusciremo ad uscire da una logica troppo legata agli interessi delle singole categorie professionali? L’aggiornamento e la formazione tra pari può essere sviluppata e rappresentare una forte start up organizzativa. In questi tre giorni si susseguiranno sessioni formative focalizzate su digitalizzazione in sanità e politiche delle risorse umane, con al centro il benessere organizzativo, in collaborazione con Fiaso. Su questi grandi temi che
SUMMER SCHOOL 2022 – SESSIONE MOTORESANITÀ – 23 Settembre
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le grandi sfide a cui siamo andati incontro in questo ultimo biennio hanno cambiato il mondo, facendo comprendere come la salute sia un impegno globale che va sostenuto con più risorse e più energia. E nessuno si sarebbe aspettato poi che in uno scenario di guerra causata dal virus SARS-CoV-2, già di per sé così complesso, riapparisse lo spettro di una guerra folle, una guerra fratricida combattuta in Europa da uomini. Dobbiamo cambiare, tutti siamo d’accordo su questo, occorre però per questo riportare l’attenzione su una ripartenza difficile che richiederà azioni rapide e concrete da mettere in campo. Le prospettive demografiche ed epidemiologiche continueranno ad avere intuibili conseguenze sull’assistenza socio-sanitaria a causa del numero elevato di nuovi malati e nuovi malati cronici. In tutto questo la notizia positiva è che non solo la scienza non si è fermata, ma anzi ha prodotto una innovazione straordinaria che deve però essere supportata da una analoga velocità del sistema di recepirla e metterla a terra in modo uniforme. E non è più il momento di aspettare, adesso è il momento di fare, di cambiare e riprogrammare: se è stato compreso che il fattore prognostico a più alto impatto è il modello organizzativo da rinnovare e sono state finalmente messe a disposizione risorse adeguate attraverso il PNRR, cosa vogliamo ancora attendere? Abbattiamo le barriere professionali, formiamo gli operatori per essere efficaci in questo scenario di cambiamento, diamo contenuti condivisi alle nuove strutture a supporto del territorio, rivediamo il ruolo di una rete ospedaliera che dovrà rimanere snodo chiave della assistenza sanitaria, diamo concretezza all’idea condivisa ormai da tutti di passare in Sanità dal concetto di costo a quello di investimento ed in tema di innovazione è necessario costruire strumenti/percorsi che impongano il concetto di valore trasversale a tutti gli attuali modelli organizzativi. Buone leggi e buone nuove regole sono scritte e si stanno scrivendo, la legge sulle malattie rare, le nuove Note AIFA, i diversi piani nazionali (PNC, PNCAR, PNAIDS, PNEV) ne sono un esempio. Mettendo al centro il lavoro delle nostre Aziende sanitarie, dei nostri professionisti, delle strutture accreditate, delle aziende farmaceutiche e tecnologiche. Ma poniamoci alcune domande: a quanti modelli messi in campo corrispondono già percorsi assistenziali operativi, applicati, adeguati alle nuove tecnologie messe a disposizione dalla ricerca (farmaci, devices, strumenti informatici)? Quanti sono diventati strutturali cessata l’emergenza pandemica? Come passare dai numeri di nuove strutture previste dal PNRR a contenuti in linea con i nuovi bisogni di salute? Il PNRR con le riforme scritte e le risorse disponibili riuscirà ad alimentare le carenze di personale che stanno portando al collasso il sistema? Riusciremo ad uscire da una logica troppo legata agli interessi delle singole categorie professionali? L’aggiornamento e la formazione tra pari può essere sviluppata e rappresentare una forte start up organizzativa. In questi tre giorni si susseguiranno sessioni formative focalizzate su digitalizzazione in sanità e politiche delle risorse umane, con al centro il benessere organizzativo, in collaborazione con Fiaso. Su questi grandi temi che
SUMMER SCHOOL -SESSIONE MONDOSANITÀ – 21 Settembre
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le grandi sfide a cui siamo andati incontro in questo ultimo biennio hanno cambiato il mondo, facendo comprendere come la salute sia un impegno globale che va sostenuto con più risorse e più energia. E nessuno si sarebbe aspettato poi che in uno scenario di guerra causata dal virus SARS-CoV-2, già di per sé così complesso, riapparisse lo spettro di una guerra folle, una guerra fratricida combattuta in Europa da uomini. Dobbiamo cambiare, tutti siamo d’accordo su questo, occorre però per questo riportare l’attenzione su una ripartenza difficile che richiederà azioni rapide e concrete da mettere in campo. Le prospettive demografiche ed epidemiologiche continueranno ad avere intuibili conseguenze sull’assistenza socio-sanitaria a causa del numero elevato di nuovi malati e nuovi malati cronici. In tutto questo la notizia positiva è che non solo la scienza non si è fermata, ma anzi ha prodotto una innovazione straordinaria che deve però essere supportata da una analoga velocità del sistema di recepirla e metterla a terra in modo uniforme. E non è più il momento di aspettare, adesso è il momento di fare, di cambiare e riprogrammare: se è stato compreso che il fattore prognostico a più alto impatto è il modello organizzativo da rinnovare e sono state finalmente messe a disposizione risorse adeguate attraverso il PNRR, cosa vogliamo ancora attendere? Abbattiamo le barriere professionali, formiamo gli operatori per essere efficaci in questo scenario di cambiamento, diamo contenuti condivisi alle nuove strutture a supporto del territorio, rivediamo il ruolo di una rete ospedaliera che dovrà rimanere snodo chiave della assistenza sanitaria, diamo concretezza all’idea condivisa ormai da tutti di passare in Sanità dal concetto di costo a quello di investimento ed in tema di innovazione è necessario costruire strumenti/percorsi che impongano il concetto di valore trasversale a tutti gli attuali modelli organizzativi. Buone leggi e buone nuove regole sono scritte e si stanno scrivendo, la legge sulle malattie rare, le nuove Note AIFA, i diversi piani nazionali (PNC, PNCAR, PNAIDS, PNEV) ne sono un esempio. Mettendo al centro il lavoro delle nostre Aziende sanitarie, dei nostri professionisti, delle strutture accreditate, delle aziende farmaceutiche e tecnologiche. Ma poniamoci alcune domande: a quanti modelli messi in campo corrispondono già percorsi assistenziali operativi, applicati, adeguati alle nuove tecnologie messe a disposizione dalla ricerca (farmaci, devices, strumenti informatici)? Quanti sono diventati strutturali cessata l’emergenza pandemica? Come passare dai numeri di nuove strutture previste dal PNRR a contenuti in linea con i nuovi bisogni di salute? Il PNRR con le riforme scritte e le risorse disponibili riuscirà ad alimentare le carenze di personale che stanno portando al collasso il sistema? Riusciremo ad uscire da una logica troppo legata agli interessi delle singole categorie professionali? L’aggiornamento e la formazione tra pari può essere sviluppata e rappresentare una forte start up organizzativa. In questi tre giorni si susseguiranno sessioni formative focalizzate su digitalizzazione in sanità e politiche delle risorse umane, con al centro il benessere organizzativo, in collaborazione con Fiaso. Su questi grandi temi che
SUMMER SCHOOL 2022 – IL PNRR TRA ECONOMIA DI GUERRA  ED INNOVAZIONE DIROMPENTE – SESSIONE MOTORESANITÀ
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le grandi sfide a cui siamo andati incontro in questo ultimo biennio hanno cambiato il mondo, facendo comprendere come la salute sia un impegno globale che va sostenuto con più risorse e più energia. E nessuno si sarebbe aspettato poi che in uno scenario di guerra causata dal virus SARS-CoV-2, già di per sé così complesso, riapparisse lo spettro di una guerra folle, una guerra fratricida combattuta in Europa da uomini. Dobbiamo cambiare, tutti siamo d’accordo su questo, occorre però per questo riportare l’attenzione su una ripartenza difficile che richiederà azioni rapide e concrete da mettere in campo. Le prospettive demografiche ed epidemiologiche continueranno ad avere intuibili conseguenze sull’assistenza socio-sanitaria a causa del numero elevato di nuovi malati e nuovi malati cronici. In tutto questo la notizia positiva è che non solo la scienza non si è fermata, ma anzi ha prodotto una innovazione straordinaria che deve però essere supportata da una analoga velocità del sistema di recepirla e metterla a terra in modo uniforme. E non è più il momento di aspettare, adesso è il momento di fare, di cambiare e riprogrammare: se è stato compreso che il fattore prognostico a più alto impatto è il modello organizzativo da rinnovare e sono state finalmente messe a disposizione risorse adeguate attraverso il PNRR, cosa vogliamo ancora attendere? Abbattiamo le barriere professionali, formiamo gli operatori per essere efficaci in questo scenario di cambiamento, diamo contenuti condivisi alle nuove strutture a supporto del territorio, rivediamo il ruolo di una rete ospedaliera che dovrà rimanere snodo chiave della assistenza sanitaria, diamo concretezza all’idea condivisa ormai da tutti di passare in Sanità dal concetto di costo a quello di investimento ed in tema di innovazione è necessario costruire strumenti/percorsi che impongano il concetto di valore trasversale a tutti gli attuali modelli organizzativi. Buone leggi e buone nuove regole sono scritte e si stanno scrivendo, la legge sulle malattie rare, le nuove Note AIFA, i diversi piani nazionali (PNC, PNCAR, PNAIDS, PNEV) ne sono un esempio. Mettendo al centro il lavoro delle nostre Aziende sanitarie, dei nostri professionisti, delle strutture accreditate, delle aziende farmaceutiche e tecnologiche. Ma poniamoci alcune domande: a quanti modelli messi in campo corrispondono già percorsi assistenziali operativi, applicati, adeguati alle nuove tecnologie messe a disposizione dalla ricerca (farmaci, devices, strumenti informatici)? Quanti sono diventati strutturali cessata l’emergenza pandemica? Come passare dai numeri di nuove strutture previste dal PNRR a contenuti in linea con i nuovi bisogni di salute? Il PNRR con le riforme scritte e le risorse disponibili riuscirà ad alimentare le carenze di personale che stanno portando al collasso il sistema? Riusciremo ad uscire da una logica troppo legata agli interessi delle singole categorie professionali? L’aggiornamento e la formazione tra pari può essere sviluppata e rappresentare una forte start up organizzativa. In questi tre giorni si susseguiranno sessioni formative focalizzate su digitalizzazione in sanità e politiche delle risorse umane, con al centro il benessere organizzativo, in collaborazione con Fiaso. Su questi grandi temi che
ONCONNECTION – STATI GENERALI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso che è stato generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto, in un volume dedicato del magazine Mondosanità. I principali temi emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per riprodurre le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle è  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. La tempistica
ONCONNECTION – STATI GENERALI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso che è stato generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto, in un volume dedicato del magazine Mondosanità. I principali temi emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per riprodurre le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle è  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. La tempistica
ANALISI DELLO SCENARIO ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE NEL TUMORE DELLA MAMMELLA, FOCUS ON HER 2+
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il cancro della mammella, cosiddetto “Big Killer al femminile”, rappresenta la causa più comune di mortalità cancro-correlata nella donna. Colpisce più frequentemente le donne in postmenopausa di età superiore a 50 anni, ma anche gli uomini (1% circa di tutte le diagnosi di tumore mammario).*  È potenzialmente grave se non individuato e curato per tempo. Grazie a metodi diagnostici moderni e a terapie all’avanguardia, il tasso di sopravvivenza relativo al tumore al seno è aumentato costantemente negli ultimi anni. Infatti se il tumore viene identificato in fase molto precoce (stadio 0) la sopravvivenza a 5 anni nelle donne trattate è pari al 98%. Nel cancro metastatico invece la sopravvivenza è molto minore, dipendendo dalle caratteristiche del paziente, dalla aggressività della patologia e dalle opzioni terapeutiche possibili. Alla malattia sono stati associati diversi fattori di rischio come: l’età, l’assenza di gravidanze, la familiarità e la predisposizione genetica. Il trattamento del cancro alla mammella è perciò strettamente legato sia alle caratteristiche genetiche del tumore che allo stadio in cui la malattia viene diagnosticata e vengono utilizzate la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia, la terapia endocrina e la terapia a bersaglio molecolare. Per la caratterizzazione istologica di questo tumore oggi sono in commercio validi supporti. In particolare, risulta importante la valutazione dell’espressione del recettore HER2, bersaglio molecolare delle Target Therapy più utilizzate, che è espresso sulla superficie di tutte le cellule come coresponsabile dei normali processi di crescita, moltiplicazione e riparazione cellulare. I tumori definiti HER2 positivi sono quelli che hanno sulla superficie cellulare iper-espressione di questo recettore che può rendere il tumore più aggressivo con tendenza a crescere più velocemente ed a diffondersi maggiormente. Essi rappresentano circa il 20-25% dei tumori della mammella.  Grazie a queste target therapy la malattia avanzata HER2-positiva viene efficacemente trattata in combinazione con la chemioterapia o con linee successive di trattamento. Fino ad oggi dopo queste linee di terapia alcune pazienti non avevano ulteriori efficaci terapie disponibili, ma ora stanno per arrivare nuove terapie mirate (anticorpi farmaco coniugati, ADC) che in queste pazienti già politrattate hanno evidenziato risultati di sorprendente efficacia. Sono farmaci progettati per portare in modo mirato la chemioterapia all’interno delle cellule tumorali e ridurre così, rispetto ai meccanismi della comune terapia, l’esposizione sistemica al carico citotossico. Come riorganizzare i percorsi di cura per dare accesso rapido, appropriato e sostenibile a queste nuove terapie, che stanno avendo riconoscimento di terapie break-through dalle principali agenzie regolatorie, è l’obiettivo di una serie di incontri che Motore Sanità intende promuovere attraverso un confronto tra tutti gli attori di sistema. L'articolo ANALISI DELLO SCENARIO ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE NEL TUMORE DELLA MAMMELLA, FOCUS ON HER 2+ proviene da Motoresanità.it. Read More
PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave.  Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo PSORIASI: IO
PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – TOSCANA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave. Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo PSORIASI: IO
PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – LAZIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave. Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo PSORIASI: IO
PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – PIEMONTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave. Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo PSORIASI: IO
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI – MILANO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato.  L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI – MILANO proviene da Motoresanità.it. Read More
LO STATO DELL’IPB  IN ITALIA E LE TERAPIE INNOVATIVE DISPONIBILI – ROMA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’iperplasia prostatica benigna (IPB) è una patologia che diventa sempre più comune con l’avanzare dell’età, sino a diventarne uno dei problemi di salute, e quindi sociali, più frequenti nel genere maschile. Il 43% degli ultrasettantenni e 3/4 di quelli con più di 80 anni lamenta disturbi soggettivi riconducibili ad IPB. I disturbi causati da questa sono collegati a diversi aspetti relativi alla conservazione del flusso (minzione e post-minzione) e generano incontinenza, nicturia e compromissione sessuale con un impatto negativo non solo sulla qualità della vita, ma anche sugli aspetti psicologici e sociali. A questo si aggiungano complicanze cliniche come l’ipertrofia della parete muscolare della vescica, diverticoli e calcoli vescicali, problemi renali ed infezioni urinarie frequenti particolarmente pericolose data l’età avanzata della maggior parte dei pazienti. Inoltre rappresenta un problema assistenziale importante sia per la numerosità (dati recenti indicano una prevalenza del 31,6% negli over 45) che per le ricadute economiche notevoli in termini di diagnostica e di terapie farmacologico-chirurgiche. Se per i pazienti con sintomi lievi e medi è indicata la terapia farmacologica, per i pazienti con sintomatologia grave e/o non più rispondente ai farmaci è mandataria la terapia chirurgica. Le procedure open sono state oramai quasi completamente abbandonate a favore delle procedure per via endoscopica.  Recentemente alla TURP ed alle  procedure con laser (HoLEP , PVP e Green Light Laser) si è aggiunta la tecnica REZUM, che sfrutta il vapore acqueo per ottenere la riduzione del tessuto prostatico. Le tecniche mini invasive sono particolarmente importanti soprattutto in periodo pandemico perché permettono di effettuare un maggior numero di interventi con degenza breve e minor costi. Per ciò che concerne la tecnica REZUM, questa può essere eseguita in regime di Day Hospital, necessitando di una leggera sedazione, e si realizza con una durata 10-12 minuti evitando il ricovero in ospedale.  I risultati di questo trattamento si rendono evidenti già nei primi 30 giorni e si stabilizzano nei successivi 3 mesi, con dati da studi retrospettivi che evidenziano come solo circa il 5% dei pazienti necessiti di ritrattamento a 4 anni. Anche i dati di sicurezza sono molto positivi  con oltre l’80 % dei pazienti che ha preservato perfettamente la funzione eiaculatoria. Ma nonostante l’avanzamento tecnologico di queste procedure, gli evidenti benefici ottenuti non vengono valorizzati e remunerati, a causa di un calcolo che considera solo i costi diretti e non quelli ad es° riguardanti la mancata ospedalizzazione, la quasi assenza di trasfusioni ematiche e un ritorno precoce alla normale attività lavorativa. Per sondare lo stato delle applicazioni di queste tecniche chirurgiche e costruire un documento di consenso da proporre alle istituzioni nelle varie regioni italiane, verificando punti di forza e criticità attualmente presenti, Motore Sanità ha organizzato un evento che mette a confronto tutti i principali Stakeholders, non ultimi i rappresentanti dei pazienti. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI – MILANO proviene da Motoresanità.it. Read More
PSORIASI IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave. Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo PSORIASI IO
PSORIASI IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave. Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo PSORIASI IO
PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI – PIEMONTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive,  spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato  delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Esempi di intervento preventivo sono il vaccino anti-Herpes Zoster e il vaccino anti-pneumococco per i pazienti anziani e fragili. Per questo, oltre alla fascia d’età  dei soggetti di 65 anni queste due  vaccinazioni sono offerte gratuitamente ai soggetti con diabete mellito, patologia cardiovascolare, BPCO, asma e quelli destinati a terapia immunosoppressiva e con immunodepressione. Ma nonostante queste indicazioni e anche se queste vaccinazioni sono state introdotte nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano ampiamente insoddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. In particolare si dovrebbe agire sul territorio,  visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite dai MMG. Lavorando in questa direzione, la Regione Piemonte ha messo a punto un protocollo vaccinale virtuoso valido sulla vaccinazione contro Herpes Zoster e Pneumococco, rendendole gratuite per pazienti fragili e anziani. E sempre attraverso questo protocollo si è trovato un accordo con la Società scientifica di diabetologia per fornire ai diabetici tutta una serie di vaccinazioni importanti e si sta lavorando in maniera simile per arrivare allo stesso obiettivo su altre cronicità. La Regione si è impegnata inoltre in corsi di formazione con la Scuola Piemontese di Medicina Generale Massimo Ferrua per i medici di medicina generale, con l’obiettivo di spiegare l’importanza della vaccinazione e il corretto utilizzo del portale necessario per la registrazione delle vaccinazioni somministrate.  Ma attualmente la fotografia sulle coperture vaccinali è la seguente:         Per il vaccino anti-Herpes Zoster, è ferma al  4% contro un obiettivo nazionale stabilito del 50%.
        Per il vaccino anti-Pneumococco, è ferma al 18%  contro un obiettivo nazionale stabilito del 75%. Si osserva inoltre la mancanza di indicatori di monitoraggio e controllo sul breve, medio e lungo periodo. In questo senso è giusto porsi la domanda di come le nuove strutture territoriali previste dal PNRR (comprese le farmacie dei servizi) potrebbero essere di supporto ai vari distretti per raggiungere gli obiettivi costruiti nel virtuoso protocollo regionale. Per questo motivo, Motore Sanità vorrebbe creare due occasioni di incontro: un primo tavolo di lavoro tecnico che stabilisca come procedere fissando una road map con obiettivi a breve medio e lungo termine ed un secondo appuntamento in cui dare ampia diffusione a tutti gli attori di sistema sul percorso costruito.   L’evento è rivolto a medici di medicina generale, medici chirurghi specializzati in: geriatria, medicina interna, cardiologia, igiene e medicina preventiva, diabetologia di tutte le regioni italiane L'articolo PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI –
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato.  L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE – PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Patologie che comportano anemie severe trasfusione-dipendenti, come le mielodisplasie e la beta-talassemia, oltre a condizionare pesantemente la qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti, hanno purtroppo un impatto rilevante sulla loro aspettativa di vita. Le prime che ogni anno in Italia fanno segnare una incidenza di 3.000 nuovi casi, sono determinate da un difetto della cellula staminale del midollo osseo che produce globuli rossi, bianchi e piastrine. In particolare, in quasi tutti questi pazienti, la riduzione di globuli rossi causa l’anemia che aggravandosi nel tempo, necessita di regolari trasfusioni di sangue e pone il paziente a rischio di ammalarsi di leucemia mieloide acuta. Trattare in modo efficace l’anemia severa trasfusione-dipendente riducendo i rischi di complicanze ad essa associati, è la chiave per migliorare la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti. La seconda è una malattia genetica ereditaria, conosciuta anche come anemia mediterranea poiché la variante scoperta per prima fu quella diffusa fra le popolazioni che vivevano nel bacino mediterraneo. È più frequente tra persone di origine italiana, greca, mediorientale, sud-asiatica e africana, e l’Italia è uno dei paesi a più alta prevalenza con circa 7.000 pazienti. Il difetto congenito di produzione dell’emoglobina che la caratterizza, è dovuto a mutazioni nel gene HBB sul cromosoma 11, la cui gravità dipende dalla natura della mutazione, di solito asintomatica nella forma eterozigote ma sintomatica nella omozigote. Se mutati entrambi i 2 geni delle catene beta, si ha la beta talassemia major, che presenta un quadro clinico severo e grave anemia dovuta a globuli rossi molto piccoli (microciti) inadatti a svolgere la loro funzione. I sintomi compaiono già nei primi mesi di vita e se non si interviene con adeguate terapie, le conseguenze possono essere deformazioni ossee, ingrossamento di milza e fegato, problemi di crescita, complicazioni epatiche, endocrine e cardiovascolari. Sino a 50 anni fa la sopravvivenza per i pazienti affetti da questa forma era 10-15 anni, ma la ricerca sta producendo grande innovazione. Attualmente con i test disponibili per la diagnostica prenatale è molto importante, nelle zone endemiche, intervenire per ricostruire la storia familiare (stato di portatore e mutazioni presenti in altri membri della famiglia) e scongiurare il rischio di trasmissione di questa malattia ereditaria grave. In entrambe le patologie la sopravvivenza dei pazienti oggi prevede oltre a regimi dietetici particolari, trasfusioni ogni 2-3 settimane e assunzione quotidiana di terapia ferrochelante, che eviti i danni da accumulo/intossicazione di ferro in organi vitali (cuore, fegato e pancreas). Secondo recenti evidenze scientifiche pubblicate, per questo ultimo aspetto, l’introduzione recente di una terapia innovativa potrebbe realmente cambiare la vita di questi cittadini, dando nuove speranze alle famiglie: consentirebbe infatti di diminuire, il fabbisogno trasfusionale del 33% nel 70% dei pazienti beta-talassemici gravi, mentre farebbe risultare libero da trasfusioni per circa 2 mesi il 47% di quelli con sindrome mielodisplastica con sideroblasti a rischio molto basso, basso e intermedio, che manifestano una risposta insoddisfacente o inidonei a una terapia con eritropoietina. Ora, eliminate le difficoltà burocratiche approvative a
TAVOLO DI LAVORO  NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI proviene da Motoresanità.it. Read More
CAR-T  QUALI NUOVE COMPETENZE PER IL FARMACISTA OSPEDALIERO? -EVENTO ECM-
Archivi Eventi - Motoresanità.it ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS 604-336941 TIPOLOGIA: RESIDENZIALE Medici Chirurghi (Ematologia Oncologia) + Farmacia ospedaliera La durata dell’evento è di 7 ora formativa, per un totale di 7 credito ecm.   L’ISCRIZIONE AI CORSI DIVENTA OBBLIGATORIA: seguirà le stesse modalità dei webinar, ma indirizzeremo all’URL res.summeet.it L’iscrizione sarà resa disponibile fino all’orario di chiusura evento, quindi personalizzata per ogni incontro.   REGISTRAZIONE E ACCESSO Da effettuarsi prima o contestualmente all’inizio del corso ECM (la mancata iscrizione al corso prima dell’inizio dello stesso comprometterà la possibilità di compilazione dei questionari) 1. Collegarsi all’indirizzo: https://res.summeet.it
2. In caso di primo accesso: creare l’account personale, cliccando su “REGISTRAZIONE” In caso di utente già registrato a corsi FAD (Formazione a Distanza): potrà utilizzare le stesse credenziali che utilizza per l’accesso a fad.summeet.it 3. Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM 604-334101.
4. Sarà possibile compilare il questionario di apprendimento ECM e di gradimento entro 3 giorni dal termine del corso (il test si riterrà superato con almeno il 75% di risposte corrette).   I crediti ECM saranno erogati alle sole persone iscritte in presenza In base alle disposizioni nazionali in vigore per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19 il numero dei partecipanti sarà contenuto.   ⇒ Programma RAZIONALE SCIENTIFICO: La figura professionale del farmacista ospedaliero, sta attraversando un cambiamento radicale che richiede, oltre a quelle scientifiche già acquisite durante il percorso di studi e di specializzazione, nuove competenze tecniche a 360° gradi. La spinta a questo forte cambiamento professionale arriva da un’innovazione che porta il sistema di cure a traguardi impensabili, fino a qualche anno fa. Non si tratta più di avere solo forti competenze su gestione e approvvigionamento di materiali e servizi, di pianificazione e gestione delle scorte, di farmacovigilanza. Servono elementi di economia sanitaria, HTA, competenze su strumenti Statistici, di data integrity ed informatici, competenze organizzative e di management nella cogestione ed interazione di team multidisciplinari/multiprofessionali. L’esempio di CAR-T è davvero rappresentativo di questo nuovo scenario. L’innovazione portata da queste terapie, oltre ogni dubbio, rappresenta uno dei traguardi medici più importanti del nuovo secolo nella battaglia contro i tumori. Ai loro successi ed al loro sviluppo futuro sono stati dedicati centinaia di lavori. Ma tutti devono essere pronti. All’interno dei cosiddetti CAR-T team la figura del farmacista è senz’altro una figura centrale che deve portare valore aggiunto non solo in termini amministrativi o di farmacovigilanza, ma anche in termini organizzativi, di raccolta dati, di ricerca, di appropriatezza degli interventi. Motore sanità guardando allo sviluppo futuro diffuso di queste terapie, intende fare rete, condividendo buone pratiche e soluzioni già adottate durante le prime esperienze di impiego nei pochi attuali centri di riferimento. L'articolo PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO REGIONALE SCHIZOFRENIA – FOCUS VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it La legge 180 ha abolito, unica al mondo, i manicomi demandando ai servizi territoriali, ai reparti psichiatrici ospedalieri, ai dipartimenti di salute mentale ed alle famiglie l’onere ed il compito di gestire i pazienti psichiatrici. Per realizzare tale obiettivo è importante che i dipartimenti psichiatrici, lavorino coordinati all’interno di una rete che dia risposte efficaci dalla gestione della crisi alla riabilitazione del paziente stesso, aiutando il gravoso compito delle famiglie e supportando anche economicamente i vari attori del sistema. Il nostro progetto si pone come fine di fare un’analisi dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti nelle regioni indicate, oltre a definire insieme agli stakeholder più importanti sia istituzionali che clinici, le azioni di miglioramento da intraprendere per migliorare il percorso di cura del paziente schizofrenico. L'articolo PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Patologie che comportano anemie severe trasfusione-dipendenti, come le mielodisplasie e la beta-talassemia, oltre a condizionare pesantemente la qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti, hanno purtroppo un impatto rilevante sulla loro aspettativa di vita. Le prime che ogni anno in Italia fanno segnare una incidenza di 3.000 nuovi casi, sono determinate da un difetto della cellula staminale del midollo osseo che produce globuli rossi, bianchi e piastrine. In particolare, in quasi tutti questi pazienti, la riduzione di globuli rossi causa l’anemia che aggravandosi nel tempo, necessita di regolari trasfusioni di sangue e pone il paziente a rischio di ammalarsi di leucemia mieloide acuta. Trattare in modo efficace l’anemia severa trasfusione-dipendente riducendo i rischi di complicanze ad essa associati, è la chiave per migliorare la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti. La seconda è una malattia genetica ereditaria, conosciuta anche come anemia mediterranea poiché la variante scoperta per prima fu quella diffusa fra le popolazioni che vivevano nel bacino mediterraneo. È più frequente tra persone di origine italiana, greca, mediorientale, sud-asiatica e africana, e l’Italia è uno dei paesi a più alta prevalenza con circa 7.000 pazienti. Il difetto congenito di produzione dell’emoglobina che la caratterizza, è dovuto a mutazioni nel gene HBB sul cromosoma 11, la cui gravità dipende dalla natura della mutazione, di solito asintomatica nella forma eterozigote ma sintomatica nella omozigote. Se mutati entrambi i 2 geni delle catene beta, si ha la beta talassemia major, che presenta un quadro clinico severo e grave anemia dovuta a globuli rossi molto piccoli (microciti) inadatti a svolgere la loro funzione. I sintomi compaiono già nei primi mesi di vita e se non si interviene con adeguate terapie, le conseguenze possono essere deformazioni ossee, ingrossamento di milza e fegato, problemi di crescita, complicazioni epatiche, endocrine e cardiovascolari. Sino a 50 anni fa la sopravvivenza per i pazienti affetti da questa forma era 10-15 anni, ma la ricerca sta producendo grande innovazione. Attualmente con i test disponibili per la diagnostica prenatale è molto importante, nelle zone endemiche, intervenire per ricostruire la storia familiare (stato di portatore e mutazioni presenti in altri membri della famiglia) e scongiurare il rischio di trasmissione di questa malattia ereditaria grave. In entrambe le patologie la sopravvivenza dei pazienti oggi prevede oltre a regimi dietetici particolari, trasfusioni ogni 2-3 settimane e assunzione quotidiana di terapia ferrochelante, che eviti i danni da accumulo/intossicazione di ferro in organi vitali (cuore, fegato e pancreas). Secondo recenti evidenze scientifiche pubblicate, per questo ultimo aspetto, l’introduzione recente di una terapia innovativa potrebbe realmente cambiare la vita di questi cittadini, dando nuove speranze alle famiglie: consentirebbe infatti di diminuire, il fabbisogno trasfusionale del 33% nel 70% dei pazienti beta-talassemici gravi, mentre farebbe risultare libero da trasfusioni per circa 2 mesi il 47% di quelli con sindrome mielodisplastica con sideroblasti a rischio molto basso, basso e intermedio, che manifestano una risposta insoddisfacente o inidonei a una terapia con eritropoietina. Ora, eliminate le difficoltà burocratiche approvative a livello nazionale/regionale
IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO FOCUS ON TRAPIANTO DI FEGATO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica sia a livello mondiale che nazionale. I dati del Global Burden of Diseases indicano che nel 2016, nel mondo, sono decedute 828.940 persone per epatocarcinoma e 1.256.850 persone per cirrosi epatica, determinando nello stesso anno rispettivamente circa 20 e 37 milioni di anni di vita persi. Tra le terapie disponibili in caso di insufficienza epatica irreversibile il trapianto rappresenta una opzione fondamentale salvavita. Le cause della insufficienza epatica che porta al trapianto di fegato possono essere varie come ad es°: infezioni virali (epatite C e B) e/o abuso di alcol, malattie congenite, malattie delle vie biliari. Nel 2019 i trapianti di fegato in Italia sono stati 1.302, con un aumento del 42% rispetto al 1999. Nel percorso di cura di questi pazienti molte sono le fasi critiche: dal pre-trapianto, con attenta valutazione dell’idoneità a ricevere l’organo e inserimento in lista d’attesa, al trapianto stesso con il percorso di preparazione, alla fase post trapianto e follow-up, nella quale si monitora l’esito dell’intervento e lo stato di salute del paziente. Questa fase che, dura per tutta la vita per il paziente trapiantato è importante poiché richiede un approccio integrato ed un attento e continuo monitoraggio per la prevenzione del rischio. L’adesione del paziente alle raccomandazioni lungo questo percorso di cura evita quelle complicazioni che potrebbero essere impegnative, costringendo ad una serie di interventi gravosi sia in termini di salute che di impegno di risorse. Complicazioni che possono essere precoci (danno da ischemia riperfusione), immunologiche (rigetto, anticipato da sintomi caratteristici e da attenzionare) e tardive (es° infezioni collegate alle procedure anti-rigetto). Da questo si comprende facilmente come preservare il percorso di cura di questo paziente sia fondamentale anche in termini di risorse investite. I dati sulla sopravvivenza post-trapianto, che pongono l’Italia tra i primi posti in Europa, dimostrano che la rete trapianti sviluppata in Italia è molto efficace. Viste le risorse che potrebbero arrivare dal PNRR, ed in ottica di appropriatezza e sostenibilità, Motore Sanità intende proporre un confronto sulla riorganizzazione della rete trapianti di fegato che possa consentire un accesso uniforme a tutti i cittadini ed una successiva presa in carico efficace nella gestione delle fasi più critiche del percorso. L'articolo PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI proviene da Motoresanità.it. Read More
PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive,  spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato  delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Esempi di intervento preventivo sono il vaccino anti-Herpes Zoster e il vaccino anti-pneumococco per i pazienti anziani e fragili. Per questo, oltre alla fascia d’età  dei soggetti di 65 anni queste due  vaccinazioni sono offerte gratuitamente ai soggetti con diabete mellito, patologia cardiovascolare, BPCO, asma e quelli destinati a terapia immunosoppressiva e con immunodepressione. Ma nonostante queste indicazioni e anche se queste vaccinazioni sono state introdotte nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano ampiamente insoddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. In particolare si dovrebbe agire sul territorio,  visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite dai MMG. Lavorando in questa direzione, la Regione Piemonte ha messo a punto un protocollo vaccinale virtuoso valido sulla vaccinazione contro Herpes Zoster e Pneumococco, rendendole gratuite per pazienti fragili e anziani. E sempre attraverso questo protocollo si è trovato un accordo con la Società scientifica di diabetologia per fornire ai diabetici tutta una serie di vaccinazioni importanti e si sta lavorando in maniera simile per arrivare allo stesso obiettivo su altre cronicità. La Regione si è impegnata inoltre in corsi di formazione con la Scuola Piemontese di Medicina Generale Massimo Ferrua per i medici di medicina generale, con l’obiettivo di spiegare l’importanza della vaccinazione e il corretto utilizzo del portale necessario per la registrazione delle vaccinazioni somministrate.  Ma attualmente la fotografia sulle coperture vaccinali è la seguente:         Per il vaccino anti-Herpes Zoster, è ferma al  4% contro un obiettivo nazionale stabilito del 50%.
        Per il vaccino anti-Pneumococco, è ferma al 18%  contro un obiettivo nazionale stabilito del 75%. Si osserva inoltre la mancanza di indicatori di monitoraggio e controllo sul breve, medio e lungo periodo. In questo senso è giusto porsi la domanda di come le nuove strutture territoriali previste dal PNRR (comprese le farmacie dei servizi) potrebbero essere di supporto ai vari distretti per raggiungere gli obiettivi costruiti nel virtuoso protocollo regionale. Per questo motivo, Motore Sanità vorrebbe creare due occasioni di incontro: un primo tavolo di lavoro tecnico che stabilisca come procedere fissando una road map con obiettivi a breve medio e lungo termine ed un secondo appuntamento in cui dare ampia diffusione a tutti gli attori di sistema sul percorso costruito.   L’evento è rivolto a medici di medicina generale, medici chirurghi specializzati in: geriatria, medicina interna, cardiologia, igiene e medicina preventiva, diabetologia di tutte le regioni italiane. L'articolo PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI proviene
MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 15 LUGLIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it La Disruptive Innovation (DI) nella gestione della salute include tutti gli ambiti della medicina, e la Disruptive Technology ne rappresenta il cuore. La tecnologia in ambito diagnostico e predittivo sta evolvendo tumultuosamente dando corpo alla medicina personalizzata ed alle prospettive di maggior precisione terapeutica, ma spesso i risultati della ricerca sono pienamente compresi ed attuati solo anni dopo la loro entrata nel mercato, impedendone una fast application utile a curare meglio i pazienti se non addirittura ad ottenere guarigioni sino ad ora impossibili. Per far comprendere a tutti gli stakeholder della sanità italiana l’impatto che ha e che potrebbe avere nel futuro e far abbattere tutte le barriere burocratiche che ne rallentano l’accesso, Motore Sanità organizza due giornate dedicate al tema per raccogliere proposte concrete da rivolgere ai rappresentanti delle Istituzioni a cui spetterà il compito di assicurarne l’applicazione pratica nel più breve tempo possibile e omogeneamente nel territorio nazionale. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE  EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Patologie che comportano anemie severe trasfusione-dipendenti, come le mielodisplasie e la beta-talassemia, oltre a condizionare pesantemente la qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti, hanno purtroppo un impatto rilevante sulla loro aspettativa di vita. Le prime che ogni anno in Italia fanno segnare una incidenza di 3.000 nuovi casi, sono determinate da un difetto della cellula staminale del midollo osseo che produce globuli rossi, bianchi e piastrine. In particolare, in quasi tutti questi pazienti, la riduzione di globuli rossi causa l’anemia che aggravandosi nel tempo, necessita di regolari trasfusioni di sangue e pone il paziente a rischio di ammalarsi di leucemia mieloide acuta. Trattare in modo efficace l’anemia severa trasfusione-dipendente riducendo i rischi di complicanze ad essa associati, è la chiave per migliorare la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti. La seconda è una malattia genetica ereditaria, conosciuta anche come anemia mediterranea poiché la variante scoperta per prima fu quella diffusa fra le popolazioni che vivevano nel bacino mediterraneo. È più frequente tra persone di origine italiana, greca, mediorientale, sud-asiatica e africana, e l’Italia è uno dei paesi a più alta prevalenza con circa 7.000 pazienti. Il difetto congenito di produzione dell’emoglobina che la caratterizza, è dovuto a mutazioni nel gene HBB sul cromosoma 11, la cui gravità dipende dalla natura della mutazione, di solito asintomatica nella forma eterozigote ma sintomatica nella omozigote. Se mutati entrambi i 2 geni delle catene beta, si ha la beta talassemia major, che presenta un quadro clinico severo e grave anemia dovuta a globuli rossi molto piccoli (microciti) inadatti a svolgere la loro funzione. I sintomi compaiono già nei primi mesi di vita e se non si interviene con adeguate terapie, le conseguenze possono essere deformazioni ossee, ingrossamento di milza e fegato, problemi di crescita, complicazioni epatiche, endocrine e cardiovascolari. Sino a 50 anni fa la sopravvivenza per i pazienti affetti da questa forma era 10-15 anni, ma la ricerca sta producendo grande innovazione. Attualmente con i test disponibili per la diagnostica prenatale è molto importante, nelle zone endemiche, intervenire per ricostruire la storia familiare (stato di portatore e mutazioni presenti in altri membri della famiglia) e scongiurare il rischio di trasmissione di questa malattia ereditaria grave. In entrambe le patologie la sopravvivenza dei pazienti oggi prevede oltre a regimi dietetici particolari, trasfusioni ogni 2-3 settimane e assunzione quotidiana di terapia ferrochelante, che eviti i danni da accumulo/intossicazione di ferro in organi vitali (cuore, fegato e pancreas). Secondo recenti evidenze scientifiche pubblicate, per questo ultimo aspetto, l’introduzione recente di una terapia innovativa potrebbe realmente cambiare la vita di questi cittadini, dando nuove speranze alle famiglie: consentirebbe infatti di diminuire, il fabbisogno trasfusionale del 33% nel 70% dei pazienti beta-talassemici gravi, mentre farebbe risultare libero da trasfusioni per circa 2 mesi il 47% di quelli con sindrome mielodisplastica con sideroblasti a rischio molto basso, basso e intermedio, che manifestano una risposta insoddisfacente o inidonei a una terapia con eritropoietina. Ora, eliminate le difficoltà burocratiche approvative a livello nazionale/regionale
MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 14 LUGLIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it La Disruptive Innovation (DI) nella gestione della salute include tutti gli ambiti della medicina, e la Disruptive Technology ne rappresenta il cuore. La tecnologia in ambito diagnostico e predittivo sta evolvendo tumultuosamente dando corpo alla medicina personalizzata ed alle prospettive di maggior precisione terapeutica, ma spesso i risultati della ricerca sono pienamente compresi ed attuati solo anni dopo la loro entrata nel mercato, impedendone una fast application utile a curare meglio i pazienti se non addirittura ad ottenere guarigioni sino ad ora impossibili. Per far comprendere a tutti gli stakeholder della sanità italiana l’impatto che ha e che potrebbe avere nel futuro e far abbattere tutte le barriere burocratiche che ne rallentano l’accesso, Motore Sanità organizza due giornate dedicate al tema per raccogliere proposte concrete da rivolgere ai rappresentanti delle Istituzioni a cui spetterà il compito di assicurarne l’applicazione pratica nel più breve tempo possibile e omogeneamente nel territorio nazionale. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM –
Archivi Eventi - Motoresanità.it Accreditamento ECM-Agenas: 604- 355465 Tipologia: RESIDENZIALE   Medici Chirurghi (MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE; MICROBIOLOGIA E VIROLOGIA; DIREZIONE MEDICA DI PRESIDIO OSPEDALIERO;) + TECNICO SANITARIO DI RADIOLOGIA MEDICA; TECNICO SANITARIO LABORATORIO BIOMEDICO; BIOLOGO La durata dell’evento è di 5 ore formative, per un totale di 5 crediti ecm.     La medicina sta percorrendo il lungo percorso verso la personalizzazione e la predizione. Il concetto di one health implica un approccio alla salute che vada dai corretti stili di vita, alle terapie geniche, alla diagnostica che integri imaging e laboratorio, sino alla teragnostica come strumento di diagnosi e cura assemblati. Oggi se da una parte il rilancio della medicina del territorio secondo il PNRR comporta l’estensione di procedure e strumentazione easy utile a domicilio così come nella case ed ospedali di comunità, l’ammodernamento della strumentazione ospedaliera implica un salto tecnologico della diagnostica, già in corso, che unisca la sanità digitale, ad esempio Telemedicina ed Internet of Things, alla diagnostica integrata tra laboratorio, imaging e patologia. Ma questa evoluzione verso una nuova medicina necessita anche di nuovi strumenti organizzativi e di una nuova partnership pubblico/privato che vada oltre l’offerta del semplice prodotto verso un’offerta basata sui servizi che integri tutte le innovazioni, alcune disruptive, attuali e future. Motore Sanità ha deciso di dedicare la prima giornata della MidSummer School 2022 ai temi di cui sopra per un proficuo confronto sulle necessità di una moderna diagnostica per una moderna medicina. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it La medicina sta percorrendo il lungo percorso verso la personalizzazione e la predizione. Il concetto di one health implica un approccio alla salute che vada dai corretti stili di vita, alle terapie geniche, alla diagnostica che integri imaging e laboratorio, sino alla teragnostica come strumento di diagnosi e cura assemblati. Oggi se da una parte il rilancio della medicina del territorio secondo il PNRR comporta l’estensione di procedure e strumentazione easy utile a domicilio così come nella case ed ospedali di comunità, l’ammodernamento della strumentazione ospedaliera implica un salto tecnologico della diagnostica, già in corso, che unisca la sanità digitale, ad esempio Telemedicina ed Internet of Things, alla diagnostica integrata tra laboratorio, imaging e patologia. Ma questa evoluzione verso una nuova medicina necessita anche di nuovi strumenti organizzativi e di una nuova partnership pubblico/privato che vada oltre l’offerta del semplice prodotto verso un’offerta basata sui servizi che integri tutte le innovazioni, alcune disruptive, attuali e future. Motore Sanità ha deciso di dedicare la prima giornata della MidSummer School 2022 ai temi di cui sopra per un proficuo confronto sulle necessità di una moderna diagnostica per una moderna medicina. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO FOCUS ON CANCRO EPATICO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica sia a livello mondiale che nazionale. I dati del Global Burden of Diseases indicano che nel 2016, nel mondo, sono decedute 828.940 persone per epatocarcinoma e 1.256.850 persone per cirrosi epatica, determinando nello stesso anno rispettivamente circa 20 e 37 milioni di anni di vita persi. Lo stesso report stima per il 2040 un incremento del numero di decessi per carcinoma epatico e per cirrosi epatica rispettivamente del 100% e del 50%. Le stime riferite all’Italia sulle persone colpite da cirrosi epatica ci descrivono circa 180mila casi con un tasso di prevalenza dello 0,3% nella popolazione totale e indicano che ogni anno siano diagnosticati circa 8.900 tumori primari del fegato negli uomini e 4.000 nelle donne (Registro tumori italiano 2017), con un rapporto di circa 2 a 1 tra uomini e donne. Sono invece più frequenti i tumori secondari, ovvero le metastasi che colonizzano il fegato provenendo da altri organi. L’età mediana al momento della diagnosi è tra 50 e 60 anni (ESMO). I dati ci dicono anche che oltre il 70 per cento dei casi di tumori primitivi del fegato è riconducibile a fattori di rischio conosciuti, come l’infezione da virus dell’epatite C e da virus dell’epatite B. Inoltre le nuove terapie per l’Epatite C hanno portato e porteranno un aumento della sopravvivenza dei pazienti con cirrosi, con possibile aumento dei casi di cancro. Tutto ciò inciderà in maniera significativa sull’organizzazione socio-assistenziale, e sull’impatto economico gestionale dei vari sistemi sanitari regionali. Il tumore del fegato è stato anche chiamato tumore silenzioso perché, soprattutto nelle fasi iniziali, non dà alcun segno di sé, ma quando la malattia si diffonde iniziano a comparire sintomi peraltro poco specifici, che possono presentarsi anche in malattie del tutto diverse. Di qui le difficoltà diagnostiche iniziali. Alla luce delle risorse in arrivo dal PNRR, come dovrà riorganizzarsi la filiera assistenziale? Quale sarà il ruolo delle nuove strutture territoriali? Come migliorare l’approccio ad una medicina sempre più mirata e personalizzata? Quali strumenti diagnostici saranno delocalizzati e quali centralizzati? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR E DIABETE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Il diabete da molti viene definita “la malattia cronica” poiché il suo impatto gestionale è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°.  Esso rappresenta la prima causa di cecità, la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la seconda causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di metà degli infarti e degli ictus. L’International Diabetes Federation (IDF) nel 2019 indica circa 463 milioni di adulti (20-79 anni) con diabete nel mondo e una prevalenza in continuo aumento (entro il 2045 700 milioni), soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Gli stessi dati riferiti all’anno 2019 indicano inoltre che più di 4 milioni di persone tra 20 e 79 anni, siano morte per cause connesse al diabete. In Italia secondo il bollettino epidemiologico nazionale dell’ISS sarebbero circa 3,4-4 milioni le persone con diabete ma circa 1-1,5 milioni quelle che non sanno di averlo, mentre 4 milioni di persone sarebbero ad alto rischio di sviluppare la malattia. Secondo le stime più recenti, la spesa per diabete tra costi sanitari diretti (circa 9 miliardi) e costi sanitari indiretti (circa 11 miliardi) ammonterebbe attualmente ad almeno 20 miliardi di euro all’anno. Questi numeri ne fanno comprendere l’impatto socio-assistenziale ed economico-sanitario. Nonostante tutto ciò, grazie soprattutto alla grande innovazione prodotta nell’ultimo decennio, le ospedalizzazioni hanno un andamento decrescente (riduzione media annua del 5,5% nel periodo 2010-2018). La attuale pandemia ha però fatto emergere tutte le debolezze del sistema assistenziale, molto legate in particolare alla presa in carico territoriale ed in risposta a questo il nuovo PNRR stanzia 15,63 miliardi di € (7 miliardi tra reti di prossimità, strutture, servizi di telemedicina e 8,63 miliardi su innovazione, ricerca, digitalizzazione). Ma l’innovazione prodotta da farmaci e devices in Italia, ha un accesso equo ed uniforme paragonabile a quello di altri paesi europei? Ed all’interno del Nostro paese le regioni offrono un panorama uniforme circa l’accesso? Quali opportunità potrà fornire il PNRR, come verrà declinato nelle varie regioni e sarà in grado di rispondere alle esigenze delle persone con diabete? Il cambiamento organizzativo previsto sarà in grado di garantire più facile accesso all’innovazione e ai percorsi di cura semplificando la presa in carico ed il  monitoraggio? Punterà sull’educazione e sull’empowerment della persona con diabete? Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe dare voce a tutti gli stakeholder di sistema per proporre idee realizzabili subito su questi temi aperti che consentano di evitare sprechi e mantenere la sostenibilità. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare
Archivi Eventi - Motoresanità.it La Direzione Generale della Tutela della Salute e il Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, in accordo con i Coordinamenti Malattie Rare delle Regioni Lazio, Toscana e Liguria, in collaborazione con l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e la delegazione della Lega Navale Italiana di Torre Annunziata, hanno organizzato il progetto “Issiamo le vele! Vento in poppa per la Ricerca #thinkrare”. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO FOCUS ON ENCEFALOPATIA EPATICA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica sia a livello mondiale che nazionale. I dati del Global Burden of Diseases indicano che nel 2016, nel mondo, sono decedute 1.256.850 persone per cirrosi epatica, determinando nello stesso anno rispettivamente circa 37 milioni di anni di vita persi. Lo stesso report stima per il 2040 un incremento del numero di decessi per cirrosi epatica del 50%. Le stime riferite all’Italia sulle persone colpite da cirrosi epatica ci descrivono circa 180mila casi con un tasso di prevalenza dello 0,3% nella popolazione totale. Le nuove terapie per l’Epatite C ed i successi dei trapianti di fegato nei pazienti candidabili, hanno portato e porteranno un aumento della sopravvivenza dei pazienti con cirrosi. Di conseguenza questa malattia inciderà in maniera significativa sull’organizzazione socio-assistenziale, e sull’impatto economico gestionale dei vari sistemi sanitari regionali. L’esperienza drammatica della recente pandemia ha fatto emergere ancor più la necessità di una nuova organizzazione per la presa in carico di questi pazienti altamente complessi e quasi sempre pluripatologici, in cui le complicanze spesso misconosciute o sottovalutate portano a conseguenze drammatiche per la vita e la qualità di vita di pazienti e familiari. Un es° fra tutti l’encefalopatia epatica per la quale non esistono sintomi o dati di laboratorio patognomonici fortemente caratterizzanti, così la diagnosi deve essere posta dopo aver escluso altre cause di danno neurologico che possono verificarsi nel paziente cirrotico. A seguito di questo quadro complesso Motore Sanità vuole portare all’attenzione delle istituzioni, la necessità di un impegno da parte di tutti gli Stakeholders, affinché nei vari piani regionali della cronicità non debba mancare una attenzione a questo paziente ed alla sua gestione. Attenzione che deve partire dal disegno di PDTA regionali dove sia ben chiara e dettagliata tra medicina ospedaliera e medicina territoriale la presa in carico del paziente, garantendo obiettivi fondamentali come: l’accesso uniforme e la corretta aderenza alla terapia di mantenimento, fondamentale per la prevenzione di complicanze gravi come l’encefalopatia o l’ascite, causa di gravi e ripetuti ricoveri, la formazione del MMG, del care giver e del paziente  all’autocura. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
VACCINAZIONE MENINGOCOCCICA LIGURIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Tra i batteri più pericolosi causa di malattie invasive batteriche il Meningococco è abituale per le alte vie respiratorie, tanto che a questo livello portatori asintomatici del batterio possono essere il 2-30% delle persone. In alcuni casi però il batterio raggiungendo attraverso il sangue diversi organi, può causare a qualsiasi età, malattie invasive e molto pericolose, come la sepsi o la meningite che nel 10-20% dei casi portare alla morte in poche ore. Anche se la popolazione più soggetta a questa infezione è quella di età inferiore ai 5 anni, con una frequenza maggiore nei primi 2 anni di vita, né può essere colpita anche la fascia adolescenziale così come quella dei giovani adulti. Oggi sono conosciuti diversi sierotipi di meningococco (almeno 13) ma i 5 più pericolosi e rilevanti dal punto di vista clinico sono i ceppi A, B, C, Y, W-135, X. Questi dati indicano come la vaccinazione estesa in questi anni, rappresenti il mezzo più efficace per ridurre il rischio di morte e di danni permanenti derivanti dalla malattia meningococcica causata da questi sierotipi. Tra questi: i danni neurologici come emiplegia, ritardo mentale, epilessia, diminuzione dell’udito, disturbi dell’apprendimento hanno una frequenza tra 10-20 ogni 100 sopravvissuti alla meningite; le necrosi di tessuto cutaneo, le amputazioni delle dita o degli arti hanno una frequenza di 25 ogni 100 sopravvissuti alla setticemia; la mortalità, nonostante un’appropriata terapia antibiotica, di 10-12 ogni 100 in caso meningite e di oltre 40 su 100 in caso di setticemia. E nonostante i vaccini contro il meningococco disponibili in Italia dal 2008 (ceppo C) e dal 2014 (ceppo B), abbiano portato la malattia ad una ridotta incidenza di malattia invasiva (170 casi di malattia invasiva nel 2018 verso 190 nel 2019 e 74 nel 2020) il continuo verificarsi comunque di nuovi casi spinge la ricerca a sviluppare vaccini con sempre maggiori coperture su tutti i ceppi conosciuti. Per questo motivo e visto il rischio importante di sequele descritte che l’infezione può generare, le strategie vaccinali in questi anni si sono orientate verso il vaccino tetravalente con una estensione attraverso il PNV che si dovrebbe ampliare a nuovi target di popolazioni. Motore Sanità ritiene, anche dall’analisi dei recenti dati di HTA Italiani pubblicati, che anche in questa regione debbano essere espresse idee organizzative per allargare ulteriormente a nuovi target di popolazione la protezione offerta dai vaccini contro questa pericolosa infezione, con evidente beneficio socio-assistenziale-economico ma soprattutto di salute, per la società intera oltre che per i singoli cittadini. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
REUMARETE CAMPANIA 2.0
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie reumatiche sono più  di 150, alcune rare ma tutte sono  in aumento ovunque, così pure la  spesa sociale, pari allo 0,2% del Pil,  e quella sanitaria, basti dire che  solo i costi diretti ammontano allo  0,6% della spesa sanitaria totale.  In particolare tra queste il gruppo delle malattie croniche autoimmuni reumatologiche fra cui l’Artrite Reumatoide, l’Artrite Psoriasica, le Spondiliti che colpisce circa il 3% della popolazione, ha un impatto economico-sociale davvero rilevante. Secondo dati recenti (2019) della società scientifica SIR inoltre in Italia si registrano ancora troppi ritardi nella diagnosi: ad es° l’artrite reumatoide viene individuata con ritardo, a volte anche 1-2 anni dopo l’esordio dei primi sintomi e per la spondilite anchilosante il paziente può aspettare anche fino a 5 anni. Per far fronte a questo genere di  patologie alcune Regioni Italiane  da diversi anni hanno attivato reti regionali in grado di indirizzare al  meglio i malati garantendo  un livello assistenziale uniforme su  tutto il territorio. Questa  struttura organizzativa ove presente ha consentito  un accesso  facilitato all’innovazione che in questa area particolarmente ha rappresentato un investimento in salute e qualità di vita oltre che un risparmio economico per il sistema. Per fare un punto della situazione  sulla creazione della Rete e sul  modello gestionale da applicare  per l’implementazione dei  farmaci innovativi in Campania,  Motore Sanità vuole riunire insieme alle istituzioni, gli  specialisti del settore, i MMG, le associazioni dei cittadini per ciò che  concerne le patologie di loro  specifica competenza. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica sia a livello mondiale che nazionale. I dati del Global Burden of Diseases indicano che nel 2016, nel mondo, sono decedute 1.256.850 persone per cirrosi epatica, determinando nello stesso anno rispettivamente circa 37 milioni di anni di vita persi. Lo stesso report stima per il 2040 un incremento del numero di decessi per cirrosi epatica del 50%. Le stime riferite all’Italia sulle persone colpite da cirrosi epatica ci descrivono circa 180mila casi con un tasso di prevalenza dello 0,3% nella popolazione totale. Inoltre molto spesso la malattia epatica progredisce anche nei pazienti curati/negativizzati causando se il paziente non è monitorato e seguito, una cronicità complessa che si complica con molte nuove manifestazioni (cirrosi, colangite, K epatico, encefalopatia). Per tutto questo essa inciderà in maniera significativa sull’organizzazione socio-assistenziale, e sull’impatto economico gestionale dei vari sistemi sanitari regionali ed è bene che siano programmati interventi mirati con l’inserimento della patologia epatica nel piano nazionale cronicità. Oltre a questo alla luce delle risorse in arrivo dal PNRR, come dovrà riorganizzarsi la filiera assistenziale? Quale sarà il ruolo delle nuove strutture territoriali sulla gestione delle numerose complicanze di malattia? Come migliorare l’approccio ad una medicina sempre più rapida nella diagnosi ed efficiente nella presa in carico? Sarà importante strutturare PDTA per la gestione della cirrosi? Quali nuovi strumenti di monitoraggio e raccolta dati saranno necessari per integrare la filiera assistenziale? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo MIDSUMMER SCHOOL – I EDIZIONE – TIVOLI – 13 LUGLIO – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE PUGLIA proviene da Motoresanità.it. Read More
ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare
Archivi Eventi - Motoresanità.it La Direzione Generale della Tutela della Salute e il Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, in accordo con i Coordinamenti Malattie Rare delle Regioni Lazio, Toscana e Liguria, in collaborazione con l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e la delegazione della Lega Navale Italiana di Torre Annunziata, hanno organizzato il progetto “Issiamo le vele! Vento in poppa per la Ricerca #thinkrare”. L'articolo PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE PUGLIA proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO DI LAVORO FVG NETWORKING, RETE E SOSTENIBILITÀ L’ESEMPIO DELL’EMATOLOGIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Lo scenario di innovazione tecnologica che si prospetta nei prossimi anni in molte aree terapeutiche, è senz’altro molto ricco di contenuti, che fanno ben sperare i pazienti affetti da malattie fino a qualche anno fa a prognosi infausta, in una cronicizzazione se non addirittura in alcuni casi in una guarigione. Un caso paradigmatico di questo evolvere è senz’altro rappresentato dall’ematologia, dove lo sforzo di trovare sempre migliori armi per combattere malattie spesso prive di terapie efficaci e ben tollerate, è stato ed è una vera e propria lotta contro il tempo, per molti ricercatori, per molti clinici, per molte famiglie. Basti pensare alle diverse patologie in cui dalle ultime linee di terapia, fino a poco tempo fa, ci si poteva attendere una aspettativa di vita di qualche mese, arriviamo oggi attraverso l’innovazione a terapie che cronicizzano la malattia, facendo vivere i malati una vita pressoché normale. Ma questa grande innovazione deve trovare una organizzazione pronta a riceverla che da un lato consenta un rapido accesso del paziente, e dall’altro garantisca la sostenibilità. E l’attuale Pandemia pur mettendo in ginocchio i sistemi sanitari mondiali, dal più evoluto al meno evoluto, ci ha mostrato alcuni insegnamenti di cui fare tesoro: il sistema salute in questi anni, indipendentemente dai modelli assistenziali più o meno virtuosi, è stato continuamente depauperato di mezzi/risorse.
il valore sociale di tutte le professioni in campo nel mondo salute è prioritario (operatori di ogni genere ed industrie) e su questa base le aziende di settore e le Istituzioni devono collaborare attivamente attraverso partnership tanto trasparenti quanto necessarie.
per mantenere il paziente al centro del sistema, oltre allo slogan fin troppo citato, tutto deve essere pensato per dare a questo un beneficio in termini di salute e di vita, attraverso reti assistenziali dove la multidisciplinarietà e la continuità delle cure siano valori fondanti. In questo nuovo scenario la sfida è che gli operatori e gli esperti del settore debbano trovare insieme le migliori azioni da intraprendere, attraverso nuovi modelli virtuosi, in cui il networking sia supportato da una nuova mentalità, nuovi mezzi di comunicazione e di condivisione dati. Le parole d’ordine dovranno essere perciò: collaborazione che abbatta l’inutile competitività e le improduttive barricate professionali, dialogo aperto, forte senso di responsabilità da parte di tutti i protagonisti in gioco: Pazienti, Clinici, Industria, Istituzioni. Motore Sanità ritiene che da questa visione si debba iniziare a progettare il futuro, rimettendo nella giusta priorità i valori di un mondo certamente cambiato dalla pandemia. Questi tavoli di lavoro vorrebbero porre le basi su come far partire un nuovo modello regionale di Networking: tradotto come Rete, multidisciplinarietà, condivisione e sostenibilità. L'articolo PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE PUGLIA proviene da Motoresanità.it. Read More
IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica sia a livello mondiale che nazionale. I dati del Global Burden of Diseases indicano che nel 2016, nel mondo, sono decedute 1.256.850 persone per cirrosi epatica, determinando nello stesso anno rispettivamente circa 37 milioni di anni di vita persi. Lo stesso report stima per il 2040 un incremento del numero di decessi per cirrosi epatica del 50%. Le stime riferite all’Italia sulle persone colpite da cirrosi epatica ci descrivono circa 180mila casi con un tasso di prevalenza dello 0,3% nella popolazione totale. Inoltre molto spesso la malattia epatica progredisce anche nei pazienti curati/negativizzati causando se il paziente non è monitorato e seguito, una cronicità complessa che si complica con molte nuove manifestazioni (cirrosi, colangite, K epatico, encefalopatia). Per tutto questo essa inciderà in maniera significativa sull’organizzazione socio-assistenziale, e sull’impatto economico gestionale dei vari sistemi sanitari regionali ed è bene che siano programmati interventi mirati con l’inserimento della patologia epatica nel piano nazionale cronicità. Oltre a questo alla luce delle risorse in arrivo dal PNRR, come dovrà riorganizzarsi la filiera assistenziale? Quale sarà il ruolo delle nuove strutture territoriali sulla gestione delle numerose complicanze di malattia? Come migliorare l’approccio ad una medicina sempre più rapida nella diagnosi ed efficiente nella presa in carico? Sarà importante strutturare PDTA per la gestione della cirrosi? Quali nuovi strumenti di monitoraggio e raccolta dati saranno necessari per integrare la filiera assistenziale? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE PUGLIA proviene da Motoresanità.it. Read More
LEUCEMIA LINFATICA CRONICA FOCUS SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Ogni anno si diagnosticano nel mondo 400 mila nuovi casi di leucemia. In Italia, secondo le stime più aggiornate la prevalenza è di 85.000 persone viventi con questa diagnosi (54% maschi) mentre l’incidenza è di circa 8.000 nuovi casi ogni anno (59% maschi), con stime di mortalità che indicano 6.300 decessi nel 2021 ed una sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi del 48%. Esistono diverse forme di leucemia che sono distinte: in base alla velocità di progressione della malattia tra acute (numero di cellule tumorali aumenta velocemente) e croniche (le cellule maligne proliferano più lentamente ma si accumulano in quantità maggiore) oppure in base alle cellule da cui originano, linfatiche (se si sviluppano da linfociti) o mieloidi (se si sviluppano da globuli rossi, piastrine e globuli bianchi diversi dai linfociti). La LLC rappresenta la leucemia più comune nel mondo occidentale tipica nell’anziano, con una età media alla diagnosi attorno ai 70 anni. In base ai dati AIRTUM essa rappresenta in Italia il 30% di tutte le leucemie, con circa 1.600 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 1.150 tra le donne. Circa la metà di questi, presenta varie altre patologie associate, rendendo il trattamento più complesso. È considerata una malattia inguaribile ma grazie alle nuove scoperte, l’aspettativa e la qualità della vita dei pazienti è cresciuta enormemente, con una sopravvivenza media che supera oggi i 10 anni dalla diagnosi. Il decorso è variabile: alcuni pazienti possono mantenersi stabili mentre altri possono andare incontro a un rapido aggravamento. Per questo la scelta di quando intervenire e la scelta dell’ appropriata terapia, rappresentano passaggi chiave per la cura di questi pazienti e per la sostenibilità del sistema. Una volta deciso che occorre trattare la malattia infatti, la scelta della terapia deve essere fatta in base alle caratteristiche della stessa, all’età del paziente, alle malattie concomitanti. Per decenni la chemioterapia è stata l’unica arma di cura, ma da oltre 10 anni sono comparsi gli anticorpi  monoclonali. Oggi la prima linea di trattamento consiste nella cosiddetta chemio-immunoterapia (rituximab +chemio) ma vi sono importanti fattori predittivi di risposta alla chemioterapia (delezione 17p e la mutazione p53). Se vi è la presenza di questi o se vi sono recidive oggi esistono nuovi farmaci molecolari importanti, come l’ibrutinib e il venetoclax, in grado di colpire bersagli specifici (es° proteina BCL-2 che impedisce l’apoptosi cellule tumorali).. Questi farmaci, agendo su un bersaglio così preciso sono più efficaci e meno tossici. Per questo, si può dire abbiano completamente cambiato la prognosi della malattia e si attende un loro più precoce utilizzo nel decorso della malattia In un sistema sanitario universalista come quello italiano considerato di eccellenza in tutto il mondo, a fronte di una innovazione così dirompente, rinnovare l’organizzazione assistenziale affinchè si possa realizzare un accesso equo ed uniforme. Partendo dalla dichiarazione di Ragusa sull’etica in oncologia che sottolinea la questione di garantire (artt. 10, 11 e 12), “l’accesso sostenibile da parte di tutti i malati alle cure oncologiche riconosciute efficaci, riducendo il
UN NUOVO RUOLO DEL TERRITORIO NELLA GESTIONE DELLA SANITÀ  PNRR E HIV:  IL RETURN TO CARE  PIEMONTE, LIGURIA E LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Motore Sanità in questi anni, ha realizzato molti progetti ed eventi affrontando diverse tematiche relative alla riorganizzazione necessaria della sanità territoriale. La recente esperienza della pandemia ha oramai convinto tutti che una riforma del sistema di cure territoriali non sia più procrastinabile e che questa debba essere fatta con i giusti investimenti ma in tempi brevi.  Infatti tutte le fragilità dichiarate da anni da alcuni attori di sistema, purtroppo però poco ascoltati, sono emerse abbattendosi sui cittadini malati cronici e fragili in tutta la loro drammaticità. Così molte sono le risorse dedicate nel PNRR a questo scopo a cui le regioni potranno attingere. Ma il quadro oggi dei diversi territori regionali, presenta realtà assistenziali completamente diverse con servizi per nulla affatto omogenei, che non sono in grado di garantire universalità di cure ai cittadini. Inoltre nell’affrontare i problemi della sanità territoriale, nonostante le revisioni legislative, i tavoli di trattativa, i più o meno ampi coinvolgimenti degli stakeholder interessati, ha prevalso spesso uno spirito corporativo basato sulla difesa di specifici interessi e segnato dalla mancanza di trasversalità degli intenti. Noi vorremmo lasciarci alle spalle tutto questo nell’interesse prima di tutto dei cittadini. La domiciliarità era ed è la scelta auspicata dalle persone, quella più desiderata e anche la più sostenibile per il Sistema. Le diverse esperienze di gestione della pandemia ci hanno dimostrato che è anche la più corretta in termini di sicurezza e benessere dei cittadini. Ma per governare questi cambiamenti in tempi rapidi ed in maniera efficiente è necessario che tutti gli attori si mettano in gioco andando incontro insieme alle esigenze di un mondo profondamente cambiato dove orizzonti e saperi devono combinarsi. Tutte le componenti che a livello territoriale agiscono (MMG, PLS, infermieri, farmacisti, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche, psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici delle dipendenze e psicologi, fisiatri e terapisti della riabilitazione, educatori professionali e tutti gli altri professionisti e operatori sanitari) devono raggiungere una vera integrazione. E in tutto questo percorso, un passaggio fondamentale sarà non solo la presenza al tavolo decisionale delle associazioni di pazienti, ma anche dell’industria che produce tecnologia ed innovazione (farmaci e devices), due componenti spesso messe a margine delle decisioni strategiche che impattano sull’intero sistema. Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe proporvi la grande sfida di raccogliere idee realizzabili subito: dalla diagnostica, alla presa in carico, al follow-up, alla condivisione dati, al supporto tecnologico. L'articolo PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE PUGLIA proviene da Motoresanità.it. Read More
ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare
Archivi Eventi - Motoresanità.it La Direzione Generale della Tutela della Salute e il Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, in accordo con i Coordinamenti Malattie Rare delle Regioni Lazio, Toscana e Liguria, in collaborazione con l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e la delegazione della Lega Navale Italiana di Torre Annunziata, hanno organizzato il progetto “Issiamo le vele! Vento in poppa per la Ricerca #thinkrare”. L'articolo PNRR ED INNOVAZIONE: FOCUS ON BETA-TALASSEMIA ED EMOGLOBINOPATIE PUGLIA proviene da Motoresanità.it. Read More
RETE REUMATOLOGICA PIEMONTESE Modelli Organizzativi ed Empasse Post-pandemico
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie reumatiche costituiscono la seconda causa più frequente di disabilità dopo le malattie cardiovascolari. Negli ultimi anni la qualità di vita della popolazione affetta da queste patologie è migliorata nettamente grazie sia alle nuove cure offerte che ad una migliore presa in carico e gestione dei pazienti da parte degli specialisti coinvolti. Oggi l’impiego progressivo dell’innovazione terapeutica e dei farmaci biosimilari hanno reso le cure maggiormente sostenibili, arrivando ad effettuare scelte terapeutiche customizzate sui bisogni del paziente. Efficienza organizzativa ed utilizzo efficace delle risorse rimangono una chiave di successo in ambito reumatologico: diventa fondamentale una sinergia di intenti tra lo specialista, il farmacista ospedaliero, i MMG e le associazioni dei pazienti. Purtroppo la pandemia da COVId-19 ha parzialmente interrotto questa crescita virtuosa, con aumento delle liste d’attesa, peggioramento dell’aderenza e della continuità terapeutica, difficoltà ad accedere allo specialista sia per ciò che concerne il reumatologo stesso sia per quanto riguarda la presa in carico multidisciplinare che vede coinvolti altri specialisti (in primis il dermatologo). La stessa difficoltà riguarda la medicina generale, con  aumento del sommerso e con conseguenti diagnosi ritardate. La rete  reumatologica piemontese si sta faticosamente riorganizzando per garantire che diagnosi e terapie siano disponibili il più precocemente possibile in quanto un trattamento precoce e adeguato consente i migliori risultati e condiziona l’evoluzione della malattia, soprattutto in patologie reumatiche ad andamento prognostico più severo. Permangono tuttavia alcune criticità, ad esempio l’impossibilità delle strutture private convenzionate di distribuire trattamenti innovativi, che determinano una fuga di pazienti dal Piemonte Orientale verso la Lombardia. Considerati dunque questi aspetti, si ritiene fondamentale ridare un ruolo da protagonista alla rete reumatologica piemontese nella definizione del percorso di cura per le patologie reumatiche, con lo scopo di ottimizzare ed uniformare in ambito metropolitano il processo di gestione del paziente reumatologico. Un altro aspetto da tenere in considerazione riguarda la distribuzione dei farmaci biologici da parte dei centri privati convenzionati: un accesso equo alle cure sul territorio regionale ridurrebbe le liste d’attesa e la conseguente mobilità interregionale.. Per analizzare le iniziative post pandemiche della rete reumatologica piemontese Motore Sanità organizza l’evento dal titolo “LA RETE REUMATOLOGICA PIEMONTESE DALL’AS IS AL TO BE” per concordare le azioni da mettere in atto per superare le criticità degli ultimi due anni. L'articolo PNRR E DIABETE proviene da Motoresanità.it. Read More
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo CONFERENZA STAMPA ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare proviene da Motoresanità.it. Read More
ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare
Archivi Eventi - Motoresanità.it La Direzione Generale della Tutela della Salute e il Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, in accordo con i Coordinamenti Malattie Rare delle Regioni Lazio, Toscana e Liguria, in collaborazione con l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e la delegazione della Lega Navale Italiana di Torre Annunziata, hanno organizzato il progetto “Issiamo le vele! Vento in poppa per la Ricerca #thinkrare”. L'articolo CONFERENZA STAMPA ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare proviene da Motoresanità.it. Read More
SUD – PNRR E DIABETE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Il diabete da molti viene definita “la malattia cronica” poiché il suo impatto gestionale è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°.  Esso rappresenta la prima causa di cecità, la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la seconda causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di metà degli infarti e degli ictus.   L’International Diabetes Federation (IDF) nel 2019 indica circa 463 milioni di adulti (20-79 anni) con diabete nel mondo e una prevalenza in continuo aumento (entro il 2045 700 milioni), soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Gli stessi dati riferiti all’anno 2019 indicano inoltre che più di 4 milioni di persone tra 20 e 79 anni, siano morte per cause connesse al diabete. In Italia secondo il bollettino epidemiologico nazionale dell’ISS sarebbero circa 3,4-4 milioni le persone con diabete ma circa 1-1,5 milioni quelle che non sanno di averlo, mentre 4 milioni di persone sarebbero ad alto rischio di sviluppare la malattia. Secondo le stime più recenti, la spesa per diabete tra costi sanitari diretti (circa 9 miliardi) e costi sanitari indiretti (circa 11 miliardi) ammonterebbe attualmente ad almeno 20 miliardi di euro all’anno. Questi numeri ne fanno comprendere l’impatto socio-assistenziale ed economico-sanitario. Nonostante tutto ciò, grazie soprattutto alla grande innovazione prodotta nell’ultimo decennio, le ospedalizzazioni hanno un andamento decrescente (riduzione media annua del 5,5% nel periodo 2010-2018). La attuale pandemia ha però fatto emergere tutte le debolezze del sistema assistenziale, molto legate in particolare alla presa in carico territoriale ed in risposta a questo il nuovo PNRR stanzia 15,63 miliardi di € (7 miliardi tra reti di prossimità, strutture, servizi di telemedicina e 8,63 miliardi su innovazione, ricerca, digitalizzazione).   Ma l’innovazione prodotta da farmaci e devices in Italia, ha un accesso equo ed uniforme paragonabile a quello di altri paesi europei? Ed all’interno del Nostro paese le regioni offrono un panorama uniforme circa l’accesso? Quali opportunità potrà fornire il PNRR, come verrà declinato nelle varie regioni e sarà in grado di rispondere alle esigenze delle persone con diabete? Il cambiamento organizzativo previsto sarà in grado di garantire più facile accesso all’innovazione e ai percorsi di cura semplificando la presa in carico ed il  monitoraggio? Punterà sull’educazione e sull’empowerment della persona con diabete? Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe dare voce a tutti gli stakeholder di sistema per proporre idee realizzabili subito su questi temi aperti che consentano di evitare sprechi e mantenere la sostenibilità. L'articolo CONFERENZA STAMPA ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito procapite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo CONFERENZA STAMPA ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare proviene da Motoresanità.it. Read More
CONFERENZA STAMPA ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare
Archivi Eventi - Motoresanità.it La Direzione Generale della Tutela della Salute e il Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, in accordo con i Coordinamenti Malattie Rare delle Regioni Lazio, Toscana e Liguria, in collaborazione con l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e la delegazione della Lega Navale Italiana di Torre Annunziata, hanno organizzato il progetto “Issiamo le vele! Vento in poppa per la Ricerca #thinkrare”. L'articolo CONFERENZA STAMPA ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO – EVENTO NAZIONALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it La BPCO è una cronicità con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari, tanto che nel mondo rappresenta la 4° causa di morte con una incidenza in continuo aumento a causa di diversi fattori (fumo, inquinamento, graduale invecchiamento della popolazione). In Italia i dati ISTAT ne stimano una prevalenza del 5,6% (verosimilmente sottostimata in quanto spesso la diagnosi avviene casualmente o in fase di ricovero per riacutizzazione) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie. Ma nonostante lo scenario descritto, l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente (circa 20%) causando uno scarso controllo della malattia, un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, tutti fattori che provocano un prevenibile consumo di risorse inappropriate. La gestione delle cronicità in epoca post-covid-19 ha inoltre messo in evidenza la necessità di ampliare i servizi sanitari a scenari diversi creando una nuova realtà organizzativa in grado di implementare la prossimità delle cure facilitando il livello di diagnosi, di presa in carico, di aderenza. Una realtà nella quale devono essere valorizzate tutte le tecnologie (farmaci e devices) in grado di garantire questo già a livello territoriale. Cogliendo la necessità di questi cambiamenti Aifa attraverso la nota 99 ha aperto alla medicina di famiglia la prescrivibilità di alcuni farmaci, importanti terapie di fondo (LABA e LAMA, loro associazioni e associazioni LABA-ICS), che prima gli erano precluse, essendo ad appannaggio solo specialistico. Attraverso questa nuova nota l’obiettivo era garantire appropriatezza e sostenibilità, in un unico percorso di continuità delle cure. Motore sanità a completamento della road mapp che su questo argomento ha attraversato le principali regioni Italiane ha raccolto l’attuale situazione di accesso alle cure con le buone pratiche già attuate e le  principali criticità riscontrate. Attraverso la vita vissuta sul campo da pazienti, specialisti, MMG, tecnici di programmazione sanitaria ed istituzioni regionali, l’obiettivo è poi quello di condividere le call to action da proporre alle istituzioni Nazionali L'articolo REUMARETE CAMPANIA 2.0 proviene da Motoresanità.it. Read More
IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica sia a livello mondiale che nazionale. I dati del Global Burden of Diseases indicano che nel 2016, nel mondo, sono decedute 1.256.850 persone per cirrosi epatica, determinando nello stesso anno rispettivamente circa 37 milioni di anni di vita persi. Lo stesso report stima per il 2040 un incremento del numero di decessi per cirrosi epatica del 50%. Le stime riferite all’Italia sulle persone colpite da cirrosi epatica ci descrivono circa 180mila casi con un tasso di prevalenza dello 0,3% nella popolazione totale. La disponibilità di farmaci anti-HCV ha prodotto orizzonti nuovi per i pazienti con malattia epatica, ma c’è ancora molto da fare per far emergere il sommerso. Inoltre molto spesso la malattia epatica progredisce anche nei pazienti curati/negativizzati causando se il paziente non è monitorato e seguito, una cronicità complessa che si complica con molte nuove manifestazioni (cirrosi, colangite, K epatico, encefalopatia) fino a portare il paziente al trapianto. Ed ancora la malattia epatica non è solo HCV poiché emergono molte nuove cause (Nash, alcol, etc). Per tutto questo essa inciderà in maniera significativa sull’organizzazione socio-assistenziale, e sull’impatto economico gestionale dei vari sistemi sanitari regionali. Alla luce delle risorse in arrivo dal PNRR, come dovrà riorganizzarsi la filiera assistenziale? Quale sarà il ruolo delle nuove strutture territoriali sulla gestione di queste nuove cause emergenti? Come migliorare l’approccio ad una medicina sempre più rapida nella diagnosi ed efficiente nella presa in carico? Quali strumenti diagnostici saranno delocalizzati e quali centralizzati? Quali nuovi strumenti di monitoraggio e raccolta dati saranno necessari per integrare la filiera assistenziale? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare proviene da Motoresanità.it. Read More
ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie rare sono patologie che si presentano con una frequenza di circa 1 caso ogni 2000 persone. Ad oggi, le stime parlano di un numero variabile tra 7000 ed 8000 patologie, che colpiscono circa il 6-8% della popolazione. Si tratta nella maggioranza dei casi di malattie genetiche/ereditarie, malformazioni congenite, malattie del sistema immunitario, tumori rari, che si presentano soprattutto, ma non esclusivamente, in età pediatrica. Le malattie rare, precedentemente “orfane” di interesse, sono diventate negli ultimi 2 decenni una priorità per la comunità europea e per le aziende farmaceutiche. Per queste patologie la diagnosi precoce è di fondamentale importanza per la possibilità di ricorrere rapidamente ad un trattamento risolutivo, ove disponibile, a una terapia di supporto e ad una consulenza genetica mirata. La possibilità di attuare interventi terapeutici in fase iniziale può migliorare sensibilmente lo stato di salute del paziente e la sua qualità di vita. Per tale motivo è fondamentale promuovere la conoscenza, la diagnosi precoce e la terapia adeguata per tali patologie. In Italia, con la legge 279/2001 (e successivo DPCM LEA 2017), sono stati identificati: Elenco Malattie rare con codice di esenzione (LEA): ad oggi, circa 300 codici (per >2000 entità)
Centri Coordinamento Malattie Rare Regionali che gestiscono i registri regionali Malattie Rare
Registro nazionale Malattie rare, presso l’Istituto Superiore di Sanità, che raccoglie i dati delle singole regioni. Con l’obiettivo di promuovere la conoscenza, il Centro di Coordinamento Malattie Rare Regione Campania, ha avviato una campagna informativa sulle malattie rare finalizzata alla divulgazione e sensibilizzazione su contenuti relativi a tali patologie. In particolare,  sull’eventuale presenza  di campanelli di allarme (Storia Familiare – Sviluppo Psicomotorio – Sintomi e segni) che, se presenti in concomitanza nel quadro clinico di un paziente, possono condurre al sospetto di una patologia rara. Per fornire un sostegno alla campagna di informazione attuata dal  Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania,  la delegazione della Lega Navale Italiana di Torre Annunziata ha organizzato il progetto “Issiamo le vele! Vento in poppa per la Ricerca”. L’iniziativa prevede la partenza di due imbarcazioni a vela, condotte in solitario, che dal porto di Castellammare di Stabia arriveranno a Genova dopo 4 tappe nei porti di: Roma, Firenze e Genova. Il progetto ha ottenuto il patrocinio dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e della Regione Campania. La traversata sarà affiancata da diverse iniziative e incontri, in occasione delle soste nei porti, che puntino a promuovere la ricerca sulle malattie rare. Al fine di raggiungere e sensibilizzare una platea più vasta, inoltre, sarà possibile seguire il viaggio sui canali social, creati appositamente, e sul sito https://sito.libero.it/comet333/ dove saranno presentati di volta in volta i risultati del progetto. Motore Sanità ha deciso di dare il proprio supporto a questa importante iniziativa. L'articolo ISSIAMO LE VELE! VENTO IN POPPA PER LA RICERCA #thinkrare proviene da Motoresanità.it. Read More
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo VACCINAZIONE MENINGOCOCCICA LIGURIA proviene da Motoresanità.it. Read More
UN NUOVO RUOLO DEL TERRITORIO NELLA GESTIONE DELLA SANITÀ  PNRR E HIV:  IL RETURN TO CARE  CAMPANIA E PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Motore Sanità in questi anni, ha realizzato molti progetti ed eventi affrontando diverse tematiche relative alla riorganizzazione necessaria della sanità territoriale. La recente esperienza della pandemia ha oramai convinto tutti che una riforma del sistema di cure territoriali non sia più procrastinabile e che questa debba essere fatta con i giusti investimenti ma in tempi brevi.  Infatti tutte le fragilità dichiarate da anni da alcuni attori di sistema, purtroppo però poco ascoltati, sono emerse abbattendosi sui cittadini malati cronici e fragili in tutta la loro drammaticità. Così molte sono le risorse dedicate nel PNRR a questo scopo a cui le regioni potranno attingere. Ma il quadro oggi dei diversi territori regionali, presenta realtà assistenziali completamente diverse con servizi per nulla affatto omogenei, che non sono in grado di garantire universalità di cure ai cittadini. Inoltre nell’affrontare i problemi della sanità territoriale, nonostante le revisioni legislative, i tavoli di trattativa, i più o meno ampi coinvolgimenti degli stakeholder interessati, ha prevalso spesso uno spirito corporativo basato sulla difesa di specifici interessi e segnato dalla mancanza di trasversalità degli intenti. Noi vorremmo lasciarci alle spalle tutto questo nell’interesse prima di tutto dei cittadini. La domiciliarità era ed è la scelta auspicata dalle persone, quella più desiderata e anche la più sostenibile per il Sistema. Le diverse esperienze di gestione della pandemia ci hanno dimostrato che è anche la più corretta in termini di sicurezza e benessere dei cittadini. Ma per governare questi cambiamenti in tempi rapidi ed in maniera efficiente è necessario che tutti gli attori si mettano in gioco andando incontro insieme alle esigenze di un mondo profondamente cambiato dove orizzonti e saperi devono combinarsi. Tutte le componenti che a livello territoriale agiscono (MMG, PLS, infermieri, farmacisti, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche, psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici delle dipendenze e psicologi, fisiatri e terapisti della riabilitazione, educatori professionali e tutti gli altri professionisti e operatori sanitari) devono raggiungere una vera integrazione. E in tutto questo percorso, un passaggio fondamentale sarà non solo la presenza al tavolo decisionale delle associazioni di pazienti, ma anche dell’industria che produce tecnologia ed innovazione (farmaci e devices), due componenti spesso messe a margine delle decisioni strategiche che impattano sull’intero sistema. Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe proporvi la grande sfida di raccogliere idee realizzabili subito: dalla diagnostica, alla presa in carico, al follow-up, alla condivisione dati, al supporto tecnologico. L'articolo VACCINAZIONE MENINGOCOCCICA LIGURIA proviene da Motoresanità.it. Read More
IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica sia a livello mondiale che nazionale. I dati del Global Burden of Diseases indicano che nel 2016, nel mondo, sono decedute 1.256.850 persone per cirrosi epatica, determinando nello stesso anno rispettivamente circa 37 milioni di anni di vita persi. Lo stesso report stima per il 2040 un incremento del numero di decessi per cirrosi epatica del 50%. Le stime riferite all’Italia sulle persone colpite da cirrosi epatica ci descrivono circa 180mila casi con un tasso di prevalenza dello 0,3% nella popolazione totale. L’Epatite acuta C causa di gran parte delle malattie croniche del fegato cronicizza in circa 70-80% degli adulti ed una minoranza di questi (20-30%) progredirà in Cirrosi dopo parecchi decenni. L’OMS per questo ha definito la strategia per l’eradicazione dell’epatite virale (obiettivo riduzione 90% nuove infezioni e 65% decessi causati da epatite virale entro il 2030). Al 2017, solo 9 Paesi a livello globale, fra cui l’Italia, sono in linea con il raggiungimento degli obiettivi OMS. Strumento per il raggiungimento di questo obiettivo, insieme alla prevenzione, è offerto dalla disponibilità delle nuove terapie per epatite C, gli antivirali orali ad azione diretta (DAA), che dal 2016 hanno portato una innovazione dirompente. Queste terapie sono infatti in grado di eradicare definitivamente il virus in oltre il 95 % dei pazienti trattati indipendentemente dal genotipo virale e dallo stadio di malattia epatica. Ma c’è ancora molto da fare per far emergere il sommerso, sia sui casi sintomatici che su quelli asintomatici, questi ultimi spesso portatori inconsapevoli del virus. È quindi essenziale creare percorsi facilitati per l’individuazione, la presa in carico e l’immediato trattamento di questi pazienti. Fondamentale oggi è un confronto che focalizzi l’attenzione sulle attuali e future strategie nazionali/regionali che sfruttando le risorse del PNRR consentano la revisione organizzativa necessaria per l’emersione del sommerso. L'articolo IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO REGIONALE SCHIZOFRENIA – CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La legge 180 ha abolito, unica al mondo, i manicomi demandando ai servizi territoriali, ai reparti psichiatrici ospedalieri, ai dipartimenti di salute mentale ed alle famiglie l’onere ed il compito di gestire i pazienti psichiatrici. Per realizzare tale obiettivo è importante che i dipartimenti psichiatrici, lavorino coordinati all’interno di una rete che dia risposte efficaci dalla gestione della crisi alla riabilitazione del paziente stesso, aiutando il gravoso compito delle famiglie e supportando anche economicamente i vari attori del sistema. Il nostro progetto si pone come fine di fare un’analisi dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti nelle regioni indicate, oltre a definire insieme agli stakeholder più importanti sia istituzionali che clinici, le azioni di miglioramento da intraprendere per migliorare il percorso di cura del paziente schizofrenico. L'articolo IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO proviene da Motoresanità.it. Read More
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – SARDEGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo IL PERCORSO AD OSTACOLI DEL MALATO DI FEGATO proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito procapite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo LE INFEZIONI MODERATE-GRAVI DI CUTE E TESSUTI MOLLI POSSIBILE EVITARE IL RICOVERO IN OSPEDALE? proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO DI LAVORO  NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo LE INFEZIONI MODERATE-GRAVI DI CUTE E TESSUTI MOLLI POSSIBILE EVITARE IL RICOVERO IN OSPEDALE? proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO DI LAVORO  NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo LE INFEZIONI MODERATE-GRAVI DI CUTE E TESSUTI MOLLI POSSIBILE EVITARE IL RICOVERO IN OSPEDALE? proviene da Motoresanità.it. Read More
VACCINAZIONE MENINGOCOCCICA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Neisseria meningitidis è un batterio commensale, specifico per l’uomo, normalmente presente nelle alte vie respiratorie dell’1-20% della popolazione (portatori), con percentuali più alte negli adolescenti e giovani adulti. Tuttavia, in alcuni casi ed in particolari condizioni di fragilità dell’ospite, il batterio può entrare nel flusso sanguigno e causare, a qualsiasi età, malattie invasive e molto pericolose, quali sepsi e meningite che, nel 5-10% dei casi, possono portare alla morte in poche ore. Inoltre, nel 10-20% dei sopravvissuti si osservano sequele gravi a lungo termine. Anche se la popolazione più soggetta a questa infezione è quella di età inferiore ai 5 anni, con una frequenza maggiore nei primi 2 anni di vita, ne può essere colpita anche la fascia adolescenziale così come quella dei giovani adulti ed adulti. Ad oggi sono stati individuati 12 sierogruppi di N. meningitidis ma i più comuni e principalmente responsabili della malattia invasiva da meningococco (IMD) sono 6: A, B, C, Y, W-135, X. Questi dati supportano la necessità di una strategia vaccinale, contro la malattia meningococcica, estesa a più coorti e categorie di popolazione, rappresentando pertanto il mezzo più efficace per ridurre il rischio di morte e di sequele a breve e lungo termine.
Tra le diverse sequele derivanti dall’IMD si osservano: danni neurologici come emiplegia, ritardo mentale, epilessia, diminuzione dell’udito, disturbi dell’apprendimento, che hanno una frequenza tra 10 e 20 ogni 100 sopravvissuti alla meningite; necrosi di tessuto cutaneo, amputazioni delle dita o degli arti con una frequenza di 25 ogni 100 sopravvissuti alla setticemia. Il tasso di mortalità, nonostante un’appropriata terapia antibiotica, è elevato e colpisce 10-12 ogni 100 in caso meningite ed oltre 40 su 100 in caso di setticemia. Nonostante i vaccini contro il meningococco disponibili in Italia dal 2008 (ceppo C) e dal 2014 (ceppo B), abbiano portato ad una ridotta incidenza di malattia invasiva (170 casi di malattia invasiva nel 2018 e 190 nel 2019), resta comunque necessaria un’adeguata strategia vaccinale che protegga l’intera popolazione non soltanto verso i sierogruppi C e B, ma anche verso Y e W, quest’ultimo particolarmente virulento e responsabile di recenti focolai. Per questo motivo, considerando anche il rischio elevato di gravi sequele che l’infezione può generare, le strategie vaccinali in questi anni si sono orientate verso l’utilizzo del vaccino tetravalente, in grado di offrire una protezione più ampia, anche in categorie addizionali quali i pazienti a rischio, più esposti alla possibilità di incorrere in malattie invasive batteriche. Le attuali coperture raggiunte nel territorio italiano non sono omogenee e spesso al di sotto delle indicazioni del PNV, indicando una diversità tra le regioni. Veneto ed Emilia Romagna rappresentano da tempo modelli virtuosi di riferimento per la prevenzione vaccinale, con una eccellenza organizzativa evidente che emerge dalle coperture ottenute nei diversi target, sempre vicine se non addirittura superiori al 90%. Motore Sanità ritiene che, anche dall’analisi dei recenti dati di HTA Italiani pubblicati, da queste regioni ancora una volta possano e debbano partire suggerimenti, idee organizzative per garantire delle coperture vaccinali
FOCUS LOMBARDIA SCLEROSI MULTIPLA L’EVOLUZIONE DI NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI TRA EFFICIENZA DI INTERDISCIPLINARIETÀ E RISPOSTA DI SALUTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it La SM è una malattia tra le più comuni e più gravi del sistema nervoso centrale: è cronica, imprevedibile, progressivamente invalidante. I sintomi possono variare da persona a persona, alcuni possono ripetersi con maggiore frequenza, in particolare all’esordio, e possono modificarsi ed aggravarsi con diversi livelli di gravità nel corso della storia di malattia. I più ricorrenti interessano la vista, la sensibilità, la mobilità o possono manifestarsi come fatica e debolezza – percepite come difficoltà a svolgere e a sostenere attività anche di cura personale. Agenas, l’Agenzia dei Servizi Sanitari Regionali, ha recentemente proposto un percorso diagnostico terapeutico nazionale per la gestione della Sclerosi Multipla, per sancire il diritto dei pazienti affetti da SM ad accedere a servizi diagnostici e terapeutici omogenei su tutto il territorio nazionale, attraverso la collaborazione tra i Centri SM e tra questi e il territorio in tutte le sue componenti. La gestione della malattia, nell’intero percorso dalla diagnosi al fine vita, tocca tutta la filiera dei servizi a partire da quelli ospedalieri, che rimangono il riferimento principale, fino a quelli territoriali comprensivi anche degli interventi di tipo sociale. Per tali ragioni, i pazienti affetti da SM sono candidati naturali a beneficiare dei modelli di Case di Comunità e di Ospedali di Comunità che la Lombardia sta implementando secondo le indicazioni del PNRR. La coordinazione delle Centrali Operative Territoriali renderà, inoltre, più semplice ed efficace al Sistema Sanitario ed alle persone con Sclerosi Multipla la gestione della loro patologia e delle terapie. Negli ultimi anni, sono state individuate e sviluppate nuove opzioni di trattamento, alcune già a disposizione della classe medica, altre in arrivo che tengono in considerazione anche la semplificazione della terapia e la gestione di prossimità del paziente. L’accesso a terapie innovative e l’avvento di processi di follow up e gestione del paziente da remoto, possono permettere un trattamento personalizzato del paziente, migliorandone il percorso di cura con un risvolto positivo sia in termini di qualità di vita, sia di riduzione di costi indiretti e sociali. La riforma sanitaria in atto in Lombardia, l’introduzione di un PDTA nazionale e l’innovazione terapeutica devono però rispondere al bisogno di sostenibilità dei sistemi sanitari regionali ed è quindi importante un confronto tra mondo clinico ed istituzioni per valutare quali sono le migliori soluzioni per il trattamento di questa patologia severa e diffusa, mettendo al centro dei ragionamenti il paziente e le sue necessità. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLI REGIONALI DI SCHIZOFRENIA – PIEMONTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it La legge 180 ha abolito, unica al mondo, i manicomi demandando ai servizi territoriali, ai reparti psichiatrici ospedalieri, ai dipartimenti di salute mentale ed alle famiglie l’onere ed il compito di gestire i pazienti psichiatrici. Per realizzare tale obiettivo è importante che i dipartimenti psichiatrici, lavorino coordinati all’interno di una rete che dia risposte efficaci dalla gestione della crisi alla riabilitazione del paziente stesso, aiutando il gravoso compito delle famiglie e supportando anche economicamente i vari attori del sistema. Il nostro progetto si pone come fine di fare un’analisi dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti nelle regioni indicate, oltre a definire insieme agli stakeholder più importanti sia istituzionali che clinici, le azioni di miglioramento da intraprendere per migliorare il percorso di cura del paziente schizofrenico. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO DI LAVORO  NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
SICILIA E SARDEGNA – PNRR e HIV: Il return to care
Archivi Eventi - Motoresanità.it Motore Sanità in questi anni, ha realizzato molti progetti ed eventi affrontando diverse tematiche relative alla riorganizzazione necessaria della sanità territoriale. La recente esperienza della pandemia ha oramai convinto tutti che una riforma del sistema di cure territoriali non sia più procrastinabile e che questa debba essere fatta con i giusti investimenti ma in tempi brevi.  Infatti tutte le fragilità dichiarate da anni da alcuni attori di sistema, purtroppo però poco ascoltati, sono emerse abbattendosi sui cittadini malati cronici e fragili in tutta la loro drammaticità. Così molte sono le risorse dedicate nel PNRR a questo scopo a cui le regioni potranno attingere. Ma il quadro oggi dei diversi territori regionali, presenta realtà assistenziali completamente diverse con servizi per nulla affatto omogenei, che non sono in grado di garantire universalità di cure ai cittadini. Inoltre nell’affrontare i problemi della sanità territoriale, nonostante le revisioni legislative, i tavoli di trattativa, i più o meno ampi coinvolgimenti degli stakeholder interessati, ha prevalso spesso uno spirito corporativo basato sulla difesa di specifici interessi e segnato dalla mancanza di trasversalità degli intenti. Noi vorremmo lasciarci alle spalle tutto questo nell’interesse prima di tutto dei cittadini. La domiciliarità era ed è la scelta auspicata dalle persone, quella più desiderata e anche la più sostenibile per il Sistema. Le diverse esperienze di gestione della pandemia ci hanno dimostrato che è anche la più corretta in termini di sicurezza e benessere dei cittadini. Ma per governare questi cambiamenti in tempi rapidi ed in maniera efficiente è necessario che tutti gli attori si mettano in gioco andando incontro insieme alle esigenze di un mondo profondamente cambiato dove orizzonti e saperi devono combinarsi. Tutte le componenti che a livello territoriale agiscono (MMG, PLS, infermieri, farmacisti, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche, psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici delle dipendenze e psicologi, fisiatri e terapisti della riabilitazione, educatori professionali e tutti gli altri professionisti e operatori sanitari) devono raggiungere una vera integrazione. E in tutto questo percorso, un passaggio fondamentale sarà non solo la presenza al tavolo decisionale delle associazioni di pazienti, ma anche dell’industria che produce tecnologia ed innovazione (farmaci e devices), due componenti spesso messe a margine delle decisioni strategiche che impattano sull’intero sistema. Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe proporvi la grande sfida di raccogliere idee realizzabili subito: dalla diagnostica, alla presa in carico, al follow-up, alla condivisione dati, al supporto tecnologico. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
CENTRAL-MENTE IN SALUTE PORTARE LA SALUTE MENTALE AL CENTRO DELL’AZIONE DI GOVERNO E DEL PNRR
Archivi Eventi - Motoresanità.it   Gli effetti della pandemia hanno certamente accelerato le tendenze epidemiologiche già in atto di Salute Mentale portando in primo piano nuovi bisogni assistenziali caratteristici dell’ adolescenza: l’autolesionismo, i tentativi di suicidio, la disregolazione emotiva, i disturbi del comportamento alimentare, il ritiro sociale. Se queste sono state le conseguenze più drammatiche, si deve registrare anche l’incremento dei disturbi dell’umore e della sfera dell’ansia nella popolazione adulta.   Gli effetti della pandemia non si riflettono esclusivamente sull’espressività dei disturbi mentali, ma hanno inciso profondamente sulle prospettive organizzative del Sistema Sanitario Nazionale. Il piano nazionale di rinascita e resilienza (PNRR) del governo Draghi, che aveva alimentato la speranza di un incremento delle risorse a disposizione del territorio, non ha portato risorse aggiuntive per la Salute Mentale, se non in maniera irrisoria, ma ha prospettato una modificazione delle caratteristiche organizzative delle strutture territoriali che trovano il centro nelle Case della Comunità. In questo momento storico è fondamentale difendere l’identità specifica dei dipartimenti di salute mentale, evitando il rischio di una loro genericizzazione nel calderone più esteso delle funzioni distrettuali.   D’altra parte è necessario rilanciare i servizi di salute mentale con maggiore incisività sui nuovi bisogni e, sul piano organizzativo, di fornire risposte efficaci, moderne ed integrate con i servizi di medicina generale, con il dipartimento di emergenza urgenza e con i servizi sociali. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLI REGIONALI SCHIZOFRENIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La legge 180 ha abolito, unica al mondo, i manicomi demandando ai servizi territoriali, ai reparti psichiatrici ospedalieri, ai dipartimenti di salute mentale ed alle famiglie l’onere ed il compito di gestire i pazienti psichiatrici. Per realizzare tale obiettivo è importante che i dipartimenti psichiatrici, lavorino coordinati all’interno di una rete che dia risposte efficaci dalla gestione della crisi alla riabilitazione del paziente stesso, aiutando il gravoso compito delle famiglie e supportando anche economicamente i vari attori del sistema. Il nostro progetto si pone come fine di fare un’analisi dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti nelle regioni indicate, oltre a definire insieme agli stakeholder più importanti sia istituzionali che clinici, le azioni di miglioramento da intraprendere per migliorare il percorso di cura del paziente schizofrenico. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti
LA LONGEVITÀ DEI DISPOSITIVI CARDIACI ELETTRONICI IMPIANTABILI: DAGLI ASPETTI TECNICI AI BENEFICI CLINICI ED ECONOMICI
Archivi Eventi - Motoresanità.it Uno degli aspetti più importanti che caratterizzano i dispositivi cardiaci impiantabili attivi è la durata delle batterie, perché è estremamente importante per promuovere la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale diminuire il numero di sostituzioni per garantire continuità e per evitare ai pazienti tutta una serie di complicanze legate all’intervento chirurgico effettuato per il cambio del dispositivo oltre al disagio che l’azione stessa provoca sui pazienti. Finora non era possibile utilizzare la longevità dei dispositivi come parametro di selezione nelle gare in quanto i vari produttori fornivano le durate stimandole in condizioni operative differenti, spesso non conformi alla reale condizione clinica di funzionamento dettata dalla patologia sottostante.   Grazie alla recente pubblicazione dell’articolo redatto dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) in collaborazione con AIAC, la società scientifica di riferimento, in cui vengono indicate condizioni operative conformi alla realtà clinica di utilizzo per tipologia di dispositivo, sarà possibile utilizzare la longevità nelle gare di appalto come i valori stimati avranno un punto di partenza comune ed omogeneo. Per renderlo fattibile è importante che tale documento sia presentato ai principali organi istituzionali e gruppi di acquisto affinché ne tengano conto nella redazione delle gare e nella definizione dei requisiti stessi.   L’evento si pone in continuità con una serie di progettualità svolte in anni precedente da Motore Sanità insieme a BSCI, per cui troviamo utile proseguire sulla strada della sensibilizzazione degli addetti ai lavori nell’utilizzare categorie omogenee per la valutazione e la messa in competizione virtuosa dei vari device che la tecnologia mette a disposizione al giorno d’oggi, soprattutto in ottica di ottimizzazione risorse. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
CENTRO – PNRR E DIABETE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma Il diabete da molti viene definita “la malattia cronica” poiché il suo impatto gestionale è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°.  Esso rappresenta la prima causa di cecità, la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la seconda causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di metà degli infarti e degli ictus.   L’International Diabetes Federation (IDF) nel 2019 indica circa 463 milioni di adulti (20-79 anni) con diabete nel mondo e una prevalenza in continuo aumento (entro il 2045 700 milioni), soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Gli stessi dati riferiti all’anno 2019 indicano inoltre che più di 4 milioni di persone tra 20 e 79 anni, siano morte per cause connesse al diabete. In Italia secondo il bollettino epidemiologico nazionale dell’ISS sarebbero circa 3,4-4 milioni le persone con diabete ma circa 1-1,5 milioni quelle che non sanno di averlo, mentre 4 milioni di persone sarebbero ad alto rischio di sviluppare la malattia. Secondo le stime più recenti, la spesa per diabete tra costi sanitari diretti (circa 9 miliardi) e costi sanitari indiretti (circa 11 miliardi) ammonterebbe attualmente ad almeno 20 miliardi di euro all’anno. Questi numeri ne fanno comprendere l’impatto socio-assistenziale ed economico-sanitario. Nonostante tutto ciò, grazie soprattutto alla grande innovazione prodotta nell’ultimo decennio, le ospedalizzazioni hanno un andamento decrescente (riduzione media annua del 5,5% nel periodo 2010-2018). La attuale pandemia ha però fatto emergere tutte le debolezze del sistema assistenziale, molto legate in particolare alla presa in carico territoriale ed in risposta a questo il nuovo PNRR stanzia 15,63 miliardi di € (7 miliardi tra reti di prossimità, strutture, servizi di telemedicina e 8,63 miliardi su innovazione, ricerca, digitalizzazione).   Ma l’innovazione prodotta da farmaci e devices in Italia, ha un accesso equo ed uniforme paragonabile a quello di altri paesi europei? Ed all’interno del Nostro paese le regioni offrono un panorama uniforme circa l’accesso? Quali opportunità potrà fornire il PNRR, come verrà declinato nelle varie regioni e sarà in grado di rispondere alle esigenze delle persone con diabete? Il cambiamento organizzativo previsto sarà in grado di garantire più facile accesso all’innovazione e ai percorsi di cura semplificando la presa in carico ed il  monitoraggio? Punterà sull’educazione e sull’empowerment della persona con diabete? Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe dare voce a tutti gli stakeholder di sistema per proporre idee realizzabili subito su questi temi aperti che consentano di evitare sprechi e mantenere la sostenibilità. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
IO RARO – PRESENTAZIONE ASSOCIAZIONE
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma È nata l’Associazione “io Raro”, sulla base della convinzione di estendere la positiva ed efficace esperienza dell’Associazione Prevenzione Tumori ODV. L’obiettivo è dare una risposta ai bisogni dei malati di tumori rari e un supporto alle loro famiglie. “io Raro” si propone di: essere un punto di riferimento per l’accesso ai Centri specialistici;
definire i diritti e i percorsi di accesso;
identificare i percorsi di sostegno anche psicologico;
mettersi a disposizione delle Associazioni locali e regionali che già si occupano di tumori rari ed eventualmente offrire uno sportello di ascolto per i pazienti e per indirizzarli verso la migliore assistenza possibile, perché questo può fare la differenza. Consapevole della complessità della materia, l’impegno di “io Raro” sarà supportare la ricerca di luoghi e realtà che possono dare risposte corrette. E poi di educare all’informazione, più che a formare, raccogliendo le testimonianze delle Associazioni e delle famiglie, per farne preziose esperienze. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
COME RENDERE PIÙ EFFICACE LO SCREENING MAMMOGRAFICO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Europa Donna, in collaborazione con Motore Sanità, vuole raccogliere contributi sul tema di “Come rendere più efficace lo screening mammografico organizzato dal SSN” partendo dall’ascolto, e dal punto di vista, delle dirette interessate, le donne. In particolare vorremmo venissero condivise, e sottoposte al vaglio e alla propositività delle Istituzioni, alcune raccomandazioni che partono, in primis, dall’esigenza di “mettere a terra” alcuni pilastri : 1) Migliorare l’informazione e la comunicazione: informare e comunicare con efficacia al maggior numero di donne in target, partendo dai contenuti e dalle modalità di recapito/accettazione dell’Invito allo screening (importanza della digitalizzazione) 2) Fidelizzare allo screening attraverso processi di empowerment che coinvolgano, e formino, le persone più direttamente a contatto con le donne che si sottopongono allo screening 3) Non lasciare che lo screening sia fine a se stesso, ma sia seguito, in caso di necessità, da un percorso continuativo che indirizzi la donna alla Breast Unit di riferimento Nel periodo 2017-2020 si sono sottoposte a screening mammografico circa  il 74% delle donne tra i 50-69 anni, solo il 54% ha risposto alla chiamata allo screening mammografico organizzato dal SSN e il 20% ha fatto un screening spontaneo; circa il 26% non ha eseguito alcuno screening. Dati di Sorveglianza Passi (https://www.epicentro.iss.it/passi/dati/ScreeningMammografico) Quasi la metà delle donne tra i 50 e i 69 anni non afferisce allo screening organizzato e fino a quando non verrà raggiunta la copertura del 100%, non sarà possibile l’estensione a livello nazionale alla fascia 45-49 e 69-75, come sottolineato nel Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025, esponendo le donne che rientrano in queste età a un potenziale maggiore rischio di diagnosi tardive. Vanno esplorate le ragioni che portano una donna a non partecipare allo screening organizzato o anche a recarsi all’appuntamento malvolentieri; da una Survey che Europa Donna ha condotto con le 180 associazioni della propria rete, le motivazioni sono molte. Grazie a questo lavoro,  Europa Donna e Motore Sanità vogliono presentare agli stakeholder della Sanità alcune azioni concrete per favorire l’accesso delle donne agli screening L'articolo COME RENDERE PIÙ EFFICACE LO SCREENING MAMMOGRAFICO proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO DI LAVORO  NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
UN NUOVO RUOLO DEL TERRITORIO NELLA GESTIONE DELLA SANITÀ  PNRR E HIV:  IL RETURN TO CARE  TOSCANA, LAZIO E MARCHE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Motore Sanità in questi anni, ha realizzato molti progetti ed eventi affrontando diverse tematiche relative alla riorganizzazione necessaria della sanità territoriale. La recente esperienza della pandemia ha oramai convinto tutti che una riforma del sistema di cure territoriali non sia più procrastinabile e che questa debba essere fatta con i giusti investimenti ma in tempi brevi.  Infatti tutte le fragilità dichiarate da anni da alcuni attori di sistema, purtroppo però poco ascoltati, sono emerse abbattendosi sui cittadini malati cronici e fragili in tutta la loro drammaticità. Così molte sono le risorse dedicate nel PNRR a questo scopo a cui le regioni potranno attingere. Ma il quadro oggi dei diversi territori regionali, presenta realtà assistenziali completamente diverse con servizi per nulla affatto omogenei, che non sono in grado di garantire universalità di cure ai cittadini. Inoltre nell’affrontare i problemi della sanità territoriale, nonostante le revisioni legislative, i tavoli di trattativa, i più o meno ampi coinvolgimenti degli stakeholder interessati, ha prevalso spesso uno spirito corporativo basato sulla difesa di specifici interessi e segnato dalla mancanza di trasversalità degli intenti. Noi vorremmo lasciarci alle spalle tutto questo nell’interesse prima di tutto dei cittadini. La domiciliarità era ed è la scelta auspicata dalle persone, quella più desiderata e anche la più sostenibile per il Sistema. Le diverse esperienze di gestione della pandemia ci hanno dimostrato che è anche la più corretta in termini di sicurezza e benessere dei cittadini. Ma per governare questi cambiamenti in tempi rapidi ed in maniera efficiente è necessario che tutti gli attori si mettano in gioco andando incontro insieme alle esigenze di un mondo profondamente cambiato dove orizzonti e saperi devono combinarsi. Tutte le componenti che a livello territoriale agiscono (MMG, PLS, infermieri, farmacisti, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche, psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici delle dipendenze e psicologi, fisiatri e terapisti della riabilitazione, educatori professionali e tutti gli altri professionisti e operatori sanitari) devono raggiungere una vera integrazione. E in tutto questo percorso, un passaggio fondamentale sarà non solo la presenza al tavolo decisionale delle associazioni di pazienti, ma anche dell’industria che produce tecnologia ed innovazione (farmaci e devices), due componenti spesso messe a margine delle decisioni strategiche che impattano sull’intero sistema. Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe proporvi la grande sfida di raccogliere idee realizzabili subito: dalla diagnostica, alla presa in carico, al follow-up, alla condivisione dati, al supporto tecnologico. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION – EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito procapite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
I LEA E LA RICERCA DI EQUILIBRIO TRA I BISOGNI E LA SOSTENIBILITÀ
Archivi Eventi - Motoresanità.it La definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza e delle relative tariffe è un percorso molto lungo e complesso poco coerente con l’evoluzione rapida e dirompente delle tecnologie e delle conoscenze della medicina. Inoltre l’applicazione dei LEA continua a presentare diseguaglianze nella applicazione tra le diverse Regioni Italiane, come puntualmente ed annualmente verificato dal ministero della salute. Nel contesto globalizzato dell’assistenza sanitaria è altresì necessario un benchmarking con analoghe definizioni di altri Paesi, in special modo con i Paesi dell’Unione Europea. La Pandemia Covid ha indotto una maggiore unità di intenti tra i vari Paesi dell’unione e questa maggiore adesione dovrebbe essere applicata anche per ciò che concerne i livelli assistenziali di base per arrivare a una possibile definizione in futuro di LEA europei. Sarebbe utile un confronto ad ampio raggio con le Società Scientifiche, le Commissioni parlamentari, i rappresentanti dei cittadini e le istituzioni regionali per arrivare a una sintesi della conoscenza e dei bisogni, il tutto cementato da un puntuale lavoro di Health Technology Assessment, sia per quanto riguarda l’assistenza socio sanitaria sia per quanto riguarda la remunerazione e le conseguenti tariffe. Per questo motivo motore sanità organizza l’evento dal titolo “I LEA E LA RICERCA DI EQUILIBRIO TRA I BISOGNI E LA SOSTENIBILITÀ”. Per mettere a confronto i vari attori del sistema al fine di arrivare a proposte utili e necessarie ad un progressivo cambiamento e/o rivisitazione dei livelli elementari di assistenza. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo TAVOLI REGIONALI SCHIZOFRENIA proviene da Motoresanità.it. Read More
UN NUOVO RUOLO DEL TERRITORIO NELLA GESTIONE DELLA SANITÀ  PNRR E HIV:  IL RETURN TO CARE  TRIVENETO ED EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Motore Sanità in questi anni, ha realizzato molti progetti ed eventi affrontando diverse tematiche relative alla riorganizzazione necessaria della sanità territoriale. La recente esperienza della pandemia ha oramai convinto tutti che una riforma del sistema di cure territoriali non sia più procrastinabile e che questa debba essere fatta con i giusti investimenti ma in tempi brevi.  Infatti tutte le fragilità dichiarate da anni da alcuni attori di sistema, purtroppo però poco ascoltati, sono emerse abbattendosi sui cittadini malati cronici e fragili in tutta la loro drammaticità. Così molte sono le risorse dedicate nel PNRR a questo scopo a cui le regioni potranno attingere. Ma il quadro oggi dei diversi territori regionali, presenta realtà assistenziali completamente diverse con servizi per nulla affatto omogenei, che non sono in grado di garantire universalità di cure ai cittadini. Inoltre nell’affrontare i problemi della sanità territoriale, nonostante le revisioni legislative, i tavoli di trattativa, i più o meno ampi coinvolgimenti degli stakeholder interessati, ha prevalso spesso uno spirito corporativo basato sulla difesa di specifici interessi e segnato dalla mancanza di trasversalità degli intenti. Noi vorremmo lasciarci alle spalle tutto questo nell’interesse prima di tutto dei cittadini. La domiciliarità era ed è la scelta auspicata dalle persone, quella più desiderata e anche la più sostenibile per il Sistema. Le diverse esperienze di gestione della pandemia ci hanno dimostrato che è anche la più corretta in termini di sicurezza e benessere dei cittadini. Ma per governare questi cambiamenti in tempi rapidi ed in maniera efficiente è necessario che tutti gli attori si mettano in gioco andando incontro insieme alle esigenze di un mondo profondamente cambiato dove orizzonti e saperi devono combinarsi. Tutte le componenti che a livello territoriale agiscono (MMG, PLS, infermieri, farmacisti, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche, psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici delle dipendenze e psicologi, fisiatri e terapisti della riabilitazione, educatori professionali e tutti gli altri professionisti e operatori sanitari) devono raggiungere una vera integrazione. E in tutto questo percorso, un passaggio fondamentale sarà non solo la presenza al tavolo decisionale delle associazioni di pazienti, ma anche dell’industria che produce tecnologia ed innovazione (farmaci e devices), due componenti spesso messe a margine delle decisioni strategiche che impattano sull’intero sistema. Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe proporvi la grande sfida di raccogliere idee realizzabili subito: dalla diagnostica, alla presa in carico, al follow-up, alla condivisione dati, al supporto tecnologico. L'articolo TAVOLI REGIONALI SCHIZOFRENIA proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION ASL ROMA2
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito procapite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
NORD PNRR E DIABETE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Il diabete da molti viene definita “la malattia cronica” poiché il suo impatto gestionale è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°.  Esso rappresenta la prima causa di cecità, la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la seconda causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di metà degli infarti e degli ictus. L’International Diabetes Federation (IDF) nel 2019 indica circa 463 milioni di adulti (20-79 anni) con diabete nel mondo e una prevalenza in continuo aumento (entro il 2045 700 milioni), soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Gli stessi dati riferiti all’anno 2019 indicano inoltre che più di 4 milioni di persone tra 20 e 79 anni, siano morte per cause connesse al diabete. In Italia secondo il bollettino epidemiologico nazionale dell’ISS sarebbero circa 3,4-4 milioni le persone con diabete ma circa 1-1,5 milioni quelle che non sanno di averlo, mentre 4 milioni di persone sarebbero ad alto rischio di sviluppare la malattia. Secondo le stime più recenti, la spesa per diabete tra costi sanitari diretti (circa 9 miliardi) e costi sanitari indiretti (circa 11 miliardi) ammonterebbe attualmente ad almeno 20 miliardi di euro all’anno. Questi numeri ne fanno comprendere l’impatto socio-assistenziale ed economico-sanitario. Nonostante tutto ciò, grazie soprattutto alla grande innovazione prodotta nell’ultimo decennio, le ospedalizzazioni hanno un andamento decrescente (riduzione media annua del 5,5% nel periodo 2010-2018). La attuale pandemia ha però fatto emergere tutte le debolezze del sistema assistenziale, molto legate in particolare alla presa in carico territoriale ed in risposta a questo il nuovo PNRR stanzia 15,63 miliardi di € (7 miliardi tra reti di prossimità, strutture, servizi di telemedicina e 8,63 miliardi su innovazione, ricerca, digitalizzazione). Ma l’innovazione prodotta da farmaci e devices in Italia, ha un accesso equo ed uniforme paragonabile a quello di altri paesi europei? Ed all’interno del Nostro paese le regioni offrono un panorama uniforme circa l’accesso? Quali opportunità potrà fornire il PNRR, come verrà declinato nelle varie regioni e sarà in grado di rispondere alle esigenze delle persone con diabete? Il cambiamento organizzativo previsto sarà in grado di garantire più facile accesso all’innovazione e ai percorsi di cura semplificando la presa in carico ed il  monitoraggio? Punterà sull’educazione e sull’empowerment della persona con diabete? Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe dare voce a tutti gli stakeholder di sistema per proporre idee realizzabili subito su questi temi aperti che consentano di evitare sprechi e mantenere la sostenibilità. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION ASL BARI
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito procapite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  ABRUZZO, LAZIO, PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS
Archivi Eventi - Motoresanità.it Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
IL CUORE OLTRE L’OSTACOLO VERSO LA “QUARTA ETÀ 5.0”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “Non è ciò che capita, ma come reagisci a ciò che capita che costituisce la sostanza della tua vita” S.E. Mons. Derio Olivero Su iniziativa della Senatrice Annamaria Parente L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  PIEMONTE, LIGURIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE
Archivi Eventi - Motoresanità.it La gestione delle cronicità in epoca post-covid-19 ha messo in evidenza la necessità di ampliare i servizi sanitari a scenari diversi creando una nuova realtà organizzativa in grado di implementare la prossimità delle cure. Una realtà nella quale devono essere valorizzate tutte le tecnologie (farmaci e devices) che facilitino la presa in carico territoriale del paziente con patologie croniche. Perché si realizzi questo, si dovrà passare da un approccio focalizzato apparentemente a ridurre sempre di più i costi nel breve termine, ad un approccio dove la buona salute ed i mezzi per ottenerla, siano considerati un investimento che crea valore e maggior sicurezza per il paziente. Cogliendo la necessità di questi cambiamenti Aifa attraverso la nota 97 ha aperto la prescrivibilità dei farmaci NAO alla medicina di famiglia. Attraverso questa nuova nota l’obiettivo era garantire l’appropriatezza e la sostenibilità in un unico percorso di continuità delle cure. Una azione importante per riportare la gestione delle terapie innovative dei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV), pazienti ad alto rischio di eventi cardiovascolari. La FANV infatti è una delle più importanti patologie croniche del paziente anziano (prevalenza del 5% negli over 65) e rappresenta la terza causa di morte cardiovascolare in Italia. E’ inoltre un importante fattore di rischio (aumento da 4 a 9 volte) per ictus, patologia che nel 50% dei pazienti sopravvissuti porta a disabilità, per cui la terapia anticoagulante per tutti questi pazienti è salvavita. E nonostante questo, i dati epidemiologici italiani, stimano che più del 30% della popolazione con FANV non assuma la terapia in maniera adeguata, non riuscendo così a controllare correttamente il rischio di evento cardiovascolare e generando un inutile spreco di risorse. Per tutti questi motivi l’obiettivo atteso era ed è migliorare/semplificare la gestione della patologia, facilitandone l’accesso e offrendo al paziente terapie di maggior efficacia e sicurezza, restituendo al MMG un ruolo chiave nel processo di prescrizione, monitoraggio della corretta e di aderenza alle terapie. Ma ad ormai quasi un anno dall’uscita della nota 97, questo nuovo scenario da tempo auspicato, si è realizzato? Cosa è cambiato in termini di accesso e semplificazione dei percorsi di presa in carico?si sono liberati spazi utili per le liste d’attesa? In ogni Regione vi sarà lo stesso accesso uniforme e le istituzioni regionali facilitato i processi di cambiamento? La medicina di famiglia si è dimostrata adeguatamente pronta per sfruttare subito questa opportunità? Quali sono state le potenziali criticità da affrontare ed eventualmente come sono state risolte nelle diverse realtà regionali? Per rispondere a questi interrogativi cruciali Motore Sanità intende coinvolgere i principali attori della filiera, generando idee e buone pratiche, con cui assistere attraverso le migliori cure questi cittadini. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PROGETTO CRP
Archivi Eventi - Motoresanità.it La proteina C reattiva (PCR) è un indice di infiammazione e come tale le sue concentrazioni nel sangue aumentano in presenza di processi flogistici di varia natura.  Essa viene prodotta principalmente a livello epatico e dagli adipociti in risposta a diverse condizioni che vanno da microrganismi patogeni( batteri o virus) più o meno comuni, a traumi di varia natura, in caso di malattie autoimmuni (come quelle reumatologiche o gastroenterologiche), di danni cardiovascolari (come l’infarto), di neoplasie o di interventi chirurgici. Infatti aumenta la sua concentrazione ematica nella fase acuta di queste condizioni e nel giro di poche ore i suoi livelli possono raggiungere valori centinaia di volte superiori (fino a 500-1.000 mg/L) rispetto alle condizioni basali (generalmente non superiori a 5-6 mg/L). In generale, quindi, elevati livelli di proteina C reattiva rappresentano un campanello d’allarme per lo stato di salute della persona che richiede poi adeguati approfondimenti diagnostici. Dopo averne valutato i risultati, il medico può quindi orientarsi verso le più appropriate indagini di approfondimento. In presenza di una diagnosi certa, come indice di flogosi diventa anche molto interessante dal punto di vista prognostico per valutare l’andamento e la gravità di un processo infiammatorio o per determinare l’efficacia di una terapia o il rischio cardiovascolare globale (insieme ad altri parametri) anche in una persona sana. Uno degli utilizzi più interessanti sia nei pazienti pediatrici che negli adulti potrebbe essere la valutazione dei livelli di CRP, condotta al fine di guidare la prescrizione di antibiotici. Un recente articolo su NEMJ lo indica come parametro utile per ottenere un impiego più parsimonioso di questi farmaci anti-infettivi essenziali nei pazienti affetti da riacutizzazioni di Bpco. Grazie al test della Proteina C Reattiva  è possibile distinguere le infezioni batteriche da quelle virali, un test rapido e  mininvasivo che può davvero fare la differenza. L’analisi della PCR consente  una valutazione rapida dello stato di salute del paziente e rappresenta una guida clinica fondamentale per la valutazione di prescrizione antibiotica. Studi scientifici indicano che il test della PCR riduce la prescrizione di antibiotici senza compromettere il processo di cura dei pazienti. Oggi per il clinico e soprattutto per il paziente si presenta una grande opportunità di semplificazione riguardo all’accesso al test di misurazione della PCR: infatti può essere effettuata in setting Point of Care, come la farmacia, insieme ai già conosciuti test che valutano il profilo glicemico e quello lipidico. Tutto ciò è molto interessante anche in ottica di spostamento degli esami di primo livello sul territorio, garantire cioè la prossimità di diagnosi e soprattutto nell’accelerare la diagnosi stessa. L'articolo IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION ASL ROMA2 proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO – SESSIONE MONDO SANITA’ ECM –
Archivi Eventi - Motoresanità.it ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS: 604-339900 TIPOLOGIA: RES-videoconferenza Medici Chirurghi (Medicina Generale,  Chirurgia Generale, Oncologia) + Farmacia Ospedaliera, Farmacia Territoriale Crediti erogati: 1 (uno) REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso ISTRUZIONI – In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”) – In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username e Password) – Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM: 604- 330732 – Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento – Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento”disponibile  sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ecm. – Il test può essere effettuato SOLTANTO UNA VOLTA e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti. – Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso. Programma La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo, Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO – SESSIONE MONDO SANITA’ ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
TALK WEB – La nuova gestione della medicina territoriale nel post Covid
Archivi Eventi - Motoresanità.it Organizzando questo Talk Web, Motore Sanità intende ragionare sulla gestione domiciliare del paziente Covid-19 riprendendo un articolato documento del Ministero della Salute. A partire da questo presupposto, si ritiene opportuno costruire un dialogo con i MMG ed i principali KOL della sanità per intuire quali devono essere i successivi passi da compiere, poiché nel futuro prossimo ci troveremo dinnanzi non solo al post-covid, ma anche alla nuova gestione della medicina di famiglia. Interessante è dunque riflettere da una parte sulla proposta del Governo, dall’altra sulle idee dei KOL coinvolti (dai Medici di famiglia, ai Direttori Generali della sanità, ai Direttori di Distretto e fino ai funzionari del welfare regionale), coniugando la totalità delle idee proposte per mettere in evidenza molteplici punti di vista e facendo emergere un confronto costruttivo, dal quale emergano altresì punti di forza e di debolezza dei nuovi modelli gestionali.   Il PNRR può essere una grande opportunità per le cure domiciliari e territoriali, ma occorre partire dall’ascolto dei territori. Ciascuna Regione custodisce infatti proprie peculiarità: territori diversi portano conseguentemente a gestioni diverse di Hub & Spoke. Motore Sanità rileva dunque la necessità di attuare un confronto per mettere i principali KOL della sanità intorno ad un tavolo, e dal cui confronto possano emergere, in un documento finale di sintesi, tutte le criticità dei nuovi modelli gestionali e possibili soluzioni condivise dai professionisti sanitari, dai parlamentari e dai rappresentanti regionali. L'articolo TALK WEB – La nuova gestione della medicina territoriale nel post Covid proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO – SESSIONE MONDOSANITA’
Archivi Eventi - Motoresanità.it La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO – SESSIONE MONDOSANITA’ proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCONNECTION Disruptive Innovation (DI) in Oncologia
Archivi Eventi - Motoresanità.it Nel 1942 Schumpeter formulò la teoria della “distruzione creativa” o “distruzione creatrice”. Si tratta del “processo di mutazione industriale che rivoluziona incessantemente la struttura economica dall’interno, distruggendo senza sosta quella vecchia e creando sempre una nuova”.   Scopo principale della distruzione creativa è offrire una sostituzione, migliore e talora più economica rispetto a quella attuale, di un prodotto esistente considerando i costi nella loro complessità. La sostituzione può presentarsi principalmente in due forme diverse: La prima è la versione migliorata di un prodotto esistente
La seconda inizia il suo percorso in una forma piuttosto primitiva, spesso intorno a un nucleo tecnologico di innovazione, per poi crescere e diventare di fatto sostitutiva.   Sulla  “Disruptive innovations” l’Expert Panel on investing in health della Commissione Europea ha definito “l’innovazione dirompente nel settore sanitario” come “un tipo di innovazione che crea nuove reti e nuove organizzazioni sulla base di una nuova serie di valori, coinvolgendo nuovi attori, che consente di migliorare la salute e di raggiungere altri obiettivi preziosi, come equità ed efficienza.”   Oltre alla definizione “europea” di innovazione dirompente il Panel ha elaborato anche una nuova tassonomia delle innovazioni dirompenti basata sui “campi di applicazione” e sulle loro categorie.   Le categorie principali identificate sono quattro:   tecnologica (tecnologie a bassa ed alta complessità)
organizzativa (modelli, strutture, processi)
prodotti e servizi (farmaci e terapie diverse)
risorse umane (personale sanitario, pazienti, cittadini e comunità) Alcuni  esempi di DI in medicina sono lo sviluppo di antibiotici, di farmaci antiulcera, della chirurgia minimamente invasiva e di un nuovo e più efficace trattamento per l’HCV. Alcuni esempi in ambito organizzativo sono la Salute mentale basata sulla comunità, le Organizzazioni responsabili (accountable) basate sulla popolazione e l’assistenza integrata. Alcuni esempi di Innovazioni dirompenti in ambito di prodotti e servizi sono lo Sviluppo delle cure palliative e l’Assistenza e terapia centrata sul paziente.   Un esempio di Innovazione dirompente in ambito di risorse umane sono l’Autogestione del diabete da parte del paziente.   Nel 2022 esempi di  DI in Oncologia sono certamente la terapia targhetizzata e customizzata grazie alla biologia molecolare con il superamento delle terapie solo chemioterapiche ed empiriche, il potenziamento della immunità del paziente per combattere le cellule tumorali (dall’immunoterapia alle CAR), la creazione di vaccini m-rna preventivi e curativi per il melanoma ed il tumore del colon-retto, una diagnostica di precisione per il carcinoma della prostata, la creazione di farmaci agnostici con obiettivo la variante genetica indipendentemente dalla tipologia tumorale.   Ma è anche DI la possibilità del paziente di cura si a casa o il più vicino alla propria abitazione grazie alla implementazione della sanità digitale, in primis la telemedicina, una nuova forma di remunerazione dell’innovazione basata sul valore della terapia, una accessibilità all’innovazione semplificata ed omogenea a livello nazionale, un’organizzazione efficiente della palliazione  nel territorio, una linea continua di rapporto con gli specialisti e/o MMG in caso di necessità. Per tale motivo Motore Sanità organizza un approfondimento tra pari di due giorni per valutare prospettive attuali e future
ONCONNECTION Disruptive Innovation (DI) in Oncologia
Archivi Eventi - Motoresanità.it Nel 1942 Schumpeter formulò la teoria della “distruzione creativa” o “distruzione creatrice”. Si tratta del “processo di mutazione industriale che rivoluziona incessantemente la struttura economica dall’interno, distruggendo senza sosta quella vecchia e creando sempre una nuova”.   Scopo principale della distruzione creativa è offrire una sostituzione, migliore e talora più economica rispetto a quella attuale, di un prodotto esistente considerando i costi nella loro complessità. La sostituzione può presentarsi principalmente in due forme diverse:   La prima è la versione migliorata di un prodotto esistente
La seconda inizia il suo percorso in una forma piuttosto primitiva, spesso intorno a un nucleo tecnologico di innovazione, per poi crescere e diventare di fatto sostitutiva.   Sulla  “Disruptive innovations” l’Expert Panel on investing in health della Commissione Europea ha definito “l’innovazione dirompente nel settore sanitario” come “un tipo di innovazione che crea nuove reti e nuove organizzazioni sulla base di una nuova serie di valori, coinvolgendo nuovi attori, che consente di migliorare la salute e di raggiungere altri obiettivi preziosi, come equità ed efficienza.”   Oltre alla definizione “europea” di innovazione dirompente il Panel ha elaborato anche una nuova tassonomia delle innovazioni dirompenti basata sui “campi di applicazione” e sulle loro categorie.   Le categorie principali identificate sono quattro:   tecnologica (tecnologie a bassa ed alta complessità)
organizzativa (modelli, strutture, processi)
prodotti e servizi (farmaci e terapie diverse)
risorse umane (personale sanitario, pazienti, cittadini e comunità) Alcuni  esempi di DI in medicina sono lo sviluppo di antibiotici, di farmaci antiulcera, della chirurgia minimamente invasiva e di un nuovo e più efficace trattamento per l’HCV. Alcuni esempi in ambito organizzativo sono la Salute mentale basata sulla comunità, le Organizzazioni responsabili (accountable) basate sulla popolazione e l’assistenza integrata. Alcuni esempi di Innovazioni dirompenti in ambito di prodotti e servizi sono lo Sviluppo delle cure palliative e l’Assistenza e terapia centrata sul paziente.   Un esempio di Innovazione dirompente in ambito di risorse umane sono l’Autogestione del diabete da parte del paziente.   Nel 2022 esempi di  DI in Oncologia sono certamente la terapia targhetizzata e customizzata grazie alla biologia molecolare con il superamento delle terapie solo chemioterapiche ed empiriche, il potenziamento della immunità del paziente per combattere le cellule tumorali (dall’immunoterapia alle CAR), la creazione di vaccini m-rna preventivi e curativi per il melanoma ed il tumore del colon-retto, una diagnostica di precisione per il carcinoma della prostata, la creazione di farmaci agnostici con obiettivo la variante genetica indipendentemente dalla tipologia tumorale.   Ma è anche DI la possibilità del paziente di cura si a casa o il più vicino alla propria abitazione grazie alla implementazione della sanità digitale, in primis la telemedicina, una nuova forma di remunerazione dell’innovazione basata sul valore della terapia, una accessibilità all’innovazione semplificata ed omogenea a livello nazionale, un’organizzazione efficiente della palliazione  nel territorio, una linea continua di rapporto con gli specialisti e/o MMG in caso di necessità. Per tale motivo Motore Sanità organizza un approfondimento tra pari di due giorni per valutare prospettive attuali e
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS MARCHE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo WINTER SCHOOL 2022 – OLTRE LA LOGICA DEI SILOS PER UN’OFFERTA INTEGRATA DI SALUTE – Sessione Parallela – DENTRO LA SALUTE proviene da Motoresanità.it. Read More
PROGETTO EMICRANIA 2022
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma L’emicrania è un mal di testa unilaterale parossistico che si presenta su un lato del cranio, per poi irradiarsi al resto della testa e può essere accompagnato da altri sintomi quali la nausea, il vomito e l’ipersensibilità alla luce. La persona sofferente preferisce di solito stare sdraiata, al buio e lontana dai rumori. La durata degli episodi varia da qualche ora fino a tre giorni. Di questi sintomi soffre circa l’11% della popolazione italiana con ricadute spesso importanti sia sulla qualità di vita che sull’attività lavorativa. Infatti il suo impatto sociale/economico è molto importante, con una spesa in Italia che ammonta a circa 3,5 miliardi €/anno, dove il 15% delle persone ha oltre 4 episodi/ mese, il 4,2%  oltre 8 episodi/mese, il 5% perde più di 5 giorni lavorativi/mese. Vi sono 2 categorie principali di emicrania: emicrania con aura (15% dei casi) caratterizzata dalla presenza di alcuni segni premonitori (ipersensibilità alla luce e/o al rumore, oscuramento del campo visivo, percezione di linee scintillanti o mosche volanti) ed emicrania senza aura (85% dei casi). La durata degli attacchi varia dalle 4 alle 24 ore. L’effetto inabilitante in molti pazienti ha indotto la ricerca ad un forte impegno in questo campo che ha portato alla luce molte terapie efficaci, dai FANS ai Triptani, agli anticorpi monoclonali di recente introduzione per citarne solo alcune. La diffusione di questa patologia (oltre 6,5 milioni di persone) e di altre patologie simili, ha comportato la creazione di alcune strutture organizzate per la diagnosi e cura, che dovrebbero essere articolate in 3 livelli di complessità: I° Livello   Ambulatorio specialistico, II° Livello  Centro Cefalee per la Diagnosi e Terapia, III°   Livello  Centro Cefalee per la Diagnosi, la Terapia, la Ricerca e la Formazione, con  disponibilità di ricovero (ordinario o day hospital). Esse nascono in particolare per una presa in carico dei casi più impegnativi di patologia cronica invalidante e debilitante, sia dell’età evolutiva che di quella adulta. Per fare il punto sull’attuale accesso ai percorsi di cura dei pazienti emicranici, l’associazione EMHA (European Migraine and Headache Alliance) che rappresenta oltre 30 organizzazioni di pazienti in tutta Europa, ha prodotto una survey dai cui risultati si possono generare molte nuove idee su cosa manca e su cosa sarebbe utile fare per efficientare il sistema assistenziale. La risposta diversa delle molte realtà Nazionali e Regionali esaminate sarà la base per costruire un futuro migliore nella cura di questi pazienti, stratificando l’offerta giusta per il paziente giusto. L'articolo WINTER SCHOOL 2022 – OLTRE LA LOGICA DEI SILOS PER UN’OFFERTA INTEGRATA DI SALUTE – Sessione Parallela – DENTRO LA SALUTE proviene da Motoresanità.it. Read More
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Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma   Enciclopedia Treccani:  In senso generico integrare, significa rendere intero e completo (riempire ciò che è incompleto o non completamente sufficiente ad un determinato scopo), aggiungendo quanto necessario o supplendo al difetto con mezzi opportuni.    La pandemia attuale ha fatto comprendere a tutti come economia, politica e salute non sono elementi separabili e che soprattutto la salute è in grado di influenzare pesantemente qualsiasi tipo di futuro ci attenda in qualsiasi parte del mondo. In tutto questo pensiamo che l’integrazione, più che una parola chiave, sia una grande sfida futura. Integrazione può voler dire mettere in ordine le priorità nel programmare la Ns società futura e rendere sostenibile tutto questo: la salute prima di tutto. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune conoscenze ed informazioni fondamentali per la cura appropriata del paziente e per la prevenzione delle malattie. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune competenze scientifiche sulla malattia e sulle nuove cure. Integrazione può voler dire dialogo tra chi fa ricerca, chi deve renderne sostenibili i risultati e chi deve fare scelte di programmazione delle risorse consapevoli. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune saperi diversi che contribuiscano ad aprire gli orizzonti alla ricerca scientifica e che ne accelerino i risultati e le ricadute pratiche. Integrazione può voler dire costruire percorsi di cura stabilendo in maniera chiara competenze reciproche tra gli operatori che generano assistenza. Integrazione può voler dire distinguere fra la miglior terapia  e la cura più adeguata per la persona malata. Integrazione significa passare dall’offerta di prodotto al servizio integrando bisogni e risposte e istituzioni e industria Integrazione vuol dire costruire PDTA trasversali andando oltre la logica dei silos e verificare le necessità per soddisfare tutti gli step del percorso Come si traduce tutto questo? Ospedale-territorio deve essere tradotto in continuità delle cure, dispositivo medico e farmaco deve essere tradotto in strumento di cura  e prevenzione/cura o medicina di precisione, silos budget deve essere tradotto in finanziamento appropriato e sostenibile dell’intero percorso di cura, tessera sanitaria/digitalizzazione deve essere tradotto in informazioni sanitarie facilmente condivise e complete su quel cittadino, PNRR deve essere tradotto in piano che ponga l’uniformità/equità di accesso al benessere per ogni cittadino, come obiettivo fondante. E se integrazione è definibile come “Il TUTTO che è più della somma delle sue singole parti”*, questo significa maggior rispetto per ogni singola parte. Nella Winter School 2022 Motore sanità vuole dare pari voce ad ogni singola parte per una vera integrazione oggi necessaria nel settore salute. L'articolo proviene da Motoresanità.it. Read More
TALKWEB – Nota 100 Una vittoria di tutti
Archivi Eventi - Motoresanità.it La nota 100 dell’AIFA sancisce la democratizzazione dei cosiddetti farmaci innovativi per la cura del Diabete di Tipo2. Questi farmaci sono ora prescrivibili direttamente dal MMG e il costo assorbito dal SSN. Questa importante democratizzazione dell’Accesso alle Cure, soprattutto cure per una malattia che può colpire tutti ma predilige la popolazione con un’alimentazione più povera (ricca di carboidrati), è un passaggio etico importante che andrà comunicato sia ai diretti interessati, i malati di diabete e i loro familiari, sia alla popolazione tutta perché non ci siano più alibi a scovare e combattere questa malattia. L'articolo TALKWEB – Nota 100 Una vittoria di tutti proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 11 MARZO
Eventi La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo #MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS MARCHE proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO
Eventi La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo ONCONNECTION Disruptive Innovation (DI) in Oncologia proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 9 MARZO
Eventi La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo ONCONNECTION Disruptive Innovation (DI) in Oncologia proviene da Motoresanità.it. Read More
ACADEMY MISSIONE 6 – PNRR E OLTRE
Eventi Nel 2021 Motore Sanità Tech si è occupata di fare chiarezza su cosa c’era a disposizione, su quali norme e regolamenti, su chi definisce le regole e i modelli che impattano sul funzionamento del Sistema e sugli scenari evolutivi che stavano affermandosi. Nel 2022 il PNRR  al netto del Fondo complementare stanzia per la Missione 6 Salute 15,63 miliardi, così divisi tra due componenti: Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale
Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale L’obiettivo è quello di perseguire una nuova strategia sanitaria, sostenuta dalla definizione di un adeguato assetto istituzionale e organizzativo, che consenta al Paese di conseguire standard qualitativi di cura adeguati, in linea con i migliori paesi europei e che consideri, sempre più, il SSN come parte di un più ampio sistema di welfare comunitario. Da qui la necessità di definire standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l’assistenza territoriale e l’identificazione delle strutture a essa deputate con un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio “One-Health” ove la salute della persona e l’ecosistema sono indissolubilmente intrecciati. L'articolo ACADEMY MISSIONE 6 – PNRR E OLTRE proviene da Motoresanità.it. Read More
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” – LIGURIA
Eventi “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” – LIGURIA proviene da Motoresanità.it. Read More
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” – CAMPANIA
Eventi “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” – LIGURIA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2022 – OLTRE LA LOGICA DEI SILOS PER UN’OFFERTA INTEGRATA DI SALUTE – Sessione Parallela
Eventi Enciclopedia Treccani:  In senso generico integrare, significa rendere intero e completo (riempire ciò che è incompleto o non completamente sufficiente ad un determinato scopo), aggiungendo quanto necessario o supplendo al difetto con mezzi opportuni.    La pandemia attuale ha fatto comprendere a tutti come economia, politica e salute non sono elementi separabili e che soprattutto la salute è in grado di influenzare pesantemente qualsiasi tipo di futuro ci attenda in qualsiasi parte del mondo. In tutto questo pensiamo che l’integrazione, più che una parola chiave, sia una grande sfida futura. Integrazione può voler dire mettere in ordine le priorità nel programmare la Ns società futura e rendere sostenibile tutto questo: la salute prima di tutto. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune conoscenze ed informazioni fondamentali per la cura appropriata del paziente e per la prevenzione delle malattie. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune competenze scientifiche sulla malattia e sulle nuove cure. Integrazione può voler dire dialogo tra chi fa ricerca, chi deve renderne sostenibili i risultati e chi deve fare scelte di programmazione delle risorse consapevoli. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune saperi diversi che contribuiscano ad aprire gli orizzonti alla ricerca scientifica e che ne accelerino i risultati e le ricadute pratiche. Integrazione può voler dire costruire percorsi di cura stabilendo in maniera chiara competenze reciproche tra gli operatori che generano assistenza. Integrazione può voler dire distinguere fra la miglior terapia  e la cura più adeguata per la persona malata. Integrazione significa passare dall’offerta di prodotto al servizio integrando bisogni e risposte e istituzioni e industria Integrazione vuol dire costruire PDTA trasversali andando oltre la logica dei silos e verificare le necessità per soddisfare tutti gli step del percorso Come si traduce tutto questo? Ospedale-territorio deve essere tradotto in continuità delle cure, dispositivo medico e farmaco deve essere tradotto in strumento di cura  e prevenzione/cura o medicina di precisione, silos budget deve essere tradotto in finanziamento appropriato e sostenibile dell’intero percorso di cura, tessera sanitaria/digitalizzazione deve essere tradotto in informazioni sanitarie facilmente condivise e complete su quel cittadino, PNRR deve essere tradotto in piano che ponga l’uniformità/equità di accesso al benessere per ogni cittadino, come obiettivo fondante. E se integrazione è definibile come “Il TUTTO che è più della somma delle sue singole parti”*, questo significa maggior rispetto per ogni singola parte. Nella Winter School 2022 Motore sanità vuole dare pari voce ad ogni singola parte per una vera integrazione oggi necessaria nel settore salute. L'articolo WINTER SCHOOL 2022 – OLTRE LA LOGICA DEI SILOS PER UN’OFFERTA INTEGRATA DI SALUTE – Sessione Parallela proviene da Motoresanità.it. Read More
Lotta al gender gap. La nuova legge sulla parità salariale
Eventi Il 3 dicembre è entrato in vigore in Italia la nuova legge sulla parità retributiva tra uomo e donna.
Un grande passo che le lavoratrici aspettavano da tempo. Il nostro Paese purtroppo è ancora molto indietro per quanto riguarda la questione del gender gap e bisogna velocemente fare dei passi da gigante per non rimanere indietro.
La pandemia da Covid ha penalizzato fortemente il mercato del lavoro femminile e bisogna agire subito per cambiare la situazione, mettendo in atto situazioni concrete che invertano la marcia.
È ormai assodato che la parità di genere faccia crescere il PIL nei Paesi che la mettono in pratica, anche perché le imprese che la applicano sono più competitive. Per capire quali passi sono stati fatti e cosa ancora c’è da fare, Women for Oncology Italy e Mondosanità hanno organizzato un talk webinar. L'articolo Lotta al gender gap. La nuova legge sulla parità salariale proviene da Motoresanità.it. Read More
STATI GENERALI SULLE MALATTIE RARE DELLA CITTÀ DI PADOVA –  24 Febbraio
Eventi Come già successo nel febbraio scorso anche per il 2022 l’Azienda Ospedale Università di Padova (AOUP), in occasione della giornata mondiale sulle Malattie Rare (“Rare Disease Day”) del 28 febbraio 2022, organizza un evento di aggiornamento, riflessione, studio e programmazione riguardante il tema delle Malattie Rare (MR), chiamato “gli Stati Generali delle MR della città di Padova”. Dato il rapido evolvere dello scenario legislativo, organizzativo-gestionale e tecnico-scientifico, vi è il bisogno, sia a livello di comunità medico-scientifica, sia di singolo operatore, sia delle realtà associative di promuovere occasioni di aggiornamento e di progressiva sensibilizzazione sui temi inerenti le MR. Il 2021, in Italia, è stato segnato da importanti novità legislative; mentre, in Europa, il 2022 dall’inizio di una nuova fase della storia degli European Reference Networks (ERN). Sarà pertanto importante, per un’istituzione come l’AOUP, che tanto prestigio vanta nel campo delle MR, farsi trovare pronta ad interpretare i nuovi dettami di legge, sfruttando appieno le nuove opportunità che essa e a confermare il proprio ruolo di istituzione leader in Italia e in Europa nel campo delle MR. Il titolo dell’evento, confermato anche per quest’anno –  “Gli Stati Generali delle Malattie Rare della Città di Padova”, – vuole ancora una volta sottolineare il fatto che solo nell’ambito di un largo lavoro di squadra, ispirato da una azione strategica sinergica, elaborata in modo condiviso da tutte “le parti” interessate, si potranno ottenere reali progressi nella cura dei pazienti affetti da MR. L'articolo STATI GENERALI SULLE MALATTIE RARE DELLA CITTÀ DI PADOVA – 24 Febbraio proviene da Motoresanità.it. Read More
STATI GENERALI SULLE MALATTIE RARE DELLA CITTÀ DI PADOVA – 23 Febbraio
Eventi Come già successo nel febbraio scorso anche per il 2022 l’Azienda Ospedale Università di Padova (AOUP), in occasione della giornata mondiale sulle Malattie Rare (“Rare Disease Day”) del 28 febbraio 2022, organizza un evento di aggiornamento, riflessione, studio e programmazione riguardante il tema delle Malattie Rare (MR), chiamato “gli Stati Generali delle MR della città di Padova”. Dato il rapido evolvere dello scenario legislativo, organizzativo-gestionale e tecnico-scientifico, vi è il bisogno, sia a livello di comunità medico-scientifica, sia di singolo operatore, sia delle realtà associative di promuovere occasioni di aggiornamento e di progressiva sensibilizzazione sui temi inerenti le MR. Il 2021, in Italia, è stato segnato da importanti novità legislative; mentre, in Europa, il 2022 dall’inizio di una nuova fase della storia degli European Reference Networks (ERN). Sarà pertanto importante, per un’istituzione come l’AOUP, che tanto prestigio vanta nel campo delle MR, farsi trovare pronta ad interpretare i nuovi dettami di legge, sfruttando appieno le nuove opportunità che essa e a confermare il proprio ruolo di istituzione leader in Italia e in Europa nel campo delle MR. Il titolo dell’evento, confermato anche per quest’anno –  “Gli Stati Generali delle Malattie Rare della Città di Padova”, – vuole ancora una volta sottolineare il fatto che solo nell’ambito di un largo lavoro di squadra, ispirato da una azione strategica sinergica, elaborata in modo condiviso da tutte “le parti” interessate, si potranno ottenere reali progressi nella cura dei pazienti affetti da MR. L'articolo STATI GENERALI SULLE MALATTIE RARE DELLA CITTÀ DI PADOVA – 24 Febbraio proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA
Eventi Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo #MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA proviene da Motoresanità.it. Read More
HIV ROMAGNA UNA PANDEMIA SILENZIOSA
Eventi Il Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS) approvato con intesa nella Conferenza Stato-Regioni del 26 ottobre 2017, contempla l’attuazione di interventi di carattere pluriennale riguardanti la prevenzione, l’informazione, la ricerca, l’assistenza e la cura, la sorveglianza epidemiologica e il sostegno dell’attività del volontariato. Esso ha stabilito che il ministero, in collaborazione con le regioni: dovrà promuovere iniziative di formazione/aggiornamento degli operatori e dovrà definire strategie di informazione in favore sia della popolazione generale, che di quella con comportamenti a rischio (popolazioni chiave). In particolare, è stata focalizzata l’attenzione sulla lotta alla stigmatizzazione e sulle attività di prevenzione; fra quest’ultime le attuali evidenze scientifiche attribuiscono un ruolo fondamentale all’estensione come prevenzione (TasP) delle terapie antiretrovirali (ARV). Oltre a questo esiste comunque ancora un sommerso importante da far emergere per poter interrompere la catena di infezioni. In questa ottica è richiesto impegno nel favorire l’accesso al test e la diagnosi precoce, l’aderenza al percorso di cura ed in particolare al trattamento. In questo scenario l’attuale pandemia ha complicato la realizzazione di queste attività, per cui risulta necessario fare il punto delle azioni da mettere in campo ora e nel futuro post pandemico. Da dove ripartire? Per rispondere a questa domanda Motore Sanità ha organizzato questo evento con focus sul territorio della Romagna, che coinvolga tutti gli attori della filiera assistenziale. L'articolo HIV ROMAGNA UNA PANDEMIA SILENZIOSA proviene da Motoresanità.it. Read More
PROGETTO HPV IL PIEMONTE PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DEL COLLO DELL’UTERO
Eventi   Il Consiglio Regionale del Piemonte ha aderito il 17 novembre 2021 all’invito dell’Organizzazione mondiale della Sanità di illuminare di colore “teal” (foglia di tè) Palazzo Lascaris, sede del governo regionale, in occasione del primo anniversario del lancio della Strategia globale per l’eliminazione del carcinoma della cervice uterina entro il 2030. Il tumore della cervice uterina è una delle patologie che più riflettono le diseguaglianze sociali. Infatti, nelle aree in cui sono attivi programmi organizzati di screening della popolazione, la mortalità ha raggiunto i minimi storici, mentre dove tali interventi sono sporadici o assenti, il tumore del collo dell’utero rappresenta la quarta causa di morte per cancro raggiungendo il numero di 300.000 vittime al mondo per anno per lo più in donne giovani. Essendo il cancro della cervice ampiamente prevenibile e curabile grazie a campagne di screening, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato una strategia globale per l’eliminazione del tumore del collo dell’utero, che ha l’obiettivo finale di portare la mortalità per questa patologia al di sotto della soglia di 4 ogni 100.000 donne. L’iniziativa si incardina su tre pilastri da raggiungere entro il 2030: – Vaccinazione – target 90% delle ragazze vaccinate in modo completo contro l’HPV entro i 15 anni d’età; – Screening – target 70% delle donne con un test ad alta performance entro i 35 anni d’età e poi ancora una volta entro i 45 anni; – Trattamento – target 90% delle donne con una lesione pre-cancerosa trattate e 90% delle donne con tumore invasivo inviate a intervento e/o terapia. Per quanto riguarda la situazione nel nostro paese ed in regione Piemonte, si stima che in un anno si verifichino circa 1.500 nuovi casi e 700 decessi ed in Piemonte circa 200 nuovi casi e 45 decessi. I programmi di screening piemontesi universalistici e gratuiti, attuati tramite il programma Prevenzione Serena, prevedono l’esecuzione di: – Pap test ogni 3 anni nelle donne di età compresa fra i 25 e i 29 anni – Test per la ricerca del DNA di HPV (test HPV) ogni 5 anni nelle donne di età compresa fra i 30 e i 64 anni. Per fare il punto sul passato e futuro della prevenzione e cura del tumore del collo dell’utero, Motore Sanità organizza un evento istituzionale e di politica sanitaria, non diretto alla classe medica, per evidenziare il grande impegno della Regione Piemonte nei temi di salute pubblica che mirano a dare risposte concrete a tutta la popolazione indipendentemente dallo status sociale e dalla provenienza. L'articolo PROGETTO HPV IL PIEMONTE PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DEL COLLO DELL’UTERO proviene da Motoresanità.it. Read More
PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE AFFETTO DA  TUMORE CUTANEO
Eventi   Ogni anno negli Stati Uniti il carcinoma squamocellulare (CSCC) viene diagnosticato a oltre un milione di persone, di cui 2.500 muoiono per questa patologia. Il CSCC è uno dei tumori della pelle più comuni e rappresenta da solo il 20-25% di tutti i tumori cutanei, secondo per diffusione tra i tumori cutanei non melanoma. È caratterizzato da una crescita anomala e accelerata delle cellule squamose che se individuata precocemente, la maggior parte degli CSCC è curabile. Le cellule squamose, uno dei tre tipi principali di cellule dello strato superiore della pelle (l’epidermide), sono cellule in rapida mutazione e neoformazione. Quando il danno al DNA derivante dall’esposizione a radiazioni ultraviolette o altri agenti dannosi innesca cambiamenti anormali nelle cellule squamose si sviluppa la malattia. Può localizzarsi ovunque sul corpo (viso, labbra, orecchie, cuoio capelluto, spalle, collo, dorso delle mani) ma si trova più spesso sulle aree esposte alle radiazioni ultraviolette che rappresentano uno dei principali fattori di rischio, unitamente all’età superiore a 50 anni e a condizioni di risposta immunitaria indebolita. La pelle intorno a queste aree, mostra tipicamente segni di danni del sole come rughe, cambiamenti di pigmento e perdita di elasticità. Mentre la maggior parte può essere trattata facilmente e con successo, se lasciate crescere, queste lesioni possono diventare deturpanti, pericolosi e persino mortali. Il 40 al 60% di queste forme tumorali inizia come una lesione precancerosa non trattata, la cheratosi attinica (AK), che nel 2-10%. a volte anche entro pochi anni, diventa poi un CSCC. Così le forme diagnosticate con ritardo e non trattate possono diventare invasive, crescere negli strati più profondi della pelle e diffondersi in altre parti del corpo. Negli ultimi 30 anni, il numero di donne sotto i 40 anni con diagnosi di SCC è aumentato costantemente. Per accertare la diagnosi è necessario eseguire una biopsia. La maggior parte dei carcinomi a cellule squamose (SCC) della pelle può essere curata se individuata e trattata precocemente. Il trattamento deve avvenire il prima possibile dopo la diagnosi, poiché gli SCC più avanzati della pelle sono più difficili da trattare e possono diventare pericolosi, diffondendosi nei linfonodi locali, nei tessuti e negli organi distanti. Essendo il tumore con il ‘carico mutazionale’ più elevato, si presta a rispondere a un inibitore del checkpoint immunitario PD-1. Motore Sanità intende creare un tavolo di lavoro su cui confrontarsi tra attori di sistema per discutere gli strumenti più adatti ad un approccio migliorativo della diagnosi precoce e sulle attuali prospettive di cura. L'articolo PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE AFFETTO DA TUMORE CUTANEO proviene da Motoresanità.it. Read More
LA DIGITAL HEALTH Le nuove tecnologie a supporto della salute
Eventi INTRODUZIONE DI SCENARIO   Perché parliamo di Trasformazione Digitale?   Le barriere ad una Trasformazione Digitale nell’assistenza sanitaria sono spesso decisamente non tecnologiche. Il cambiamento culturale è il principale ostacolo alla trasformazione digitale del settore sanitario. “La tecnologia senza avere la cultura di come usarla serve a ben poco”. L'articolo PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE AFFETTO DA TUMORE CUTANEO proviene da Motoresanità.it. Read More
LA DIGITAL HEALTH Le nuove tecnologie a supporto della salute
Eventi INTRODUZIONE DI SCENARIO   Perché parliamo di Trasformazione Digitale?   Le barriere ad una Trasformazione Digitale nell’assistenza sanitaria sono spesso decisamente non tecnologiche. Il cambiamento culturale è il principale ostacolo alla trasformazione digitale del settore sanitario. “La tecnologia senza avere la cultura di come usarla serve a ben poco”. L'articolo PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE AFFETTO DA TUMORE CUTANEO proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEL PERCORSO DI CURA DEL PAZIENTE CON SCLEROSI MULTIPLA
Eventi La SM è una malattia tra le più comuni e più gravi del sistema nervoso centrale: è cronica, imprevedibile, progressivamente invalidante. I sintomi possono variare da persona a persona, alcuni possono ripetersi con maggiore frequenza, in particolare all’esordio, e possono modificarsi e aggravarsi con diversi livelli di gravità nel corso della storia di malattia. I più ricorrenti interessano la vista, le sensibilità, la mobilità, o possono manifestarsi come fatica e debolezza – percepite come difficoltà a svolgere e a sostenere attività anche di cura personale. Oltre alla Sclerosi Multipla, nell’ultimo anno si è unita anche l’emergenza sanitaria da Covid-19: secondo il Barometro Aism l’effetto più grave della pandemia è l’impatto psicologico. A una diffusa carenza di assistenza psicologica a distanza si sono infatti unite situazioni di forte isolamento sociale, ansia e depressione, sia per le persone con SM che per i loro caregiver, che si sono trovati a fare fronte a situazioni di forte pressione, anche legate alle difficoltà di conciliare gli impegni lavorativi a domicilio con le accresciute esigenze di cura e assistenza dei familiari, in particolare di coloro in condizioni di disabilità più severa. Fortunatamente, negli ultimi anni, sono state individuate e sviluppate nuove opzioni di trattamento, alcune già a disposizione della classe medica, altre in arrivo. La pandemia ha inoltre permesso di accelerare sul fronte della telemedicina ed in particolare sulla visita a distanza tra medico e paziente, permettendo di ridurre l’effort richiesto a pazienti, spesso debilitati, nello spostamento verso il centro di cura. Nell’ambito delle soluzioni innovative, negli ultimi anni si stanno affermando anche i serious games, che consentono alle persone che vivono con la sclerosi multipla di poter effettuare l’attività fisica adattata (AFA) direttamente da casa. L’accesso a terapie innovative e l’avvento di processi di follow up e gestione del paziente da remoto, possono permettere un trattamento personalizzato del paziente, migliorandone il percorso di cura con un risvolto positivo sia in termini di qualità di vita, sia di riduzione di costi indiretti e sociali. L’innovazione terapeutica deve però rispondere al bisogno di sostenibilità dei sistemi sanitari regionali ed è quindi importante un confronto tra mondo clinico ed istituzioni per valutare quali sono le migliori soluzioni per il trattamento di questa patologia severa e diffusa, mettendo al centro dei ragionamenti il paziente e le sue necessità. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
EPATITE C COME RIPARTIRE?
Eventi La terapia della epatite C è stata rivoluzionata qualche anno fa dalla introduzione degli antivirali orali ad azione diretta (DAA) capaci di eradicare definitivamente il virus in oltre il 95 % dei pazienti trattati indipendentemente dal genotipo virale e dallo stadio di malattia epatica. Dopo aver trattato estesamente i casi più avanzati e sintomatici, nel 2017 la terapia è stata allargata a tutti i soggetti portatori di HCV indipendentemente dal grado di malattia epatica. L’obiettivo oggi è la eliminazione dell’epatite C e ciò richiede l’identificazione e il successivo trattamento di almeno l’80 90% dei soggetti infetti. Per raggiungere questo risultato è indispensabile far emergere in modo efficace la rilevante quota parte di “HCV sommerso” dato che l’infezione decorre spesso in modo del tutto asintomatico e silente. È inoltre essenziale creare percorsi facilitati per la presa in carico e l’immediato trattamento dei casi così identificati per massimizzare il risultato finale in termini di controllo dell’ infezione. in questo incontro verranno analizzate le strategie nazionali e regionali per l’emersione del sommerso HCV e la ottimizzazione della presa in carico dei soggetti HCV positivi analizzando  soluzioni e criticità ed anche i risultati ad oggi ottenuti nelle diverse aziende sanitarie del Veneto. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS LIGURIA
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità.  Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
SOSTENIBILITÀ E APPROPRIATEZZA NELL’INNOVAZIONE FARMACOLOGICA IN REGIONE PIEMONTE
Eventi È ben noto che l’equivalenza terapeutica costituisca uno degli strumenti per favorire la razionalizzazione della spesa ed allocare le risorse risparmiate a garanzia di un più ampio accesso alle terapie. Il Piemonte è la prima e unica Regione in Italia ad aver lanciato la gara di equivalenza terapeutica sull’HCV, a due anni dal via libera di AIFA. Una regione pilota dunque, che dopo oltre un anno dalla partenza, potrebbe raccontare della propria recente esperienza in tale ambito. Si ritiene necessario discutere sull’effettiva efficacia delle modalità di valutazione dei MEAs (Managed Entry Agreement) per le diverse specialità farmaceutiche. Nello specifico, si ritiene opportuno indagare in quale modo vengano inseriti gli accordi negoziali evoluti in una gara di equivalenza terapeutica che viene aggiudicata al prezzo di cessione più basso. Il caso della Regione Piemonte è interessante da discutere in quanto unica ad aver avviato questo tipo di procedura. Sulla base di questa esperienza è utile un confronto per poter valutare le motivazioni che hanno portato a questa situazione ed anche il motivo della non corrispondenza tra i prezzi di cessione del farmaco ed il costo reale dell’impatto economico per la Regione. Qualora altre Regioni dovessero intraprendere lo stesso percorso dell’equivalenza terapeutica, mettendo in competizione i prodotti disponibili unicamente in base al loro prezzo, verosimilmente si scontrerebbero con il fatto che potrebbero aggiudicare la gara alla condizione economica non sempre vantaggiosa, Interessante sarebbe poi indagare i meccanismi di rimborsabilità su altre aree terapeutiche,  e non solo dunque in area HCV. Per questi motivi Motore Sanità ha organizzato l’incontro dal titolo: “Sostenibilità e appropriatezza nell’innovazione farmacologica”, con focus sulla situazione del Piemonte, con l’obiettivo di chiarire altresì questi aspetti relativi alle procedure di acquisto sui farmaci, collegate ai contratti di rimborsabilità particolare stabiliti a livello nazionale (esempio MEAs). L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA DEL MIELOMA MULTIPLO: COME EFFICIENTARE LA FILIERA E VALORIZZARE IL TERRITORIO? – FOCUS FRIULI VENEZIA GIULIA – EVENTO ECM –
Eventi PROVIDER ECM:     N° 604 – SUMMEET SRL ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS:     604-327019 TIPOLOGIA:                 FAD Codice di accesso alla piattaforma FAD:        119721   Medici Chirurghi (EMATOLOGIA; MALATTIE INFETTIVE; ONCOLOGIA) + Farmacia Ospedaliera   La durata dell’evento è di 3 ore formative, per un totale di 4,5 crediti ecm.   REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it   IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso   ISTRUZIONI – In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”) – In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username &amp; Password) – Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM: 604-327019 – Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento – Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento”disponibile sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ecm. Il test può essere effettuato massimo CINQUE volte e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti. – Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita   IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso.   Il mieloma multiplo è una malattia oncoematologica tra le più comuni che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, come linfociti B e plasmacellule sintetizzanti le immunoglobuline, molto importanti per il sistema immunitario e le sue risposte fisiologiche per combattere le infezioni. Se la crescita di queste cellule diventa incontrollata può dare origine al tumore, ostacolando le altre cellule ematiche e dando origine ad un indebolimento del sistema immunitario, ad anemia o a difetti coagulativi. Inoltre le cellule di mieloma producono in grande quantità una proteina detta Componente M (monoclonale), anticorpo che stimola gli osteoclasti, responsabili della demolizione del tessuto osseo e di conseguenza i pazienti colpiti da mieloma sono spesso soggetti anche a fratture ossee. Nel report AIOM 2020 si può leggere un dato di incidenza della malattia di 5.759 nuovi casi/anno (uomo 3.019 – donna 2740) e dai dati AIRTUM sappiamo che essa rappresenta 1,3% di tutti i tumori nella donna e 1,2% nell’uomo. L’età è il principale fattore di rischio per il mieloma multiplo: oltre 60% delle diagnosi di mieloma riguardano persone di età > 65 anni e solo 1% delle persone al di sotto dei 40 anni. Le cause del mieloma multiplo non sono ancora del tutto note, anche se recenti studi hanno evidenziato la presenza di anomalie nella struttura dei cromosomi e in alcuni specifici geni nei pazienti affetti dalla patologia. Dopo la diagnosi è indispensabile definire lo stadio del mieloma, in base al quale si ottengono anche indicazioni sulla prognosi della malattia e sulle scelte terapeutiche. L’innovazione in questi ultimi anni ha prodotto una notevole quantità di opzioni terapeutiche per questi pazienti ed ha segnato per molti di loro una sopravvivenza libera da progressione, con una aspettativa di
COME VALUTARE ED ACQUISTARE I SERVIZI DI DIGITAL HEALTH PER UNA COMPIUTA APPLICAZIONE DEL PNRR
Eventi ll Covid ha incoraggiato una maggiore diffusione dei servizi di Digital Health fondamentali per la gestione della salute delle persone. Il PNRR tra l’altro per ciò che concerne la governance della nuova Medicina Territoriale, pone la Centrale Organizzativa Territoriale al centro del coordinamento delle Case ed Ospedali di Comunità, degli ambulatori associati dei MMG e PLS, di un Home Care che vada oltre l’ADI. Questi sistemi vanno acquistati dalle strutture pubbliche e private ma sembra difficile trovare sistemi di procurement adeguati. Appare utile confrontarsi sui modelli di procurement utilizzabili, soprattutto dal pubblico, per portare a sistema i servizi di Digital Health, sia in termini qualitativi che nelle modalità di acquisizione che possano usufruire di nuovi modelli di partnership pubblico/privato. Per farlo è necessario confrontarsi con gli esperti, comprendere le nuove possibilità offerte e capire con i possibili fruitori pubblici e privati accreditati, le necessità per utilizzare in un’ottica win/win le nuove modalità di procurement nel campo della salute digitale. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
#Multiplayer La sclerosi multipla si combatte in squadra – Focus Campania
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
Il governo clinico dell’amiloidosi cardiaca
Eventi Sono circa trenta le proteine che, negli esseri umani, possono formare depositi di amiloide, virtualmente in qualsiasi parte del corpo. Le amiloidosi rappresentano le sindromi cliniche che risultano da questi depositi e vengono classificate in localizzate o sistemiche, acquisite o ereditarie. Il cuore rappresenta uno degli organi bersaglio in cui più frequentemente l’amiloide si deposita, dando luogo alla cosiddetta “amiloidosi cardiaca”. Le forme di amiloidosi che più frequentemente coinvolgono il cuore in maniera significativa sono l’amiloidosi AL e l’amiloidosi da transtiretina (amiloidosi ATTR). “In questa condizione, quanto più i depositi progrediscono, tanto più le pareti del cuore diventano spesse e rigide e la funzione contrattile peggiora”. Anche le valvole cardiache e il sistema di conduzione elettrico possono essere coinvolti. Uno dei problemi principali, nell’ambito di questa patologia, è infatti quello della diagnosi tardiva. Considerando tutti i sottogruppi, il tempo medio tra l’insorgenza dei sintomi e la diagnosi di amiloidosi cardiaca varia tra i 6 e i 30 mesi. Per quanto riguarda forma da transtiretina, ad esempio, meno del 50% dei pazienti riceve la diagnosi entro i 6 mesi dall’esordio. Dal momento dell’accertamento della patologia, si pone anche il problema della sottodiagnosi sempre più evidente nell’ambito di questa malattia, tradizionalmente considerata rara. Nel corso del recente Congresso SIC si nota però una crescente consapevolezza dei cardiologi italiani nei confronti di questa patologia, da molti descritta come un “problema emergente” della pratica clinica. Sono state infatti presentate diverse indagini epidemiologiche i cui risultati mettono in evidenza un trend crescente nel numero di diagnosi. In particolare questo aumento sembra essere trainato dai nuovi casi di amiloidosi cardiaca da transtiretina. La forma da transtiretina wild type sta rapidamente diventando la più comune nell’ambito dell’amiloidosi cardiaca. Conoscere e riconoscere la malattia risulta estremamente importante in rapporto alla recente disponibilità di “terapie eziologiche” (orientate a prevenire, arrestare o riassorbire il deposito della sostanza amiloide) che si aggiungono alle “terapie di supporto” da tempo utilizzate per il trattamento delle complicanze, tra cui lo scompenso cardiaco. Per fare il punto sulla gestione dell’amiloidosi cardiaca in Piemonte, Motore Sanità organizza un incontro sul tema con il coinvolgimento dei principali esperti di questa malattia rara, trattando soprattutto il tema del percorso del paziente affetto da amiloidosi cardiaca, composto dal momento della diagnosi, della presa in carico, delle indicazioni terapeutiche e del follow up. Verrà affrontato anche l’importante effetto sulla mobilità passiva (verso Lombardia e Liguria) e della possibilità di trattare la patologia attraverso una rete di specialisti che soprattutto nella fase della diagnosi sia organizzata secondo il sistema HUB & SPOKE. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
TROMBOCITOPENIA NEL PAZIENTE EPATOPATICO: COME MINIMIZZARE I RISCHI ED EFFICIENTARE GLI INVESTIMENTI REGIONI:  PUGLIA – CALABRIA – SICILIA
Eventi ⇒ Programma La trombocitopenia è una complicazione a cui va incontro circa l’80% dei pazienti affetti da malattia cronica di fegato (CLD). Essa può avere diverse cause (sequestro splenico, ridotta produzione di trombopoietina). L’11-13% dei pazienti va incontro ad una forma più grave (conta piastrinica inferiore alle 50.000 unità per microlitro) e tra coloro che sono candidati ad una procedura invasiva, esiste un aumentato rischio di sanguinamento traumatico o post-operatorio. Infatti  la trombocitopenia grave potrebbe complicare significativamente le procedure standard di diagnosi e cura del paziente, come la biopsia epatica e procedure mediche indicate o elettive per pazienti cirrotici, con il risultato di un trattamento tardivo o annullato. Inoltre vi sono dati che evidenziano, riguardo l’assistenza sanitaria di un paziente affetto da trombocitopenia, un costo annuale più che triplicato rispetto a quello di un paziente con CLD senza trombocitopenia. Per questo motivo nasce la necessità di una conseguente copertura attraverso trasfusioni di concentrati piastrinici. Purtroppo questa procedura risulta avere diverse criticità, oltre alla disponibilità di materia prima: comporta rischi infettivi e sovraccarico emodinamico, l’emivita bassa costringe ad effettuare la procedura non oltre il giorno prima dell’intervento gravando sulla già elevata complessità organizzativa, l’efficacia non sempre è ottimale né prevedibile e non ultimo aspetto ha un costo medio elevato, considerando anche solo la prospettiva dei costi diretti sanitari (circa 2.000 tra degenza e procedura). Oggi fortunatamente si è aggiunta una nuova opzione terapeutica che attraverso una semplice somministrazione orale, consente ai pazienti con CLD una gestione semplificata di questa complicanza, potendo eseguire la terapia direttamente a domicilio piuttosto che dovendo affrontare un’ ospedalizzazione seguita da trasfusione piastrinica e consentendo all’organizzazione assistenziale la pianificazione delle procedure invasive con un timing più flessibile. Ma questo nuovo approccio deve essere multidisciplinare, comportando una scelta condivisa ed organizzata nella filiera di cura che va dall’ematologo, all’epatologo, all’internista, al chirurgo fino ad arrivare al farmacista ospedaliero ed al risk manager ospedaliero. Come si sono organizzati o si organizzeranno i percorsi di cura delle regioni di fronte a questo nuovo scenario è quanto Motore Sanità propone di discutere in questi eventi multiregionali, condividendo “proven practices” utili a minimizzare i rischi per questi pazienti ed efficientare gli investimenti. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO
Eventi L’epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale (disturbo neurologico) in cui l’attività delle cellule nervose nel cervello si interrompe causando convulsioni, periodi di comportamento insolito e talvolta perdita di coscienza. I sintomi di come si manifesti una crisi epilettica possono variare ampiamente da caso a caso: durante la crisi alcune persone si fissano a guardare un punto per alcuni secondi, mentre altre possono arrivare a contrarre ripetutamente braccia e gambe. Anche le crisi lievi necessitano di essere trattate, perché possono risultare pericolose durante le attività come la guida o il nuoto. Il trattamento, a base di farmaci e/o interventi chirurgici, è in grado di tenere sotto controllo la condizione nell’80% dei casi. La nostra intenzione è di organizzare un evento nazionale tra esperti e payor nel mese di novembre 2021 e più precisamente il giorno 24, un evento focalizzato sulla governance dell’epilessia: si tratteranno, infatti,gli aspetti organizzativi e gestionali del percorso dei pazienti, delle conseguenti ricadute economiche per i singoli SSR e dei costi sociali; insomma tutto ciò che possa essere utile a comporre un quadro dal punto di vista assistenziale dei pazienti che soffrono di tale tipo di patologia. Il nostro progetto si pone come fine quindi di discutere dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti portando le risultanze, la raccolta e l’elaborazione degli output che emergeranno durante i tavoli di lavoro macro regionali e che saranno condensati in un documento di sintesi che sarà la base di discussione dell’evento nazionale. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
Il governo clinico dell’amiloidosi cardiaca
Eventi Sono circa trenta le proteine che, negli esseri umani, possono formare depositi di amiloide, virtualmente in qualsiasi parte del corpo. Le amiloidosi rappresentano le sindromi cliniche che risultano da questi depositi e vengono classificate in localizzate o sistemiche, acquisite o ereditarie. Il cuore rappresenta uno degli organi bersaglio in cui più frequentemente l’amiloide si deposita, dando luogo alla cosiddetta “amiloidosi cardiaca”. Le forme di amiloidosi che più frequentemente coinvolgono il cuore in maniera significativa sono l’amiloidosi AL e l’amiloidosi da transtiretina (amiloidosi ATTR). “In questa condizione, quanto più i depositi progrediscono, tanto più le pareti del cuore diventano spesse e rigide e la funzione contrattile peggiora”. Anche le valvole cardiache e il sistema di conduzione elettrico possono essere coinvolti. Uno dei problemi principali, nell’ambito di questa patologia, è infatti quello della diagnosi tardiva. Considerando tutti i sottogruppi, il tempo medio tra l’insorgenza dei sintomi e la diagnosi di amiloidosi cardiaca varia tra i 6 e i 30 mesi. Per quanto riguarda forma da transtiretina, ad esempio, meno del 50% dei pazienti riceve la diagnosi entro i 6 mesi dall’esordio. Dal momento dell’accertamento della patologia, si pone anche il problema della sottodiagnosi sempre più evidente nell’ambito di questa malattia, tradizionalmente considerata rara. Nel corso del recente Congresso SIC si nota però una crescente consapevolezza dei cardiologi italiani nei confronti di questa patologia, da molti descritta come un “problema emergente” della pratica clinica. Sono state infatti presentate diverse indagini epidemiologiche i cui risultati mettono in evidenza un trend crescente nel numero di diagnosi. In particolare questo aumento sembra essere trainato dai nuovi casi di amiloidosi cardiaca da transtiretina. La forma da transtiretina wild type sta rapidamente diventando la più comune nell’ambito dell’amiloidosi cardiaca. Conoscere e riconoscere la malattia risulta estremamente importante in rapporto alla recente disponibilità di “terapie eziologiche” (orientate a prevenire, arrestare o riassorbire il deposito della sostanza amiloide) che si aggiungono alle “terapie di supporto” da tempo utilizzate per il trattamento delle complicanze, tra cui lo scompenso cardiaco. Per fare il punto sulla gestione dell’amiloidosi cardiaca in Regione del Veneto, Motore Sanità organizza un incontro sul tema con il coinvolgimento dei principali esperti di questa malattia rara, trattando soprattutto il tema del percorso del paziente affetto da amiloidosi cardiaca, composto dal momento della diagnosi, della presa in carico, delle indicazioni terapeutiche e del follow up. Verrà affrontato anche l’importante effetto sulla mobilità passiva e della possibilità di trattare la patologia attraverso una rete di specialisti che soprattutto nella fase della diagnosi sia organizzata secondo il sistema HUB & SPOKE. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE in emilia romagna, toscana, lazio: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOLOGIA DI GENERE: NUOVE PROSPETTIVE DI CURA NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA TRIPLO NEGATIVO
Eventi Alcuni tumori possono presentarsi in maniera diversa nell’uomo e nella donna. Lo studio delle differenze tra i sessi e lo sviluppo di una medicina genere-specifica in ambito oncologico rappresentano oggi un punto di grande attenzione per i ricercatori di tutto il mondo. Infatti la oncologia genere-specifica, sta mostrando come l’influenza del sesso/genere comprenda molti aspetti da approfondire: da quelli ormonali, del metabolismo e del sistema immunitario, a quelli più in generale fisiopatologici, a quelli socioculturali e psicologici o sugli stili di vita. Differenze tra i sessi, infatti, devono condizionare i metodi di ricerca così come influenzano la frequenza, la gravità ma anche la risposta alle terapie o le reazioni avverse ai farmaci. RAZIONALE Il carcinoma mammario è la neoplasia più frequente tra le donne (meno frequente nell’uomo) ed è potenzialmente grave se non individuata e curata in tempo. Può essere invasivo se esteso o non invasivo se localmente delimitato, ed è classificato in 5 stadi da 0 a IV. Tra questi, i più pericolosi sono lo stadio III – che comporta l’estensione del tessuto canceroso già al di fuori del seno – ed il IV caratterizzato da metastasi in fase avanzata. Grazie alla diagnostica moderna accompagnata dalle più recenti terapie innovative, il tasso di sopravvivenza relativo al tumore al seno è aumentato costantemente negli ultimi anni, tanto che se il tumore viene identificato in fase molto precoce la sopravvivenza a 5 anni nelle donne trattate è pari al 98%. Nel metastatico però, la sopravvivenza è purtroppo ancora bassa, dipendendo dalle caratteristiche della paziente, dall’aggressività della patologia e dalle minori opzioni terapeutiche disponibili. Il trattamento di questa patologia oncologica è perciò strettamente legato allo stadio in cui la malattia viene diagnosticata ma anche alle caratteristiche genetiche del tumore, ed oggi sono in commercio validi supporti per lo studio di questo aspetto. Nel carcinoma mammario triplo-negativo (10 – 15% tra le neoplasie della mammella) attualmente la tipologia a prognosi più complessa, con una sopravvivenza media dalla diagnosi nettamente inferiore rispetto alle altre forme, si aprono oggi importanti prospettive di cura, dopo l’immunoncologia più recentemente i coniugati anticorpo-farmaco.
In questa area terapeutica importante come dovrà essere la strategia di accesso alle nuove terapie e l’organizzazione come dovrà rispondere a tutto questo, mantenendo la sostenibilità del sistema di cure? Quale nuove risorse saranno necessarie per una buona programmazione? Per poter dare risposta univoca nel territorio Nazionale a questi interrogativi Motore Sanità propone un confronto multiregionale tra i Key Opinion leaders di settore. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
RETE ONCOLOGICA CAMPANA MEDICINA TERRITORIALE E MEDICINA GENERALE: NUOVI MODELLI DI INTEGRAZIONE – EVENTO ECM –
Eventi ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS: 604- 334101 TIPOLOGIA: RES Medici Chirurghi (Oncologia, Ginecologia, Anatomopatologi, Chirurgia Generale) + Farmacia Ospedaliera La durata dell’evento è di 6 ore formative, per un totale di 6 crediti ECM L’ISCRIZIONE AI CORSI DIVENTA OBBLIGATORIA: seguirà le stesse modalità dei webinar, ma indirizzeremo all’URL res.summeet.it L’iscrizione sarà resa disponibile fino all’orario di chiusura evento, quindi personalizzata per ogni incontro.   REGISTRAZIONE E ACCESSO Da effettuarsi prima o contestualmente all’inizio del corso ECM (la mancata iscrizione al corso prima dell’inizio dello stesso comprometterà la possibilità di compilazione dei questionari) 1. Collegarsi all’indirizzo: https://res.summeet.it
2. In caso di primo accesso: creare l’account personale, cliccando su “REGISTRAZIONE” In caso di utente già registrato a corsi FAD (Formazione a Distanza): potrà utilizzare le stesse credenziali che utilizza per l’accesso a fad.summeet.it 3. Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM 604-
4. Sarà possibile compilare il questionario di apprendimento ECM e di gradimento entro 3 giorni dal termine del corso (il test si riterrà superato con almeno il 75% di risposte corrette).   Uno degli obiettivi fondamentali della rete oncologica è il coinvolgimento della medicina generale e della medicina del territorio al fine di ottimizzare il percorso di cura del paziente ed evitare il ritardo diagnostico. Il PNRR è lo strumento per un rilancio ed una implementazione della medicina territoriale e potrà favorire le azioni della rete oncologica. Una assistenza domiciliare più’ ampia e complessa, le case e gli ospedali di comunità’ aiuteranno la presa in carico di pazienti sino ad ora gestiti negli ospedali. Anche l’oncologia sarà coinvolta in questo processo esternalizzando trattamenti di sostegno alla terapia, follow up, diagnosi precoci,supporti nutrizionali e psicologici. Questo potrebbe avvenire con un più ampio coinvolgimento dei MMG, con supporti telematici per teleconsulto e telemonitoraggio, con equipe infermieristiche territoriali addestrate e con il coinvolgimento degli specialisti oltre a quelli ospedalieri. Per fare il punto sulla situazione e sulle possibilità’ in divenire Motore Sanità’ organizza l’evento “Rete oncologica campana: medicina generale e del territorio”. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
Oncologia del territorio, assetti organizzativi per rispondere ai nuovi bisogni dei pazienti oncologici
Eventi In Italia ogni anno circa 270mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. Ma sempre più i risultati della ricerca sperimentale, i progressi della diagnostica, della chirurgia, i nuovi approcci di cura, le nuove terapie, stanno portando ad una evoluzione positiva nel decorso della malattia, allungando la vita dei malati anche senza speranza di guarigione. In questo scenario sono sorti nuovi problemi che riguardano la presa in carico di questa patologia complessa che comportano una revisione organizzativa, necessaria ai sistemi assistenziali (dai MTB, ai sistemi di NGS, alla presa in carico territoriale) per rispondere efficacemente, dando accesso rapido ed uniforme all’innovazione. Per questo aspetto e per un coerente utilizzo delle risorse disponibili, ancor più dopo l’esperienza della recente pandemia, il coordinamento tra centri Hub, Spoke e medicina territoriale, sta assumendo sempre maggiore importanza. Per questo, oltre lo sviluppo delle reti di patologia che coinvolgono prevalentemente la medicina specialistica, già implementato in molte regioni, occorre oggi uno sforzo per formare la medicina Territoriale ad una cogestione dei pazienti oncologici cronici.  Il futuro prossimo dell’Oncologia dovrà essere condiviso infatti tra ospedale e territorio attraverso una serie di setting assistenziali che permetteranno di riscrivere al meglio tutto il percorso di cura del paziente, con molti nuovi temi da sviluppare. Ma con una attenzione, non andremo a prefigurare 2 oncologie: questa differenza non dovrà esistere perché il percorso dovrà essere lo stesso ed i setting assistenziali ospedalieri e territoriali dovranno avere uno stesso governo. Con l’oncologia territoriale non si dovranno creare nuovi silos e servizi diversi, dove non esista efficace comunicazione tra le varie strutture. Il tema dell’introduzione della telemedicina ad esempio sarà indispensabile, così come quello del caregiver dedicato e formato sul territorio.  Per operare questa riorganizzazione, dando efficacia a questi cambiamenti saranno necessarie nuove risorse ma sarà fondamentale un dialogo aperto, trasparente e collaborativo tra tutte le forze in gioco: istituzioni, tecnici (clinici, caregiver, farmacisti), industria. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE IN VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LIGURIA E SARDEGNA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI proviene da Motoresanità.it. Read More
DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO – AREA CENTRO SUD
Eventi L’epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale (disturbo neurologico) in cui l’attività delle cellule nervose nel cervello si interrompe causando convulsioni, periodi di comportamento insolito e talvolta perdita di coscienza. I sintomi di come si manifesti una crisi epilettica possono variare ampiamente da caso a caso: durante la crisi alcune persone si fissano a guardare un punto per alcuni secondi, mentre altre possono arrivare a contrarre ripetutamente braccia e gambe. Anche le crisi lievi necessitano di essere trattate, perché possono risultare pericolose durante le attività come la guida o il nuoto. Il trattamento, a base di farmaci e/o interventi chirurgici, è in grado di tenere sotto controllo la condizione nell’80% dei casi. Motore Sanità intende organizzare webinar macro-regionali tra esperti clinici e decisori nel mese di novembre 2021 e più precisamente il giorno 15 novembre per l’area del Centro-Nord Italia e il 17 novembre per il Centro-Sud. Tali incontri saranno vocati al confronto e focalizzati sulla governance dell’epilessia: tratteranno la patologia in oggetto – ed in particolare gli aspetti organizzativi e gestionali di governance dei pazienti – e le conseguenti ricadute economiche per i singoli SSR e costi sociali. Il progetto si pone come fine di fare un’attenta analisi dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti nelle regioni indicate, oltre a sensibilizzare gli stakeholder istituzionali circa le azioni di miglioramento da intraprendere per migliorare la presa in carico del paziente epilettico. Particolarmente prezioso sarà il lavoro di raccolta e di elaborazione degli output che emergeranno durante gli incontri, a cura della nostra Direzione Scientifica, che saranno condensati in un documento di sintesi che servirà allo stesso tempo sia da raccolta delle risultanze dell’incontro che da “call to action” per il follow up delle azioni da intraprendere. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE IN TRENTINO, ALTO ADIGE, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI proviene da Motoresanità.it. Read More
FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – SICILIA
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE IN TRENTINO, ALTO ADIGE, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI proviene da Motoresanità.it. Read More
DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO – AREA CENTRO NORD
Eventi L’epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale (disturbo neurologico) in cui l’attività delle cellule nervose nel cervello si interrompe causando convulsioni, periodi di comportamento insolito e talvolta perdita di coscienza. I sintomi di come si manifesti una crisi epilettica possono variare ampiamente da caso a caso: durante la crisi alcune persone si fissano a guardare un punto per alcuni secondi, mentre altre possono arrivare a contrarre ripetutamente braccia e gambe. Anche le crisi lievi necessitano di essere trattate, perché possono risultare pericolose durante le attività come la guida o il nuoto. Il trattamento, a base di farmaci e/o interventi chirurgici, è in grado di tenere sotto controllo la condizione nell’80% dei casi. Motore Sanità intende organizzare webinar macro-regionali tra esperti clinici e decisori nel mese di novembre 2021 e più precisamente il giorno 15 novembre per l’area del Centro-Nord Italia e il 17 novembre per il Centro-Sud. Tali incontri saranno vocati al confronto e focalizzati sulla governance dell’epilessia: tratteranno la patologia in oggetto – ed in particolare gli aspetti organizzativi e gestionali di governance dei pazienti – e le conseguenti ricadute economiche per i singoli SSR e costi sociali. Il progetto si pone come fine di fare un’attenta analisi dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti nelle regioni indicate, oltre a sensibilizzare gli stakeholder istituzionali circa le azioni di miglioramento da intraprendere per migliorare la presa in carico del paziente epilettico. Particolarmente prezioso sarà il lavoro di raccolta e di elaborazione degli output che emergeranno durante gli incontri, a cura della nostra Direzione Scientifica, che saranno condensati in un documento di sintesi che servirà allo stesso tempo sia da raccolta delle risultanze dell’incontro che da “call to action” per il follow up delle azioni da intraprendere. L'articolo DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO proviene da Motoresanità.it. Read More
#Multiplayer La sclerosi multipla si combatte in squadra – Focus Veneto
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO proviene da Motoresanità.it. Read More
ACCESSO ALLE CURE PER IL DIABETE, SE NON ORA QUANDO?
Eventi “A 100 anni dall’insulina, una scoperta salvavita, resta ancora molto da fare. L’IDF (International Diabetes Federation) sta conducendo una campagna triennale per la Giornata Mondiale del Diabete per migliorare l’accesso alle cure per il diabete ed evidenziare la necessità di ulteriori azioni per prevenire il diabete e le sue complicanze”. Esattamente 100 anni fa, grazie alla scoperta di due canadesi, il Prof Banting e il suo allievo Best che per primi isolarono l’insulina, sarebbe cambiata la storia della medicina per i malati di diabete. I primi esperimenti condotti appena un anno dopo su un ragazzo quattordicenne diabetico il cui destino sembrava segnato e la morte sarebbe presto giunta fecero subito comprendere come la vita di questi malati avesse una nuova prospettiva: già in una giornata la glicemia si era normalizzata ed il ragazzo era salvo. Pensare oggi a questo, con le numerosissime scoperte che si sono susseguite negli anni, che hanno portato le persone con diabete di tipo 1 e 2 ad avere una vita pressoché normale, può far sorridere. Ma, nel contempo, ci deve anche far riflettere: occorre pensare tutti insieme che i livelli di conoscenza scientifica e competenza raggiunti nelle cure devono rappresentare anche oggi non un punto d’arrivo, ma, piuttosto, un punto di partenza. La persona con diabete deve mirare ad una condizione di vita che necessita di molti, ulteriori passi avanti. La grande innovazione prodotta (farmaci e devices) corre a ritmi straordinari oramai da più di un decennio ed il sistema assistenziale stenta a starne al passo. In Italia, a livello Nazionale, si sono compiuti molti passi fra cui il Piano Diabete in primis che ha dato importanti indicazioni su come implementare la filiera assistenziale e dare consapevolezza sui bisogni della malattia. Però non sempre tutto questo ha trovato applicazioni univoche nei diversi territori, causando spesso un accesso non equo ed omogeneo alle migliori cure ed ai migliori sistemi di monitoraggio disponibili. Al termine del percorso che, in questo anno 2021 di rinascita dopo la crisi pandemica, ha attraversato tutte le regioni d’Italia, Diabete Italia e Motore Sanità hanno voluto vagliare in concreto molte buone pratiche applicate e alcuni punti critici emersi, con lo scopo di portare ai decisori istituzionali un quadro obiettivo della situazione reale. Lo scopo finale è però raccogliere idee concrete e applicabili in grado di disegnare “la Regione Ideale di Diabete Italia”,  una regione – speriamo non troppo utopica – nella quale possano convergere tutti i riscontri positivi delle singole regioni italiane e che possa diventare un modello da diffondere in ogni realtà territoriale. L'articolo DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA DEL MIELOMA MULTIPLO: COME EFFICIENTARE LA FILIERA E VALORIZZARE IL TERRITORIO? – Focus Emilia Romagna
Eventi Il mieloma multiplo è una malattia oncoematologica tra le più comuni che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, come linfociti B e plasmacellule sintetizzanti le immunoglobuline, molto importanti per il sistema immunitario e le sue risposte fisiologiche per combattere le infezioni. Se la crescita di queste cellule diventa incontrollata può dare origine al tumore, ostacolando le altre cellule ematiche e dando origine ad un indebolimento del sistema immunitario, ad anemia o a difetti coagulativi. Inoltre le cellule di mieloma producono in grande quantità una proteina detta Componente M (monoclonale), anticorpo che stimola gli osteoclasti, responsabili della demolizione del tessuto osseo e di conseguenza i pazienti colpiti da mieloma sono spesso soggetti anche a fratture ossee. Nel report AIOM 2020 si può leggere un dato di incidenza della malattia di 5.759 nuovi casi/anno (uomo 3.019 – donna 2740) e dai dati AIRTUM sappiamo che essa rappresenta 1,3% di tutti i tumori nella donna e 1,2% nell’uomo. L’età è il principale fattore di rischio per il mieloma multiplo: oltre 60% delle diagnosi di mieloma riguardano persone di età > 65 anni e solo 1% delle persone al di sotto dei 40 anni. Le cause del mieloma multiplo non sono ancora del tutto note, anche se recenti studi hanno evidenziato la presenza di anomalie nella struttura dei cromosomi e in alcuni specifici geni nei pazienti affetti dalla patologia. Dopo la diagnosi è indispensabile definire lo stadio del mieloma, in base al quale si ottengono anche indicazioni sulla prognosi della malattia e sulle scelte terapeutiche. L’innovazione in questi ultimi anni ha prodotto una notevole quantità di opzioni terapeutiche per questi pazienti ed ha segnato per molti di loro una sopravvivenza libera da progressione, con una aspettativa di vita diversa. Ma l’organizzazione è pronta ad accogliere questo cambio di scenario continuo verso la cronicizzazione di malattia? Cosa manca al sistema per essere più efficiente? Cosa ha insegnato l’attuale pandemia nella gestione della filiera assistenziale e nella presa in carico e nella prossimità delle cure per questi pazienti? Come gli sforzi dell’industria possono generare partnership con le istituzioni e cocreare valore per il sistema? L'articolo #MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS TOSCANA proviene da Motoresanità.it. Read More
#Multiplayer La sclerosi multipla si combatte in squadra – Focus Sardegna
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo #MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS TOSCANA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE in PUGLIA, CAMPANIA, CALABRIA E BASILICATA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
LA PANDEMIA DIABETE in emilia romagna, toscana, lazio: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
LA PANDEMIA DIABETE in UMBRIA, MARCHE, ABRUZZO E MOLISE: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
#Multiplayer La sclerosi multipla si combatte in squadra – Focus Emilia Romagna
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo TROMBOCITOPENIA NEL PAZIENTE EPATOPATICO: COME MINIMIZZARE I RISCHI ED EFFICIENTARE GLI INVESTIMENTI. REGIONI: TOSCANA – EMILIA ROMAGNA – MARCHE proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE in LOMBARDIA E SICILIA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
LA PANDEMIA DIABETE IN VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LIGURIA E SARDEGNA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi   Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG),
LA PANDEMIA DIABETE in TRENTINO ALTO ADIGE, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale
Eventi Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 100.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con un’incidenza di circa 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Il 20% delle patologie riguarda pazienti in età pediatrica tra cui le malformazioni congenite rappresentano il 45% e le malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e disturbi immunitari il 20%. Per i pazienti in età adulta, invece, le più frequenti sono le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (29%) e quelle del sangue e degli organi ematopoietici (18 %). [Fonte: ISS 2015] In Italia, l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dai decreti 2001 e 2017. Ma ancora oggi ad esempio gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (pari ad esempio a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) evidenziano ancora snodi chiave su cui confrontarsi ed agire, facendo in modo che i SSR innovino i loro modelli assistenziali. Come fare questo resta un problema aperto, così come una volta ottenuta una corretta diagnosi, rispondere ai bisogni socio sanitari di questi particolari cittadini malati. Motore Sanità, attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare un tavolo di discussione che possa aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di queste malattie. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di nuovi, moderni modelli assistenziali condivisi. L'articolo ACCESSO ALLE CURE PER IL DIABETE, SE NON ORA QUANDO? proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS EMILIA-ROMAGNA
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi L'articolo FOCUS REUMATOLOGIA DALLA TERZA DOSE DI VACCINO ANTI-COVID ALLA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA proviene da Motoresanità.it. Read More
HIV: UNA PANDEMIA SILENZIOSA Come limitarne la diffusione
Eventi Il Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS) rappresenta il documento programmatico finalizzato a contrastare la diffusione dell’infezione da Hiv. Previsto dalla Legge 135/90, il piano contempla l’attuazione di interventi di carattere pluriennale riguardanti la prevenzione, l’informazione, la ricerca, l’assistenza e la cura, la sorveglianza epidemiologica e il sostegno dell’attività del volontariato. Il piano è stato approvato con intesa nella Conferenza Stato-Regioni del 26 ottobre 2017 e l’intesa ha stabilito che il ministero, in collaborazione con le regioni: dovrà promuovere iniziative di formazione e di aggiornamento degli operatori coinvolti nella cura e nell’assistenza nei luoghi di cura e nell’assistenza sul territorio delle persone con infezione da virus HIV e con sindrome da AIDS;
dovrà definire strategie di informazione in favore della popolazione generale e delle persone con comportamenti a rischio (popolazioni chiave). In particolare, è stata focalizzata l’attenzione sulla lotta contro la stigmatizzazione e sulla prevenzione altamente efficace basata sulle evidenze scientifiche e ancorata a principi e azioni che, oltre a comprendere le campagne di informazione, l’impiego degli strumenti di prevenzione e gli interventi finalizzati alla modifica dei comportamenti, si estendono all’uso delle terapie ARV come prevenzione (TasP), con conseguente ricaduta sulla riduzione delle nuove infezioni e il rispetto dei diritti delle popolazioni maggiormente esposte all’HIV. Uno dei punti principali è la formazione del personale dedicato e l’azione sui cittadini HIV positivi e/o pazienti HIV e su coloro che non sanno di essere positivi, sommerso importante da far emergere. Gli interventi formativi sono mirati a: Applicare le misure di prevenzione disponibili anche di natura farmacologica;
Favorire l’accesso al test e la diagnosi precoce, il legame al percorso di cura ed in particolare al trattamento; Migliorare la qualità e la sicurezza delle cure;
Contrastare lo stigma e la discriminazione nelle cure, anche attraverso la conoscenza e la corretta valutazione dei rischi inerenti la sicurezza degli operatori. Se quanto approvato nel PNAIDS rappresenta un impegno con obiettivi condivisibili e con una presa in carico dei pazienti più formalizzata e delineata a livello nazionale e regionale, la pandemia da COVID ha in molta parte interrotto questo processo virtuoso per cui risulta necessario fare il punto nel futuro post pandemico su: La situazione della presa in carico del malato HIV pre e post Covid;
 I nuovi indicatori previsti dal PNAIDS;
Il cluster pilota di popolazioni come le carceri, i SERD per l’emersione del sommerso e l’azione preventiva e curativa nei confronti dell’HIV, aderenza compresa;
Il paradigma di patologia cronico-virale con una presa in carico trasversale del cittadino positivo e/o paziente e sulle criticità in essere. Per questi motivi Motore Sanità ha organizzato il webinar dal titolo: Presa In Carico del Paziente HIV con il focus sulla situazione della Regione Toscana per fare il punto sull’attuale situazione e sul futuro della prevenzione diagnosi e cura dell’HIV nella regione in oggetto. L'articolo FOCUS REUMATOLOGIA DALLA TERZA DOSE DI VACCINO ANTI-COVID ALLA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA proviene da Motoresanità.it. Read More
FOCUS REUMATOLOGIA DALLA TERZA DOSE DI VACCINO ANTI-COVID ALLA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA
Eventi La Giornata Mondiale del Malato Reumatico è un’occasione importante per fare il punto insieme a stakeholder nazionali e regionali su quanto successo nell’ultimo, difficile, anno. Per la Reumatologia, Regione Lombardia rappresenta un’eccellenza a livello Nazionale in termini di centri di riferimento. Le Associazioni di Pazienti, i Clinici e la Medicina territoriale necessitano di una riorganizzazione dei percorsi Assistenziali per questi malati. Ovvero l’istituzione di una rete. Ciò al fine di permettere, viste le sempre più opportunità terapeutiche, una rapida diagnosi e presa in carico, un migliore follow-up, prevenendo i danni causati dall’evolvere delle malattie reumatiche autoimmuni prima che esse portino il paziente a situazioni di invalidità. Anche grazie all’aiuto dei fondi che arriveranno dal PNRR, le Associazioni di malati che operano sul territorio lombardo auspicano una riorganizzazione dei percorsi di cura per rete di patologia attraverso una delibera regionale che riguardi il gran numero di centri di eccellenza disseminati su tutto il territorio regionale. Si auspica inoltre l’apertura di ambulatori qualificati su tutto il territorio lombardo che accoglierebbero pazienti in fase di buon controllo di malattia; ciò permetterebbe di evitare lunghe liste d’attesa nei centri più qualificati, che necessitano di assistere i pazienti in fase acuta. I medici di base dovrebbero operare in stretta collaborazione con i vari centri, per effettuare invii mirati in caso di sospette patologie reumatologiche. Si è certi che in questo modo possa essere garantito a tutti i cittadini un accesso più equo ed uniforme alle cure. La (ancora) attuale pandemia ha fatto emergere criticità su cui riflettere e confrontarsi. Molti punti sono incerti per il futuro: ad esempio, per i malati reumatologici quale approccio è previsto dopo due dosi di vaccino? È necessario effettuare un esame sierologico per verificare l’effettiva necessità di ulteriori dosi? Il normale vaccino anti-influenzale quest’anno è indicato per i pazienti immunodepressi? In termini di possibili rischi e benefici, cosa dicono i dati ad oggi raccolti circa la vaccinazione anti-COVID nei pazienti reumatologici? Come valutare il rischio di riaccensione della patologia a fronte del vaccino? È necessaria una formazione ad hoc per le patologie coinvolte, essendo multidisciplinari? Quanto è importante il supporto a 360 gradi dei malati reumatologici? Per questi motivi, in occasione della Giornata Mondiale del Malato Reumatico, vorremmo riunire i principali attori del sistema intorno ad un tavolo di lavoro regionale, con l’apporto di proven pratices nazionali. L'articolo FOCUS REUMATOLOGIA DALLA TERZA DOSE DI VACCINO ANTI-COVID ALLA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA proviene da Motoresanità.it. Read More
MALATTIA EPATICA AVANZATA CON TROMBOCITOPENIA: UN NUOVO APPROCCIO ALLA GESTIONE DELLE PROCEDURE INVASIVE REGIONI:  PIEMONTE – LIGURIA – VENETO – FVG
Eventi La trombocitopenia è una complicazione a cui va incontro circa l’80% dei pazienti affetti da malattia cronica di fegato (CLD). Essa può avere diverse cause (sequestro splenico, ridotta produzione di trombopoietina). L’11-13% dei pazienti va incontro ad una forma più grave (conta piastrinica inferiore alle 50.000 unità per microlitro) e tra coloro che sono candidati ad una procedura invasiva, esiste un aumentato rischio di sanguinamento traumatico o post-operatorio. Infatti  la trombocitopenia grave potrebbe complicare significativamente le procedure standard di diagnosi e cura del paziente, come la biopsia epatica e procedure mediche indicate o elettive per pazienti cirrotici, con il risultato di un trattamento tardivo o annullato. Inoltre vi sono dati che evidenziano, riguardo l’assistenza sanitaria di un paziente affetto da trombocitopenia, un costo annuale più che triplicato rispetto a quello di un paziente con CLD senza trombocitopenia. Per questo motivo nasce la necessità di una conseguente copertura attraverso trasfusioni di concentrati piastrinici. Purtroppo questa procedura risulta avere diverse criticità, oltre alla disponibilità di materia prima: comporta rischi infettivi e sovraccarico emodinamico, l’emivita bassa costringe ad effettuare la procedura non oltre il giorno prima dell’intervento gravando sulla già elevata complessità organizzativa, l’efficacia non sempre è ottimale né prevedibile e non ultimo aspetto ha un costo medio elevato, considerando anche solo la prospettiva dei costi diretti sanitari (circa 2.000 tra degenza e procedura). Oggi fortunatamente si è aggiunta una nuova opzione terapeutica che attraverso una semplice somministrazione orale, consente ai pazienti con CLD una gestione semplificata di questa complicanza, potendo eseguire la terapia direttamente a domicilio piuttosto che dovendo affrontare un’ospedalizzazione seguita da trasfusione piastrinica e consentendo all’organizzazione assistenziale la pianificazione delle procedure invasive con un timing più flessibile. Ma questo nuovo approccio deve essere multidisciplinare, comportando una scelta condivisa ed organizzata nella filiera di cura che va dall’ematologo, all’epatologo, all’internista, al chirurgo fino ad arrivare al farmacista ospedaliero ed al risk manager ospedaliero. Come si sono organizzati o si organizzeranno i percorsi di cura delle regioni di fronte a questo nuovo scenario è quanto Motore Sanità propone di discutere in questi eventi multiregionali, condividendo “proven practices” utili a minimizzare i rischi per questi pazienti ed efficientare gli investimenti. L'articolo IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
LA RETE REUMATOLOGICA DEL LAZIO
Eventi Le malattie reumatiche sono più di 150, alcune rare ma tutte sono in aumento ovunque, così pure la spesa sociale, pari allo 0,2% del Pil, e quella sanitaria, basti dire che solo i costi diretti ammontano allo 0,6% della spesa sanitaria totale. Per far fronte a questo genere di patologie molte Regioni Italiane da diversi anni hanno creato delle reti regionali per indirizzare al meglio i malati e per garantire un grado di assistenza uguale su tutto il territorio. La Regione Lazio ancora non dispone di una rete reumatologica regionale, una mancanza che può rendere più difficoltoso per i cittadini laziali l’accesso alle opzioni terapeutiche più efficaci, ai farmaci biosimilari che adeguatamente utilizzati permettono a parità di efficacia un risparmio economico garante della sostenibilità e del reimpiego delle risorse per una precoce assunzione regionale delle terapie innovative attuali e future, nonché alla medicina di precisione. Per fare un punto della situazione sulla creazione di una futura Rete e sul modello gestionale da applicare per l’implementazione delle terapie più efficaci nel Lazio, Motore Sanità vuole riunire gli specialisti del settore, dei MMG e dei reumatologi per ciò che concerne le patologie di loro specifica competenza. Particolare attenzione verrà dedicata ai percorsi di cura dei pazienti reumatologici nel periodo post-Covid L'articolo IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
I biosimilari in Piemonte: un’eccellenza italiana – Evento ECM
Eventi PROVIDER ECM:     N° 604 – SUMMEET SRL ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS:     604- 330732 TIPOLOGIA:                 FAD Codice di accesso alla piattaforma FAD:        120921   Medici Chirurghi (Oncologi, Ematologi, Gastroenterologi, Infettivologi, Dermatologi, Reumatologi, Medici Internisti) + Farmacia Ospedaliera e Farmacia Territoriale   La durata dell’evento è di 3 ore formative, per un totale di 4,5 crediti ecm. REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it   IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso   ISTRUZIONI  In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”)
 In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username e Password)
Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM: 604- 330732
Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento
Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento”disponibile sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ecm.
Il test può essere effettuato massimo CINQUE volte e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti.
Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso. I farmaci biosimilari rappresentano una grande opportunità per la sostenibilità dei sistemi sanitari a livello mondiale. Attraverso il loro impiego, nel rispetto delle attuali normative Internazionali e Nazionali è opinione comune che si possa consentire il trattamento di un numero maggiore di pazienti garantendo più salute a parità di risorse e creare spazio all’innovazione farmacologica. Innovazione che fortunatamente sta producendo una grande mole di nuovi strumenti di cura che vanno a coprire nuove aree terapeutiche e patologie a prognosi infausta. I Biosimilari quindi sono medicinali “simili” per qualità, efficacia e sicurezza ai farmaci biologici di riferimento che hanno perso la copertura brevettuale. Un biosimilare viene approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e di conseguenza dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) quando è stato dimostrato, attraverso il cosiddetto “esercizio di comparabilità”, che procede per stadi e secondo specifici standard. Questo garantisce che le differenze rispetto al medicinale di riferimento non influiscano sulla sua sicurezza ed efficacia clinica. Per tale motivo, l’AIFA, come espresso nel suo secondo documento “Position Paper sui Farmaci Biosimilari”, considera i biosimilari prodotti intercambiabili con i corrispondenti originator (cosiddetto “switch”), tanto per i pazienti avviati per la prima volta al trattamento (naïve) quanto per quelli già in terapia. La scelta di trattamento rimane una decisione clinica affidata al medico, concordata con il paziente e pertanto anche la sostituibilità da parte del farmacista deve avvenire previa consultazione con il medico prescrittore. “Per questi motivi è fondamentale promuovere un dialogo costruttivo tra il medico e il paziente sulle scelte terapeutiche a disposizione, contribuendo, così, alla formazione di pazienti consapevoli e partecipi”. Motore Sanità ritiene sia arrivato il momento di poter condividere le buone pratiche messe in campo per sfruttare al meglio questa opportunità
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS TOSCANA
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi L'articolo DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI, DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS LAZIO E PIEMONTE proviene da Motoresanità.it. Read More
INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – FOCUS LAZIO
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
COVID-19 PREVENZIONE DIAGNOSI CURA
Eventi I vaccini rappresentano l’arma principale di prevenzione dell’infezione da virus SARS COV 2. Nonostante i ritardi iniziali della campagna vaccinale dovuta al rifornimento dei medesimi da parte delle aziende produttrici e di problemi organizzativi diversi tra le varie regioni, la campagna sta procedendo a ritmi accettabili sperando entro la fine dell’estate di coprire tutta la popolazione. Rimangono aperte alcune questioni su cui si divide il mondo della scienza e delle istituzioni. E’ necessario coprire il più possibile tutti con la prima dose o si deve procedere alla copertura delle fiale disponibili, seppur dilazionate,  anche con la seconda dose? E’ necessario prevedere un terzo richiamo in autunno a partire dagli operatori sanitari ed i residenti delle RSA sapendo che la durata media della copertura dei vaccini è almeno 6 mesi? E come si procede ad un richiamo vaccinale per ciò che riguarda il titolo anticorpale, con una titolazione con test sierologico di massa o a campione? Tutto ciò pone il problema di una politica di follow up dei cittadini vaccinati non solo per capire come stia evolvendo la pandemia ma anche per elaborare una strategia di controllo di una endemia su cui pare mutare l’attuale fase pandemica. Per discutere di questi temi e fare pressione a livello governativo per un aggiornamento della politica di contrasto al COVID 19, Motore Sanità ha organizzato un webinar sul follow up vaccinale e sulle necessarie azioni da intraprendere al proposito. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
MALATTIA EPATICA AVANZATA CON TROMBOCITOPENIA: UN NUOVO APPROCCIO ALLA GESTIONE DELLE PROCEDURE INVASIVE  REGIONI:  TOSCANA – EMILIA ROMAGNA – MARCHE
Eventi La trombocitopenia è una complicazione a cui va incontro circa l’80% dei pazienti affetti da malattia cronica di fegato (CLD). Essa può avere diverse cause (sequestro splenico, ridotta produzione di trombopoietina). L’11-13% dei pazienti va incontro ad una forma più grave (conta piastrinica inferiore alle 50.000 unità per microlitro) e tra coloro che sono candidati ad una procedura invasiva, esiste un aumentato rischio di sanguinamento traumatico o post-operatorio. Infatti  la trombocitopenia grave potrebbe complicare significativamente le procedure standard di diagnosi e cura del paziente, come la biopsia epatica e procedure mediche indicate o elettive per pazienti cirrotici, con il risultato di un trattamento tardivo o annullato. Inoltre vi sono dati che evidenziano, riguardo l’assistenza sanitaria di un paziente affetto da trombocitopenia, un costo annuale più che triplicato rispetto a quello di un paziente con CLD senza trombocitopenia. Per questo motivo nasce la necessità di una conseguente copertura attraverso trasfusioni di concentrati piastrinici. Purtroppo questa procedura risulta avere diverse criticità, oltre alla disponibilità di materia prima: comporta rischi infettivi e sovraccarico emodinamico, l’emivita bassa costringe ad effettuare la procedura non oltre il giorno prima dell’intervento gravando sulla già elevata complessità organizzativa, l’efficacia non sempre è ottimale né prevedibile e non ultimo aspetto ha un costo medio elevato, considerando anche solo la prospettiva dei costi diretti sanitari (circa 2.000 tra degenza e procedura). Oggi fortunatamente si è aggiunta una nuova opzione terapeutica che attraverso una semplice somministrazione orale, consente ai pazienti con CLD una gestione semplificata di questa complicanza, potendo eseguire la terapia direttamente a domicilio piuttosto che dovendo affrontare un’ospedalizzazione seguita da trasfusione piastrinica e consentendo all’organizzazione assistenziale la pianificazione delle procedure invasive con un timing più flessibile. Ma questo nuovo approccio deve essere multidisciplinare, comportando una scelta condivisa ed organizzata nella filiera di cura che va dall’ematologo, all’epatologo, all’internista, al chirurgo fino ad arrivare al farmacista ospedaliero ed al risk manager ospedaliero. Come si sono organizzati o si organizzeranno i percorsi di cura delle regioni di fronte a questo nuovo scenario è quanto Motore Sanità propone di discutere in questi eventi multiregionali, condividendo “proven practices” utili a minimizzare i rischi per questi pazienti ed efficientare gli investimenti. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
WEBINAR MALATTIE RARE Focus Liguria Lombardia Piemonte
Eventi Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 10.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con un’incidenza di circa 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Il 20% delle patologie riguarda pazienti in età pediatrica tra cui le malformazioni congenite rappresentano il 45% e le malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e disturbi immunitari il 20%. Per i pazienti in età adulta, invece, le più frequenti sono le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (29%) e quelle del sangue e degli organi ematopoietici (18%). [Fonte: ISS 2015] In Italia, l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dai decreti 2001 e 2017. Ma ancora oggi ad esempio gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (pari ad esempio a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) evidenziano ancora snodi chiave su cui confrontarsi ed agire, facendo in modo che i SSR innovino i loro modelli assistenziali. A distanza oramai di qualche anno dall’inserimento nei protocolli delle nuove terapie per queste malattie rare, emerge la necessità di un confronto tra regioni virtuose che possa approfondire come l’organizzazione dei percorsi di cura si sia adeguata a questi nuovi scenari prodotti dall’innovazione. L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), la Sindrome Emolitica Uremica atipica (SEUa), l’Ipertensione polmonare arteriosa Idiopatica (PAH) e sindrome dell’intestino corto (SBS), sono alcuni esempi pratici su cui discutere questi temi. Motore Sanità si fa promotrice di una discussione aperta tra regioni sull’approccio gestionale/organizzativo differente messo in campo per condividere le “proven practices” ma anche i bisogni irrisolti rispetto ai servizi erogati, le criticità emerse nei percorsi di presa in carico, l’impatto dei dati raccolti dai registri dedicati, valutando quindi quale tipo di programmazione di risorse debba essere fatto. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
IPERCOLESTEROLEMIA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE TRA BISOGNI IRRISOLTI E NUOVE PROSPETTIVE DI CURA – FOCUS LIGURIA/PIEMONTE
Eventi In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più 224.000 persone: di queste, circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno). Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo accade? In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria. Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso queste terapie. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (tollerabilità, efficacia aggiuntiva) che possano implementare ulteriormente i benefici clinici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali sono gli ulteriori obiettivi su cui puntare? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il raggiungimento dei target consigliati? Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza in Regione Lombardia che possa dare riscontro a questi interrogativi. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOLOGIA 2021-2023: NUOVI MODELLI DI RETI ONCOLOGICHE GARANZIA DI UN RAPIDO ED UNIFORME ACCESSO ALL’INNOVAZIONE DI VALORE
Eventi In Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. I risultati della ricerca sperimentale, i progressi della diagnostica, della medicina e della chirurgia, le nuove terapie contro il tumore, stanno mostrando effetti positivi sul decorso della malattia, allungando, la vita dei malati anche senza speranza di guarigione. Ma, se da una parte i vantaggi del progresso scientifico hanno cancellato l’ineluttabile equazione “cancro uguale morte”, dall’altra sono sorti nuovi problemi che riguardano: la presa in carico di questa patologia complessa, la revisione organizzativa necessaria ai sistemi assistenziali per rispondere efficacemente al nuovo scenario (dai MTB ai CAR T team), l’accesso rapido ed uniforme alle fortunatamente molte terapie innovative in alcuni casi “Breakthrough”, i sottovalutati o non-valutati problemi nutrizionali che moltissimi pazienti presentano. Senza dimenticare l’importanza della diagnosi precoce attraverso screening strutturati e l’attenzione agli stili di vita. In questo scenario, ancor più dopo l’esperienza della recente pandemia, il coordinamento tra centri Hub, Spoke e medicina territoriale, sta assumendo sempre più importanza nei processi organizzativi/gestionali sia per un accesso rapido alle cure appropriate che per un coerente utilizzo delle risorse. E per questo oltre lo sviluppo delle reti di patologia che coinvolgono prevalentemente la medicina specialistica, già implementato in molte regioni, occorre oggi uno sforzo per formare la medicina di famiglia per un accesso rapido dei pazienti ai percorsi di diagnosi e cura e alla cogestione dei pazienti cronici, spesso gravati da polipatologie. Una buona stratificazione della popolazione, legata allo stato di salute, sarà così necessaria per evidenziare diversi livelli di complessità clinica/di fragilità e la conseguente chiara “presa in carico”. L’innovazione organizzativa e digitale necessaria, responsabilità di ogni singola regione, dovrebbe rappresentare una prima vera svolta realizzativa per facilitare tutto ciò. Il collegamento tra i principali attori clinici, dai centri ad alta specializzazione a quelli dei centri di primo e secondo livello fino oggi alla medicina territoriale, diventa un passaggio obbligato per una buona presa in carico. Il potenziamento delle reti di diagnostica di precisione attraverso un accentramento o un decentramento di alcuni servizi di anatomia patologica, la creazione dei Molecular Tumor Board daranno sostenibilità e chiarezza sulle migliori cure utilizzabili, riducendo sprechi e false aspettative. La formazione dei team multidisciplinari tra oncologi medici, chirurghi oncologi, anestesisti, nutrizionisti, anatomo-patologi, patologi clinici, biologi molecolari, genetisti, bioinformatici, farmacisti, infermieri dovrà essere un punto di forza su cui costruire un nuovo sistema che dia rapido accesso a cure appropriate. La creazione di reti di nutrizione clinica in grado di lavorare a stretto contatto con i team multidisciplinari e la disponibilità sul territorio di terapie nutrizionali immunomodulanti potrebbero portare grandi vantaggi oltre che ai pazienti anche agli stessi clinici che vedrebbero miglioramenti nella prosecuzione dei trattamenti radio e chemioterapici e una netta diminuzione delle sospensioni degli stessi dovute a importante malnutrizione pregressa. La partnership con le aziende di settore per programmare la grande
FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – PIEMONTE
Eventi ⇒ Programma   Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA DEL MIELOMA MULTIPLO: COME EFFICIENTARE LA FILIERA E VALORIZZARE IL TERRITORIO? – FOCUS PIEMONTE – Evento accreditato ECM
Eventi PROVIDER ECM: N° 604 – SUMMEET SRL ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS: 604 – 326977 TIPOLOGIA: FAD Codice di accesso alla piattaforma FAD: 108821   Medici Chirurghi (EMATOLOGIA; MALATTIE INFETTIVE; ONCOLOGIA) + Farmacia Ospedaliera La durata dell’evento è di 3 ore formative, per un totale di 4,5 crediti ecm. • REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it   IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso ISTRUZIONI PER L’ISCRIZIONE ALL’EVENTO In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”)
In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username e Password)
Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM: 604 – 326977
Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento
Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento” disponibile sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ECM. Il test può essere effettuato massimo CINQUE volte e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti.
Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita   IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso.   Il mieloma multiplo è una malattia oncoematologica tra le più comuni che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, come linfociti B e plasmacellule sintetizzanti le immunoglobuline, molto importanti per il sistema immunitario e le sue risposte fisiologiche per combattere le infezioni. Se la crescita di queste cellule diventa incontrollata può dare origine al tumore, ostacolando le altre cellule ematiche e dando origine ad un indebolimento del sistema immunitario, ad anemia o a difetti coagulativi. Inoltre le cellule di mieloma producono in grande quantità una proteina detta Componente M (monoclonale), anticorpo che stimola gli osteoclasti, responsabili della demolizione del tessuto osseo e di conseguenza i pazienti colpiti da mieloma sono spesso soggetti anche a fratture ossee. Nel report AIOM 2020 si può leggere un dato di incidenza della malattia di 5.759 nuovi casi/anno (uomo 3.019 – donna 2740) e dai dati AIRTUM sappiamo che essa rappresenta 1,3% di tutti i tumori nella donna e 1,2% nell’uomo. L’età è il principale fattore di rischio per il mieloma multiplo: oltre 60% delle diagnosi di mieloma riguardano persone di età > 65 anni e solo 1% delle persone al di sotto dei 40 anni. Le cause del mieloma multiplo non sono ancora del tutto note, anche se recenti studi hanno evidenziato la presenza di anomalie nella struttura dei cromosomi e in alcuni specifici geni nei pazienti affetti dalla patologia. Dopo la diagnosi è indispensabile definire lo stadio del mieloma, in base al quale si ottengono anche indicazioni sulla prognosi della malattia e sulle scelte terapeutiche. L’innovazione in questi ultimi anni ha prodotto una notevole quantità di opzioni terapeutiche per questi pazienti ed ha segnato per molti di loro una sopravvivenza libera da progressione, con una aspettativa di vita diversa. Ma l’organizzazione è pronta ad accogliere questo cambio di scenario
MALATTIE RARE FOCUS EMILIA-ROMAGNA/TRIVENETO
Eventi ⇒ Programma   Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 10.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con un’incidenza di circa 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Il 20% delle patologie riguarda pazienti in età pediatrica tra cui le malformazioni congenite rappresentano il 45% e le malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e disturbi immunitari il 20%. Per i pazienti in età adulta, invece, le più frequenti sono le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (29%) e quelle del sangue e degli organi ematopoietici (18%). [Fonte: ISS 2015] In Italia, l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dai decreti 2001 e 2017. Ma ancora oggi ad esempio gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (pari ad esempio a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) evidenziano ancora snodi chiave su cui confrontarsi ed agire, facendo in modo che i SSR innovino i loro modelli assistenziali. A distanza oramai di qualche anno dall’inserimento nei protocolli delle nuove terapie per queste malattie rare, emerge la necessità di un confronto tra regioni virtuose che possa approfondire come l’organizzazione dei percorsi di cura si sia adeguata a questi nuovi scenari prodotti dall’innovazione. L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), la Sindrome Emolitico Uremica atipica (SEUa), l’Ipertensione polmonare arteriosa Idiopatica (PAH) e sindrome dell’intestino corto (SBS), sono alcuni esempi pratici su cui discutere questi temi. Motore Sanità si fa promotrice di una discussione aperta tra regioni sull’approccio gestionale/organizzativo differente messo in campo per condividere le “proven practices” ma anche i bisogni irrisolti rispetto ai servizi erogati, le criticità emerse nei percorsi di presa in carico, l’impatto dei dati raccolti dai registri dedicati, valutando quindi quale tipo di programmazione di risorse debba essere fatto. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More