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Laboratorio di idee sulla Salute Mentale – Lazio
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Come sottolineano i dati OMS una elevata percentuale di giovani (10-20%) oggi nel mondo soffre di disturbi mentali e la metà di questi inizia entro il 14° anno di età, tanto che le condizioni neuropsichiatriche sono la principale causa di disabilità nei giovani. E questi dati sottolineano anche che i sistemi sanitari nel mondo non hanno ancora risposto adeguatamente a questi bisogni. Una condizione misurabile anche solamente dal gap tra necessità di trattamento e reale offerta/presa in carico assistenziale: tra il 76-85% (paesi a basso/medio reddito) o tra il 35-50% (paesi ad alto reddito) delle persone con disturbi mentali non riceve alcun trattamento. Il nostro Paese risente di una evidente carenza delle necessarie risorse economiche, tecniche ed umane in grado di far fronte all’aumentata richiesta di supporto da parte della popolazione. Si rende quindi fondamentale cambiare rotta, partendo da un’attenta analisi sulla quantità e la qualità dei servizi erogati ai cittadini italiani affetti da queste patologie, sulle azioni di prevenzione, anche alla luce di evidenti e da più parti dichiarate differenze regionali, territoriali e di modelli organizzativi adottati. Ma per poter realizzare tutto questo è necessario trovare modelli efficaci ma allo stesso tempo sostenibili, attraverso la condivisione con tutti gli attori in gioco. Per questo Motore Sanità organizza un ciclo di incontri a valore istituzionale, per approfondire i temi della sicurezza, dello stigma e della nuova cultura della Salute Mentale. Il primo incontro sarà un vero e proprio “laboratorio di idee sulla salute mentale” che vedrà la partecipazione dei massimi esperti del settore, tra cui clinici ed economisti, che si confronteranno su diversi filoni tematici con l’obiettivo di definire le azioni da compiere e le priorità a livello regionale. Temi come: l’impatto economico della salute mentale (costi diretti e indiretti), l’integrazione tra ospedale e territorio dietro un’attenta analisi dell’attuale modello organizzativo regionale, la qualità dell’offerta, impatti e indicatori d’esito, la formazione dei professionisti, le criticità di accesso alle cure e ai servizi assistenziali e le risorse che sarebbero necessarie. Seguirà una seconda parte con una prima tavola rotonda tra Psichiatria e Istituzioni e un confronto tra Clinici e Istituzioni regionali sulle cose da fare, definite nella prima giornata di lavori, e sulle azioni concrete da intraprendere in tempi brevi. L'articolo Laboratorio di idee sulla Salute Mentale – Lazio proviene da Motoresanità.it. Read More
Laboratorio di idee sulla Salute Mentale – Lombardia
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Come sottolineano i dati OMS una elevata percentuale di giovani (10-20%) oggi nel mondo soffre di disturbi mentali e la metà di questi inizia entro il 14° anno di età, tanto che le condizioni neuropsichiatriche sono la principale causa di disabilità nei giovani. E questi dati sottolineano anche che i sistemi sanitari nel mondo non hanno ancora risposto adeguatamente a questi bisogni. Una condizione misurabile anche solamente dal gap tra necessità di trattamento e reale offerta/presa in carico assistenziale: tra il 76-85% (paesi a basso/medio reddito) o tra il 35-50% (paesi ad alto reddito) delle persone con disturbi mentali non riceve alcun trattamento. Il nostro Paese risente di una evidente carenza delle necessarie risorse economiche, tecniche ed umane in grado di far fronte all’aumentata richiesta di supporto da parte della popolazione. Si rende quindi fondamentale cambiare rotta, partendo da un’attenta analisi sulla quantità e la qualità dei servizi erogati ai cittadini italiani affetti da queste patologie, sulle azioni di prevenzione, anche alla luce di evidenti e da più parti dichiarate differenze regionali, territoriali e di modelli organizzativi adottati. Ma per poter realizzare tutto questo è necessario trovare modelli efficaci ma allo stesso tempo sostenibili, attraverso la condivisione con tutti gli attori in gioco. Per questo Motore Sanità organizza un ciclo di incontri a valore istituzionale, per approfondire i temi della sicurezza, dello stigma e della nuova cultura della Salute Mentale. Il primo incontro sarà un vero e proprio “laboratorio di idee sulla salute mentale” che vedrà la partecipazione dei massimi esperti del settore, tra cui clinici ed economisti, che si confronteranno su diversi filoni tematici con l’obiettivo di definire le azioni da compiere e le priorità a livello regionale. Temi come: l’impatto economico della salute mentale (costi diretti e indiretti), l’integrazione tra ospedale e territorio dietro un’attenta analisi dell’attuale modello organizzativo regionale, la qualità dell’offerta, impatti e indicatori d’esito, la formazione dei professionisti, le criticità di accesso alle cure e ai servizi assistenziali e le risorse che sarebbero necessarie. Seguirà una seconda parte con una prima tavola rotonda tra Psichiatria e Istituzioni e un confronto tra Clinici e Istituzioni regionali sulle cose da fare, definite nella prima giornata di lavori, e sulle azioni concrete da intraprendere in tempi brevi. L'articolo Laboratorio di idee sulla Salute Mentale – Lombardia proviene da Motoresanità.it. Read More
Equità di accesso all’innovazione FOCUS SUI SISTEMI DI MONITORAGGIO GLICEMICO NELLA CRONICITÀ DIABETE  SUD
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il diabete da molti viene definita “la malattia cronica” poiché il suo impatto gestionale è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°. Esso rappresenta infatti la prima causa di cecità, la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la seconda causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di almeno la metà degli infarti e degli ictus. L’International Diabetes Federation (IDF) nel 2019 indica circa 463 Mln di adulti (20-79 anni) con diabete nel mondo e una prevalenza in continuo aumento (entro il 2045 700 milioni), soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Gli stessi dati riferiti all’anno 2019 indicano inoltre che più di 4 Mln di persone tra 20 e 79 anni, siano morte per cause connesse al diabete. In Italia secondo il bollettino epidemiologico nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sarebbero tra 3,4 e 4 Mln le persone con diabete ma si pensa che via sia una importante ulteriore quota di sommerso (circa 1,5 Mln non sanno di averlo e 4 Mln sarebbero ad alto rischio di sviluppare la malattia). Secondo le stime più recenti, la spesa per diabete tra costi sanitari diretti e indiretti ammonterebbe attualmente ad oltre 20 Mld €/anno. Oltre alla complessità socio-assistenziale nota, questi numeri fanno comprendere l’impatto economico attuale.  Nonostante tutto ciò ed il graduale, costante invecchiamento della popolazione, grazie soprattutto alla grande innovazione prodotta nell’ultimo decennio, le ospedalizzazioni hanno un andamento decrescente (riduzione media annua del 5,5% nel periodo 2010-2018). Il controllo glicemico è un aspetto fondamentale per la prevenzione delle molte potenziali complicanze che si presentano in questi pazienti e per una buona gestione quindi della malattia. A tal punto che i dati delle società scientifiche nazionali indicano nel mancato controllo glicemico una riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete mediamente di 7-8 anni. Sappiamo inoltre che questa criticità è causata da 2 fattori principali: la mancata aderenza alle terapie e la mancata regolare misurazione della glicemia in almeno il 50% dei pazienti che evitano volentieri di bucarsi tutti i giorni. Questo crea maggiori rischi di iperglicemie e/o ipoglicemie: in media, considerando anche solo queste ultime, i dati indicano che esse si presentano 2 volte a settimana e nel 74% dei casi per pazienti con diabete di tipo 1 possono portare la persona ad un errato utilizzo dei farmaci ipoglicemizzanti con le conseguenti complicanze diabete-correlate. Le innovazioni tecnologiche recenti, hanno fornito strumenti in grado di cambiare l’evoluzione e il controllo della malattia, restituire una qualità di vita decisamente semplificata/migliorata, consentire una riduzione significativa dei costi di gestione, per effetto di minori ospedalizzazioni ed accessi al pronto soccorso. Visto l’impatto di questa innovazione in una patologia a così elevato impatto sui SSR, Motore Sanità intende aprire un confronto tra le diverse istituzioni regionali, gli esperti di settore e le Associazioni di cittadini per capire come renderne equo ed uniforme l’accesso attraverso criteri di eleggibilità condivisi, mantenendo la sostenibilità. Tutto ciò partendo dal presupposto che
Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione fattori chiave Nella gestione del Dolore Cronico REGIONE TOSCANA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, ovvero il 10% della popolazione. Si tratta di una condizione che impatta significativamente sulla qualità della vita dei pazienti, causando disabilità, isolamento sociale e lavorativo ed elevati costi economici. Per non parlare degli aspetti che incidono sulla produttività: il dolore cronico è causa di assenteismo lavorativo influenzando l’aspetto economico a livello individuale e sociale. La presa in carico di questo paziente è quindi un processo complesso che richiede l’intervento di diversi professionisti sanitari, dal medico di medicina generale allo specialista, dagli infermieri ai fisioterapisti, dagli psicologi ai terapisti occupazionali. Una efficace gestione del dolore cronico attraverso questi operatori di una filiera bene organizzata riduce il ricorso ad inappropriate indagini diagnostiche, cure mediche, visite e complicazioni cliniche, evitando di arrivare al ricovero ospedaliero che rappresenta il costo più significativo per il SSN ed i SSR. In questo scenario la terapia farmacologica rappresenta uno strumento chiave nella cura dei pazienti, con implicazioni sulla salute e sulla qualità di vita a lungo termine. E l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci antidolorifici svolge un ruolo importante non solo nell’ottimizzare l’efficacia terapeutica ma anche nel minimizzarne gli effetti collaterali comuni (es° gastrointestinali, renali, cardiovascolari) in gran parte dovuti ad un utilizzo inapprorpiato di FANS ed evitare interazioni indesiderate, cause potenziali di ulteriori costi aggiuntivi nel settore sanitario. Gestire questi aspetti non è così semplice poiché molti pazienti sono affetti da diverse patologie croniche già di per sé fattori di rischio di complicanze. Il processo di presa in carico deve partire quindi da una attenta valutazione di questi aspetti che si deve sommare alla valutazione delle caratteristiche individuali del paziente, delle caratteristiche e della gravità del dolore. Per uniformare e codificare questo processo la legge 39 del 1999 ha istituito in Italia le reti di terapia del dolore, strutture organizzative che coordinano le attività di prevenzione, diagnosi e terapia del dolore cronico. Dopo tanti anni dall’istituzione di queste reti si rende necessario intervenire quanto prima su alcune criticità con azioni di miglioramento concrete: un maggiore investimento nell’efficientamento delle reti di terapia del dolore (risorse e strutture adeguate), un miglioramento dell’accesso dei pazienti alle cure (PDTA integrati e riduzione delle barriere economiche), un’adeguata formazione dei professionisti sanitari, una più ampia sensibilizzazione dell’ l’opinione pubblica e dei decisori politici sulla importanza di investire nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia del dolore cronico. Un esempio di buona pratica su questi aspetti è stata la pubblicazione da parte del Ministero della Salute delle Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico. Queste raccomandano che l’accesso alle cure deve essere garantito dal potenziamento delle reti e dalla promozione della continuità assistenziale tra territorio (MMG e PLS formati su epidemiologia, fisiopatologia, classificazione, valutazione, gestione, prevenzione del dolore cronico e coordinamento con le reti) ed ospedale (servizi adeguati di diagnostica, terapie farmacologica – chirurgica – psicologica). Raccomandano inoltre che la sensibilizzazione della popolazione sia effettuata attraverso campagne di informazione, rivolte a tutti i cittadini.  Oggi il
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE CALL TO ACTION
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito pro capite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE CALL TO ACTION proviene da Motoresanità.it. Read More
Malattia renale e diabete le evidenze scientifiche che spingono verso l’innovazione organizzativa Focus on: SGLT2 CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La malattia renale cronica (MRC) è una condizione patologica dovuta alla perdita di capacità da parte del rene di filtrare le scorie metaboliche nocive prodotte dall’organismo. La perdita della funzione di questo organo, attraverso un processo in genere lento, progressivo quindi subdolo che rende la patologia quasi asintomatica per mesi o anni, ha come conseguenza nel tempo l’instaurarsi di una condizione di insufficienza renale cronica (IRC). La MRC rappresenta una tra le patologie cronico-degenerative più diffuse nel mondo e in progressiva espansione con una prevalenza del 10% e oltre nei Paesi economicamente più sviluppati e/o con età della popolazione più avanzata. In Italia i dati per la MRC si attestano intorno al 6-7% nella popolazione adulta (negli anziani può superare 30%, specie negli individui con più malattie croniche) mentre per la IRC (VFG< 60 ml/min) si attestano intorno al 3%. Negli ultimi 25 anni inoltre la mortalità da MRC è aumentata di oltre il 40%. La MRC è un fattore indipendente di rischio cardiovascolare, le cui cause principali sono l’ipertensione arteriosa e la malattia diabetica. In particolare quest’ultima può provocare sia un danno renale diretto danneggiando i piccoli vasi sanguigni dei reni (nefropatia diabetica), che essere cofattore di danno vascolare arteriosclerotico (con ipertensione e dislipidemia). Per le persone diabetiche, è quindi molto importante un controllo costante dello stato di funzionalità renale per la prevenzione del danno poiché vi è una buona correzione tra controllo glicemico e progressione del danno renale. La MRC viene classificata a seconda della gravità in 5 stadi di cui i primi 2 si manifestano con lievi alterazioni urinarie, una fase intermedia in cui compaiono diverse alterazioni del metabolismo e le ultime 2 dove si manifestano importanti danni d’organo con aumentato rischio di morte principalmente per cause cardiovascolari. La dialisi o il trapianto rappresentano la fase degenerativa finale del percorso di malattia. In questa ultima condizione oltre alle problematiche di salute ed all’aumentato rischio per la vita dei pazienti, l’impatto sui costi per il sistema è davvero pesante: al costo diretto annuo per un paziente dializzato tra 30.000€ (dialisi peritoneale) e 50.000€ (emodialisi) vanno infatti aggiunti almeno altrettanti onerosi costi indiretti. Nel nostro paese vi sono oltre 4 Mln di pazienti con MRC e circa 100.000 di questi hanno raggiunto un livello di gravità tale da richiedere il ricorso a terapie salvavita, 50.000 sono in dialisi e altrettanti portatori di trapianto di rene. Sulla base di questi dati è stato calcolato che attraverso una attività di prevenzione e diagnosi precoce, la possibilità di ritardare di almeno 5 anni l’inizio della dialisi anche solo nel 10% dei pazienti, permetterebbe al SSN di risparmiare centinaia di Mln/anno. Ma nonostante questi numeri a causa del suo esordio silenzioso la consapevolezza di malattia e l’importanza di una prevenzione efficace e rapida sono purtroppo poco attenzionate da pazienti e referenti della filiera assistenziale. In una fase in cui l’innovazione prodotta dalla ricerca scientifica sta fornendo evidenze sulla efficacia di molte terapie disponibili è facile comprendere come
Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione fattori chiave Nella gestione del Dolore Cronico REGIONE PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, ovvero il 10% della popolazione. Si tratta di una condizione che impatta significativamente sulla qualità della vita dei pazienti, causando disabilità, isolamento sociale e lavorativo ed elevati costi economici. Per non parlare degli aspetti che incidono sulla produttività: il dolore cronico è causa di assenteismo lavorativo influenzando l’aspetto economico a livello individuale e sociale. La presa in carico di questo paziente è quindi un processo complesso che richiede l’intervento di diversi professionisti sanitari, dal medico di medicina generale allo specialista, dagli infermieri ai fisioterapisti, dagli psicologi ai terapisti occupazionali. Una efficace gestione del dolore cronico attraverso questi operatori di una filiera bene organizzata riduce il ricorso ad inappropriate indagini diagnostiche, cure mediche, visite e complicazioni cliniche, evitando di arrivare al ricovero ospedaliero che rappresenta il costo più significativo per il SSN ed i SSR. In questo scenario la terapia farmacologica rappresenta uno strumento chiave nella cura dei pazienti, con implicazioni sulla salute e sulla qualità di vita a lungo termine. E l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci antidolorifici svolge un ruolo importante non solo nell’ottimizzare l’efficacia terapeutica ma anche nel minimizzarne gli effetti collaterali comuni (es° gastrointestinali, renali, cardiovascolari) in gran parte dovuti ad un utilizzo inapprorpiato di FANS ed evitare interazioni indesiderate, cause potenziali di ulteriori costi aggiuntivi nel settore sanitario. Gestire questi aspetti non è così semplice poiché molti pazienti sono affetti da diverse patologie croniche già di per sé fattori di rischio di complicanze. Il processo di presa in carico deve partire quindi da una attenta valutazione di questi aspetti che si deve sommare alla valutazione delle caratteristiche individuali del paziente, delle caratteristiche e della gravità del dolore. Per uniformare e codificare questo processo la legge 39 del 1999 ha istituito in Italia le reti di terapia del dolore, strutture organizzative che coordinano le attività di prevenzione, diagnosi e terapia del dolore cronico. Dopo tanti anni dall’istituzione di queste reti si rende necessario intervenire quanto prima su alcune criticità con azioni di miglioramento concrete: un maggiore investimento nell’efficientamento delle reti di terapia del dolore (risorse e strutture adeguate), un miglioramento dell’accesso dei pazienti alle cure (PDTA integrati e riduzione delle barriere economiche), un’adeguata formazione dei professionisti sanitari, una più ampia sensibilizzazione dell’ l’opinione pubblica e dei decisori politici sulla importanza di investire nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia del dolore cronico. Un esempio di buona pratica su questi aspetti è stata la pubblicazione da parte del Ministero della Salute delle Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico. Queste raccomandano che l’accesso alle cure deve essere garantito dal potenziamento delle reti e dalla promozione della continuità assistenziale tra territorio (MMG e PLS formati su epidemiologia, fisiopatologia, classificazione, valutazione, gestione, prevenzione del dolore cronico e coordinamento con le reti) ed ospedale (servizi adeguati di diagnostica, terapie farmacologica – chirurgica – psicologica). Raccomandano inoltre che la sensibilizzazione della popolazione sia effettuata attraverso campagne di informazione, rivolte a tutti i cittadini.  Oggi il
Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione fattori chiave Nella gestione del Dolore Cronico REGIONE LAZIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, ovvero il 10% della popolazione. Si tratta di una condizione che impatta significativamente sulla qualità della vita dei pazienti, causando disabilità, isolamento sociale e lavorativo ed elevati costi economici. Per non parlare degli aspetti che incidono sulla produttività: il dolore cronico è causa di assenteismo lavorativo influenzando l’aspetto economico a livello individuale e sociale. La presa in carico di questo paziente è quindi un processo complesso che richiede l’intervento di diversi professionisti sanitari, dal medico di medicina generale allo specialista, dagli infermieri ai fisioterapisti, dagli psicologi ai terapisti occupazionali. Una efficace gestione del dolore cronico attraverso questi operatori di una filiera bene organizzata riduce il ricorso ad inappropriate indagini diagnostiche, cure mediche, visite e complicazioni cliniche, evitando di arrivare al ricovero ospedaliero che rappresenta il costo più significativo per il SSN ed i SSR. In questo scenario la terapia farmacologica rappresenta uno strumento chiave nella cura dei pazienti, con implicazioni sulla salute e sulla qualità di vita a lungo termine. E l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci antidolorifici svolge un ruolo importante non solo nell’ottimizzare l’efficacia terapeutica ma anche nel minimizzarne gli effetti collaterali comuni (es° gastrointestinali, renali, cardiovascolari) in gran parte dovuti ad un utilizzo inapprorpiato di FANS ed evitare interazioni indesiderate, cause potenziali di ulteriori costi aggiuntivi nel settore sanitario. Gestire questi aspetti non è così semplice poiché molti pazienti sono affetti da diverse patologie croniche già di per sé fattori di rischio di complicanze. Il processo di presa in carico deve partire quindi da una attenta valutazione di questi aspetti che si deve sommare alla valutazione delle caratteristiche individuali del paziente, delle caratteristiche e della gravità del dolore. Per uniformare e codificare questo processo la legge 39 del 1999 ha istituito in Italia le reti di terapia del dolore, strutture organizzative che coordinano le attività di prevenzione, diagnosi e terapia del dolore cronico. Dopo tanti anni dall’istituzione di queste reti si rende necessario intervenire quanto prima su alcune criticità con azioni di miglioramento concrete: un maggiore investimento nell’efficientamento delle reti di terapia del dolore (risorse e strutture adeguate), un miglioramento dell’accesso dei pazienti alle cure (PDTA integrati e riduzione delle barriere economiche), un’adeguata formazione dei professionisti sanitari, una più ampia sensibilizzazione dell’ l’opinione pubblica e dei decisori politici sulla importanza di investire nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia del dolore cronico. Un esempio di buona pratica su questi aspetti è stata la pubblicazione da parte del Ministero della Salute delle Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico. Queste raccomandano che l’accesso alle cure deve essere garantito dal potenziamento delle reti e dalla promozione della continuità assistenziale tra territorio (MMG e PLS formati su epidemiologia, fisiopatologia, classificazione, valutazione, gestione, prevenzione del dolore cronico e coordinamento con le reti) ed ospedale (servizi adeguati di diagnostica, terapie farmacologica – chirurgica – psicologica). Raccomandano inoltre che la sensibilizzazione della popolazione sia effettuata attraverso campagne di informazione, rivolte a tutti i cittadini.  Oggi il
Malattia renale e diabete le evidenze scientifiche che spingono verso l’innovazione organizzativa Focus on SGLT2i TRIVENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La malattia renale cronica (MRC) è una condizione patologica dovuta alla perdita di capacità da parte del rene di filtrare le scorie metaboliche nocive prodotte dall’organismo. La perdita della funzione di questo organo, attraverso un processo in genere lento, progressivo quindi subdolo che rende la patologia quasi asintomatica per mesi o anni, ha come conseguenza nel tempo l’instaurarsi di una condizione di insufficienza renale cronica (IRC). La MRC rappresenta una tra le patologie cronico-degenerative più diffuse nel mondo e in progressiva espansione con una prevalenza del 10% e oltre nei Paesi economicamente più sviluppati e/o con età della popolazione più avanzata. In Italia i dati per la MRC si attestano intorno al 6-7% nella popolazione adulta (negli anziani può superare 30%, specie negli individui con più malattie croniche) mentre per la IRC (VFG< 60 ml/min) si attestano intorno al 3%. Negli ultimi 25 anni inoltre la mortalità da MRC è aumentata di oltre il 40%. La MRC è un fattore indipendente di rischio cardiovascolare, le cui cause principali sono l’ipertensione arteriosa e la malattia diabetica. In particolare quest’ultima può provocare sia un danno renale diretto danneggiando i piccoli vasi sanguigni dei reni (nefropatia diabetica), che essere cofattore di danno vascolare arteriosclerotico (con ipertensione e dislipidemia). Per le persone diabetiche, è quindi molto importante un controllo costante dello stato di funzionalità renale per la prevenzione del danno poiché vi è una buona correlazione tra controllo glicemico e progressione del danno renale. La MRC viene classificata a seconda della gravità in 5 stadi di cui i primi 2 si manifestano con lievi alterazioni urinarie, una fase intermedia in cui compaiono diverse alterazioni del metabolismo e le ultime 2 dove si manifestano importanti danni d’organo con aumentato rischio di morte principalmente per cause cardiovascolari. La dialisi o il trapianto rappresentano la fase degenerativa finale del percorso di malattia. In questa ultima condizione oltre alle problematiche di salute ed all’aumentato rischio per la vita dei pazienti, l’impatto sui costi per il sistema è davvero pesante: al costo diretto annuo per un paziente dializzato tra 30.000€ (dialisi peritoneale) e 50.000€ (emodialisi) vanno infatti aggiunti almeno altrettanti onerosi costi indiretti. Nel nostro paese vi sono oltre 4 Mln di pazienti con MRC e circa 100.000 di questi hanno raggiunto un livello di gravità tale da richiedere il ricorso a terapie salvavita, 50.000 sono in dialisi e altrettanti portatori di trapianto di rene. Sulla base di questi dati è stato calcolato che attraverso una attività di prevenzione e diagnosi precoce, la possibilità di ritardare di almeno 5 anni l’inizio della dialisi anche solo nel 10% dei pazienti, permetterebbe al SSN di risparmiare centinaia di Mln/anno. Ma nonostante questi numeri a causa del suo esordio silenzioso la consapevolezza di malattia e l’importanza di una prevenzione efficace e rapida sono purtroppo poco attenzionate da pazienti e referenti della filiera assistenziale. In una fase in cui l’innovazione prodotta dalla ricerca scientifica sta fornendo evidenze sulla efficacia di molte terapie disponibili è facile comprendere come
Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione fattori chiave Nella gestione del Dolore Cronico REGIONE SICILIANA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, ovvero il 10% della popolazione. Si tratta di una condizione che impatta significativamente sulla qualità della vita dei pazienti, causando disabilità, isolamento sociale e lavorativo ed elevati costi economici. Per non parlare degli aspetti che incidono sulla produttività: il dolore cronico è causa di assenteismo lavorativo influenzando l’aspetto economico a livello individuale e sociale. La presa in carico di questo paziente è quindi un processo complesso che richiede l’intervento di diversi professionisti sanitari, dal medico di medicina generale allo specialista, dagli infermieri ai fisioterapisti, dagli psicologi ai terapisti occupazionali. Una efficace gestione del dolore cronico attraverso questi operatori di una filiera bene organizzata riduce il ricorso ad inappropriate indagini diagnostiche, cure mediche, visite e complicazioni cliniche, evitando di arrivare al ricovero ospedaliero che rappresenta il costo più significativo per il SSN ed i SSR. In questo scenario la terapia farmacologica rappresenta uno strumento chiave nella cura dei pazienti, con implicazioni sulla salute e sulla qualità di vita a lungo termine. E l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci antidolorifici svolge un ruolo importante non solo nell’ottimizzare l’efficacia terapeutica ma anche nel minimizzarne gli effetti collaterali comuni (es° gastrointestinali, renali, cardiovascolari) in gran parte dovuti ad un utilizzo inapprorpiato di FANS ed evitare interazioni indesiderate, cause potenziali di ulteriori costi aggiuntivi nel settore sanitario. Gestire questi aspetti non è così semplice poiché molti pazienti sono affetti da diverse patologie croniche già di per sé fattori di rischio di complicanze. Il processo di presa in carico deve partire quindi da una attenta valutazione di questi aspetti che si deve sommare alla valutazione delle caratteristiche individuali del paziente, delle caratteristiche e della gravità del dolore. Per uniformare e codificare questo processo la legge 39 del 1999 ha istituito in Italia le reti di terapia del dolore, strutture organizzative che coordinano le attività di prevenzione, diagnosi e terapia del dolore cronico. Dopo tanti anni dall’istituzione di queste reti si rende necessario intervenire quanto prima su alcune criticità con azioni di miglioramento concrete: un maggiore investimento nell’efficientamento delle reti di terapia del dolore (risorse e strutture adeguate), un miglioramento dell’accesso dei pazienti alle cure (PDTA integrati e riduzione delle barriere economiche), un’adeguata formazione dei professionisti sanitari, una più ampia sensibilizzazione dell’ l’opinione pubblica e dei decisori politici sulla importanza di investire nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia del dolore cronico. Un esempio di buona pratica su questi aspetti è stata la pubblicazione da parte del Ministero della Salute delle Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico. Queste raccomandano che l’accesso alle cure deve essere garantito dal potenziamento delle reti e dalla promozione della continuità assistenziale tra territorio (MMG e PLS formati su epidemiologia, fisiopatologia, classificazione, valutazione, gestione, prevenzione del dolore cronico e coordinamento con le reti) ed ospedale (servizi adeguati di diagnostica, terapie farmacologica – chirurgica – psicologica). Raccomandano inoltre che la sensibilizzazione della popolazione sia effettuata attraverso campagne di informazione, rivolte a tutti i cittadini.  Oggi il
Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione fattori chiave Nella gestione del Dolore Cronico REGIONE LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, ovvero il 10% della popolazione. Si tratta di una condizione che impatta significativamente sulla qualità della vita dei pazienti, causando disabilità, isolamento sociale e lavorativo ed elevati costi economici. Per non parlare degli aspetti che incidono sulla produttività: il dolore cronico è causa di assenteismo lavorativo influenzando l’aspetto economico a livello individuale e sociale. La presa in carico di questo paziente è quindi un processo complesso che richiede l’intervento di diversi professionisti sanitari, dal medico di medicina generale allo specialista, dagli infermieri ai fisioterapisti, dagli psicologi ai terapisti occupazionali. Una efficace gestione del dolore cronico attraverso questi operatori di una filiera bene organizzata riduce il ricorso ad inappropriate indagini diagnostiche, cure mediche, visite e complicazioni cliniche, evitando di arrivare al ricovero ospedaliero che rappresenta il costo più significativo per il SSN ed i SSR. In questo scenario la terapia farmacologica rappresenta uno strumento chiave nella cura dei pazienti, con implicazioni sulla salute e sulla qualità di vita a lungo termine. E l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci antidolorifici svolge un ruolo importante non solo nell’ottimizzare l’efficacia terapeutica ma anche nel minimizzarne gli effetti collaterali comuni (es° gastrointestinali, renali, cardiovascolari) in gran parte dovuti ad un utilizzo inapprorpiato di FANS ed evitare interazioni indesiderate, cause potenziali di ulteriori costi aggiuntivi nel settore sanitario. Gestire questi aspetti non è così semplice poiché molti pazienti sono affetti da diverse patologie croniche già di per sé fattori di rischio di complicanze. Il processo di presa in carico deve partire quindi da una attenta valutazione di questi aspetti che si deve sommare alla valutazione delle caratteristiche individuali del paziente, delle caratteristiche e della gravità del dolore. Per uniformare e codificare questo processo la legge 39 del 1999 ha istituito in Italia le reti di terapia del dolore, strutture organizzative che coordinano le attività di prevenzione, diagnosi e terapia del dolore cronico. Dopo tanti anni dall’istituzione di queste reti si rende necessario intervenire quanto prima su alcune criticità con azioni di miglioramento concrete: un maggiore investimento nell’efficientamento delle reti di terapia del dolore (risorse e strutture adeguate), un miglioramento dell’accesso dei pazienti alle cure (PDTA integrati e riduzione delle barriere economiche), un’adeguata formazione dei professionisti sanitari, una più ampia sensibilizzazione dell’ l’opinione pubblica e dei decisori politici sulla importanza di investire nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia del dolore cronico. Un esempio di buona pratica su questi aspetti è stata la pubblicazione da parte del Ministero della Salute delle Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico. Queste raccomandano che l’accesso alle cure deve essere garantito dal potenziamento delle reti e dalla promozione della continuità assistenziale tra territorio (MMG e PLS formati su epidemiologia, fisiopatologia, classificazione, valutazione, gestione, prevenzione del dolore cronico e coordinamento con le reti) ed ospedale (servizi adeguati di diagnostica, terapie farmacologica – chirurgica – psicologica). Raccomandano inoltre che la sensibilizzazione della popolazione sia effettuata attraverso campagne di informazione, rivolte a tutti i cittadini.  Oggi il
Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione fattori chiave Nella gestione del Dolore Cronico REGIONE PIEMONTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, ovvero il 10% della popolazione. Si tratta di una condizione che impatta significativamente sulla qualità della vita dei pazienti, causando disabilità, isolamento sociale e lavorativo ed elevati costi economici. Per non parlare degli aspetti che incidono sulla produttività: il dolore cronico è causa di assenteismo lavorativo influenzando l’aspetto economico a livello individuale e sociale. La presa in carico di questo paziente è quindi un processo complesso che richiede l’intervento di diversi professionisti sanitari, dal medico di medicina generale allo specialista, dagli infermieri ai fisioterapisti, dagli psicologi ai terapisti occupazionali. Una efficace gestione del dolore cronico attraverso questi operatori di una filiera bene organizzata riduce il ricorso ad inappropriate indagini diagnostiche, cure mediche, visite e complicazioni cliniche, evitando di arrivare al ricovero ospedaliero che rappresenta il costo più significativo per il SSN ed i SSR. In questo scenario la terapia farmacologica rappresenta uno strumento chiave nella cura dei pazienti, con implicazioni sulla salute e sulla qualità di vita a lungo termine. E l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci antidolorifici svolge un ruolo importante non solo nell’ottimizzare l’efficacia terapeutica ma anche nel minimizzarne gli effetti collaterali comuni (es° gastrointestinali, renali, cardiovascolari) in gran parte dovuti ad un utilizzo inapprorpiato di FANS ed evitare interazioni indesiderate, cause potenziali di ulteriori costi aggiuntivi nel settore sanitario. Gestire questi aspetti non è così semplice poiché molti pazienti sono affetti da diverse patologie croniche già di per sé fattori di rischio di complicanze. Il processo di presa in carico deve partire quindi da una attenta valutazione di questi aspetti che si deve sommare alla valutazione delle caratteristiche individuali del paziente, delle caratteristiche e della gravità del dolore. Per uniformare e codificare questo processo la legge 39 del 1999 ha istituito in Italia le reti di terapia del dolore, strutture organizzative che coordinano le attività di prevenzione, diagnosi e terapia del dolore cronico. Dopo tanti anni dall’istituzione di queste reti si rende necessario intervenire quanto prima su alcune criticità con azioni di miglioramento concrete: un maggiore investimento nell’efficientamento delle reti di terapia del dolore (risorse e strutture adeguate), un miglioramento dell’accesso dei pazienti alle cure (PDTA integrati e riduzione delle barriere economiche), un’adeguata formazione dei professionisti sanitari, una più ampia sensibilizzazione dell’ l’opinione pubblica e dei decisori politici sulla importanza di investire nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia del dolore cronico. Un esempio di buona pratica su questi aspetti è stata la pubblicazione da parte del Ministero della Salute delle Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico. Queste raccomandano che l’accesso alle cure deve essere garantito dal potenziamento delle reti e dalla promozione della continuità assistenziale tra territorio (MMG e PLS formati su epidemiologia, fisiopatologia, classificazione, valutazione, gestione, prevenzione del dolore cronico e coordinamento con le reti) ed ospedale (servizi adeguati di diagnostica, terapie farmacologica – chirurgica – psicologica). Raccomandano inoltre che la sensibilizzazione della popolazione sia effettuata attraverso campagne di informazione, rivolte a tutti i cittadini.  Oggi il
PAZIENTE CIRROTICO E ACCESSO ALLE TERAPIE APPROPRIATE NELLA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE FOCUS ON ENCEFALOPATIA EPATICA 2° fase (tAVOLO DI LAVORO)
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica sia a livello mondiale che nazionale. I dati del Global Burden of Diseases indicano che nel 2016, nel mondo, sono decedute 828.940 persone per epatocarcinoma e 1.256.850 persone per cirrosi epatica, determinando nello stesso anno rispettivamente circa 20 e 37 milioni di anni di vita persi. Lo stesso report stima per il 2040 un incremento del numero di decessi per carcinoma epatico e per cirrosi epatica rispettivamente del 100% e del 50%. Le stime riferite all’Italia sulle persone colpite da cirrosi epatica, 180mila con un tasso di prevalenza dello 0,3% nella popolazione totale, fanno comprendere quale possa essere nel nostro paese l’impatto in termini di mortalità causato da questa malattia cronica multifattoriale, molto spesso sottovalutata a tutti i livelli: ogni anno, 10-15 mila dei 170 mila previsti in Europa.  Il 64% di questi decessi per cirrosi epatica sono alcol correlati. Da sottolineare anche che in queste statistiche non sempre vengono considerati i casi di mortalità per cancro al fegato, in gran parte dovuti alla cirrosi. A questo occorre aggiungere che se la battaglia contro l’Epatite C è vicina ad esser vinta grazie alle nuove terapie introdotte nell’ultimo decennio, se i numerosi successi dei trapianti di fegato (dati 2019 del Centro Nazionale Trapianti 1.302) nei pazienti candidabili hanno salvato molte vite, questo ha portato e porterà un aumento della sopravvivenza dei pazienti con cirrosi. Infatti se sono oltre 100.000 i pazienti con cirrosi e malattia avanzata già curati dall’epatite C ma ancora a rischio di sviluppare un tumore del fegato (2018 prevalenza 33.000 casi accertati e stime incidenza 12.800/anno), ci sono almeno altri 100.000 casi correlati ad altre patologie come alcol, obesità, epatite B e certo non ultima la steatoepatite non alcolica (NASH) che segna un forte aumento. La conseguenza è che nella vita restituita a molti cittadini, questa condizione di malattia cronicizzata, inciderà in maniera significativa sull’organizzazione socio-assistenziale e sull’impatto economico gestionale dei vari servizi sanitari regionali. Inoltre anche l’impatto economico rappresenta fonte di grande preoccupazione: nello stadio di malattia compensata (classe Child-Pugh A) i costi risultano 10 volte inferiori rispetto allo stadio di malattia scompensata (classe Child-Pugh C). In funzione di questo scenario che si prospetta l’accesso facilitato alle terapie ed alla loro aderenza da parte del paziente è un obiettivo fondamentale da raggiungere nel breve-medio termine. Lo specialista deve prestare il proprio intervento per trattare precocemente e al meglio le complicanze cui incorre il paziente cirrotico. L'articolo PAZIENTE CIRROTICO E ACCESSO ALLE TERAPIE APPROPRIATE NELLA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE FOCUS ON ENCEFALOPATIA EPATICA 2° fase (tAVOLO DI LAVORO) proviene da Motoresanità.it. Read More
MidSummer School 2024
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le tecnologie informatica e biologica stanno segnando l’evoluzione della medicina del futuro. Sempre più il progresso delle conoscenze sui meccanismi fisiopatologici alla base delle diverse malattie sta portando avanzamenti “disruptive” in tema di diagnostica, di personalizzazione delle cure, di targhetizzazione delle terapie e di predittività sui risultati ottenibili. Ma tutto questo dovrà guidare necessariamente verso una nuova organizzazione del SSN, più rapido e moderno con procedure in grado di rispondere in maniera rapida e semplificata a questo cambio continuo di scenario. Così come dovrà cambiare prospettiva la politica industriale dei farmaci e dei dispositivi medici, attenta alla sostenibilità ma ripensata come una componente fondamentale della crescita economica del Paese. L’Italia, seconda in Europa per produzione di farmaci e con un comparto dispositivi medici con oltre 4.400 imprese che generano un mercato che vale 17,3 miliardi €, non può non accettare la sfida per una crescita della ricerca e formulazione di nuove tecnologie che ne accompagnino la crescita produttiva. Ma per raggiungere nuovi ambiziosi traguardi vi è la necessità di nuove sinergie tra istituzioni e aziende del settore, così come tra cittadini e tecnici gestori di un SSN proiettato nel futuro. Occorrerà anche abbattere le attuali barriere burocratiche che rallentano i processi di ammodernamento, implementare nuovi modelli snelli, semplificati di partenariato, di rispetto della privacy, di responsabilità medico legale.   Per fare il punto sulle realtà attuali e su propositi ed azioni in corso, Motore Sanità organizza la MidSummer School che avrà come focus l’evoluzione delle tecnologie informatica e biologica in sanità, sulle necessità evolutive e sulla sinergia tra entrambe per una medicina del XXI e XXII secolo. L'articolo MidSummer School 2024 proviene da Motoresanità.it. Read More
Malattia renale e diabete, le evidenze scientifiche che spingono verso l’innovazione organizzativa. Focus on: SGLT2i (Friuli Venezia Giulia – Veneto)
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La malattia renale cronica (MRC) è una condizione patologica dovuta alla perdita di capacità da parte del rene di filtrare le scorie metaboliche nocive prodotte dall’organismo. La perdita della funzione di questo organo, attraverso un processo in genere lento, progressivo quindi subdolo che rende la patologia quasi asintomatica per mesi o anni, ha come conseguenza nel tempo l’instaurarsi di una condizione di insufficienza renale cronica (IRC). La MRC rappresenta una tra le patologie cronico-degenerative più diffuse nel mondo e in progressiva espansione con una prevalenza del 10% e oltre nei Paesi economicamente più sviluppati e/o con età della popolazione più avanzata. In Italia i dati per la MRC si attestano intorno al 6-7% nella popolazione adulta (negli anziani può superare 30%, specie negli individui con più malattie croniche) mentre per la IRC (VFG< 60 ml/min) si attestano intorno al 3%. Negli ultimi 25 anni inoltre la mortalità da MRC è aumentata di oltre il 40%.  La MRC è un fattore indipendente di rischio cardiovascolare, le cui cause principali sono l’ipertensione arteriosa e la malattia diabetica. In particolare quest’ultima può provocare sia un danno renale diretto danneggiando i piccoli vasi sanguigni dei reni (nefropatia diabetica), che essere cofattore di danno vascolare arteriosclerotico (con ipertensione e dislipidemia). Per le persone diabetiche, è quindi molto importante un controllo costante dello stato di funzionalità renale per la prevenzione del danno poiché vi è una buona correzione tra controllo glicemico e progressione del danno renale. La MRC viene classificata a seconda della gravità in 5 stadi di cui i primi 2 si manifestano con lievi alterazioni urinarie, una fase intermedia in cui compaiono diverse alterazioni del metabolismo e le ultime 2 dove si manifestano importanti danni d’organo con aumentato rischio di morte principalmente per cause cardiovascolari. La dialisi o il trapianto rappresentano la fase degenerativa finale del percorso di malattia. In questa ultima condizione oltre alle problematiche di salute ed all’aumentato rischio per la vita dei pazienti, l’impatto sui costi per il sistema è davvero pesante: al costo diretto annuo per un paziente dializzato tra 30.000€ (dialisi peritoneale) e 50.000€ (emodialisi) vanno infatti aggiunti almeno altrettanti onerosi costi indiretti. Nel nostro paese vi sono oltre 4 Mln di pazienti con MRC e circa 100.000 di questi hanno raggiunto un livello di gravità tale da richiedere il ricorso a terapie salvavita, 50.000 sono in dialisi e altrettanti portatori di trapianto di rene. Sulla base di questi dati è stato calcolato che attraverso una attività di prevenzione e diagnosi precoce, la possibilità di ritardare di almeno 5 anni l’inizio della dialisi anche solo nel 10% dei pazienti, permetterebbe al SSN di risparmiare centinaia di Mln/anno. Ma nonostante questi numeri a causa del suo esordio silenzioso la consapevolezza di malattia e l’importanza di una prevenzione efficace e rapida sono purtroppo poco attenzionate da pazienti e referenti della filiera assistenziale.  In una fase in cui l’innovazione prodotta dalla ricerca scientifica sta fornendo evidenze sulla efficacia di molte terapie disponibili è facile comprendere come
Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione fattori chiave Nella gestione del Dolore Cronico REGIONE MARCHE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, ovvero il 10% della popolazione. Si tratta di una condizione che impatta significativamente sulla qualità della vita dei pazienti, causando disabilità, isolamento sociale e lavorativo ed elevati costi economici. Per non parlare degli aspetti che incidono sulla produttività: il dolore cronico è causa di assenteismo lavorativo influenzando l’aspetto economico a livello individuale e sociale. La presa in carico di questo paziente è quindi un processo complesso che richiede l’intervento di diversi professionisti sanitari, dal medico di medicina generale allo specialista, dagli infermieri ai fisioterapisti, dagli psicologi ai terapisti occupazionali. Una efficace gestione del dolore cronico attraverso questi operatori di una filiera bene organizzata riduce il ricorso ad inappropriate indagini diagnostiche, cure mediche, visite e complicazioni cliniche, evitando di arrivare al ricovero ospedaliero che rappresenta il costo più significativo per il SSN ed i SSR. In questo scenario la terapia farmacologica rappresenta uno strumento chiave nella cura dei pazienti, con implicazioni sulla salute e sulla qualità di vita a lungo termine. E l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci antidolorifici svolge un ruolo importante non solo nell’ottimizzare l’efficacia terapeutica ma anche nel minimizzarne gli effetti collaterali comuni (es° gastrointestinali, renali, cardiovascolari) in gran parte dovuti ad un utilizzo inapprorpiato di FANS ed evitare interazioni indesiderate, cause potenziali di ulteriori costi aggiuntivi nel settore sanitario. Gestire questi aspetti non è così semplice poiché molti pazienti sono affetti da diverse patologie croniche già di per sé fattori di rischio di complicanze. Il processo di presa in carico deve partire quindi da una attenta valutazione di questi aspetti che si deve sommare alla valutazione delle caratteristiche individuali del paziente, delle caratteristiche e della gravità del dolore. Per uniformare e codificare questo processo la legge 39 del 1999 ha istituito in Italia le reti di terapia del dolore, strutture organizzative che coordinano le attività di prevenzione, diagnosi e terapia del dolore cronico. Dopo tanti anni dall’istituzione di queste reti si rende necessario intervenire quanto prima su alcune criticità con azioni di miglioramento concrete: un maggiore investimento nell’efficientamento delle reti di terapia del dolore (risorse e strutture adeguate), un miglioramento dell’accesso dei pazienti alle cure (PDTA integrati e riduzione delle barriere economiche), un’adeguata formazione dei professionisti sanitari, una più ampia sensibilizzazione dell’ l’opinione pubblica e dei decisori politici sulla importanza di investire nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia del dolore cronico. Un esempio di buona pratica su questi aspetti è stata la pubblicazione da parte del Ministero della Salute delle Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico. Queste raccomandano che l’accesso alle cure deve essere garantito dal potenziamento delle reti e dalla promozione della continuità assistenziale tra territorio (MMG e PLS formati su epidemiologia, fisiopatologia, classificazione, valutazione, gestione, prevenzione del dolore cronico e coordinamento con le reti) ed ospedale (servizi adeguati di diagnostica, terapie farmacologica – chirurgica – psicologica). Raccomandano inoltre che la sensibilizzazione della popolazione sia effettuata attraverso campagne di informazione, rivolte a tutti i cittadini.  Oggi il
CARTELLA STAMPA – La Stomia, tra cura e sostegno alla persona Sinergie tra professionisti e pazienti
Archivi Eventi - Motoresanità.it   RAZIONALE DEL PROGETTO La stomia è una procedura chirurgica in cui viene creata un’apertura artificiale, temporanea o definitiva, nel tratto digerente e/o urinario per consentire il passaggio delle feci o delle urine. La procedura viene eseguita per diverse ragioni, quali neoplasie, malattie infiammatorie croniche intestinali o patologie inerenti l’apparato urinario. Dopo l’intervento chirurgico, è necessario accompagnare la persona stomizzata in un percorso di cura che garantisca una corretta riabilitazione e una gestione adeguata della stomia attraverso: Igiene regolare della zona intorno allo stoma con acqua tiepida e un detergente delicato ed applicare regolarmente un film protettivo per prevenire irritazioni.
Cambio del dispositivo di raccolta, il quale deve essere svuotato e/o sostituito regolarmente per evitare infiltrazioni e mantenere integra la cute. La frequenza del cambio dipenderà dalle caratteristiche del dispositivo e dallo stile di vita della persona stomizzata.
Alimentazione e idratazione in base alle indicazioni del professionista sanitario di riferimento per una dieta bilanciata e adeguata al tipo di stomia per evitare l’insorgere di complicanze.
Monitoraggio e follow-up regolare da parte di un professionista sanitario specializzato per la corretta gestione del complesso stomale anche attraverso appropriate indicazioni sull’importanza di praticare attività fisica.
Ascolto attivo delle esigenze delle persone stomizzate al fine di offrire loro un supporto emotivo da parte di personale competente. La scelta del dispositivo di raccolta, deve essere effettuata in base alle dimensioni e alla forma specifica della stomia e del profilo corporeo e alle esigenze individuali della persona stomizzata. L’obiettivo è mantenere integra la cute riducendo il rischio di infiltrazioni che si verificano nell’80% dei casi e che potrebbero essere evitate valutando l’utilizzo   di un dispositivo convesso sin dall’immediato post-operatorio 1,2. Inoltre, il dispositivo deve garantire massimo comfort e discrezione alla persona stomizzata, consentendole una gestione autonoma della stomia per una migliore qualità della vita. L'articolo CARTELLA STAMPA – La Stomia, tra cura e sostegno alla persona Sinergie tra professionisti e pazienti proviene da Motoresanità.it. Read More
Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione fattori chiave Nella gestione del Dolore Cronico REGIONE CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, ovvero il 10% della popolazione. Si tratta di una condizione che impatta significativamente sulla qualità della vita dei pazienti, causando disabilità, isolamento sociale e lavorativo ed elevati costi economici. Per non parlare degli aspetti che incidono sulla produttività: il dolore cronico è causa di assenteismo lavorativo influenzando l’aspetto economico a livello individuale e sociale. La presa in carico di questo paziente è quindi un processo complesso che richiede l’intervento di diversi professionisti sanitari, dal medico di medicina generale allo specialista, dagli infermieri ai fisioterapisti, dagli psicologi ai terapisti occupazionali. Una efficace gestione del dolore cronico attraverso questi operatori di una filiera bene organizzata riduce il ricorso ad inappropriate indagini diagnostiche, cure mediche, visite e complicazioni cliniche, evitando di arrivare al ricovero ospedaliero che rappresenta il costo più significativo per il SSN ed i SSR. In questo scenario la terapia farmacologica rappresenta uno strumento chiave nella cura dei pazienti, con implicazioni sulla salute e sulla qualità di vita a lungo termine. E l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci antidolorifici svolge un ruolo importante non solo nell’ottimizzare l’efficacia terapeutica ma anche nel minimizzarne gli effetti collaterali comuni (es° gastrointestinali, renali, cardiovascolari) in gran parte dovuti ad un utilizzo inapprorpiato di FANS ed evitare interazioni indesiderate, cause potenziali di ulteriori costi aggiuntivi nel settore sanitario. Gestire questi aspetti non è così semplice poiché molti pazienti sono affetti da diverse patologie croniche già di per sé fattori di rischio di complicanze. Il processo di presa in carico deve partire quindi da una attenta valutazione di questi aspetti che si deve sommare alla valutazione delle caratteristiche individuali del paziente, delle caratteristiche e della gravità del dolore. Per uniformare e codificare questo processo la legge 39 del 1999 ha istituito in Italia le reti di terapia del dolore, strutture organizzative che coordinano le attività di prevenzione, diagnosi e terapia del dolore cronico. Dopo tanti anni dall’istituzione di queste reti si rende necessario intervenire quanto prima su alcune criticità con azioni di miglioramento concrete: un maggiore investimento nell’efficientamento delle reti di terapia del dolore (risorse e strutture adeguate), un miglioramento dell’accesso dei pazienti alle cure (PDTA integrati e riduzione delle barriere economiche), un’adeguata formazione dei professionisti sanitari, una più ampia sensibilizzazione dell’ l’opinione pubblica e dei decisori politici sulla importanza di investire nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia del dolore cronico. L'articolo Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione fattori chiave Nella gestione del Dolore Cronico REGIONE CAMPANIA proviene da Motoresanità.it. Read More
MidSummer School 2024
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le tecnologie informatica e biologica stanno segnando l’evoluzione della medicina del futuro. Sempre più il progresso delle conoscenze sui meccanismi fisiopatologici alla base delle diverse malattie sta portando avanzamenti “disruptive” in tema di diagnostica, di personalizzazione delle cure, di targhetizzazione delle terapie e di predittività sui risultati ottenibili. Ma tutto questo dovrà guidare necessariamente verso una nuova organizzazione del SSN, più rapido e moderno con procedure in grado di rispondere in maniera rapida e semplificata a questo cambio continuo di scenario. Così come dovrà cambiare prospettiva la politica industriale dei farmaci e dei dispositivi medici, attenta alla sostenibilità ma ripensata come una componente fondamentale della crescita economica del Paese. L’Italia, seconda in Europa per produzione di farmaci e con un comparto dispositivi medici con oltre 4.400 imprese che generano un mercato che vale 17,3 miliardi €, non può non accettare la sfida per una crescita della ricerca e formulazione di nuove tecnologie che ne accompagnino la crescita produttiva. Ma per raggiungere nuovi ambiziosi traguardi vi è la necessità di nuove sinergie tra istituzioni e aziende del settore, così come tra cittadini e tecnici gestori di un SSN proiettato nel futuro. Occorrerà anche abbattere le attuali barriere burocratiche che rallentano i processi di ammodernamento, implementare nuovi modelli snelli, semplificati di partenariato, di rispetto della privacy, di responsabilità medico legale.   Per fare il punto sulle realtà attuali e su propositi ed azioni in corso, Motore Sanità organizza la MidSummer School che avrà come focus l’evoluzione delle tecnologie informatica e biologica in sanità, sulle necessità evolutive e sulla sinergia tra entrambe per una medicina del XXI e XXII secolo. L'articolo MidSummer School 2024 proviene da Motoresanità.it. Read More
Equità di accesso all’innovazione FOCUS SUI SISTEMI DI MONITORAGGIO GLICEMICO NELLA CRONICITÀ DIABETE  CENTRO TOSCANA, LAZIO, ABRUZZO, CAMPANIA, SARDEGNA, MARCHE, UMBRIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il diabete da molti viene definita “la malattia cronica” poiché il suo impatto gestionale è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°. Esso rappresenta infatti la prima causa di cecità, la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la seconda causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di almeno la metà degli infarti e degli ictus. L’International Diabetes Federation (IDF) nel 2019 indica circa 463 Mln di adulti (20-79 anni) con diabete nel mondo e una prevalenza in continuo aumento (entro il 2045 700 milioni), soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Gli stessi dati riferiti all’anno 2019 indicano inoltre che più di 4 Mln di persone tra 20 e 79 anni, siano morte per cause connesse al diabete. In Italia secondo il bollettino epidemiologico nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sarebbero tra 3,4 e 4 Mln le persone con diabete ma si pensa che via sia una importante ulteriore quota di sommerso (circa 1,5 Mln non sanno di averlo e 4 Mln sarebbero ad alto rischio di sviluppare la malattia). Secondo le stime più recenti, la spesa per diabete tra costi sanitari diretti e indiretti ammonterebbe attualmente ad oltre 20 Mld €/anno. Oltre alla complessità socio-assistenziale nota, questi numeri fanno comprendere l’impatto economico attuale.  Nonostante tutto ciò ed il graduale, costante invecchiamento della popolazione, grazie soprattutto alla grande innovazione prodotta nell’ultimo decennio, le ospedalizzazioni hanno un andamento decrescente (riduzione media annua del 5,5% nel periodo 2010-2018). Il controllo glicemico è un aspetto fondamentale per la prevenzione delle molte potenziali complicanze che si presentano in questi pazienti e per una buona gestione quindi della malattia. A tal punto che i dati delle società scientifiche nazionali indicano nel mancato controllo glicemico una riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete mediamente di 7-8 anni. Sappiamo inoltre che questa criticità è causata da 2 fattori principali: la mancata aderenza alle terapie e la mancata regolare misurazione della glicemia in almeno il 50% dei pazienti che evitano volentieri di bucarsi tutti i giorni. Questo crea maggiori rischi di iperglicemie e/o ipoglicemie: in media, considerando anche solo queste ultime, i dati indicano che esse si presentano 2 volte a settimana e nel 74% dei casi per pazienti con diabete di tipo 1 possono portare la persona ad un errato utilizzo dei farmaci ipoglicemizzanti con le conseguenti complicanze diabete-correlate. Le innovazioni tecnologiche recenti, hanno fornito strumenti in grado di cambiare l’evoluzione e il controllo della malattia, restituire una qualità di vita decisamente semplificata/migliorata, consentire una riduzione significativa dei costi di gestione, per effetto di minori ospedalizzazioni ed accessi al pronto soccorso. Visto l’impatto di questa innovazione in una patologia a così elevato impatto sui SSR, Motore Sanità intende aprire un confronto tra le diverse istituzioni regionali, gli esperti di settore e le Associazioni di cittadini per capire come renderne equo ed uniforme l’accesso attraverso criteri di eleggibilità condivisi, mantenendo la sostenibilità. Tutto ciò partendo dal presupposto che
LA CARTA DEI DIRITTI DEI PAZIENTI IN NUTRIZIONE ARTIFICIALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE La Nutrizione Artificiale è una procedura terapeutica attraverso la quale vengono nutrite artificialmente persone non in grado di alimentarsi sufficientemente per via naturali. Questi pazienti possono essere in stato di malnutrizione, a rischio malnutrizione, in stato di ipercatabolismo o di cachessia; alcuni pazienti poi necessitano di nutrizione artificiale perché hanno l’esigenza di mantenere un riposo intestinale. La malnutrizione è una condizione di alterazione funzionale per la quale il fabbisogno di nutrienti non è soddisfatto e può comportare un eccesso di morbilità e mortalità e un’alterazione della qualità della vita; è un problema misconosciuto e/o sottovalutato che costituisce un enorme fattore di rischio perché aumenta la gravità, e i tempi di recupero, di una patologia acuta con maggior durata dei ricoveri, prognosi sfavorevole e conseguente aumento dei costi sanitari. L’esigenza di essere nutriti artificialmente si verifica per molteplici cause e può interessare bambini/adulti con patologie croniche gastrointestinali, neurologiche e oncologiche o, più in generale, persone appunto malnutrite, soprattutto bambini e anziani. Non è una patologia, ma una condizione grave con cui convivono molte persone e che necessita di modelli clinici assistenziali indispensabili al governo migliore sia negli ospedali, sia, soprattutto nella de-ospedalizzazione dei pazienti. È un trattamento salvavita, perché senza nutrienti le persone muoiono e stanno male. La complessità di queste indispensabili “manovre” per vivere forse non è conosciuta a tutti: la somministrazione dei nutrienti può avvenire direttamente nel tubo digerente mediante sondino naso-gastrico o una stomia (PEG o PEJ), NUTRIZIONE ENTERALE; per via endovenosa raggiungendo una vena centrale da una superficie cutanea esterna, NUTRIZIONE PARENTERALE. In entrambi i casi per somministrare con sicurezza e precisione le sostanze nutritive ci si avvale spesso di una pompa elettronica e tubicini chiamati deflussori. Inoltre, per evitare complicazioni locali o sistemiche legate a infezioni o infiammazioni, è necessario eseguire procedure di medicazione e gestione degli accessi nutrizionali (sonda/sondino o catetere venoso) avvalendosi di idoneo materiale infermieristico. La nutrizione artificiale può essere esclusiva o essere integrata con l’alimentazione per bocca, ma in ogni caso per queste persone è indispensabile per vivere o comunque per non peggiorare lo stato clinico di pazienti già gravi. A ciascun paziente necessitano nutrienti specifici e, a seconda della tipologia di nutrizione, enterale o parenterale, strumenti indispensabili per la somministrazione. Il paziente e il caregiver, soprattutto se il paziente non è in grado di procedere in autonomia o comunque ha bisogno di assistenza, necessitano di essere opportunamente istruiti per procedere correttamente nella somministrazione. Quindi, nessun problema quando la somministrazione avviene negli ospedali, ma cosa accade se il paziente deve, o vuole nutrirsi al proprio domicilio? In Italia ci sono 94 centri per la nutrizione artificiale, mediamente uno ogni 625.000 abitanti; sono decisamente pochi e, soprattutto sono decisamente mal distribuiti sul territorio sia tra regioni sia all’interno della stessa regione; ad esempio, una regione da sempre riconosciuta come benchmark positivo in ogni ambito sanitario come la Lombardia, ne ha solo 8, vale a dire uno ogni 1,2 milioni di abitanti. Il primato positivo è in Piemonte che
Amiloidosi Cardiaca in Regione Veneto Innovazione terapeutica che spinge all’innovazione organizzativa, come omogeneizzare i percorsi?
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Sono circa 30 le proteine che, in diverse parti del corpo umano, possono formare depositi di amiloide, causando sindromi cliniche acquisite o ereditarie, con caratteristiche di estensione localizzata o più ampia, sistemica. Il cuore rappresenta uno degli organi bersaglio in cui più frequentemente la sostanza amiloide si deposita, dando luogo alla cosiddetta “amiloidosi cardiaca” nelle sue forme più frequenti e significative: l’amiloidosi AL (a catene leggere) e l’amiloidosi ATTR (da transtiretina). In questa condizione, quanto più i depositi progrediscono, tanto più le pareti del cuore diventano spesse e rigide e la funzione contrattile peggiora, con il coinvolgimento delle valvole cardiache e del sistema di conduzione elettrico. Uno dei problemi più cogenti diventa quindi quello di una diagnosi che oggi spesso è tardiva e che vedrebbe il paziente in una condizione già funzionalmente degenerata. Attualmente, considerando tutti i sottogruppi, il tempo medio tra il rilevamento dei sintomi e la diagnosi varia tra 6 e 30 mesi. Per quanto riguarda la ATTR, ad esempio, meno del 50% dei pazienti riceve la diagnosi entro i 6 mesi dall’esordio. Nonostante l’attenzione sulla patologia si sia recentemente accesa grazie alla disponibilità di terapie innovative efficaci, la sottodiagnosi resta però un problema aperto. A tutt’oggi considerata malattia rara, diverse indagini epidemiologiche ne rappresentano un trend in crescita nella pratica clinica. In particolare questo aumento sembra essere trainato dai nuovi casi di ATTR nella sua forma wild type (ATTRwt) cioè non ereditaria ma acquisita (hATTR ereditaria). Se si sospetta l’amiloidosi ATTR, avere già il paziente con ecocardio, scintigrafia ossea ed esclusione della componente monoclonale è importante prima di arrivare al successivo livello ed alla consulenza genetica. Ma caratteristica red flag è anche la presenza nella storia clinica di interventi bilaterali di tunnel carpale. Proprio per la disponibilità di terapie eziologiche in grado di prevenire/arrestare o riassorbire il deposito della sostanza amiloide, conoscere e saper riconoscere la malattia risulta estremamente importante, per rallentarne la progressione (particolarmente pericolosa e rapida nelle forme ereditarie hATTR). La recente legge sulle malattie rare ha fra i suoi obiettivi più importanti: rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale il trattamento dei malati, dare accesso a questi nel minor tempo possibile ai farmaci innovativi, costruire percorsi (PDTA) applicabili e snelli, implementare la formazione di medici dedicati che possano conoscere bene la patologia, informare cittadini e operatori della filiera assistenziale, evitando ritardi diagnostici, percorsi inappropriati. Per fare il punto sull’applicazione concreta di questi obiettivi nell’amiloidosi cardiaca, Motore Sanità ritiene fondamentale un confronto tra tutti gli attori di sistema, partendo dalla condivisione delle più recenti conoscenze in termini di diagnosi e terapia. L'articolo Amiloidosi Cardiaca in Regione Veneto Innovazione terapeutica che spinge all’innovazione organizzativa, come omogeneizzare i percorsi? proviene da Motoresanità.it. Read More
SALUTE OLTRE LA CITTÀ soluzioni innovative per la sanità di montagna Le reti tempo-dipendenti
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Dopo il primo importante appuntamento a Feltre del 19 gennaio scorso, Salute Oltre la Città propone un nuovo incontro per analizzare la gestione della sanità nelle aree montane ed in tutte quelle aree distanti dai centri ospedalieri di eccellenza e dalle principali vie di comunicazione. Con il termine reti cliniche tempo-dipendenti si definiscono tutte quelle reti assistenziali in cui, al verificarsi dell’evento acuto, il fattore tempo costituisce un elemento determinante per la qualità e l’esito delle cure, in presenza di condizioni ad elevato rischio di mortalità. In queste situazioni è indispensabile adottare un modello di intervento basato sulla realizzazione di percorsi clinico-assistenziali messi in atto da parte dei singoli nodi, grazie ad una valorizzazione delle specifiche competenze La gestione del percorso diagnostico terapeutico del paziente deve essere ottimizzato, definendo esattamente il ruolo che ogni singolo nodo è chiamato a svolgere ed adattando il sistema delle cure ai bisogni dei pazienti. L’obiettivo delle reti tempo-dipendenti è creare un sistema finalizzato al precoce ed idoneo trattamento specialistico del paziente critico. La Conferenza Stato-Regioni ha approvato nel 2018 il documento “Linee guida per la revisione delle reti cliniche – Le reti cliniche tempo dipendenti” che definisce i requisiti generali che devono essere presenti in tutte le reti per raggiungere omogeneità su tutto il territorio nazionale ed individua gli indicatori di processo. Dove, tuttavia, si riscontrano situazioni ambientali oggettivamente diverse e dove le peculiarità del “territorio” incidono significativamente sul potenziale di risposta di queste reti, è giusto porsi la domanda di quali strumenti  e percorsi utilizzare per ottenere i migliori risultati di salute e di quali nuove tecnologie e procedure adottare per ottimizzare la presa in carico di questi pazienti. In questo convegno analizzeremo quali siano gli ostacoli e le possibili soluzioni per ottenere equità nella cura nei nostri territori e come declinare l’organizzazione delle reti per l’ictus, cardiologica, del trauma maggiore e della gestione del neonato e del bambino critico, utilizzando i più moderni strumenti a disposizione. L'articolo SALUTE OLTRE LA CITTÀ soluzioni innovative per la sanità di montagna Le reti tempo-dipendenti proviene da Motoresanità.it. Read More
Longevità dei Pazienti e Longevità dei DispositivI Nuove Prospettive
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE La durata delle batterie dei dispositivi cardiaci impiantabili attivi è un aspetto cruciali per garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Ridurre il numero di sostituzioni dei dispositivi è fondamentale per garantire la continuità del trattamento e per evitare le complicanze e il disagio associati all’intervento chirurgico necessario per il cambio del dispositivo. Finora, non è stato possibile utilizzare la longevità dei dispositivi come criterio di selezione nelle gare d’appalto, poiché i produttori forniscono stime di durata basate su condizioni operative diverse, non sempre in accordo con la reale condizione clinica. Tuttavia, grazie alla recente pubblicazione dell’articolo redatto dall’ISS in collaborazione con la società scientifica AIAC, si sono definite delle condizioni operative realistiche per valutare la longevità dei dispositivi cardiaci. Questo consentirà di utilizzare la durata delle batterie come parametro di selezione nelle gare d’appalto, poiché i valori stimati saranno uniformi e basati sulla reale situazione clinica. Per rendere questa pratica fattibile, è necessario presentare il documento alle principali istituzioni e gruppi di acquisto, affinché lo tengano in considerazione nella redazione delle gare e nella definizione dei requisiti. L’obiettivo è continuare sulla strada della sensibilizzazione degli addetti ai lavori nell’uso di criteri omogenei per la valutazione e la selezione dei vari dispositivi disponibili sulla base delle tecnologie odierna, soprattutto per ottimizzare le risorse. L'articolo Longevità dei Pazienti e Longevità dei DispositivI Nuove Prospettive proviene da Motoresanità.it. Read More
Psiochiatria e giustizia al servizio della società
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (legge 81/2014) si è assistito ad un progressivo incremento delle misure di sicurezza comminate in luogo della pena a persone giudicate non imputabili per vizio di mente, totale o parziale. I Dipartimenti di Salute Mentale sono sempre più spesso chiamati ad occuparsi in modo diretto dei percorsi di cura dei pazienti autori di reato confrontandosi da un lato con la difficoltà a conciliare il mandato di cura con quello del controllo sociale, dall’altro con l’evidente diversità di statuto rispetto alle altre istituzioni sociali coinvolte. I limiti della legge 81/2014, già in parte rilevati dalla Consulta nel 2022, sembrano infatti riconducibili oltre che ad una inadeguata programmazione dei percorsi di ingresso e uscita dalle REMS, alla mancata definizione dei livelli di collaborazione inter-istituzionale tra magistratura, professionisti della psichiatria forense, Dipartimenti di Salute Mentale, forze dell’ordine, servizi sociali dei comuni, organi di coordinamento regionale. La consulenza tecnica a supporto delle scelte della Magistratura diventa centrale ai fini dell’appropriatezza della definizione della misura di sicurezza più adeguata oltre che per un corretto utilizzo delle risorse disponibili. In questo contesto si inserisce il Centro per la Profilazione ed Analisi Criminologica (Ce.P.A.C.), progetto sperimentale voluto dalla Regione Veneto che basa la propria operatività su protocolli e strumenti validati, con l’obiettivo di garantire la necessaria appropriatezza tecnica. L'articolo Psiochiatria e giustizia al servizio della società proviene da Motoresanità.it. Read More
Equità di accesso all’innovazione
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il diabete da molti viene definita “la malattia cronica” poiché il suo impatto gestionale è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°. Esso rappresenta infatti la prima causa di cecità, la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la seconda causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di almeno la metà degli infarti e degli ictus. L’International Diabetes Federation (IDF) nel 2019 indica circa 463 Mln di adulti (20-79 anni) con diabete nel mondo e una prevalenza in continuo aumento (entro il 2045 700 milioni), soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Gli stessi dati riferiti all’anno 2019 indicano inoltre che più di 4 Mln di persone tra 20 e 79 anni, siano morte per cause connesse al diabete. In Italia secondo il bollettino epidemiologico nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sarebbero tra 3,4 e 4 Mln le persone con diabete ma si pensa che via sia una importante ulteriore quota di sommerso (circa 1,5 Mln non sanno di averlo e 4 Mln sarebbero ad alto rischio di sviluppare la malattia). Secondo le stime più recenti, la spesa per diabete tra costi sanitari diretti e indiretti ammonterebbe attualmente ad oltre 20 Mld €/anno. Oltre alla complessità socio-assistenziale nota, questi numeri fanno comprendere l’impatto economico attuale.  Nonostante tutto ciò ed il graduale, costante invecchiamento della popolazione, grazie soprattutto alla grande innovazione prodotta nell’ultimo decennio, le ospedalizzazioni hanno un andamento decrescente (riduzione media annua del 5,5% nel periodo 2010-2018). Il controllo glicemico è un aspetto fondamentale per la prevenzione delle molte potenziali complicanze che si presentano in questi pazienti e per una buona gestione quindi della malattia. A tal punto che i dati delle società scientifiche nazionali indicano nel mancato controllo glicemico una riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete mediamente di 7-8 anni. Sappiamo inoltre che questa criticità è causata da 2 fattori principali: la mancata aderenza alle terapie e la mancata regolare misurazione della glicemia in almeno il 50% dei pazienti che evitano volentieri di bucarsi tutti i giorni. Questo crea maggiori rischi di iperglicemie e/o ipoglicemie: in media, considerando anche solo queste ultime, i dati indicano che esse si presentano 2 volte a settimana e nel 74% dei casi per pazienti con diabete di tipo 1 possono portare la persona ad un errato utilizzo dei farmaci ipoglicemizzanti con le conseguenti complicanze diabete-correlate. Le innovazioni tecnologiche recenti, hanno fornito strumenti in grado di cambiare l’evoluzione e il controllo della malattia, restituire una qualità di vita decisamente semplificata/migliorata, consentire una riduzione significativa dei costi di gestione, per effetto di minori ospedalizzazioni ed accessi al pronto soccorso. Visto l’impatto di questa innovazione in una patologia a così elevato impatto sui SSR, Motore Sanità intende aprire un confronto tra le diverse istituzioni regionali, gli esperti di settore e le Associazioni di cittadini per capire come renderne equo ed uniforme l’accesso attraverso criteri di eleggibilità condivisi, mantenendo la sostenibilità. Tutto ciò partendo dal presupposto che
La Stomia, tra cura e sostegno alla persona Sinergie tra professionisti e pazienti
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE DEL PROGETTO La stomia è una procedura chirurgica in cui viene creata un’apertura artificiale, temporanea o definitiva, nel tratto digerente e/o urinario per consentire il passaggio delle feci o delle urine. La procedura viene eseguita per diverse ragioni, quali neoplasie, malattie infiammatorie croniche intestinali o patologie inerenti l’apparato urinario. Dopo l’intervento chirurgico, è necessario accompagnare la persona stomizzata in un percorso di cura che garantisca una corretta riabilitazione e una gestione adeguata della stomia attraverso: Igiene regolare della zona intorno allo stoma con acqua tiepida e un detergente delicato ed applicare regolarmente un film protettivo per prevenire irritazioni.
Cambio del dispositivo di raccolta, il quale deve essere svuotato e/o sostituito regolarmente per evitare infiltrazioni e mantenere integra la cute. La frequenza del cambio dipenderà dalle caratteristiche del dispositivo e dallo stile di vita della persona stomizzata.
Alimentazione e idratazione in base alle indicazioni del professionista sanitario di riferimento per una dieta bilanciata e adeguata al tipo di stomia per evitare l’insorgere di complicanze.
Monitoraggio e follow-up regolare da parte di un professionista sanitario specializzato per la corretta gestione del complesso stomale anche attraverso appropriate indicazioni sull’importanza di praticare attività fisica.
Ascolto attivo delle esigenze delle persone stomizzate al fine di offrire loro un supporto emotivo da parte di personale competente. La scelta del dispositivo di raccolta, deve essere effettuata in base alle dimensioni e alla forma specifica della stomia e del profilo corporeo e alle esigenze individuali della persona stomizzata. L’obiettivo è mantenere integra la cute riducendo il rischio di infiltrazioni che si verificano nell’80% dei casi e che potrebbero essere evitate valutando l’utilizzo   di un dispositivo convesso sin dall’immediato post-operatorio 1,2. Inoltre, il dispositivo deve garantire massimo comfort e discrezione alla persona stomizzata, consentendole una gestione autonoma della stomia per una migliore qualità della vita. L'articolo La Stomia, tra cura e sostegno alla persona Sinergie tra professionisti e pazienti proviene da Motoresanità.it. Read More
LE INFEZIONI ABSSSI MODERATE-GRAVI, POSSIBILE EVITARE IL RICOVERO IN OSPEDALE? DALLE OPPORTUNITÀ ALLE CRITICITÀ ORGANIZZATIVE – PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La lezione della recente pandemia ha mostrato come la domiciliarità delle cure appaia sempre più un passaggio chiave a valore aggiunto per ogni paziente che non necessiti di cure ospedaliere ad alta specializzazione. Gestire il paziente con cure di prossimità, cronico o acuto che sia, è quindi diventato oggi un obiettivo importante da realizzare nella programmazione dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese. A maggior ragione questo concetto si concretizza quando si parla di ICA e, tra queste, di ABSSSI. La ricerca in risposta a questi bisogni ha messo a disposizione una terapia long acting che potrebbe facilitare questi processi, riducendo i rischi per il paziente, per le strutture di ricovero e cura, consentendo di abbattere i costi. Ma come ogni innovazione da introdurre a sistema, occorre rivedere alcuni percorsi. Nei degenti in ospedale la prevalenza di queste infezioni è tra il 7 e 10 % e la sua diagnosi occupa il 28° posto dell’elenco delle diagnosi più comuni. Inoltre, il 2% degli accessi in PS sono legati a questa condizione e sostengono dal 7 al 10% dei ricoveri ospedalieri e fino al 5% dei ricoveri in area intensiva. Nei patogeni causa di ABSSSI, lo Staphylococcus aureus che rappresenta circa il 40% dei casi di ABSSSI ed è il 1° agente patogeno di infezioni cutanee e dei tessuti molli in Nord America, America Latina ed Europa, è anche il germe maggiormente associato a quei ceppi resistenti (MRSA) che rappresentano un considerevole problema di salute pubblica. Nei pazienti con infezioni gravi la durata del trattamento è infatti pari a 7-14 giorni e corrisponde a una ospedalizzazione >8 giorni. Il crescente interesse nei confronti di questa nuova terapia long acting è dovuto ad alcune caratteristiche che la rendono 4/8 volte più potente alla Standard of Care (SoC) con un’emivita che può durare fino a 14 giorni, consentendo di poter pianificare nel miglior modo possibile sia l’ospedalizzazione che la successiva domiciliarizzazione dei pazienti (un’unica somministrazione al giorno). Il vantaggio di tale regime di terapia è rappresentato quindi nelle infezioni ABSSSI moderate, dalla non esigenza di ricovero in reparto ordinario, non impegno eccessivo delle strutture ospedaliere fin già troppo oberate con ricadute economiche importanti. A livello nazionale, uno studio pubblicato nel 2020, ha stimato una spesa annua totale per la gestione dei pazienti con ABSSSI (5.396 soggetti) pari a circa € 9,9 milioni. L’analisi di impatto sul budget ha permesso di stimare come l’introduzione di questa innovazione nelle ABSSSI non severe possa comportare nel nostro Paese una riduzione del numero di pazienti ospedalizzati, della durata della degenza ospedaliera con conseguente riduzione della spesa a carico del SSN cumulata al terzo anno dalla sua introduzione pari a circa € 2,1 milioni. Ma, a fronte di questi vantaggi, il lato critico dell’attuale organizzazione può essere rappresentato dalla difficoltà – da parte dell’Infettivologo prescrittore del farmaco – delle procedure burocratiche relative all’utilizzo e rendicontazione del farmaco extraospedaliere (es°FILE F). Obiettivo del tavolo di lavoro è rivedere e semplificare l’organizzazione di questo flusso creando un sistema
Combattere L’antibiotico-resistenza in Italia – Aspetti clinici, farmacoeconomici e di governance
Archivi Eventi - Motoresanità.it Per partecipare in presenza all’evento iscriversi QUI Programma RAZIONALE SCIENTIFICO L’antibiotico-resistenza rappresenta una delle sfide sanitarie più gravi e complesse del nostro tempo, con impatti significativi sia in termini di salute pubblica sia di costi per i sistemi sanitari. In questo contesto, oltre alle buone pratiche cliniche, il ruolo della ricerca scientifica e dell’innovazione farmacologica è fondamentale per sviluppare nuovi trattamenti efficaci contro i ceppi batterici resistenti. La letteratura recente evidenzia l’impatto significativo dell’antibiotico-resistenza (ABR) in termini di costi sanitari e sociali. I risultati di una recente revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su PLOS ONE mostrano che l’antibiotico-resistenza rappresenta una delle più gravi sfide sanitarie a livello globale. Si stima che entro il 2050 le morti causate dalla resistenza agli antibiotici possano raggiungere i 10 milioni all’anno se non si interviene tempestivamente. Inoltre, l’ABR potrebbe causare una riduzione dell’1,1% del prodotto interno lordo (PIL) globale e superare il trilione di dollari statunitensi all’anno dopo il 2030. I pazienti con infezioni resistenti tendono ad avere esiti clinici peggiori e richiedono più risorse per il loro trattamento, inclusi costi per farmaci più costosi e prolungati soggiorni ospedalieri​​[1]. In Europa, nel 2022, secondo il report “Antimicrobial resistance in the EU/EEA (EARS-Net) Annual Epidemiological Report for 2022”, il numero totale di casi isolati è aumentato da 366.794 a 392.602. In Italia, nello stesso anno, secondo quanto riportato dalla Sorveglianza nazionale AR-ISS, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici si mantengono elevate. I dati relativi ai 3056 casi segnalati nel 2022, confermano la larga diffusione in Italia delle batteriemie da enterobatteri resistenti, soprattutto in pazienti ospedalizzati. Nel luglio 2022 la Commissione europea, insieme agli Stati membri, ha definito la resistenza antimicrobica una delle tre principali minacce prioritarie per la salute nell’UE. Per tale ragione, il Ministero della Salute ha aggiornato il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza per gli anni 2022-2025, basato su un approccio One Health. Infine, come esplicitato nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025 un ruolo fondamentale nel contrasto all’ABR lo assumono anche i vaccini come strumento di prevenzione. Questo evento, organizzato con la direzione scientifica di SDA Bocconi, con la collaborazione di Motore Sanità e con il supporto non condizionante di Viatris Italia, riunirà esperti del settore clinico, della farmacoeconomia e responsabili regionali della farmaceutica per discutere le ultime evidenze e innovazioni nel campo dell’antibiotico-resistenza e i modelli di servizio collegati. I partecipanti avranno l’opportunità di condividere conoscenze, esperienze e strategie per affrontare la resistenza agli antibiotici in maniera efficace e sostenibile sia dal punto di vista clinico sia da quello organizzativo. Un aspetto chiave dell’evento sarà il focus sul ruolo della ricerca scientifica nello sviluppo di nuovi antibiotici che, assieme ad un loro utilizzo consapevole e responsabile, potrebbe generare un impatto economico virtuoso per il sistema salute. Oltre all’analisi dei costi e dei benefici dei diversi approcci terapeutici, fondamentale per garantire l’efficacia e la sostenibilità delle strategie di intervento, saranno discussi: i) i modelli di finanziamento della
La Salute mentale nei territori
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE La salute mentale è un aspetto fondamentale per il benessere individuale e sociale. Investire in questo campo ha un ritorno immediato sulla scuola e sull’università, sul mondo del lavoro, sull’integrazione e la sicurezza sociale. Molti autorevoli studi affermano che gli investimenti in salute mentale portano ad un incremento del PIL nel medio termine. Lo scenario attuale, al contrario, è caratterizzato da un crescente divario tra bisogni e risorse disponibili. Infatti, mentre assistiamo da un lato all’incremento costante dell’incidenza dei disturbi mentali gravi, dall’altro ci troviamo di fronte ad un enorme e drammatico problema di carenza di risorse, più grave nell’ambito della salute mentale che negli altri campi della sanità. In questo contesto, nella giornata odierna ci concentreremo ad analizzare in particolare la situazione dell’Italia Centrale per esplorare il panorama della depressione, includendo anche gli aspetti relativi al disagio giovanile, alle novità che riguardano i pazienti autori di reato, agli indicatori di outcome nella salute mentale e all’organizzazione dei servizi ad essa dedicati. L’Italia Centrale è una regione ricca di storia e cultura, ma anche soggetta a sfide significative in termini di salute mentale. La depressione rappresenta un problema rilevante, influenzando non solo gli individui ma anche la società nel suo complesso. Il disagio che affiora tra le giovani generazioni, poi, rappresenta un tema critico, da affrontare con impellenza. Le pressioni sociali, la ricerca di identità e le sfide educative possono infatti contribuire alla comparsa di disturbi mentali tra i giovani. Esplorare i fattori che contribuiscono a questo disagio sarà essenziale per sviluppare strategie di prevenzione e intervento efficaci. Un aspetto spesso trascurato della salute mentale è la correlazione tra disturbi mentali e comportamenti criminali. La depressione in questo senso può essere un fattore determinante nei casi di pazienti autori di reato. Esaminare questa connessione offre l’opportunità di sviluppare approcci terapeutici e di riabilitazione mirati, che tengano conto delle sfide specifiche di questa popolazione. La valutazione degli indicatori di outcome, poi, è cruciale per misurare l’efficacia delle pratiche di cura e intervento. Esplorare metriche qualitative e quantitative contribuirà infatti ad una comprensione più approfondita dell’impatto delle politiche e dei servizi sulla salute mentale, in particolar modo nell’Italia Centrale. Un sistema sanitario efficace richiede un’organizzazione ottimale dei servizi, con un’enfasi particolare sull’integrazione socio-sanitaria. La creazione di reti collaborative tra servizi sanitari, organizzazioni sociali e comunità può migliorare l’accessibilità, la tempestività e l’efficacia delle cure. In questo nuovo incontro, dunque, l’intento è quello di esplorare gli ambiti di maggiore interesse relativi alla salute mentale, soprattutto per ciò che concerne l’Italia Centrale, per poi fare il punto sulle proposte da rivolgere alle Istituzioni. È l’occasione per dare voce non solo ai professionisti, ma anche a tutti gli stakeholder coinvolti affinché attraverso la comprensione approfondita di questi elementi, possiamo sperare di contribuire ad un miglioramento significativo della salute mentale. L'articolo La Salute mentale nei territori proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE CALL TO ACTION
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito pro capite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE CALL TO ACTION proviene da Motoresanità.it. Read More
CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 10° anniversario della somministrazione di una terapia sperimentale a base di CAR-T a Emily Whitehead, bimba di 7 anni affetta da leucemia e trattata al Children’s Hospital di Philadelphia, nuove terapie CAR-T si aggiungono con grandi aspettative per nuove indicazioni. L’innovazione portata dalle terapie CAR-T al di fuori di ogni dubbio rappresenta uno dei traguardi medici più importanti del nuovo secolo nella battaglia contro i tumori. Una sola infusione di questo trattamento personalizzato per le attuali indicazioni rappresenta una speranza di vita unica, per quanti non hanno alternative terapeutiche al progredire della loro patologia. Ai loro successi ed al loro sviluppo futuro sono stati dedicati centinaia di lavori; molti di questi hanno contribuito alle attuali indicazioni e molti altri stanno facendo la stessa cosa per anticiparne l’utilizzo e/o ampliarlo ad altre patologie. L’attuale esperienza ha messo subito a dura prova il sistema organizzativo assistenziale, facendo emergere alcuni nodi chiave da sciogliere e su cui è cruciale un confronto alla ricerca di soluzioni appropriate e sostenibili: Funding: modelli di sostenibilità alla luce della prossima rimborsabilità di nuove indicazioni, dell’anticipo a linee di terapia più precoci delle indicazioni in essere, dell’uscita dal fondo innovativi di alcune indicazioni? Quale regulation delle tariffe dedicate e quale modello di gestione della mobilità?
Modelli organizzativi: esperienze e competenze attuali delle direzioni strategiche delle aziende sanitarie a supporto della costruzione di strutture adeguate (non solo CAR-T team efficienti, ma ufficio finanziario, legale, economato).
Produttività: costruzione di modelli appropriati/sostenibili attraverso analisi dei costi attuali di procedura (CAR-T non è una terapia ma una procedura), analisi delle risorse umane.
Referral: accorciamento dei tempi di invio ai centri Hub abilitati, nuove funzioni di rete, nuova condivisione dati, nuove forme di ricerca collaborativa. Su questi nodi chiave da sciogliere, Motore Sanità con il suo Osservatorio Innovazione, ha intrapreso un percorso di confronto nelle principali regioni italiane coinvolgendo professionisti coinvolti nella filiera di cura, istituzioni e cittadini, con l’obiettivo di dare supporto ai decisori politici per affrontare queste sfide attraverso soluzioni condivise, coerenti con le risorse e con le appropriate richieste di accesso rapido alla cura. Il grande lavoro svolto raccogliendo i bisogni attuali, le criticità da risolvere, le buone pratiche già messe in atto ad oggi, verrà presentato in questa giornata di lavori. L'articolo CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni proviene da Motoresanità.it. Read More
WORLD HEALTH FORUM – VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma Per partecipare in presenza all’evento iscriversi QUI   RAZIONALE SCIENTIFICO Sentendo parlare di chimica computazionale, terapie digitali, intelligenza artificiale, High Performance Computing, Big Data, Quantum Computing, viene da chiedersi a che punto siamo nel nostro Paese? Riusciremo ad uscire dallo stato di inerzia generata dalle molte pastoie burocratiche e a recuperare in ambito di opportunità di investimenti in ricerca il terreno perso negli ultimi 40 anni? Qual è l’analisi dell’attuale scenario Italiano e cosa occorre rivedere? L’innovazione tecnologica (diagnostica e terapeutica) sta fortemente impattando sull’aspettativa e sulla qualità di vita di molti pazienti con patologie fino a qualche tempo fa considerate incurabili. Ma questo settore è ad alta complessità e richiede una revisione nei modelli di rete di ricerca che dovrà essere strutturata, snella, con al suo interno chiari ruoli e competenze per ciascun professionista in grado di far emergere le molte eccellenze scientifiche presenti nel nostro paese e nei suoi territori regionali. Occorre anche chiedersi quale ruolo si voglia giocare come Paese Italia nella fase che precede questo percorso e quale nuova politica industriale in ambito salute si voglia mettere in campo. Ed è fondamentale dare risposta su questo ad una comunità scientifica che spesso ha dovuto cedere i frutti della ricerca italiana ad altri paesi ed ha visto emigrare i migliori talenti scientifici. Risposte attese altrettanto preziose e decisive sia per il sistema industriale della salute, fondamentale motore di investimenti in ricerca/innovazione sia per l’intera società che chiede di essere al passo in termini di accesso all’innovazione stessa e di opportunità economiche/occupazionali. Bisogna crederci, vedere tutto questo come un necessario coraggioso investimento senza porre traguardi a troppo breve termine e per affrontare la sfida occorre unire le forze, abbattere le barricate che hanno diviso fino ad oggi industria, istituzioni, professionisti. La pandemia ha rappresentato un momento di svolta dove tutto questo si era raggiunto rapidamente per una emergenza, ma di quella esperienza di condivisione cosa è rimasto? Sembra tutto dimenticato? Tornare ad utilizzare senza sospetti le potenzialità di ogni attore della filiera, sfruttando expertise, tecnologia, eccellenza scientifica disponibili, potrebbe rappresentare una grande opportunità per attrarre investimenti e diventare un modello virtuoso da imitare. Per questo ambizioso traguardo ci sono alcuni punti chiave da rafforzare: incentivare i partenariati PP semplificando e rendendo trasparenti le procedure, deresponsabilizzare le direzioni strategiche delle aziende sanitarie che si rendono garanti dei partenariati, facilitare il Networking e la capacità di lavorare in rete dei centri ad alta specializzazione, velocizzare il lavoro dei comitati etici regionali. Oggi infatti la capacità di arruolamento competitivo degli investitori partner industriali nella ricerca è un punto fondamentale per attrarre investimenti ed accorciare i tempi di studio e restituzione pratica dell’innovazione. L'articolo WORLD HEALTH FORUM – VENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
Modelli di distribuzione delle cure nelle cronicità ad alto impatto Confronto e prospettive focus on paziente cronico cardiovascolare
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma RAZIONALE SCIENTIFICO Il tema “distribuzione delle terapie” emerso come cruciale durante la fase pandemica, è un tema attualissimo e molto caldo, tra costi delle risorse impegnate ed uno scenario di investimento sulla prossimità dei servizi di erogazione delle cure, previsto dal PNRR e DM77. Per dar seguito a questo, il governo Nazionale si è attivato inserendo nel documento legge di bilancio n.213 del 30.12.2023 che sancisce la manovra finanziaria, un punto in cui è indicato un mandato chiaro relativo alla riprogettazione dei flussi di distribuzione del farmaco sul territorio, con focus particolare su alcune categorie di farmaci (A PHT). L’obiettivo perseguito è migliorare/semplificare l’accesso alle terapie in ottica di prossimità e di maggior sicurezza con particolare riguardo ai pazienti cronici. A questo primo obiettivo fondamentale si aggiunge inoltre quello di uno sgravio delle attività dei professionisti che lavorano nelle strutture di cura, già sotto organico e oberati di attività ad alto impatto per la struttura. Se da un lato si potrebbero quindi liberare risorse professionali impiegate attualmente su attività ripetitive e sicuramente a minor valore aggiunto per le strutture stesse, creando un vantaggio in termini di efficienza di sistema isorisorse, dall’altro si creerebbe un grande beneficio per i cittadini con una riduzione dei costi indiretti. Ma per ottenere la massima efficacia con la migliore efficienza possibile realizzando quindi un “maggior valore”, in questo progetto riorganizzativo si dovrà tener conto della eventuale sovraspesa nel breve termine e delle implicazioni tecniche dei professionisti. Nella realtà sarà molto importante vedere una applicazione omogenea nel territorio Nazionale, di quanto previsto in finanziaria, per non creare una disomogeneità/equità di accesso tra le diverse regioni. Poiché il ricorso alla distribuzione per conto (DPC) non è già omogeneo e alcune regioni hanno preferito modelli di distribuzione diretta (DD) e una ulteriore differenza sarà sentita soprattutto dove DPC o doppio canale non hanno avuto larga applicazione. Una delle patologie croniche a maggior impatto è senz’altro legata al rischio cardiovascolare. Basti pensare che le malattie cardiovascolari, in Italia, causano la morte di oltre 224.000 persone ogni anno, con un pesante impatto clinico, organizzativo ed economico per il SSN (spesa sanitaria diretta ed indiretta per le patologie CV quantificabile in almeno 16 miliardi €/anno )*. E nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio una forte percentuale risulta non rientrare nei target previsti dalle linee guida e soprattutto non essere aderente alle terapie.  Un percorso orientato maggiormente sulla prossimità delle cure potrà migliorare questo scenario? Per fare un esempio pratico dell’impatto della nuova riorganizzazione dei percorsi di accesso alle cure previsto dalla manovra finanziaria nella gestione di questa cronicità, Motore Sanità intende riunire un tavolo di esperti a livello regionale per discutere criticità e punti di forza per una sua rapida e uniforme applicazione. L'articolo Modelli di distribuzione delle cure nelle cronicità ad alto impatto Confronto e prospettive focus on paziente cronico cardiovascolare proviene da Motoresanità.it. Read More
Conferenza Stampa di presenzazione del master universitario “Formazione Manageriale in materia in Sanità Pubblica”
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma   L’evento rappresenta un’importante opportunità per conoscere i dettagli e gli obiettivi di questo innovativo corso, che mira a fornire competenze manageriali fondamentali nel campo della sanità pubblica. Il corso proposto prevede la formazione di soggetti che attraverso lo sviluppo delle competenze e capacità derivanti dalla presenza nel campo dei servizi sanitari possano avvalersi del titolo di “Formazione manageriale in materia di sanità pubblica ” previsto dalla legge 5 agosto 2022 n.118 art.21 integrando l’attestato di formazione Manageriale previsto dall’art. 1 comma 4 lettera c del D.lgs. 171/2016 ai sensi del comma 1 art. 21 e quello rilasciato all’esito dei corsi di formazione manageriale di cui agli art. 15 e 16 quinquies del D.lgs. 30/12/1992, n. 502. L'articolo Conferenza Stampa di presenzazione del master universitario “Formazione Manageriale in materia in Sanità Pubblica” proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE CALL TO ACTION
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito pro capite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE CALL TO ACTION proviene da Motoresanità.it. Read More
La Salute mentale nei territori
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE La salute mentale è un aspetto fondamentale per il benessere individuale e sociale. Investire in questo campo ha un ritorno immediato sulla scuola e sull’università, sul mondo del lavoro, sull’integrazione e la sicurezza sociale. Molti autorevoli studi affermano che gli investimenti in salute mentale portano ad un incremento del PIL nel medio termine. Lo scenario attuale, al contrario, è caratterizzato da un crescente divario tra bisogni e risorse disponibili. Infatti, mentre assistiamo da un lato all’incremento costante dell’incidenza dei disturbi mentali gravi, dall’altro ci troviamo di fronte ad un enorme e drammatico problema di carenza di risorse, più grave nell’ambito della salute mentale che negli altri campi della sanità. In questo contesto, nella giornata odierna ci concentreremo ad analizzare in particolare la situazione dell’Italia Centrale per esplorare il panorama della depressione, includendo anche gli aspetti relativi al disagio giovanile, alle novità che riguardano i pazienti autori di reato, agli indicatori di outcome nella salute mentale e all’organizzazione dei servizi ad essa dedicati. L’Italia Centrale è una regione ricca di storia e cultura, ma anche soggetta a sfide significative in termini di salute mentale. La depressione rappresenta un problema rilevante, influenzando non solo gli individui ma anche la società nel suo complesso. Il disagio che affiora tra le giovani generazioni, poi, rappresenta un tema critico, da affrontare con impellenza. Le pressioni sociali, la ricerca di identità e le sfide educative possono infatti contribuire alla comparsa di disturbi mentali tra i giovani. Esplorare i fattori che contribuiscono a questo disagio sarà essenziale per sviluppare strategie di prevenzione e intervento efficaci. Un aspetto spesso trascurato della salute mentale è la correlazione tra disturbi mentali e comportamenti criminali. La depressione in questo senso può essere un fattore determinante nei casi di pazienti autori di reato. Esaminare questa connessione offre l’opportunità di sviluppare approcci terapeutici e di riabilitazione mirati, che tengano conto delle sfide specifiche di questa popolazione. La valutazione degli indicatori di outcome, poi, è cruciale per misurare l’efficacia delle pratiche di cura e intervento. Esplorare metriche qualitative e quantitative contribuirà infatti ad una comprensione più approfondita dell’impatto delle politiche e dei servizi sulla salute mentale, in particolar modo nell’Italia Centrale. Un sistema sanitario efficace richiede un’organizzazione ottimale dei servizi, con un’enfasi particolare sull’integrazione socio-sanitaria. La creazione di reti collaborative tra servizi sanitari, organizzazioni sociali e comunità può migliorare l’accessibilità, la tempestività e l’efficacia delle cure. In questo nuovo incontro, dunque, l’intento è quello di esplorare gli ambiti di maggiore interesse relativi alla salute mentale, soprattutto per ciò che concerne l’Italia Centrale, per poi fare il punto sulle proposte da rivolgere alle Istituzioni. È l’occasione per dare voce non solo ai professionisti, ma anche a tutti gli stakeholder coinvolti affinché attraverso la comprensione approfondita di questi elementi, possiamo sperare di contribuire ad un miglioramento significativo della salute mentale. L'articolo La Salute mentale nei territori proviene da Motoresanità.it. Read More
Combattere L’antibiotico-resistenza in Italia – Aspetti clinici, farmacoeconomici e di governance
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’antibiotico-resistenza rappresenta una delle sfide sanitarie più gravi e complesse del nostro tempo, con impatti significativi sia in termini di salute pubblica sia di costi per i sistemi sanitari. In questo contesto, oltre alle buone pratiche cliniche, il ruolo della ricerca scientifica e dell’innovazione farmacologica è fondamentale per sviluppare nuovi trattamenti efficaci contro i ceppi batterici resistenti. La letteratura recente evidenzia l’impatto significativo dell’antibiotico-resistenza (ABR) in termini di costi sanitari e sociali. I risultati di una recente revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su PLOS ONE mostrano che l’antibiotico-resistenza rappresenta una delle più gravi sfide sanitarie a livello globale. Si stima che entro il 2050 le morti causate dalla resistenza agli antibiotici possano raggiungere i 10 milioni all’anno se non si interviene tempestivamente. Inoltre, l’ABR potrebbe causare una riduzione dell’1,1% del prodotto interno lordo (PIL) globale e superare il trilione di dollari statunitensi all’anno dopo il 2030. I pazienti con infezioni resistenti tendono ad avere esiti clinici peggiori e richiedono più risorse per il loro trattamento, inclusi costi per farmaci più costosi e prolungati soggiorni ospedalieri​​[1]. In Europa, nel 2022, secondo il report “Antimicrobial resistance in the EU/EEA (EARS-Net) Annual Epidemiological Report for 2022”, il numero totale di casi isolati è aumentato da 366.794 a 392.602. In Italia, nello stesso anno, secondo quanto riportato dalla Sorveglianza nazionale AR-ISS, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici si mantengono elevate. I dati relativi ai 3056 casi segnalati nel 2022, confermano la larga diffusione in Italia delle batteriemie da enterobatteri resistenti, soprattutto in pazienti ospedalizzati. Nel luglio 2022 la Commissione europea, insieme agli Stati membri, ha definito la resistenza antimicrobica una delle tre principali minacce prioritarie per la salute nell’UE. Per tale ragione, il Ministero della Salute ha aggiornato il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza per gli anni 2022-2025, basato su un approccio One Health. Infine, come esplicitato nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025 un ruolo fondamentale nel contrasto all’ABR lo assumono anche i vaccini come strumento di prevenzione. Questo evento, organizzato con la direzione scientifica di SDA Bocconi, con la collaborazione di Motore Sanità e con il supporto non condizionante di Viatris Italia, riunirà esperti del settore clinico, della farmacoeconomia e responsabili regionali della farmaceutica per discutere le ultime evidenze e innovazioni nel campo dell’antibiotico-resistenza e i modelli di servizio collegati. I partecipanti avranno l’opportunità di condividere conoscenze, esperienze e strategie per affrontare la resistenza agli antibiotici in maniera efficace e sostenibile sia dal punto di vista clinico sia da quello organizzativo. Un aspetto chiave dell’evento sarà il focus sul ruolo della ricerca scientifica nello sviluppo di nuovi antibiotici che, assieme ad un loro utilizzo consapevole e responsabile, potrebbe generare un impatto economico virtuoso per il sistema salute. Oltre all’analisi dei costi e dei benefici dei diversi approcci terapeutici, fondamentale per garantire l’efficacia e la sostenibilità delle strategie di intervento, saranno discussi: i) i modelli di finanziamento della ricerca e dello sviluppo di nuovi antibiotici, e ii) le
LE INFEZIONI ABSSSI MODERATE-GRAVI, POSSIBILE EVITARE IL RICOVERO IN OSPEDALE? DALLE OPPORTUNITÀ ALLE CRITICITÀ ORGANIZZATIVE – PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La lezione della recente pandemia ha mostrato come la domiciliarità delle cure appaia sempre più un passaggio chiave a valore aggiunto per ogni paziente che non necessiti di cure ospedaliere ad alta specializzazione. Gestire il paziente con cure di prossimità, cronico o acuto che sia, è quindi diventato oggi un obiettivo importante da realizzare nella programmazione dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese. A maggior ragione questo concetto si concretizza quando si parla di ICA e, tra queste, di ABSSSI. La ricerca in risposta a questi bisogni ha messo a disposizione una terapia long acting che potrebbe facilitare questi processi, riducendo i rischi per il paziente, per le strutture di ricovero e cura, consentendo di abbattere i costi. Ma come ogni innovazione da introdurre a sistema, occorre rivedere alcuni percorsi. Nei degenti in ospedale la prevalenza di queste infezioni è tra il 7 e 10 % e la sua diagnosi occupa il 28° posto dell’elenco delle diagnosi più comuni. Inoltre, il 2% degli accessi in PS sono legati a questa condizione e sostengono dal 7 al 10% dei ricoveri ospedalieri e fino al 5% dei ricoveri in area intensiva. Nei patogeni causa di ABSSSI, lo Staphylococcus aureus che rappresenta circa il 40% dei casi di ABSSSI ed è il 1° agente patogeno di infezioni cutanee e dei tessuti molli in Nord America, America Latina ed Europa, è anche il germe maggiormente associato a quei ceppi resistenti (MRSA) che rappresentano un considerevole problema di salute pubblica. Nei pazienti con infezioni gravi la durata del trattamento è infatti pari a 7-14 giorni e corrisponde a una ospedalizzazione >8 giorni. Il crescente interesse nei confronti di questa nuova terapia long acting è dovuto ad alcune caratteristiche che la rendono 4/8 volte più potente alla Standard of Care (SoC) con un’emivita che può durare fino a 14 giorni, consentendo di poter pianificare nel miglior modo possibile sia l’ospedalizzazione che la successiva domiciliarizzazione dei pazienti (un’unica somministrazione al giorno). Il vantaggio di tale regime di terapia è rappresentato quindi nelle infezioni ABSSSI moderate, dalla non esigenza di ricovero in reparto ordinario, non impegno eccessivo delle strutture ospedaliere fin già troppo oberate con ricadute economiche importanti. A livello nazionale, uno studio pubblicato nel 2020, ha stimato una spesa annua totale per la gestione dei pazienti con ABSSSI (5.396 soggetti) pari a circa € 9,9 milioni. L’analisi di impatto sul budget ha permesso di stimare come l’introduzione di questa innovazione nelle ABSSSI non severe possa comportare nel nostro Paese una riduzione del numero di pazienti ospedalizzati, della durata della degenza ospedaliera con conseguente riduzione della spesa a carico del SSN cumulata al terzo anno dalla sua introduzione pari a circa € 2,1 milioni. Ma, a fronte di questi vantaggi, il lato critico dell’attuale organizzazione può essere rappresentato dalla difficoltà – da parte dell’Infettivologo prescrittore del farmaco – delle procedure burocratiche relative all’utilizzo e rendicontazione del farmaco extraospedaliere (es°FILE F). Obiettivo del tavolo di lavoro è rivedere e semplificare l’organizzazione di questo flusso creando un sistema
Un nuovo approccio possibile per la Sanità del Piemonte. Tra coinvolgimento di privati e Terzo Settore
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La governance sanitaria è fondamentale per garantire un sistema sanitario efficace e ottimizzato, in grado di fornire cure e servizi di qualità alla popolazione. L’evento proposto si pone l’obiettivo di analizzare le politiche sanitarie adottate in Piemonte durante la legislatura appena conclusa, con un particolare focus sulle iniziative intraprese nella provincia di Cuneo.   Dal punto di vista scientifico, un’analisi di sistema può fornire una base empirica per valutare l’efficacia delle strategie adottate e per identificare aree di miglioramento. Inoltre, uno studio di questo tipo può contribuire a fornire indicazioni per future decisioni politiche nel campo della sanità, stimolando il dibattito e la collaborazione tra gli attori coinvolti nel settore.   Alcune delle tematiche che saranno affrontate durante l’evento includono: Allocazione delle risorse: valutare se tali risorse siano state utilizzate per migliorare l’accesso ai servizi sanitari, la qualità delle cure e l’efficienza del sistema in generale. Politiche di prevenzione e promozione della salute: esaminare le misure adottate per promuovere uno stile di vita sano, prevenire malattie e promuovere l’educazione sanitaria nella popolazione. Accessibilità ai servizi sanitari: esplorare l’accesso alle cure primarie, ospedaliere, specialistiche e ai servizi di emergenza nella provincia di Cuneo, valutando l’efficienza dei percorsi di cura. Collaborazione tra settori: analizzare le iniziative intraprese per migliorare la collaborazione tra il settore sanitario e altri attori, come il welfare e le politiche sociali, per affrontare in modo integrato i bisogni della popolazione. Introduzione di tecnologie sanitarie innovative: valutare l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate, come l’uso dell’intelligenza artificiale, la telemedicina e l’innovazione digitale, per migliorare l’efficienza e l’efficacia del sistema sanitario in Piemonte e nella provincia di Cuneo.   L’evento mira a fornire una panoramica completa sulle azioni intraprese e sull’impatto positivo che queste hanno avuto sulla salute della popolazione. Al contempo, l’evento rappresenta un’opportunità per discutere e consolidare le strategie future per affrontare le sfide e le opportunità nel settore sanitario, al fine di migliorare ulteriormente la governance sanitaria in Piemonte, con particolare attenzione alla provincia di Cuneo. L'articolo Un nuovo approccio possibile per la Sanità del Piemonte. Tra coinvolgimento di privati e Terzo Settore proviene da Motoresanità.it. Read More
CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 10° anniversario della somministrazione di una terapia sperimentale a base di CAR-T a Emily Whitehead, bimba di 7 anni affetta da leucemia e trattata al Children’s Hospital di Philadelphia, nuove terapie CAR-T si aggiungono con grandi aspettative per nuove indicazioni. L’innovazione portata dalle terapie CAR-T al di fuori di ogni dubbio rappresenta uno dei traguardi medici più importanti del nuovo secolo nella battaglia contro i tumori. Una sola infusione di questo trattamento personalizzato per le attuali indicazioni rappresenta una speranza di vita unica, per quanti non hanno alternative terapeutiche al progredire della loro patologia. Ai loro successi ed al loro sviluppo futuro sono stati dedicati centinaia di lavori; molti di questi hanno contribuito alle attuali indicazioni e molti altri stanno facendo la stessa cosa per anticiparne l’utilizzo e/o ampliarlo ad altre patologie. L’attuale esperienza ha messo subito a dura prova il sistema organizzativo assistenziale, facendo emergere alcuni nodi chiave da sciogliere e su cui è cruciale un confronto alla ricerca di soluzioni appropriate e sostenibili: Funding: modelli di sostenibilità alla luce della prossima rimborsabilità di nuove indicazioni, dell’anticipo a linee di terapia più precoci delle indicazioni in essere, dell’uscita dal fondo innovativi di alcune indicazioni? Quale regulation delle tariffe dedicate e quale modello di gestione della mobilità?
Modelli organizzativi: esperienze e competenze attuali delle direzioni strategiche delle aziende sanitarie a supporto della costruzione di strutture adeguate (non solo CAR-T team efficienti, ma ufficio finanziario, legale, economato).
Produttività: costruzione di modelli appropriati/sostenibili attraverso analisi dei costi attuali di procedura (CAR-T non è una terapia ma una procedura), analisi delle risorse umane.
Referral: accorciamento dei tempi di invio ai centri Hub abilitati, nuove funzioni di rete, nuova condivisione dati, nuove forme di ricerca collaborativa. Su questi nodi chiave da sciogliere, Motore Sanità con il suo Osservatorio Innovazione, ha intrapreso un percorso di confronto nelle principali regioni italiane coinvolgendo professionisti coinvolti nella filiera di cura, istituzioni e cittadini, con l’obiettivo di dare supporto ai decisori politici per affrontare queste sfide attraverso soluzioni condivise, coerenti con le risorse e con le appropriate richieste di accesso rapido alla cura. Il grande lavoro svolto raccogliendo i bisogni attuali, le criticità da risolvere, le buone pratiche già messe in atto ad oggi, verrà presentato in questa giornata di lavori. L'articolo CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni proviene da Motoresanità.it. Read More
Biosimilari una soluzione concreta a garanzia dell’equità e dell’accesso sostenibile alle cure –  CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO I farmaci biosimilari rappresentano una grande opportunità per la sostenibilità dei sistemi sanitari a livello mondiale. Attraverso il loro impiego, nel rispetto delle attuali normative Internazionali e Nazionali è opinione comune che si possa consentire il trattamento attraverso cure consolidate nel tempo dai dati real world, efficaci, sicure, per un numero maggiore di pazienti, garantendo più salute a parità di risorse. Inoltre in un’epoca in cui l’innovazione, introdotta da una propulsione straordinaria della ricerca, ha reso disponibili in quasi tutte le patologie, cure costose ma che cambiano l’aspettativa di vita dei cittadini malati, i biosimilari rappresentano una grande opportunità per creare sostenibilità e garanzia di accesso all’innovazione stessa. E molto chiara è la posizione dell’ente regolatorio Nazionale AIFA, che nel suo 2° documento “Position Paper sui Farmaci Biosimilari”, chiarisce ogni aspetto critico legato all’utilizzo di queste importanti opzioni terapeutiche. La scelta di trattamento rimane una decisione clinica affidata al medico e concordata con il paziente. “Per questi motivi è fondamentale promuovere un dialogo costruttivo tra il medico e il paziente sulle scelte terapeutiche a disposizione, contribuendo, così, alla formazione di pazienti consapevoli e partecipi”. Ma a che punto siamo dall’introduzione dei primi biosimilari ad oggi nelle varie regioni? Vi è stato un allargamento delle popolazioni da trattare? E’ stata colta l’opportunità con l’uso dei Biosimilari di ottenere risorse dai bilanci regionali in grado di dare accesso rapido all’innovazione? Motore sanità ritiene, attraverso il monitoraggio di quanto sta accadendo nelle diverse regioni, che sia il momento di aprire un nuovo dialogo su questo aspetto cruciale, condividendo criticità realizzative e buone pratiche adottate nei diversi territori. L'articolo Biosimilari una soluzione concreta a garanzia dell’equità e dell’accesso sostenibile alle cure – CAMPANIA proviene da Motoresanità.it. Read More
modelli di distribuzione delle cure nelle cronicità ad alto impatto Confronto e prospettive focus on paziente cronico cardiovascolare
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il tema “distribuzione delle terapie” emerso come cruciale durante la fase pandemica, è un tema attualissimo e molto caldo, tra costi delle risorse impegnate ed uno scenario di investimento sulla prossimità dei servizi di erogazione delle cure, previsto dal PNRR e DM77. Per dar seguito a questo, il governo Nazionale si è attivato inserendo nel documento legge di bilancio n.213 del 30.12.2023 che sancisce la manovra finanziaria, un punto in cui è indicato un mandato chiaro relativo alla riprogettazione dei flussi di distribuzione del farmaco sul territorio, con focus particolare su alcune categorie di farmaci (A PHT). L’obiettivo perseguito è migliorare/semplificare l’accesso alle terapie in ottica di prossimità e di maggior sicurezza con particolare riguardo ai pazienti cronici. A questo primo obiettivo fondamentale si aggiunge inoltre quello di uno sgravio delle attività dei professionisti che lavorano nelle strutture di cura, già sotto organico e oberati di attività ad alto impatto per la struttura. Se da un lato si potrebbero quindi liberare risorse professionali impiegate attualmente su attività ripetitive e sicuramente a minor valore aggiunto per le strutture stesse, creando un vantaggio in termini di efficienza di sistema isorisorse, dall’altro si creerebbe un grande beneficio per i cittadini con una riduzione dei costi indiretti. Ma per ottenere la massima efficacia con la migliore efficienza possibile realizzando quindi un “maggior valore”, in questo progetto riorganizzativo si dovrà tener conto della eventuale sovraspesa nel breve termine e delle implicazioni tecniche dei professionisti. Nella realtà sarà molto importante vedere una applicazione omogenea nel territorio Nazionale, di quanto previsto in finanziaria, per non creare una disomogeneità/equità di accesso tra le diverse regioni. Poiché il ricorso alla distribuzione per conto (DPC) non è già omogeneo e alcune regioni hanno preferito modelli di distribuzione diretta (DD) e una ulteriore differenza sarà sentita soprattutto dove DPC o doppio canale non hanno avuto larga applicazione. Una delle patologie croniche a maggior impatto è senz’altro legata al rischio cardiovascolare. Basti pensare che le malattie cardiovascolari, in Italia, causano la morte di oltre 224.000 persone ogni anno, con un pesante impatto clinico, organizzativo ed economico per il SSN (spesa sanitaria diretta ed indiretta per le patologie CV quantificabile in almeno 16 miliardi €/anno )*. E nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio una forte percentuale risulta non rientrare nei target previsti dalle linee guida e soprattutto non essere aderente alle terapie.  Un percorso orientato maggiormente sulla prossimità delle cure potrà migliorare questo scenario? Per fare un esempio pratico dell’impatto della nuova riorganizzazione dei percorsi di accesso alle cure previsto dalla manovra finanziaria nella gestione di questa cronicità, Motore Sanità intende riunire un tavolo di esperti a livello regionale per discutere criticità e punti di forza per una sua rapida e uniforme applicazione. L'articolo modelli di distribuzione delle cure nelle cronicità ad alto impatto Confronto e prospettive focus on paziente cronico cardiovascolare proviene da Motoresanità.it. Read More
WORLD HEALTH FORUM – VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Sentendo parlare di chimica computazionale, terapie digitali, intelligenza artificiale, High Performance Computing, Big Data, Quantum Computing, viene da chiedersi a che punto siamo nel nostro Paese? Riusciremo ad uscire dallo stato di inerzia generata dalle molte pastoie burocratiche e a recuperare in ambito di opportunità di investimenti in ricerca il terreno perso negli ultimi 40 anni? Qual è l’analisi dell’attuale scenario Italiano e cosa occorre rivedere? L’innovazione tecnologica (diagnostica e terapeutica) sta fortemente impattando sull’aspettativa e sulla qualità di vita di molti pazienti con patologie fino a qualche tempo fa considerate incurabili. Ma questo settore è ad alta complessità e richiede una revisione nei modelli di rete di ricerca che dovrà essere strutturata, snella, con al suo interno chiari ruoli e competenze per ciascun professionista in grado di far emergere le molte eccellenze scientifiche presenti nel nostro paese e nei suoi territori regionali. Occorre anche chiedersi quale ruolo si voglia giocare come Paese Italia nella fase che precede questo percorso e quale nuova politica industriale in ambito salute si voglia mettere in campo. Ed è fondamentale dare risposta su questo ad una comunità scientifica che spesso ha dovuto cedere i frutti della ricerca italiana ad altri paesi ed ha visto emigrare i migliori talenti scientifici. Risposte attese altrettanto preziose e decisive sia per il sistema industriale della salute, fondamentale motore di investimenti in ricerca/innovazione sia per l’intera società che chiede di essere al passo in termini di accesso all’innovazione stessa e di opportunità economiche/occupazionali. Bisogna crederci, vedere tutto questo come un necessario coraggioso investimento senza porre traguardi a troppo breve termine e per affrontare la sfida occorre unire le forze, abbattere le barricate che hanno diviso fino ad oggi industria, istituzioni, professionisti. La pandemia ha rappresentato un momento di svolta dove tutto questo si era raggiunto rapidamente per una emergenza, ma di quella esperienza di condivisione cosa è rimasto? Sembra tutto dimenticato? Tornare ad utilizzare senza sospetti le potenzialità di ogni attore della filiera, sfruttando expertise, tecnologia, eccellenza scientifica disponibili, potrebbe rappresentare una grande opportunità per attrarre investimenti e diventare un modello virtuoso da imitare. Per questo ambizioso traguardo ci sono alcuni punti chiave da rafforzare: incentivare i partenariati PP semplificando e rendendo trasparenti le procedure, deresponsabilizzare le direzioni strategiche delle aziende sanitarie che si rendono garanti dei partenariati, facilitare il Networking e la capacità di lavorare in rete dei centri ad alta specializzazione, velocizzare il lavoro dei comitati etici regionali. Oggi infatti la capacità di arruolamento competitivo degli investitori partner industriali nella ricerca è un punto fondamentale per attrarre investimenti ed accorciare i tempi di studio e restituzione pratica dell’innovazione. L'articolo WORLD HEALTH FORUM – VENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2024- NAPOLI – SECONDA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it PER ISCRIVERSI: Per iscriversi alla sessione Plenaria: clicca qui ⇒ ISCRIZIONE ALL’EVENTO Per iscriversi alla sessione Lavoratorio: clicca qui ⇒ ISCRIZIONE ALL’EVENTO RAZIONALE SCIENTIFICO L’innovazione in ambito sanitario in questo ultimo decennio ha impresso una accelerazione impensabile alle possibilità di cura in patologie ad altissima complessità, spesso incurabili ed in alcuni casi addirittura sconosciute. Per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, che si ispira a principi di eguaglianza e ed equità per tutti i cittadini, questo scenario rappresenta una sfida complessa da governare. Strumenti di diagnostica innovativa, di monitoraggio e raccolta dati, di terapia chirurgica e farmacologica, applicazioni di IA in ognuno di questi campi, risorse umane adeguatamente formate, modelli organizzativi innovativi adeguati a questo scenario, richiedono la capacità e la volontà di investire più che spendere ma richiedono per questo una attenta programmazione che mantenga il sistema in equilibrio. Quindi come sostenere questo impatto? Quali strumenti necessari? Prendendo spunto dalle sole terapie innovative tra l’anno appena trascorso ed il 2024 sono attesi ben 92 nuovi medicinali di cui 61 medicinali contenenti nuove sostanze attive (28 medicinali orfani per il trattamento di patologie rare), 14 biosimilari e 17 equivalenti. Inoltre, sono 111 i medicinali ammessi al programma PRIME, rivolto ai farmaci promettenti e ad elevato interesse per la salute pubblica, destinati a pazienti con esigenze di cura insoddisfatte, per i quali è previsto supporto precoce allo sviluppo. Come si vede una sorta di tsunami che però se non governato attraverso una attenta programmazione con investimenti adeguati rischia di lasciare al palo il Ns paese riducendo/rallentando l’accesso all’innovazione di valore e allontanandolo da investimenti in ricerca/innovazione . I fatti dimostrano purtroppo che è fondamentale uscire dal concetto per cui se l’innovazione è fonte vitale in tutti i campi, per la salute rappresenti solo un costo dimenticando la lezione della pandemia per cui senza la salute non c’è economia e non solo viceversa. Motore Sanità nella sua Winter school vuole riaccendere l’attenzione su questa lezione troppo rapidamente dimenticata. L'articolo WINTER SCHOOL 2024- NAPOLI – SECONDA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2024- NAPOLI – PRIMA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’innovazione in ambito sanitario in questo ultimo decennio ha impresso una accelerazione impensabile alle possibilità di cura in patologie ad altissima complessità, spesso incurabili ed in alcuni casi addirittura sconosciute. Per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, che si ispira a principi di eguaglianza e ed equità per tutti i cittadini, questo scenario rappresenta una sfida complessa da governare. Strumenti di diagnostica innovativa, di monitoraggio e raccolta dati, di terapia chirurgica e farmacologica, applicazioni di IA in ognuno di questi campi, risorse umane adeguatamente formate, modelli organizzativi innovativi adeguati a questo scenario, richiedono la capacità e la volontà di investire più che spendere ma richiedono per questo una attenta programmazione che mantenga il sistema in equilibrio. Quindi come sostenere questo impatto? Quali strumenti necessari? Prendendo spunto dalle sole terapie innovative tra l’anno appena trascorso ed il 2024 sono attesi ben 92 nuovi medicinali di cui 61 medicinali contenenti nuove sostanze attive (28 medicinali orfani per il trattamento di patologie rare), 14 biosimilari e 17 equivalenti. Inoltre, sono 111 i medicinali ammessi al programma PRIME, rivolto ai farmaci promettenti e ad elevato interesse per la salute pubblica, destinati a pazienti con esigenze di cura insoddisfatte, per i quali è previsto supporto precoce allo sviluppo. Come si vede una sorta di tsunami che però se non governato attraverso una attenta programmazione con investimenti adeguati rischia di lasciare al palo il Ns paese riducendo/rallentando l’accesso all’innovazione di valore e allontanandolo da investimenti in ricerca/innovazione . I fatti dimostrano purtroppo che è fondamentale uscire dal concetto per cui se l’innovazione è fonte vitale in tutti i campi, per la salute rappresenti solo un costo dimenticando la lezione della pandemia per cui senza la salute non c’è economia e non solo viceversa. Motore Sanità nella sua Winter school vuole riaccendere l’attenzione su questa lezione troppo rapidamente dimenticata. L'articolo WINTER SCHOOL 2024- NAPOLI – PRIMA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
PDTA nel Carcinoma dell’Endometrio
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO È uno dei tumori pelvici più diffusi nelle donne al giorno d’oggi, complice lo stile di vita dei Paesi Occidentali. Negli Stati Uniti la percentuale è raddoppiata dagli anni Ottanta ai Novanta proprio per questa ragione. In generale, si evidenziano 2 casi ogni 100.000 donne sotto i 40 anni di età e 40-50 casi dai 60 anni in poi. In Italia, il carcinoma dell’endometrio rappresenta il terzo tumore per frequenza nelle donne nella fascia di età 50-69 anni complessivamente il 4.6 % di tutti quelli diagnosticati, con circa 8300 nuovi casi ogni anno ed in Sicilia circa 850 casi anno. Ma, per fortuna, la percentuale di cura è molto alta attestandosi all’80% perché si riesce a diagnosticarlo al I stadio di evoluzione. Si tratta, infatti, di un tumore che dà segnali evidenti della sua presenza. Fondamentale, però, rivolgersi a strutture che dedichino a questa patologia ginecologico-oncologica un percorso multidisciplinare, con consulti periodici fra i vari specialisti interessati, quindi a disposizione all’interno della struttura stessa tutte le prestazioni e i servizi necessari per la cura, dalla diagnosi fino all’intervento e alla terapia medica e radiante. Il convegno vuole approfondire l’intero percorso diagnostico terapeutico partendo dagli aspetti anatomopatologici e molecolari delle neoplasie endometriali, affrontando le metodiche utili alla diagnosi e le tecniche di imaging, giungendo al trattamento chirurgico radicale e delle recidive, contemplando anche i casi in cui è possibile eseguire un trattamento fertility sparing nelle donne con neoplasia allo stadio iniziale con desiderio riproduttivo. Le pazienti rispondono in maniera insoddisfacente alla chemioterapia. La nuova classificazione molecolare ha rivoluzionato la storia del tumore dell’endometrio e sono oggi disponibili nuove opzioni terapeutiche a maggior valore aggiunto. Molteplici fattori concorrono a determinare l’accessibilità a un farmaco: alcuni dipendenti da chi è direttamente coinvolto nella ricerca e sviluppo del farmaco, altri dipendenti dagli organismi regolatori coinvolti nella sua valutazione, altri infine dipendenti dallo specifico contesto organizzativo dell’assistenza sanitaria, nonché dal paziente stesso. Responsabile Scientifico Prof. Vincenzo Adamo, Coordinatore Rete Oncologica Siciliana-Re.O.S. e Molecolar Tumor Board L'articolo PDTA nel Carcinoma dell’Endometrio proviene da Motoresanità.it. Read More
A TUTTO ERN – SECONDA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO I sistemi sanitari di tutta Europa si trovano davanti ad una grande sfida da affrontare: la riorganizzazione dei servizi assistenziali che la recente pandemia ha reso improrogabile. Nel virtuosismo di strategie e norme generate, i bisogni attuali e l’innovazione tecnologica prodotta dalla ricerca nell’ultimo decennio hanno cambiato e stanno cambiando lo scenario diagnostico-terapeutico in maniera radicale. “Non può esservi innovazione se il sistema non è pronto ad accoglierla” e per questo oggi è necessario cambiare/aggiornare ulteriormente i modelli assistenziali. In questo contesto le malattie rare sempre più numerose (solo tra quelle conosciute se ne contano ormai più di 8.000), rappresentano l’avanguardia delle sfide per complessità assistenziale, rapidità di intervento, difficoltà diagnostiche, impulso dell’innovazione, bisogno di multidisciplinarietà, necessità di modelli di condivisione delle conoscenze e dei dati, che possono cambiare la vita di malati e famiglie. L’istituzione delle ERN è stato e sarà sempre più un passaggio fondamentale per affrontare queste sfide. Ma grandi sforzi devono essere sostenuti da parte di ogni attore della filiera, per fare in modo che tutto quanto faticosamente costruito possa essere implementato trovando e programmando corrette risorse. Molti ancora sono i nodi da sciogliere: gli screening neonatali, il ritardo diagnostico, la multidisciplinarietà, la condivisione dati, la formazione, l’accesso ai percorsi di cura non sempre equo ed uniforme, la difficoltà della transizione dall’età evolutiva all’età adulta, i modelli di partenariato da superare nella ricerca e nella condivisione delle risorse/del rischio. Questa giornata introduttiva al percorso “a tutto ERN” vuole continuare a promuovere una cultura diffusa sul tema delle MR, uscendo dagli ambiti dove leggi e norme sono elaborate coinvolgendo tutti gli stakeholder e i futuri protagonisti del panorama sanitario nazionale ed internazionale. L'articolo A TUTTO ERN – SECONDA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le Epilessie farmacoresistenti rappresentano oltre il 30% di tutte le forme epilettiche, sono caratterizzate da una ampia variabilità eziopatogenetica e clinica  e necessitano di competenze e conoscenze dedicate. Molte di queste Epilessie non responder sono Epilessie rare, per lo più ad insorgenza in età pediatrica, con tendenza alla cronicità e quindi con un impatto psico-sociale impegnativo. Non esiste un dato preciso sul numero esatto di pazienti con Epilessie rare in Italia. Nel Registro Nazionale delle Epilessie Rare (RES), che raccoglie dati soltanto su alcune forme di Epilessia rare in Italia, al 31 dicembre 2020 erano registrati circa 2.300 casi di Epilessie rare, di cui il 53,5% di sesso femminile e il 46,5% maschile. Va però sottolineato che il RES include solo alcune forme di Epilessia rare e che molti pazienti  non sono ancora stati diagnosticati o registrati nei registri medici ufficiali, e quindi è presumibile che questi casi siano fortemente sottostimati.  Tuttavia, si stima che le Epilessie rare rappresentino circa il 10-20% di tutti i casi di Epilessia.Come ogni malattia rara, una Epilessia rara è definita epidemiologicamente da un’incidenza < 5 casi su 10.000 e tra le forme di epilessia farmaco-resistente vi rientrano quindi le Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo che compaiono in epoca neonatale/infantile e che hanno talvolta un’etiologia genetica nota. A titolo di esempio si può citare la Sindrome di Dravet, che insorge nel primo anno di vita in bambini fino ad allora normali, con crisi di vario tipo spesso scatenate dalla febbre, cui poi si associa un deficit di sviluppo cognitivo-comportamentale. Si calcola che la Sindrome di Dravet colpisca circa 6,5/100.000 nati vivi e nell’80% dei casi in essi è riscontrabile una variante patogenetica del gene SCN1A. La Sindrome di Lennox-Gastaut invece è un’ Encefalopatia Epilettica e di Sviluppo che esordisce più tardivamente (con picco tra i 3 ed i 5 anni) e che si presenta con crisi di vario tipo, anch’esse farmacoresistenti ed associate a disturbi della sfera cognitivo-comportamentale. L’etiologia in questo caso è più variabile e la prevalenza è calcolata nell’1-2% di tutte le forme di Epilessia L'articolo EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA EMILIA-ROMAGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
A TUTTO ERN – PRIMA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO I sistemi sanitari di tutta Europa si trovano davanti ad una grande sfida da affrontare: la riorganizzazione dei servizi assistenziali che la recente pandemia ha reso improrogabile. Nel virtuosismo di strategie e norme generate, i bisogni attuali e l’innovazione tecnologica prodotta dalla ricerca nell’ultimo decennio hanno cambiato e stanno cambiando lo scenario diagnostico-terapeutico in maniera radicale. “Non può esservi innovazione se il sistema non è pronto ad accoglierla” e per questo oggi è necessario cambiare/aggiornare ulteriormente i modelli assistenziali. In questo contesto le malattie rare sempre più numerose (solo tra quelle conosciute se ne contano ormai più di 8.000), rappresentano l’avanguardia delle sfide per complessità assistenziale, rapidità di intervento, difficoltà diagnostiche, impulso dell’innovazione, bisogno di multidisciplinarietà, necessità di modelli di condivisione delle conoscenze e dei dati, che possono cambiare la vita di malati e famiglie. L’istituzione delle ERN è stato e sarà sempre più un passaggio fondamentale per affrontare queste sfide. Ma grandi sforzi devono essere sostenuti da parte di ogni attore della filiera, per fare in modo che tutto quanto faticosamente costruito possa essere implementato trovando e programmando corrette risorse. Molti ancora sono i nodi da sciogliere: gli screening neonatali, il ritardo diagnostico, la multidisciplinarietà, la condivisione dati, la formazione, l’accesso ai percorsi di cura non sempre equo ed uniforme, la difficoltà della transizione dall’età evolutiva all’età adulta, i modelli di partenariato da superare nella ricerca e nella condivisione delle risorse/del rischio. Questa giornata introduttiva al percorso “a tutto ERN” vuole continuare a promuovere una cultura diffusa sul tema delle MR, uscendo dagli ambiti dove leggi e norme sono elaborate coinvolgendo tutti gli stakeholder e i futuri protagonisti del panorama sanitario nazionale ed internazionale. L'articolo A TUTTO ERN – PRIMA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2024 – L’INNOVAZIONE CAMBIA IL FUTURO- SECONDA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it PER ISCRIVERSI: Per partecipare in presenza all’evento: clicca qui ⇒ ISCRIZIONE ALL’EVENTO Per partecipare all’evento tramite zoom: clicca qui ⇒ ISCRIZIONE ALLA DIRETTA ZOOM   RAZIONALE L’innovazione è l’implementazione di un prodotto, di un servizio, di un processo o un metodo, un ambito di business, un luogo di lavoro che viene introdotta sul Mercato in diversi ambiti di riferimento. L’introduzione sul Mercato fa la differenza tra Invenzione e Innovazione (Joseph Alois Schumpeter). Cambiare il Mercato, vale a dire i contesti nei quali l’Innovazione viene introdotta, significa cambiare il futuro di questi ambiti per i quali l’Innovazione non esiste se non è applicata! Nel concetto di Global Health è compreso tutto quello che può cambiare, incidere positivamente, sul nostro benessere e sulla nostra salute. Le nuove tecnologie, in particolare la tecnologia informatica e biologica, stanno producendo cambiamenti importanti che incideranno pesantemente sul futuro della Salute Globale, fondamentale per garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti e a tutte le età, cercando di garantire sostenibilità e ampia diffusione. Il benessere globale, ed in particolare la tutela della salute, non è perseguibile senza una forte e fattiva collaborazione tra Pubblico e Privato. Il Governo ha recentemente sottolineato che per rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico occorre comprendere e valorizzare il Privato. Stiamo assistendo ad un progressivo superamento dei modelli Bismarck e Beveridge in ambito sanitario verso un sistema misto che comprende il meglio di entrambi i modelli, in linea con quello che sta succedendo in tutti i paesi europei. L’obiettivo è il raggiungimento di un modello di welfare europeo comune che superi le differenze tra i vari paesi membri nell’offerta di salute. Un grande evento aperto al pubblico, con presentazioni e dibattiti sui grandi temi per rendere consapevoli i cittadini. Indirizzato agli addetti ai lavori nei LAB più specialistici per dibattere sulle diverse tematiche. One to one nelle aree espositive progettate come Network Point, per garantire riservatezza e, come per le cure, equa opportunità di accesso e di visibilità per tutti favorendo ogni possibile scambio tra Pubblico & Privato. L'articolo WINTER SCHOOL 2024 – L’INNOVAZIONE CAMBIA IL FUTURO- SECONDA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA TRIVENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le Epilessie farmacoresistenti rappresentano oltre il 30% di tutte le forme epilettiche, sono caratterizzate da una ampia variabilità eziopatogenetica e clinica  e necessitano di competenze e conoscenze dedicate. Molte di queste Epilessie non responder sono Epilessie rare, per lo più ad insorgenza in età pediatrica, con tendenza alla cronicità e quindi con un impatto psico-sociale impegnativo. Non esiste un dato preciso sul numero esatto di pazienti con Epilessie rare in Italia. Nel Registro Nazionale delle Epilessie Rare (RES), che raccoglie dati soltanto su alcune forme di Epilessia rare in Italia, al 31 dicembre 2020 erano registrati circa 2.300 casi di Epilessie rare, di cui il 53,5% di sesso femminile e il 46,5% maschile. Va però sottolineato che il RES include solo alcune forme di Epilessia rare e che molti pazienti  non sono ancora stati diagnosticati o registrati nei registri medici ufficiali, e quindi è presumibile che questi casi siano fortemente sottostimati.  Tuttavia, si stima che le Epilessie rare rappresentino circa il 10-20% di tutti i casi di Epilessia.Come ogni malattia rara, una Epilessia rara è definita epidemiologicamente da un’incidenza < 5 casi su 10.000 e tra le forme di epilessia farmaco-resistente vi rientrano quindi le Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo che compaiono in epoca neonatale/infantile e che hanno talvolta un’etiologia genetica nota. A titolo di esempio si può citare la Sindrome di Dravet, che insorge nel primo anno di vita in bambini fino ad allora normali, con crisi di vario tipo spesso scatenate dalla febbre, cui poi si associa un deficit di sviluppo cognitivo-comportamentale. Si calcola che la Sindrome di Dravet colpisca circa 6,5/100.000 nati vivi e nell’80% dei casi in essi è riscontrabile una variante patogenetica del gene SCN1A. La Sindrome di Lennox-Gastaut invece è un’ Encefalopatia Epilettica e di Sviluppo che esordisce più tardivamente (con picco tra i 3 ed i 5 anni) e che si presenta con crisi di vario tipo, anch’esse farmacoresistenti ed associate a disturbi della sfera cognitivo-comportamentale. L’etiologia in questo caso è più variabile e la prevalenza è calcolata nell’1-2% di tutte le forme di Epilessia. L'articolo EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA TRIVENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2024 – L’INNOVAZIONE CAMBIA IL FUTURO- SECONDA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE L’innovazione è l’implementazione di un prodotto, di un servizio, di un processo o un metodo, un ambito di business, un luogo di lavoro che viene introdotta sul Mercato in diversi ambiti di riferimento. L’introduzione sul Mercato fa la differenza tra Invenzione e Innovazione (Joseph Alois Schumpeter). Cambiare il Mercato, vale a dire i contesti nei quali l’Innovazione viene introdotta, significa cambiare il futuro di questi ambiti per i quali l’Innovazione non esiste se non è applicata! Nel concetto di Global Health è compreso tutto quello che può cambiare, incidere positivamente, sul nostro benessere e sulla nostra salute. Le nuove tecnologie, in particolare la tecnologia informatica e biologica, stanno producendo cambiamenti importanti che incideranno pesantemente sul futuro della Salute Globale, fondamentale per garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti e a tutte le età, cercando di garantire sostenibilità e ampia diffusione. Il benessere globale, ed in particolare la tutela della salute, non è perseguibile senza una forte e fattiva collaborazione tra Pubblico e Privato. Il Governo ha recentemente sottolineato che per rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico occorre comprendere e valorizzare il Privato. Stiamo assistendo ad un progressivo superamento dei modelli Bismarck e Beveridge in ambito sanitario verso un sistema misto che comprende il meglio di entrambi i modelli, in linea con quello che sta succedendo in tutti i paesi europei. L’obiettivo è il raggiungimento di un modello di welfare europeo comune che superi le differenze tra i vari paesi membri nell’offerta di salute. Un grande evento aperto al pubblico, con presentazioni e dibattiti sui grandi temi per rendere consapevoli i cittadini. Indirizzato agli addetti ai lavori nei LAB più specialistici per dibattere sulle diverse tematiche. One to one nelle aree espositive progettate come Network Point, per garantire riservatezza e, come per le cure, equa opportunità di accesso e di visibilità per tutti favorendo ogni possibile scambio tra Pubblico & Privato. L'articolo WINTER SCHOOL 2024 – L’INNOVAZIONE CAMBIA IL FUTURO- SECONDA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2024 – L’INNOVAZIONE CAMBIA IL FUTURO- PRIMA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE L’innovazione è l’implementazione di un prodotto, di un servizio, di un processo o un metodo, un ambito di business, un luogo di lavoro che viene introdotta sul Mercato in diversi ambiti di riferimento. L’introduzione sul Mercato fa la differenza tra Invenzione e Innovazione (Joseph Alois Schumpeter). Cambiare il Mercato, vale a dire i contesti nei quali l’Innovazione viene introdotta, significa cambiare il futuro di questi ambiti per i quali l’Innovazione non esiste se non è applicata! Nel concetto di Global Health è compreso tutto quello che può cambiare, incidere positivamente, sul nostro benessere e sulla nostra salute. Le nuove tecnologie, in particolare la tecnologia informatica e biologica, stanno producendo cambiamenti importanti che incideranno pesantemente sul futuro della Salute Globale, fondamentale per garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti e a tutte le età, cercando di garantire sostenibilità e ampia diffusione. Il benessere globale, ed in particolare la tutela della salute, non è perseguibile senza una forte e fattiva collaborazione tra Pubblico e Privato. Il Governo ha recentemente sottolineato che per rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico occorre comprendere e valorizzare il Privato. Stiamo assistendo ad un progressivo superamento dei modelli Bismarck e Beveridge in ambito sanitario verso un sistema misto che comprende il meglio di entrambi i modelli, in linea con quello che sta succedendo in tutti i paesi europei. L’obiettivo è il raggiungimento di un modello di welfare europeo comune che superi le differenze tra i vari paesi membri nell’offerta di salute. Un grande evento aperto al pubblico, con presentazioni e dibattiti sui grandi temi per rendere consapevoli i cittadini. Indirizzato agli addetti ai lavori nei LAB più specialistici per dibattere sulle diverse tematiche. One to one nelle aree espositive progettate come Network Point, per garantire riservatezza e, come per le cure, equa opportunità di accesso e di visibilità per tutti favorendo ogni possibile scambio tra Pubblico & Privato. L'articolo WINTER SCHOOL 2024 – L’INNOVAZIONE CAMBIA IL FUTURO- PRIMA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA CARTA DEI DIRITTI DEI PAZIENTI IN NUTRIZIONE ARTIFICIALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE La Nutrizione Artificiale è una procedura terapeutica attraverso la quale vengono nutrite artificialmente persone non in grado di alimentarsi sufficientemente per via naturali. Questi pazienti possono essere in stato di malnutrizione, a rischio malnutrizione, in stato di ipercatabolismo o di cachessia; alcuni pazienti poi necessitano di nutrizione artificiale perché hanno l’esigenza di mantenere un riposo intestinale. La malnutrizione è una condizione di alterazione funzionale per la quale il fabbisogno di nutrienti non è soddisfatto e può comportare un eccesso di morbilità e mortalità e un’alterazione della qualità della vita; è un problema misconosciuto e/o sottovalutato che costituisce un enorme fattore di rischio perché aumenta la gravità, e i tempi di recupero, di una patologia acuta con maggior durata dei ricoveri, prognosi sfavorevole e conseguente aumento dei costi sanitari. L’esigenza di essere nutriti artificialmente si verifica per molteplici cause e può interessare bambini/adulti con patologie croniche gastrointestinali, neurologiche e oncologiche o, più in generale, persone appunto malnutrite, soprattutto bambini e anziani. Non è una patologia, ma una condizione grave con cui convivono molte persone e che necessita di modelli clinici assistenziali indispensabili al governo migliore sia negli ospedali, sia, soprattutto nella de-ospedalizzazione dei pazienti. È un trattamento salvavita, perché senza nutrienti le persone muoiono e stanno male. La complessità di queste indispensabili “manovre” per vivere forse non è conosciuta a tutti: la somministrazione dei nutrienti può avvenire direttamente nel tubo digerente mediante sondino naso-gastrico o una stomia (PEG o PEJ), NUTRIZIONE ENTERALE; per via endovenosa raggiungendo una vena centrale da una superficie cutanea esterna, NUTRIZIONE PARENTALE. In entrambi i casi per somministrare con sicurezza e precisione le sostanze nutritive ci si avvale spesso di una pompa elettronica e tubicini chiamati deflussori. Inoltre, per evitare complicazioni locali o sistemiche legate a infezioni o infiammazioni, è necessario eseguire procedure di medicazione e gestione degli accessi nutrizionali (sonda/sondino o catetere venoso) avvalendosi di idoneo materiale infermieristico. La nutrizione artificiale può essere esclusiva o essere integrata con l’alimentazione per bocca, ma in ogni caso per queste persone è indispensabile per vivere o comunque per non peggiorare lo stato clinico di pazienti già gravi. A ciascun paziente necessitano nutrienti specifici e, a seconda della tipologia di nutrizione, enterale o parentale, strumenti indispensabili per la somministrazione. Il paziente e il caregiver, soprattutto se il paziente non è in grado di procedere in autonomia o comunque ha bisogno di assistenza, necessitano di essere opportunamente istruiti per procedere correttamente nella somministrazione. Quindi, nessun problema quando la somministrazione avviene negli ospedali, ma cosa accade se il paziente deve, o vuole nutrirsi al proprio domicilio? In Italia ci sono 94 centri per la nutrizione artificiale, mediamente uno ogni 625.000 abitanti; sono decisamente pochi e, soprattutto sono decisamente mal distribuiti sul territorio sia tra regioni sia all’interno della stessa regione; ad esempio, una regione da sempre riconosciuta come benchmark positivo in ogni ambito sanitario come la Lombardia, ne ha solo 8, vale a dire uno ogni 1,2 milioni di abitanti. Il primato positivo è in Piemonte che
WINTER SCHOOL 2024 – PRIMA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE L’innovazione è l’implementazione di un prodotto, di un servizio, di un processo o un metodo, un ambito di business, un luogo di lavoro che viene introdotta sul Mercato in diversi ambiti di riferimento. L’introduzione sul Mercato fa la differenza tra Invenzione e Innovazione (Joseph Alois Schumpeter). Cambiare il Mercato, vale a dire i contesti nei quali l’Innovazione viene introdotta, significa cambiare il futuro di questi ambiti per i quali l’Innovazione non esiste se non è applicata! Nel concetto di Global Health è compreso tutto quello che può cambiare, incidere positivamente, sul nostro benessere e sulla nostra salute. Le nuove tecnologie, in particolare la tecnologia informatica e biologica, stanno producendo cambiamenti importanti che incideranno pesantemente sul futuro della Salute Globale, fondamentale per garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti e a tutte le età, cercando di garantire sostenibilità e ampia diffusione. Il benessere globale, ed in particolare la tutela della salute, non è perseguibile senza una forte e fattiva collaborazione tra Pubblico e Privato. Il Governo ha recentemente sottolineato che per rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico occorre comprendere e valorizzare il Privato. Stiamo assistendo ad un progressivo superamento dei modelli Bismarck e Beveridge in ambito sanitario verso un sistema misto che comprende il meglio di entrambi i modelli, in linea con quello che sta succedendo in tutti i paesi europei. L’obiettivo è il raggiungimento di un modello di welfare europeo comune che superi le differenze tra i vari paesi membri nell’offerta di salute. Un grande evento aperto al pubblico, con presentazioni e dibattiti sui grandi temi per rendere consapevoli i cittadini. Indirizzato agli addetti ai lavori nei LAB più specialistici per dibattere sulle diverse tematiche. One to one nelle aree espositive progettate come Network Point, per garantire riservatezza e, come per le cure, equa opportunità di accesso e di visibilità per tutti favorendo ogni possibile scambio tra Pubblico & Privato. L'articolo WINTER SCHOOL 2024 – PRIMA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi, la cui disponibilità oggi è davvero ricca. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura. L'articolo La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA QUANTITA’ E LA QUALITA’ DELLA SALUTE MENTALE – INDAGINE SU QUANTO E COME SPENDIAMO PER LA SALUTE MENTALE IN ITALIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Le risorse a disposizione dei servizi pubblici di salute mentale in Italia sono a dir poco esigue se rapportate a quella di altri paesi europei confrontabili, per livelli di sviluppo economico e di welfare, con il nostro paese. L’Italia investe poco meno del 2,9% del fondo sanitario nazionale nella spesa destinata ai servizi per gli utenti con disturbi psichici e i loro familiari, contro le cifre del 7% della spesa sanitaria pubblica della Francia e il 9% della Germania. E anche nel Regno Unito le cose non sono molto differenti. A fronte di una spesa estremamente contenuta, l’Italia, almeno apparentemente, non ha maggiori problemi degli altri nell’assorbire la domanda di cura di salute mentale. Da più parti però, I professionisti, le organizzazioni sindacali, le società scientifiche di settore ma anche le famiglie, soprattutto quelle dei giovani utenti, rivendicano maggiori risorse denunciando l’insufficienza dell’attuale finanziamento. In un momento di particolare difficoltà, per non dire di crisi, del servizio sanitario nazionale la richiesta di maggiori risorse e investimenti non può essere disgiunta da una chiara progettualità sulle finalità di quell’investimento e soprattutto sui risultati che, aumentate le risorse, si vogliono ottenere. Il convegno, promosso dalla sezione emiliano-romagnola della Società Italiana di Psichiatria in collaborazione con Motore Sanità, intende affrontare questi temi attraverso il confronto tra professionisti, Ricercatori, associazione dei familiari e amministratori della cosa pubblica. L'articolo LA QUANTITA’ E LA QUALITA’ DELLA SALUTE MENTALE – INDAGINE SU QUANTO E COME SPENDIAMO PER LA SALUTE MENTALE IN ITALIA proviene da Motoresanità.it. Read More
BIOSIMILARI UNA SOLUZIONE CONCRETA A GARANZIA DELL’EQUITÀ E DELL’ACCESSO SOSTENIBILE ALLE CURE – LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it I farmaci biosimilari rappresentano una grande opportunità per la sostenibilità dei sistemi sanitari a livello mondiale. Attraverso il loro impiego, nel rispetto delle attuali normative Internazionali e Nazionali è opinione comune che si possa consentire il trattamento attraverso cure consolidate nel tempo dai dati real world, efficaci, sicure, per un numero maggiore di pazienti, garantendo più salute a parità di risorse. Inoltre in un’epoca in cui l’innovazione, introdotta da una propulsione straordinaria della ricerca, ha reso disponibili in quasi tutte le patologie, cure costose ma che cambiano l’aspettativa di vita dei cittadini malati, i biosimilari rappresentano una grande opportunità per creare sostenibilità e garanzia di accesso all’innovazione stessa. E molto chiara è la posizione dell’ente regolatorio Nazionale AIFA, che nel suo 2° documento “Position Paper sui Farmaci Biosimilari”, chiarisce ogni aspetto critico legato all’utilizzo di queste importanti opzioni terapeutiche. La scelta di trattamento rimane una decisione clinica affidata al medico e concordata con il paziente. “Per questi motivi è fondamentale promuovere un dialogo costruttivo tra il medico e il paziente sulle scelte terapeutiche a disposizione, contribuendo, così, alla formazione di pazienti consapevoli e partecipi”. Ma a che punto siamo dall’introduzione dei primi biosimilari ad oggi nelle varie regioni? Vi è stato un allargamento delle popolazioni da trattare? E’ stata colta l’opportunità con l’uso dei Biosimilari di ottenere risorse dai bilanci regionali in grado di dare accesso rapido all’innovazione? Motore sanità ritiene, attraverso il monitoraggio di quanto sta accadendo nelle diverse regioni, che sia il momento di aprire un nuovo dialogo su questo aspetto cruciale, condividendo criticità realizzative e buone pratiche adottate nei diversi territori. L'articolo BIOSIMILARI UNA SOLUZIONE CONCRETA A GARANZIA DELL’EQUITÀ E DELL’ACCESSO SOSTENIBILE ALLE CURE – LOMBARDIA proviene da Motoresanità.it. Read More
ASMA E BPCO  Punti di forza ed attuali criticità nella gestione della triplice terapia Il punto della situazione in Regione Veneto
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel Nostro paese tra le malattie croniche considerando quelle a carattere respiratorio l’impatto è davvero rilevante: anche nel 2021 come già negli anni precedenti, la sola spesa per farmaci era al settimo posto (5,64% della spesa Totale) attestandosi su 1,325 miliardi di €*.  Ma ben più pesante è la spesa ospedaliera riferibile soprattutto a BPCO ed ASMA, cronicità che derivano da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con ricadute importanti sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie, che sui servizi sanitari. Solo per la BPCO che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti) nel mondo con una incidenza in continuo aumento a causa di diversi fattori (fumo, inquinamento, graduale invecchiamento della popolazione), in Italia secondo i dati ISTAT abbiamo una prevalenza del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie, in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Ed anche per ASMA In Italia le stime indicano numeri importanti con una prevalenza del 5% (circa 3 milioni di persone) di cui il 10% presenta una forma di asma grave, un 87% dei pazienti che presenta almeno una comorbidità ed il 77% almeno due*. Nonostante lo scenario descritto vi sono molte aree critiche che riguardano la cura di queste patologie: un es° è l’aderenza alla terapia che resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Inoltre fino al 2022 la medicina territoriale non aveva accesso alla combinazione di terapie fondamentali per alcuni di questi pazienti che invece hanno elevata frequenza di visite in questo contesto assistenziale. Tutto ciò portava ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come in questo scenario il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, dovesse essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. In ambito BPCO una svolta si è avuta da AIFA con l’uscita della nota 99 che ha aperto la possibilità di prescrivere molte di queste terapie alla medicina territoriale, seppure con alcune criticità generatesi dalla necessità di avere una diagnosi certa a partire dall’esame spirometrico non sempre eseguibile nei tempi indicati dalla nota stessa per gli annosi problemi legati alle liste d’attesa. In ogni caso resta a carico degli specialisti indicati dalle stesse regioni la prescrizione dei farmaci in triplice terapia da dedicare ai casi più complessi. Ma queste indicazioni possono portare ad un accesso diverso dei cittadini affetti da questa patologia? Qual è l’attuale situazione da questo punto di vista nella regione Veneto per la prescrizione della triplice terapia sia in BPCO che ASMA? Come si è organizzata la rete
SALUTE OLTRE LA CITTÀ soluzioni innovative per la sanità di montagna
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Oltre le città, nelle cosiddette “aree interne” dove abita un quarto della popolazione italiana, è un mondo di oltre 4000 comuni, fatto di piccole o medie località.  Un mondo fatto spesso di località montane, qualcuna turistica, che si anima nei periodi di maggior afflusso, ma dove, comunque, le persone vivono, lavorano, mandano i figli a scuola. È, anche, un mondo dove l’invecchiamento della popolazione è più evidente ed i bisogni assistenziali maggiori. La Sanità italiana è capillare e raggiunge, magari anche solo con un piccolo presidio, tutte le località abitate, ma la carenza di medici e di personale sanitario sta rendendo sempre più difficoltoso presidiare questi territori marginali in un contesto, soprattutto quello montano dove, per evitare lo spopolamento, è necessario fornire al meglio tutti quei servizi, e quello sanitario in primis, che permettano alle popolazioni residenti di avere le stesse opportunità e la medesima qualità di vita che avrebbero su altri territori. Per le popolazioni che abitano questi territori, l’equità di accesso alle cure è di fondamentale importanza per poter continuare a vivere nelle loro comunità. La ridefinizione della sanità territoriale, fortemente promossa e incentivata dal PNRR, e le reti di prossimità sembrano essere la risposta più appropriata, ma servono nuovi modelli organizzativi che, a partire dalla ridefinizione del ruolo del medico di medicina generale, arrivino a comprendere tutti i profili e gli strumenti sanitari utili/necessari alla sanità del territorio, quali l’assistenza nell’urgenza-emergenza, l’accesso alle cure ospedaliere, alla specialistica, all’assistenza territoriale, alle farmacie.   Per permettere questo, è necessario individuare modelli organizzativi necessariamente differenti da quelli delle città o dei comuni più facilmente raggiungibili, ma che garantiscano livelli quantitativi e qualitativi dei servizi tali da garantire quell’equità che è diritto costituzionale. Il costruttivo lavoro comincia raccogliendo la domanda di sanità, espressa e latente, cui è necessario rispondere per favorire il ripopolamento e il rilancio di queste aree, e prosegue alla ricerca dell’EQUITÀ, di NUOVI MODELLI e di NUOVE PROPOSTE. Ai lavori parteciperanno sia le figure più istituzionali, preposte alla gestione politica e sociale dei territori coinvolti, sia le figure più tecniche e scientifiche, preposte alla programmazione sanitaria. L'articolo SALUTE OLTRE LA CITTÀ soluzioni innovative per la sanità di montagna proviene da Motoresanità.it. Read More
EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA  – LIGURIA, PIEMONTE e SARDEGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le Epilessie farmacoresistenti rappresentano oltre il 30% di tutte le forme epilettiche, sono caratterizzate da una ampia variabilità eziopatogenetica e clinica  e necessitano di competenze e conoscenze dedicate. Molte di queste Epilessie non responder sono Epilessie rare, per lo più ad insorgenza in età pediatrica, con tendenza alla cronicità e quindi con un impatto psico-sociale impegnativo. Non esiste un dato preciso sul numero esatto di pazienti con Epilessie rare in Italia. Nel Registro Nazionale delle Epilessie Rare (RES), che raccoglie dati soltanto su alcune forme di Epilessia rare in Italia, al 31 dicembre 2020 erano registrati circa 2.300 casi di Epilessie rare, di cui il 53,5% di sesso femminile e il 46,5% maschile. Va però sottolineato che il RES include solo alcune forme di Epilessia rare e che molti pazienti  non sono ancora stati diagnosticati o registrati nei registri medici ufficiali, e quindi è presumibile che questi casi siano fortemente sottostimati.  Tuttavia, si stima che le Epilessie rare rappresentino circa il 10-20% di tutti i casi di Epilessia.Come ogni malattia rara, una Epilessia rara è definita epidemiologicamente da un’incidenza < 5 casi su 10.000 e tra le forme di epilessia farmaco-resistente vi rientrano quindi le Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo che compaiono in epoca neonatale/infantile e che hanno talvolta un’etiologia genetica nota. A titolo di esempio si può citare la Sindrome di Dravet, che insorge nel primo anno di vita in bambini fino ad allora normali, con crisi di vario tipo spesso scatenate dalla febbre, cui poi si associa un deficit di sviluppo cognitivo-comportamentale. Si calcola che la Sindrome di Dravet colpisca circa 6,5/100.000 nati vivi e nell’80% dei casi in essi è riscontrabile una variante patogenetica del gene SCN1A. La Sindrome di Lennox-Gastaut invece è un’ Encefalopatia Epilettica e di Sviluppo che esordisce più tardivamente (con picco tra i 3 ed i 5 anni) e che si presenta con crisi di vario tipo, anch’esse farmacoresistenti ed associate a disturbi della sfera cognitivo-comportamentale. L’etiologia in questo caso è più variabile e la prevalenza è calcolata nell’1-2% di tutte le forme di Epilessia L'articolo EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA – LIGURIA, PIEMONTE e SARDEGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – MILANO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – MILANO proviene da Motoresanità.it. Read More
Il compromesso im possibile salute mentale di comunità, pazienti autori di reato e delega della devianza
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (legge 81/2014) si è assistito ad un progressivo incremento delle misure di sicurezza alternative alla pena comminate a persone giudicate non imputabili per vizio di mente. I servizi di salute mentale sono stati pertanto chiamati ad occuparsi in modo diretto dei percorsi di cura dei pazienti autori di reato confrontandosi da un lato con la difficoltà a conciliare il mandato di cura con quello del controllo sociale, dall’altro con l’evidente diversità di statuto rispetto alle altre istituzioni sociali coinvolte. I limiti della legge 81/2014, già in parte rilevati dalla Consulta nel 2022, sembrano infatti riconducibili oltre che ad una inadeguata programmazione dei percorsi di ingresso e uscita dalle REMS, alla mancata definizione dei livelli di collaborazione inter-istituzionale tra magistratura, professionisti della psichiatria forense, dipartimenti di salute mentale, forze dell’ordine, servizi sociali dei comuni, organi di coordinamento regionale. Il brutale assassinio della D.ssa Barbara Capovani ha ulteriormente acceso il dibattito sul rischio, avvertito dalla maggioranza degli operatori della salute mentale, ma anche da altri professionisti della sanità, di medicalizzazione, e nello specifico di psichiatrizzazione di molte forme di disagio e devianza sociale, con l’evidente pericolo di far regredire la salute mentale di comunità verso modelli organizzativi e operativi  in evidente contrasto con lo spirito della legge di riforma 180 del 1978.   Comitato Scientifico
Francesco Casamassima, Responsabile UFSMA Firenze AUSL Toscana Centro Giuliano Casu, già Direttore Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze ASL Toscana Centro L'articolo Il compromesso im possibile salute mentale di comunità, pazienti autori di reato e delega della devianza proviene da Motoresanità.it. Read More
TUMORI RARI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Europa ci sono 5,1 milioni di persone che hanno un tumore raro. I casi per singola patologia sono pochi ma i casi di tumori rari sono tanti. Si stima che nel loro insieme i tumori rari rappresentano circa il 24% di nuovi casi di cancro ogni anno. Sono oltre 200 i tumori rari finora identificati. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è circa del 48%, inferiore rispetto ai tumori a alta incidenza (63%). La diagnosi tardiva, la carenza di opzioni terapeutiche e di trattamenti rendono la prognosi dei tumori rari peggiore rispetto alle forme di tumore più frequenti. La cura dei tumori rari necessita di figure professionali specifiche in Centri di riferimento in grado di garantire una gestione clinica multidisciplinare tempestiva e di alto profilo, nonché una collaborazione in rete nazionale ed internazionale. Per questo è importante il consolidamento della Rete per i Tumori Rari che sia efficiente su tutto il territorio nazionale. La Legge quadro 175/2021 ha considerato oltre alle malattie rare anche i tumori rari in un’ottica inclusiva dove è possibile mettere a sistema una serie di percorsi e competenze per una gestione appropriata dei pazienti. I tumori rari pongono delle sfide che possono diventare opportunità di cura anche per i tumori più comuni: dallo studio di strategie farmacologiche e di meccanismi di genesi dei tumori ai bisogni sanitari insoddisfatti che ci aprono la possibilità di sperimentare strategie innovative. Si propongono momenti di incontro e di confronto tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei tumori rari: istituzioni, medici e ricercatori, associazioni di pazienti e aziende. L’obiettivo è quello di valorizzare la collaborazione tra gli stakeholder al fine di identificare i bisogni dei pazienti e migliorare l’organizzazione dell’assistenza e sostenere la ricerca scientifica. L'articolo TUMORI RARI proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – UDINE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – UDINE proviene da Motoresanità.it. Read More
CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – CALABRIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel decimo anniversario della somministrazione di una terapia sperimentale a base di CAR-T a Emily Whitehead, la bambina di 7 anni affetta da leucemia che fu trattata al Children’s Hospital di Philadelphia, nuove terapie a base di cellule CAR-T si aggiungono con grandi aspettative e nuovi sviluppi per nuove indicazioni. L’innovazione portata dalle terapie CAR-T al di fuori di ogni dubbio rappresenta uno dei traguardi medici più importanti del nuovo secolo nella battaglia contro i tumori. Ai loro successi ed al loro sviluppo futuro sono stati dedicati centinaia di lavori; molti di questi hanno contribuito alle attuali indicazioni e molti altri stanno facendo la stessa cosa per anticiparne l’utilizzo ed ampliarlo ad altre patologie. Infatti, alle indicazioni per la leucemia linfoblastica acuta, il linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, linfoma a cellule mantellari, linfoma follicolare, si aggiungono quelle sul mieloma multiplo e le anticipazioni alla 2° linea nel linfoma diffuso a grandi cellule B e linfoma a cellule B ad alto grado. nel mieloma i primi dati indicano un tasso di risposta globale (ORR) 98%, tasso di risposta completa (CR) 83%, sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale mediana (OS) non raggiunte, suggerendo che più del 50% dei pazienti è libero da progressione di malattia ad oltre 2 anni*). Una sola infusione di questo trattamento personalizzato per tutte queste indicazioni rappresenta una speranza di vita unica, per quanti non hanno alternative terapeutiche al progredire della loro patologia. Nonostante l’esperienza accumulata con le prime indicazioni riguardasse un numero esiguo di pazienti, essa ha comunque messo a dura prova il sistema organizzativo assistenziale, facendo subito emergere la necessità di creare nuovi concreti modelli rapidamente applicabili, poiché i tempi di accesso sono cruciali e critici per i pazienti. Alcuni nodi sono emersi da subito come fondamentali in questo senso: accreditamento richiesto ai centri per poter somministrare e gestire in piena sicurezza la procedura in ogni suo passaggio, organico adeguato e pienamente dedicato, spazi adeguati all’interno della struttura accreditata, percorso amministrativo strutturato, efficiente, rapido nei diversi passaggi contrattuali dall’acquisto in poi. L'articolo CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – CALABRIA proviene da Motoresanità.it. Read More
L’OSSERVATORIO INNOVAZIONE DI MOTORE SANITA’ PRESENTA – MA QUANTO SPENDIAMO REALMENTE PER LA SANITA’ IN ITALIA?
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Misurare è fondamentale, ma per misurare i dati devono essere omogenei, trasparenti, interoperabili, oggettivi. La sanità è al centro dell’attenzione, così come il futuro del SSN. Che il sistema sanitario in Italia sia sottofinanziato è palese, ma spesso i dati di spesa, e soprattutto la spesa pro capite, oltre ad essere una variabile più utile che il rapporto finanziamento/PIL, è soggetta a variazioni ed interpretazioni diverse. L’Osservatorio di Motore Sanità promuove un confronto per fare luce su quanto realmente si spende per la sanità in Italia, quanto ci possiamo permettere di spendere e quanto ammonti realmente la parte di spesa privata da parte del cittadino, intermediata o meno, percentualmente la più alta d’Europa, per capire come farla rientrare all’interno del sistema che palesemente si è trasformato in un sistema misto con una evoluzione progressiva poco governata. L'articolo L’OSSERVATORIO INNOVAZIONE DI MOTORE SANITA’ PRESENTA – MA QUANTO SPENDIAMO REALMENTE PER LA SANITA’ IN ITALIA? proviene da Motoresanità.it. Read More
LA MEDICINA AL MASCHILE TRA FERTILITÀ E MALATTIE SESSUALI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE L’approccio epidemiologico, sociale e clinico alle malattie dell’apparato sessuale e della riproduzione presenta notevoli differenze tra i due sessi. Nella Femmina, alla comparsa del menarca (10-12 anni di vita), ci sono tre componenti fondamentali che rendono quel momento come un momento fondamentale per il corretto apprendimento e sviluppo dell’apparato genitale: Il Rapporto Madre-Figlia: la Madre ha già anticipatamente preparato la Figlia allo specifico momento e rappresenta un continuo supporto informativo e formativo; Rapporto tra Adolescenti: le ragazze hanno un approccio all’evento di tipo collaborativo e di confronto; Rapporto con lo Specialista: si instaura il rapporto con il Ginecologo che rafforza maggiormente la parte informativa e l’approccio, che non si limita alla conoscenza di cosa accade nello specifico momento, ma che diventa anche momento di informazione sulle malattie infettive sessualmente trasmesse e relative vaccinazioni, sui mezzi di contraccezione, etc. Nel Maschio, non essendoci un momento specifico di «passaggio» all’età puberale, l’approccio al proprio apparato genitale è profondamente differente: Il rapporto genitoriale può essere totalmente mancante, in quanto il ragazzo ha pudore di affrontare questi argomenti con il Genitore, anche se di sesso maschile (e viceversa); Il rapporto con gli altri Adolescenti Maschi è talvolta di scherno e non collaborativo, talvolta aggravato dalle situazioni concomitanti che accompagnano l’adolescenza (acne, eccessiva sudorazione, etc), fino allo scambio di false informazioni ed esperienze negative; Non esiste il rapporto/confronto con lo Specialista, se non in casi sporadici (Pediatra o Andrologo) dettati dall’intervento di un Genitore, mancando quindi sia l’informazione generale che apparato-specifica (criptorchidismo, varicocele, etc). La visita di leva militare, che si effettuava attorno al 17-18° anno di età, rappresentava quindi il primo vero momento in cui gli adolescenti di sesso maschile affrontavano una visita di screening dell’integrità del proprio apparato genitale attraverso una appropriata visita ispettiva. Si creava comunque una gap di screening sanitario ed informativo di 6-8 anni tra i due sessi. Con il DL 30/06/2005 n. 115 (G.U. del 01/07/2005) il Ministro della Difesa sospendeva la leva obbligatoria e quindi anche la visita di leva veniva soppressa. Conseguentemente il soggetto di sesso maschile si è trovato a non avere più uno specifico momento di riferimento di screening sanitario generale, ma specialmente mirato al suo apparato genitale (si ricorda che, ad esempio, il varicocele era elemento di riforma al servizio militare). Quindi con la sospensione della visita di leva militare (2005), il gap informativo, precedentemente di 6-8 anni, si incrementa fino a 16-18 anni, diventando per il soggetto Maschio il momento procreativo il campanello d’allarme per la presenza di possibili alterazioni/malformazioni/patologie dell’apparato sessuale. Il progetto non vuole certamente ristabilire la visita di leva militare, ma identificare una possibile via alternativa per una precoce identificazione di possibili alterazioni/malformazioni/patologie dell’apparato sessuale maschile, modificando le procedure e gli approcci con l’adolescente ed identificando percorsi alternativi che possano salvaguardare il suo apparato sessuale, la sua vita sessuale e il futuro riproduttivo. L'articolo LA MEDICINA AL MASCHILE TRA FERTILITÀ E MALATTIE SESSUALI proviene da Motoresanità.it. Read More
PROGETTO VITILIGINE –  NAZIONALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La vitiligine è una condizione cronica della pelle caratterizzata dalla comparsa, in vari distretti corporei, di chiazze bianche o traslucide dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta alla melanina. La causa sarebbe l’attacco da parte del sistema immunitario ai melanociti, cellule produttrici di questo pigmento, ma allo stato attuale delle conoscenze è considerata una patologia multifattoriale con cause non solo immuno-mediate ma anche genetiche, endocrine, metaboliche, infiammatorie e secondo alcune ipotesi anche virali. I fattori di rischio comunque includono, seppure con una relazione non completamente chiarita, anche storia familiare di questa patologia o di altre malattie autoimmuni (ipertiroidismo in particolare se causato dalla malattia di Graves o ipotiroidismo in particolare se causato dalla tiroidite di Hashimoto, alopecia areata, anemia perniciosa, diabete, morbo di Addison). Le zone colpite sono il viso, le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ginocchia, le mani, la cresta tibiale, le caviglie, le ascelle, l’ano e l’area genitale, l’ombelico e i capezzoli. La cute affetta è estremamente predisposta alle ustioni solari. Le zone cutanee interessate producono anche peli di colore bianco. Viene classificata in 2 forme: una detta segmentaria (meno diffusa colpisce una sola zona del corpo, monolateralmente tendenzialmente non progressiva) ed una non-segmentaria (più diffusa simmetrica e progressiva che colpisce in particolare volto e arti superiori e inferiori). Nella forma più severa si arriva in alcuni anni alla perdita quasi completa della colorazione cutanea del corpo. Per quanto riguarda l’epidemiologia non ci sono dati sicuri ma a livello mondiale si stima che colpisca circa 0,5-2% della popolazione (100 milioni). In Italia si stima una prevalenza di circa 700 mila – 1 milione con una età media d’insorgenza tra i 10 e i 30 anni. La vitiligine non incide sulla aspettativa di vita ed è considerata una patologia di tipo “estetico”. Ma come condizione può avere pesanti ripercussioni psicologiche: infatti è tra le malattie con i più bassi indici di qualità della vita, per l’impatto psicologico che causa nei pazienti e le ricadute sociali/di relazione sia nella vita professionale che privata. In passato le diverse terapie disponibili portavano spesso ad insuccesso terapeutico, ma oggi la ricerca ha prodotto interessanti nuove opportunità di cura attraverso lo sviluppo di inibitori JAK (ruxolitinib) e di anticorpi monoclonali anti-IL-15Rβ (in grado di colpire linfociti T autoreattivi e far regredire stabilmente la patologia) L'articolo PROGETTO VITILIGINE – NAZIONALE proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO DI LAVORO –  UP TO DATE SULLA CHIRURGIA ONCOLOGICA – L’ESEMPIO DEL COLON-RETTO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE La chirurgia sta vivendo un momento di grande trasformazione grazie ad una ricerca imponente che sta sfruttando appieno l’applicazione pratica di tecnologie ingegneristiche, meccaniche, informatiche, matematiche sempre più sofisticate. Tutto questo ha prodotto una innovazione tecnologica che ha consentito di raggiungere traguardi di salute impensabili fino ad un trentennio fa. Ma ha anche consentito di spostare gli obiettivi dall’intervento che rimuove le cause di malattia quindi fine a sé stesso, all’intervento mirato che consente un rapido recupero funzionale ed una qualità di vita nettamente migliori. Tra le nuove tecniche nate per ridurre il traumatismo, permettendo di ottenere gli stessi risultati e limitando le possibili complicanze causate dall’intervento stesso, vi sono la Chirurgia Laparoscopica e l’evoluzione nella robotica. In questo ultimo ambito infatti lo sviluppo di nuovi strumenti laparoscopici è in grado di restituire al chirurgo tutti i gradi di libertà della chirurgia tradizionale applicandoli mininvasivamente, come ad esempio il movimento del polso assente nella Chirurgia Laparoscopica. Molti sono i settori che hanno attraversato questi cambiamenti e stanno sfruttando queste tecnologie ed uno dei principali è certamente quello oncologico. E l’ambito oncologico è certamente ad alta complessità sia per la gravità della malattia che per la necessità di operare in un ambito multidisciplinare all’interno di equipe dove oltre all’anestesista, oggi devono partecipare attivamente alle decisioni clinico-chirurgiche l’oncologo, il Radioterapista, l’anatomopatologo e molti altri professionisti della filiera. Insieme viene concordato il percorso diagnostico e terapeutico per il paziente e ne viene seguito lo svolgimento. Il chirurgo oncologo può intervenire nella fase della diagnosi eseguendo ad esempio biopsie dal cui esame istologico può precisare la diagnosi, stabilire e pianificare attraverso vari esami strumentali dimensioni e vastità del campo operatorio. Può intervenire con la rimozione di un intero organo o di una singola parte affetta da tumore, scegliendo la tecnica chirurgica più opportuna ma sempre all’interno di un percorso concordato e combinato, che sfrutta l’opportunità anche di terapie sempre più mirate e facilitanti l’intervento. Altre volte invece deve intervenire in modo non radicale ma solamente palliativo per ridurre masse tumorali sviluppatesi in più organi e che non è possibile asportare completamente od anche trattare complicanze di patologie neoplastiche non operabili come sanguinamenti, occlusioni, etc. In questo contesto di così grande cambiamento Motore Sanità vuole aprire una discussione tra esperti per comprendere come i percorsi assistenziali possano essere implementati e modernizzati. L'articolo TAVOLO DI LAVORO – UP TO DATE SULLA CHIRURGIA ONCOLOGICA – L’ESEMPIO DEL COLON-RETTO proviene da Motoresanità.it. Read More
Progetto Vitiligine LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La vitiligine è una condizione cronica della pelle caratterizzata dalla comparsa, in vari distretti corporei, di chiazze bianche o traslucide dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta alla melanina. La causa sarebbe l’attacco da parte del sistema immunitario ai melanociti, cellule produttrici di questo pigmento, ma allo stato attuale delle conoscenze è considerata una patologia multifattoriale con cause non solo immuno-mediate ma anche genetiche, endocrine, metaboliche, infiammatorie e secondo alcune ipotesi anche virali. I fattori di rischio comunque includono, seppure con una relazione non completamente chiarita, anche storia familiare di questa patologia o di altre malattie autoimmuni (ipertiroidismo in particolare se causato dalla malattia di Graves o ipotiroidismo in particolare se causato dalla tiroidite di Hashimoto, alopecia areata, anemia perniciosa, diabete, morbo di Addison). Le zone colpite sono il viso, le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ginocchia, le mani, la cresta tibiale, le caviglie, le ascelle, l’ano e l’area genitale, l’ombelico e i capezzoli. La cute affetta è estremamente predisposta alle ustioni solari. Le zone cutanee interessate producono anche peli di colore bianco. Viene classificata in 2 forme: una detta segmentaria (meno diffusa colpisce una sola zona del corpo, monolateralmente tendenzialmente non progressiva) ed una non-segmentaria (più diffusa simmetrica e progressiva che colpisce in particolare volto e arti superiori e inferiori). Nella forma più severa si arriva in alcuni anni alla perdita quasi completa della colorazione cutanea del corpo. Per quanto riguarda l’epidemiologia non ci sono dati sicuri ma a livello mondiale si stima che colpisca circa 0,5-2% della popolazione (100 milioni). In Italia si stima una prevalenza di circa 700 mila – 1 milione con una età media d’insorgenza tra i 10 e i 30 anni. La vitiligine non incide sulla aspettativa di vita ed è considerata una patologia di tipo “estetico”. Ma come condizione può avere pesanti ripercussioni psicologiche: infatti è tra le malattie con i più bassi indici di qualità della vita, per l’impatto psicologico che causa nei pazienti e le ricadute sociali/di relazione sia nella vita professionale che privata. In passato le diverse terapie disponibili portavano spesso ad insuccesso terapeutico, ma oggi la ricerca ha prodotto interessanti nuove opportunità di cura attraverso lo sviluppo di inibitori JAK (ruxolitinib) e di anticorpi monoclonali anti-IL-15Rβ (in grado di colpire linfociti T autoreattivi e far regredire stabilmente la patologia) L'articolo Progetto Vitiligine LOMBARDIA proviene da Motoresanità.it. Read More
Lo snodo chiave della transizione nelle Malattie rare neuromuscolari – EMILIA-ROMAGNA
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Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 100.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone.
Ancora oggi nel nostro paese in questo ambito, gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (mediamente pari a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) emergono come snodi chiave su cui agire. Ed oltre a questo i modelli assistenziali messi in campo dai diversi SSR fanno in modo che una volta ottenuta una corretta diagnosi, la presa in carico non sia sempre equa ed uniforme.
Molto si è fatto in Italia dal punto di vista legislativo in questi ultimi 2 anni ed anche se non tutto quanto previsto sarà attuabile subito, contemporaneamente ed uniformemente nelle diverse realtà assistenziale delle Ns Regioni. A questo si aggiungano le difficoltà di gestione del modello di transizione che in molte di queste patologie come ad es° quelle neuromuscolari (NMD) richiede un’assistenza integrata ed una continuità delle cure efficace dall’infanzia all’età adulta. Solo con un lavoro di gruppo ben coordinato attraverso team multidisciplinari correttamente formati è possibile una presa in carico a 360° in grado non solo di fornire le migliori cure disponibili ma anche consigli pratici sulla vita quotidiana, supporto psicologico e consentire un reale reinserimento sociale.
Tra le diverse NMD (Distrofie Muscolari, Neuropatie geneticamente determinate e infiammatorie, Patologie della placca neuromuscolare, come le Miastenie le Miopatie infiammatorie, Congenite e Encefalomiopatie mitocondriali) un es° significativo è quello dell’atrofia muscolare spinale (SMA), condizione neuromuscolare genetica che affligge ogni anno, nel mondo, circa 1 bambino ogni 6.000 nati vivi. In Italia sono 1300 i pazienti con Atrofia Muscolare Spinale stimati.
Essa è causata da un difetto nel gene chiamato SMN1, il principale responsabile della produzione della proteina SMN che gioca un ruolo fondamentale nella sopravvivenza dei motoneuroni del midollo spinale. Quando i livelli di proteina SMN sono ridotti, i motoneuroni non riescono più a spedire i segnali ai muscoli, causandone una riduzione nelle dimensioni e indebolendoli in maniera progressiva. Viene diagnosticata in età pediatrica rara e progredisce rapidamente causando appunto indebolimento dei muscoli ed a seconda della sua gravità può portare a difficoltà nel muoversi, nel mangiare e in alcuni casi nel respirare, rendendo i pazienti progressivamente dipendenti dai familiari e dai caregiver.
In molti casi oggi contenere i tempi tra screening estesi, diagnosi, presa in carico diventa fondamentale per cambiare la storia di malattia e la vita di queste persone poiché la ricerca ha portato nuove opportunità di cura e nuove speranze. E il passaggio dalla fase pediatrica a quella adulta coglie spesso il sistema assistenziale impreparato. Motore Sanità intende organizzare delle giornate di analisi e proposte per implementarne azioni concrete in questo ambito. L'articolo Lo snodo chiave della transizione nelle Malattie rare neuromuscolari – EMILIA-ROMAGNA proviene da
PSICHIATRIA E GIUSTIZIA AL SERVIZIO DELLA SOCIETA’
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (legge 81/2014) si è assistito ad un progressivo incremento delle misure di sicurezza comminate in luogo della pena a persone giudicate non imputabili per vizio di mente, totale o parziale. I Dipartimenti di Salute Mentale sono sempre più spesso chiamati ad occuparsi in modo diretto dei percorsi di cura dei pazienti autori di reato confrontandosi da un lato con la difficoltà a conciliare il mandato di cura con quello del controllo sociale, dall’altro con l’evidente diversità di statuto rispetto alle altre istituzioni sociali coinvolte. I limiti della legge 81/2014, già in parte rilevati dalla Consulta nel 2022, sembrano infatti riconducibili oltre che ad una inadeguata programmazione dei percorsi di ingresso e uscita dalle REMS, alla mancata definizione dei livelli di collaborazione inter-istituzionale tra magistratura, professionisti della psichiatria forense, Dipartimenti di Salute Mentale, forze dell’ordine, servizi sociali dei comuni, organi di coordinamento regionale. La consulenza tecnica a supporto delle scelte della Magistratura diventa centrale ai fini dell’appropriatezza della definizione della misura di sicurezza più adeguata oltre che per un corretto utilizzo delle risorse disponibili. In questo contesto si inserisce il Centro per la Profilazione ed Analisi Criminologica (Ce.P.A.C.), progetto sperimentale voluto dalla Regione Veneto che basa la propria operatività su protocolli e strumenti validati, con l’obiettivo di garantire la necessaria appropriatezza tecnica. L'articolo PSICHIATRIA E GIUSTIZIA AL SERVIZIO DELLA SOCIETA’ proviene da Motoresanità.it. Read More
Biosimilari una soluzione concreta a garanzia dell’equità e dell’accesso sostenibile alle cure –  Regione PIEMONTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO I farmaci biosimilari rappresentano una grande opportunità per la sostenibilità dei sistemi sanitari a livello mondiale. Attraverso il loro impiego, nel rispetto delle attuali normative Internazionali e Nazionali è opinione comune che si possa consentire il trattamento attraverso cure consolidate nel tempo dai dati real world, efficaci, sicure, per un numero maggiore di pazienti, garantendo più salute a parità di risorse. Inoltre in un’epoca in cui l’innovazione, introdotta da una propulsione straordinaria della ricerca, ha reso disponibili in quasi tutte le patologie, cure costose ma che cambiano l’aspettativa di vita dei cittadini malati, i biosimilari rappresentano una grande opportunità per creare sostenibilità e garanzia di accesso all’innovazione stessa. E molto chiara è la posizione dell’ente regolatorio Nazionale AIFA, che nel suo 2° documento “Position Paper sui Farmaci Biosimilari”, chiarisce ogni aspetto critico legato all’utilizzo di queste importanti opzioni terapeutiche. La scelta di trattamento rimane una decisione clinica affidata al medico e concordata con il paziente. “Per questi motivi è fondamentale promuovere un dialogo costruttivo tra il medico e il paziente sulle scelte terapeutiche a disposizione, contribuendo, così, alla formazione di pazienti consapevoli e partecipi”. Ma a che punto siamo dall’introduzione dei primi biosimilari ad oggi nelle varie regioni? Vi è stato un allargamento delle popolazioni da trattare? E’ stata colta l’opportunità con l’uso dei Biosimilari di ottenere risorse dai bilanci regionali in grado di dare accesso rapido all’innovazione? Motore sanità ritiene, attraverso il monitoraggio di quanto sta accadendo nelle diverse regioni, che sia il momento di aprire un nuovo dialogo su questo aspetto cruciale, condividendo criticità realizzative e buone pratiche adottate nei diversi territori. L'articolo Biosimilari una soluzione concreta a garanzia dell’equità e dell’accesso sostenibile alle cure – Regione PIEMONTE proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCONNECTION – NORD EST: EMILIA-ROMAGNA, FRIULI-VENEZIA GIULIA, TRENTINO-ALTO ADIGE, VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il futuro dell’oncologia è promettente e sempre in continua evoluzione. Ci sono molte aree di ricerca in corso per migliorare la diagnosi, il trattamento e la cura dei tumori. Molte conquiste sono diventate realtà: per citarne solo alcune, lo studio dei checkpoints immunologici e la genomica hanno rivoluzionato dal punto di vista diagnostico e terapeutico la gran parte delle patologie oncologiche. Rispetto alle difficoltà di ricerca nell’individuare le prime mutazioni specifiche scoperte, con anni necessari per la messa a punto di nuove terapie che spesso col tempo diventavano resistenti, oggi siamo arrivati a livelli di conoscenza molto avanzati che utilizzano metodologie diagnostiche estremamente evolute. Le sigle oggi ALK, BRAF, NTRK 1, 2, 3, ROS1, BRAS, EGFR, HER2, BRCA1, BRCA2, PD1, PDL1 indicano un continuo patrimonio di conoscenze che cambia e si somma tra diverse linee di tumore in studio. E la stessa misura della malattia minima residua (MRD) ottenibile con alcune tecnologie di laboratorio molto sofisticate in grado di trovare una cellula cancerosa tra un milione di cellule normali, è fattore chiave per valutare l’esito della terapia utilizzata o capire se il tumore rischia di ripresentarsi ed individuarlo precocemente, in modo da riorganizzare un nuovo piano terapeutico mirato.  Le certezze che in breve tempo arrivano dagli studi basket delle molte terapie agnostiche resesi disponibili,  richiedono rapidità di valutazioni sul loro impatto clinico in termini di esiti della cura, da traslare in altre linee tumorali e forme di tumore. L’efficacia degli anti-PD1/anti-PD- L1, la selettività d’azione degli anticorpi bispecifici, le attuali e nuove indicazioni di CART, sono punti che richiedono estrema attenzione programmatoria nella nuova governance dell’oncologia. L’impatto del modello mutazionale è ed è stato particolarmente forte sui diversi livelli organizzativi del servizio sanitario. In primo luogo, relativamente alla definizione di confini, ambiti e competenze dei professionisti. E qualunque progresso diagnostico-terapeutico e’ nullo se non e’ accompagnato dalla capacità del sistema di accogliere l’innovazione. Ancora oggi nonostante l’accesso ai farmaci innovativi sia molto migliorato in Italia, la complessità burocratica spesso generata dal reale ed equo accesso in ogni singola regione, crea ancora un ritardo considerevole rispetto ad altri paesi dell’area EMA. L’accesso reale è inoltre fortemente condizionato da un disallineamento tra l’approvazione e la rimborsabilità della parte farmaceutica con quella della parte diagnostica che oramai per tutte le terapie targhettizzate è un passaggio obbligato. L'articolo ONCONNECTION – NORD EST: EMILIA-ROMAGNA, FRIULI-VENEZIA GIULIA, TRENTINO-ALTO ADIGE, VENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
L’accesso regionale alle terapie innovative l’esempio della regione SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Era il 2016 quando l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) lanciò PRIME (PRIority Medicines scheme), un programma nato con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di farmaci in patologie dove i pazienti presentavano dei bisogni terapeutici insoddisfatti. Tramite PRIME, l’EMA offriva supporto alle aziende per la generazione di dati affidabili su efficacia e sicurezza di un farmaco al fine di velocizzare il processo di valutazione e l’accesso al mercato. In questi ultimi anni l’ente regolatore Italiano di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci (AIFA) ha cercato di accelerare le procedure, attraverso diverse attività. In primis ha creato attraverso la sua Commissione tecnica (CTS), un sistema di valutazione dell’innovazione molto stringente e basato su 3 precisi criteri scientifici: Bisogno terapeutico, Valore terapeutico aggiunto, Qualità delle prove. Questa valutazione portava a definire come immediato l’accesso in ogni regione, bypassando i singoli prontuari regionali o territoriali, dando alle regioni il solo onere di stabilire quali centri sarebbero stati abilitati alla prescrizione della terapia innovativa. Ma restava ancora un passaggio indispensabile per poter rendere concretamente realizzabile e realizzato questo processo: l’istituzione di fondi nazionali dedicati che sgravassero le regioni da criticità eventuali di bilancio, rendendo un accesso equo ed uniforme su tutto il territorio Nazionale. L’Articolo 1 (commi 400 e 401) della Legge di Bilancio 2017 (n. 232/2016) ha così istituito due fondi, di 500 milioni di Euro ciascuno oggi trasformati in un fondo unico che sarà di anno in anno implementato (100Mln/anno) in base a nuove risorse disponibili. Ma quando si parla di innovazione è molto importante comprendere come molte delle terapie introdotte che non entrano nei parametri valutativi AIFA sopra elencati, possano generare ricadute importanti sulla semplificazione e sull’aderenza alle cure così come sull’impatto organizzativo e assistenziale. Nonostante questo grande impegno delle autorità regolatorie Internazionali e Nazionali ancora oggi la tempistica di accesso reale per il paziente all’innovazione introdotta, può richiedere molti mesi, a causa di diversi ulteriori passaggi richiesti dalla burocrazia regionale: indicazione dei centri prescrittori e dei clinici prescrittori, riunione/valutazione/indicazioni delle commissioni regionali, comunicazione sulle procedure di erogazione tra Hub&Spoke, comunicazione agli enti, procedura di acquisto da parte di ente regionale accentrato o farmacia Ospedaliera da parte del centro abilitato. Partendo dall’esempio della regione Lombardia, Motore sanità intende analizzare i flussi di accesso per raccogliere idee pratiche utili a facilitare le tempistiche di accesso in aree ad alta innovazione come quelle oncologica, ematologica, immunologica, endocrinologica, che negli anni ha visto una accelerazione in termini di prodotti di ricerca innovativi davvero dirompente, nei confronti della quale in alcuni casi il paziente non ha tempo di attendere. L'articolo L’accesso regionale alle terapie innovative l’esempio della regione SICILIA proviene da Motoresanità.it. Read More
MODALITÀ DI ACCESSO ALLE TERAPIE INNOVATIVE – LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Era il 2016 quando l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) lanciò PRIME (PRIority Medicines scheme), un programma nato con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di farmaci in patologie dove i pazienti presentavano dei bisogni terapeutici insoddisfatti. Tramite PRIME, l’EMA offriva supporto alle aziende per la generazione di dati affidabili su efficacia e sicurezza di un farmaco al fine di velocizzare il processo di valutazione e l’accesso al mercato. In questi ultimi anni l’ente regolatore Italiano di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci (AIFA) ha cercato di accelerare le procedure, attraverso diverse attività. In primis ha creato attraverso la sua Commissione tecnica (CTS), un sistema di valutazione dell’innovazione molto stringente e basato su 3 precisi criteri scientifici: Bisogno terapeutico, Valore terapeutico aggiunto, Qualità delle prove. Questa valutazione portava a definire come immediato l’accesso in ogni regione, bypassando i singoli prontuari regionali o territoriali, dando alle regioni il solo onere di stabilire quali centri sarebbero stati abilitati alla prescrizione della terapia innovativa. Inoltre restava un passaggio indispensabile per poter rendere concretamente realizzabile e realizzato questo processo: l’istituzione di fondi nazionali dedicati che sgravassero le regioni da criticità eventuali di bilancio, rendendo un accesso equo ed uniforme su tutto il territorio Nazionale. L’Articolo 1 (commi 400 e 401) della Legge di Bilancio 2017 (n. 232/2016) ha così istituito due fondi, di 500 milioni di Euro ciascuno oggi trasformati in un fondo unico che sarà di anno in anno implementato (100Mln/anno) in base a nuove risorse disponibili. Quando si parla di innovazione è molto importante comprendere come molte delle terapie introdotte che non entrano nei parametri valutativi AIFA sopra elencati, possano generare ricadute importanti sulla semplificazione e sull’aderenza alle cure così come sull’impatto organizzativo e assistenziale. Nonostante questo grande impegno delle autorità regolatorie Internazionali e Nazionali ancora oggi la tempistica di accesso reale per il paziente all’innovazione introdotta, può richiedere molti mesi, a causa di diversi ulteriori passaggi richiesti dalla burocrazia regionale: indicazione dei centri prescrittori e dei clinici prescrittori, riunione/valutazione/indicazioni delle commissioni regionali, comunicazione sulle procedure di erogazione tra Hub&Spoke, comunicazione agli enti, procedura di acquisto da parte di ente regionale accentrato o farmacia Ospedaliera da parte del centro abilitato.
L’attività di Horizon Scanning(HS) consiste nella individuazione e ricerca di novità in ambito sanitario in relazione a Tecnologie sanitarie, nuove o obsolete,  (farmaci-dispositivi-apparecchiature-tecnologie…) per le valutazioni conseguenti in termini di impatto clinico e anche economico. E’ così possibile rapidamente informare tutti gli stakeholder ( cittadini, clinici, operatori SSN…)sui possibili effetti positivi sulla salute. AIFA pubblica annualmente un dettagliato report sui farmaci in arrivo. La metodologia HS si presta ad essere utilizzata anche in ambiti normativi, organizzativi, formativi etc. Partendo dall’esempio della Regione Lombardia, Motore Sanità intende analizzare i flussi di accesso per raccogliere idee pratiche utili a facilitare le tempistiche di accesso in aree ad alta innovazione come quelle oncologica, ematologica, immunologica, endocrinologica, che negli anni ha visto una accelerazione in termini di prodotti di ricerca innovativi davvero dirompente, nei confronti della quale in alcuni casi il paziente
Progetto Vitiligine LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La vitiligine è una condizione cronica della pelle caratterizzata dalla comparsa, in vari distretti corporei, di chiazze bianche o traslucide dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta alla melanina. La causa sarebbe l’attacco da parte del sistema immunitario ai melanociti, cellule produttrici di questo pigmento, ma allo stato attuale delle conoscenze è considerata una patologia multifattoriale con cause non solo immuno-mediate ma anche genetiche, endocrine, metaboliche, infiammatorie e secondo alcune ipotesi anche virali. I fattori di rischio comunque includono, seppure con una relazione non completamente chiarita, anche storia familiare di questa patologia o di altre malattie autoimmuni (ipertiroidismo in particolare se causato dalla malattia di Graves o ipotiroidismo in particolare se causato dalla tiroidite di Hashimoto, alopecia areata, anemia perniciosa, diabete, morbo di Addison). Le zone colpite sono il viso, le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ginocchia, le mani, la cresta tibiale, le caviglie, le ascelle, l’ano e l’area genitale, l’ombelico e i capezzoli. La cute affetta è estremamente predisposta alle ustioni solari. Le zone cutanee interessate producono anche peli di colore bianco. Viene classificata in 2 forme: una detta segmentaria (meno diffusa colpisce una sola zona del corpo, monolateralmente tendenzialmente non progressiva) ed una non-segmentaria (più diffusa simmetrica e progressiva che colpisce in particolare volto e arti superiori e inferiori). Nella forma più severa si arriva in alcuni anni alla perdita quasi completa della colorazione cutanea del corpo. Per quanto riguarda l’epidemiologia non ci sono dati sicuri ma a livello mondiale si stima che colpisca circa 0,5-2% della popolazione (100 milioni). In Italia si stima una prevalenza di circa 700 mila – 1 milione con una età media d’insorgenza tra i 10 e i 30 anni. La vitiligine non incide sulla aspettativa di vita ed è considerata una patologia di tipo “estetico”. Ma come condizione può avere pesanti ripercussioni psicologiche: infatti è tra le malattie con i più bassi indici di qualità della vita, per l’impatto psicologico che causa nei pazienti e le ricadute sociali/di relazione sia nella vita professionale che privata. In passato le diverse terapie disponibili portavano spesso ad insuccesso terapeutico, ma oggi la ricerca ha prodotto interessanti nuove opportunità di cura attraverso lo sviluppo di inibitori JAK (ruxolitinib) e di anticorpi monoclonali anti-IL-15Rβ (in grado di colpire linfociti T autoreattivi e far regredire stabilmente la patologia) L'articolo Progetto Vitiligine LOMBARDIA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – PALERMO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – PALERMO proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – TORINO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – TORINO proviene da Motoresanità.it. Read More
CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – PIEMONTE, LIGURIA E TRIVENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel decimo anniversario della somministrazione di una terapia sperimentale a base di CAR-T a Emily Whitehead, la bambina di 7 anni affetta da leucemia che fu trattata al Children’s Hospital di Philadelphia, nuove terapie a base di cellule CAR-T si aggiungono con grandi aspettative e nuovi sviluppi per nuove indicazioni. L’innovazione portata dalle terapie CAR-T al di fuori di ogni dubbio rappresenta uno dei traguardi medici più importanti del nuovo secolo nella battaglia contro i tumori. Ai loro successi ed al loro sviluppo futuro sono stati dedicati centinaia di lavori; molti di questi hanno contribuito alle attuali indicazioni e molti altri stanno facendo la stessa cosa per anticiparne l’utilizzo ed ampliarlo ad altre patologie. Infatti, alle indicazioni per la leucemia linfoblastica acuta, il linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, linfoma a cellule mantellari, linfoma follicolare, si aggiungono quelle sul mieloma multiplo e le anticipazioni alla 2° linea nel linfoma diffuso a grandi cellule B e linfoma a cellule B ad alto grado. nel mieloma i primi dati indicano un tasso di risposta globale (ORR) 98%, tasso di risposta completa (CR) 83%, sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale mediana (OS) non raggiunte, suggerendo che più del 50% dei pazienti è libero da progressione di malattia ad oltre 2 anni*). Una sola infusione di questo trattamento personalizzato per tutte queste indicazioni rappresenta una speranza di vita unica, per quanti non hanno alternative terapeutiche al progredire della loro patologia. Nonostante l’esperienza accumulata con le prime indicazioni riguardasse un numero esiguo di pazienti, essa ha comunque messo a dura prova il sistema organizzativo assistenziale, facendo subito emergere la necessità di creare nuovi concreti modelli rapidamente applicabili, poiché i tempi di accesso sono cruciali e critici per i pazienti. Alcuni nodi sono emersi da subito come fondamentali in questo senso: accreditamento richiesto ai centri per poter somministrare e gestire in piena sicurezza la procedura in ogni suo passaggio, organico adeguato e pienamente dedicato, spazi adeguati all’interno della struttura accreditata, percorso amministrativo strutturato, efficiente, rapido nei diversi passaggi contrattuali dall’acquisto in poi. L'articolo CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – PIEMONTE, LIGURIA E TRIVENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
Scompenso cardiaco: cura salvavita per 1 milione di italiani (di cui 100mila vivono in Toscana)
Motoresanità.it Occorre adesso mettere in atto modelli assistenziali innovativi che mettano in contatto più stretto sul territorio il medico di famiglia, il cardiologo e l’infermiere. 18 aprile 2023 – Lo scompenso cardiaco, seconda causa di ricovero ospedaliero dopo il parto, rappresenta uno dei problemi più rilevanti dal punto di vista assistenziale che abbiamo da tempo nei nostri ospedali sia perché i pazienti sono tanti – potenzialmente la malattia riguarda 1 milione di italiani, di cui 100mila in regione Toscana – sia perché, essendo una patologia cronica, sono frequenti gli episodi di recidive e di reingresso ospedaliero. Percentualmente i pazienti sono in maggioranza anziani (oltre i 70 anni) e con più patologie e questo complica ulteriormente il quadro clinico.  SVOLTA NELLA CURA Fortunatamente, dal punto di vista farmacologico, esistono oggi grandi novità nella cura dello scompenso cardiaco, grazie agli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i):farmaco che nasce come anti diabetico, ma che ha dimostrato una grande efficacia anche nel trattamento dello scompenso cardiaco, essendo in grado di ridurre l’andamento della mortalità già dalle prime settimane dall’inizio della somministrazione. Sono farmaci estremamente facili da utilizzare, con dosaggio unico e senza la necessità, nel tempo, di incrementare le dosi, inoltre hanno effetti collaterali molto ridotti. “Potenzialmente garantiscono una gamma di utilizzo su pazienti molto vasta e da parte di specialisti diversi (cardiologo, internista, medico di medicina generale) – spiega Massimo Milli, Direttore SC Cardiologia Firenze 1, Azienda USL Toscana Centro, nel corso de webinar “L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI – SCOMPENSO CARDIACO – Focus on SGLT2i TOSCANA”, promosso da Motore Sanità con il patrocinio di Regione Toscana, Azienda USL Toscana Centro, Azienda USL Toscana nord ovest, Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Università di Siena e con il contributo incondizionato di Boehringer Ingelheim e Lilly. Si tratterà adesso di capire come utilizzarli al meglio insieme alle altre 3 classi di farmaci per lo scompenso cardiaco (ARNI – betabloccanti e anti aldosteronici), così come raccomandano le linee guida”. TELEMEDICINA E PROSSIMITÀ DELLA CURAOtre all’ottimizzazione della terapia, dobbiamo pensare all’ottimizzazione organizzativa per l’inserimento dei pazienti in percorsi assistenziali – continua Milli. Uno degli aspetti che sarà da implementare nel prossimo futuro, inoltre, è l’ascesa in campo della telemedicina: la tecnologia ci offre tante possibilità di cura e di assistenza a domicilio del paziente, ma dobbiamo costruire dei modelli organizzativi, affinché le informazioni raccolte vengano gestite al meglio. Altro aspetto quello della prossimità della cura: sempre di più con la nascita delle case di comunità sul territorio si giocherà la partita di questi pazienti cronici e quindi occorre mettere in atto dei modelli assistenziali innovativi che mettano essenzialmente il medico di famiglia e il cardiologo in contatto più stretto sul territorio per creare un link e una risposta efficace e immediata per il paziente che si rivolge al Servizio sanitario nazionale. Questo in collaborazione con l’infermiere, altra figura professionale fondamentale”.  PATOLOGIA DESTINATA AD AUMENTARE La Consigliera Donatella Spadi – Membro della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Toscana
Lo snodo chiave della transizione nelle Malattie rare neuromuscolari – VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 100.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. Ancora oggi nel nostro paese in questo ambito, gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (mediamente pari a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) emergono come snodi chiave su cui agire. Ed oltre a questo i modelli assistenziali messi in campo dai diversi SSR fanno in modo che una volta ottenuta una corretta diagnosi, la presa in carico non sia sempre equa ed uniforme. Molto si è fatto in Italia dal punto di vista legislativo in questi ultimi 2 anni ed anche se non tutto quanto previsto sarà attuabile subito, contemporaneamente ed uniformemente nelle diverse realtà assistenziale delle Ns Regioni. A questo si aggiungano le difficoltà di gestione del modello di transizione che in molte di queste patologie come ad es° quelle neuromuscolari (NMD) richiede un’assistenza integrata ed una continuità delle cure efficace dall’infanzia all’età adulta. Solo con un lavoro di gruppo ben coordinato attraverso team multidisciplinari correttamente formati è possibile una presa in carico a 360° in grado non solo di fornire le migliori cure disponibili ma anche consigli pratici sulla vita quotidiana, supporto psicologico e consentire un reale reinserimento sociale. Tra le diverse NMD (Distrofie Muscolari, Neuropatie geneticamente determinate e infiammatorie, Patologie della placca neuromuscolare, come le Miastenie le Miopatie infiammatorie, Congenite e Encefalomiopatie mitocondriali) un es° significativo è quello dell’atrofia muscolare spinale (SMA), condizione neuromuscolare genetica che affligge ogni anno, nel mondo, circa 1 bambino ogni 6.000 nati vivi. In Italia sono 1300 i pazienti con Atrofia Muscolare Spinale stimati. Essa è causata da un difetto nel gene chiamato SMN1, il principale responsabile della produzione della proteina SMN che gioca un ruolo fondamentale nella sopravvivenza dei motoneuroni del midollo spinale. Quando i livelli di proteina SMN sono ridotti, i motoneuroni non riescono più a spedire i segnali ai muscoli, causandone una riduzione nelle dimensioni e indebolendoli in maniera progressiva. Viene diagnosticata in età pediatrica rara e progredisce rapidamente causando appunto indebolimento dei muscoli ed a seconda della sua gravità può portare a difficoltà nel muoversi, nel mangiare e in alcuni casi nel respirare, rendendo i pazienti progressivamente dipendenti dai familiari e dai caregiver. In molti casi oggi contenere i tempi tra screening estesi, diagnosi, presa in carico diventa fondamentale per cambiare la storia di malattia e la vita di queste persone poiché la ricerca ha portato nuove opportunità di cura e nuove speranze. E il passaggio dalla fase pediatrica a quella adulta coglie spesso il sistema assistenziale impreparato. Motore Sanità intende organizzare delle giornate di analisi e proposte per implementarne azioni concrete in questo ambito. ANALISI DEI BISOGNI Far emergere criticità e punti di forza della filiera di cura
L’accesso regionale alle terapie innovative L’esempio della regione LAZIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Era il 2016 quando l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) lanciò PRIME (PRIority Medicines scheme), un programma nato con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di farmaci in patologie dove i pazienti presentavano dei bisogni terapeutici insoddisfatti. Tramite PRIME, l’EMA offriva supporto alle aziende per la generazione di dati affidabili su efficacia e sicurezza di un farmaco al fine di velocizzare il processo di valutazione e l’accesso al mercato. In questi ultimi anni l’ente regolatore Italiano di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci (AIFA) ha cercato di accelerare le procedure, attraverso diverse attività. In primis ha creato attraverso la sua Commissione tecnica (CTS), un sistema di valutazione dell’innovazione molto stringente e basato su 3 precisi criteri scientifici: Bisogno terapeutico, Valore terapeutico aggiunto, Qualità delle prove. Questa valutazione portava a definire come immediato l’accesso in ogni regione, bypassando i singoli prontuari regionali o territoriali, dando alle regioni il solo onere di stabilire quali centri sarebbero stati abilitati alla prescrizione della terapia innovativa. Ma restava ancora un passaggio indispensabile per poter rendere concretamente realizzabile e realizzato questo processo: l’istituzione di fondi nazionali dedicati che sgravassero le regioni da criticità eventuali di bilancio, rendendo un accesso equo ed uniforme su tutto il territorio Nazionale. L’Articolo 1 (commi 400 e 401) della Legge di Bilancio 2017 (n. 232/2016) ha così istituito due fondi, di 500 milioni di Euro ciascuno oggi trasformati in un fondo unico che sarà di anno in anno implementato (100Mln/anno) in base a nuove risorse disponibili. Ma quando si parla di innovazione è molto importante comprendere come molte delle terapie introdotte che non entrano nei parametri valutativi AIFA sopra elencati, possano generare ricadute importanti sulla semplificazione e sull’aderenza alle cure così come sull’impatto organizzativo e assistenziale. Nonostante questo grande impegno delle autorità regolatorie Internazionali e Nazionali ancora oggi la tempistica di accesso reale per il paziente all’innovazione introdotta, può richiedere molti mesi, a causa di diversi ulteriori passaggi richiesti dalla burocrazia regionale: indicazione dei centri prescrittori e dei clinici prescrittori, riunione/ valutazione/indicazioni delle commissioni regionali, comunicazione sulle procedure di erogazione tra Hub&Spoke, comunicazione agli enti, procedura di acquisto da parte di ente regionale accentrato o farmacia Ospedaliera da parte del centro abilitato. Partendo dall’esempio della regione Lombardia, Motore sanità intende analizzare i flussi di accesso per raccogliere idee pratiche utili a facilitare le tempistiche di accesso in aree ad alta innovazione come quelle oncologica, ematologica, immunologica, endocrinologica, che negli anni ha visto una accelerazione in termini di prodotti di ricerca innovativi davvero dirompente, nei confronti della quale in alcuni casi il paziente non ha tempo di attendere. L'articolo L’accesso regionale alle terapie innovative L’esempio della regione LAZIO proviene da Motoresanità.it. Read More
PRESA IN CARICO  DEL PAZIENTE DIABETICO  dal pre covid al post covid, FOCUS REGIONE PIEMONTE nuove terapie: costi e opportunitÀ
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE   Il diabete, da molti definita “la malattia cronica” per il suo impatto gestionale rappresentativo di una cronicità complessa a 360°, ha ricadute assistenziali importanti sui servizi sanitari Nazionale e Regionali: le stime più recenti sulla sola spesa tra costi sanitari diretti (9 MLD) e costi indiretti (circa 11 MLD) indicano cifre di almeno 20 Mld di €/ anno. In termini di ricadute sulla salute non si deve poi dimenticare che questa malattia rappresenta la 1° causa di cecità, la 1° causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la 2° causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di metà degli infarti e degli ictus.   A complicare questo quadro già di per sé preoccupante, la recente pandemia da SARS-CoV-2, ha messo in luce la fragilità di questa popolazione di pazienti con dei dati di mortalità e morbilità grave, tra i più alti non solo in Italia ma in tutto il mondo. Inoltre ha prodotto ritardi nella diagnosi, nella presa in carico e nel monitoraggio della condizione di malattia, facendo emergere tutte le debolezze del sistema assistenziale, molto legate in particolare alla continuità delle cure.   In risposta a questo il PNRR ha stanziato ingenti risorse per la riorganizzazione dei servizi in grado di rispondere ai bisogni di questa popolazione. Punti fondamentali del percorso da intraprendere sotto l’impulso all’innovazione tecnologica, sono il potenziamento della digitalizzazione per un’adeguata condivisione dei dati tra gli attori di sistema, l’utilizzo ottimale dell’innovazione farmacologica e dei devices disponibili. Ora però è necessario passare alla fase di azione/realizzazione nelle regioni. Motore Sanità vorrebbe affrontare questo tema partendo da una regione di riferimento per buone pratiche assistenziali come la regione Piemonte, ponendosi alcune domande. Pre e post-covid da dove ripartire nella revisione dei servizi assistenziali dedicati alle persone con diabete? Come semplificare/sburocratizzare i percorsi di diagnosi e cura? Come facilitare l’accesso all’innovazione considerandola non più solo un costo bensì un investimento necessario? L'articolo PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE DIABETICO dal pre covid al post covid, FOCUS REGIONE PIEMONTE nuove terapie: costi e opportunitÀ proviene da Motoresanità.it. Read More
Biosimilari una soluzione concreta a garanzia dell’equità e dell’accesso sostenibile alle cure – CALABRIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO I farmaci biosimilari rappresentano una grande opportunità per la sostenibilità dei sistemi sanitari a livello mondiale. Attraverso il loro impiego, nel rispetto delle attuali normative Internazionali e Nazionali è opinione comune che si possa consentire il trattamento attraverso cure consolidate nel tempo dai dati real world, efficaci, sicure, per un numero maggiore di pazienti, garantendo più salute a parità di risorse. Inoltre in un’epoca in cui l’innovazione, introdotta da una propulsione straordinaria della ricerca, ha reso disponibili in quasi tutte le patologie, cure costose ma che cambiano l’aspettativa di vita dei cittadini malati, i biosimilari rappresentano una grande opportunità per creare sostenibilità e garanzia di accesso all’innovazione stessa. E molto chiara è la posizione dell’ente regolatorio Nazionale AIFA, che nel suo 2° documento “Position Paper sui Farmaci Biosimilari”, chiarisce ogni aspetto critico legato all’utilizzo di queste importanti opzioni terapeutiche. La scelta di trattamento rimane una decisione clinica affidata al medico e concordata con il paziente. “Per questi motivi è fondamentale promuovere un dialogo costruttivo tra il medico e il paziente sulle scelte terapeutiche a disposizione, contribuendo, così, alla formazione di pazienti consapevoli e partecipi”. Ma a che punto siamo dall’introduzione dei primi biosimilari ad oggi nelle varie regioni? Vi è stato un allargamento delle popolazioni da trattare? E’ stata colta l’opportunità con l’uso dei Biosimilari di ottenere risorse dai bilanci regionali in grado di dare accesso rapido all’innovazione? Motore sanità ritiene, attraverso il monitoraggio di quanto sta accadendo nelle diverse regioni, che sia il momento di aprire un nuovo dialogo su questo aspetto cruciale, condividendo criticità realizzative e buone pratiche adottate nei diversi territori. L'articolo Biosimilari una soluzione concreta a garanzia dell’equità e dell’accesso sostenibile alle cure – CALABRIA proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCONNECTION: STATI GENERALI: NORD OVEST LIGURIA, LOMBARDIA, PIEMONTE/VALLE D’AOSTA – SECONDA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il futuro dell’oncologia è promettente e sempre in continua evoluzione. Ci sono molte aree di ricerca in corso per migliorare la diagnosi, il trattamento e la cura dei tumori. Molte conquiste sono diventate realtà: per citarne solo alcune, lo studio dei checkpoints immunologici e la genomica hanno rivoluzionato dal punto di vista diagnostico e terapeutico la gran parte delle patologie oncologiche. Rispetto alle difficoltà di ricerca nell’individuare le prime mutazioni specifiche scoperte, con anni necessari per la messa a punto di nuove terapie che spesso col tempo diventavano resistenti, oggi siamo arrivati a livelli di conoscenza molto avanzati che utilizzano metodologie diagnostiche estremamente evolute. Le sigle oggi ALK, BRAF, NTRK 1, 2, 3, ROS1, BRAS, EGFR, HER2, BRCA1, BRCA2, PD1, PDL1 indicano un continuo patrimonio di conoscenze che cambia e si somma tra diverse linee di tumore in studio. E la stessa misura della malattia minima residua (MRD) ottenibile con alcune tecnologie di laboratorio molto sofisticate in grado di trovare una cellula cancerosa tra un milione di cellule normali, è fattore chiave per valutare l’esito della terapia utilizzata o capire se il tumore rischia di ripresentarsi ed individuarlo precocemente, in modo da riorganizzare un nuovo piano terapeutico mirato. Le certezze che in breve tempo arrivano dagli studi basket delle molte terapie agnostiche resesi disponibili,  richiedono rapidità di valutazioni sul loro impatto clinico in termini di esiti della cura, da traslare in altre linee tumorali e forme di tumore. L’efficacia degli anti-PD1/anti-PD- L1, la selettività d’azione degli anticorpi bispecifici, le attuali e nuove indicazioni di CART, sono punti che richiedono estrema attenzione programmatoria nella nuova governance dell’oncologia. L’impatto del modello mutazionale è ed è stato particolarmente forte sui diversi livelli organizzativi del servizio sanitario. In primo luogo, relativamente alla definizione di confini, ambiti e competenze dei professionisti. E qualunque progresso diagnostico-terapeutico e’ nullo se non e’ accompagnato dalla capacità del sistema di accogliere l’innovazione. Ancora oggi nonostante l’accesso ai farmaci innovativi sia molto migliorato in Italia, la complessità burocratica spesso generata dal reale ed equo accesso in ogni singola regione, crea ancora un ritardo considerevole rispetto ad altri paesi dell’area EMA. L’accesso reale è inoltre fortemente condizionato da un disallineamento tra l’approvazione e la rimborsabilità della parte farmaceutica con quella della parte diagnostica che oramai per tutte le terapie targhettizzate è un passaggio obbligato. Per quanto riguarda poi la sostenibilità della spesa, nè la costituzione dei fondi sovraregionali dedicati ai farmaci innovativi né la riunione dei 2 fondi in un unico fondo né l’eventuale avanzo del fondo restituito alle regioni (non vincolato) sembrano aver risolto le molte criticità.  Timore di ogni regione è quanto possa accadere quando il periodo di riconoscimento dell’innovazione piena a carico dello stato decadrà e quanto già accade con l’obbligo di messa a disposizione immediata nelle regioni delle terapie cui è stata riconosciuta l’innovazione condizionata. Per affrontare questi problemi cogenti ed urgenti per il futuro dell’oncologia nelle varie realtà macroregionali, Motore Sanità organizza eventi macroregionali che riuniscono i massimi esperti del
Progetto Vitiligine CAMPANIA, PUGLIA e SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La vitiligine è una condizione cronica della pelle caratterizzata dalla comparsa, in vari distretti corporei, di chiazze bianche o traslucide dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta alla melanina. La causa sarebbe l’attacco da parte del sistema immunitario ai melanociti, cellule produttrici di questo pigmento, ma allo stato attuale delle conoscenze è considerata una patologia multifattoriale con cause non solo immuno-mediate ma anche genetiche, endocrine, metaboliche, infiammatorie e secondo alcune ipotesi anche virali. I fattori di rischio comunque includono, seppure con una relazione non completamente chiarita, anche storia familiare di questa patologia o di altre malattie autoimmuni (ipertiroidismo in particolare se causato dalla malattia di Graves o ipotiroidismo in particolare se causato dalla tiroidite di Hashimoto, alopecia areata, anemia perniciosa, diabete, morbo di Addison). Le zone colpite sono il viso, le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ginocchia, le mani, la cresta tibiale, le caviglie, le ascelle, l’ano e l’area genitale, l’ombelico e i capezzoli. La cute affetta è estremamente predisposta alle ustioni solari. Le zone cutanee interessate producono anche peli di colore bianco. Viene classificata in 2 forme: una detta segmentaria (meno diffusa colpisce una sola zona del corpo, monolateralmente tendenzialmente non progressiva) ed una non-segmentaria (più diffusa simmetrica e progressiva che colpisce in particolare volto e arti superiori e inferiori). Nella forma più severa si arriva in alcuni anni alla perdita quasi completa della colorazione cutanea del corpo. Per quanto riguarda l’epidemiologia non ci sono dati sicuri ma a livello mondiale si stima che colpisca circa 0,5-2% della popolazione (100 milioni). In Italia si stima una prevalenza di circa 700 mila – 1 milione con una età media d’insorgenza tra i 10 e i 30 anni. La vitiligine non incide sulla aspettativa di vita ed è considerata una patologia di tipo “estetico”. Ma come condizione può avere pesanti ripercussioni psicologiche: infatti è tra le malattie con i più bassi indici di qualità della vita, per l’impatto psicologico che causa nei pazienti e le ricadute sociali/di relazione sia nella vita professionale che privata. In passato le diverse terapie disponibili portavano spesso ad insuccesso terapeutico, ma oggi la ricerca ha prodotto interessanti nuove opportunità di cura attraverso lo sviluppo di inibitori JAK (ruxolitinib) e di anticorpi monoclonali anti-IL-15Rβ (in grado di colpire linfociti T autoreattivi e far regredire stabilmente la patologia) L'articolo Progetto Vitiligine CAMPANIA, PUGLIA e SICILIA proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCONNECTION: STATI GENERALI: NORD OVEST LIGURIA, LOMBARDIA, PIEMONTE/VALLE D’AOSTA – PRIMA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il futuro dell’oncologia è promettente e sempre in continua evoluzione. Ci sono molte aree di ricerca in corso per migliorare la diagnosi, il trattamento e la cura dei tumori. Molte conquiste sono diventate realtà: per citarne solo alcune, lo studio dei checkpoints immunologici e la genomica hanno rivoluzionato dal punto di vista diagnostico e terapeutico la gran parte delle patologie oncologiche. Rispetto alle difficoltà di ricerca nell’individuare le prime mutazioni specifiche scoperte, con anni necessari per la messa a punto di nuove terapie che spesso col tempo diventavano resistenti, oggi siamo arrivati a livelli di conoscenza molto avanzati che utilizzano metodologie diagnostiche estremamente evolute. Le sigle oggi ALK, BRAF, NTRK 1, 2, 3, ROS1, BRAS, EGFR, HER2, BRCA1, BRCA2, PD1, PDL1 indicano un continuo patrimonio di conoscenze che cambia e si somma tra diverse linee di tumore in studio. E la stessa misura della malattia minima residua (MRD) ottenibile con alcune tecnologie di laboratorio molto sofisticate in grado di trovare una cellula cancerosa tra un milione di cellule normali, è fattore chiave per valutare l’esito della terapia utilizzata o capire se il tumore rischia di ripresentarsi ed individuarlo precocemente, in modo da riorganizzare un nuovo piano terapeutico mirato. Le certezze che in breve tempo arrivano dagli studi basket delle molte terapie agnostiche resesi disponibili,  richiedono rapidità di valutazioni sul loro impatto clinico in termini di esiti della cura, da traslare in altre linee tumorali e forme di tumore. L’efficacia degli anti-PD1/anti-PD- L1, la selettività d’azione degli anticorpi bispecifici, le attuali e nuove indicazioni di CART, sono punti che richiedono estrema attenzione programmatoria nella nuova governance dell’oncologia. L’impatto del modello mutazionale è ed è stato particolarmente forte sui diversi livelli organizzativi del servizio sanitario. In primo luogo, relativamente alla definizione di confini, ambiti e competenze dei professionisti. E qualunque progresso diagnostico-terapeutico e’ nullo se non e’ accompagnato dalla capacità del sistema di accogliere l’innovazione. Ancora oggi nonostante l’accesso ai farmaci innovativi sia molto migliorato in Italia, la complessità burocratica spesso generata dal reale ed equo accesso in ogni singola regione, crea ancora un ritardo considerevole rispetto ad altri paesi dell’area EMA. L’accesso reale è inoltre fortemente condizionato da un disallineamento tra l’approvazione e la rimborsabilità della parte farmaceutica con quella della parte diagnostica che oramai per tutte le terapie targhettizzate è un passaggio obbligato. Per quanto riguarda poi la sostenibilità della spesa, nè la costituzione dei fondi sovraregionali dedicati ai farmaci innovativi né la riunione dei 2 fondi in un unico fondo né l’eventuale avanzo del fondo restituito alle regioni (non vincolato) sembrano aver risolto le molte criticità.  Timore di ogni regione è quanto possa accadere quando il periodo di riconoscimento dell’innovazione piena a carico dello stato decadrà e quanto già accade con l’obbligo di messa a disposizione immediata nelle regioni delle terapie cui è stata riconosciuta l’innovazione condizionata. Per affrontare questi problemi cogenti ed urgenti per il futuro dell’oncologia nelle varie realtà macroregionali, Motore Sanità organizza eventi macroregionali che riuniscono i massimi esperti del
La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA proviene da Motoresanità.it. Read More
La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – Bologna
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – Bologna proviene da Motoresanità.it. Read More
Qualità degli ospedali e rapporto Pubblico/Privato
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE I recenti dati sulla qualità degli ospedali di Agenas ripropongono  benchmark di complessa applicabilità e con discordanza con i dati del monitoraggio LEA e con i dati di mobilità interregionale  dei pazienti. La differente distribuzione delle strutture private accreditate nelle regioni che operano come servizio pubblico e l’obbligo degli ospedali pubblici a fornire risposte complete alle necessità dei cittadini, palesano realtà regionali variegate e proposte che devono facilitare l’offerta qualitativa e quantitativa ospedaliera e non creare ulteriore confusione in un quadro di per sè complicato e sottofinanziato. Per discutere su come rilanciare l’offerta ospedaliera pubblica e privata in linea con gli altri paesi europei, Motore Sanità organizza un webinar coinvolgendo i diretti interessati che giornalmente si confrontano realmente con temi di cui sopra. L'articolo Qualità degli ospedali e rapporto Pubblico/Privato proviene da Motoresanità.it. Read More
Progetto Vitiligine LAZIO, ABRUZZO e SARDEGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La vitiligine è una condizione cronica della pelle caratterizzata dalla comparsa, in vari distretti corporei, di chiazze bianche o traslucide dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta alla melanina. La causa sarebbe l’attacco da parte del sistema immunitario ai melanociti, cellule produttrici di questo pigmento, ma allo stato attuale delle conoscenze è considerata una patologia multifattoriale con cause non solo immuno-mediate ma anche genetiche, endocrine, metaboliche, infiammatorie e secondo alcune ipotesi anche virali. I fattori di rischio comunque includono, seppure con una relazione non completamente chiarita, anche storia familiare di questa patologia o di altre malattie autoimmuni (ipertiroidismo in particolare se causato dalla malattia di Graves o ipotiroidismo in particolare se causato dalla tiroidite di Hashimoto, alopecia areata, anemia perniciosa, diabete, morbo di Addison). Le zone colpite sono il viso, le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ginocchia, le mani, la cresta tibiale, le caviglie, le ascelle, l’ano e l’area genitale, l’ombelico e i capezzoli. La cute affetta è estremamente predisposta alle ustioni solari. Le zone cutanee interessate producono anche peli di colore bianco. Viene classificata in 2 forme: una detta segmentaria (meno diffusa colpisce una sola zona del corpo, monolateralmente tendenzialmente non progressiva) ed una non-segmentaria (più diffusa simmetrica e progressiva che colpisce in particolare volto e arti superiori e inferiori). Nella forma più severa si arriva in alcuni anni alla perdita quasi completa della colorazione cutanea del corpo. Per quanto riguarda l’epidemiologia non ci sono dati sicuri ma a livello mondiale si stima che colpisca circa 0,5-2% della popolazione (100 milioni). In Italia si stima una prevalenza di circa 700 mila – 1 milione con una età media d’insorgenza tra i 10 e i 30 anni. La vitiligine non incide sulla aspettativa di vita ed è considerata una patologia di tipo “estetico”. Ma come condizione può avere pesanti ripercussioni psicologiche: infatti è tra le malattie con i più bassi indici di qualità della vita, per l’impatto psicologico che causa nei pazienti e le ricadute sociali/di relazione sia nella vita professionale che privata. In passato le diverse terapie disponibili portavano spesso ad insuccesso terapeutico, ma oggi la ricerca ha prodotto interessanti nuove opportunità di cura attraverso lo sviluppo di inibitori JAK (ruxolitinib) e di anticorpi monoclonali anti-IL-15Rβ (in grado di colpire linfociti T autoreattivi e far regredire stabilmente la patologia) L'articolo Progetto Vitiligine LAZIO, ABRUZZO e SARDEGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCONNECTION -STATI GENERALI – CENTRO: LAZIO, MARCHE, TOSCANA, UMBRIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il futuro dell’oncologia è promettente e sempre in continua evoluzione. Ci sono molte aree di ricerca in corso per migliorare la diagnosi, il trattamento e la cura dei tumori. Molte conquiste sono diventate realtà: per citarne solo alcune, lo studio dei checkpoints immunologici e la genomica hanno rivoluzionato dal punto di vista diagnostico e terapeutico la gran parte delle patologie oncologiche. Rispetto alle difficoltà di ricerca nell’individuare le prime mutazioni specifiche scoperte, con anni necessari per la messa a punto di nuove terapie che spesso col tempo diventavano resistenti, oggi siamo arrivati a livelli di conoscenza molto avanzati che utilizzano metodologie diagnostiche estremamente evolute. Le sigle oggi ALK, BRAF, NTRK 1, 2, 3, ROS1, BRAS, EGFR, HER2, BRCA1, BRCA2, PD1, PDL1 indicano un continuo patrimonio di conoscenze che cambia e si somma tra diverse linee di tumore in studio. E la stessa misura della malattia minima residua (MRD) ottenibile con alcune tecnologie di laboratorio molto sofisticate in grado di trovare una cellula cancerosa tra un milione di cellule normali, è fattore chiave per valutare l’esito della terapia utilizzata o capire se il tumore rischia di ripresentarsi ed individuarlo precocemente, in modo da riorganizzare un nuovo piano terapeutico mirato. Le certezze che in breve tempo arrivano dagli studi basket delle molte terapie agnostiche resesi disponibili,  richiedono rapidità di valutazioni sul loro impatto clinico in termini di esiti della cura, da traslare in altre linee tumorali e forme di tumore. L’efficacia degli anti-PD1/anti-PD- L1, la selettività d’azione degli anticorpi bispecifici, le attuali e nuove indicazioni di CART, sono punti che richiedono estrema attenzione programmatoria nella nuova governance dell’oncologia. L’impatto del modello mutazionale è ed è stato particolarmente forte sui diversi livelli organizzativi del servizio sanitario. In primo luogo, relativamente alla definizione di confini, ambiti e competenze dei professionisti. E qualunque progresso diagnostico-terapeutico e’ nullo se non e’ accompagnato dalla capacità del sistema di accogliere l’innovazione. Ancora oggi nonostante l’accesso ai farmaci innovativi sia molto migliorato in Italia, la complessità burocratica spesso generata dal reale ed equo accesso in ogni singola regione, crea ancora un ritardo considerevole rispetto ad altri paesi dell’area EMA. L’accesso reale è inoltre fortemente condizionato da un disallineamento tra l’approvazione e la rimborsabilità della parte farmaceutica con quella della parte diagnostica che oramai per tutte le terapie targhettizzate è un passaggio obbligato. L'articolo ONCONNECTION -STATI GENERALI – CENTRO: LAZIO, MARCHE, TOSCANA, UMBRIA proviene da Motoresanità.it. Read More
percorso vaccinale per i malati cronici  piano nazionale prevenzione vaccinale e sue applicazioni regionali nell’ambito della vaccinazione dell’adulto – EMILIA-ROMAGNA UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La prevenzione è il tema trasversale che attraversa tutte le componenti del global health, e tra la prevenzione primaria e secondaria emerge con forza, soprattutto dopo il periodo pandemico, l’importanza delle campagne vaccinali nei bambini e negli adulti. Oltretutto l’active ageing comporta, per ottenere un invecchiamento in salute vero, la prevenzione di malattie quali le polmoniti comuni per le quali il SSN e a cascata i SSR prevedono la somministrazione gratuita per gli over 65. Uno degli obiettivi dell’incontro è la sensibilizzazione culturale e organizzativa della politica vaccinale sui pazienti fragili al fine di aumentare le coperture. Per fare il punto della situazione partendo dalle best practice regionali e ragionando sui modelli di risparmio e su quelli operativi legati alle vaccinazioni negli adulti, Motore Sanità organizza una mattinata di riflessioni con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder interessati. L'articolo percorso vaccinale per i malati cronici piano nazionale prevenzione vaccinale e sue applicazioni regionali nell’ambito della vaccinazione dell’adulto – EMILIA-ROMAGNA UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI proviene da Motoresanità.it. Read More
Lo snodo chiave della transizione nelle Malattie rare neuromuscolari – TOSCANA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO
Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 100.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone.
Ancora oggi nel nostro paese in questo ambito, gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (mediamente pari a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) emergono come snodi chiave su cui agire. Ed oltre a questo i modelli assistenziali messi in campo dai diversi SSR fanno in modo che una volta ottenuta una corretta diagnosi, la presa in carico non sia sempre equa ed uniforme.
Molto si è fatto in Italia dal punto di vista legislativo in questi ultimi 2 anni ed anche se non tutto quanto previsto sarà attuabile subito, contemporaneamente ed uniformemente nelle diverse realtà assistenziale delle Ns Regioni. A questo si aggiungano le difficoltà di gestione del modello di transizione che in molte di queste patologie come ad es° quelle neuromuscolari (NMD) richiede un’assistenza integrata ed una continuità delle cure efficace dall’infanzia all’età adulta. Solo con un lavoro di gruppo ben coordinato attraverso team multidisciplinari correttamente formati è possibile una presa in carico a 360° in grado non solo di fornire le migliori cure disponibili ma anche consigli pratici sulla vita quotidiana, supporto psicologico e consentire un reale reinserimento sociale.
Tra le diverse NMD (Distrofie Muscolari, Neuropatie geneticamente determinate e infiammatorie, Patologie della placca neuromuscolare, come le Miastenie le Miopatie infiammatorie, Congenite e Encefalomiopatie mitocondriali) un es° significativo è quello dell’atrofia muscolare spinale (SMA), condizione neuromuscolare genetica che affligge ogni anno, nel mondo, circa 1 bambino ogni 6.000 nati vivi. In Italia sono 1300 i pazienti con Atrofia Muscolare Spinale stimati.
Essa è causata da un difetto nel gene chiamato SMN1, il principale responsabile della produzione della proteina SMN che gioca un ruolo fondamentale nella sopravvivenza dei motoneuroni del midollo spinale. Quando i livelli di proteina SMN sono ridotti, i motoneuroni non riescono più a spedire i segnali ai muscoli, causandone una riduzione nelle dimensioni e indebolendoli in maniera progressiva. Viene diagnosticata in età pediatrica rara e progredisce rapidamente causando appunto indebolimento dei muscoli ed a seconda della sua gravità può portare a difficoltà nel muoversi, nel mangiare e in alcuni casi nel respirare, rendendo i pazienti progressivamente dipendenti dai familiari e dai caregiver.
In molti casi oggi contenere i tempi tra screening estesi, diagnosi, presa in carico diventa fondamentale per cambiare la storia di malattia e la vita di queste persone poiché la ricerca ha portato nuove opportunità di cura e nuove speranze. E il passaggio dalla fase pediatrica a quella adulta coglie spesso il sistema assistenziale impreparato. Motore Sanità intende organizzare delle giornate di analisi e proposte per implementarne azioni concrete in questo ambito. ANALISI DEI BISOGNI Far emergere criticità e punti di forza della filiera di cura
CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – SUD: PUGLIA, CAMPANIA E ABRUZZO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel decimo anniversario della somministrazione di una terapia sperimentale a base di CAR-T a Emily Whitehead, la bambina di 7 anni affetta da leucemia che fu trattata al Children’s Hospital di Philadelphia, nuove terapie a base di cellule CAR-T si aggiungono con grandi aspettative e nuovi sviluppi per nuove indicazioni. L’innovazione portata dalle terapie CAR-T al di fuori di ogni dubbio rappresenta uno dei traguardi medici più importanti del nuovo secolo nella battaglia contro i tumori. Ai loro successi ed al loro sviluppo futuro sono stati dedicati centinaia di lavori. Molti di questi hanno contribuito alle attuali indicazioni e molti altri stanno facendo la stessa cosa per le future ampliandone l’utilizzo in altre patologie. Infatti alle indicazioni per la leucemia linfoblastica acuta, il linfoma diffuso a grandi cellule B, il linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, si aggiungono quelle da tempo attese sul mieloma multiplo, fornendo nuova grande speranza per molti pazienti (studi a 2 anni di follow-up ad oggi pubblicati: tasso di risposta globale (ORR) 98%, tasso di risposta completa (CR) 83%, sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale mediana (OS) non raggiunte, suggerendo che più del 50% dei pazienti è libero da progressione di malattia ad oltre 2 anni*). Una sola infusione di questo trattamento personalizzato per tutte queste indicazioni rappresenta una speranza di vita unica, per quanti non hanno alternative terapeutiche al progredire della loro patologia. Nonostante l’esperienza accumulata con le prime indicazioni riguardasse un numero esiguo di pazienti, essa ha comunque messo a dura prova il sistema organizzativo assistenziale, facendo subito emergere la necessità di creare nuovi concreti modelli rapidamente applicabili, poiché i tempi di accesso sono cruciali e critici per i pazienti. Alcuni nodi sono emersi da subito come fondamentali in questo senso: accreditamento richiesto ai centri per poter somministrare e gestire in piena sicurezza la procedura in ogni suo passaggio, organico adeguato e pienamente dedicato, spazi adeguati all’interno della struttura accreditata, percorso amministrativo strutturato, efficiente, rapido nei diversi passaggi contrattuali dall’acquisto in poi. L'articolo CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – SUD: PUGLIA, CAMPANIA E ABRUZZO proviene da Motoresanità.it. Read More
L’ACCESSO REGIONALE ALLE TERAPIE INNOVATIVE L’ESEMPIO DELLA REGIONE CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Era il 2016 quando l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) lanciò PRIME (PRIority Medicines scheme), un programma nato con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di farmaci in patologie dove i pazienti presentavano dei bisogni terapeutici insoddisfatti. Tramite PRIME, l’EMA offriva supporto alle aziende per la generazione di dati affidabili su efficacia e sicurezza di un farmaco al fine di velocizzare il processo di valutazione e l’accesso al mercato. In questi ultimi anni l’ente regolatore Italiano di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci (AIFA) ha cercato di accelerare le procedure, attraverso diverse attività. In primis ha creato attraverso la sua Commissione tecnica (CTS), un sistema di valutazione dell’innovazione molto stringente e basato su 3 precisi criteri scientifici: Bisogno terapeutico, Valore terapeutico aggiunto, Qualità delle prove. Questa valutazione portava a definire come immediato l’accesso in ogni regione, bypassando i singoli prontuari regionali o territoriali, dando alle regioni il solo onere di stabilire quali centri sarebbero stati abilitati alla prescrizione della terapia innovativa. Ma restava ancora un passaggio indispensabile per poter rendere concretamente realizzabile e realizzato questo processo: l’istituzione di fondi nazionali dedicati che sgravassero le regioni da criticità eventuali di bilancio, rendendo un accesso equo ed uniforme su tutto il territorio Nazionale. L’Articolo 1 (commi 400 e 401) della Legge di Bilancio 2017 (n. 232/2016) ha così istituito due fondi, di 500 milioni di Euro ciascuno oggi trasformati in un fondo unico che sarà di anno in anno implementato (100Mln/anno) in base a nuove risorse disponibili. Ma quando si parla di innovazione è molto importante comprendere come molte delle terapie introdotte che non entrano nei parametri valutativi AIFA sopra elencati, possano generare ricadute importanti sulla semplificazione e sull’aderenza alle cure così come sull’impatto organizzativo e assistenziale. Nonostante questo grande impegno delle autorità regolatorie Internazionali e Nazionali ancora oggi la tempistica di accesso reale per il paziente all’innovazione introdotta, può richiedere molti mesi, a causa di diversi ulteriori passaggi richiesti dalla burocrazia regionale: indicazione dei centri prescrittori e dei clinici prescrittori, riunione/ valutazione/indicazioni delle commissioni regionali, comunicazione sulle procedure di erogazione tra Hub&Spoke, comunicazione agli enti, procedura di acquisto da parte di ente regionale accentrato o farmacia Ospedaliera da parte del centro abilitato. Partendo dall’esempio della regione Lombardia, Motore sanità intende analizzare i flussi di accesso per raccogliere idee pratiche utili a facilitare le tempistiche di accesso in aree ad alta innovazione come quelle oncologica, ematologica, immunologica, endocrinologica, che negli anni ha visto una accelerazione in termini di prodotti di ricerca innovativi davvero dirompente, nei confronti della quale in alcuni casi il paziente non ha tempo di attendere. L'articolo L’ACCESSO REGIONALE ALLE TERAPIE INNOVATIVE L’ESEMPIO DELLA REGIONE CAMPANIA proviene da Motoresanità.it. Read More
La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – GENOVA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – GENOVA proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCONNECTION STATI GENERALI – SUD – CALABRIA, CAMPANIA, PUGLIA, SARDEGNA, SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il futuro dell’oncologia è promettente e sempre in continua evoluzione. Ci sono molte aree di ricerca in corso per migliorare la diagnosi, il trattamento e la cura dei tumori. Molte conquiste sono diventate realtà: per citarne solo alcune, lo studio dei checkpoints immunologici e la genomica hanno rivoluzionato dal punto di vista diagnostico e terapeutico la gran parte delle patologie oncologiche. Rispetto alle difficoltà di ricerca nell’individuare le prime mutazioni specifiche scoperte, con anni necessari per la messa a punto di nuove terapie che spesso col tempo diventavano resistenti, oggi siamo arrivati a livelli di conoscenza molto avanzati che utilizzano metodologie diagnostiche estremamente evolute. Le sigle oggi ALK, BRAF, NTRK 1, 2, 3, ROS1, BRAS, EGFR, HER2, BRCA1, BRCA2, PD1, PDL1 indicano un continuo patrimonio di conoscenze che cambia e si somma tra diverse linee di tumore in studio. E la stessa misura della malattia minima residua (MRD) ottenibile con alcune tecnologie di laboratorio molto sofisticate in grado di trovare una cellula cancerosa tra un milione di cellule normali, è fattore chiave per valutare l’esito della terapia utilizzata o capire se il tumore rischia di ripresentarsi ed individuarlo precocemente, in modo da riorganizzare un nuovo piano terapeutico mirato.  Le certezze che in breve tempo arrivano dagli studi basket delle molte terapie agnostiche resesi disponibili,  richiedono rapidità di valutazioni sul loro impatto clinico in termini di esiti della cura, da traslare in altre linee tumorali e forme di tumore. L’efficacia degli anti-PD1/anti-PD- L1, la selettività d’azione degli anticorpi bispecifici, le attuali e nuove indicazioni di CART, sono punti che richiedono estrema attenzione programmatoria nella nuova governance dell’oncologia. L’impatto del modello mutazionale è ed è stato particolarmente forte sui diversi livelli organizzativi del servizio sanitario. In primo luogo, relativamente alla definizione di confini, ambiti e competenze dei professionisti. E qualunque progresso diagnostico-terapeutico e’ nullo se non e’ accompagnato dalla capacità del sistema di accogliere l’innovazione. Ancora oggi nonostante l’accesso ai farmaci innovativi sia molto migliorato in Italia, la complessità burocratica spesso generata dal reale ed equo accesso in ogni singola regione, crea ancora un ritardo considerevole rispetto ad altri paesi dell’area EMA. L’accesso reale è inoltre fortemente condizionato da un disallineamento tra l’approvazione e la rimborsabilità della parte farmaceutica con quella della parte diagnostica che oramai per tutte le terapie targhettizzate è un passaggio obbligato. Per quanto riguarda poi la sostenibilità della spesa, nè la costituzione dei fondi sovraregionali dedicati ai farmaci innovativi né la riunione dei 2 fondi in un unico fondo né l’eventuale avanzo del fondo restituito alle regioni (non vincolato) sembrano aver risolto le molte criticità.  Timore di ogni regione è quanto possa accadere quando il periodo di riconoscimento dell’innovazione piena a carico dello stato decadrà e quanto già accade con l’obbligo di messa a disposizione immediata nelle regioni delle terapie cui è stata riconosciuta l’innovazione condizionata. Per affrontare questi problemi cogenti ed urgenti per il futuro dell’oncologia nelle varie realtà macroregionali, Motore Sanità organizza eventi che riuniscono i massimi esperti del settore
LA GOVERNANCE DELLA DIASTASI ADDOMINALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ ISCRIVITI IN PRESENZA ⇐   ⇒ Programma   RAZIONALE SCIENTIFICO   La diastasi addominale è una condizione in cui i muscoli retti dell’addome si separano, creando una zona di debolezza che provoca un’alterazione del profilo della parete addominale. In Italia la diastasi dei retti ha un’incidenza del 30% nelle donne dopo la gravidanza –  oltre 100 mila.  La causa sembra essere un rilassamento dei tessuti connettivi che mantengono i muscoli retti uniti alla linea mediana. Considerata troppo spesso come un problema solo estetico, la sua cura richiede, invece, un approccio chirurgico. Infatti questa condizione può causare complessi ed invalidanti deficit funzionali, quali incontinenza urinaria, lombalgia e alterazioni della normale funzione gastro intestinale che impattano fortemente sulla qualità di vita delle pazienti. Il mancato o il non corretto trattamento di questa patologia si riflette pertanto sia sui costi sociali che sul Sistema Sanitario Nazionale. Per contro, all’innovazione ed all’evoluzione tecnologica dei trattamenti chirurgici, oggi in Italia non corrisponde un sistema di rimborso adeguato che permetta di sostenere i costi correlati a questo tipo di patologia. La sensibilizzazione ed il confronto con le istituzioni da parte delle associazioni dei pazienti, dei clinici e degli economisti, è auspicabile per trovare gli strumenti atti a gestire questo tipo di quadro clinico. Motore Sanità ha intenzione di riunire alcuni stakeholders per analizzare lo stato dell’arte e porre in essere alcune proposte migliorative del processo. L'articolo LA GOVERNANCE DELLA DIASTASI ADDOMINALE proviene da Motoresanità.it. Read More
La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA proviene da Motoresanità.it. Read More
MA SIAMO MAI STATI VERAMENTE OSPEDALOCENTRICI? UN RAGIONAMENTO SUL FUTURO DEGLI OSPEDALI IN ITALIA E SUL LORO RAPPORTO CON LA PROSSIMA MEDICINA TERRITORIALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it I dati di benchmark con gli altri paesi europei palesano una realtà’ diversa da come sino ad ora raccontato. Negli ultimi anni abbiamo diminuito in Italia i posti letto per acuti senza potenziare ne’ le lungodegenze ne’ l’attività’ territoriale. Gli altri paesi europei hanno in realtà redistribuito i posti letto diminuendo quelli per acuti ma aumentando in maniera significativa le long term care permettendo un turn over dei pazienti per noi impossibile poiché i pazienti dimissibili ma non gestibili senza una lungodegenza rimangono in ospedale per acuti occupando posti letto che impediscono il ricovero dai dipartimenti d’urgenza e naturalmente quelli programmati in primis quelli chirurgici. Le RSA in parte hanno supplito alle carenze del long term care ma l’aumento delle rette e la insufficiente copertura assistenziale e sanitaria non ha risolto il problema. Il rapporto ospedale e territorio permane insoddisfacente e le tensioni intorno al DM 77 a partire sull’errata valutazione delle future risorse umane a disposizione ne complica l’attuazione. Il ruolo futuro delle urgenze e della tecnologia ospedaliera da rinnovare grazie ai fondi del PNRR non procedono su una direzione condivisa, e una presa in carico dei pazienti integrata quale quella dello share care e team work della Danimarca e Svezia, per citarne alcuni, rimane una chimera ostaggio di interessi contrapposti. Sulla analisi reale della situazione ospedaliera in Italia e sulle azioni da intraprendere, Motore Sanita’ organizza un webinar con il coinvolgimento degli stakeholder per andare oltre alla difficile soluzione del DM 77 ripartendo dagli ospedali. L'articolo MA SIAMO MAI STATI VERAMENTE OSPEDALOCENTRICI? UN RAGIONAMENTO SUL FUTURO DEGLI OSPEDALI IN ITALIA E SUL LORO RAPPORTO CON LA PROSSIMA MEDICINA TERRITORIALE proviene da Motoresanità.it. Read More
La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – ROMA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – ROMA proviene da Motoresanità.it. Read More
EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA CALABRIA, SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le Epilessie farmacoresistenti rappresentano oltre il 30% di tutte le forme epilettiche, sono caratterizzate da una ampia variabilità etiopatogenetica e clinica  e necessitano di competenze e conoscenze dedicate. Molte di queste Epilessie non responder sono Epilessie rare, per lo più ad insorgenza in età pediatrica, con tendenza alla cronicità e quindi con un impatto psico-sociale impegnativo. Non esiste un dato preciso sul numero esatto di pazienti con Epilessie rare in Italia. Nel Registro Nazionale delle Epilessie Rare (RES), che raccoglie dati soltanto su alcune forme di Epilessia rare in Italia, al 31 dicembre 2020 erano registrati circa 2.300 casi di Epilessie rare, di cui il 53,5% di sesso femminile e il 46,5% maschile. Va però sottolineato che il RES include solo alcune forme di Epilessia rare e che molti pazienti  non sono ancora stati diagnosticati o registrati nei registri medici ufficiali, e quindi è presumibile che questi casi siano fortemente sottostimati.  Tuttavia, si stima che le Epilessie rare rappresentino circa il 10-20% di tutti i casi di Epilessia.Come ogni malattia rara, una Epilessia rara è definita epidemiologicamente da un’incidenza < 5 casi su 10.000 e tra le forme di epilessia farmaco-resistente vi rientrano quindi le Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo che compaiono in epoca neonatale/infantile e che hanno talvolta un’etiologia genetica nota. A titolo di esempio si può citare la Sindrome di Dravet, che insorge nel primo anno di vita in bambini fino ad allora normali, con crisi di vario tipo spesso scatenate dalla febbre, cui poi si associa un deficit di sviluppo cognitivo-comportamentale. Si calcola che la Sindrome di Dravet colpisca circa 6,5/100.000 nati vivi e nell’80% dei casi in essi è riscontrabile una variante patogenetica del gene SCN1A. La Sindrome di Lennox-Gastaut invece è un’ Encefalopatia Epilettica e di Sviluppo che esordisce più tardivamente (con picco tra i 3 ed i 5 anni) e che si presenta con crisi di vario tipo, anch’esse farmacoresistenti ed associate a disturbi della sfera cognitivo-comportamentale. L’etiologia in questo caso è più variabile e la prevalenza è calcolata nell’1-2% di tutte le forme di Epilessia. Tra le Malattie rare con Epilessia rientra anche la Sclerosi Tuberosa (TSC), una malattia multisistemica a espressione variabile e geneticamente determinata, che coinvolge vari organi ed apparati e che può essere sospettata in epoca neonatale o nei primi mesi di vita per la presenza di crisi epilettiche, macchie cutanee ipomelanotiche e per ritardo nell’acquisizione delle principali tappe di sviluppo cognitivo-comportamentale. L'articolo EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA CALABRIA, SICILIA proviene da Motoresanità.it. Read More
CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – CENTRO: TOSCANA, EMILIA-ROMAGNA, UMBRIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel decimo anniversario della somministrazione di una terapia sperimentale a base di CAR-T a Emily Whitehead, la bambina di 7 anni affetta da leucemia che fu trattata al Children’s Hospital di Philadelphia, nuove terapie a base di cellule CAR-T si aggiungono con grandi aspettative e nuovi sviluppi per nuove indicazioni. L’innovazione portata dalle terapie CAR-T al di fuori di ogni dubbio rappresenta uno dei traguardi medici più importanti del nuovo secolo nella battaglia contro i tumori. Ai loro successi ed al loro sviluppo futuro sono stati dedicati centinaia di lavori. Molti di questi hanno contribuito alle attuali indicazioni e molti altri stanno facendo la stessa cosa per le future ampliandone l’utilizzo in altre patologie. Infatti alle indicazioni per la leucemia linfoblastica acuta, il linfoma diffuso a grandi cellule B, il linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, si aggiungono quelle da tempo attese sul mieloma multiplo, fornendo nuova grande speranza per molti pazienti (studi a 2 anni di follow-up ad oggi pubblicati: tasso di risposta globale (ORR) 98%, tasso di risposta completa (CR) 83%, sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale mediana (OS) non raggiunte, suggerendo che più del 50% dei pazienti è libero da progressione di malattia ad oltre 2 anni*). Una sola infusione di questo trattamento personalizzato per tutte queste indicazioni rappresenta una speranza di vita unica, per quanti non hanno alternative terapeutiche al progredire della loro patologia. Nonostante l’esperienza accumulata con le prime indicazioni riguardasse un numero esiguo di pazienti, essa ha comunque messo a dura prova il sistema organizzativo assistenziale, facendo subito emergere la necessità di creare nuovi concreti modelli rapidamente applicabili, poiché i tempi di accesso sono cruciali e critici per i pazienti. Alcuni nodi sono emersi da subito come fondamentali in questo senso: accreditamento richiesto ai centri per poter somministrare e gestire in piena sicurezza la procedura in ogni suo passaggio, organico adeguato e pienamente dedicato, spazi adeguati all’interno della struttura accreditata, percorso amministrativo strutturato, efficiente, rapido nei diversi passaggi contrattuali dall’acquisto in poi. L'articolo CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – CENTRO: TOSCANA, EMILIA-ROMAGNA, UMBRIA proviene da Motoresanità.it. Read More
L’ACCESSO REGIONALE ALLE TERAPIE INNOVATIVE L’ESEMPIO DELLA REGIONE LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Era il 2016 quando l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) lanciò PRIME (PRIority Medicines scheme), un programma nato con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di farmaci in patologie dove i pazienti presentavano dei bisogni terapeutici insoddisfatti. Tramite PRIME, l’EMA offriva supporto alle aziende per la generazione di dati affidabili su efficacia e sicurezza di un farmaco al fine di velocizzare il processo di valutazione e l’accesso al mercato. In questi ultimi anni l’ente regolatore Italiano di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci (AIFA) ha cercato di accelerare le procedure, attraverso diverse attività. In primis ha creato attraverso la sua Commissione tecnica (CTS), un sistema di valutazione dell’innovazione molto stringente e basato su 3 precisi criteri scientifici: Bisogno terapeutico, Valore terapeutico aggiunto, Qualità delle prove. Questa valutazione portava a definire come immediato l’accesso in ogni regione, bypassando i singoli prontuari regionali o territoriali, dando alle regioni il solo onere di stabilire quali centri sarebbero stati abilitati alla prescrizione della terapia innovativa. Ma restava ancora un passaggio indispensabile per poter rendere concretamente realizzabile e realizzato questo processo: l’istituzione di fondi nazionali dedicati che sgravassero le regioni da criticità eventuali di bilancio, rendendo un accesso equo ed uniforme su tutto il territorio Nazionale. L’Articolo 1 (commi 400 e 401) della Legge di Bilancio 2017 (n. 232/2016) ha così istituito due fondi, di 500 milioni di Euro ciascuno oggi trasformati in un fondo unico che sarà di anno in anno implementato (100Mln/anno) in base a nuove risorse disponibili. Ma quando si parla di innovazione è molto importante comprendere come molte delle terapie introdotte che non entrano nei parametri valutativi AIFA sopra elencati, possano generare ricadute importanti sulla semplificazione e sull’aderenza alle cure così come sull’impatto organizzativo e assistenziale. Nonostante questo grande impegno delle autorità regolatorie Internazionali e Nazionali ancora oggi la tempistica di accesso reale per il paziente all’innovazione introdotta, può richiedere molti mesi, a causa di diversi ulteriori passaggi richiesti dalla burocrazia regionale: indicazione dei centri prescrittori e dei clinici prescrittori, riunione/ valutazione/indicazioni delle commissioni regionali, comunicazione sulle procedure di erogazione tra Hub&Spoke, comunicazione agli enti, procedura di acquisto da parte di ente regionale accentrato o farmacia Ospedaliera da parte del centro abilitato. Partendo dall’esempio della regione Lombardia, Motore sanità intende analizzare i flussi di accesso per raccogliere idee pratiche utili a facilitare le tempistiche di accesso in aree ad alta innovazione come quelle oncologica, ematologica, immunologica, endocrinologica, che negli anni ha visto una accelerazione in termini di prodotti di ricerca innovativi davvero dirompente, nei confronti della quale in alcuni casi il paziente non ha tempo di attendere. L'articolo L’ACCESSO REGIONALE ALLE TERAPIE INNOVATIVE L’ESEMPIO DELLA REGIONE LOMBARDIA proviene da Motoresanità.it. Read More
HCV-HDV DALLA DIAGNOSI, ALLA RIVOLUZIONE DELLA CURA, ALL’EMERSIONE DEL SOMMERSO PERCORSI REGIONALI: EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Era l’ormai lontano 2013 quando nello scenario mondiale si affacciava una rivoluzionaria terapia per la cura dell’HCV. Da quel momento in poi la diagnosi e la cura dell’HCV hanno rappresentato non solo una pietra miliare nella ricerca biomedica ma anche il primo vero esempio di come innovazione, sostenibilità del sistema, accesso alle cure e determinazione del prezzo in un Market Access complesso e frammentato, fossero obiettivi raggiungibili. Ed anche un esempio di come fosse necessario sviluppare una vera politica del farmaco nazionale ed europea. In Italia le diverse regioni hanno impostato da allora una filiera applicativa e di controllo sullo screening dei potenziali soggetti malati, delle coorti maggiormente a rischio, programmando le terapie per livello di urgenza e rischio, monitorando attentamente l’evoluzione dei risultati di questo percorso. Ma gli obiettivi prefissati sono stati totalmente raggiunti? Quali sono i passi che restano ancora da fare? Oggi è chiaro e sancito dal D.M. 14 maggio 2021, come la riemersione del sommerso sia un passaggio cruciale da completare per sconfiggere il virus e la malattia. E si affaccia anche la cura per una nuova forma virale conosciuta causa di epatite Delta. Le risorse dedicate dal legislatore in questo percorso sono focalizzate su 3 popolazioni di riferimento: popolazione generale (coorte di nascita 1969-1989), soggetti in carico ai SerD e soggetti detenuti. Ad oggi tutte le regioni destinatarie di questo finanziamento hanno recepito nei loro piani di prevenzione il D.M. e stanno implementando i propri progetti esecutivi nei diversi territori, ma con varie velocità e varie difficoltà. Tanto che gli obiettivi indicati da raggiungere nel 2022 sono stati prorogati al 2023. Una vita senza epatite C  è quindi oggi un obiettivo raggiungibile ma è cruciale che si mettano in atto le politiche sanitarie finanziate in grado oltre che di far emergere il sommerso, di garantire subito l’accesso al trattamento a tutti gli individui infetti. Motore Sanità ritiene che rimanga fondamentale un confronto sulle attuali e future strategie che sfruttando le risorse del PNRR permettano la revisione organizzativa necessaria in questo rush finale. Ed intende partire dalla regione Emilia Romagna da sempre modello organizzativo virtuoso nei suoi percorsi di prevenzione, facendo focus sulle strategie di implementazione dell’ASL Romagna. L'articolo HCV-HDV DALLA DIAGNOSI, ALLA RIVOLUZIONE DELLA CURA, ALL’EMERSIONE DEL SOMMERSO PERCORSI REGIONALI: EMILIA-ROMAGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
Stigma e awareness in SALUTE MENTALE Coordinamento nazionale dei Direttori dei DSM italiani in collaborazione con ASL Roma 1 e Motore Sanità
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma RAZIONALE La salute mentale è componente fondamentale della salute generale della popolazione ed è garanzia della convivenza civile. Investire in questo campo ha un ritorno immediato sulla scuola e l’università, sul mondo del lavoro, sull’integrazione e la sicurezza sociale. Molti autorevoli studi affermano che gli investimenti in salute mentale portano ad un incremento del PIL nel medio termine. Lo scenario attuale, al contrario, è caratterizzato da un crescente divario tra bisogni e risorse disponibili. Infatti, mentre assistiamo da un lato all’incremento costante dell’incidenza dei disturbi mentali gravi, oltre che ad una vera pandemia dei casi di co-morbilità con l’uso di sostanze, che, insieme ai disturbi del neuro-sviluppo come i Disturbi dello spettro autistico, l’ADHD, la Schizofrenia e il Disturbo bipolare, interessano oltre il 6% della popolazione, dall’altro ci troviamo di fronte ad un enorme e drammatico problema di carenza di risorse, più grave nell’ambito della salute mentale che negli altri campi della sanità. La quota del FSN dedicata alla salute mentale, definita al 5% dalla CU nel 2001, è oggi in media inferiore al 3%; ciò rende impossibile qualunque cambiamento organizzativo che possa cogliere i bisogni emergenti e mina l’efficacia degli interventi, sia di natura psicosociale che farmacologica. A ciò si aggiunge l’emergenza drammatica dei pazienti autori di reato, cresciuti a dismisura dopo la legge che ha chiuso gli OPG, emergenza che ricade totalmente sui Dipartimenti di Salute Mentale che sono tenuti oggi anche a compiti di custodia. A ciò si aggiunge lo stigma che condiziona fortemente sia le persone affette da queste patologie, sia il rapporto dell’intera società con il tema della salute mentale, assente dai programmi di politica sanitaria e senza alcuna attenzione da parte dell’opinione pubblica, tranne quando accadono fatti di cronaca. Inoltre, la piena consapevolezza del disturbo e dei percorsi di cura, obiettivo di ogni strategia terapeutica, non dovrebbe coinvolgere solo i cittadini portatori di un disagio/disturbo, ma anche i loro familiari, i gruppi sociali di appartenenza e, più in generale, la società tutta. In questo nuovo incontro, nella giornata mondiale della Salute Mentale, vogliamo interrogarci su stigma e consapevolezza come fattori determinanti nella promozione e cura della salute mentale e fare il punto sulle proposte fatte dal Coordinamento dei Direttori dei DSM italiani alle Istituzioni. È l’occasione per dare voce non solo ai professionisti, ma anche a tutti gli stakeholder coinvolti. L'articolo Stigma e awareness in SALUTE MENTALE Coordinamento nazionale dei Direttori dei DSM italiani in collaborazione con ASL Roma 1 e Motore Sanità proviene da Motoresanità.it. Read More
Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Secondo il Piano nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Facendo alcuni esempi, fra questi il Vaccino anti-pneumococcico è consigliato a tutti coloro che presentino diverse patologie croniche come cardiopatie, malattie polmonari, diabete mellito, epatopatie inclusa la cirrosi epatica, emoglobinopatie, immunodeficienze congenite o acquisite, infezione da Hiv, neoplasie oncologiche e oncoematologiche, insufficienza renale ma anche trapianto d’organo. Ma nonostante questo ed altri vaccini siano stati introdotti nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano non soddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. In primis impegnandosi nel recupero delle coorti di popolazione di pazienti anziani e fragili. Questo potrebbe rappresentare un intervento preventivo di valore clinico ed economico importante, in grado di evitare ricoveri e patologie acute che abitualmente li espongono a forti rischi di salute ed addirittura di vita. Per fare questo si dovrebbe agire sul territorio, visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite oltre che dai SIESP anche dai MMG in RSA e ADI. Lavorando in questa direzione, la Regione Abruzzo, attraverso un piano organizzato e ben concordato, potrebbe raggiungere questo virtuoso traguardo di salute pubblica. Fondamentale sarà l’istituzione di una cabina di regia che oltre a coinvolgere i principali attori di sistema, stabilisca indicatori di monitoraggio e controllo sul breve, medio e lungo periodo, chiarendo come le nuove strutture territoriali previste dal PNRR (comprese le farmacie dei servizi) potrebbero essere di supporto per raggiungere gli obiettivi stabiliti. Motore Sanità vorrebbe creare delle occasioni di incontro per facilitare ed accelerare lo sviluppo ed il monitoraggio di questo percorso. L'articolo Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO proviene da Motoresanità.it. Read More
L’ACCESSO REGIONALE ALLE TERAPIE INNOVATIVE L’ESEMPIO DELLA REGIONE LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Era il 2016 quando l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) lanciò PRIME (PRIority Medicines scheme), un programma nato con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di farmaci in patologie dove i pazienti presentavano dei bisogni terapeutici insoddisfatti. Tramite PRIME, l’EMA offriva supporto alle aziende per la generazione di dati affidabili su efficacia e sicurezza di un farmaco al fine di velocizzare il processo di valutazione e l’accesso al mercato. In questi ultimi anni l’ente regolatore Italiano di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci (AIFA) ha cercato di accelerare le procedure, attraverso diverse attività. In primis ha creato attraverso la sua Commissione tecnica (CTS), un sistema di valutazione dell’innovazione molto stringente e basato su 3 precisi criteri scientifici: Bisogno terapeutico, Valore terapeutico aggiunto, Qualità delle prove. Questa valutazione portava a definire come immediato l’accesso in ogni regione, bypassando i singoli prontuari regionali o territoriali, dando alle regioni il solo onere di stabilire quali centri sarebbero stati abilitati alla prescrizione della terapia innovativa. Ma restava ancora un passaggio indispensabile per poter rendere concretamente realizzabile e realizzato questo processo: l’istituzione di fondi nazionali dedicati che sgravassero le regioni da criticità eventuali di bilancio, rendendo un accesso equo ed uniforme su tutto il territorio Nazionale. L’Articolo 1 (commi 400 e 401) della Legge di Bilancio 2017 (n. 232/2016) ha così istituito due fondi, di 500 milioni di Euro ciascuno oggi trasformati in un fondo unico che sarà di anno in anno implementato (100Mln/anno) in base a nuove risorse disponibili. Ma quando si parla di innovazione è molto importante comprendere come molte delle terapie introdotte che non entrano nei parametri valutativi AIFA sopra elencati, possano generare ricadute importanti sulla semplificazione e sull’aderenza alle cure così come sull’impatto organizzativo e assistenziale. Nonostante questo grande impegno delle autorità regolatorie Internazionali e Nazionali ancora oggi la tempistica di accesso reale per il paziente all’innovazione introdotta, può richiedere molti mesi, a causa di diversi ulteriori passaggi richiesti dalla burocrazia regionale: indicazione dei centri prescrittori e dei clinici prescrittori, riunione/ valutazione/indicazioni delle commissioni regionali, comunicazione sulle procedure di erogazione tra Hub&Spoke, comunicazione agli enti, procedura di acquisto da parte di ente regionale accentrato o farmacia Ospedaliera da parte del centro abilitato. Partendo dall’esempio della regione Lombardia, Motore sanità intende analizzare i flussi di accesso per raccogliere idee pratiche utili a facilitare le tempistiche di accesso in aree ad alta innovazione come quelle oncologica, ematologica, immunologica, endocrinologica, che negli anni ha visto una accelerazione in termini di prodotti di ricerca innovativi davvero dirompente, nei confronti della quale in alcuni casi il paziente non ha tempo di attendere. L'articolo L’ACCESSO REGIONALE ALLE TERAPIE INNOVATIVE L’ESEMPIO DELLA REGIONE LOMBARDIA proviene da Motoresanità.it. Read More
CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – CENTRO: TOSCANA, EMILIA-ROMAGNA, UMBRIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel decimo anniversario della somministrazione di una terapia sperimentale a base di CAR-T a Emily Whitehead, la bambina di 7 anni affetta da leucemia che fu trattata al Children’s Hospital di Philadelphia, nuove terapie a base di cellule CAR-T si aggiungono con grandi aspettative e nuovi sviluppi per nuove indicazioni. L’innovazione portata dalle terapie CAR-T al di fuori di ogni dubbio rappresenta uno dei traguardi medici più importanti del nuovo secolo nella battaglia contro i tumori. Ai loro successi ed al loro sviluppo futuro sono stati dedicati centinaia di lavori. Molti di questi hanno contribuito alle attuali indicazioni e molti altri stanno facendo la stessa cosa per le future ampliandone l’utilizzo in altre patologie. Infatti alle indicazioni per la leucemia linfoblastica acuta, il linfoma diffuso a grandi cellule B, il linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, si aggiungono quelle da tempo attese sul mieloma multiplo, fornendo nuova grande speranza per molti pazienti (studi a 2 anni di follow-up ad oggi pubblicati: tasso di risposta globale (ORR) 98%, tasso di risposta completa (CR) 83%, sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale mediana (OS) non raggiunte, suggerendo che più del 50% dei pazienti è libero da progressione di malattia ad oltre 2 anni*). Una sola infusione di questo trattamento personalizzato per tutte queste indicazioni rappresenta una speranza di vita unica, per quanti non hanno alternative terapeutiche al progredire della loro patologia. Nonostante l’esperienza accumulata con le prime indicazioni riguardasse un numero esiguo di pazienti, essa ha comunque messo a dura prova il sistema organizzativo assistenziale, facendo subito emergere la necessità di creare nuovi concreti modelli rapidamente applicabili, poiché i tempi di accesso sono cruciali e critici per i pazienti. Alcuni nodi sono emersi da subito come fondamentali in questo senso: accreditamento richiesto ai centri per poter somministrare e gestire in piena sicurezza la procedura in ogni suo passaggio, organico adeguato e pienamente dedicato, spazi adeguati all’interno della struttura accreditata, percorso amministrativo strutturato, efficiente, rapido nei diversi passaggi contrattuali dall’acquisto in poi. L'articolo CAR-T Breakthrough innovation NODI CHIAVE DA SCIOGLIERE – Dalle esperienze attuali alle nuove indicazioni – CENTRO: TOSCANA, EMILIA-ROMAGNA, UMBRIA proviene da Motoresanità.it. Read More
EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA CALABRIA, SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le Epilessie farmacoresistenti rappresentano oltre il 30% di tutte le forme epilettiche, sono caratterizzate da una ampia variabilità etiopatogenetica e clinica  e necessitano di competenze e conoscenze dedicate. Molte di queste Epilessie non responder sono Epilessie rare, per lo più ad insorgenza in età pediatrica, con tendenza alla cronicità e quindi con un impatto psico-sociale impegnativo. Non esiste un dato preciso sul numero esatto di pazienti con Epilessie rare in Italia. Nel Registro Nazionale delle Epilessie Rare (RES), che raccoglie dati soltanto su alcune forme di Epilessia rare in Italia, al 31 dicembre 2020 erano registrati circa 2.300 casi di Epilessie rare, di cui il 53,5% di sesso femminile e il 46,5% maschile. Va però sottolineato che il RES include solo alcune forme di Epilessia rare e che molti pazienti  non sono ancora stati diagnosticati o registrati nei registri medici ufficiali, e quindi è presumibile che questi casi siano fortemente sottostimati.  Tuttavia, si stima che le Epilessie rare rappresentino circa il 10-20% di tutti i casi di Epilessia.Come ogni malattia rara, una Epilessia rara è definita epidemiologicamente da un’incidenza < 5 casi su 10.000 e tra le forme di epilessia farmaco-resistente vi rientrano quindi le Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo che compaiono in epoca neonatale/infantile e che hanno talvolta un’etiologia genetica nota. A titolo di esempio si può citare la Sindrome di Dravet, che insorge nel primo anno di vita in bambini fino ad allora normali, con crisi di vario tipo spesso scatenate dalla febbre, cui poi si associa un deficit di sviluppo cognitivo-comportamentale. Si calcola che la Sindrome di Dravet colpisca circa 6,5/100.000 nati vivi e nell’80% dei casi in essi è riscontrabile una variante patogenetica del gene SCN1A. La Sindrome di Lennox-Gastaut invece è un’ Encefalopatia Epilettica e di Sviluppo che esordisce più tardivamente (con picco tra i 3 ed i 5 anni) e che si presenta con crisi di vario tipo, anch’esse farmacoresistenti ed associate a disturbi della sfera cognitivo-comportamentale. L’etiologia in questo caso è più variabile e la prevalenza è calcolata nell’1-2% di tutte le forme di Epilessia. Tra le Malattie rare con Epilessia rientra anche la Sclerosi Tuberosa (TSC), una malattia multisistemica a espressione variabile e geneticamente determinata, che coinvolge vari organi ed apparati e che può essere sospettata in epoca neonatale o nei primi mesi di vita per la presenza di crisi epilettiche, macchie cutanee ipomelanotiche e per ritardo nell’acquisizione delle principali tappe di sviluppo cognitivo-comportamentale. L'articolo EPILESSIE RARE STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA CALABRIA, SICILIA proviene da Motoresanità.it. Read More
MA SIAMO MAI STATI VERAMENTE OSPEDALOCENTRICI? UN RAGIONAMENTO SUL FUTURO DEGLI OSPEDALI IN ITALIA E SUL LORO RAPPORTO CON LA PROSSIMA MEDICINA TERRITORIALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it I dati di benchmark con gli altri paesi europei palesano una realtà’ diversa da come sino ad ora raccontato. Negli ultimi anni abbiamo diminuito in Italia i posti letto per acuti senza potenziare ne’ le lungodegenze ne’ l’attività’ territoriale. Gli altri paesi europei hanno in realtà redistribuito i posti letto diminuendo quelli per acuti ma aumentando in maniera significativa le long term care permettendo un turn over dei pazienti per noi impossibile poiché i pazienti dimissibili ma non gestibili senza una lungodegenza rimangono in ospedale per acuti occupando posti letto che impediscono il ricovero dai dipartimenti d’urgenza e naturalmente quelli programmati in primis quelli chirurgici. Le RSA in parte hanno supplito alle carenze del long term care ma l’aumento delle rette e la insufficiente copertura assistenziale e sanitaria non ha risolto il problema. Il rapporto ospedale e territorio permane insoddisfacente e le tensioni intorno al DM 77 a partire sull’errata valutazione delle future risorse umane a disposizione ne complica l’attuazione. Il ruolo futuro delle urgenze e della tecnologia ospedaliera da rinnovare grazie ai fondi del PNRR non procedono su una direzione condivisa, e una presa in carico dei pazienti integrata quale quella dello share care e team work della Danimarca e Svezia, per citarne alcuni, rimane una chimera ostaggio di interessi contrapposti. Sulla analisi reale della situazione ospedaliera in Italia e sulle azioni da intraprendere, Motore Sanita’ organizza un webinar con il coinvolgimento degli stakeholder per andare oltre alla difficile soluzione del DM 77 ripartendo dagli ospedali. L'articolo MA SIAMO MAI STATI VERAMENTE OSPEDALOCENTRICI? UN RAGIONAMENTO SUL FUTURO DEGLI OSPEDALI IN ITALIA E SUL LORO RAPPORTO CON LA PROSSIMA MEDICINA TERRITORIALE proviene da Motoresanità.it. Read More
La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – ROMA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – ROMA proviene da Motoresanità.it. Read More
La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA GOVERNANCE DELLA DIASTASI ADDOMINALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ ISCRIVITI IN PRESENZA ⇐   ⇒ Programma   RAZIONALE SCIENTIFICO   La diastasi addominale è una condizione in cui i muscoli retti dell’addome si separano, creando una zona di debolezza che provoca un’alterazione del profilo della parete addominale. In Italia la diastasi dei retti ha un’incidenza del 30% nelle donne dopo la gravidanza –  oltre 100 mila.  La causa sembra essere un rilassamento dei tessuti connettivi che mantengono i muscoli retti uniti alla linea mediana. Considerata troppo spesso come un problema solo estetico, la sua cura richiede, invece, un approccio chirurgico. Infatti questa condizione può causare complessi ed invalidanti deficit funzionali, quali incontinenza urinaria, lombalgia e alterazioni della normale funzione gastro intestinale che impattano fortemente sulla qualità di vita delle pazienti. Il mancato o il non corretto trattamento di questa patologia si riflette pertanto sia sui costi sociali che sul Sistema Sanitario Nazionale. Per contro, all’innovazione ed all’evoluzione tecnologica dei trattamenti chirurgici, oggi in Italia non corrisponde un sistema di rimborso adeguato che permetta di sostenere i costi correlati a questo tipo di patologia. La sensibilizzazione ed il confronto con le istituzioni da parte delle associazioni dei pazienti, dei clinici e degli economisti, è auspicabile per trovare gli strumenti atti a gestire questo tipo di quadro clinico. Motore Sanità ha intenzione di riunire alcuni stakeholders per analizzare lo stato dell’arte e porre in essere alcune proposte migliorative del processo. L'articolo LA GOVERNANCE DELLA DIASTASI ADDOMINALE proviene da Motoresanità.it. Read More
Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Secondo il Piano nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Facendo alcuni esempi, fra questi il Vaccino anti-pneumococcico è consigliato a tutti coloro che presentino diverse patologie croniche come cardiopatie, malattie polmonari, diabete mellito, epatopatie inclusa la cirrosi epatica, emoglobinopatie, immunodeficienze congenite o acquisite, infezione da Hiv, neoplasie oncologiche e oncoematologiche, insufficienza renale ma anche trapianto d’organo. Ma nonostante questo ed altri vaccini siano stati introdotti nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano non soddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. In primis impegnandosi nel recupero delle coorti di popolazione di pazienti anziani e fragili. Questo potrebbe rappresentare un intervento preventivo di valore clinico ed economico importante, in grado di evitare ricoveri e patologie acute che abitualmente li espongono a forti rischi di salute ed addirittura di vita. Per fare questo si dovrebbe agire sul territorio, visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite oltre che dai SIESP anche dai MMG in RSA e ADI. Lavorando in questa direzione, la Regione Abruzzo, attraverso un piano organizzato e ben concordato, potrebbe raggiungere questo virtuoso traguardo di salute pubblica. Fondamentale sarà l’istituzione di una cabina di regia che oltre a coinvolgere i principali attori di sistema, stabilisca indicatori di monitoraggio e controllo sul breve, medio e lungo periodo, chiarendo come le nuove strutture territoriali previste dal PNRR (comprese le farmacie dei servizi) potrebbero essere di supporto per raggiungere gli obiettivi stabiliti. Motore Sanità vorrebbe creare delle occasioni di incontro per facilitare ed accelerare lo sviluppo ed il monitoraggio di questo percorso. L'articolo Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO proviene da Motoresanità.it. Read More
Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Secondo il Piano nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Facendo alcuni esempi, fra questi il Vaccino anti-pneumococcico è consigliato a tutti coloro che presentino diverse patologie croniche come cardiopatie, malattie polmonari, diabete mellito, epatopatie inclusa la cirrosi epatica, emoglobinopatie, immunodeficienze congenite o acquisite, infezione da Hiv, neoplasie oncologiche e oncoematologiche, insufficienza renale ma anche trapianto d’organo. Ma nonostante questo ed altri vaccini siano stati introdotti nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano non soddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. In primis impegnandosi nel recupero delle coorti di popolazione di pazienti anziani e fragili. Questo potrebbe rappresentare un intervento preventivo di valore clinico ed economico importante, in grado di evitare ricoveri e patologie acute che abitualmente li espongono a forti rischi di salute ed addirittura di vita. Per fare questo si dovrebbe agire sul territorio, visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite oltre che dai SIESP anche dai MMG in RSA e ADI. Lavorando in questa direzione, la Regione Abruzzo, attraverso un piano organizzato e ben concordato, potrebbe raggiungere questo virtuoso traguardo di salute pubblica. Fondamentale sarà l’istituzione di una cabina di regia che oltre a coinvolgere i principali attori di sistema, stabilisca indicatori di monitoraggio e controllo sul breve, medio e lungo periodo, chiarendo come le nuove strutture territoriali previste dal PNRR (comprese le farmacie dei servizi) potrebbero essere di supporto per raggiungere gli obiettivi stabiliti. Motore Sanità vorrebbe creare delle occasioni di incontro per facilitare ed accelerare lo sviluppo ed il monitoraggio di questo percorso. L'articolo Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO proviene da Motoresanità.it. Read More
Stigma e awareness in SALUTE MENTALE Coordinamento nazionale dei Direttori dei DSM italiani in collaborazione con ASL Roma 1 e Motore Sanità
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma RAZIONALE La salute mentale è componente fondamentale della salute generale della popolazione ed è garanzia della convivenza civile. Investire in questo campo ha un ritorno immediato sulla scuola e l’università, sul mondo del lavoro, sull’integrazione e la sicurezza sociale. Molti autorevoli studi affermano che gli investimenti in salute mentale portano ad un incremento del PIL nel medio termine. Lo scenario attuale, al contrario, è caratterizzato da un crescente divario tra bisogni e risorse disponibili. Infatti, mentre assistiamo da un lato all’incremento costante dell’incidenza dei disturbi mentali gravi, oltre che ad una vera pandemia dei casi di co-morbilità con l’uso di sostanze, che, insieme ai disturbi del neuro-sviluppo come i Disturbi dello spettro autistico, l’ADHD, la Schizofrenia e il Disturbo bipolare, interessano oltre il 6% della popolazione, dall’altro ci troviamo di fronte ad un enorme e drammatico problema di carenza di risorse, più grave nell’ambito della salute mentale che negli altri campi della sanità. La quota del FSN dedicata alla salute mentale, definita al 5% dalla CU nel 2001, è oggi in media inferiore al 3%; ciò rende impossibile qualunque cambiamento organizzativo che possa cogliere i bisogni emergenti e mina l’efficacia degli interventi, sia di natura psicosociale che farmacologica. A ciò si aggiunge l’emergenza drammatica dei pazienti autori di reato, cresciuti a dismisura dopo la legge che ha chiuso gli OPG, emergenza che ricade totalmente sui Dipartimenti di Salute Mentale che sono tenuti oggi anche a compiti di custodia. A ciò si aggiunge lo stigma che condiziona fortemente sia le persone affette da queste patologie, sia il rapporto dell’intera società con il tema della salute mentale, assente dai programmi di politica sanitaria e senza alcuna attenzione da parte dell’opinione pubblica, tranne quando accadono fatti di cronaca. Inoltre, la piena consapevolezza del disturbo e dei percorsi di cura, obiettivo di ogni strategia terapeutica, non dovrebbe coinvolgere solo i cittadini portatori di un disagio/disturbo, ma anche i loro familiari, i gruppi sociali di appartenenza e, più in generale, la società tutta. In questo nuovo incontro, nella giornata mondiale della Salute Mentale, vogliamo interrogarci su stigma e consapevolezza come fattori determinanti nella promozione e cura della salute mentale e fare il punto sulle proposte fatte dal Coordinamento dei Direttori dei DSM italiani alle Istituzioni. È l’occasione per dare voce non solo ai professionisti, ma anche a tutti gli stakeholder coinvolti. L'articolo Stigma e awareness in SALUTE MENTALE Coordinamento nazionale dei Direttori dei DSM italiani in collaborazione con ASL Roma 1 e Motore Sanità proviene da Motoresanità.it. Read More
HCV-HDV DALLA DIAGNOSI, ALLA RIVOLUZIONE DELLA CURA, ALL’EMERSIONE DEL SOMMERSO PERCORSI REGIONALI: EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Era l’ormai lontano 2013 quando nello scenario mondiale si affacciava una rivoluzionaria terapia per la cura dell’HCV. Da quel momento in poi la diagnosi e la cura dell’HCV hanno rappresentato non solo una pietra miliare nella ricerca biomedica ma anche il primo vero esempio di come innovazione, sostenibilità del sistema, accesso alle cure e determinazione del prezzo in un Market Access complesso e frammentato, fossero obiettivi raggiungibili. Ed anche un esempio di come fosse necessario sviluppare una vera politica del farmaco nazionale ed europea. In Italia le diverse regioni hanno impostato da allora una filiera applicativa e di controllo sullo screening dei potenziali soggetti malati, delle coorti maggiormente a rischio, programmando le terapie per livello di urgenza e rischio, monitorando attentamente l’evoluzione dei risultati di questo percorso. Ma gli obiettivi prefissati sono stati totalmente raggiunti? Quali sono i passi che restano ancora da fare? Oggi è chiaro e sancito dal D.M. 14 maggio 2021, come la riemersione del sommerso sia un passaggio cruciale da completare per sconfiggere il virus e la malattia. E si affaccia anche la cura per una nuova forma virale conosciuta causa di epatite Delta. Le risorse dedicate dal legislatore in questo percorso sono focalizzate su 3 popolazioni di riferimento: popolazione generale (coorte di nascita 1969-1989), soggetti in carico ai SerD e soggetti detenuti. Ad oggi tutte le regioni destinatarie di questo finanziamento hanno recepito nei loro piani di prevenzione il D.M. e stanno implementando i propri progetti esecutivi nei diversi territori, ma con varie velocità e varie difficoltà. Tanto che gli obiettivi indicati da raggiungere nel 2022 sono stati prorogati al 2023. Una vita senza epatite C  è quindi oggi un obiettivo raggiungibile ma è cruciale che si mettano in atto le politiche sanitarie finanziate in grado oltre che di far emergere il sommerso, di garantire subito l’accesso al trattamento a tutti gli individui infetti. Motore Sanità ritiene che rimanga fondamentale un confronto sulle attuali e future strategie che sfruttando le risorse del PNRR permettano la revisione organizzativa necessaria in questo rush finale. Ed intende partire dalla regione Emilia Romagna da sempre modello organizzativo virtuoso nei suoi percorsi di prevenzione, facendo focus sulle strategie di implementazione dell’ASL Romagna. L'articolo HCV-HDV DALLA DIAGNOSI, ALLA RIVOLUZIONE DELLA CURA, ALL’EMERSIONE DEL SOMMERSO PERCORSI REGIONALI: EMILIA-ROMAGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
percorso vaccinale per i malati cronici  piano nazionale prevenzione vaccinale e sue applicazioni regionali nell’ambito della vaccinazione dell’adulto – EMILIA-ROMAGNA UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La prevenzione è il tema trasversale che attraversa tutte le componenti del global health, e tra la prevenzione primaria e secondaria emerge con forza, soprattutto dopo il periodo pandemico, l’importanza delle campagne vaccinali nei bambini e negli adulti. Oltretutto l’active ageing comporta, per ottenere un invecchiamento in salute vero, la prevenzione di malattie quali le polmoniti comuni per le quali il SSN e a cascata i SSR prevedono la somministrazione gratuita per gli over 65. Uno degli obiettivi dell’incontro è la sensibilizzazione culturale e organizzativa della politica vaccinale sui pazienti fragili al fine di aumentare le coperture. Per fare il punto della situazione partendo dalle best practice regionali e ragionando sui modelli di risparmio e su quelli operativi legati alle vaccinazioni negli adulti, Motore Sanità organizza una mattinata di riflessioni con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder interessati. L'articolo percorso vaccinale per i malati cronici piano nazionale prevenzione vaccinale e sue applicazioni regionali nell’ambito della vaccinazione dell’adulto – EMILIA-ROMAGNA UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI proviene da Motoresanità.it. Read More
percorso vaccinale per i malati cronici  piano nazionale prevenzione vaccinale e sue applicazioni regionali nell’ambito della vaccinazione dell’adulto – EMILIA-ROMAGNA UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La prevenzione è il tema trasversale che attraversa tutte le componenti del global health, e tra la prevenzione primaria e secondaria emerge con forza, soprattutto dopo il periodo pandemico, l’importanza delle campagne vaccinali nei bambini e negli adulti. Oltretutto l’active ageing comporta, per ottenere un invecchiamento in salute vero, la prevenzione di malattie quali le polmoniti comuni per le quali il SSN e a cascata i SSR prevedono la somministrazione gratuita per gli over 65. Uno degli obiettivi dell’incontro è la sensibilizzazione culturale e organizzativa della politica vaccinale sui pazienti fragili al fine di aumentare le coperture. Per fare il punto della situazione partendo dalle best practice regionali e ragionando sui modelli di risparmio e su quelli operativi legati alle vaccinazioni negli adulti, Motore Sanità organizza una mattinata di riflessioni con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder interessati. L'articolo percorso vaccinale per i malati cronici piano nazionale prevenzione vaccinale e sue applicazioni regionali nell’ambito della vaccinazione dell’adulto – EMILIA-ROMAGNA UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI proviene da Motoresanità.it. Read More
VENETO e covid-19 nel paziente a rischio ospedalizzazione COME OTTIMIZZARE I PERCORSI DALLA DIAGNOSI ALL’ACCESSO ALLA TERAPIA APPROPRIATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Secondo i dati Oms di monitoraggio a livello globale dell’attuale pandemia, si osserva una continua riduzione di contagi settimanali, comunque ampiamente sottostimati, e morti. Grazie all’elevato numero di soggetti immunizzati con il vaccino o con l’infezione naturale e alla circolazione di un virus ad alta trasmissibilità ma a bassa virulenza, si sta andando verso un’endemia. Alla luce di queste considerazioni, si deve tenere presente che il virus continuerà a circolare e si deve essere pronti ad assistere i soggetti infetti, soprattutto le popolazioni di pazienti fragili e defedati affinché non vadano incontro a un’evoluzione della malattia, che metterebbe a rischio la loro salute e lo stesso funzionamento degli ospedali. Quindi occorre non solo non abbassare la guardia, seguitando a dare corso alle corrette pratiche vaccinali, ma essere attenti nel trattare queste particolari popolazioni con le terapie adeguate che attualmente sono a disposizione della classe medica. Ad oggi stenta ad entrare nella routine clinica l’utilizzo dei farmaci antivirali mirati alla cura dell’infezione, che devono essere utilizzati entro i primi 5 gg dalla comparsa dei sintomi, riuscendo a prevenire il rischio di ospedalizzazione nell’80% dei casi. Nonostante le iniziative messe in atto per facilitare l’accesso a queste terapie, rendendo disponibile la prescrizione ai MMG e la distribuzione attraverso le farmacie territoriali, la situazione non è migliorata, infatti risulta molto disomogenea secondo i dati ufficiali di monitoraggio tra regione e regione. Motore Sanità proseguendo con la Regione Veneto attraverso un confronto aperto tra tutti gli attori di sistema, vorrebbe comprendere quali siano i motivi di questa situazione e fornire idee/soluzioni per garantire un percorso appropriato in particolare per le popolazioni a rischio. L'articolo VENETO e covid-19 nel paziente a rischio ospedalizzazione COME OTTIMIZZARE I PERCORSI DALLA DIAGNOSI ALL’ACCESSO ALLA TERAPIA APPROPRIATA proviene da Motoresanità.it. Read More
piemonte e covid-19 nel paziente a rischio ospedalizzazione COME OTTIMIZZARE I PERCORSI DALLA DIAGNOSI ALL’ACCESSO ALLA TERAPIA APPROPRIATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Secondo i dati Oms di monitoraggio a livello globale dell’attuale pandemia, si osserva una continua riduzione di contagi settimanali, comunque ampiamente sottostimati, e morti. Prendendo ad esempio la Regione Piemonte, la curva dei contagi al mese di Marzo 2023, continua a presentare un andamento stazionario di decrescita rispetto al periodo precedente. L’occupazione dei posti letto ordinari si attesta al 2,8%, quello della terapia intensiva allo 0,6%, mentre la positività dei tamponi è al 2,1%. Grazie all’elevato numero di soggetti immunizzati con il vaccino o con l’infezione naturale e alla circolazione di un virus ad alta trasmissibilità ma a bassa virulenza, si sta andando verso un’endemia. Alla luce di queste considerazioni, si deve tenere presente che il virus continuerà a circolare e si deve essere pronti ad assistere i soggetti infetti, soprattutto le popolazioni di pazienti fragili e defedati affinché non vadano incontro a un’evoluzione della malattia, che metterebbe a rischio la loro salute e lo stesso funzionamento degli ospedali. Quindi occorre non solo non abbassare la guardia, seguitando a dare corso alle corrette pratiche vaccinali, ma essere attenti nel trattare queste particolari popolazioni con le terapie adeguate che attualmente sono a disposizione della classe medica. Ad oggi stenta ad entrare nella routine clinica l’utilizzo dei farmaci antivirali mirati alla cura dell’infezione, che devono essere utilizzati entro i primi 5 gg dalla comparsa dei sintomi, riuscendo a prevenire il rischio di ospedalizzazione nell’80% dei casi. Nonostante le iniziative messe in atto per facilitare l’accesso a queste terapie, rendendo disponibile la prescrizione ai MMG e la distribuzione attraverso le farmacie territoriali, la situazione non è migliorata, infatti risulta molto disomogenea secondo i dati ufficiali di monitoraggio tra regione e regione. Motore Sanità partendo da regione Piemonte attraverso un confronto aperto tra tutti gli attori di sistema, vorrebbe comprendere quali siano i motivi di questa situazione e fornire idee/soluzioni per garantire un percorso appropriato in particolare per le popolazioni a rischio. L'articolo piemonte e covid-19 nel paziente a rischio ospedalizzazione COME OTTIMIZZARE I PERCORSI DALLA DIAGNOSI ALL’ACCESSO ALLA TERAPIA APPROPRIATA proviene da Motoresanità.it. Read More
RIDUZIONE DEL RISCHIO COME STRATEGIA DI SALUTE PUBBLICA NELL’ELIMINAZIONE DEL FUMO DI SIGARETTA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Si fuma da secoli, e in diversi modi: sigari, sigarette, pipe. Il fumo fa male: “nuoce gravemente alla salute” come viene correttamente riportato sulle confezioni di sigari, sigarette, tabacco.  Sebbene l’obiettivo di ogni Operatore Sanitario debba rimanere la totale disassuefazione, i fumatori non sono in diminuzione, o calano troppo lentamente. In Italia ci sono 11 milioni di fumatori, fuma circa un adulto su 4, e la dipendenza dal fumo è quindi una condizione di molti. Non è sufficiente voler smettere di fumare per riuscire a smettere di fumare. Il tabagismo è una dipendenza chimica, da nicotina, ma anche una dipendenza psicologica, di gestualità, di appartenenza ad un gruppo. Come per tutte le dipendenze anche per il tabagismo è necessario attivare delle strategie di sostegno per: A) Smettere di fumare
B) Ridurre il fumo
C) Ridurre i danni provocati dal fumo I recenti progressi tecnologici hanno permesso lo sviluppo di una categoria di prodotti alternativi non a combustione, che proprio per il fatto che potenzialmente riducono il rischio, offrono una valida opportunità per i fumatori adulti. Molti gli studi indipendenti realizzati finalizzati alla comparazione del danno, ma poche le conclusioni scientifiche per valutare la reale riduzione del rischio. Un confronto per valutare la riduzione del rischio con i prodotti alternativi è estremamente importante, dato il numero di morti legato al fumo da tabacco combusto. In molteplici campi della medicina (alcolismo in primis, ma anche oncologia, alimentazione, malattie infettive…) è contemplato il concetto di riduzione del rischio. Nel mondo del tabagismo, però, questo aspetto non è ancora accettato né applicato.  È obiettivo prioritario dunque perseguire una strategia progettuale che focalizzi l’attenzione sul concetto di riduzione del rischio dei prodotti alternativi senza combustione, per rendere le Istituzioni consapevoli del fatto che i MMG e tutti gli Stakeholder coinvolti in questo ambito debbano essere informati per fornire valide indicazioni agli assistiti che decidono di continuare a fumare. Anche la FDA si è di recente pronunciata sullo snus, sui prodotti a tabacco riscaldato e sulla sigaretta elettronica, definendoli un’opportunità per ridurre l’esposizione a sostanze dannose dei tabagisti che decidono di continuare a fumare. Data la grande opportunità che ci si pone davanti, le Istituzioni del nostro Paese non possono rimanere indifferenti, ma dovrebbero promuovere un confronto. Per fare ciò, è necessario anche dare maggiore evidenza ai risultati scientifici degli studi condotti su questa categoria di prodotti ed analizzare i risultati con spirito olistico. Tra i più recenti contributi, il rapporto di valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità afferma che: non è possibile riconoscere la riduzione delle sostanze tossiche dei prodotti non a combustione rispetto a quelli a combustione, a parità di condizioni di utilizzo; I dati scientifici non permettono di stabilire il potenziale di riduzione del rischio rispetto ai prodotti a combustione a parità di condizioni di utilizzo, sia per quanto riguarda l’impatto nei fumatori relativamente alla riduzione della mortalità e morbilità fumo correlate, sia per quanto riguarda l’impatto nei non fumatori e negli ex-fumatori relativamente alla capacità del prodotto in
U.O.C. MEDICINA DELLO SPORT E DELL’ESERCIZIO  ED EXERCISE IS MEDICINE ITALY – DIMED presentano: CORSO TEORICO-PRATICO DI PRESCRIZIONE DI ESERCIZIO FISICO PER STUDENTI E LAUREATI IN MEDICINA E CHIRURGIA – EVENTO ECM –
Archivi Eventi - Motoresanità.it Modalità d’Iscrizione: Il corso è gratuito con registrazione obbligatoria attraverso la piattaforma FAD_DIMED, link: https://www.rad.unipd.it/FAD_DIMED/ dalla quale è possibile accedere al corso ed effettuare l’iscrizione. Rivolto a Studenti e Laureati in Medicina e Chirurgia, aperto anche a Specialisti e Medici in Formazione Specialistica in Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico. Organizzazione e segreteria: Cristina Degan e Chiara Bison – Dipartimento di Medicina – DIMED providerecm.dimed@unipd.it Motore Sanità Razionale Numerose evidenze dimostrano che l’esercizio fisico agisce con efficacia spesso pari o superiore a quella di un farmaco nella prevenzione e terapia di un’ampia gamma di patologie croniche. Per questo motivo, lo sviluppo di competenze inerenti alla prescrizione individualizzata di esercizio fisico è fondamentale sia per gli studenti che per tutti i laureati in Medicina e Chirurgia, futura classe medica su cui investire per diffondere conoscenze sul tema. La modalità formativa scelta ha lo scopo di fornire i principi teorici delle limitazioni funzionali legate alle patologie croniche e dei benefici ottenibili grazie all’esercizio basati sulle evidenze scientifiche, associandovi l’applicazione pratica delle conoscenze con casi clinici reali, proponendo problemi e barriere derivanti da condizioni concrete e modi per superarli.  La presentazione dei casi clinici da parte dei Medici in Formazione Specialistica facilita la discussione interattiva con studenti e laureati in Medicina e Chirurgia, garantendo, comunque, un evento di alto valore scientifico ed esperienziale grazie alla presenza di Direttori di Scuola di Specializzazione provenienti da tutta Italia. Le differenti sessioni saranno registrate ed utilizzate anche nell’ambito degli insegnamenti di Medicina dello Sport e dell’Esercizio per la formazione degli studenti di Medicina e Chirurgia, allo scopo di ampliare la platea di studenti che possono sviluppare le loro competenze su queste tematiche. L’evento, grazie al coinvolgimento di tutte le Scuole di Specializzazione in Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico afferenti alle Università italiane, vuole anche essere una occasione di scambio scientifico-culturale che avverrà grazie all’organizzazione e patrocinio del Dipartimento di Medicina e dell’Iniziativa Exercise is Medicine Italy, coordinata dal Dipartimento stesso. Responsabili Scientifici: Andrea Ermolao, Daniel Neunhaeuserer, Francesca Battista, Sara Ortolan Organizzatori: U.O.C. Medicina dello Sport e dell’Esercizio, Dipartimento di Medicina, Università di Padova L'articolo U.O.C. MEDICINA DELLO SPORT E DELL’ESERCIZIO ED EXERCISE IS MEDICINE ITALY – DIMED presentano: CORSO TEORICO-PRATICO DI PRESCRIZIONE DI ESERCIZIO FISICO PER STUDENTI E LAUREATI IN MEDICINA E CHIRURGIA – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
ABSSSI PERCORSI DIAGNOSTICO TERAPEUTICI E INNOVAZIONI NELLE INFEZIONI DI CUTE E TESSUTI MOLLI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Il fenomeno dell’antimicrobico resistenza (AMR)  ha un impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) ed è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS.. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, in particolare la ricerca di antibiotici attivi contro i Gram+. A seguito dell’incalzare del fenomeno dell’antibiotico resistenza, indicata come prima causa di morte nel 2050  (10 milioni di Morti/anno) e le ripercussioni sulll’economia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni terapeutiche efficaci. Alcune aziende di settore hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida sia per quanto riguarda nuove molecole attive contro i germi Gram+ sia per quanto riguarda molecole attive  contro i germi Gram-. L’obiettivo di tale incontro sarà la ricerca di un corretto e condiviso place in therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato delle terapie antibiotiche. Motore sanità darà un contributo per aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale che riguarda le terapie innovative  con l’intento di creare e proporre modelli organizzativi e percorsi diagnostico terapeutici nell’ambito delle infezioni di cute e tessuti molli che rappresentano una parte delle infezioni che gravano sul Sistema Sanitario Nazionale. L'articolo ABSSSI PERCORSI DIAGNOSTICO TERAPEUTICI E INNOVAZIONI NELLE INFEZIONI DI CUTE E TESSUTI MOLLI proviene da Motoresanità.it. Read More
Progetto Vitiligine TOSCANA e MARCHE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La vitiligine è una condizione cronica della pelle caratterizzata dalla comparsa, in vari distretti corporei, di chiazze bianche o traslucide dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta alla melanina. La causa sarebbe l’attacco da parte del sistema immunitario ai melanociti, cellule produttrici di questo pigmento, ma allo stato attuale delle conoscenze è considerata una patologia multifattoriale con cause non solo immuno-mediate ma anche genetiche, endocrine, metaboliche, infiammatorie e secondo alcune ipotesi anche virali. I fattori di rischio comunque includono, seppure con una relazione non completamente chiarita, anche storia familiare di questa patologia o di altre malattie autoimmuni (ipertiroidismo in particolare se causato dalla malattia di Graves o ipotiroidismo in particolare se causato dalla tiroidite di Hashimoto, alopecia areata, anemia perniciosa, diabete, morbo di Addison). Le zone colpite sono il viso, le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ginocchia, le mani, la cresta tibiale, le caviglie, le ascelle, l’ano e l’area genitale, l’ombelico e i capezzoli. La cute affetta è estremamente predisposta alle ustioni solari. Le zone cutanee interessate producono anche peli di colore bianco. Viene classificata in 2 forme: una detta segmentaria (meno diffusa colpisce una sola zona del corpo, monolateralmente tendenzialmente non progressiva) ed una non-segmentaria (più diffusa simmetrica e progressiva che colpisce in particolare volto e arti superiori e inferiori). Nella forma più severa si arriva in alcuni anni alla perdita quasi completa della colorazione cutanea del corpo. Per quanto riguarda l’epidemiologia non ci sono dati sicuri ma a livello mondiale si stima che colpisca circa 0,5-2% della popolazione (100 milioni). In Italia si stima una prevalenza di circa 700 mila – 1 milione con una età media d’insorgenza tra i 10 e i 30 anni. La vitiligine non incide sulla aspettativa di vita ed è considerata una patologia di tipo “estetico”. Ma come condizione può avere pesanti ripercussioni psicologiche: infatti è tra le malattie con i più bassi indici di qualità della vita, per l’impatto psicologico che causa nei pazienti e le ricadute sociali/di relazione sia nella vita professionale che privata. In passato le diverse terapie disponibili portavano spesso ad insuccesso terapeutico, ma oggi la ricerca ha prodotto interessanti nuove opportunità di cura attraverso lo sviluppo di inibitori JAK (ruxolitinib) e di anticorpi monoclonali anti-IL-15Rβ (in grado di colpire linfociti T autoreattivi e far regredire stabilmente la patologia) L'articolo Progetto Vitiligine TOSCANA e MARCHE proviene da Motoresanità.it. Read More
La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal database nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo La PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA proviene da Motoresanità.it. Read More
Profilazione molecolare dei tumori solidi quale modello per l’oncologia ligure?
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma RAZIONALE SCIENTIFICO La crescente disponibilità di nuovi farmaci con uno specifico bersaglio molecolare, o comunque con biomarcatori indicativi dell’attività terapeutica, identificati e testabili, sta rivoluzionando il trattamento dei tumori solidi con grandi benefici in termini di outcome per i pazienti ma anche in appropriatezza, sostenibilità e governo dei costi per il sistema. A livello genetico-molecolare, anche tumori con lo stesso istotipo e derivati da uno stesso organo sono infatti potenzialmente diversi l’uno dall’altro. La cosiddetta “oncologia di precisione” mira quindi a trattare i pazienti sulla base delle specifiche alterazioni genetiche espresse dal tumore da cui sono affetti e non più approssimando le scelte basandosi soltanto su istotipo e sede di origine, L’impiego mirato dei farmaci consente di incrementare l’attività clinica ed anche di evitare trattamenti privi di una base biologica ed inefficaci con conseguente efficientamento delle risorse economiche impiegate in spesa farmaceutica. La raccomandazione alla profilazione molecolare è infatti ormai incorporata sia nelle linee guida di trattamento per pressoché tutte le neoplasie solide sia nelle schede tecniche e schede AIFA dei nuovi farmaci antineoplastici. I test di profilazione per il trattamento standard con farmaci approvati da AIFA prevedono lo studio di pacchetti di alterazioni molecolari discrete e predefinite per istotipo e sede di origine del tumore (pannelli di 15-30 geni) che corrispondono in genere ai target del trattamento farmacologico specifico. In parallelo, cresce la necessità di profilazione molecolare a largo spettro (pannelli di 300-500 geni) per ricercare eventuali alterazioni molecolari funzionali al trattamento con nuovi farmaci, non ancora rimborsati dal SSN ma potenzialmente erogabili nell’ambito di sperimentazioni cliniche, programmi di uso compassionevole o impiego off-label, per pazienti che abbiano esaurito le opzioni di trattamento standard ma ancora in condizioni generali adeguate per ricevere un trattamento oncologico. La profilazione a largo spettro consente anche di misurare il carico di mutazioni di una specifica neoplasia che rappresenta un fattore predittivo di attività dell’immunoterapia di salvataggio. Anche se le tecniche di sequenziamento genico di nuova generazione (next-generation sequencing – NGS) sono ormai diventate la metodica di riferimento non solo per la profilazione a largo spettro ma anche per la ricerca dei pacchetti più limitati di alterazioni molecolari necessarie per i trattamenti standard (dove stanno progressivamente sostituendo le tecniche di biologia molecolare basate sulla RT-PCR precedentemente utilizzate), questi due ambiti hanno indicazioni cliniche, processi di governo e modelli organizzativi del sequenziamento in NGS profondamente diversi. L'articolo Profilazione molecolare dei tumori solidi quale modello per l’oncologia ligure? proviene da Motoresanità.it. Read More
percorso vaccinale per i malati cronici  piano nazionale prevenzione vaccinale e sue applicazioni regionali nell’ambito della vaccinazione dell’adulto – LOMBARDIA UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive,  spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Esempio di intervento preventivo è il vaccino anti-pneumococco per i pazienti anziani e fragili. Per questo, oltre alla fascia d’età  dei soggetti di 65 anni queste due  vaccinazioni sono offerte gratuitamente ai soggetti con diabete mellito, patologia cardiovascolare, BPCO, asma e quelli destinati a terapia immunosoppressiva e con immunodepressione. Ma nonostante queste indicazioni e anche se queste vaccinazioni sono state introdotte nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano ampiamente insoddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. In particolare si dovrebbe agire sul territorio,  visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite dai MMG. Lavorando in questa direzione, la Regione Lombardia ha messo a punto un protocollo vaccinale virtuoso valido sulla vaccinazione contro il Pneumococco rendendolo gratuito per pazienti fragili e anziani. E sempre attraverso questo protocollo si è trovato un accordo con la Società scientifica di diabetologia per fornire ai diabetici tutta una serie di vaccinazioni importanti e si sta lavorando in maniera simile per arrivare allo stesso obiettivo su altre cronicità. Attualmente le coperture vaccinali su questa popolazione devono essere implementate. Si osserva inoltre la mancanza di indicatori di monitoraggio e controllo sul breve, medio e lungo periodo. In questo senso è giusto porsi la domanda di come le nuove strutture territoriali previste dal PNRR (comprese le farmacie dei servizi) potrebbero essere di supporto ai vari distretti per raggiungere gli obiettivi costruiti nel virtuoso protocollo regionale. L'articolo percorso vaccinale per i malati cronici piano nazionale prevenzione vaccinale e sue applicazioni regionali nell’ambito della vaccinazione dell’adulto – LOMBARDIA UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI proviene da Motoresanità.it. Read More
SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – SECONDA GIORNATA – SESSIONE PARALLELA MATTINA
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RAZIONALE SCIENTIFICO

Nonostante sia davvero breve il tempo trascorso dai momenti drammatici vissuti in tutto il mondo durante la recente pandemia, poco sembra rimasto, oltre la fase di analisi, in termini di comportamenti da attuare per rendere più efficiente, meno burocratizzata e macchinosa la risposta assistenziale.
In quei momenti era emersa chiara da parte di tutti gli attori di sistema una necessità imprescindibile: quella di unire le forze, di collaborare, di ascoltarsi. Il supporto di tutte le competenze, le tecnologie, le forze economiche, le forze lavorative aveva abbattuto le abituali barriere, gli interessi delle singole categorie. Ognuno doveva fare la sua parte per semplificare, portare al tavolo, mettere a fattor comune le esperienze, le conoscenze, le buone pratiche consolidate.
Ricordare le lezioni della recente, attuale pandemia è un dovere da parte di tutti. Prima ancora di chi deve decidere e programmare le risorse necessarie agli investimenti da compiere. Ma vorremmo che questo venisse fatto partendo dai bisogni, dall’ascolto dei bisogni dei cittadini prima di ogni altro aspetto.
Le innovazioni tecnologiche, farmaceutiche, terapeutiche, organizzative a supporto di questo sono innumerevoli e viaggiano oggi a ritmi sostenuti ma imprevedibili, vedendo protagonisti interi comparti produttivi trasversali al sistema. Al momento non sempre i servizi sanitari, i criteri di remunerazione, le norme del bilancio dello Stato, le burocrazie regionali e statali, dimostrano di essere al passo dei tempi che viviamo per poter accogliere e gestire questa innovazione. Allo stesso modo stenta a decollare una vera “politica industriale della filiera della salute”, ancor più evidenziatasi come necessaria, strategica ed improrogabile.
Riteniamo che unitamente a questo il confronto tra tutti gli attori di sistema sia l’unica via per cocreare valore e fornire strumenti adeguati alle istituzioni, nel loro processo decisionale da tradurre poi in azioni programmatorie concrete.
Motore sanità in parallelo con le attività dell’Osservatorio Innovazione da questi punti fermi, vorrebbe raccogliere proposte per porre le basi di una nuova politica industriale della buona salute. Cambiando l’ottica con cui normalmente affrontiamo queste tematiche troppo spesso relegate a questioni “tecniche” o di contenzioso tra Stato e Regioni o di interessi di parte, ponendosi come obiettivo unico la salute dei nostri concittadini e delle comunità. L'articolo SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – SECONDA GIORNATA – SESSIONE PARALLELA MATTINA proviene da Motoresanità.it. Read More
SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – SECONDA GIORNATA – SESSIONE PARALLELA POMERIGGIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma
RAZIONALE SCIENTIFICO

Nonostante sia davvero breve il tempo trascorso dai momenti drammatici vissuti in tutto il mondo durante la recente pandemia, poco sembra rimasto, oltre la fase di analisi, in termini di comportamenti da attuare per rendere più efficiente, meno burocratizzata e macchinosa la risposta assistenziale.
In quei momenti era emersa chiara da parte di tutti gli attori di sistema una necessità imprescindibile: quella di unire le forze, di collaborare, di ascoltarsi. Il supporto di tutte le competenze, le tecnologie, le forze economiche, le forze lavorative aveva abbattuto le abituali barriere, gli interessi delle singole categorie. Ognuno doveva fare la sua parte per semplificare, portare al tavolo, mettere a fattor comune le esperienze, le conoscenze, le buone pratiche consolidate.
Ricordare le lezioni della recente, attuale pandemia è un dovere da parte di tutti. Prima ancora di chi deve decidere e programmare le risorse necessarie agli investimenti da compiere. Ma vorremmo che questo venisse fatto partendo dai bisogni, dall’ascolto dei bisogni dei cittadini prima di ogni altro aspetto.
Le innovazioni tecnologiche, farmaceutiche, terapeutiche, organizzative a supporto di questo sono innumerevoli e viaggiano oggi a ritmi sostenuti ma imprevedibili, vedendo protagonisti interi comparti produttivi trasversali al sistema. Al momento non sempre i servizi sanitari, i criteri di remunerazione, le norme del bilancio dello Stato, le burocrazie regionali e statali, dimostrano di essere al passo dei tempi che viviamo per poter accogliere e gestire questa innovazione. Allo stesso modo stenta a decollare una vera “politica industriale della filiera della salute”, ancor più evidenziatasi come necessaria, strategica ed improrogabile.
Riteniamo che unitamente a questo il confronto tra tutti gli attori di sistema sia l’unica via per cocreare valore e fornire strumenti adeguati alle istituzioni, nel loro processo decisionale da tradurre poi in azioni programmatorie concrete.
Motore sanità in parallelo con le attività dell’Osservatorio Innovazione da questi punti fermi, vorrebbe raccogliere proposte per porre le basi di una nuova politica industriale della buona salute. Cambiando l’ottica con cui normalmente affrontiamo queste tematiche troppo spesso relegate a questioni “tecniche” o di contenzioso tra Stato e Regioni o di interessi di parte, ponendosi come obiettivo unico la salute dei nostri concittadini e delle comunità. L'articolo SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – SECONDA GIORNATA – SESSIONE PARALLELA POMERIGGIO proviene da Motoresanità.it. Read More
Focus Impatto delle bonifiche ambientali sul Global Health
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE La bonifica dei terreni riveste un’importanza cruciale per la salute delle persone, la tutela dell’ambiente e il progresso sociale. Attraverso la rimozione e la riparazione delle contaminazioni del suolo, è possibile promuovere comunità più sicure, un ambiente più sano e un futuro sostenibile per tutti partecipando attivamente all’obiettivo del Global Health che racchiude tutti i campi in cui intervenire per migliorare e salvaguardare la salute del pianeta. Nello specifico la bonifica dei terreni contaminati è fondamentale per proteggere la salute pubblica. Terreni contaminati da sostanze tossiche, come metalli pesanti o composti chimici pericolosi, possono rappresentare una minaccia per le persone che vivono o lavorano nelle vicinanze. La bonifica riduce il rischio di esposizione a tali contaminanti e può prevenire problemi di salute, tra cui malattie respiratorie, cancro e disturbi neurologici. La bonifica dei terreni è altresì essenziale per preservare la qualità delle risorse idriche. Terreni contaminati possono rilasciare sostanze tossiche nell’acqua sotterranea o nei corsi d’acqua, minacciando la sicurezza e la disponibilità dell’approvvigionamento idrico per la popolazione. La bonifica dei terreni riduce così la contaminazione delle risorse idriche, proteggendo la salute delle persone e l’ecosistema acquatico. La bonifica dei terreni contribuisce alla conservazione degli ecosistemi naturali. La contaminazione del suolo può danneggiare l’habitat di numerose specie animali e vegetali, minacciando la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi locali. La bonifica ripristina la salute dei terreni, consentendo il ritorno della flora e della fauna native e promuovendo la conservazione dell’ecosistema. La bonifica dei terreni è fondamentale anche per la riqualificazione di aree urbane degradate o dismesse poiché consente di trasformare terreni inutilizzati o contaminati in spazi sicuri e salubri per la costruzione di infrastrutture, parchi, aree ricreative o insediamenti abitativi. Ciò contribuisce alla rigenerazione urbana, migliorando la qualità della vita dei residenti e stimolando lo sviluppo economico delle comunità. Il tutto rientra nel grande alveo della sostenibilità ambientale. Recuperare terreni contaminati riduce la necessità di utilizzare nuove aree per le attività umane, contribuendo alla conservazione delle risorse naturali e alla prevenzione dell’espansione urbana incontrollata promuovendo l’adozione di pratiche sostenibili nel trattamento dei rifiuti e nella gestione delle risorse così riducendo l’impatto ambientale complessivo. Per affrontare il tema delle bonifiche ambientali Motore Sanita’ organizza un evento dedicato per discutere sulla loro importanza al raggiungimento degli obiettivi di salute globale raccontando anche come storie di successo incidano sui determinanti sociali. L'articolo Focus Impatto delle bonifiche ambientali sul Global Health proviene da Motoresanità.it. Read More
SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – SESSIONE PARALLELA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO
Nonostante sia davvero breve il tempo trascorso dai momenti drammatici vissuti in tutto il mondo durante la recente pandemia, poco sembra rimasto, oltre la fase di analisi, in termini di comportamenti da attuare per rendere più efficiente, meno burocratizzata e macchinosa la risposta assistenziale.
In quei momenti era emersa chiara da parte di tutti gli attori di sistema una necessità imprescindibile: quella di unire le forze, di collaborare, di ascoltarsi. Il supporto di tutte le competenze, le tecnologie, le forze economiche, le forze lavorative aveva abbattuto le abituali barriere, gli interessi delle singole categorie. Ognuno doveva fare la sua parte per semplificare, portare al tavolo, mettere a fattor comune le esperienze, le conoscenze, le buone pratiche consolidate.
Ricordare le lezioni della recente, attuale pandemia è un dovere da parte di tutti. Prima ancora di chi deve decidere e programmare le risorse necessarie agli investimenti da compiere. Ma vorremmo che questo venisse fatto partendo dai bisogni, dall’ascolto dei bisogni dei cittadini prima di ogni altro aspetto.
Le innovazioni tecnologiche, farmaceutiche, terapeutiche, organizzative a supporto di questo sono innumerevoli e viaggiano oggi a ritmi sostenuti ma imprevedibili, vedendo protagonisti interi comparti produttivi trasversali al sistema. Al momento non sempre i servizi sanitari, i criteri di remunerazione, le norme del bilancio dello Stato, le burocrazie regionali e statali, dimostrano di essere al passo dei tempi che viviamo per poter accogliere e gestire questa innovazione. Allo stesso modo stenta a decollare una vera “politica industriale della filiera della salute”, ancor più evidenziatasi come necessaria, strategica ed improrogabile.
Riteniamo che unitamente a questo il confronto tra tutti gli attori di sistema sia l’unica via per cocreare valore e fornire strumenti adeguati alle istituzioni, nel loro processo decisionale da tradurre poi in azioni programmatorie concrete.
Motore sanità in parallelo con le attività dell’Osservatorio Innovazione da questi punti fermi, vorrebbe raccogliere proposte per porre le basi di una nuova politica industriale della buona salute. Cambiando l’ottica con cui normalmente affrontiamo queste tematiche troppo spesso relegate a questioni “tecniche” o di contenzioso tra Stato e Regioni o di interessi di parte, ponendosi come obiettivo unico la salute dei nostri concittadini e delle comunità. L'articolo SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – SESSIONE PARALLELA proviene da Motoresanità.it. Read More
PROGETTO VITILIGINE: TRIVENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La vitiligine è una condizione cronica della pelle caratterizzata dalla comparsa, in vari distretti corporei, di chiazze bianche o traslucide dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta alla melanina. La causa sarebbe l’attacco da parte del sistema immunitario ai melanociti, cellule produttrici di questo pigmento, ma allo stato attuale delle conoscenze è considerata una patologia multifattoriale con cause non solo immuno-mediate ma anche genetiche, endocrine, metaboliche, infiammatorie e secondo alcune ipotesi anche virali. I fattori di rischio comunque includono, seppure con una relazione non completamente chiarita, anche storia familiare di questa patologia o di altre malattie autoimmuni (ipertiroidismo in particolare se causato dalla malattia di Graves o ipotiroidismo in particolare se causato dalla tiroidite di Hashimoto, alopecia areata, anemia perniciosa, diabete, morbo di Addison). Le zone colpite sono il viso, le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ginocchia, le mani, la cresta tibiale, le caviglie, le ascelle, l’ano e l’area genitale, l’ombelico e i capezzoli. La cute affetta è estremamente predisposta alle ustioni solari. Le zone cutanee interessate producono anche peli di colore bianco. Viene classificata in 2 forme: una detta segmentaria (meno diffusa colpisce una sola zona del corpo, monolateralmente tendenzialmente non progressiva) ed una non-segmentaria (più diffusa simmetrica e progressiva che colpisce in particolare volto e arti superiori e inferiori). Nella forma più severa si arriva in alcuni anni alla perdita quasi completa della colorazione cutanea del corpo. Per quanto riguarda l’epidemiologia non ci sono dati sicuri ma a livello mondiale si stima che colpisca circa 0,5-2% della popolazione (100 milioni). In Italia si stima una prevalenza di circa 700 mila – 1 milione con una età media d’insorgenza tra i 10 e i 30 anni. La vitiligine non incide sulla aspettativa di vita ed è considerata una patologia di tipo “estetico”. Ma come condizione può avere pesanti ripercussioni psicologiche: infatti è tra le malattie con i più bassi indici di qualità della vita, per l’impatto psicologico che causa nei pazienti e le ricadute sociali/di relazione sia nella vita professionale che privata. In passato le diverse terapie disponibili portavano spesso ad insuccesso terapeutico, ma oggi la ricerca ha prodotto interessanti nuove opportunità di cura attraverso lo sviluppo di inibitori JAK (ruxolitinib) e di anticorpi monoclonali anti-IL-15Rβ (in grado di colpire linfociti T autoreattivi e far regredire stabilmente la patologia) L'articolo PROGETTO VITILIGINE: TRIVENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI. PIANO NAZIONALE PREVENZIONE VACCINALE E SUE APPLICAZIONI REGIONALI NELL’AMBITO DELLA VACCINAZIONE DELL’ADULTO – PIEMONTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La prevenzione è il tema trasversale che attraversa tutte le componenti del global health, e tra la prevenzione primaria e secondaria emerge con forza, soprattutto dopo il periodo pandemico, l’importanza delle campagne vaccinali nei bambini e negli adulti. Oltretutto l’active ageing comporta, per ottenere un invecchiamento in salute vero, la prevenzione di malattie quali le polmoniti comuni e l’herpes zoster per le quali, oltre all’influenza, il SSN e a cascata i SSR prevedono la somministrazione gratuita per gli over 65. In Piemonte, grazie all’impegno di alcune istituzioni e dei rappresentanti dei cittadini, sta crescendo l’impegno per campagne vaccinali di successo, a partire dall’utilizzo di hub vaccinali COVID come quello del San Giovanni Bosco a Torino, seppur con risultati differenziati nelle varie provincie nonostante le deliberazioni regionali al proposito. Per fare il punto della situazione partendo dalle best practice regionali e ragionando sui modelli di risparmio e su quelli operativi legati alle vaccinazioni negli adulti, Motore Sanità organizza una mattinata di soluzioni da subito applicabili con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder interessati. L'articolo PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI. PIANO NAZIONALE PREVENZIONE VACCINALE E SUE APPLICAZIONI REGIONALI NELL’AMBITO DELLA VACCINAZIONE DELL’ADULTO – PIEMONTE proviene da Motoresanità.it. Read More
EPILESSIE RARE – STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le Epilessie farmacoresistenti rappresentano oltre il 30% di tutte le forme epilettiche, sono caratterizzate da una ampia variabilità etiopatogenetica e clinica  e necessitano di competenze e conoscenze dedicate. Molte di queste Epilessie non responder sono Epilessie rare, per lo più ad insorgenza in età pediatrica, con tendenza alla cronicità e quindi con un impatto psico-sociale impegnativo. Non esiste un dato preciso sul numero esatto di pazienti con Epilessie rare in Italia. Nel Registro Nazionale delle Epilessie Rare (RES), che raccoglie dati soltanto su alcune forme di Epilessia rare in Italia, al 31 dicembre 2020 erano registrati circa 2.300 casi di Epilessie rare, di cui il 53,5% di sesso femminile e il 46,5% maschile. Va però sottolineato che il RES include solo alcune forme di Epilessia rare e che molti pazienti  non sono ancora stati diagnosticati o registrati nei registri medici ufficiali, e quindi è presumibile che questi casi siano fortemente sottostimati.  Tuttavia, si stima che le Epilessie rare rappresentino circa il 10-20% di tutti i casi di Epilessia.(a me sembra un po’ eccessiva come stima: significherebbe che le Epilessie rare siano tra le 50.000/100.000…) Come ogni malattia rara, una Epilessia rara è definita epidemiologicamente da un’incidenza < 5 casi su 10.000 e tra le forme di epilessia farmaco-resistente vi rientrano quindi le Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo che compaiono in epoca neonatale/infantile e che hanno talvolta un’etiologia genetica nota. A titolo di esempio si può citare la Sindrome di Dravet, che insorge nel primo anno di vita in bambini fino ad allora normali, con crisi di vario tipo spesso scatenate dalla febbre, cui poi si associa un deficit di sviluppo cognitivo-comportamentale. Si calcola che la Sindrome di Dravet colpisca circa 6,5/100.000 nati vivi e nell’80% dei casi in essi è riscontrabile una variante patogenetica del gene SCN1A. La Sindrome di Lennox-Gastaut invece è un’Encefalopatia Epilettica e di Sviluppo che esordisce più tardivamente (con picco tra i 3 ed i 5 anni) e che si presenta con crisi di vario tipo, anch’esse farmacoresistenti ed associate a disturbi della sfera cognitivo-comportamentale. L’etiologia in questo caso è più variabile e la prevalenza è calcolata nell’1-2% di tutte le forme di Epilessia. Tra le Malattie rare con Epilessia rientra anche la Sclerosi Tuberosa (TSC), una malattia multisistemica a espressione variabile e geneticamente determinata, che coinvolge vari organi ed apparati e che può essere sospettata in epoca neonatale o nei primi mesi di vita per la presenza di crisi epilettiche, macchie cutanee ipomelanotiche e per ritardo nell’acquisizione delle principali tappe di sviluppo cognitivo-comportamentale. L’epidemiologia non è ben nota ma negli USA si calcola che l’incidenza di di 1/6000 nati vivi, con una prevalenza è di  1:13000-30000 individui nella popolazione generale. Nonostante negli ultimi anni siano stati autorizzati nuovi farmaci per la terapia di queste forme di Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo farmacoresistenti  permangono difficoltà nell’iter diagnostico terapeutico, e soprattutto trattandosi di forme croniche persiste il problema a livello assistenziale della transizione dall’età pediatrica a quella adulta. Ritenendo di fondamentale
METASALUTE L’INNOVAZIONE PER UNA SALUTE GLOBALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Scenario OMS/GLOBAL Da tempo si parla di Global Health come snodo cruciale per garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età, rendendo lo sviluppo sostenibile e diffuso. Ma parlarne, usando queste parole come uno slogan, ormai non basta e serve agire. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che nel 2030 politici e nazioni dovranno raggiungere l’attuazione di 17 obiettivi come strategia per ottenere un futuro migliore e sostenibile per tutti. Essi includono la sconfitta della povertà, la sconfitta della fame nel mondo, la salute e il benessere, l’istruzione di qualità, la parità di genere, l’acqua pulita e i servizi igienico-sanitari, l’energia pulita e accessibile, il lavoro dignitoso e la crescita economica. Per raggiungerli sono stati lanciati dei programmi che includono la lotta contro la malnutrizione e la mortalità materna ed infantile, il controllo della riproduzione umana e la regolamentazione della contraccezione d’emergenza, la promozione dell’immunizzazione, il contrasto alle malattie tropicali e alle malattie diarroiche, la prevenzione delle malattie infantili e la promozione della ricerca su quelle non trasmissibili che  rappresentano, come noto, la maggior parte delle cause di morte nel mondo. Il piano d’azione globale dell’OMS per la prevenzione e controllo di queste ultime, mira a ridurre la mortalità prematura del 25% entro il 2025 e si concentra su 4 principali tra queste: malattie cardiovascolari, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche. Nel mondo occidentale esse assumono incidenza e importanza prioritarie e si possono/devono prevenire lavorando concretamente sui fattori di rischio aggredibili come fumo, abuso di alcol, scarsa attività fisica, errate abitudini alimentari, ambiente sano. In tutto ciò la consapevolezza dei cittadini è un fattore chiave per arrivare a questi obiettivi e garantire la Global Health. Nell’ambito delle malattie infettive, ad es° la conoscenza delle malattie stesse e delle loro cause, può aiutare a prevenire la diffusione e rendere consapevoli sull’utilizzo corretto delle terapie per curarle, a partire dall’uso appropriato degli antibiotici. Così come nell’ambito delle malattie non trasmissibili, promuovere stili di vita sani che evitino l’aumento del rischio, migliorare l’aderenza alle efficaci terapie disponibili, può cambiare il decorso delle malattie stesse. Evitare ricoveri inutili, migliorare la qualità della vita, ridurre le recidive e il progredire della malattia, dipende in gran parte dalla consapevolezza di ogni singolo cittadino. La mancanza di questa si traduce in sprechi continui e perdita di sostenibilità, cadendo vittima di fake che alimentano comportamenti errati ed in alcuni casi nocivi. Ogni singolo cittadino può far molto in termini di sostenibilità: un utilizzo maggiore di farmaci equivalenti per non contribuire di tasca propria all’acquisto dei farmaci o di farmaci biosimilari può liberare risorse utili a pagare terapie e dispositivi innovativi, alimentare ricerca, acquistare servizi di monitoraggio (telemedicina). L’innovazione infatti in tutti i suoi aspetti si è dimostrata essere un altro fattore fondamentale per garantire la Global Health.  L’innovazione con gli strumenti prodotti come nuovi farmaci, nuove tecnologie e metodi diagnostico-terapeutici stanno migliorando la salute delle persone in tutto il mondo, stanno dando speranze di vita
METASALUTE L’INNOVAZIONE PER UNA SALUTE GLOBALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Scenario OMS/GLOBAL Da tempo si parla di Global Health come snodo cruciale per garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età, rendendo lo sviluppo sostenibile e diffuso. Ma parlarne, usando queste parole come uno slogan, ormai non basta e serve agire. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che nel 2030 politici e nazioni dovranno raggiungere l’attuazione di 17 obiettivi come strategia per ottenere un futuro migliore e sostenibile per tutti. Essi includono la sconfitta della povertà, la sconfitta della fame nel mondo, la salute e il benessere, l’istruzione di qualità, la parità di genere, l’acqua pulita e i servizi igienico-sanitari, l’energia pulita e accessibile, il lavoro dignitoso e la crescita economica. Per raggiungerli sono stati lanciati dei programmi che includono la lotta contro la malnutrizione e la mortalità materna ed infantile, il controllo della riproduzione umana e la regolamentazione della contraccezione d’emergenza, la promozione dell’immunizzazione, il contrasto alle malattie tropicali e alle malattie diarroiche, la prevenzione delle malattie infantili e la promozione della ricerca su quelle non trasmissibili che  rappresentano, come noto, la maggior parte delle cause di morte nel mondo. Il piano d’azione globale dell’OMS per la prevenzione e controllo di queste ultime, mira a ridurre la mortalità prematura del 25% entro il 2025 e si concentra su 4 principali tra queste: malattie cardiovascolari, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche. Nel mondo occidentale esse assumono incidenza e importanza prioritarie e si possono/devono prevenire lavorando concretamente sui fattori di rischio aggredibili come fumo, abuso di alcol, scarsa attività fisica, errate abitudini alimentari, ambiente sano. In tutto ciò la consapevolezza dei cittadini è un fattore chiave per arrivare a questi obiettivi e garantire la Global Health. Nell’ambito delle malattie infettive, ad es° la conoscenza delle malattie stesse e delle loro cause, può aiutare a prevenire la diffusione e rendere consapevoli sull’utilizzo corretto delle terapie per curarle, a partire dall’uso appropriato degli antibiotici. Così come nell’ambito delle malattie non trasmissibili, promuovere stili di vita sani che evitino l’aumento del rischio, migliorare l’aderenza alle efficaci terapie disponibili, può cambiare il decorso delle malattie stesse. Evitare ricoveri inutili, migliorare la qualità della vita, ridurre le recidive e il progredire della malattia, dipende in gran parte dalla consapevolezza di ogni singolo cittadino. La mancanza di questa si traduce in sprechi continui e perdita di sostenibilità, cadendo vittima di fake che alimentano comportamenti errati ed in alcuni casi nocivi. Ogni singolo cittadino può far molto in termini di sostenibilità: un utilizzo maggiore di farmaci equivalenti per non contribuire di tasca propria all’acquisto dei farmaci o di farmaci biosimilari può liberare risorse utili a pagare terapie e dispositivi innovativi, alimentare ricerca, acquistare servizi di monitoraggio (telemedicina). L’innovazione infatti in tutti i suoi aspetti si è dimostrata essere un altro fattore fondamentale per garantire la Global Health.  L’innovazione con gli strumenti prodotti come nuovi farmaci, nuove tecnologie e metodi diagnostico-terapeutici stanno migliorando la salute delle persone in tutto il mondo, stanno dando speranze di vita
METASALUTE L’INNOVAZIONE PER UNA SALUTE GLOBALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Scenario OMS/GLOBAL Da tempo si parla di Global Health come snodo cruciale per garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età, rendendo lo sviluppo sostenibile e diffuso. Ma parlarne, usando queste parole come uno slogan, ormai non basta e serve agire. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che nel 2030 politici e nazioni dovranno raggiungere l’attuazione di 17 obiettivi come strategia per ottenere un futuro migliore e sostenibile per tutti. Essi includono la sconfitta della povertà, la sconfitta della fame nel mondo, la salute e il benessere, l’istruzione di qualità, la parità di genere, l’acqua pulita e i servizi igienico-sanitari, l’energia pulita e accessibile, il lavoro dignitoso e la crescita economica. Per raggiungerli sono stati lanciati dei programmi che includono la lotta contro la malnutrizione e la mortalità materna ed infantile, il controllo della riproduzione umana e la regolamentazione della contraccezione d’emergenza, la promozione dell’immunizzazione, il contrasto alle malattie tropicali e alle malattie diarroiche, la prevenzione delle malattie infantili e la promozione della ricerca su quelle non trasmissibili che  rappresentano, come noto, la maggior parte delle cause di morte nel mondo. Il piano d’azione globale dell’OMS per la prevenzione e controllo di queste ultime, mira a ridurre la mortalità prematura del 25% entro il 2025 e si concentra su 4 principali tra queste: malattie cardiovascolari, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche. Nel mondo occidentale esse assumono incidenza e importanza prioritarie e si possono/devono prevenire lavorando concretamente sui fattori di rischio aggredibili come fumo, abuso di alcol, scarsa attività fisica, errate abitudini alimentari, ambiente sano. In tutto ciò la consapevolezza dei cittadini è un fattore chiave per arrivare a questi obiettivi e garantire la Global Health. Nell’ambito delle malattie infettive, ad es° la conoscenza delle malattie stesse e delle loro cause, può aiutare a prevenire la diffusione e rendere consapevoli sull’utilizzo corretto delle terapie per curarle, a partire dall’uso appropriato degli antibiotici. Così come nell’ambito delle malattie non trasmissibili, promuovere stili di vita sani che evitino l’aumento del rischio, migliorare l’aderenza alle efficaci terapie disponibili, può cambiare il decorso delle malattie stesse. Evitare ricoveri inutili, migliorare la qualità della vita, ridurre le recidive e il progredire della malattia, dipende in gran parte dalla consapevolezza di ogni singolo cittadino. La mancanza di questa si traduce in sprechi continui e perdita di sostenibilità, cadendo vittima di fake che alimentano comportamenti errati ed in alcuni casi nocivi. Ogni singolo cittadino può far molto in termini di sostenibilità: un utilizzo maggiore di farmaci equivalenti per non contribuire di tasca propria all’acquisto dei farmaci o di farmaci biosimilari può liberare risorse utili a pagare terapie e dispositivi innovativi, alimentare ricerca, acquistare servizi di monitoraggio (telemedicina). L’innovazione infatti in tutti i suoi aspetti si è dimostrata essere un altro fattore fondamentale per garantire la Global Health.  L’innovazione con gli strumenti prodotti come nuovi farmaci, nuove tecnologie e metodi diagnostico-terapeutici stanno migliorando la salute delle persone in tutto il mondo, stanno dando speranze di vita
SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – 22 SETTEMBRE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO
Nonostante sia davvero breve il tempo trascorso dai momenti drammatici vissuti in tutto il mondo durante la recente pandemia, poco sembra rimasto, oltre la fase di analisi, in termini di comportamenti da attuare per rendere più efficiente, meno burocratizzata e macchinosa la risposta assistenziale.
In quei momenti era emersa chiara da parte di tutti gli attori di sistema una necessità imprescindibile: quella di unire le forze, di collaborare, di ascoltarsi. Il supporto di tutte le competenze, le tecnologie, le forze economiche, le forze lavorative aveva abbattuto le abituali barriere, gli interessi delle singole categorie. Ognuno doveva fare la sua parte per semplificare, portare al tavolo, mettere a fattor comune le esperienze, le conoscenze, le buone pratiche consolidate.
Ricordare le lezioni della recente, attuale pandemia è un dovere da parte di tutti. Prima ancora di chi deve decidere e programmare le risorse necessarie agli investimenti da compiere. Ma vorremmo che questo venisse fatto partendo dai bisogni, dall’ascolto dei bisogni dei cittadini prima di ogni altro aspetto.
Le innovazioni tecnologiche, farmaceutiche, terapeutiche, organizzative a supporto di questo sono innumerevoli e viaggiano oggi a ritmi sostenuti ma imprevedibili, vedendo protagonisti interi comparti produttivi trasversali al sistema. Al momento non sempre i servizi sanitari, i criteri di remunerazione, le norme del bilancio dello Stato, le burocrazie regionali e statali, dimostrano di essere al passo dei tempi che viviamo per poter accogliere e gestire questa innovazione. Allo stesso modo stenta a decollare una vera “politica industriale della filiera della salute”, ancor più evidenziatasi come necessaria, strategica ed improrogabile.
Riteniamo che unitamente a questo il confronto tra tutti gli attori di sistema sia l’unica via per cocreare valore e fornire strumenti adeguati alle istituzioni, nel loro processo decisionale da tradurre poi in azioni programmatorie concrete.
Motore sanità in parallelo con le attività dell’Osservatorio Innovazione da questi punti fermi, vorrebbe raccogliere proposte per porre le basi di una nuova politica industriale della buona salute. Cambiando l’ottica con cui normalmente affrontiamo queste tematiche troppo spesso relegate a questioni “tecniche” o di contenzioso tra Stato e Regioni o di interessi di parte, ponendosi come obiettivo unico la salute dei nostri concittadini e delle comunità. L'articolo SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – 22 SETTEMBRE proviene da Motoresanità.it. Read More
SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – 21 SETTEMBRE
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Nonostante sia davvero breve il tempo trascorso dai momenti drammatici vissuti in tutto il mondo durante la recente pandemia, poco sembra rimasto, oltre la fase di analisi, in termini di comportamenti da attuare per rendere più efficiente, meno burocratizzata e macchinosa la risposta assistenziale.
In quei momenti era emersa chiara da parte di tutti gli attori di sistema una necessità imprescindibile: quella di unire le forze, di collaborare, di ascoltarsi. Il supporto di tutte le competenze, le tecnologie, le forze economiche, le forze lavorative aveva abbattuto le abituali barriere, gli interessi delle singole categorie. Ognuno doveva fare la sua parte per semplificare, portare al tavolo, mettere a fattor comune le esperienze, le conoscenze, le buone pratiche consolidate.
Ricordare le lezioni della recente, attuale pandemia è un dovere da parte di tutti. Prima ancora di chi deve decidere e programmare le risorse necessarie agli investimenti da compiere. Ma vorremmo che questo venisse fatto partendo dai bisogni, dall’ascolto dei bisogni dei cittadini prima di ogni altro aspetto.
Le innovazioni tecnologiche, farmaceutiche, terapeutiche, organizzative a supporto di questo sono innumerevoli e viaggiano oggi a ritmi sostenuti ma imprevedibili, vedendo protagonisti interi comparti produttivi trasversali al sistema. Al momento non sempre i servizi sanitari, i criteri di remunerazione, le norme del bilancio dello Stato, le burocrazie regionali e statali, dimostrano di essere al passo dei tempi che viviamo per poter accogliere e gestire questa innovazione. Allo stesso modo stenta a decollare una vera “politica industriale della filiera della salute”, ancor più evidenziatasi come necessaria, strategica ed improrogabile.
Riteniamo che unitamente a questo il confronto tra tutti gli attori di sistema sia l’unica via per cocreare valore e fornire strumenti adeguati alle istituzioni, nel loro processo decisionale da tradurre poi in azioni programmatorie concrete.
Motore sanità in parallelo con le attività dell’Osservatorio Innovazione da questi punti fermi, vorrebbe raccogliere proposte per porre le basi di una nuova politica industriale della buona salute. Cambiando l’ottica con cui normalmente affrontiamo queste tematiche troppo spesso relegate a questioni “tecniche” o di contenzioso tra Stato e Regioni o di interessi di parte, ponendosi come obiettivo unico la salute dei nostri concittadini e delle comunità. L'articolo SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – 22 SETTEMBRE proviene da Motoresanità.it. Read More
SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – 20 SETTEMBRE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO
Nonostante sia davvero breve il tempo trascorso dai momenti drammatici vissuti in tutto il mondo durante la recente pandemia, poco sembra rimasto, oltre la fase di analisi, in termini di comportamenti da attuare per rendere più efficiente, meno burocratizzata e macchinosa la risposta assistenziale.
In quei momenti era emersa chiara da parte di tutti gli attori di sistema una necessità imprescindibile: quella di unire le forze, di collaborare, di ascoltarsi. Il supporto di tutte le competenze, le tecnologie, le forze economiche, le forze lavorative aveva abbattuto le abituali barriere, gli interessi delle singole categorie. Ognuno doveva fare la sua parte per semplificare, portare al tavolo, mettere a fattor comune le esperienze, le conoscenze, le buone pratiche consolidate.
Ricordare le lezioni della recente, attuale pandemia è un dovere da parte di tutti. Prima ancora di chi deve decidere e programmare le risorse necessarie agli investimenti da compiere. Ma vorremmo che questo venisse fatto partendo dai bisogni, dall’ascolto dei bisogni dei cittadini prima di ogni altro aspetto.
Le innovazioni tecnologiche, farmaceutiche, terapeutiche, organizzative a supporto di questo sono innumerevoli e viaggiano oggi a ritmi sostenuti ma imprevedibili, vedendo protagonisti interi comparti produttivi trasversali al sistema. Al momento non sempre i servizi sanitari, i criteri di remunerazione, le norme del bilancio dello Stato, le burocrazie regionali e statali, dimostrano di essere al passo dei tempi che viviamo per poter accogliere e gestire questa innovazione. Allo stesso modo stenta a decollare una vera “politica industriale della filiera della salute”, ancor più evidenziatasi come necessaria, strategica ed improrogabile.
Riteniamo che unitamente a questo il confronto tra tutti gli attori di sistema sia l’unica via per cocreare valore e fornire strumenti adeguati alle istituzioni, nel loro processo decisionale da tradurre poi in azioni programmatorie concrete.
Motore sanità in parallelo con le attività dell’Osservatorio Innovazione da questi punti fermi, vorrebbe raccogliere proposte per porre le basi di una nuova politica industriale della buona salute. Cambiando l’ottica con cui normalmente affrontiamo queste tematiche troppo spesso relegate a questioni “tecniche” o di contenzioso tra Stato e Regioni o di interessi di parte, ponendosi come obiettivo unico la salute dei nostri concittadini e delle comunità. L'articolo SUMMER SCHOOL 2023 – ASIAGO – 22 SETTEMBRE proviene da Motoresanità.it. Read More
IMAGING OF RHEUMATIC DISEASES IN ADULTS AND CHILDREN
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma SYNOPSIS
Imaging course focused on rheumatic musculoskeletal disease of pediatric and adult patients with national and international speakers expert in the field and members of the Arthritis Subcommittee of the European Society of Musculoskeletal Radiology (ESSR).
The event which will include lectures and interactive interactions between the faculty and the participants is for radiologists working in the musculoskeletal field as well as for general radiologists, pediatricians, and internal medicine physicians interested in this heterogeneous group of diseases. During the course the role of different radiological techniques, including radiographs, ultrasound, dual energy CT and MR will be illustrated considering the main clinical indications, the most frequent radiological signs, differential diagnoses, and disease monitoring during treatment.
The clinical and scientific role of hybrid imaging, such as PET/CT and PET/MR, will also be addressed. There will be also two clinical lectures highlighting the value of integrating radiologists reporting with rheumatologists needs.   L'articolo Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO L’ESEMPIO DI HERPES ZOSTER, PNEUMOCOCCO, INFLUENZA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una complessa gestione multidisciplinare. Nel diabete di tipo 2 raggiungere l’obiettivo glicemico indicato dalle linee guida con il solo cambiamento dello stile di vita è raramente possibile e diventa necessario l’utilizzo di farmaci, in primis la metformina. Durante le fasi successive della malattia inoltre, spesso la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. E secondo le più recenti linee guida nazionali “l’intensificazione della terapia è uno strumento efficace nella prevenzione delle complicanze a lungo termine che determina una riduzione dei costi legati alla gestione delle complicanze stesse”. Nell’ultimo decennio il panorama terapeutico si è molto arricchito di efficaci opzioni terapeutiche e visti i dati epidemiologici di questa cronicità in continuo aumento, Motore Sanità ritiene importante un confronto tra tutti gli attori di sistema per rivedere i percorsi di cura mantenendo la sostenibilità di sistema. L'articolo Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO L’ESEMPIO DI HERPES ZOSTER, PNEUMOCOCCO, INFLUENZA proviene da Motoresanità.it. Read More
MIDSUMMER SCHOOL – L’ACCESSO ALL’INNOVAZIONE COME TROVARE RISPOSTE A BISOGNI SEMPRE PIÙ URGENTI
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’ACCESSO ALLE TERAPIE INNOVATIVE: GLI ACCESSI REGIONALI  RAZIONALE SCIENTIFICO L’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità, sulla spinta delle istanze delle associazioni dei cittadini incontrati nel corso degli eventi macroregionali degli Stati generali dell’Oncologia e delle Malattie Rare di Motore Sanità, ha avviato un percorso di approfondimento per quel che riguarda l’accesso ai farmaci nelle varie regioni. Da questi primi incontri è emerso che alcune azioni organizzative sono state attivate a macchia di leopardo e alcune buone pratiche non sono ancora diventate patrimonio comune, in un settore dove l’aspettativa dei cittadini – soprattutto dei più fragili – e di coloro che non possono permettersi di aspettare è sempre più crescente. Per questi motivi, Motore Sanità sta organizzando in questi ultimi mesi una Road Map che ha già toccato diverse regioni per fare il punto sulla situazione dell’accesso regionale alle nuove ed innovative terapie. I primi risultati impongono un confronto urgente affinché da quanto emerso tra tutti gli attori coinvolti in queste tematiche si possano sviluppare soluzioni percorribili da subito che garantiscano un rapido accesso alle terapie innovative e ai risultati che queste potrebbero dare. In questo contesto, un primo approfondimento sul ruolo di AIFA e la raccolta delle proposte operative di tutti gli Stakeholder sono lo strumento scelto dall’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità per definire azioni non più rinviabili.   2023 AIFA STRUMENTO CHIAVE DI GOVERNO ED ACCESSO NAZIONALE ALL’INNOVAZIONE SOSTENIBILE COSA RIVEDERE, COME RIORGANIZZARE IL PUNTO DI VISTA DELL’INDUSTRIA PRODUTTRICE  RAZIONALE SCIENTIFICO L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), autorità nazionale competente per l’attività regolatoria dei farmaci in Italia è un Ente pubblico che opera in autonomia, trasparenza ed economicità, sotto la direzione del MINSAL e la vigilanza sia del MINSAL che del MEF. La sua mission è dettata da questi principi cardine: contribuire alla tutela della salute attraverso i farmaci, garantire l’equilibrio economico di sistema attraverso il rispetto del tetto di spesa farmaceutica programmato, garantire l’unitarietà/equità di accesso sul territorio del sistema farmaceutico, promuovere la ricerca indipendente sui farmaci, rafforzare la propria autorevolezza come agenzia in ambito nazionale ed internazionale. Per raggiungere questi obiettivi è sempre più necessario lavorare su un modello di integrazione tra AIFA, istituzioni Regionali, Aziende sanitarie pubbliche e private, Industria, con il contributo fondamentale delle associazioni pazienti, scientifiche e di categoria, per garantire uniformità ed identica velocità di accesso sull’intero territorio Nazionale, rispettando i necessari presupposti di sostenibilità oggi sempre più fondamentale. Negli ultimi anni questo operato si è fatto sempre più oneroso e complesso a causa dell’enorme impulso propulsivo dato dalla ricerca che nell’ultimo decennio ha impresso una forte accelerazione alla disponibilità di prodotti innovativi. L’aumento della vita media che questa innovazione ha garantito e garantisce, con l’invecchiamento della popolazione e la cronicizzazione di molte patologie fino a poco tempo ad esito infausto (per sopravvivenza e qualità della vita) inserisce altri fattori di complessità a cui trovare rimedio. Anche dal lato settore industriale che porta avanti o sostiene la ricerca, l’impegno resta molto gravoso, nonostante l’applicazione di molte nuove tecnologie facilitanti resesi disponibili
Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO L’ESEMPIO DI HERPES ZOSTER, PNEUMOCOCCO, INFLUENZA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Secondo il Piano nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Facendo alcuni esempi, fra questi il Vaccino anti-pneumococcico è consigliato a tutti coloro che presentino diverse patologie croniche come cardiopatie, malattie polmonari, diabete mellito, epatopatie inclusa la cirrosi epatica, emoglobinopatie, immunodeficienze congenite o acquisite, infezione da Hiv, neoplasie oncologiche e oncoematologiche, insufficienza renale ma anche trapianto d’organo. Altro esempio di intervento preventivo fondamentale è il vaccino anti-Herpes Zoster, malattia causata dalla riattivazione del virus della varicella VZV, silente nei gangli del sistema nervoso ed estremamente debilitante per i pazienti anziani e fragili. Per questo oltre alla fascia d’età over 65, la vaccinazione è offerta in presenza di diabete mellito, patologia cardiovascolare, Bpco, soggetti destinati a terapia immunosoppressiva. Come questi anche il vaccino antinfluenzale rappresenta ogni anno un’opzione di prevenzione fondamentale e per alcuni pazienti salvavita. Ma nonostante questi vaccini siano stati introdotti nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano non soddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. In primis impegnandosi nel recupero delle coorti di popolazione di pazienti anziani e fragili. Questo potrebbe rappresentare un intervento preventivo di valore clinico ed economico importante, in grado di evitare ricoveri e patologie acute che abitualmente li espongono a forti rischi di salute ed addirittura di vita. Per fare questo si dovrebbe agire sul territorio, visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite oltre che dai SIESP anche dai MMG in RSA e ADI. Lavorando in questa direzione, la Regione Abruzzo, attraverso un piano organizzato e ben concordato, potrebbe raggiungere questo virtuoso traguardo di salute pubblica. Fondamentale sarà l’istituzione di una cabina di regia che oltre a coinvolgere i principali attori di sistema, stabilisca indicatori di monitoraggio e controllo sul breve, medio e lungo periodo, chiarendo come le nuove strutture territoriali previste dal PNRR (comprese le farmacie dei servizi) potrebbero essere di supporto per raggiungere gli obiettivi stabiliti. Motore Sanità vorrebbe creare delle occasioni di incontro per facilitare ed accelerare lo sviluppo ed il monitoraggio di questo percorso. L'articolo Percorso vaccinale nel paziente fragile e over 65 STATO DELL’ARTE IN REGIONE ABRUZZO L’ESEMPIO DI HERPES ZOSTER, PNEUMOCOCCO, INFLUENZA proviene da Motoresanità.it. Read More
TUMORE DELLA MAMMELLA – ANALISI DELLO SCENARIO ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE NELLA GOVERNANCE –  FOCUS ON VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il cancro della mammella è un cosiddetto “Big Killer al femminile” e rappresenta la causa più comune di mortalità cancro-correlata nella donna. Colpisce più frequentemente le donne in post-menopausa di età superiore a 50 anni, ma anche gli uomini (1% circa di tutte le diagnosi di tumore mammario). È potenzialmente grave se non individuato e curato per tempo. Grazie a metodi diagnostici moderni e a terapie all’avanguardia, il tasso di sopravvivenza relativo al tumore al seno è aumentato costantemente negli ultimi anni. Infatti se il tumore viene identificato in fase molto precoce (stadio 0) la sopravvivenza a 5 anni nelle donne trattate è pari al 98%. Nel cancro metastatico invece la sopravvivenza è molto minore, dipendendo dalle caratteristiche del paziente, dalla aggressività della patologia e dalle opzioni terapeutiche possibili. Tutto ciò premesso si evidenzia con chiarezza quanto sia fondamentale il processo di gestione della governance di tale tipologia di patologia; quanto siano imprescindibili i programmi di screening sulle donne nella fascia di età a rischio, l’individuazione dell’insorgenza della malattia sin dalle prime manifestazioni e la celerità degli esami diagnostici. Ciò comporta inoltre l’interazione di più soggetti che concorrono alla virtuosità del processo: pensiamo agli enti in cui è strutturato il Molecolar Tumor Board (MTB) o alle regioni che hanno a disposizione una rete oncologica attiva e funzionante. Pertanto a tale processo sono interessate diverse professionalità non tutte di tipo medico-specialistico ma anche e forse soprattutto, di natura afferente alla programmazione, pensiamo alla gestione dei fondi o alla gestione armonica delle liste di attesa. Motore Sanità intende quindi riunire tutti gli attori di sistema per promuovere un confronto costruttivo e generatore di azioni in grado di rispondere ai nuovi bisogni, facilmente applicabili dalle istituzioni tecniche regionali. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE T2 DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA proviene da Motoresanità.it. Read More
IL MODELLO DI ACCESSO ALL’INNOVAZIONE TERAPEUTICA – FVG – CONFERENZA STAMPA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Tema della conferenza stampa Sentendo parlare di medicina di innovazione Breakthrough, terapie agnostiche, target therapy, terapie geniche, CAR T, terapie digitali, viene da chiedersi a che punto siamo nel Nostro paese in termini di accesso all’innovazione? Riusciremo ad uscire dallo stato di inerzia generata dalle molte pastoie burocratiche e a recuperare in ambito di accesso il terreno perso negli ultimi 20 anni? Occorre anche chiedersi quale ruolo si voglia giocare come Paese Italia nella fase che precede questo percorso e che riguarda la ricerca e la programmazione delle risorse? Per la comunità scientifica che spesso ha dovuto cedere i frutti dell’ eccellenza industriale e di ricerca italiana ad altri paesi, sarebbe altrettanto prezioso e decisivo come per il sistema industriale e per la società. Esistono delle eccellenze tra le regioni a livello nazionale in termini di percorsi aperti all’innovazione? Quella innovazione tecnologica (diagnostica e terapeutica) in grado di impattare sull’aspettativa e sulla qualità di vita di molti pazienti con patologie fino a qualche tempo fa considerate incurabili. Ma in grado di impattare anche sui modelli organizzativi assistenziali. L’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità, sulla spinta delle istanze delle associazioni dei cittadini incontrati nel corso degli eventi macroregionali degli Stati generali dell’Oncologia e delle Malattie Rare di Motore Sanità, ha avviato un percorso di approfondimento per quel che riguarda l’accesso ai farmaci nelle varie regioni.Da questi primi incontri è emerso che alcune azioni organizzative sono state attivate a macchia di leopardo e alcune buone pratiche non sono ancora diventate patrimonio comune, in un settore dove l’aspettativa dei cittadini – soprattutto dei più fragili – e di coloro che non possono permettersi di aspettare è sempre più crescente. Ma sono emerse anche dei modelli di eccellenza. Nel panorama Nazionale, la regione Friuli Venezia Giulia infatti, ha dimostrato di essere un benchmark nazionale per la sua capacità di accogliere e dare rapido accesso all’innovazione, riducendo i tempi di ogni passaggio del processo di acquisizione e dando così dimostrazione di estrema attenzione ai bisogni dei propri cittadini. Oltre a ciò la regione pur non accedendo al fondo nazionale farmaci innovativi, con proprie risorse ha deciso di affrontare il tema della sostenibilità di questi confermando per il secondo anno l’istituzione di un nuovo fondo dedicato ed ulteriormente implementato. In poche parole un modello da esportare per ogni regione Italiana a cui dare ampia visibilità. L'articolo PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI PIANO NAZIONALE PREVENZIONE VACCINALE E SUE APPLICAZIONI REGIONALI NELL’AMBITO DELLA VACCINAZIONE DELL’ADULTO LOMBARDIA proviene da Motoresanità.it. Read More
PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI PIANO NAZIONALE PREVENZIONE VACCINALE E SUE APPLICAZIONI REGIONALI NELL’AMBITO DELLA VACCINAZIONE DELL’ADULTO LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive,  spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Esempi di intervento preventivo sono il vaccino anti-Herpes Zoster e il vaccino anti-pneumococco per i pazienti anziani e fragili. Per questo, oltre alla fascia d’età  dei soggetti di 65 anni queste due  vaccinazioni sono offerte gratuitamente ai soggetti con diabete mellito, patologia cardiovascolare, BPCO, asma e quelli destinati a terapia immunosoppressiva e con immunodepressione. Ma nonostante queste indicazioni e anche se queste vaccinazioni sono state introdotte nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano ampiamente insoddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. In particolare si dovrebbe agire sul territorio,  visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite dai MMG. Lavorando in questa direzione, la Regione Lombardia ha messo a punto un protocollo vaccinale virtuoso valido sulla vaccinazione contro Herpes Zoster e Pneumococco rendendole gratuite per pazienti fragili e anziani. E sempre attraverso questo protocollo si è trovato un accordo con la Società scientifica di diabetologia per fornire ai diabetici tutta una serie di vaccinazioni importanti e si sta lavorando in maniera simile per arrivare allo stesso obiettivo su altre cronicità. Attualmente le coperture vaccinali su questa popolazione devono essere implementate. Si osserva inoltre la mancanza di indicatori di monitoraggio e controllo sul breve, medio e lungo periodo. In questo senso è giusto porsi la domanda di come le nuove strutture territoriali previste dal PNRR (comprese le farmacie dei servizi) potrebbero essere di supporto ai vari distretti per raggiungere gli obiettivi costruiti nel virtuoso protocollo regionale. L’evento è rivolto a medici di medicina generale, medici chirurghi specializzati in: geriatria, medicina interna, cardiologia, igiene e medicina preventiva, diabetologia di tutte le regioni italiane. L'articolo PERCORSO VACCINALE PER I MALATI CRONICI PIANO NAZIONALE PREVENZIONE VACCINALE E SUE APPLICAZIONI REGIONALI NELL’AMBITO DELLA VACCINAZIONE DELL’ADULTO LOMBARDIA proviene da Motoresanità.it. Read More
Percorsi vaccinali Herpes Zoster, Pneumococco, Influenza nei soggetti in ADI –  EVENTO FORMATIVO ECM (FAD sincrona)
Archivi Eventi - Motoresanità.it – EVENTO ECM – L’ISCRIZIONE AI CORSI DIVENTA OBBLIGATORIA: seguirà le stesse modalità dei webinar, ma indirizzeremo all’URL res.summeet.it L’iscrizione sarà resa disponibile fino all’orario di chiusura evento, quindi personalizzata per ogni incontro.   REGISTRAZIONE E ACCESSO Da effettuarsi prima o contestualmente all’inizio del corso ECM (la mancata iscrizione al corso prima dell’inizio dello stesso comprometterà la possibilità di compilazione dei questionari) 1. Collegarsi all’indirizzo: https://res.summeet.it
2. In caso di primo accesso: creare l’account personale, cliccando su “REGISTRAZIONE” In caso di utente già registrato a corsi FAD (Formazione a Distanza): potrà utilizzare le stesse credenziali che utilizza per l’accesso a fad.summeet.it 3. Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM 604-364531
4. Sarà possibile compilare il questionario di apprendimento ECM e di gradimento entro 3 giorni dal termine del corso (il test si riterrà superato con almeno il 75% di risposte corrette).   I crediti ECM saranno erogati alle sole persone iscritte in presenza In base alle disposizioni nazionali in vigore per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19 il numero dei partecipanti sarà contenuto. ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS 604- 379300 TIPOLOGIA Webinar Medici Chirurghi (Tutte le specializzazioni), Farmacisti, Infermieri La durata dell’evento è di 2 ore formative, per un totale di 3 crediti ecm. Numero di discenti accreditabili: 400   RAZIONALE SCIENTIFICO Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Facendo alcuni esempi, fra questi il Vaccino anti-pneumococcico è consigliato a tutti coloro che presentino diverse patologie croniche come cardiopatie, malattie polmonari, diabete mellito, epatopatie inclusa la cirrosi epatica, emoglobinopatie, immunodeficienze congenite o acquisite, infezione da Hiv, neoplasie oncologiche e oncoematologiche, insufficienza renale ma anche trapianto d’organo. Altro esempio di intervento preventivo fondamentale è il vaccino anti-Herpes Zoster, malattia causata dalla riattivazione del virus della varicella VZV, silente nei gangli del sistema nervoso ed estremamente debilitante per i pazienti anziani e fragili. Per questo oltre alla fascia d’età over 65, la vaccinazione è offerta in presenza di diabete mellito, patologia cardiovascolare, Bpco, soggetti destinati a terapia immunosoppressiva. Come questi anche il vaccino antinfluenzale rappresenta ogni anno un’opzione di prevenzione fondamentale e per alcuni pazienti salvavita. Nei soggetti in ADI e più fragili per età, over 85,  la Regione Veneto, nella stagione appena passata, ha raccomandato l’impiego del vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio, per garantire una maggiore risposta immunitaria e quindi una maggiore efficacia rispetto ai vaccini tradizionali, come specificato nella Circolare Ministeriale. Ma nonostante questi vaccini siano stati introdotti nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano non completamente soddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben
LISTE DI ATTESA FOCUS ON REGIONE VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO   È possibile risolvere il problema delle liste di attesa? Ed è possibile farlo senza aumentare le risorse disponibili? La risposta a queste domande sembra quasi scontata e demoralizzante, ancor più dopo la lunga fase critica generata dall’attuale pandemia. Ma è davvero così o vi sono già delle buone pratiche facilmente condivisibili da cui partire? Garantire la prestazione entro i tre giorni successivi a quello della richiesta da parte del medico di medicina generale: un modello concreto oppure solo una chimera irraggiungibile? Forse si dovrebbe partire dal ricostruire analiticamente l’attuale organizzazione di gestione dell’offerta e della domanda delle prestazioni, cercando poi di applicare i cambiamenti possibili in base alle risorse disponibili in ogni singola realtà. I concetti organizzativi di base su cui realizzare nuovi modelli efficaci sono semplici ma vanno applicati con metodo e cura. Occorre inoltre superare le barriere individuali sulla volontà di accettare e facilitare il cambiamento. Un cambiamento che porta benefici ad ogni singolo prima che al sistema assistenziale. L’impegno su questi aspetti potrebbe permettere di ottenere risultati comunemente considerati irrealizzabili. Vi sono già degli esempi attuati e replicabili su vasta scala con un minimo impegno di risorse. L’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità propone un tavolo di lavoro su questo tema, che rappresenta un nodo chiave dei bisogni del cittadino ed uno dei problemi più sentiti nella nostra Sanità. L'articolo RIPARAZIONE TRANSCATETERE DELLA VALVOLA MITRALE TRATTAMENTO, GESTIONE E SOSTENIBILITÀ – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
MALATTIE RARE STATI GENERALI – CENTRO ABRUZZO, LAZIO, MARCHE, TOSCANA, UMBRIA – SECONDA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE  Sul tema Malattie Rare (MR), dato il rapido evolvere dello scenario legislativo, organizzativo-gestionale e tecnico-scientifico, vi è il bisogno a livello di comunità medico-scientifica, di singolo operatore ed anche delle realtà associative, di promuovere un aggiornamento culturale e un processo di sensibilizzazione continui. Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 10.000 persone. Ma il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce appunto con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’ISS, in Italia si stimano oltre 90 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con una incidenza di oltre 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Ma secondo la rete Orphanet il sommerso potrebbe essere molto elevato con stime in Italia di 1,5-2 milioni di cittadini. Il 2021, in Italia, è stato segnato da importanti novità legislative, mentre, in Europa, il 2022 è iniziato con una nuova fase della storia degli European Reference Networks (ERN). Sarà pertanto importante, per il Governo Centrale e le Regioni Italiane, farsi trovare pronti ad interpretare i nuovi dettami di legge, sfruttando appieno le nuove opportunità che essa offre per il perseguimento del bene dei pazienti con MR e soprattutto a confermare il proprio ruolo in Europa nel campo delle MR. Per far questo si dovrà passare alla fase realizzativa attraverso opportuni decreti attuativi, che seguano una tabella di marcia condivisa con precise priorità, giuste risorse allocate, coerenti con gli obiettivi ambiziosi descritti. Non tutto sarà attuabile da subito, contemporaneamente ed uniformemente poiché la presa in carico dei pazienti affetti da MR è differente nelle varie Regioni, con centri di riferimento nazionali ed internazionali in alcune, ma con carenze di offerta assistenziale e di comunicazione in altre. A questo si aggiunga che non tutte le regioni lavorano in rete e non tutte sono in grado di offrire una continuità delle cure trasversale con percorsi facilitati dei pazienti MR, che per definizione sono pazienti cronici necessitanti di un’assistenza integrata spesso, ma non sempre, dall’infanzia all’età adulta.   Per tale motivo Motore Sanità intende organizzare delle giornate di analisi e proposte per macroregioni, nord ovest- nord est-centro-sud ed isole, per implementarne azioni concrete, rappresentando le MR il paradigma del futuro SSN in termini organizzativi e di innovazione diagnostico/terapeutica. Partendo dal presupposto che tutto ciò dovrà richiedere un grande cambio di preparazione culturale professionale ma anche un nuovo umanesimo. L'articolo RIPARAZIONE TRANSCATETERE DELLA VALVOLA MITRALE TRATTAMENTO, GESTIONE E SOSTENIBILITÀ – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
MALATTIE RARE STATI GENERALI – CENTRO ABRUZZO, LAZIO, MARCHE, TOSCANA, UMBRIA – PRIMA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE  Sul tema Malattie Rare (MR), dato il rapido evolvere dello scenario legislativo, organizzativo-gestionale e tecnico-scientifico, vi è il bisogno a livello di comunità medico-scientifica, di singolo operatore ed anche delle realtà associative, di promuovere un aggiornamento culturale e un processo di sensibilizzazione continui. Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 10.000 persone. Ma il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce appunto con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’ISS, in Italia si stimano oltre 90 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con una incidenza di oltre 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Ma secondo la rete Orphanet il sommerso potrebbe essere molto elevato con stime in Italia di 1,5-2 milioni di cittadini. Il 2021, in Italia, è stato segnato da importanti novità legislative, mentre, in Europa, il 2022 è iniziato con una nuova fase della storia degli European Reference Networks (ERN). Sarà pertanto importante, per il Governo Centrale e le Regioni Italiane, farsi trovare pronti ad interpretare i nuovi dettami di legge, sfruttando appieno le nuove opportunità che essa offre per il perseguimento del bene dei pazienti con MR e soprattutto a confermare il proprio ruolo in Europa nel campo delle MR. Per far questo si dovrà passare alla fase realizzativa attraverso opportuni decreti attuativi, che seguano una tabella di marcia condivisa con precise priorità, giuste risorse allocate, coerenti con gli obiettivi ambiziosi descritti. Non tutto sarà attuabile da subito, contemporaneamente ed uniformemente poiché la presa in carico dei pazienti affetti da MR è differente nelle varie Regioni, con centri di riferimento nazionali ed internazionali in alcune, ma con carenze di offerta assistenziale e di comunicazione in altre. A questo si aggiunga che non tutte le regioni lavorano in rete e non tutte sono in grado di offrire una continuità delle cure trasversale con percorsi facilitati dei pazienti MR, che per definizione sono pazienti cronici necessitanti di un’assistenza integrata spesso, ma non sempre, dall’infanzia all’età adulta.   Per tale motivo Motore Sanità intende organizzare delle giornate di analisi e proposte per macroregioni, nord ovest- nord est-centro-sud ed isole, per implementarne azioni concrete, rappresentando le MR il paradigma del futuro SSN in termini organizzativi e di innovazione diagnostico/terapeutica. Partendo dal presupposto che tutto ciò dovrà richiedere un grande cambio di preparazione culturale professionale ma anche un nuovo umanesimo. L'articolo RIPARAZIONE TRANSCATETERE DELLA VALVOLA MITRALE TRATTAMENTO, GESTIONE E SOSTENIBILITÀ – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
RIPARAZIONE TRANSCATETERE DELLA VALVOLA MITRALE TRATTAMENTO, GESTIONE E SOSTENIBILITÀ – EVENTO ECM –
Archivi Eventi - Motoresanità.it Accreditamento ECM-Agenas: 604- 388184
Tipologia: Residenziale
Medici Chirurghi (Cardiologia, Medicina Interna), FARMACISTA PUBBLICO DEL SSN; FARMACISTA TERRITORIALE; FARMACISTA DI ALTRO SETTORE La durata dell’evento è di 3 ore formative, per un totale di 3 crediti ecm. RAZIONALE SCIENTIFICO
L’Insufficienza Mitralica (IM), o Rigurgito Mitralico, è la valvulopatia più comune nei paesi occidentali e la sua prevalenza cresce fortemente con l’età. Infatti si stima che oggi, circa il 10% delle persone di età superiore a 75 anni sia affetta da IM almeno moderata che, se non trattata, può portare allo Scompenso Cardiaco con conseguente diminuzione della sopravvivenza.
Numerosi studi hanno dimostrato che i pazienti con IM moderata – severa presentano una mortalità statisticamente più elevata rispetto ai quelli con grado lieve, un’incidenza di re-ospedalizzazione dell’80% superiore rispetto a pazienti con gradi minori di IM nonché una riduzione della qualità della vita. Le linee guida – sia delle società americane ACC/AHA, sia europee ESC – raccomandano il trattamento cardio-chirurgico per i pazienti con forme severe di IM ma nonostante tali indicazioni, circa il 50% dei pazienti sintomatici sofferenti di IM severa non viene sottoposta ad intervento.
Da più di 10 anni è disponibile una procedura mini-invasiva innovativa, il sistema MitraClip (Abbott Vascular, Abbott Park, Illinois, USA), dispositivo medico che consente la riparazione per via transcatetere della valvola mitrale. MitraClip è una tecnologia basata su un approccio con accesso percutaneo e rappresenta una valida alternativa terapeutica nei pazienti sintomatici con IM ad alto rischio operatorio in cui la terapia medica tradizionale non è più sufficiente.
La procedura consiste nell’inserimento di una “clip” sui lembi della valvola mitrale in corrispondenza dell’origine del rigurgito attraverso un approccio per via transcatetere, risalendo la vena femorale fino al cuore. Il paziente candidato alla riparazione transcatetere della valvola mitrale viene preso in carico dal Heart Valve Center composto da più specialisti tra cui Cardiologo Clinico, Cardiologo Interventista, Ecocardiografista, Cardiochirurgo, Anestesista e team infermieristico.
Le prove di efficacia e sicurezza di MitraClip derivano da più di 1.000 pubblicazioni e più di 150.000 pazienti trattati nel mondo e indicano una riduzione della mortalità, una riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco e il miglioramento della qualità di vita. Inoltre, è stato dimostrato che la riparazione con MitraClip è costo – efficace soprattutto grazie alla riduzione delle re-ospedalizzazioni.
CERGAS Bocconi, dopo aver pubblicato la prima analisi di costo-efficacia su Mitraclip – basata su dati real world italiani nel 2016 – ha di recente adattato un modello di budget impact e ha sviluppato un esercizio di value-based planning relativo sia al contesto italiano, che al regionale lombardo, dimostrando l’impatto economico favorevole per il Sistema Sanitario generato da una maggiore diffusione della procedura transcatetere con MitraClip nella popolazione target.
Motore Sanità organizza un evento per presentare i risultati del CERGAS e per coinvolgere tutte le figure impegnate nel percorso di cura dei pazienti affetti da insufficienza mitralica, allo scopo di implementare un uso appropriato della metodica MitraClip e stimolare il dibattito sulle sue ricadute in termini clinici, economici ed assistenziali.
EPILESSIE RARE – STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA – UMBRIA, MARCHE e TOSCANA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le Epilessie farmacoresistenti rappresentano oltre il 30% di tutte le forme epilettiche, sono caratterizzate da una ampia variabilità etiopatogenetica e clinica  e necessitano di competenze e conoscenze dedicate. Molte di queste Epilessie non responder sono Epilessie rare, per lo più ad insorgenza in età pediatrica, con tendenza alla cronicità e quindi con un impatto psico-sociale impegnativo. Non esiste un dato preciso sul numero esatto di pazienti con Epilessie rare in Italia. Nel Registro Nazionale delle Epilessie Rare (RES), che raccoglie dati soltanto su alcune forme di Epilessia rare in Italia, al 31 dicembre 2020 erano registrati circa 2.300 casi di Epilessie rare, di cui il 53,5% di sesso femminile e il 46,5% maschile. Va però sottolineato che il RES include solo alcune forme di Epilessia rare e che molti pazienti  non sono ancora stati diagnosticati o registrati nei registri medici ufficiali, e quindi è presumibile che questi casi siano fortemente sottostimati.  Come ogni malattia rara, una Epilessia rara è definita epidemiologicamente da un’incidenza < 5 casi su 10.000 e tra le forme di epilessia farmaco-resistente vi rientrano quindi le Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo che compaiono in epoca neonatale/infantile e che hanno talvolta un’etiologia genetica nota. A titolo di esempio si può citare la Sindrome di Dravet, che insorge nel primo anno di vita in bambini fino ad allora normali, con crisi di vario tipo spesso scatenate dalla febbre, cui poi si associa un deficit di sviluppo cognitivo-comportamentale. Si calcola che la Sindrome di Dravet colpisca circa 6,5/100.000 nati vivi e nell’80% dei casi in essi è riscontrabile una variante patogenetica del gene SCN1A. La Sindrome di Lennox-Gastaut invece è un’Encefalopatia Epilettica e di Sviluppo che esordisce più tardivamente (con picco tra i 3 ed i 5 anni) e che si presenta con crisi di vario tipo, anch’esse farmacoresistenti ed associate a disturbi della sfera cognitivo-comportamentale. L’etiologia in questo caso è più variabile e la prevalenza è calcolata nell’1-2% di tutte le forme di Epilessia. Tra le Malattie rare con Epilessia rientra anche la Sclerosi Tuberosa (TSC), una malattia multisistemica a espressione variabile e geneticamente determinata, che coinvolge vari organi ed apparati e che può essere sospettata in epoca neonatale o nei primi mesi di vita per la presenza di crisi epilettiche, macchie cutanee ipomelanotiche e per ritardo nell’acquisizione delle principali tappe di sviluppo cognitivo-comportamentale. L’epidemiologia non è ben nota ma negli USA si calcola che l’incidenza di  1/6000 nati vivi, con una prevalenza è di  1:13000-30000 individui nella popolazione generale. Nonostante negli ultimi anni siano stati autorizzati nuovi farmaci per la terapia di queste forme di Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo farmacoresistenti  permangono difficoltà nell’iter diagnostico terapeutico, e soprattutto trattandosi di forme croniche persiste il problema a livello assistenziale della transizione dall’età pediatrica a quella adulta. Ritenendo di fondamentale importanza diffonderne la conoscenza, Motore Sanità intende organizzare una serie di webinar macroregionali, indagando lo stato dell’arte sulla presa in carico e sui percorsi di cura appropriati per questi pazienti. L'articolo RIPARAZIONE TRANSCATETERE DELLA
Progetto Vitiligine PIEMONTE e LIGURIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La vitiligine è una condizione cronica della pelle caratterizzata dalla comparsa, in vari distretti corporei, di chiazze bianche o traslucide dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta alla melanina. La causa sarebbe l’attacco da parte del sistema immunitario ai melanociti, cellule produttrici di questo pigmento, ma allo stato attuale delle conoscenze è considerata una patologia multifattoriale con cause non solo immuno-mediate ma anche genetiche, endocrine, metaboliche, infiammatorie e secondo alcune ipotesi anche virali. I fattori di rischio comunque includono, seppure con una relazione non completamente chiarita, anche storia familiare di questa patologia o di altre malattie autoimmuni (ipertiroidismo in particolare se causato dalla malattia di Graves o ipotiroidismo in particolare se causato dalla tiroidite di Hashimoto, alopecia areata, anemia perniciosa, diabete, morbo di Addison). Le zone colpite sono il viso, le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ginocchia, le mani, la cresta tibiale, le caviglie, le ascelle, l’ano e l’area genitale, l’ombelico e i capezzoli. La cute affetta è estremamente predisposta alle ustioni solari. Le zone cutanee interessate producono anche peli di colore bianco. Viene classificata in 2 forme: una detta segmentaria (meno diffusa colpisce una sola zona del corpo, monolateralmente tendenzialmente non progressiva) ed una non-segmentaria (più diffusa simmetrica e progressiva che colpisce in particolare volto e arti superiori e inferiori). Nella forma più severa si arriva in alcuni anni alla perdita quasi completa della colorazione cutanea del corpo. Per quanto riguarda l’epidemiologia non ci sono dati sicuri ma a livello mondiale si stima che colpisca circa 0,5-2% della popolazione (100 milioni). In Italia si stima una prevalenza di circa 0,7-1 % (700 mila – 1 milione) con una età media d’insorgenza tra i 10 e i 30 anni. La vitiligine non incide sulla aspettativa di vita ed è considerata una patologia di tipo “estetico”. Ma come condizione può avere pesanti ripercussioni psicologiche: infatti è tra le malattie con i più bassi indici di qualità della vita, per l’impatto psicologico che causa nei pazienti e le ricadute sociali/di relazione sia nella vita professionale che privata. In passato le diverse terapie disponibili portavano spesso ad insuccesso terapeutico, ma oggi la ricerca ha prodotto interessanti nuove opportunità di cura attraverso lo sviluppo di inibitori JAK (ruxolitinib) e di anticorpi monoclonali anti-IL-15Rβ (in grado di colpire linfociti T autoreattivi e far regredire stabilmente la patologia) L'articolo RIPARAZIONE TRANSCATETERE DELLA VALVOLA MITRALE TRATTAMENTO, GESTIONE E SOSTENIBILITÀ – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
MALATTIE DELL’APPARATO SESSUALE E DELLA RIPRODUZIONE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE L’approccio epidemiologico, sociale e clinico alle malattie dell’apparato sessuale e della riproduzione presenta notevoli differenze tra i due sessi. Nella Femmina, alla comparsa del menarca (10-12 anni di vita), ci sono tre componenti fondamentali che rendono quel momento come un momento fondamentale per il corretto apprendimento e sviluppo dell’apparato genitale: Il Rapporto Madre-Figlia: la Madre ha già anticipatamente preparato la Figlia allo specifico momento e rappresenta un continuo supporto informativo e formativo;
Rapporto tra Adolescenti: le ragazze hanno un approccio all’evento di tipo collaborativo e di confronto;
Rapporto con lo Specialista: si instaura il rapporto con il Ginecologo che rafforza maggiormente la parte informativa e l’approccio, che non si limita alla conoscenza di cosa accade nello specifico momento, ma che diventa anche momento di informazione sulle malattie infettive sessualmente trasmesse e relative vaccinazioni, sui mezzi di contraccezione, etc. Nel Maschio, non essendoci un momento specifico di «passaggio» all’età puberale, l’approccio al proprio apparato genitale è profondamente differente: Il rapporto genitoriale può essere totalmente mancante, in quanto il ragazzo ha pudore di affrontare questi argomenti con il Genitore, anche se di sesso maschile (e viceversa);
Il rapporto con gli altri Adolescenti Maschi è talvolta di scherno e non collaborativo, talvolta aggravato dalle situazioni concomitanti che accompagnano l’adolescenza (acne, eccessiva sudorazione, etc), fino allo scambio di false informazioni ed esperienze negative;
Non esiste il rapporto/confronto con lo Specialista, se non in casi sporadici (Pediatra o Andrologo) dettati dall’intervento di un Genitore, mancando quindi sia l’informazione generale che apparato-specifica (criptorchidismo, varicocele, etc).   L'articolo RIPARAZIONE TRANSCATETERE DELLA VALVOLA MITRALE TRATTAMENTO, GESTIONE E SOSTENIBILITÀ – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
PSORIASI IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? Marche – Umbria – Abruzzo
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La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%).
La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave. Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmo plantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% dei pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie.
Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è dunque un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi: l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita.
Oggi l’indice PASI che correla i segni e i sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5. Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12) che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia.
Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti.
PERCORSI VACCINALI – Herpes Zoster, Pneumococco, Influenza nei soggetti in ADI – EVENTO IBRIDO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Facendo alcuni esempi, fra questi il Vaccino anti-pneumococcico è consigliato a tutti coloro che presentino diverse patologie croniche come cardiopatie, malattie polmonari, diabete mellito, epatopatie inclusa la cirrosi epatica, emoglobinopatie, immunodeficienze congenite o acquisite, infezione da Hiv, neoplasie oncologiche e oncoematologiche, insufficienza renale ma anche trapianto d’organo. Altro esempio di intervento preventivo fondamentale è il vaccino anti-Herpes Zoster, malattia causata dalla riattivazione del virus della varicella VZV, silente nei gangli del sistema nervoso ed estremamente debilitante per i pazienti anziani e fragili. Per questo oltre alla fascia d’età over 65, la vaccinazione è offerta in presenza di diabete mellito, patologia cardiovascolare, Bpco, soggetti destinati a terapia immunosoppressiva. Come questi anche il vaccino antinfluenzale rappresenta ogni anno un’opzione di prevenzione fondamentale e per alcuni pazienti salvavita. Nei soggetti in ADI e più fragili per età, over 85,  la Regione Veneto, nella stagione appena passata, ha raccomandato l’impiego del vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio, per garantire una maggiore risposta immunitaria e quindi una maggiore efficacia rispetto ai vaccini tradizionali, come specificato nella Circolare Ministeriale. Ma nonostante questi vaccini siano stati introdotti nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano non completamente soddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. Esempio di intervento preventivo importante sulla popolazione di pazienti anziani e fragili è il vaccino anti-Herpes Zoster. Per questo vaccino la gratuità è già prevista per tutti i soggetti over 65 anni e la regione Veneto rappresenta puntualmente una eccellenza ed un punto di riferimento Nazionale.  Il prossimo passaggio quindi potrebbe essere appunto estendere la copertura a tutte le categorie di cittadini considerati fragili. In particolare si dovrebbe agire sul territorio, visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite dai MMG in ADI. Lavorando in questa direzione, la Regione, attraverso un piano organizzato e ben concordato, potrebbe raggiungere questo ulteriore virtuoso traguardo di salute pubblica. Fondamentale sarà l’istituzione di una cabina di regia che oltre a coinvolgere i principali attori di sistema, stabilisca indicatori di monitoraggio e controllo sul breve, medio e lungo periodo, chiarendo come le nuove strutture territoriali previste dal PNRR (comprese le farmacie dei servizi) potrebbero essere di supporto ai distretti per raggiungere gli obiettivi stabiliti. L'articolo TUMORE DELLA MAMMELLA – ANALISI DELLO SCENARIO ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE NELLA GOVERNANCE – FOCUS ON VENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
MALATTIE RARE  STATI GENERALI – SUD ITALIA – SECONDA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE  Sul tema Malattie Rare (MR), dato il rapido evolvere dello scenario legislativo, organizzativo-gestionale e tecnico-scientifico, vi è il bisogno a livello di comunità medico-scientifica, di singolo operatore ed anche delle realtà associative, di promuovere un aggiornamento culturale e un processo di sensibilizzazione continui. Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 100.000 persone. Ma il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce appunto con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’ISS, in Italia si stimano oltre 90 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con una incidenza di oltre 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Ma secondo la rete Orphanet il sommerso potrebbe essere molto elevato con stime in Italia di 1,5-2 milioni di cittadini. Il 2021, in Italia, è stato segnato da importanti novità legislative, mentre, in Europa, il 2022 è iniziato con una nuova fase della storia degli European Reference Networks (ERN). Sarà pertanto importante, per il Governo Centrale e le Regioni Italiane, farsi trovare pronti ad interpretare i nuovi dettami di legge, sfruttando appieno le nuove opportunità che essa offre per il perseguimento del bene dei pazienti con MR e soprattutto a confermare il proprio ruolo in Europa nel campo delle MR. Per far questo si dovrà passare alla fase realizzativa attraverso opportuni decreti attuativi, che seguano una tabella di marcia condivisa con precise priorità, giuste risorse allocate, coerenti con gli obiettivi ambiziosi descritti. Non tutto sarà attuabile da subito, contemporaneamente ed uniformemente poiché la presa in carico dei pazienti affetti da MR è differente nelle varie Regioni, con centri di riferimento nazionali ed internazionali in alcune, ma con carenze di offerta assistenziale e di comunicazione in altre. A questo si aggiunga che non tutte le regioni lavorano in rete e non tutte sono in grado di offrire una continuità delle cure trasversale con percorsi facilitati dei pazienti MR, che per definizione sono pazienti cronici necessitanti di un’assistenza integrata spesso, ma non sempre, dall’infanzia all’età adulta.   Per tale motivo Motore Sanità intende organizzare delle giornate di analisi e proposte per macroregioni, nord ovest- nord est-centro-sud ed isole, per implementarne azioni concrete, rappresentando le MR il paradigma del futuro SSN in termini organizzativi e di innovazione diagnostico/terapeutica. Partendo dal presupposto che tutto ciò dovrà richiedere un grande cambio di preparazione culturale professionale ma anche un nuovo umanesimo. L'articolo TUMORE DELLA MAMMELLA – ANALISI DELLO SCENARIO ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE NELLA GOVERNANCE – FOCUS ON VENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
MALATTIE RARE  STATI GENERALI – SUD ITALIA – PRIMA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE  Sul tema Malattie Rare (MR), dato il rapido evolvere dello scenario legislativo, organizzativo-gestionale e tecnico-scientifico, vi è il bisogno a livello di comunità medico-scientifica, di singolo operatore ed anche delle realtà associative, di promuovere un aggiornamento culturale e un processo di sensibilizzazione continui. Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 100.000 persone. Ma il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce appunto con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’ISS, in Italia si stimano oltre 90 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con una incidenza di oltre 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Ma secondo la rete Orphanet il sommerso potrebbe essere molto elevato con stime in Italia di 1,5-2 milioni di cittadini. Il 2021, in Italia, è stato segnato da importanti novità legislative, mentre, in Europa, il 2022 è iniziato con una nuova fase della storia degli European Reference Networks (ERN). Sarà pertanto importante, per il Governo Centrale e le Regioni Italiane, farsi trovare pronti ad interpretare i nuovi dettami di legge, sfruttando appieno le nuove opportunità che essa offre per il perseguimento del bene dei pazienti con MR e soprattutto a confermare il proprio ruolo in Europa nel campo delle MR. Per far questo si dovrà passare alla fase realizzativa attraverso opportuni decreti attuativi, che seguano una tabella di marcia condivisa con precise priorità, giuste risorse allocate, coerenti con gli obiettivi ambiziosi descritti. Non tutto sarà attuabile da subito, contemporaneamente ed uniformemente poiché la presa in carico dei pazienti affetti da MR è differente nelle varie Regioni, con centri di riferimento nazionali ed internazionali in alcune, ma con carenze di offerta assistenziale e di comunicazione in altre. A questo si aggiunga che non tutte le regioni lavorano in rete e non tutte sono in grado di offrire una continuità delle cure trasversale con percorsi facilitati dei pazienti MR, che per definizione sono pazienti cronici necessitanti di un’assistenza integrata spesso, ma non sempre, dall’infanzia all’età adulta.   Per tale motivo Motore Sanità intende organizzare delle giornate di analisi e proposte per macroregioni, nord ovest- nord est-centro-sud ed isole, per implementarne azioni concrete, rappresentando le MR il paradigma del futuro SSN in termini organizzativi e di innovazione diagnostico/terapeutica. Partendo dal presupposto che tutto ciò dovrà richiedere un grande cambio di preparazione culturale professionale ma anche un nuovo umanesimo. L'articolo TUMORE DELLA MAMMELLA – ANALISI DELLO SCENARIO ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE NELLA GOVERNANCE – FOCUS ON VENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
BUONA SALUTE – SUD – CAMPANIA, PUGLIA, SICILIA – SECONDA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il Global Health è una disciplina che si concentra sulla promozione della salute a livello mondiale e sulla riduzione della mortalità e della morbilità causate da malattie. Si articola su temi ed azioni specifiche che mirano al raggiungimento di una buona salute per tutti in armonia con l’ambiente, la natura e la società nelle sue varie espressioni. Nello specifico, il Global Health si occupa di prevenzione e trattamento delle malattie attraverso la vaccinazione, l’educazione alla salute e la diagnosi precoce. Inoltre, si occupa anche del trattamento delle malattie, compreso l’accesso alle cure mediche di alta qualità. Equità sanitaria: Il Global Health mira a garantire che tutte le persone, indipendentemente dalla loro situazione socioeconomica o geografica, abbiano accesso alle cure mediche di cui hanno bisogno. Determinanti sociali della salute: Il Global Health considera i determinanti sociali della salute, come la povertà, l’educazione, l’alimentazione e le condizioni ambientali, che influiscono sulla salute delle persone. Malattie infettive emergenti: Il Global Health affronta le grandi sfide globali, come le malattie infettive emergenti, che richiedono una cooperazione globale per affrontare la diffusione della malattia e migliorare la salute globale. Obesità e declino della salute mentale: Il Global Health si occupa anche della lotta contro l’epidemia di obesità e del declino della salute mentale, due importanti sfide globali che hanno un impatto significativo sulla salute e la qualità della vita della popolazione mondiale. Cooperazione intersettoriale: Il Global Health dipende dalla collaborazione di diversi settori, tra cui la sanità, l’educazione, la scienza, l’ambiente e le politiche pubbliche, per raggiungere l’obiettivo comune di un futuro più sano per tutti. In definitiva, il Global Health è una disciplina che si concentra sulla promozione della salute a tutti i livelli e sulla riduzione della mortalità e della morbilità causate da malattie, attraverso la prevenzione e il trattamento delle malattie, l’equità sanitaria, l’affronto dei determinanti sociali della salute e la cooperazione intersettoriale. Per esplorare quanto fatto e quanto da fare per raggiungere dei livelli di buona salute per tutti nelle varie realtà regionali e nazionali, Motore Sanità organizza un evento che tratterà alcuni dei temi di cui sopra al fine di analizzare e progettare buone pratiche per implementare la cooperazione intersettoriale necessaria al raggiungimento di una concezione della salute a 360 gradi. L'articolo BUONA SALUTE – SUD – CAMPANIA, PUGLIA, SICILIA – SECONDA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
BUONA SALUTE – SUD – CAMPANIA, PUGLIA, SICILIA – SECONDA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il Global Health è una disciplina che si concentra sulla promozione della salute a livello mondiale e sulla riduzione della mortalità e della morbilità causate da malattie. Si articola su temi ed azioni specifiche che mirano al raggiungimento di una buona salute per tutti in armonia con l’ambiente, la natura e la società nelle sue varie espressioni. Nello specifico, il Global Health si occupa di prevenzione e trattamento delle malattie attraverso la vaccinazione, l’educazione alla salute e la diagnosi precoce. Inoltre, si occupa anche del trattamento delle malattie, compreso l’accesso alle cure mediche di alta qualità. Equità sanitaria: Il Global Health mira a garantire che tutte le persone, indipendentemente dalla loro situazione socioeconomica o geografica, abbiano accesso alle cure mediche di cui hanno bisogno. Determinanti sociali della salute: Il Global Health considera i determinanti sociali della salute, come la povertà, l’educazione, l’alimentazione e le condizioni ambientali, che influiscono sulla salute delle persone. Malattie infettive emergenti: Il Global Health affronta le grandi sfide globali, come le malattie infettive emergenti, che richiedono una cooperazione globale per affrontare la diffusione della malattia e migliorare la salute globale. Obesità e declino della salute mentale: Il Global Health si occupa anche della lotta contro l’epidemia di obesità e del declino della salute mentale, due importanti sfide globali che hanno un impatto significativo sulla salute e la qualità della vita della popolazione mondiale. Cooperazione intersettoriale: Il Global Health dipende dalla collaborazione di diversi settori, tra cui la sanità, l’educazione, la scienza, l’ambiente e le politiche pubbliche, per raggiungere l’obiettivo comune di un futuro più sano per tutti. In definitiva, il Global Health è una disciplina che si concentra sulla promozione della salute a tutti i livelli e sulla riduzione della mortalità e della morbilità causate da malattie, attraverso la prevenzione e il trattamento delle malattie, l’equità sanitaria, l’affronto dei determinanti sociali della salute e la cooperazione intersettoriale. Per esplorare quanto fatto e quanto da fare per raggiungere dei livelli di buona salute per tutti nelle varie realtà regionali e nazionali, Motore Sanità organizza un evento che tratterà alcuni dei temi di cui sopra al fine di analizzare e progettare buone pratiche per implementare la cooperazione intersettoriale necessaria al raggiungimento di una concezione della salute a 360 gradi. L'articolo BUONA SALUTE – SUD – CAMPANIA, PUGLIA, SICILIA – SECONDA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
BUONA SALUTE – SUD – CAMPANIA, PUGLIA, SICILIA – PRIMA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il Global Health è una disciplina che si concentra sulla promozione della salute a livello mondiale e sulla riduzione della mortalità e della morbilità causate da malattie. Si articola su temi ed azioni specifiche che mirano al raggiungimento di una buona salute per tutti in armonia con l’ambiente, la natura e la società nelle sue varie espressioni. Nello specifico, il Global Health si occupa di prevenzione e trattamento delle malattie attraverso la vaccinazione, l’educazione alla salute e la diagnosi precoce. Inoltre, si occupa anche del trattamento delle malattie, compreso l’accesso alle cure mediche di alta qualità. Equità sanitaria: Il Global Health mira a garantire che tutte le persone, indipendentemente dalla loro situazione socioeconomica o geografica, abbiano accesso alle cure mediche di cui hanno bisogno. Determinanti sociali della salute: Il Global Health considera i determinanti sociali della salute, come la povertà, l’educazione, l’alimentazione e le condizioni ambientali, che influiscono sulla salute delle persone. Malattie infettive emergenti: Il Global Health affronta le grandi sfide globali, come le malattie infettive emergenti, che richiedono una cooperazione globale per affrontare la diffusione della malattia e migliorare la salute globale. Obesità e declino della salute mentale: Il Global Health si occupa anche della lotta contro l’epidemia di obesità e del declino della salute mentale, due importanti sfide globali che hanno un impatto significativo sulla salute e la qualità della vita della popolazione mondiale. Cooperazione intersettoriale: Il Global Health dipende dalla collaborazione di diversi settori, tra cui la sanità, l’educazione, la scienza, l’ambiente e le politiche pubbliche, per raggiungere l’obiettivo comune di un futuro più sano per tutti. In definitiva, il Global Health è una disciplina che si concentra sulla promozione della salute a tutti i livelli e sulla riduzione della mortalità e della morbilità causate da malattie, attraverso la prevenzione e il trattamento delle malattie, l’equità sanitaria, l’affronto dei determinanti sociali della salute e la cooperazione intersettoriale. Per esplorare quanto fatto e quanto da fare per raggiungere dei livelli di buona salute per tutti nelle varie realtà regionali e nazionali, Motore Sanità organizza un evento che tratterà alcuni dei temi di cui sopra al fine di analizzare e progettare buone pratiche per implementare la cooperazione intersettoriale necessaria al raggiungimento di una concezione della salute a 360 gradi. L'articolo BUONA SALUTE – SUD – CAMPANIA, PUGLIA, SICILIA – SECONDA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
BUONA SALUTE – SUD – CAMPANIA, PUGLIA, SICILIA – PRIMA GIORNATA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il Global Health è una disciplina che si concentra sulla promozione della salute a livello mondiale e sulla riduzione della mortalità e della morbilità causate da malattie. Si articola su temi ed azioni specifiche che mirano al raggiungimento di una buona salute per tutti in armonia con l’ambiente, la natura e la società nelle sue varie espressioni. Nello specifico, il Global Health si occupa di prevenzione e trattamento delle malattie attraverso la vaccinazione, l’educazione alla salute e la diagnosi precoce. Inoltre, si occupa anche del trattamento delle malattie, compreso l’accesso alle cure mediche di alta qualità. Equità sanitaria: Il Global Health mira a garantire che tutte le persone, indipendentemente dalla loro situazione socioeconomica o geografica, abbiano accesso alle cure mediche di cui hanno bisogno. Determinanti sociali della salute: Il Global Health considera i determinanti sociali della salute, come la povertà, l’educazione, l’alimentazione e le condizioni ambientali, che influiscono sulla salute delle persone. Malattie infettive emergenti: Il Global Health affronta le grandi sfide globali, come le malattie infettive emergenti, che richiedono una cooperazione globale per affrontare la diffusione della malattia e migliorare la salute globale. Obesità e declino della salute mentale: Il Global Health si occupa anche della lotta contro l’epidemia di obesità e del declino della salute mentale, due importanti sfide globali che hanno un impatto significativo sulla salute e la qualità della vita della popolazione mondiale. Cooperazione intersettoriale: Il Global Health dipende dalla collaborazione di diversi settori, tra cui la sanità, l’educazione, la scienza, l’ambiente e le politiche pubbliche, per raggiungere l’obiettivo comune di un futuro più sano per tutti. In definitiva, il Global Health è una disciplina che si concentra sulla promozione della salute a tutti i livelli e sulla riduzione della mortalità e della morbilità causate da malattie, attraverso la prevenzione e il trattamento delle malattie, l’equità sanitaria, l’affronto dei determinanti sociali della salute e la cooperazione intersettoriale. Per esplorare quanto fatto e quanto da fare per raggiungere dei livelli di buona salute per tutti nelle varie realtà regionali e nazionali, Motore Sanità organizza un evento che tratterà alcuni dei temi di cui sopra al fine di analizzare e progettare buone pratiche per implementare la cooperazione intersettoriale necessaria al raggiungimento di una concezione della salute a 360 gradi. L'articolo BUONA SALUTE – SUD – CAMPANIA, PUGLIA, SICILIA – SECONDA GIORNATA proviene da Motoresanità.it. Read More
EPILESSIE RARE – STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA – LAZIO e CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le Epilessie farmacoresistenti rappresentano oltre il 30% di tutte le forme epilettiche, sono caratterizzate da una ampia variabilità etiopatogenetica e clinica  e necessitano di competenze e conoscenze dedicate. Molte di queste Epilessie non responder sono Epilessie rare, per lo più ad insorgenza in età pediatrica, con tendenza alla cronicità e quindi con un impatto psico-sociale impegnativo. Non esiste un dato preciso sul numero esatto di pazienti con Epilessie rare in Italia. Nel Registro Nazionale delle Epilessie Rare (RES), che raccoglie dati soltanto su alcune forme di Epilessia rare in Italia, al 31 dicembre 2020 erano registrati circa 2.300 casi di Epilessie rare, di cui il 53,5% di sesso femminile e il 46,5% maschile. Va però sottolineato che il RES include solo alcune forme di Epilessia rare e che molti pazienti  non sono ancora stati diagnosticati o registrati nei registri medici ufficiali, e quindi è presumibile che questi casi siano fortemente sottostimati.  Come ogni malattia rara, una Epilessia rara è definita epidemiologicamente da un’incidenza < 5 casi su 10.000 e tra le forme di epilessia farmaco-resistente vi rientrano quindi le Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo che compaiono in epoca neonatale/infantile e che hanno talvolta un’etiologia genetica nota. A titolo di esempio si può citare la Sindrome di Dravet, che insorge nel primo anno di vita in bambini fino ad allora normali, con crisi di vario tipo spesso scatenate dalla febbre, cui poi si associa un deficit di sviluppo cognitivo-comportamentale. Si calcola che la Sindrome di Dravet colpisca circa 6,5/100.000 nati vivi e nell’80% dei casi in essi è riscontrabile una variante patogenetica del gene SCN1A. La Sindrome di Lennox-Gastaut invece è un’Encefalopatia Epilettica e di Sviluppo che esordisce più tardivamente (con picco tra i 3 ed i 5 anni) e che si presenta con crisi di vario tipo, anch’esse farmacoresistenti ed associate a disturbi della sfera cognitivo-comportamentale. L’etiologia in questo caso è più variabile e la prevalenza è calcolata nell’1-2% di tutte le forme di Epilessia. Tra le Malattie rare con Epilessia rientra anche la Sclerosi Tuberosa (TSC), una malattia multisistemica a espressione variabile e geneticamente determinata, che coinvolge vari organi ed apparati e che può essere sospettata in epoca neonatale o nei primi mesi di vita per la presenza di crisi epilettiche, macchie cutanee ipomelanotiche e per ritardo nell’acquisizione delle principali tappe di sviluppo cognitivo-comportamentale. L’epidemiologia non è ben nota ma negli USA si calcola che l’incidenza di  1/6000 nati vivi, con una prevalenza è di  1:13000-30000 individui nella popolazione generale. Nonostante negli ultimi anni siano stati autorizzati nuovi farmaci per la terapia di queste forme di Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo farmacoresistenti  permangono difficoltà nell’iter diagnostico terapeutico, e soprattutto trattandosi di forme croniche persiste il problema a livello assistenziale della transizione dall’età pediatrica a quella adulta. Ritenendo di fondamentale importanza diffonderne la conoscenza, Motore Sanità intende organizzare una serie di webinar macroregionali, indagando lo stato dell’arte sulla presa in carico e sui percorsi di cura appropriati per questi pazienti. L'articolo BUONA SALUTE –
EPILESSIE RARE – STATO DELL’ARTE E NUOVI ORIZZONTI DI CURA – LAZIO e CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le Epilessie farmacoresistenti rappresentano oltre il 30% di tutte le forme epilettiche, sono caratterizzate da una ampia variabilità etiopatogenetica e clinica  e necessitano di competenze e conoscenze dedicate. Molte di queste Epilessie non responder sono Epilessie rare, per lo più ad insorgenza in età pediatrica, con tendenza alla cronicità e quindi con un impatto psico-sociale impegnativo. Non esiste un dato preciso sul numero esatto di pazienti con Epilessie rare in Italia. Nel Registro Nazionale delle Epilessie Rare (RES), che raccoglie dati soltanto su alcune forme di Epilessia rare in Italia, al 31 dicembre 2020 erano registrati circa 2.300 casi di Epilessie rare, di cui il 53,5% di sesso femminile e il 46,5% maschile. Va però sottolineato che il RES include solo alcune forme di Epilessia rare e che molti pazienti  non sono ancora stati diagnosticati o registrati nei registri medici ufficiali, e quindi è presumibile che questi casi siano fortemente sottostimati.  Come ogni malattia rara, una Epilessia rara è definita epidemiologicamente da un’incidenza < 5 casi su 10.000 e tra le forme di epilessia farmaco-resistente vi rientrano quindi le Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo che compaiono in epoca neonatale/infantile e che hanno talvolta un’etiologia genetica nota. A titolo di esempio si può citare la Sindrome di Dravet, che insorge nel primo anno di vita in bambini fino ad allora normali, con crisi di vario tipo spesso scatenate dalla febbre, cui poi si associa un deficit di sviluppo cognitivo-comportamentale. Si calcola che la Sindrome di Dravet colpisca circa 6,5/100.000 nati vivi e nell’80% dei casi in essi è riscontrabile una variante patogenetica del gene SCN1A. La Sindrome di Lennox-Gastaut invece è un’Encefalopatia Epilettica e di Sviluppo che esordisce più tardivamente (con picco tra i 3 ed i 5 anni) e che si presenta con crisi di vario tipo, anch’esse farmacoresistenti ed associate a disturbi della sfera cognitivo-comportamentale. L’etiologia in questo caso è più variabile e la prevalenza è calcolata nell’1-2% di tutte le forme di Epilessia. Tra le Malattie rare con Epilessia rientra anche la Sclerosi Tuberosa (TSC), una malattia multisistemica a espressione variabile e geneticamente determinata, che coinvolge vari organi ed apparati e che può essere sospettata in epoca neonatale o nei primi mesi di vita per la presenza di crisi epilettiche, macchie cutanee ipomelanotiche e per ritardo nell’acquisizione delle principali tappe di sviluppo cognitivo-comportamentale. L’epidemiologia non è ben nota ma negli USA si calcola che l’incidenza di  1/6000 nati vivi, con una prevalenza è di  1:13000-30000 individui nella popolazione generale. Nonostante negli ultimi anni siano stati autorizzati nuovi farmaci per la terapia di queste forme di Encefalopatie Epilettiche e di Sviluppo farmacoresistenti  permangono difficoltà nell’iter diagnostico terapeutico, e soprattutto trattandosi di forme croniche persiste il problema a livello assistenziale della transizione dall’età pediatrica a quella adulta. Ritenendo di fondamentale importanza diffonderne la conoscenza, Motore Sanità intende organizzare una serie di webinar macroregionali, indagando lo stato dell’arte sulla presa in carico e sui percorsi di cura appropriati per questi pazienti. L'articolo BUONA SALUTE –
LA VACCINAZIONE DEL PAZIENTE ADULTO FRAGILE IN OSPEDALE UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Esempi di intervento preventivo sono il vaccino anti-Herpes Zoster e il vaccino anti-pneumococco per i pazienti anziani e fragili. Per tale motivo, oltre alla fascia d’età dei soggetti di 65 anni queste due vaccinazioni sono offerte gratuitamente ai soggetti con diabete mellito, patologia cardiovascolare, BPCO, asma e quelli destinati a terapia immunosoppressiva e con immunodepressione.  Ma nonostante queste indicazioni e anche se queste vaccinazioni sono state introdotte nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano ampiamente insoddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. Il medesimo discorso vale per tutte le vaccinazioni negli adulti, tra cui importante la vaccinazione anti influenzale stagionale. Su questa scia, anche grazie all’esperienza accumulata con la vaccinazione contro il COVID 19, la Regione Campania ha iniziato un percorso virtuoso, utilizzando i centri ospedalieri come punto di riferimento per le vaccinazioni. Tale modello che coinvolge tutte le aziende ospedaliere e le ASL della Regione sta raggiungendo obiettivi di copertura vaccinale importanti e può rappresentare un benchmark nazionale. Per fare il punto sui risultati raggiunti, Motore Sanità in collaborazione con la Regione Campania, organizza il secondo evento sui nuovi modelli vaccinali con il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti. L'articolo LA VACCINAZIONE DEL PAZIENTE ADULTO FRAGILE IN OSPEDALE UP TO DATE SUI RISULTATI RAGGIUNTI proviene da Motoresanità.it. Read More
L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI. SCOMPENSO CARDIACO: Focus on SGLT2i -SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Lo scompenso cardiaco colpisce circa 15 milioni in Europa2-3,8, con una prevalenza nota dell’1-2% ma oltre il 10% in quelli di età superiore ai 70 anni ed una incidenza pari a 5/1000 all’anno considerando solo popolazione adulta4. E’ una patologia cronica con esito fatale nel 50% dei pazienti entro cinque anni dalla diagnosi9. Lo scompenso cardiaco in Italia è la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni con un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico11 molto rilevante (su 1 milione di persone causa di circa 190 mila ricoveri/anno con una spesa di circa 3 miliardi €/annui per l’85% dovuto a ricoveri, e spesa media/paziente oltre 11.800 €/anno). La principale categoria di scompenso cardiaco è quella che valutando la frazione di eiezione (% di sangue che fuoriesce dal cuore ogni volta che si contrae) indica una frazione di eiezione preservata (HFpEF).  Affligge il 50% dei pazienti e si verifica quando il ventricolo sinistro non riesce a contrarsi in maniera adeguata e quindi pompa meno sangue ossigenato. Lo scompenso cardiaco è comunque spesso associato ad altre malattie del sistema cardio-nefro-metabolico come il diabete di tipo 2 e le malattie renali. A causa della natura interconnessa di questi sistemi, il miglioramento di uno può portare effetti positivi in tutti gli altri. Per questi motivi si sono studiati gli effetti della classe degli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i), già indicati sia come monoterapia sia in terapia di combinazione in pazienti con diabete di tipo 2 e che hanno dimostrato attraverso numerosi studi RCT di garantire benefici aggiuntivi come la riduzione della pressione arteriosa e dei ricoveri per scompenso(-35%), il rallentamento del declino della funzionalità renale(-39%), la mortalità per tutte le cause (-32%). Sulla base di queste evidenze sono stati impostati numerosi nuovi studi con lo specifico obiettivo di valutarne l’impatto in ambito cardiovascolare indipendentemente dal diabete. In particolare i dati preliminari indicavano come l’effetto degli SGLT2i inibitori si osservasse già nei primi 3 mesi di trattamento, suggerendo un meccanismo non esclusivamente collegato alla riduzione della glicemia. Così si è aperta la strada ad una nuova indicazione che rappresenta una svolta epocale nel trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco cronico sintomatico con frazione di eiezione preservata. Numerose evidenze supportano infatti l’indicazione che questa relativamente nuova classe di farmaci si confermi anche nello scompenso, in grado di migliorare i sintomi, ridurre i ricoveri ospedalieri ma soprattutto la mortalità sia cardiovascolare che totale.  Tali dati quindi di massima rilevanza per la comunità scientifica dovrebbe offrire una nuova opportunità a tutti coloro che si occupano di curare lo scompenso ed ancor prima ai pazienti: salvando vite e aiutando le persone a trascorrere meno tempo in ospedale e più tempo con le proprie famiglie. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto nelle diverse regioni italiane per favorire una condivisione di idee sulla revisione del disease management per questa importante cronicità, che interessa una ampia
L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI. SCOMPENSO CARDIACO: Focus on SGLT2i – LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Lo scompenso cardiaco colpisce circa 15 milioni in Europa2-3,8, con una prevalenza nota dell’1-2% ma oltre il 10% in quelli di età superiore ai 70 anni ed una incidenza pari a 5/1000 all’anno considerando solo popolazione adulta4. E’ una patologia cronica con esito fatale nel 50% dei pazienti entro cinque anni dalla diagnosi9. Lo scompenso cardiaco in Italia è la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni con un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico11 molto rilevante (su 1 milione di persone causa di circa 190 mila ricoveri/anno con una spesa di circa 3 miliardi €/annui per l’85% dovuto a ricoveri, e spesa media/paziente oltre 11.800 €/anno). La principale categoria di scompenso cardiaco è quella che valutando la frazione di eiezione (% di sangue che fuoriesce dal cuore ogni volta che si contrae) indica una frazione di eiezione preservata (HFpEF).  Affligge il 50% dei pazienti e si verifica quando il ventricolo sinistro non riesce a contrarsi in maniera adeguata e quindi pompa meno sangue ossigenato. Lo scompenso cardiaco è comunque spesso associato ad altre malattie del sistema cardio-nefro-metabolico come il diabete di tipo 2 e le malattie renali. A causa della natura interconnessa di questi sistemi, il miglioramento di uno può portare effetti positivi in tutti gli altri. Per questi motivi si sono studiati gli effetti della classe degli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i), già indicati sia come monoterapia sia in terapia di combinazione in pazienti con diabete di tipo 2 e che hanno dimostrato attraverso numerosi studi RCT di garantire benefici aggiuntivi come la riduzione della pressione arteriosa e dei ricoveri per scompenso(-35%), il rallentamento del declino della funzionalità renale(-39%), la mortalità per tutte le cause (-32%). Sulla base di queste evidenze sono stati impostati numerosi nuovi studi con lo specifico obiettivo di valutarne l’impatto in ambito cardiovascolare indipendentemente dal diabete. In particolare i dati preliminari indicavano come l’effetto degli SGLT2i inibitori si osservasse già nei primi 3 mesi di trattamento, suggerendo un meccanismo non esclusivamente collegato alla riduzione della glicemia. Così si è aperta la strada ad una nuova indicazione che rappresenta una svolta epocale nel trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco cronico sintomatico con frazione di eiezione preservata. Numerose evidenze supportano infatti l’indicazione che questa relativamente nuova classe di farmaci si confermi anche nello scompenso, in grado di migliorare i sintomi, ridurre i ricoveri ospedalieri ma soprattutto la mortalità sia cardiovascolare che totale.  Tali dati quindi di massima rilevanza per la comunità scientifica dovrebbe offrire una nuova opportunità a tutti coloro che si occupano di curare lo scompenso ed ancor prima ai pazienti: salvando vite e aiutando le persone a trascorrere meno tempo in ospedale e più tempo con le proprie famiglie. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto nelle diverse regioni italiane per favorire una condivisione di idee sulla revisione del disease management per questa importante cronicità, che interessa una ampia
ALFA-MANNOSIDOSI – ROAD TO THE FIRST NATIONAL DAY
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’Alfa-Mannosidosi viene classificata come una malattia rara compresa nella categoria delle patologie da accumulo lisosomiale, alla cui base si riscontra una mutazione di uno o più geni che codificano per diverse proteine presenti nel lisosoma, che, non degradando accuratamente alcune macromolecole e ne provocano l’accumulo patologico all’interno della cellula. Dal punto di vista del quadro sintomatologico, l’Alfa-Mannosidosi si può presentare in varie forme, da quella più aggressiva, con manifestazioni prevalentemente neurologiche, a quelle più attenuate, con disturbi che coinvolgono soprattutto la sfera muscolare, articolare e scheletrica. Le manifestazioni dell’Alfa-Mannosidosi variano da paziente a paziente, ma la malattia è essenzialmente caratterizzata da immunodeficienza (che si manifesta con infezioni ricorrenti, specialmente nella prima decade di vita), anomalie scheletriche (disostosi multipla, scoliosi e deformazione dello sterno), dismorfismi facciali (testa grande con fronte prominente, sopracciglia arrotondate, sella nasale piatta, denti distanziati e prognatismo), sordità neurosensoriale e deficit graduale delle funzioni mentali (con possibile sviluppo di psicosi e allucinazioni) e del linguaggio. I disturbi motori correlati comprendono debolezza muscolare, anomalie osteo-articolari e atassia. Ulteriori sintomi includono idrocefalia, epatosplenomegalia e problemi oculari, renali e cardiaci. L’alfa-mannosidosi colpisce circa un neonato ogni 500.000. La malattia ha la potenzialità di colpire qualsiasi apparato e organo: per tale motivo, è essenziale una presa in carico multidisciplinare in cui sia previsto un coordinamento tra gli specialisti che hanno in cura il paziente. Ad oggi, le persone che ricevono una diagnosi di Alfa-Mannosidosi hanno la possibilità di accedere a una terapia enzimatica specifica in cui viene reintegrato l’enzima mancante, con l’obiettivo di ridurre il dannoso accumulo di sostanze che si osserva a livello lisosomiale.  Sono evidenti i vantaggi di una terapia precoce dell’Alfa-Mannosidosi. Per questo motivo, nel prossimo futuro, diverrà essenziale puntare a uno screening neonatale per l’Alfa-Mannosidosi, che permetta di individuare l’accumulo di oligosaccaridi nelle urine e, quindi, definire i profili dei pazienti a rischio per poter poi avviare un trattamento quanto più possibile tempestivo. Come qualunque malattia rara è essenziale anche per l’Alfa-Mannosidosi una presa in carico coordinata e multidisciplinare del paziente che va seguito dall’infanzia all’età adulta con un coordinamento transizionale che ne assicuri la continuità terapeutico,assistenziale,riabilitativa e psicologica. Motore Sanità ha il piacere di affrontare questi temi in occasione della Giornata dedicata all’Alfa-Mannosidosi. L'articolo ALFA-MANNOSIDOSI – ROAD TO THE FIRST NATIONAL DAY proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2023: IL SSN TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Il finanziamento del SSN sarà cruciale per assicurare una sanità equa e solidale. Ma se i fondi sono importanti altrettanto lo sono anche i nuovi modelli gestionali ed una reale applicazione del modello previsto dal PNRR per ciò che riguarda la medicina territoriale ed i finanziamenti per la rete ospedaliera. Se per la medicina del territorio cruciale sarà l’apporto tecnologico per facilitazione dei percorsi e della presa in carico dei pazienti, a partire dalla sanità digitale, per gli ospedali il potenziamento logistico della rete dell’emergenza/urgenza ed il rinnovo della tecnologia obsoleta implicherà la formulazione di criteri condivisi e nazionali basati anche e soprattutto sull’ HTA. Allo stesso tempo l’uso della tecnologia stessa, pensiamo alla IA, potrebbe coadiuvare la carenza di personale con una programmazione che vada oltre le seppur importanti analisi della quota programmata per i prossimi anni, a partire dalla medicina generale. Infine i nuovi modelli di COT (generici o specialistici) dovranno soddisfare le necessità di prenotazione delle prestazioni sanitarie cercando di dare una risposta ai tempi di attesa proprio partendo dall’utilizzazione di piattaforme digitali accompagnati da sistemi di open access e organizzazioni innovative per la specialistica e la chirurgia di bassa e media complessità. Per discutere di tutto questo anche quest’anno Motore Sanità organizza un’edizione della Winter School a Napoli con uno sguardo alla sanità nazionale ma soprattutto del sud Italia. L'articolo WINTER SCHOOL 2023: IL SSN TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE – SESSIONE PARALLELA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2023: IL SSN TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE – SESSIONE PARALLELA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Il finanziamento del SSN sarà cruciale per assicurare una sanità equa e solidale. Ma se i fondi sono importanti altrettanto lo sono anche i nuovi modelli gestionali ed una reale applicazione del modello previsto dal PNRR per ciò che riguarda la medicina territoriale ed i finanziamenti per la rete ospedaliera. Se per la medicina del territorio cruciale sarà l’apporto tecnologico per facilitazione dei percorsi e della presa in carico dei pazienti, a partire dalla sanità digitale, per gli ospedali il potenziamento logistico della rete dell’emergenza/urgenza ed il rinnovo della tecnologia obsoleta implicherà la formulazione di criteri condivisi e nazionali basati anche e soprattutto sull’ HTA. Allo stesso tempo l’uso della tecnologia stessa, pensiamo alla IA, potrebbe coadiuvare la carenza di personale con una programmazione che vada oltre le seppur importanti analisi della quota programmata per i prossimi anni, a partire dalla medicina generale. Infine i nuovi modelli di COT (generici o specialistici) dovranno soddisfare le necessità di prenotazione delle prestazioni sanitarie cercando di dare una risposta ai tempi di attesa proprio partendo dall’utilizzazione di piattaforme digitali accompagnati da sistemi di open access e organizzazioni innovative per la specialistica e la chirurgia di bassa e media complessità. Per discutere di tutto questo anche quest’anno Motore Sanità organizza un’edizione della Winter School a Napoli con uno sguardo alla sanità nazionale ma soprattutto del sud Italia. L'articolo WINTER SCHOOL 2023: IL SSN TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE – SESSIONE PARALLELA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2023: IL SSN TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE – SESSIONE PARALLELA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Il finanziamento del SSN sarà cruciale per assicurare una sanità equa e solidale. Ma se i fondi sono importanti altrettanto lo sono anche i nuovi modelli gestionali ed una reale applicazione del modello previsto dal PNRR per ciò che riguarda la medicina territoriale ed i finanziamenti per la rete ospedaliera. Se per la medicina del territorio cruciale sarà l’apporto tecnologico per facilitazione dei percorsi e della presa in carico dei pazienti, a partire dalla sanità digitale, per gli ospedali il potenziamento logistico della rete dell’emergenza/urgenza ed il rinnovo della tecnologia obsoleta implicherà la formulazione di criteri condivisi e nazionali basati anche e soprattutto sull’ HTA. Allo stesso tempo l’uso della tecnologia stessa, pensiamo alla IA, potrebbe coadiuvare la carenza di personale con una programmazione che vada oltre le seppur importanti analisi della quota programmata per i prossimi anni, a partire dalla medicina generale. Infine i nuovi modelli di COT (generici o specialistici) dovranno soddisfare le necessità di prenotazione delle prestazioni sanitarie cercando di dare una risposta ai tempi di attesa proprio partendo dall’utilizzazione di piattaforme digitali accompagnati da sistemi di open access e organizzazioni innovative per la specialistica e la chirurgia di bassa e media complessità. Per discutere di tutto questo anche quest’anno Motore Sanità organizza un’edizione della Winter School a Napoli con uno sguardo alla sanità nazionale ma soprattutto del sud Italia. L'articolo WINTER SCHOOL 2023: IL SSN TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE – SESSIONE PARALLELA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2023: IL SSN TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Il finanziamento del SSN sarà cruciale per assicurare una sanità equa e solidale. Ma se i fondi sono importanti altrettanto lo sono anche i nuovi modelli gestionali ed una reale applicazione del modello previsto dal PNRR per ciò che riguarda la medicina territoriale ed i finanziamenti per la rete ospedaliera. Se per la medicina del territorio cruciale sarà l’apporto tecnologico per facilitazione dei percorsi e della presa in carico dei pazienti, a partire dalla sanità digitale, per gli ospedali il potenziamento logistico della rete dell’emergenza/urgenza ed il rinnovo della tecnologia obsoleta implicherà la formulazione di criteri condivisi e nazionali basati anche e soprattutto sull’ HTA. Allo stesso tempo l’uso della tecnologia stessa, pensiamo alla IA, potrebbe coadiuvare la carenza di personale con una programmazione che vada oltre le seppur importanti analisi della quota programmata per i prossimi anni, a partire dalla medicina generale. Infine i nuovi modelli di COT (generici o specialistici) dovranno soddisfare le necessità di prenotazione delle prestazioni sanitarie cercando di dare una risposta ai tempi di attesa proprio partendo dall’utilizzazione di piattaforme digitali accompagnati da sistemi di open access e organizzazioni innovative per la specialistica e la chirurgia di bassa e media complessità. Per discutere di tutto questo anche quest’anno Motore Sanità organizza un’edizione della Winter School a Napoli con uno sguardo alla sanità nazionale ma soprattutto del sud Italia. L'articolo PAPILLOMAVIRUS: LOTTA AI TUMORI. PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste,  circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti  rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN  un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno).   Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema  sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori  controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo  accade?  In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno  portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e  curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria.  Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso  gli attuali percorsi di cura. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (accesso, aderenza, efficacia) che possano implementare ulteriormente i benefici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali saranno le  ricadute organizzative? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il  raggiungimento dei target consigliati?  Quale nuova governance, quali PDTA per consentire un accesso rapido, appropriato ed  equo ai percorsi di cura?  Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza nelle diverse regioni che possa dare riscontro a questi interrogativi, condividendo idee e suggerendo soluzioni. L'articolo PAPILLOMAVIRUS: LOTTA AI TUMORI. PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR, DM77 E CAMBIAMENTO ORGANIZZATIVO: IMPATTO DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA NELLA GESTIONE DEL PAZIENTE DIABETICO – VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Oramai da tutti gli attori di sistema è opinione condivisa, che la gestione delle cronicità messa a dura prova in epoca pandemica, sia arrivata ad un punto di necessaria svolta organizzativa. Per questo a livello di comunità europea vi è stata una grande accelerazione nel mettere a disposizione risorse adeguate. Oramai il PNRR con i miliardi di euro stanziati (7 miliardi tra reti di prossimità, strutture, servizi di telemedicina e 8,63 miliardi su innovazione, ricerca, digitalizzazione) ha tracciato un percorso di cambiamento in questa direzione nonostante le polemiche per la sua realizzazione pratica ed uniforme in tutte le regioni. Il DM 77 ha disegnato uno scenario su cui molto si è discusso e si continuerà a discutere. Saranno queste le scelte giuste? Ora siamo comunque arrivati alla fase realizzativa e dalle domande si deve passare all’azione. Riempire non solo di strategia precisa ma anche di contenuti concreti la nuova filiera assistenziale delineata è un passaggio non più procrastinabile. In questo scenario il supporto che le tecnologie innovative possono già fornire deve essere un pilastro fondante il cambiamento richiesto. In questo contesto l’es° del diabete rappresenta “il banco di prova più sfidante”. Viene definita infatti “la malattia cronica” poiché il suo impatto clinico, epidemiologico e socio assistenziale, è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°: 1° causa di cecità, 1° causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, 2° causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, concausa di metà degli infarti e degli ictus, aumento del rischio di demenza vascolare e declino cognitivo (analisi su 210.309 cittadini con valore elevato di HbA1c, UK Biobank)  oltre 4 milioni di persone tra 20 e 79 anni morte per cause connesse al diabete (dati IDF 2019), spesa per diabete tra costi sanitari diretti (circa 9 miliardi) e costi sanitari indiretti (circa 11 miliardi) di almeno 20 miliardi di euro all’anno. Una popolazione quindi estremamente fragile, come evidenziato dalle statistiche emerse durante la fase critica della pandemia, che vedono in particolare le persone con diabete non ben controllato ai vertici per gravità di malattia e mortalità. E in questa fase la fragilità degli attuali sistemi assistenziali, poco orientati a recepire l’innovazione che consentirebbe cure di prossimità più efficaci, ha spinto verso una nuova direzione: un buon controllo glicemico è la migliore protezione verso le tante complicanze vascolari, neurologiche, cardio-renali legate alla malattia, e l’innovazione tecnologica introdotta da oramai qualche anno, in particolare per le persone diabetiche più delicate come i pazienti insulinizzati multiniettivi (DT1 o DT2), ma applicate nel real world con molta lentezza ed in maniera diseguale nei vari territori, non possono più attendere. Motore Sanità ritiene che questo sia il momento giusto di porre a tecnici di programmazione ed istituzioni regionali alcune domande. Domande che richiedono risposte rapide in grado di trasformare in pratica assistenziale le indicazioni teoriche del DM77.   L'articolo PAPILLOMAVIRUS: LOTTA AI TUMORI. PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PAPILLOMAVIRUS: LOTTA AI TUMORI. PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Secondo recenti dati dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) si stimano in Italia 2.700 nuovi casi di tumore del collo dell’utero o cervice uterina, dato in aumento dopo la momentanea sospensione dello screening durante la pandemia e causa oggi in Italia più di 500 decessi all’anno. Tale dato è in continua e forte riduzione fin dall’inizio degli anni Ottanta, per effetto delle campagne di screening per diagnosi precoce tramite il Pap-test, introdotto negli anni Cinquanta che ha permesso di ridurre drasticamente l’incidenza e la mortalità del carcinoma della cervice uterina, quanto meno nei Paesi ad alto reddito.  Negli ultimi anni al Pap-test si è affiancato, e, a seconda delle strategie, a volte lo ha sostituito, un esame per identificare sulla superficie del collo dell’utero la presenza di DNA di papillomavirus (in sigla HPV-DNA test). Attraverso la prevenzione primaria, oggi si può efficacemente contrastare circa il 90% dei nuovi casi di tumore da HPV. A oggi sono molti i Paesi che hanno adottato un programma di prevenzione  nazionale contro l’HPV, tra cui l’Italia, dove la vaccinazione è  offerta attivamente e gratuitamente ai ragazzi e alle ragazze nel corso del dodicesimo anno di vita. In collaborazione con i partner, Oms Europa sta sviluppando la “Roadmap per accelerare l’eliminazione del cancro cervicale come problema di salute pubblica nella regione europea dell’Oms 2022-2030”.  Come evidenziato dal Manifesto Italiano per l’eliminazione dei tumori correlati al papillomavirus,  l’obiettivo è  riprendere quanto evidenziato da OMS ed Europe’s Beating Cancer Plan, riassumibile nel 90-90-90: 90% della copertura vaccinale per la popolazione target (adolescenti maschi e femmine)
90% accesso gratuito allo screening cervicale nelle donne dai 25 ai 64 anni
90% accesso tempestivo ai trattamenti per cancro cervicale e lesione precancerosa L’obiettivo europeo di debellare i tumori causati dal papillomavirus umani è contenuto anche nel nuovo Piano Oncologico Nazionale, recentemente approvato  dalla Conferenza Stato Regioni, dove viene ribadito l’obiettivo di vaccinare almeno il 90% della popolazione bersaglio di ragazze nell’Unione Europea e aumentare  considerevolmente la copertura vaccinale dei ragazzi entro il 2030. I dati delle coperture vaccinali e di adesione allo screening in Italia nel 2022, mostrano però un significativo calo rispetto a quelle riferite al periodo pre-pandemico. Un decremento da attribuire principalmente alle difficoltà organizzative dovute alla gestione della pandemia. Ma alcune regioni stanno raggiungendo gli obiettivi. Per esempio In Veneto “Lo screening per il tumore della cervice uterina è offerto gratuitamente a tutte le donne residenti  a partire dai 25 o 30 anni di età, a seconda dello stato vaccinale per la vaccinazione contro l’HPV, e fino ai 64 anni. – sottolinea l’assessore Lanzarin – come dal 2008 è disponibile la vaccinazione contro l’HPV che viene offerta gratuitamente ai giovani di entrambi i sessi a partire dagli 11 anni di età. Si tratta per entrambi i casi di percorsi importanti, che la popolazione ha imparato a perseguire e che negli anni hanno dimostrato di dare risultati confortanti”. Per fare il punto sul passato e futuro della prevenzione e cura del tumore del
L’OSSERVATORIO INNOVAZIONE DI MOTORE SANITÀ PRESENTA PROPOSTA N°3 – FORMARE LA MEDICINA GENARALE CON IL COINVOLGIMENTO DELLE UNIVERSITÀ, ISTITUENDO UNA VERA E PROPRIA SPECIALITÀ IN MEDICINA GENERALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il rapporto della medicina generale con i servizi sanitari nazionali è peculiare in ogni paese europeo. Tra rapporto libero professionale e dipendenza la medicina generale si differenzia in Europa per lo status, la governance, la remunerazione e i compiti affidati. La progettualità del PNRR con le case di comunità e gli ospedali di comunità, ha esempi in paesi come la Spagna ed il Portogallo ove i MMG sono dipendenti del rispettivo SSN. In Italia l’esperienza delle case della salute è partita con un accordo con i MMG ed i PLS nell’ambito della attuale convenzione ma i risultati sono altalenanti e diversi nelle varie regioni. Inoltre la realtà italiana e’ unica per ciò che concerne una remunerazione statale ma con uno status libero professionale,  un ruolo di Gate Keeper senza un reale controllo dell’operato in assenza di validi indicatori di performance. Va inoltre ricordato che in molti paesi europei la disciplina del general practicioner è caratterizzata da una formazione universitaria che ne delinea lo status di specialità’, con una componente di formazione anche in medicina d’urgenza com accade per esempio in Spagna, per garantire la presa in carico temporanea dei pazienti con acuzie e la gestione domiciliare di casi complessi e dei codici di bassa intensità’ nelle case della salute o negli studi associati. Per riflettere sulle possibili soluzioni in vista della applicazione del PNRR che non potrà’ decollare senza una revisione del rapporto convenzionale con la medicina generale e pediatria di libera scelta, l’osservatorio di Motore Sanità’ organizza un incontro di confronto con i principali attori del SSN e SS Regionali. L'articolo PAPILLOMAVIRUS: LOTTA AI TUMORI. PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – PUGLIA/CALABRIA/SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste,  circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti  rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN  un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno).   Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema  sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori  controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo  accade?  In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno  portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e  curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria.  Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso  gli attuali percorsi di cura. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (accesso, aderenza, efficacia) che possano implementare ulteriormente i benefici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali saranno le  ricadute organizzative? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il  raggiungimento dei target consigliati?  Quale nuova governance, quali PDTA per consentire un accesso rapido, appropriato ed  equo ai percorsi di cura?  Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza nelle diverse regioni che possa dare riscontro a questi interrogativi, condividendo idee e suggerendo soluzioni. L'articolo PAPILLOMAVIRUS: LOTTA AI TUMORI. PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
L’ACCESSO REGIONALE ALLE TERAPIE INNOVATIVE: L’ESEMPIO DELLA REGIONE PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE  Era il 2016 quando l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) lanciò PRIME (PRIority Medicines scheme), un programma nato con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di farmaci in patologie dove i pazienti presentavano dei bisogni terapeutici insoddisfatti. Tramite PRIME, l’EMA offriva supporto alle aziende per la generazione di dati affidabili su efficacia e sicurezza di un farmaco al fine di velocizzare il processo di valutazione e l’accesso al mercato. Nella stessa direzione si era mossa l’Italia, con l’emanazione di leggi e decreti per facilitare l’accesso ai farmaci con evidente valore terapeutico e che permettevano di far fronte a bisogni insoddisfatti.  Ma nonostante ciò in quegli anni, i tempi di accesso rilevati in Europa dalle diverse fonti ufficiali, mostravano un paese Italia in palese ritardo di approvazione ed accesso riguardo alle terapie innovative.  Così in questi ultimi anni l’ente regolatore Italiano di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci (AIFA) ha cercato di accelerare le procedure, attraverso diverse attività. In primis ha creato attraverso la sua Commissione tecnica (CTS), un sistema di valutazione dell’innovazione molto stringente e basato su 4 precisi criteri scientifici: Bisogno terapeutico (disponibilità di terapie per la patologia, indica quanto l’introduzione di una nuova terapia possa dare risposta alle esigenze terapeutiche), Valore terapeutico aggiunto (entità del beneficio clinico apportato dal nuovo farmaco rispetto alle alternative se esistenti, su esiti riconosciuti come clinicamente rilevanti e validati per la patologia), Qualità delle prove (valutazione delle evidenze scientifiche disponibili secondo il metodo GRADE). Questa valutazione portava a definire come immediato l’accesso in ogni regione, bypassando i singoli prontuari regionali o territoriali, dando alle regioni il solo onere di stabilire quali centri sarebbero stati abilitati alla prescrizione della terapia innovativa. Ma restava ancora un passaggio indispensabile per poter rendere concretamente realizzabile e realizzato questo processo: l’istituzione di fondi nazionali dedicati che sgravassero le regioni da criticità eventuali di bilancio, rendendo un accesso equo ed uniforme su tutto il territorio Nazionale. L’Articolo 1 (commi 400 e 401) della Legge di Bilancio 2017 (n. 232/2016) ha così istituito due fondi, di 500 milioni di Euro ciascuno, per il concorso al rimborso alle Regioni per l’acquisto dei medicinali innovativi e dei medicinali oncologici innovativi, oggi trasformati in un fondo unico che sarà di anno in anno implementato (100Mln/anno) in base a nuove risorse disponibili. Nonostante questo grande impegno normativo ancora oggi la tempistica di accesso reale alla terapia per il paziente può richiedere da 3 a 6 mesi, a causa di diversi ulteriori passaggi richiesti dalla burocrazia regionale: indicazione dei centri prescrittori e dei clinici prescrittori, riunione e valutazione/indicazioni della commissione regionale, comunicazione sulle procedure di erogazione tra Hub&Spoke, comunicazione agli enti, procedura di acquisto da parte di ente regionale accentrato o farmacia Ospedaliera da parte del centro abilitato. Motore sanità intende analizzare i flussi di accesso per raccogliere idee pratiche utili a facilitare le tempistiche di accesso in aree ad alta innovazione come quelle oncologica, ematologica, immunologica, endocrinologica, che negli anni ha visto una accelerazione in termini di prodotti di ricerca innovativi
Stati Generali delle Malattie Rare NORD EST – PADOVA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Con un budget di 5.3 Miliardi di Euro, l’“EU4 Health Program 2021-2027” rappresenta un intervento in ambito sanitario che non ha alcun precedente nella storia dell’Unione Europea (UE). Lanciando questo programma, quanto mai ambizioso, la Commissione Europea ha chiaramente indicato che il tema della salute rappresenta una delle principali priorità dell’UE. La salute infatti, al di là dell’ambito strettamente sanitario, è un elemento chiave per la pace sociale, il benessere collettivo e lo sviluppo. L’”EU4 Health Program 2021-2027” è stato concepito come uno dei principali motori per dar vita all’Unione Europea della Salute. Gli ambiti principali di tale programma sono: i problemi di salute pubblica che la pandemia da Sars-CoV2 ha drammaticamente evidenziato, i tumori, la ricerca e l’innovazione nel campo della farmaceutica, la digitalizzazione della medicina, l’antibiotico resistenza, i vaccini, le malattie rare (con riferimento quanto mai esplicito agli “European Reference Networks”) e, in generale, la collaborazione internazionale per affrontare quei fattori che stanno minacciando a livello globale la salute dell’uomo. Il cammino per arrivare ad una matura Unione Europea della Salute è ancora molto lungo e complesso; il pensiero e la conseguente strategia politica europea così come le normative nazionali e internazionali necessitano di progressive elaborazioni; la sostenibilità dei futuri sistemi sanitari, alla luce dei progressivi costi delle innovazioni biotecnologiche e dei nuovi farmaci, è un tema che deve ancora essere adeguatamente elaborato così come il processo di rivisitazione degli attuali modelli di finanziamento della sanità; la sensibilità dei cittadini europei e dei principali “stakeholders”(quali le Autorità sanitarie nazionali e regionali)  in tema di Unione Europea della Salute deve ulteriormente crescere; infine i moderni strumenti tecnologici devono ancora essere più diffusamente implementati per concepire realtà future, quale appunto l’Unione Europea della Salute. In questa prospettiva diventa prioritario elaborare “Proof of cencepts” al fine di confermare e consolidare il cammino verso la costruzione di questa nuova collaborazione europea anche in ambito sanitario. È da queste considerazioni che si è partiti per promuovere, proprio in occasione della Giornata Mondiale sulle Malattie Rare 2023, un seminario che serva a far crescere, specie nella classe medica coinvolta nella gestione delle problematiche inerenti le Malattie Rare ma certamente non solo,  una consapevolezza diffusa di essere protagonisti del  prestigioso e ambizioso tentativo di dar vita all’Unione Europea della Salute e idealmente contribuire a realizzarla. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – EMILIA-ROMAGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
IL FUTURO DELL’ONCOLOGIA: NUOVI BISOGNI SOCIO – ASSISTENZIALI. LA RISPOSTA DI OSPEDALE E TERRITORIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE La cronicizzazione delle malattie neoplastiche, come conseguenza soprattutto della introduzione di terapie Innovative, ha come effetto non solo il prolungamento del percorso di cura del paziente, ma anche la necessità di ripensare l’organizzazione anche i termini di modalità e luoghi di cura. Tutto questo pone sfide riorganizzative importanti. Un efficace percorso di cura oncologico per essere appropriato e intersecato con la gestione degli aspetti clinici e sociali tipici della cronicità e della fragilità, deve obbligatoriamente essere multidisciplinare e multispecialistico; inoltre il percorso deve includere ed integrare tutti i passaggi necessari, dalla diagnosi alla riabilitazione fino alla cura della terminalità. È anche importante considerare che l’innovazione scientifica e tecnologica offre nuovi strumenti di grande efficacia e limitata tossicità per il trattamento delle neoplasie, anche in fase avanzata. Queste condizioni inducono i sanitari ad estendere l’offerta di cura anche a casi che in un passato non sarebbero stati considerati suscettibili di trattamento (pazienti con malattia molto estesa, età avanzata, malattie concomitanti). A fronte di tutto ciò, diventa ancora più essenziale assicurare percorsi che si estendano, oltre l’ospedale, anche al territorio integrando non solo risorse sanitarie, ma anche sociosanitarie in un iter che tenga conto delle concrete esigenze dei pazienti e delle loro famiglie. Organizzare ambiti di cura che comprendano anche il domicilio ma sapendo di avere a disposizione gli approcci migliori in un ambiente ospedaliero di prossimità diventa una delle sfide da affrontare per tracciare percorsi di salute ottimali per tutti i pazienti, in un’ottica di di integrazione ospedale-territorio. Nel corso dell’evento -programmato nel giornata mondiale del malato di cancro anche per significare la volontà di coinvolgimento di pazienti e associazioni- si discuteranno e illustreranno le risposte che il Sistema Sanitario della Regione Liguria intende offrire nel prossimo futuro a questi crescenti bisogni di cura. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – EMILIA-ROMAGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
L’OSSERVATORIO INNOVAZIONE DI MOTORE SANITÀ PRESENTA PROPOSTA N°2: PROGRAMMARE ADEGUATAMENTE IL NUMERO E RETRIBUIRE IN RAPPORTO AL COSTO DELLA VITA GLI OPERATORI SANITARI, RICOMPENSANDOLI ED INCENTIVANDOLI ALLA PROFESSIONE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Il SSN e i SSR sono sistemi complessi e non lineari. Contestualizzare i problemi, agire e monitorare modificando le azioni sono il segreto poter una gestione basata sulla spinta gentile e non solo sulla programmazione libera ed il controllo essendo i sistemi complessi non ordinati. La risposta alle giuste proteste degli operatori sanitari per ciò che concerne le necessità complessive devono tenere conto delle interazioni tra i vari stakeholder per cui la retribuzione e le soluzioni semplici delle rappresentanze sociali ed istituzionali sono importanti ma non completamente rispondenti alle dinamiche dei sistemi complessi. Ad esempio bisogna monetizzare di più gli operatori delle urgenze/emergenze, ma i patologi, la cui iscrizione alle scuole di specialità è in profonda crisi, sono altrettanto necessario se non più necessari all’espletamento delle altre attività sanitarie. Oppure gli stanziamenti del PNRR per la medicina territoriale e gli ospedali, in primis i PS/DEA e la tecnologia quanto possono incidere sulla soddisfazione ed il benessere degli operatori? L’osservatorio dell’innovazione di Motore Sanità affronta il secondo tema del decalogo presentato, per offrire idee razionali e sostenibili al problema degli operatori, al rapporto dei medesimi con le istituzioni e la politica, convinti che solo con la partecipazione attiva di tutti gli attori del sistema interdipendenti tra loro permetta l’individuazione di azioni che possano dare risposte alle problematiche in essere. L'articolo IL FUTURO DELL’ONCOLOGIA: NUOVI BISOGNI SOCIO – ASSISTENZIALI. LA RISPOSTA DI OSPEDALE E TERRITORIO proviene da Motoresanità.it. Read More
Stati Generali delle Malattie Rare NORD EST – PADOVA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Sul tema Malattie Rare (MR), dato il rapido evolvere dello scenario legislativo, organizzativo-gestionale e tecnico-scientifico, vi è il bisogno a livello di comunità medico-scientifica, di singolo operatore ed anche delle realtà associative, di promuovere un aggiornamento culturale e un processo di sensibilizzazione continui. Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 100.000 persone. Ma il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce appunto con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’ISS, in Italia si stimano oltre 90 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con una incidenza di oltre 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Ma secondo la rete Orphanet il sommerso potrebbe essere molto elevato con stime in Italia di 1,5-2 milioni di cittadini. Il 2021, in Italia, è stato segnato da importanti novità legislative, mentre, in Europa, il 2022 è iniziato con una nuova fase della storia degli European Reference Networks (ERN). Sarà pertanto importante, per il Governo Centrale e le Regioni Italiane, farsi trovare pronti ad interpretare i nuovi dettami di legge, sfruttando appieno le nuove opportunità che essa offre per il perseguimento del bene dei pazienti con MR e soprattutto a confermare il proprio ruolo in Europa nel campo delle MR. Per far questo si dovrà passare alla fase realizzativa attraverso opportuni decreti attuativi, che seguano una tabella di marcia condivisa con precise priorità, giuste risorse allocate, coerenti con gli obiettivi ambiziosi descritti. Non tutto sarà attuabile da subito, contemporaneamente ed uniformemente poiché la presa in carico dei pazienti affetti da MR è differente nelle varie Regioni, con centri di riferimento nazionali ed internazionali in alcune, ma con carenze di offerta assistenziale e di comunicazione in altre. A questo si aggiunga che non tutte le regioni lavorano in rete e non tutte sono in grado di offrire una continuità delle cure trasversale con percorsi facilitati dei pazienti MR, che per definizione sono pazienti cronici necessitanti di un’assistenza integrata spesso, ma non sempre, dall’infanzia all’età adulta. In questa prospettiva la progressiva implementazione della genomica e nello specifico delle moderne tecniche di sequenziamento nella pratica clinica, della digitalizzazione della medicina e delle moderne tecnologie della comunicazione stanno aprendo ampie e entusiasmanti prospettive per ulteriori e significativi progressi nella prospettiva di una sempre più efficace risoluzione delle problematiche a cui i pazienti con MR vanno incontro.  Per tale motivo Motore Sanità, in piena sinergia e su stimolo del Dipartimento Funzionale di Malattie Rare dell’Azienda Ospedale Università di Padova, intende organizzare delle giornate di analisi e proposte per macroregioni, nord ovest- nord est-centro-sud ed isole, per implementarne azioni concrete, rappresentando le MR il paradigma del futuro SSN in termini organizzativi e di innovazione diagnostico/terapeutica. Partendo dal presupposto che tutto ciò dovrà
WINTER SCHOOL 2023: AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE – SESSIONE PARALLELA
Archivi Eventi - Motoresanità.it AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE Quando si pensa a questi 3 ambiti, mondi o come li si vuol definire, nei cittadini ma anche nei referenti istituzionali questo si traduce subito in immagini semplici ma ahimè parziali: ghiacci che si sciolgono o ghiacciai che scompaiono. Pensiero comune che è necessario cambiare, implementando, facendo crescere competenze e conoscenze. Per questo Motore Sanità intende affrontare il tempo per far comprendere la stretta connessione ed interdipendenza tra questi 3 che non possono essere considerati e pensati come mondi separati.
Ambiente, nutrizione, salute sono un unico grande sistema che vuol dire benessere, psico-fisico, economico, sociale. Il Covid ha insegnato molto, ma non abbastanza.
Un ambiente non sano, una nutrizione non sana generano un impatto enorme sulla salute, una ricaduta in spese mediche enorme, un costo per anni di vita in cattiva salute, una pressione sull’assistenza medica enorme.
Così si portano via risorse a chi davvero deve essere curato, a chi deve avere accesso a cure innovative, a tecnologie di monitoraggio, a screening estesi, a strumenti di diagnosi moderni, di strumenti per il follow-up di malattia.
Più ambiente sano, più nutrizione sana, più salute si traduce in: più risorse per le migliori cure e più risorse per i cittadini malati, più spazio per l’innovazione. Il concetto di Global Health implica una connessione tra mondi diversi e percorsi rinnovati. La prevenzione gioca un ruolo fondamentale per la sostenibilità del sistema welfare a partire dai vaccini e dalle terapie che curino situazioni predisponenti allo sviluppo di tumori. Il concetto di riduzione del rischio si sta diffondendo grazie alla diffusione di buone pratiche e di dimostrazioni scientifiche a partire dalle dipendenze. Nello stesso tempo terapie innovative targhettizzate impattano sull’efficacia delle cure cambiando il futuro organizzativo dei percorsi assistenziali di molte patologie. Tutto ciò comporta in primis una maggiore domiciliarizzazione di queste terapie innovative ad alta efficacia. Va da sé che i Servizi Sanitari Regionali debbano adattarsi alle necessità ed alle richieste dei cittadini sempre più informati e sempre più consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Per confrontarsi sulle novità spesso travolgenti che emergono dal progresso medico e tecnologico della ricerca e per omogeneizzare le sliding doors che tentano di connettere le varie dimensioni del Servizio Sanitario Nazionale in un sistema di approccio globale, Motore Sanità vuole riunire  nella Winter School di Pollenzo gli attori di sistema per generare idee e trovare soluzioni pratiche condivise. L'articolo WINTER SCHOOL 2023: AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE – SESSIONE PARALLELA proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA DEL MIELOMA MULTIPLO IN REGIONE FVG. A CHE PUNTO SIAMO?
Archivi Eventi - Motoresanità.it Razionale Scientifico Il mieloma multiplo è una malattia oncoematologica tra le più comuni che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, come linfociti B e plasmacellule sintetizzanti le immunoglobuline, molto importanti per il sistema immunitario e le sue risposte fisiologiche per combattere le infezioni. Se la crescita di queste cellule diventa incontrollata può dare origine al tumore, ostacolando le altre cellule ematiche e dando origine ad un indebolimento del sistema immunitario, ad anemia o a difetti coagulativi. Inoltre le cellule di mieloma producono in grande quantità una proteina detta Componente M (monoclonale), anticorpo che stimola gli osteoclasti, responsabili della demolizione del tessuto osseo e di conseguenza i pazienti colpiti da mieloma sono spesso soggetti anche a fratture ossee. Nel report AIOM 2020 si può leggere un dato di incidenza della malattia di 5.759 nuovi casi/anno (uomo 3.019 – donna 2740) e dai dati AIRTUM sappiamo che essa rappresenta 1,3% di tutti i tumori nella donna e 1,2% nell’uomo. L’età è il principale fattore di rischio per il mieloma multiplo: oltre 60% delle diagnosi di mieloma riguardano persone di età > 65 anni e solo 1% delle persone al di sotto dei 40 anni. Dopo la diagnosi è indispensabile definire lo stadio del mieloma, in base al quale si ottengono anche indicazioni sulla prognosi della malattia e sulle scelte terapeutiche. L’innovazione in questi ultimi anni ha prodotto una notevole quantità di opzioni terapeutiche alcune delle quali davvero dirompenti per questi pazienti avendo segnato per molti di loro una sopravvivenza libera da progressione, con una aspettativa di vita diversa.  Per supportare l’innovazione Regione Friuli dal 2022 ha istituito un fondo sovraziendale per la gestione dei farmaci a cui AIFA ha riconosciuto l’innovatività (aggiungendo lo scorporo della quota dedicata a CAR T, best practice nazionale).  A giugno 2022 i principali attori di sistema della Regione, si sono riuniti per discutere gli aspetti di nuovi modelli di governance da collegare a nuovi modelli assistenziali in area oncoematologica partendo dall’es° mieloma. E’ il momento di verificare cosa sia stato realizzato attraverso un nuovo incontro promosso da Motore Sanità proponendo alcuni quesiti chiave a cui dare risposta: quale cambio di scenario è stato messo a regime visto il rapido procedere verso la cronicizzazione di malattia? L’istituzione della rete a che punto è, quali gli attori coinvolti e quali eventuali criticità incontrate nel processo di istituzione di questa? E per quanto concerne le terapie innovative, quale monitoraggio sull’utilizzo delle risorse del fondo innovativi è stato effettuato? Quale raccolta dati è stata messa a regime per valutare la corretta capienza e programmare il nuovo fondo negli anni successivi? L'articolo INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA DEL MIELOMA MULTIPLO IN REGIONE FVG. A CHE PUNTO SIAMO? proviene da Motoresanità.it. Read More
LE SFIDE ORGANIZZATIVO/ASSISTENZIALI DEL SSN 2023.
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE L’Italia si caratterizza per una popolazione con elevata aspettativa di vita alla nascita (circa 83 anni secondo la rilevazione Istat relativa al 2019), un tasso di mortalità inferiore rispetto ai paesi OCSE, e una spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL relativamente contenuta (6,5%, contro il 7,8% della media EU, il 9,6% della Germania e il 9,4% della Francia). Questo scenario identifica una precisa ricaduta sul SSN: costante invecchiamento della popolazione (23% circa di over 65 e 3,6% circa di over 80) che genera aumento delle patologie in particolare croniche. Un impatto davvero rilevante è rappresentato dalle malattie cardiovascolari che oramai da anni rappresentano la principale causa di morte (34,8% del totale dei decessi, dati ISTAT 2017). Il burden of disease di queste inoltre si quantifica sia in termini di salute del paziente e di vita sociale, che di risvolti economici come molto rilevante con un assorbimento di risorse a livello globale pari a 863 miliardi di dollari, destinati ad aumentare fino a 1.044 miliardi di dollari nel 2030⁸. Il solo esempio dei ricoveri in Italia ci indica una prevalenza del 14% sul numero totale di ricoveri ordinari (15,9% aterosclerosi coronarica e altre malattie ischemiche cardiache e il 12,6% IMA⁹). Tra queste alcuni esempi paradigmatici sono lo scompenso cardiaco (HF) e la malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica (ASCVD) . Il primo rappresenta in Italia la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni con un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico¹ molto rilevante (su 1 milione di persone causa di circa 190 mila ricoveri/anno con una spesa di circa 3 miliardi €/annui per l’85% dovuto a ricoveri, e spesa media/paziente oltre 11.800 €/anno). La seconda rappresenta un onere altrettanto sostanziale per la salute pubblica, non solamente associato all’invecchiamento con una spesa per ospedalizzazioni di pazienti con diagnosi di ipercolesterolemia di circa 1,1 miliardi€/anno (10). Tra i fattori di rischio associati le dislipidemie hanno un impatto epidemiologico e clinico molto importante con una prevalenza stimata intorno al 19,8% (circa 10 milioni di cittadini². Innumerevoli dati negli ultimi 20 anni hanno dimostrato che la riduzione dei livelli di colesterolo LDL è associata a un minor rischio di eventi cardiovascolari. Per questo i target da raggiungere secondo le principali linee guida internazionali (ESC-EAS) si sono costantemente ridotti in base alla categoria di rischio. Ma nonostante le evidenze prodotte, nella pratica clinica, la percentuale di pazienti a rischio più elevato, in terapia ipolipemizzante che riesce a raggiungere i livelli raccomandati di colesterolo LDL è bassa (33%)³ ed in particolare in quelli a rischio più elevato. In Italia solo il 37% pazienti con malattia coronarica raggiunge un livello di colesterolo LDL < 70 mgl/dL⁴. Solo il 52,5% dei pazienti con pregresso infarto è risultata a target (LDL-C < 70 mgl/dL) e questo dato si riduce ulteriormente se si considerassero i target proposti nelle linee guida del 2019 (LDL > 55 mgl/dL)⁵. Causa principale di questi risultati è la non aderenza alla terapia che causa
TAVOLO DI LAVORO 1 – INNOVAZIONE FARMACEUTICA CHE SPINGE ALLA INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA: NUOVI MODELLI DI DISTRIBUZIONE DELLE TERAPIE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO La attuale pandemia con il suo drammatico impatto sulle strutture sanitarie e con il tributo di vite umane generato, ha fatto emergere i limiti organizzativi e le cocenti criticità assistenziali da tempo latenti. Ha anche fatto comprendere come agire rapidamente su questi aspetti sia ormai improrogabile. In particolare le difficoltà legate al rischio di salute dei malati cronici nel rivolgersi verso le strutture ospedaliere anche per attività di competenza del territorio o delegabili comunque ad esso, richiedono una rapida revisione dei percorsi. Uno dei primi bisogni rilevati in questo contesto riguarda le modalità di approvvigionamento delle terapie da parte di questi pazienti. Nasce sempre la necessità di chiarire quale tipo di flusso sia più adatto per il paziente sia in termini di tutela della sicurezza sia come costi sociali (trasferimenti logistici, tempistiche, perdita di produttività per pazienti e famiglie, eccetera). Oggi occorre considerare che potremmo entrare in una nuova era che passa dalla distribuzione diretta (DD) alla distribuzione per conto (DPC) per arrivare alla home delivery attraverso nuove modalità. Le regioni del Triveneto già da anni hanno attivato tavoli decisionali tra professionisti per trovare soluzioni adeguate, ma l’evoluzione possibile prospettata dalle molte risorse in arrivo dal PNRR, consente di poter accelerare su questo percorso. Cure di prossimità e paziente al centro potrebbero diventare finalmente realtà e non più singoli slogan, continuamente declamati. Su questa suggestione Motore Sanità vorrebbe partire coinvolgendo tutti gli attori della filiera nelle regioni del Nord-Est, benchmark in sanità, per promuovere azioni di cambiamento e nuovi modelli organizzativi sulla dispensazione delle cure sempre più sicura, razionale e vicina ai bisogni del cittadino. L'articolo TAVOLO DI LAVORO 1 – INNOVAZIONE FARMACEUTICA CHE SPINGE ALLA INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA: NUOVI MODELLI DI DISTRIBUZIONE DELLE TERAPIE proviene da Motoresanità.it. Read More
L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI. SCOMPENSO CARDIACO: Focus on SGLT2 – EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Lo scompenso cardiaco colpisce circa 15 milioni in Europa2-3,8, con una prevalenza nota dell’1-2% ma oltre il 10% in quelli di età superiore ai 70 anni ed una incidenza pari a 5/1000 all’anno considerando solo popolazione adulta4. E’ una patologia cronica con esito fatale nel 50% dei pazienti entro cinque anni dalla diagnosi9. Lo scompenso cardiaco in Italia è la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni con un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico11 molto rilevante (su 1 milione di persone causa di circa 190 mila ricoveri/anno con una spesa di circa 3 miliardi €/annui per l’85% dovuto a ricoveri, e spesa media/paziente oltre 11.800 €/anno). La principale categoria di scompenso cardiaco è quella che valutando la frazione di eiezione (% di sangue che fuoriesce dal cuore ogni volta che si contrae) indica una frazione di eiezione preservata (HFpEF).  Affligge il 50% dei pazienti e si verifica quando il ventricolo sinistro non riesce a contrarsi in maniera adeguata e quindi pompa meno sangue ossigenato. Lo scompenso cardiaco è comunque spesso associato ad altre malattie del sistema cardio-nefro-metabolico come il diabete di tipo 2 e le malattie renali. A causa della natura interconnessa di questi sistemi, il miglioramento di uno può portare effetti positivi in tutti gli altri. Per questi motivi si sono studiati gli effetti della classe degli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i), già indicati sia come monoterapia sia in terapia di combinazione in pazienti con diabete di tipo 2 e che hanno dimostrato attraverso numerosi studi RCT di garantire benefici aggiuntivi come la riduzione della pressione arteriosa e dei ricoveri per scompenso(-35%), il rallentamento del declino della funzionalità renale(-39%), la mortalità per tutte le cause (-32%). Sulla base di queste evidenze sono stati impostati numerosi nuovi studi con lo specifico obiettivo di valutarne l’impatto in ambito cardiovascolare indipendentemente dal diabete. In particolare i dati preliminari indicavano come l’effetto degli SGLT2i inibitori si osservasse già nei primi 3 mesi di trattamento, suggerendo un meccanismo non esclusivamente collegato alla riduzione della glicemia. Così si è aperta la strada ad una nuova indicazione che rappresenta una svolta epocale nel trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco cronico sintomatico con frazione di eiezione preservata. Numerose evidenze supportano infatti l’indicazione che questa relativamente nuova classe di farmaci si confermi anche nello scompenso, in grado di migliorare i sintomi, ridurre i ricoveri ospedalieri ma soprattutto la mortalità sia cardiovascolare che totale.  Tali dati quindi di massima rilevanza per la comunità scientifica dovrebbe offrire una nuova opportunità a tutti coloro che si occupano di curare lo scompenso ed ancor prima ai pazienti: salvando vite e aiutando le persone a trascorrere meno tempo in ospedale e più tempo con le proprie famiglie. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto nelle diverse regioni italiane per favorire una condivisione di idee sulla revisione del disease management per questa importante cronicità, che interessa una ampia
WINTER SCHOOL 2023: AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE – SESSIONE PARALLELA
Archivi Eventi - Motoresanità.it AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE Quando si pensa a questi 3 ambiti, mondi o come li si vuol definire, nei cittadini ma anche nei referenti istituzionali questo si traduce subito in immagini semplici ma ahimè parziali: ghiacci che si sciolgono o ghiacciai che scompaiono. Pensiero comune che è necessario cambiare, implementando, facendo crescere competenze e conoscenze. Per questo Motore Sanità intende affrontare il tempo per far comprendere la stretta connessione ed interdipendenza tra questi 3 che non possono essere considerati e pensati come mondi separati.
Ambiente, nutrizione, salute sono un unico grande sistema che vuol dire benessere, psico-fisico, economico, sociale. Il Covid ha insegnato molto, ma non abbastanza.
Un ambiente non sano, una nutrizione non sana generano un impatto enorme sulla salute, una ricaduta in spese mediche enorme, un costo per anni di vita in cattiva salute, una pressione sull’assistenza medica enorme.
Così si portano via risorse a chi davvero deve essere curato, a chi deve avere accesso a cure innovative, a tecnologie di monitoraggio, a screening estesi, a strumenti di diagnosi moderni, di strumenti per il follow-up di malattia.
Più ambiente sano, più nutrizione sana, più salute si traduce in: più risorse per le migliori cure e più risorse per i cittadini malati, più spazio per l’innovazione. Il concetto di Global Health implica una connessione tra mondi diversi e percorsi rinnovati. La prevenzione gioca un ruolo fondamentale per la sostenibilità del sistema welfare a partire dai vaccini e dalle terapie che curino situazioni predisponenti allo sviluppo di tumori. Il concetto di riduzione del rischio si sta diffondendo grazie alla diffusione di buone pratiche e di dimostrazioni scientifiche a partire dalle dipendenze. Nello stesso tempo terapie innovative targhettizzate impattano sull’efficacia delle cure cambiando il futuro organizzativo dei percorsi assistenziali di molte patologie. Tutto ciò comporta in primis una maggiore domiciliarizzazione di queste terapie innovative ad alta efficacia. Va da sé che i Servizi Sanitari Regionali debbano adattarsi alle necessità ed alle richieste dei cittadini sempre più informati e sempre più consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Per confrontarsi sulle novità spesso travolgenti che emergono dal progresso medico e tecnologico della ricerca e per omogeneizzare le sliding doors che tentano di connettere le varie dimensioni del Servizio Sanitario Nazionale in un sistema di approccio globale, Motore Sanità vuole riunire  nella Winter School di Pollenzo gli attori di sistema per generare idee e trovare soluzioni pratiche condivise. L'articolo WINTER SCHOOL 2023: AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE – SESSIONE PARALLELA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2023: AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE Quando si pensa a questi 3 ambiti, mondi o come li si vuol definire, nei cittadini ma anche nei referenti istituzionali questo si traduce subito in immagini semplici ma ahimè parziali: ghiacci che si sciolgono o ghiacciai che scompaiono. Pensiero comune che è necessario cambiare, implementando, facendo crescere competenze e conoscenze. Per questo Motore Sanità intende affrontare il tempo per far comprendere la stretta connessione ed interdipendenza tra questi 3 che non possono essere considerati e pensati come mondi separati.
Ambiente, nutrizione, salute sono un unico grande sistema che vuol dire benessere, psico-fisico, economico, sociale. Il Covid ha insegnato molto, ma non abbastanza.
Un ambiente non sano, una nutrizione non sana generano un impatto enorme sulla salute, una ricaduta in spese mediche enorme, un costo per anni di vita in cattiva salute, una pressione sull’assistenza medica enorme.
Così si portano via risorse a chi davvero deve essere curato, a chi deve avere accesso a cure innovative, a tecnologie di monitoraggio, a screening estesi, a strumenti di diagnosi moderni, di strumenti per il follow-up di malattia.
Più ambiente sano, più nutrizione sana, più salute si traduce in: più risorse per le migliori cure e più risorse per i cittadini malati, più spazio per l’innovazione. Il concetto di Global Health implica una connessione tra mondi diversi e percorsi rinnovati. La prevenzione gioca un ruolo fondamentale per la sostenibilità del sistema welfare a partire dai vaccini e dalle terapie che curino situazioni predisponenti allo sviluppo di tumori. Il concetto di riduzione del rischio si sta diffondendo grazie alla diffusione di buone pratiche e di dimostrazioni scientifiche a partire dalle dipendenze. Nello stesso tempo terapie innovative targhettizzate impattano sull’efficacia delle cure cambiando il futuro organizzativo dei percorsi assistenziali di molte patologie. Tutto ciò comporta in primis una maggiore domiciliarizzazione di queste terapie innovative ad alta efficacia. Va da sé che i Servizi Sanitari Regionali debbano adattarsi alle necessità ed alle richieste dei cittadini sempre più informati e sempre più consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Per confrontarsi sulle novità spesso travolgenti che emergono dal progresso medico e tecnologico della ricerca e per omogeneizzare le sliding doors che tentano di connettere le varie dimensioni del Servizio Sanitario Nazionale in un sistema di approccio globale, Motore Sanità vuole riunire  nella Winter School di Pollenzo gli attori di sistema per generare idee e trovare soluzioni pratiche condivise. L'articolo WINTER SCHOOL 2023: AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE – SESSIONE PARALLELA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2023: AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE Quando si pensa a questi 3 ambiti, mondi o come li si vuol definire, nei cittadini ma anche nei referenti istituzionali questo si traduce subito in immagini semplici ma ahimè parziali: ghiacci che si sciolgono o ghiacciai che scompaiono. Pensiero comune che è necessario cambiare, implementando, facendo crescere competenze e conoscenze. Per questo Motore Sanità intende affrontare il tempo per far comprendere la stretta connessione ed interdipendenza tra questi 3 che non possono essere considerati e pensati come mondi separati.
Ambiente, nutrizione, salute sono un unico grande sistema che vuol dire benessere, psico-fisico, economico, sociale. Il Covid ha insegnato molto, ma non abbastanza.
Un ambiente non sano, una nutrizione non sana generano un impatto enorme sulla salute, una ricaduta in spese mediche enorme, un costo per anni di vita in cattiva salute, una pressione sull’assistenza medica enorme.
Così si portano via risorse a chi davvero deve essere curato, a chi deve avere accesso a cure innovative, a tecnologie di monitoraggio, a screening estesi, a strumenti di diagnosi moderni, di strumenti per il follow-up di malattia.
Più ambiente sano, più nutrizione sana, più salute si traduce in: più risorse per le migliori cure e più risorse per i cittadini malati, più spazio per l’innovazione. Il concetto di Global Health implica una connessione tra mondi diversi e percorsi rinnovati. La prevenzione gioca un ruolo fondamentale per la sostenibilità del sistema welfare a partire dai vaccini e dalle terapie che curino situazioni predisponenti allo sviluppo di tumori. Il concetto di riduzione del rischio si sta diffondendo grazie alla diffusione di buone pratiche e di dimostrazioni scientifiche a partire dalle dipendenze. Nello stesso tempo terapie innovative targhettizzate impattano sull’efficacia delle cure cambiando il futuro organizzativo dei percorsi assistenziali di molte patologie. Tutto ciò comporta in primis una maggiore domiciliarizzazione di queste terapie innovative ad alta efficacia. Va da sé che i Servizi Sanitari Regionali debbano adattarsi alle necessità ed alle richieste dei cittadini sempre più informati e sempre più consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Per confrontarsi sulle novità spesso travolgenti che emergono dal progresso medico e tecnologico della ricerca e per omogeneizzare le sliding doors che tentano di connettere le varie dimensioni del Servizio Sanitario Nazionale in un sistema di approccio globale, Motore Sanità vuole riunire  nella Winter School di Pollenzo gli attori di sistema per generare idee e trovare soluzioni pratiche condivise. L'articolo WINTER SCHOOL 2023: AMBIENTE, NUTRIZIONE, SALUTE – SESSIONE PARALLELA proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – LAZIO/CAMPANIA/SARDEGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste,  circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti  rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN  un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno).   Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema  sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori  controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo  accade?  In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno  portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e  curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria.  Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso  gli attuali percorsi di cura. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (accesso, aderenza, efficacia) che possano implementare ulteriormente i benefici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali saranno le  ricadute organizzative? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il  raggiungimento dei target consigliati?  Quale nuova governance, quali PDTA per consentire un accesso rapido, appropriato ed  equo ai percorsi di cura?  Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza nelle diverse regioni che possa dare riscontro a questi interrogativi, condividendo idee e suggerendo soluzioni. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – LAZIO/CAMPANIA/SARDEGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste,  circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti  rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN  un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno).   Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema  sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori  controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo  accade?  In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno  portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e  curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria.  Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso  gli attuali percorsi di cura. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (accesso, aderenza, efficacia) che possano implementare ulteriormente i benefici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali saranno le  ricadute organizzative? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il  raggiungimento dei target consigliati?  Quale nuova governance, quali PDTA per consentire un accesso rapido, appropriato ed  equo ai percorsi di cura?  Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza nelle diverse regioni che possa dare riscontro a questi interrogativi, condividendo idee e suggerendo soluzioni. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – LOMBARDIA proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE: EMILIA-ROMAGNA/TOSCANA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste,  circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti  rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN  un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno).   Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema  sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori  controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo  accade?  In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno  portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e  curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria.  Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso  gli attuali percorsi di cura. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (accesso, aderenza, efficacia) che possano implementare ulteriormente i benefici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali saranno le  ricadute organizzative? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il  raggiungimento dei target consigliati?  Quale nuova governance, quali PDTA per consentire un accesso rapido, appropriato ed  equo ai percorsi di cura?  Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza nelle diverse regioni che possa dare riscontro a questi interrogativi, condividendo idee e suggerendo soluzioni. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE: EMILIA-ROMAGNA/TOSCANA proviene da Motoresanità.it. Read More
L’ACCESSO REGIONALE ALLE TERAPIE INNOVATIVE: L’ESEMPIO DELLA REGIONE VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  Era il 2016 quando l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) lanciò PRIME (PRIority Medicines scheme), un programma nato con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di farmaci in patologie dove i pazienti presentavano dei bisogni terapeutici insoddisfatti. Tramite PRIME, l’EMA offriva supporto alle aziende per la generazione di dati affidabili su efficacia e sicurezza di un farmaco al fine di velocizzare il processo di valutazione e l’accesso al mercato. Nella stessa direzione si era mossa l’Italia, con l’emanazione di leggi e decreti per facilitare l’accesso ai farmaci con evidente valore terapeutico e che permettevano di far fronte a bisogni insoddisfatti.  Ma nonostante ciò in quegli anni, i tempi di accesso rilevati in Europa dalle diverse fonti ufficiali, mostravano un paese Italia in palese ritardo di approvazione ed accesso riguardo alle terapie innovative.  Così in questi ultimi anni l’ente regolatore Italiano di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci (AIFA) ha cercato di accelerare le procedure, attraverso diverse attività. In primis ha creato attraverso la sua Commissione tecnica (CTS), un sistema di valutazione dell’innovazione molto stringente e basato su 4 precisi criteri scientifici: Bisogno terapeutico (disponibilità di terapie per la patologia, indica quanto l’introduzione di una nuova terapia possa dare risposta alle esigenze terapeutiche), Valore terapeutico aggiunto (entità del beneficio clinico apportato dal nuovo farmaco rispetto alle alternative se esistenti, su esiti riconosciuti come clinicamente rilevanti e validati per la patologia), Qualità delle prove (valutazione delle evidenze scientifiche disponibili secondo il metodo GRADE). Questa valutazione portava a definire come immediato l’accesso in ogni regione, bypassando i singoli prontuari regionali o territoriali, dando alle regioni il solo onere di stabilire quali centri sarebbero stati abilitati alla prescrizione della terapia innovativa. Ma restava ancora un passaggio indispensabile per poter rendere concretamente realizzabile e realizzato questo processo: l’istituzione di fondi nazionali dedicati che sgravassero le regioni da criticità eventuali di bilancio, rendendo un accesso equo ed uniforme su tutto il territorio Nazionale. L’Articolo 1 (commi 400 e 401) della Legge di Bilancio 2017 (n. 232/2016) ha così istituito due fondi, di 500 milioni di Euro ciascuno, per il concorso al rimborso alle Regioni per l’acquisto dei medicinali innovativi e dei medicinali oncologici innovativi, oggi trasformati in un fondo unico che sarà di anno in anno implementato (100Mln/anno) in base a nuove risorse disponibili. Nonostante questo grande impegno normativo ancora oggi la tempistica di accesso reale alla terapia per il paziente può richiedere da 3 a 6 mesi, a causa di diversi ulteriori passaggi richiesti dalla burocrazia regionale: indicazione dei centri prescrittori e dei clinici prescrittori, riunione e valutazione/indicazioni della commissione regionale, comunicazione sulle procedure di erogazione tra Hub&Spoke, comunicazione agli enti, procedura di acquisto da parte di ente regionale accentrato o farmacia Ospedaliera da parte del centro abilitato. Partendo dall’esempio di una Regione virtuosa in termini di organizzazione assistenziale, come Regione Veneto, Motore sanità intende analizzare i flussi di accesso per raccogliere idee pratiche utili a facilitare le tempistiche di accesso in aree ad alta innovazione come quelle oncologica, ematologica, immunologica,
PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – TRIVENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste,  circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti  rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN  un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno).   Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema  sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori  controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo  accade?  In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno  portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e  curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria.  Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso  gli attuali percorsi di cura. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (accesso, aderenza, efficacia) che possano implementare ulteriormente i benefici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali saranno le  ricadute organizzative? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il  raggiungimento dei target consigliati?  Quale nuova governance, quali PDTA per consentire un accesso rapido, appropriato ed  equo ai percorsi di cura?  Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza nelle diverse regioni che possa dare riscontro a questi interrogativi, condividendo idee e suggerendo soluzioni. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – TRIVENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA IN EMATOLOGIA, L’ESEMPIO DEL MIELOMA MULTIPLO. COME EFFICIENTARE LA FILIERA E VALORIZZARE IL TERRITORIO? TRENTINO-ALTO ADIGE
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Le patologie ematologiche hanno visto una grande evoluzione in termini di ricerca ed innovazione prodotta. questo continuo cambio di scenario ha portato e porterà i modelli assitenziali ematologici  ad una necessaria continua revisione organizzativa. un esempio paradigmatico è quello delle patologie oncoematologiche ed in particolare del mieloma multiplo.  Il mieloma multiplo è una malattia oncoematologica tra le più comuni che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, come linfociti B e plasmacellule sintetizzanti le immunoglobuline, molto importanti per il sistema immunitario e le sue risposte fisiologiche per combattere le infezioni. Se la crescita di queste cellule diventa incontrollata può dare origine al tumore, ostacolando le altre cellule ematiche e dando origine ad un indebolimento del sistema immunitario, ad anemia o a difetti coagulativi. Inoltre le cellule di mieloma producono in grande quantità una proteina detta Componente M (monoclonale), anticorpo che stimola gli osteoclasti, responsabili della demolizione del tessuto osseo e di conseguenza i pazienti colpiti da mieloma sono spesso soggetti anche a fratture ossee. Nel report AIOM 2020 si può leggere un dato di incidenza della malattia di 5.759 nuovi casi/anno (uomo 3.019 – donna 2740) e dai dati AIRTUM sappiamo che essa rappresenta 1,3% di tutti i tumori nella donna e 1,2% nell’uomo. L’età è il principale fattore di rischio per il mieloma multiplo: oltre 60% delle diagnosi di mieloma riguardano persone di età > 65 anni e solo 1% delle persone al di sotto dei 40 anni. Le cause del mieloma multiplo non sono ancora del tutto note, anche se recenti studi hanno evidenziato la presenza di anomalie nella struttura dei cromosomi e in alcuni specifici geni nei pazienti affetti dalla patologia. Dopo la diagnosi è indispensabile definire lo stadio del mieloma, in base al quale si ottengono anche indicazioni sulla prognosi della malattia e sulle scelte terapeutiche. L’innovazione in questi ultimi anni ha prodotto una notevole quantità di opzioni terapeutiche per questi pazienti ed ha segnato per molti di loro una sopravvivenza libera da progressione, con una aspettativa di vita diversa. Ma l’organizzazione è pronta ad accogliere questo cambio di scenario continuo verso la cronicizzazione di malattia? Cosa manca al sistema per essere più efficiente? Cosa ha insegnato l’attuale pandemia nella gestione della filiera assistenziale e nella presa in carico e nella prossimità delle cure per questi pazienti? Come gli sforzi dell’industria possono generare partnership con le istituzioni e concreare valore per il sistema? L'articolo INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA IN EMATOLOGIA, L’ESEMPIO DEL MIELOMA MULTIPLO. COME EFFICIENTARE LA FILIERA E VALORIZZARE IL TERRITORIO? TRENTINO-ALTO ADIGE proviene da Motoresanità.it. Read More
LIFT LAB ANNUAL EVENT – The next dimension of therapies: are we ready for digital therapeutics?
Archivi Eventi - Motoresanità.it LINK DI ISCRIZIONE:  ⇒ ISCRIVITI IN PRESENZA ⇐   ⇒ ISCRIVITI SU ZOOM ⇐   RAZIONALE:  “Le terapie digitali (digital therapeutics, o DTx) sono dei veri e propri interventi curativi guidati da programmi software avanzati. Questo le rende qualcosa di più che semplici app o sistemi di monitoraggio. L’accesso a queste terapie è però complesso e non privo di ostacoli, come avviene anche per molte altre applicazioni tecnologiche digitali dedicate alla salute umana. L’intero sistema si sta oggi interrogando su come guidare la diffusione di queste terapie, superando barriere di conoscenza, di mercato, di regolazione, di policy, di finanziamento e di management. Il LIFT Lab si pone come attore in grado in interpretare le istanze del business e degli adopter al fine di favorire la conoscenza e la diffusione delle innovazioni digitali applicate all’ambito life science, e nel suo annual event 2022 parlerà di DTx insieme ad esponenti del mondo scientifico e manageriale della sanità italiana”. L'articolo LIFT LAB ANNUAL EVENT – The next dimension of therapies: are we ready for digital therapeutics? proviene da Motoresanità.it. Read More
PERSONE CON EPILESSIA – PRESA IN CARICO ASSISTENZIALE – NAZIONALE
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’Epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale dovuta ad una ipereccitabilità dei neuroni corticali per cause diverse tra loro (strutturali, genetiche, metaboliche, infettive, disimmuni o sconosciute) che si manifesta clinicamente attraverso le crisi, caratterizzate da  segni e sintomi anch’essi con diversa espressione fenotipica. Le crisi possono infatti avere un esordio focale o generalizzato, con sintomi motori o non motori e associarsi o no a perdita della consapevolezza e/o della coscienza. La terapia delle Epilessie si basa sull’assunzione di farmaci anti-crisi, che però non sempre consentono un controllo soddisfacente delle crisi, tenuto conto che a tutt’oggi circa un terzo delle Persone con Epilessia risulta essere farmacoresistente. In questi casi, quando possibile, si può ricorrere ad un intervento chirurgico mirato  oppure a terapie palliative.  Inoltre il peso complessivo dell’Epilessia è gravato dallo stigma che la patologia tuttora comporta, sia a livello individuale che sociale, con importanti limitazioni per quanto riguardo l’autonomia personale, in ambito scolastico e lavorativo, nell’attività sportiva, etc… Dall’analisi delle diverse situazioni regionali emergono le seguenti priorità: Il Sistema Sanitario, per riuscire a garantire un’effettiva presa in carico della Persona con Epilessia (PcE) per tutta la vita, deve creare o potenziare (se già esistenti) delle Strutture assistenziali regionali connesse in rete e coordinate a livello nazionale.
É necessario definire ed implementare in tutte le Regioni un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che assicuri alle PcE l’accesso rapido alle strutture dedicate sia in situazioni emergenziali che durante tutto il decorso della malattia, strutture che dispongano di risorse  sia umane che strumentali qualificate e che permettano una presa in carico multidisciplinare.
l’accesso a tutti i farmaci anti-crisi ed al loro dosaggio deve essere agevole ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, con inserimento di un epilettologo nelle Commissioni regionali apposite, in modo da evitare che i nuovi farmaci subiscano limitazioni di utilizzo e possano invece essere prescritti grazie a una maggiore consapevolezza del bisogno clinico, alla corretta definizione del paziente target e della conseguente place in therapy.
É altresì necessario l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per includere, ad esempio, l’esenzione ticket anche per la Risonanza Magnetica, fondamentale per la diagnosi di Epilessia, ed è anche necessario ampliare la diagnostica in campo genetico andando oltre i test assicurati per le Malattie Rare.
Importante è inoltre favorire l’accesso alla chirurgia dell’Epilessia per le PcE che possano trarre vantaggio da questa metodologia, potenziando le risorse delle strutture già esistenti e creandone altre per garantire una migliore distribuzione dei Centri sul territorio nazionale.
É mandatorio assicurare alle PcE un supporto sociale in quanto una delle maggiori discriminazioni si verifica in campo lavorativo, soprattutto per la scarsa attuazione delle norme contenute nella legge vigente riguardante l’inserimento occupazionale dei disabili (Legge n. 68 del 13/3/1999) legge in realtà fortemente innovativa. 
Essendo lo stigma (sia sociale che individuale) uno dei principali fattori impattanti sulle PcE occorre che Stato e Regioni mettano in atto tutte le azioni  possibili per migliorare la conoscenza dell’Epilessia tra la popolazione generale, gli insegnanti delle scuole di ogni
L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI. SCOMPENSO CARDIACO: Focus on SGLT2 – PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Lo scompenso cardiaco colpisce circa 15 milioni in Europa2-3,8, con una prevalenza nota dell’1-2% ma oltre il 10% in quelli di età superiore ai 70 anni ed una incidenza pari a 5/1000 all’anno considerando solo popolazione adulta4. E’ una patologia cronica con esito fatale nel 50% dei pazienti entro cinque anni dalla diagnosi9. Lo scompenso cardiaco in Italia è la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni con un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico11 molto rilevante (su 1 milione di persone causa di circa 190 mila ricoveri/anno con una spesa di circa 3 miliardi €/annui per l’85% dovuto a ricoveri, e spesa media/paziente oltre 11.800 €/anno). La principale categoria di scompenso cardiaco è quella che valutando la frazione di eiezione (% di sangue che fuoriesce dal cuore ogni volta che si contrae) indica una frazione di eiezione preservata (HFpEF).  Affligge il 50% dei pazienti e si verifica quando il ventricolo sinistro non riesce a contrarsi in maniera adeguata e quindi pompa meno sangue ossigenato. Lo scompenso cardiaco è comunque spesso associato ad altre malattie del sistema cardio-nefro-metabolico come il diabete di tipo 2 e le malattie renali. A causa della natura interconnessa di questi sistemi, il miglioramento di uno può portare effetti positivi in tutti gli altri. Per questi motivi si sono studiati gli effetti della classe degli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i), già indicati sia come monoterapia sia in terapia di combinazione in pazienti con diabete di tipo 2 e che hanno dimostrato attraverso numerosi studi RCT di garantire benefici aggiuntivi come la riduzione della pressione arteriosa e dei ricoveri per scompenso(-35%), il rallentamento del declino della funzionalità renale(-39%), la mortalità per tutte le cause (-32%). Sulla base di queste evidenze sono stati impostati numerosi nuovi studi con lo specifico obiettivo di valutarne l’impatto in ambito cardiovascolare indipendentemente dal diabete. In particolare i dati preliminari indicavano come l’effetto degli SGLT2i inibitori si osservasse già nei primi 3 mesi di trattamento, suggerendo un meccanismo non esclusivamente collegato alla riduzione della glicemia. Così si è aperta la strada ad una nuova indicazione che rappresenta una svolta epocale nel trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco cronico sintomatico con frazione di eiezione preservata. Numerose evidenze supportano infatti l’indicazione che questa relativamente nuova classe di farmaci si confermi anche nello scompenso, in grado di migliorare i sintomi, ridurre i ricoveri ospedalieri ma soprattutto la mortalità sia cardiovascolare che totale.  Tali dati quindi di massima rilevanza per la comunità scientifica dovrebbe offrire una nuova opportunità a tutti coloro che si occupano di curare lo scompenso ed ancor prima ai pazienti: salvando vite e aiutando le persone a trascorrere meno tempo in ospedale e più tempo con le proprie famiglie. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto nelle diverse regioni italiane per favorire una condivisione di idee sulla revisione del disease management per questa importante cronicità, che interessa una ampia
LO STATO DELL’IPB IN ITALIA E LE TERAPIE INNOVATIVE DISPONIBILI
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO L’iperplasia prostatica benigna (IPB) è una patologia che diventa sempre più comune con l’avanzare dell’età, sino a diventarne uno dei problemi di salute, e quindi sociali, più frequenti nel genere maschile. Il 43% degli ultrasettantenni e 3/4 di quelli con più di 80 anni lamenta disturbi soggettivi riconducibili ad IPB. I disturbi causati da questa sono collegati a diversi aspetti relativi alla conservazione del flusso (minzione e post-minzione) e generano incontinenza, nicturia e compromissione sessuale con un impatto negativo non solo sulla qualità della vita, ma anche sugli aspetti psicologici e sociali. A questo si aggiungano complicanze cliniche come l’ipertrofia della parete muscolare della vescica, diverticoli e calcoli vescicali, problemi renali ed infezioni urinarie frequenti particolarmente pericolose data l’età avanzata della maggior parte dei pazienti. Inoltre rappresenta un problema assistenziale importante sia per la numerosità (dati recenti indicano una prevalenza del 31,6% negli over 45) che per le ricadute economiche notevoli in termini di diagnostica e di terapie farmacologico-chirurgiche. Se per i pazienti con sintomi lievi e medi è indicata la terapia farmacologica, per i pazienti con sintomatologia grave e/o non più rispondente ai farmaci è mandataria la terapia chirurgica. Le procedure open sono state oramai quasi completamente abbandonate a favore delle procedure per via endoscopica.  Recentemente alla TURP ed alle  procedure con laser (HoLEP , PVP e Green Light Laser) si è aggiunta la tecnica REZUM, che sfrutta il vapore acqueo per ottenere la riduzione del tessuto prostatico. Le tecniche mini invasive sono particolarmente importanti soprattutto in periodo pandemico perché permettono di effettuare un maggior numero di interventi con degenza breve e minor costi. Per ciò che concerne la tecnica REZUM, questa può essere eseguita in regime di Day Hospital, necessitando di una leggera sedazione, e si realizza con una durata 10-12 minuti evitando il ricovero in ospedale.  I risultati di questo trattamento si rendono evidenti già nei primi 30 giorni e si stabilizzano nei successivi 3 mesi, con dati da studi retrospettivi che evidenziano come solo circa il 5% dei pazienti necessiti di ritrattamento a 4 anni. Anche i dati di sicurezza sono molto positivi  con oltre l’80 % dei pazienti che ha preservato perfettamente la funzione eiaculatoria. Ma nonostante l’avanzamento tecnologico di queste procedure, gli evidenti benefici ottenuti non vengono valorizzati e remunerati, a causa di un calcolo che considera solo i costi diretti e non quelli ad es° riguardanti la mancata ospedalizzazione, la quasi assenza di trasfusioni ematiche e un ritorno precoce alla normale attività lavorativa. Nel mese di Settembre Motore Sanità ha organizzato un incontro residenziale a Roma per trattare di tali tematiche con un parterre di opinion leader clinici, referenti di società scientifiche, referenti di associazioni pazienti e economisti sanitari. I relatori hanno dato vita ad un documento, una sorta di position paper contenente una serie di call to action da esporre ai Direttori Generali di ospedali e enti territoriali di sanità per avere un riscontro ed eventuali integrazioni al documento. A tale proposito Motore Sanità organizza un
L’OSSERVATORIO INNOVAZIONE DI MOTORE SANITÀ PRESENTA PENSIERO N° 1: EVITARE IL SOTTOFINANZIAMENTO DEL SSN.  LA NUOVA LEGGE DI BILANCIO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE Il 24 Ottobre scorso sono state approvate nel documento della Conferenza delle Regioni le “Proposte strategiche per i prossimi provvedimenti legislativi della nuova legislatura e sulla legge di bilancio dello Stato 2023-2025”. Un documento che si suddivide in diverse tematiche, tra cui anche quelle inerenti il settore Salute. Tra i temi prioritari mossi, i nuovi oneri per la sanità territoriale in attuazione del regolamento del PNRR M6-C1, per i quali è necessario definire esigenze organizzative, economico-finanziarie e di personale. La carenza di personale sanitario rappresenta un’altra delle principali criticità riscontrate, tema strategico per la tenuta del SSN e che sta assumendo i connotati di un’emergenza nazionale. E ancora, affiora la necessità di un confronto sulle prospettive e sullo sviluppo dei settori farmaceutico e dei dispositivi medici del nostro Paese. Tra le proposte strategiche, gli indennizzi dovuti alle persone danneggiate da trasfusioni o vaccinazioni ed il contrasto alla pandemia da Covid-19. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, proprio in riferimento a quest’ultimo aspetto, ha di recente affermato – intervenendo all’Assemblea dell’Anci a Bergamo: “con la pandemia abbiamo compreso che serve una sanità più attenta ai territori, servizi di cura più vicini alla persona, assistenza più aderente ai bisogni delle famiglie, soprattutto delle più svantaggiate e in difficoltà”. Ma quali sono gli obiettivi e i principali interventi della Legge di Bilancio? Le risorse sono sufficienti a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale per il 2023 ed i prossimi anni e a fornire una risposta adeguata all’emergenza sanitaria? Il Fondo Sanitario Nazionale crescerà di ulteriori 2 miliardi nel 2023, e complessivamente di  7,6 miliardi nel triennio 2023-2025. Per il 2023, una buona parte dell’incremento di 2 miliardi – pari a 1,4 miliardi – verrà destinato per il caro energia. Inoltre, aumenta di 650 milioni il fondo per l’acquisto di vaccini e farmaci anti Covid. L’indennità di Pronto soccorso è stata finanziata per 200 milioni, ma scatterà a partire dal 2024. Questi finanziamenti arrivano su un SSN già duramente messo alla prova dal sottofinanziamento degli anni precedenti, dalle spese causate dal Covid-19, dai costi energetici e dall’inflazione. Il documento delle regioni ricorda che, per il solo anno 2021, i maggiori oneri dovuti dalla pandemia sono pari a 4,6 miliardi, che hanno trovato copertura parziale – 1,6 miliardi – nei provvedimenti emergenziali fatti dal Governo. È evidente che, per il 2023, l’incremento del fondo indica un ridimensionamento della previsione della spesa sanitaria. Inoltre, viene riconfermato il tetto di spesa per il personale che rischia di creare una situazione di carenza di servizi e ingovernabilità del Servizio Sanitario Nazionale. Intanto, sono iniziati i lavori per realizzare le opere previste dal PNRR, ospedali di comunità e case della salute per il cui funzionamento saranno necessari nuovi operatori sanitari. In rapporto agli altri Paesi, l’Italia solo grazie alla diminuzione del PIL nel 2020 ha sfiorato la media europea, restando comunque distante quanto a investimento pubblico rispetto alle grandi economie europee (Regno Unito, Germania e Francia), che mostrano un valore Pro Capite simile tra loro
PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – TRIVENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste,  circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti  rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN  un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno).   Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema  sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori  controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo  accade?  In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno  portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e  curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria.  Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso  gli attuali percorsi di cura. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (accesso, aderenza, efficacia) che possano implementare ulteriormente i benefici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali saranno le  ricadute organizzative? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il  raggiungimento dei target consigliati?  Quale nuova governance, quali PDTA per consentire un accesso rapido, appropriato ed  equo ai percorsi di cura?  Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza nelle diverse regioni che possa dare riscontro a questi interrogativi, condividendo idee e suggerendo soluzioni. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – TRIVENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
SCOMPENSO CARDIACO – L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI – CAMPANIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Lo scompenso cardiaco colpisce circa 15 milioni in Europa,, con una prevalenza nota dell’1-2% ma oltre il 10% in quelli di età superiore ai 70 anni ed una incidenza pari a 5/1000 all’anno considerando solo popolazione adulta. E’ una patologia cronica con esito fatale nel 50% dei pazienti entro cinque anni dalla diagnosi. Lo scompenso cardiaco in Italia è la causa principale di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni con un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico molto rilevante (su 1 milione di persone causa di circa 190 mila ricoveri/anno con una spesa di circa 3 miliardi €/annui per l’85% dovuto a ricoveri, e spesa media/paziente oltre 11.800 €/anno). La principale categoria di scompenso cardiaco è quella che valutando la frazione di eiezione (% di sangue che fuoriesce dal cuore ogni volta che si contrae) indica una frazione di eiezione preservata (HFpEF).  Affligge il 50% dei pazienti e si verifica quando il ventricolo sinistro non riesce a contrarsi in maniera adeguata e quindi pompa meno sangue ossigenato. Lo scompenso cardiaco è comunque spesso associato ad altre malattie del sistema cardio-nefro-metabolico come il diabete di tipo 2 e le malattie renali. A causa della natura interconnessa di questi sistemi, il miglioramento di uno può portare effetti positivi in tutti gli altri. Per questi motivi si sono studiati gli effetti della classe degli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i), già indicati sia come monoterapia sia in terapia di combinazione in pazienti con diabete di tipo 2 e che hanno dimostrato attraverso numerosi studi RCT di garantire benefici aggiuntivi come la riduzione della pressione arteriosa e dei ricoveri per scompenso(-35%), il rallentamento del declino della funzionalità renale(-39%), la mortalità per tutte le cause (-32%). Sulla base di queste evidenze sono stati impostati numerosi nuovi studi con lo specifico obiettivo di valutarne l’impatto in ambito cardiovascolare indipendentemente dal diabete. In particolare i dati preliminari indicavano come l’effetto degli SGLT2i inibitori si osservasse già nei primi 3 mesi di trattamento, suggerendo un meccanismo non esclusivamente collegato alla riduzione della glicemia. Così si è aperta la strada ad una nuova indicazione che rappresenta una svolta epocale nel trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco cronico sintomatico. Numerose evidenze supportano infatti l’indicazione che questa relativamente nuova classe di farmaci si confermi anche nello scompenso, in grado di migliorare i sintomi, ridurre i ricoveri ospedalieri ma soprattutto la mortalità sia cardiovascolare che totale.  Tali dati quindi di massima rilevanza per la comunità scientifica dovrebbero offrire una nuova opportunità a tutti coloro che si occupano di curare lo scompenso ed ancor prima ai pazienti: salvando vite e aiutando le persone a trascorrere meno tempo in ospedale e più tempo con le proprie famiglie. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto nelle diverse regioni italiane per favorire una condivisione di idee sulla revisione del disease management per questa importante cronicità, che interessa una ampia fetta di cittadini. L'articolo PNRR,
ONCOnnection STATI GENERALI CENTRO: TOSCANA, LAZIO, UMBRIA e ABRUZZO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto ben 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto in un volume del magazine Mondosanità dedicato. I temi principali  emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per “copiare“ le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’ immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà  elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle,  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. Le tempistiche di approvazione
LA SALUTE NEL MEDITERRANEO
Archivi Eventi - Motoresanità.it FOCUS TELEMEDICINA E TELEASSISTENZA Tra gli importanti strumenti che impattano sull’evolversi della Sanità non solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale, la Telemedicina e, più in generale il Digital Health e la Trasformazione Digitale, richiedono una sessione dei lavori più che dedicata che evidenzi quanto di comune c’è nell’interesse di Paesi così simili per cultura e tradizioni. Proprio perché le barriere ad una Trasformazione Digitale nell’assistenza sanitaria sono spesso decisamente non tecnologiche, il cambiamento culturale è il principale ostacolo alla trasformazione digitale del settore sanitario: “la tecnologia senza avere la cultura di come usarla serve a ben poco”. In una Regione, la Sicilia, che è al contempo nel cuore del Mediterraneo e separata da uno stretto “culturale” dal resto d’Italia, si è scelto di parlare di Tecnologie e di mettere in comune le best practice “intermediterranee” di Telemedicina in tutte le sue pratiche. Solo nel confronto potremo andare oltre i falsi paradigmi culturali e burocratici per calcolare i reali costi e benefici dell’applicazione delle Buone Pratiche di Telemedicina. Pensiamo anche solo alla “messa in comune” di dati raccolti in maniera omogenea e trasversale nei diversi Paesi per individuare, e confrontare, la reale presenza di Malattie Rare nel bacino del Mediterraneo; o ancora gli standard di approccio alla Televisita, al Teleconsulto … per individuare il metodo più “empatico” per raggiungere, e “convincere” sia medici sia i pazienti. Gli sviluppi di queste tematiche saranno probabilmente infiniti, ma dobbiamo partire dai dati che ciascun Paese del Mediterraneo ha e può portare per dare voce ai numeri, meglio ai risultati prodotti. L'articolo PNRR, IPERCOLESTEROLEMIA, RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI, INNOVAZIONE E NUOVE NECESSITÀ ORGANIZZATIVE – TRIVENETO proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOnnection STATI GENERALI CENTRO: TOSCANA, LAZIO, UMBRIA e ABRUZZO
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto ben 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto in un volume del magazine Mondosanità dedicato. I temi principali  emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziamento attuale strutturato per silos di spesa, recentemente vi è stata una revisione del fondo farmaci innovativi, con una implementazione importante. Le diverse soluzioni attuate sono le basi per un confronto e per “copiare“ le buone pratiche. Ogni regione infatti ha cercato di organizzare la rendicontazione amministrativa di questo capitolo di spesa, facilitando la gestione che è a tutti gli effetti a prevalenza nazionale,  piuttosto che regionale o addirittura aziendale;
Oncologia ed Oncoematologia rappresentano aree in cui la medicina personalizzata, la cosiddetta target therapy ha raggiunto l’apice applicativo. Dall’ immunoncologia ai primi farmaci agnostici recentemente introdotti, alle numerose terapie target efficaci nelle molteplici  mutazioni  tumorali, la  ricerca  sta  portando  alla  luce  una  quantità  di  conoscenze  tali  per  cui  è chiaro che la profilazione genomica sarà  elemento cardine in continua evoluzione, su cui si svilupperà la medicina del futuro. Ma nonostante la consapevolezza di tutto ciò, il trasferimento nel real world di queste conoscenze e degli strumenti tecnici ed organizzativi adeguati per gestirle,  rallentato da difficoltà burocratiche;
Permangono a livello istituzionale, nazionale e regionale, elementi di incertezza sul budget dedicato ai TEST da eseguire che sono necessari per impostare terapie e percorsi di cura appropriati. Le tempistiche di approvazione
PSORIASI: IO LA VIVO SULLA MIA PELLE, MA TU SAI COSA VUOL DIRE? – SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO  La Psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a patogenesi immunomediata e andamento cronico-recidivante che colpisce 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia (prevalenza 3-4%). La maggior parte di queste soffre della forma più comune, la psoriasi a placche lieve/moderata, mentre circa il 20% è colpito da una forma grave.  Si manifesta con placche eritemato-desquamative localizzate su diverse superfici del corpo dalle pieghe cutanee alle zone palmoplantari, dal cuoio capelluto al volto, dalle unghie alle mucose e che possono apparire in qualsiasi periodo della vita, in entrambe i sessi. Nel 30% pazienti ha carattere familiare e oramai molte evidenze la indicano come malattia sistemica con diverse comorbilità: alterazioni distrofiche delle unghie, artropatie, uveiti, malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche e cardiovascolari, disordini psichiatrici, apnee notturne, osteoporosi, Parkinson, solo per citarne alcune. Pertanto è facile comprendere come questo quadro di comorbilità abbinato al peso dei sintomi ed alle implicazioni psicologiche per dover convivere con una malattia molto visibile e in alcuni casi deturpante, abbiano un impatto molto rilevante sulla vita, sulla sua qualità, sugli aspetti sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Alcuni fattori poi possono incidere sulla progressione della malattia e ridurre l’efficacia delle terapie come fumo, consumo di alcolici, sovrappeso, sindrome metabolica, depressione e quindi vanno corretti. Intervenire rapidamente e con una terapia che mantenga la sua efficacia nel tempo è quindi un obiettivo fondamentale per il paziente. A fronte di tutto ciò, per misurare la gravità della malattia, monitorarne l’evoluzione nel tempo e l’efficacia delle terapie, si utilizza un combinato di elementi:  l’estensione della patologia, la sede delle lesioni, il grado di infiammazione e i sintomi, la risposta al trattamento, la durata della malattia e l’impatto sulla qualità della vita. Oggi l’indice PASI che correla i segni e sintomi locali della psoriasi con l’estensione della malattia ed il DLQI per la qualità di vita sono i 2 strumenti più utilizzati per questi scopi. Le evidenze scientifiche concordano nel ritenere obiettivo accettabile un miglioramento del 75% del PASI iniziale (PASI 75) ed un miglioramento della qualità di vita indicato da un DLQI<5.  Ma innovazione vuol dire puntare non più solo a PASI 75 o 90 ma addirittura 100, cioè al perfetto controllo della malattia, con una nuova vita per i pazienti. La ricerca sta percorrendo questa strada, studiando il ruolo chiave giocato da alcune citochine (interleuchine IL-17 A-F, IL-23, IL 12)  che coordinando la comunicazione tra le cellule immunitarie durante l’infiammazione, sostengono il processo infiammatorio anomalo alla base della patologia. Sullo sviluppo di queste conoscenze fisiopatologiche, la ricerca ha già messo a disposizione diversi efficaci strumenti di cura, ma vi sono ancora molti bisogni insoddisfatti a cui l’innovazione potrebbe fornire risposta. Motore Sanità intende organizzare dei tavoli di confronto tra tutti gli attori di sistema clinici, tecnici della programmazione, farmacisti, associazioni di pazienti, per condividere le azioni che potrebbero garantire vita nuova per i pazienti, attraverso l’innovazione in arrivo e le “proven practices” organizzative esistenti. L'articolo SCOMPENSO CARDIACO
LA VACCINAZIONE DEL PAZIENTE ADULTO FRAGILE IN OSPEDALE. CHI, COME E DOVE MIGLIORARE L’EROGAZIONE DEI VACCINI
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma RAZIONALE SCIENTIFICO Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il PNPV fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Esempi di intervento preventivo sono il vaccino anti-Herpes Zoster e il vaccino anti-pneumococco per i pazienti anziani e fragili. Per questo, oltre alla fascia d’età dei soggetti di 65 anni queste due vaccinazioni sono offerte gratuitamente ai soggetti con diabete mellito, patologia cardiovascolare, BPCO, asma e quelli destinati a terapia immunosoppressiva e con immunodepressione. Ma nonostante queste indicazioni e anche se queste vaccinazioni sono state introdotte nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano ampiamente insoddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati.  Su questa scia la Regione Campania sta tentando di addivenire ad un modello virtuoso, utilizzando i centri ospedalieri come punto di riferimento per le vaccinazioni. L'articolo SCOMPENSO CARDIACO – L’INNOVAZIONE CHE CAMBIA E SALVA LA VITA DEI MALATI CRONICI – CAMPANIA proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOnnection – STATI GENERALI – SUD: CAMPANIA, MARCHE, PUGLIA, SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it RAZIONALE SCIENTIFICO Nel 2021 Motore Sanità ha svolto un percorso ambizioso generatore di idee per l’oncologia, i malati di cancro e le loro famiglie: ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. L’ambizione stava nel dare voce a tutti, tutte le anime di questo complesso mondo: cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, tecnici della programmazione regionale e nazionale, politici, giornalisti, economisti sanitari e industria. Da febbraio a ottobre abbiamo prodotto ben 7 eventi, 7 tavoli aperti su altrettanti temi di oncologia con un comune denominatore: senza gioco di squadra il cancro non si vince. Il percorso si è concluso, meglio si è riaperto in un volume del magazine Mondosanità dedicato. I temi principali  emersi sono: Sul Territorio è necessario fare prevenzione. La prevenzione è un pilastro per la Salute di tutti noi ed è  solo grazie alla prevenzione che molte patologie sono precocemente diagnosticabili e curabili;
Dobbiamo informare e comunicare sui corretti stili di vita;
Oggi prevenire alcune patologie è più semplice perché disponiamo di strumenti tecnologici di più facile utilizzo e alla portata di tutti, ma la pandemia ha interrotto i programmi di screening ed è quindi necessario recuperare il tempo ed i cittadini/pazienti perduti;
L’Oncologia è un settore ad altissima innovazione diagnostica e terapeutica, spesso dirompente, che necessita di un sistema di programmazione delle risorse completamente nuovo che vada di pari passo con i cambiamenti imposti dall’innovazione stessa;
Compito di ogni servizio sanitario regionale è cercare di costruire sistemi di governance in grado di garantire l’accesso all’innovazione riconosciuta dagli enti regolatori Nazionali delineando linee di intervento chiare dal punto di vista organizzativo (da qui la struttura delle reti oncologiche e/o al loro interno di reti più specifiche ad esempio breast) ed amministrativo per la allocazione e rendicontazione dei flussi di spesa;
In attesa di superare il sistema di finanziame