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TAVOLO DI LAVORO  NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo LE INFEZIONI MODERATE-GRAVI DI CUTE E TESSUTI MOLLI POSSIBILE EVITARE IL RICOVERO IN OSPEDALE? proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO DI LAVORO  NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo LE INFEZIONI MODERATE-GRAVI DI CUTE E TESSUTI MOLLI POSSIBILE EVITARE IL RICOVERO IN OSPEDALE? proviene da Motoresanità.it. Read More
VACCINAZIONE MENINGOCOCCICA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Neisseria meningitidis è un batterio commensale, specifico per l’uomo, normalmente presente nelle alte vie respiratorie dell’1-20% della popolazione (portatori), con percentuali più alte negli adolescenti e giovani adulti. Tuttavia, in alcuni casi ed in particolari condizioni di fragilità dell’ospite, il batterio può entrare nel flusso sanguigno e causare, a qualsiasi età, malattie invasive e molto pericolose, quali sepsi e meningite che, nel 5-10% dei casi, possono portare alla morte in poche ore. Inoltre, nel 10-20% dei sopravvissuti si osservano sequele gravi a lungo termine. Anche se la popolazione più soggetta a questa infezione è quella di età inferiore ai 5 anni, con una frequenza maggiore nei primi 2 anni di vita, ne può essere colpita anche la fascia adolescenziale così come quella dei giovani adulti ed adulti. Ad oggi sono stati individuati 12 sierogruppi di N. meningitidis ma i più comuni e principalmente responsabili della malattia invasiva da meningococco (IMD) sono 6: A, B, C, Y, W-135, X. Questi dati supportano la necessità di una strategia vaccinale, contro la malattia meningococcica, estesa a più coorti e categorie di popolazione, rappresentando pertanto il mezzo più efficace per ridurre il rischio di morte e di sequele a breve e lungo termine.
Tra le diverse sequele derivanti dall’IMD si osservano: danni neurologici come emiplegia, ritardo mentale, epilessia, diminuzione dell’udito, disturbi dell’apprendimento, che hanno una frequenza tra 10 e 20 ogni 100 sopravvissuti alla meningite; necrosi di tessuto cutaneo, amputazioni delle dita o degli arti con una frequenza di 25 ogni 100 sopravvissuti alla setticemia. Il tasso di mortalità, nonostante un’appropriata terapia antibiotica, è elevato e colpisce 10-12 ogni 100 in caso meningite ed oltre 40 su 100 in caso di setticemia. Nonostante i vaccini contro il meningococco disponibili in Italia dal 2008 (ceppo C) e dal 2014 (ceppo B), abbiano portato ad una ridotta incidenza di malattia invasiva (170 casi di malattia invasiva nel 2018 e 190 nel 2019), resta comunque necessaria un’adeguata strategia vaccinale che protegga l’intera popolazione non soltanto verso i sierogruppi C e B, ma anche verso Y e W, quest’ultimo particolarmente virulento e responsabile di recenti focolai. Per questo motivo, considerando anche il rischio elevato di gravi sequele che l’infezione può generare, le strategie vaccinali in questi anni si sono orientate verso l’utilizzo del vaccino tetravalente, in grado di offrire una protezione più ampia, anche in categorie addizionali quali i pazienti a rischio, più esposti alla possibilità di incorrere in malattie invasive batteriche. Le attuali coperture raggiunte nel territorio italiano non sono omogenee e spesso al di sotto delle indicazioni del PNV, indicando una diversità tra le regioni. Veneto ed Emilia Romagna rappresentano da tempo modelli virtuosi di riferimento per la prevenzione vaccinale, con una eccellenza organizzativa evidente che emerge dalle coperture ottenute nei diversi target, sempre vicine se non addirittura superiori al 90%. Motore Sanità ritiene che, anche dall’analisi dei recenti dati di HTA Italiani pubblicati, da queste regioni ancora una volta possano e debbano partire suggerimenti, idee organizzative per garantire delle coperture vaccinali
FOCUS LOMBARDIA SCLEROSI MULTIPLA L’EVOLUZIONE DI NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI TRA EFFICIENZA DI INTERDISCIPLINARIETÀ E RISPOSTA DI SALUTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it La SM è una malattia tra le più comuni e più gravi del sistema nervoso centrale: è cronica, imprevedibile, progressivamente invalidante. I sintomi possono variare da persona a persona, alcuni possono ripetersi con maggiore frequenza, in particolare all’esordio, e possono modificarsi ed aggravarsi con diversi livelli di gravità nel corso della storia di malattia. I più ricorrenti interessano la vista, la sensibilità, la mobilità o possono manifestarsi come fatica e debolezza – percepite come difficoltà a svolgere e a sostenere attività anche di cura personale. Agenas, l’Agenzia dei Servizi Sanitari Regionali, ha recentemente proposto un percorso diagnostico terapeutico nazionale per la gestione della Sclerosi Multipla, per sancire il diritto dei pazienti affetti da SM ad accedere a servizi diagnostici e terapeutici omogenei su tutto il territorio nazionale, attraverso la collaborazione tra i Centri SM e tra questi e il territorio in tutte le sue componenti. La gestione della malattia, nell’intero percorso dalla diagnosi al fine vita, tocca tutta la filiera dei servizi a partire da quelli ospedalieri, che rimangono il riferimento principale, fino a quelli territoriali comprensivi anche degli interventi di tipo sociale. Per tali ragioni, i pazienti affetti da SM sono candidati naturali a beneficiare dei modelli di Case di Comunità e di Ospedali di Comunità che la Lombardia sta implementando secondo le indicazioni del PNRR. La coordinazione delle Centrali Operative Territoriali renderà, inoltre, più semplice ed efficace al Sistema Sanitario ed alle persone con Sclerosi Multipla la gestione della loro patologia e delle terapie. Negli ultimi anni, sono state individuate e sviluppate nuove opzioni di trattamento, alcune già a disposizione della classe medica, altre in arrivo che tengono in considerazione anche la semplificazione della terapia e la gestione di prossimità del paziente. L’accesso a terapie innovative e l’avvento di processi di follow up e gestione del paziente da remoto, possono permettere un trattamento personalizzato del paziente, migliorandone il percorso di cura con un risvolto positivo sia in termini di qualità di vita, sia di riduzione di costi indiretti e sociali. La riforma sanitaria in atto in Lombardia, l’introduzione di un PDTA nazionale e l’innovazione terapeutica devono però rispondere al bisogno di sostenibilità dei sistemi sanitari regionali ed è quindi importante un confronto tra mondo clinico ed istituzioni per valutare quali sono le migliori soluzioni per il trattamento di questa patologia severa e diffusa, mettendo al centro dei ragionamenti il paziente e le sue necessità. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLI REGIONALI DI SCHIZOFRENIA – PIEMONTE
Archivi Eventi - Motoresanità.it La legge 180 ha abolito, unica al mondo, i manicomi demandando ai servizi territoriali, ai reparti psichiatrici ospedalieri, ai dipartimenti di salute mentale ed alle famiglie l’onere ed il compito di gestire i pazienti psichiatrici. Per realizzare tale obiettivo è importante che i dipartimenti psichiatrici, lavorino coordinati all’interno di una rete che dia risposte efficaci dalla gestione della crisi alla riabilitazione del paziente stesso, aiutando il gravoso compito delle famiglie e supportando anche economicamente i vari attori del sistema. Il nostro progetto si pone come fine di fare un’analisi dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti nelle regioni indicate, oltre a definire insieme agli stakeholder più importanti sia istituzionali che clinici, le azioni di miglioramento da intraprendere per migliorare il percorso di cura del paziente schizofrenico. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO DI LAVORO  NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
SICILIA E SARDEGNA – PNRR e HIV: Il return to care
Archivi Eventi - Motoresanità.it Motore Sanità in questi anni, ha realizzato molti progetti ed eventi affrontando diverse tematiche relative alla riorganizzazione necessaria della sanità territoriale. La recente esperienza della pandemia ha oramai convinto tutti che una riforma del sistema di cure territoriali non sia più procrastinabile e che questa debba essere fatta con i giusti investimenti ma in tempi brevi.  Infatti tutte le fragilità dichiarate da anni da alcuni attori di sistema, purtroppo però poco ascoltati, sono emerse abbattendosi sui cittadini malati cronici e fragili in tutta la loro drammaticità. Così molte sono le risorse dedicate nel PNRR a questo scopo a cui le regioni potranno attingere. Ma il quadro oggi dei diversi territori regionali, presenta realtà assistenziali completamente diverse con servizi per nulla affatto omogenei, che non sono in grado di garantire universalità di cure ai cittadini. Inoltre nell’affrontare i problemi della sanità territoriale, nonostante le revisioni legislative, i tavoli di trattativa, i più o meno ampi coinvolgimenti degli stakeholder interessati, ha prevalso spesso uno spirito corporativo basato sulla difesa di specifici interessi e segnato dalla mancanza di trasversalità degli intenti. Noi vorremmo lasciarci alle spalle tutto questo nell’interesse prima di tutto dei cittadini. La domiciliarità era ed è la scelta auspicata dalle persone, quella più desiderata e anche la più sostenibile per il Sistema. Le diverse esperienze di gestione della pandemia ci hanno dimostrato che è anche la più corretta in termini di sicurezza e benessere dei cittadini. Ma per governare questi cambiamenti in tempi rapidi ed in maniera efficiente è necessario che tutti gli attori si mettano in gioco andando incontro insieme alle esigenze di un mondo profondamente cambiato dove orizzonti e saperi devono combinarsi. Tutte le componenti che a livello territoriale agiscono (MMG, PLS, infermieri, farmacisti, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche, psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici delle dipendenze e psicologi, fisiatri e terapisti della riabilitazione, educatori professionali e tutti gli altri professionisti e operatori sanitari) devono raggiungere una vera integrazione. E in tutto questo percorso, un passaggio fondamentale sarà non solo la presenza al tavolo decisionale delle associazioni di pazienti, ma anche dell’industria che produce tecnologia ed innovazione (farmaci e devices), due componenti spesso messe a margine delle decisioni strategiche che impattano sull’intero sistema. Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe proporvi la grande sfida di raccogliere idee realizzabili subito: dalla diagnostica, alla presa in carico, al follow-up, alla condivisione dati, al supporto tecnologico. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
CENTRAL-MENTE IN SALUTE PORTARE LA SALUTE MENTALE AL CENTRO DELL’AZIONE DI GOVERNO E DEL PNRR
Archivi Eventi - Motoresanità.it   Gli effetti della pandemia hanno certamente accelerato le tendenze epidemiologiche già in atto di Salute Mentale portando in primo piano nuovi bisogni assistenziali caratteristici dell’ adolescenza: l’autolesionismo, i tentativi di suicidio, la disregolazione emotiva, i disturbi del comportamento alimentare, il ritiro sociale. Se queste sono state le conseguenze più drammatiche, si deve registrare anche l’incremento dei disturbi dell’umore e della sfera dell’ansia nella popolazione adulta.   Gli effetti della pandemia non si riflettono esclusivamente sull’espressività dei disturbi mentali, ma hanno inciso profondamente sulle prospettive organizzative del Sistema Sanitario Nazionale. Il piano nazionale di rinascita e resilienza (PNRR) del governo Draghi, che aveva alimentato la speranza di un incremento delle risorse a disposizione del territorio, non ha portato risorse aggiuntive per la Salute Mentale, se non in maniera irrisoria, ma ha prospettato una modificazione delle caratteristiche organizzative delle strutture territoriali che trovano il centro nelle Case della Comunità. In questo momento storico è fondamentale difendere l’identità specifica dei dipartimenti di salute mentale, evitando il rischio di una loro genericizzazione nel calderone più esteso delle funzioni distrettuali.   D’altra parte è necessario rilanciare i servizi di salute mentale con maggiore incisività sui nuovi bisogni e, sul piano organizzativo, di fornire risposte efficaci, moderne ed integrate con i servizi di medicina generale, con il dipartimento di emergenza urgenza e con i servizi sociali. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLI REGIONALI SCHIZOFRENIA
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NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti
LA LONGEVITÀ DEI DISPOSITIVI CARDIACI ELETTRONICI IMPIANTABILI: DAGLI ASPETTI TECNICI AI BENEFICI CLINICI ED ECONOMICI
Archivi Eventi - Motoresanità.it Uno degli aspetti più importanti che caratterizzano i dispositivi cardiaci impiantabili attivi è la durata delle batterie, perché è estremamente importante per promuovere la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale diminuire il numero di sostituzioni per garantire continuità e per evitare ai pazienti tutta una serie di complicanze legate all’intervento chirurgico effettuato per il cambio del dispositivo oltre al disagio che l’azione stessa provoca sui pazienti. Finora non era possibile utilizzare la longevità dei dispositivi come parametro di selezione nelle gare in quanto i vari produttori fornivano le durate stimandole in condizioni operative differenti, spesso non conformi alla reale condizione clinica di funzionamento dettata dalla patologia sottostante.   Grazie alla recente pubblicazione dell’articolo redatto dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) in collaborazione con AIAC, la società scientifica di riferimento, in cui vengono indicate condizioni operative conformi alla realtà clinica di utilizzo per tipologia di dispositivo, sarà possibile utilizzare la longevità nelle gare di appalto come i valori stimati avranno un punto di partenza comune ed omogeneo. Per renderlo fattibile è importante che tale documento sia presentato ai principali organi istituzionali e gruppi di acquisto affinché ne tengano conto nella redazione delle gare e nella definizione dei requisiti stessi.   L’evento si pone in continuità con una serie di progettualità svolte in anni precedente da Motore Sanità insieme a BSCI, per cui troviamo utile proseguire sulla strada della sensibilizzazione degli addetti ai lavori nell’utilizzare categorie omogenee per la valutazione e la messa in competizione virtuosa dei vari device che la tecnologia mette a disposizione al giorno d’oggi, soprattutto in ottica di ottimizzazione risorse. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
CENTRO – PNRR E DIABETE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma Il diabete da molti viene definita “la malattia cronica” poiché il suo impatto gestionale è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°.  Esso rappresenta la prima causa di cecità, la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la seconda causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di metà degli infarti e degli ictus.   L’International Diabetes Federation (IDF) nel 2019 indica circa 463 milioni di adulti (20-79 anni) con diabete nel mondo e una prevalenza in continuo aumento (entro il 2045 700 milioni), soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Gli stessi dati riferiti all’anno 2019 indicano inoltre che più di 4 milioni di persone tra 20 e 79 anni, siano morte per cause connesse al diabete. In Italia secondo il bollettino epidemiologico nazionale dell’ISS sarebbero circa 3,4-4 milioni le persone con diabete ma circa 1-1,5 milioni quelle che non sanno di averlo, mentre 4 milioni di persone sarebbero ad alto rischio di sviluppare la malattia. Secondo le stime più recenti, la spesa per diabete tra costi sanitari diretti (circa 9 miliardi) e costi sanitari indiretti (circa 11 miliardi) ammonterebbe attualmente ad almeno 20 miliardi di euro all’anno. Questi numeri ne fanno comprendere l’impatto socio-assistenziale ed economico-sanitario. Nonostante tutto ciò, grazie soprattutto alla grande innovazione prodotta nell’ultimo decennio, le ospedalizzazioni hanno un andamento decrescente (riduzione media annua del 5,5% nel periodo 2010-2018). La attuale pandemia ha però fatto emergere tutte le debolezze del sistema assistenziale, molto legate in particolare alla presa in carico territoriale ed in risposta a questo il nuovo PNRR stanzia 15,63 miliardi di € (7 miliardi tra reti di prossimità, strutture, servizi di telemedicina e 8,63 miliardi su innovazione, ricerca, digitalizzazione).   Ma l’innovazione prodotta da farmaci e devices in Italia, ha un accesso equo ed uniforme paragonabile a quello di altri paesi europei? Ed all’interno del Nostro paese le regioni offrono un panorama uniforme circa l’accesso? Quali opportunità potrà fornire il PNRR, come verrà declinato nelle varie regioni e sarà in grado di rispondere alle esigenze delle persone con diabete? Il cambiamento organizzativo previsto sarà in grado di garantire più facile accesso all’innovazione e ai percorsi di cura semplificando la presa in carico ed il  monitoraggio? Punterà sull’educazione e sull’empowerment della persona con diabete? Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe dare voce a tutti gli stakeholder di sistema per proporre idee realizzabili subito su questi temi aperti che consentano di evitare sprechi e mantenere la sostenibilità. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
IO RARO – PRESENTAZIONE ASSOCIAZIONE
Archivi Eventi - Motoresanità.it ⇒ Programma È nata l’Associazione “io Raro”, sulla base della convinzione di estendere la positiva ed efficace esperienza dell’Associazione Prevenzione Tumori ODV. L’obiettivo è dare una risposta ai bisogni dei malati di tumori rari e un supporto alle loro famiglie. “io Raro” si propone di: essere un punto di riferimento per l’accesso ai Centri specialistici;
definire i diritti e i percorsi di accesso;
identificare i percorsi di sostegno anche psicologico;
mettersi a disposizione delle Associazioni locali e regionali che già si occupano di tumori rari ed eventualmente offrire uno sportello di ascolto per i pazienti e per indirizzarli verso la migliore assistenza possibile, perché questo può fare la differenza. Consapevole della complessità della materia, l’impegno di “io Raro” sarà supportare la ricerca di luoghi e realtà che possono dare risposte corrette. E poi di educare all’informazione, più che a formare, raccogliendo le testimonianze delle Associazioni e delle famiglie, per farne preziose esperienze. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
COME RENDERE PIÙ EFFICACE LO SCREENING MAMMOGRAFICO
Archivi Eventi - Motoresanità.it Europa Donna, in collaborazione con Motore Sanità, vuole raccogliere contributi sul tema di “Come rendere più efficace lo screening mammografico organizzato dal SSN” partendo dall’ascolto, e dal punto di vista, delle dirette interessate, le donne. In particolare vorremmo venissero condivise, e sottoposte al vaglio e alla propositività delle Istituzioni, alcune raccomandazioni che partono, in primis, dall’esigenza di “mettere a terra” alcuni pilastri : 1) Migliorare l’informazione e la comunicazione: informare e comunicare con efficacia al maggior numero di donne in target, partendo dai contenuti e dalle modalità di recapito/accettazione dell’Invito allo screening (importanza della digitalizzazione) 2) Fidelizzare allo screening attraverso processi di empowerment che coinvolgano, e formino, le persone più direttamente a contatto con le donne che si sottopongono allo screening 3) Non lasciare che lo screening sia fine a se stesso, ma sia seguito, in caso di necessità, da un percorso continuativo che indirizzi la donna alla Breast Unit di riferimento Nel periodo 2017-2020 si sono sottoposte a screening mammografico circa  il 74% delle donne tra i 50-69 anni, solo il 54% ha risposto alla chiamata allo screening mammografico organizzato dal SSN e il 20% ha fatto un screening spontaneo; circa il 26% non ha eseguito alcuno screening. Dati di Sorveglianza Passi (https://www.epicentro.iss.it/passi/dati/ScreeningMammografico) Quasi la metà delle donne tra i 50 e i 69 anni non afferisce allo screening organizzato e fino a quando non verrà raggiunta la copertura del 100%, non sarà possibile l’estensione a livello nazionale alla fascia 45-49 e 69-75, come sottolineato nel Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025, esponendo le donne che rientrano in queste età a un potenziale maggiore rischio di diagnosi tardive. Vanno esplorate le ragioni che portano una donna a non partecipare allo screening organizzato o anche a recarsi all’appuntamento malvolentieri; da una Survey che Europa Donna ha condotto con le 180 associazioni della propria rete, le motivazioni sono molte. Grazie a questo lavoro,  Europa Donna e Motore Sanità vogliono presentare agli stakeholder della Sanità alcune azioni concrete per favorire l’accesso delle donne agli screening L'articolo COME RENDERE PIÙ EFFICACE LO SCREENING MAMMOGRAFICO proviene da Motoresanità.it. Read More
TAVOLO DI LAVORO  NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI:  “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
UN NUOVO RUOLO DEL TERRITORIO NELLA GESTIONE DELLA SANITÀ  PNRR E HIV:  IL RETURN TO CARE  TOSCANA, LAZIO E MARCHE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Motore Sanità in questi anni, ha realizzato molti progetti ed eventi affrontando diverse tematiche relative alla riorganizzazione necessaria della sanità territoriale. La recente esperienza della pandemia ha oramai convinto tutti che una riforma del sistema di cure territoriali non sia più procrastinabile e che questa debba essere fatta con i giusti investimenti ma in tempi brevi.  Infatti tutte le fragilità dichiarate da anni da alcuni attori di sistema, purtroppo però poco ascoltati, sono emerse abbattendosi sui cittadini malati cronici e fragili in tutta la loro drammaticità. Così molte sono le risorse dedicate nel PNRR a questo scopo a cui le regioni potranno attingere. Ma il quadro oggi dei diversi territori regionali, presenta realtà assistenziali completamente diverse con servizi per nulla affatto omogenei, che non sono in grado di garantire universalità di cure ai cittadini. Inoltre nell’affrontare i problemi della sanità territoriale, nonostante le revisioni legislative, i tavoli di trattativa, i più o meno ampi coinvolgimenti degli stakeholder interessati, ha prevalso spesso uno spirito corporativo basato sulla difesa di specifici interessi e segnato dalla mancanza di trasversalità degli intenti. Noi vorremmo lasciarci alle spalle tutto questo nell’interesse prima di tutto dei cittadini. La domiciliarità era ed è la scelta auspicata dalle persone, quella più desiderata e anche la più sostenibile per il Sistema. Le diverse esperienze di gestione della pandemia ci hanno dimostrato che è anche la più corretta in termini di sicurezza e benessere dei cittadini. Ma per governare questi cambiamenti in tempi rapidi ed in maniera efficiente è necessario che tutti gli attori si mettano in gioco andando incontro insieme alle esigenze di un mondo profondamente cambiato dove orizzonti e saperi devono combinarsi. Tutte le componenti che a livello territoriale agiscono (MMG, PLS, infermieri, farmacisti, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche, psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici delle dipendenze e psicologi, fisiatri e terapisti della riabilitazione, educatori professionali e tutti gli altri professionisti e operatori sanitari) devono raggiungere una vera integrazione. E in tutto questo percorso, un passaggio fondamentale sarà non solo la presenza al tavolo decisionale delle associazioni di pazienti, ma anche dell’industria che produce tecnologia ed innovazione (farmaci e devices), due componenti spesso messe a margine delle decisioni strategiche che impattano sull’intero sistema. Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe proporvi la grande sfida di raccogliere idee realizzabili subito: dalla diagnostica, alla presa in carico, al follow-up, alla condivisione dati, al supporto tecnologico. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION – EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito procapite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
I LEA E LA RICERCA DI EQUILIBRIO TRA I BISOGNI E LA SOSTENIBILITÀ
Archivi Eventi - Motoresanità.it La definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza e delle relative tariffe è un percorso molto lungo e complesso poco coerente con l’evoluzione rapida e dirompente delle tecnologie e delle conoscenze della medicina. Inoltre l’applicazione dei LEA continua a presentare diseguaglianze nella applicazione tra le diverse Regioni Italiane, come puntualmente ed annualmente verificato dal ministero della salute. Nel contesto globalizzato dell’assistenza sanitaria è altresì necessario un benchmarking con analoghe definizioni di altri Paesi, in special modo con i Paesi dell’Unione Europea. La Pandemia Covid ha indotto una maggiore unità di intenti tra i vari Paesi dell’unione e questa maggiore adesione dovrebbe essere applicata anche per ciò che concerne i livelli assistenziali di base per arrivare a una possibile definizione in futuro di LEA europei. Sarebbe utile un confronto ad ampio raggio con le Società Scientifiche, le Commissioni parlamentari, i rappresentanti dei cittadini e le istituzioni regionali per arrivare a una sintesi della conoscenza e dei bisogni, il tutto cementato da un puntuale lavoro di Health Technology Assessment, sia per quanto riguarda l’assistenza socio sanitaria sia per quanto riguarda la remunerazione e le conseguenti tariffe. Per questo motivo motore sanità organizza l’evento dal titolo “I LEA E LA RICERCA DI EQUILIBRIO TRA I BISOGNI E LA SOSTENIBILITÀ”. Per mettere a confronto i vari attori del sistema al fine di arrivare a proposte utili e necessarie ad un progressivo cambiamento e/o rivisitazione dei livelli elementari di assistenza. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  SICILIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo TAVOLO DI LAVORO NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  VENETO
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo TAVOLI REGIONALI SCHIZOFRENIA proviene da Motoresanità.it. Read More
UN NUOVO RUOLO DEL TERRITORIO NELLA GESTIONE DELLA SANITÀ  PNRR E HIV:  IL RETURN TO CARE  TRIVENETO ED EMILIA-ROMAGNA
Archivi Eventi - Motoresanità.it Motore Sanità in questi anni, ha realizzato molti progetti ed eventi affrontando diverse tematiche relative alla riorganizzazione necessaria della sanità territoriale. La recente esperienza della pandemia ha oramai convinto tutti che una riforma del sistema di cure territoriali non sia più procrastinabile e che questa debba essere fatta con i giusti investimenti ma in tempi brevi.  Infatti tutte le fragilità dichiarate da anni da alcuni attori di sistema, purtroppo però poco ascoltati, sono emerse abbattendosi sui cittadini malati cronici e fragili in tutta la loro drammaticità. Così molte sono le risorse dedicate nel PNRR a questo scopo a cui le regioni potranno attingere. Ma il quadro oggi dei diversi territori regionali, presenta realtà assistenziali completamente diverse con servizi per nulla affatto omogenei, che non sono in grado di garantire universalità di cure ai cittadini. Inoltre nell’affrontare i problemi della sanità territoriale, nonostante le revisioni legislative, i tavoli di trattativa, i più o meno ampi coinvolgimenti degli stakeholder interessati, ha prevalso spesso uno spirito corporativo basato sulla difesa di specifici interessi e segnato dalla mancanza di trasversalità degli intenti. Noi vorremmo lasciarci alle spalle tutto questo nell’interesse prima di tutto dei cittadini. La domiciliarità era ed è la scelta auspicata dalle persone, quella più desiderata e anche la più sostenibile per il Sistema. Le diverse esperienze di gestione della pandemia ci hanno dimostrato che è anche la più corretta in termini di sicurezza e benessere dei cittadini. Ma per governare questi cambiamenti in tempi rapidi ed in maniera efficiente è necessario che tutti gli attori si mettano in gioco andando incontro insieme alle esigenze di un mondo profondamente cambiato dove orizzonti e saperi devono combinarsi. Tutte le componenti che a livello territoriale agiscono (MMG, PLS, infermieri, farmacisti, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche, psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici delle dipendenze e psicologi, fisiatri e terapisti della riabilitazione, educatori professionali e tutti gli altri professionisti e operatori sanitari) devono raggiungere una vera integrazione. E in tutto questo percorso, un passaggio fondamentale sarà non solo la presenza al tavolo decisionale delle associazioni di pazienti, ma anche dell’industria che produce tecnologia ed innovazione (farmaci e devices), due componenti spesso messe a margine delle decisioni strategiche che impattano sull’intero sistema. Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe proporvi la grande sfida di raccogliere idee realizzabili subito: dalla diagnostica, alla presa in carico, al follow-up, alla condivisione dati, al supporto tecnologico. L'articolo TAVOLI REGIONALI SCHIZOFRENIA proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION ASL ROMA2
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito procapite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
NORD PNRR E DIABETE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Il diabete da molti viene definita “la malattia cronica” poiché il suo impatto gestionale è davvero rappresentativo di una cronicità complessa a 360°.  Esso rappresenta la prima causa di cecità, la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori, la seconda causa di insufficienza renale terminale fino alla dialisi o al trapianto, la concausa di metà degli infarti e degli ictus. L’International Diabetes Federation (IDF) nel 2019 indica circa 463 milioni di adulti (20-79 anni) con diabete nel mondo e una prevalenza in continuo aumento (entro il 2045 700 milioni), soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Gli stessi dati riferiti all’anno 2019 indicano inoltre che più di 4 milioni di persone tra 20 e 79 anni, siano morte per cause connesse al diabete. In Italia secondo il bollettino epidemiologico nazionale dell’ISS sarebbero circa 3,4-4 milioni le persone con diabete ma circa 1-1,5 milioni quelle che non sanno di averlo, mentre 4 milioni di persone sarebbero ad alto rischio di sviluppare la malattia. Secondo le stime più recenti, la spesa per diabete tra costi sanitari diretti (circa 9 miliardi) e costi sanitari indiretti (circa 11 miliardi) ammonterebbe attualmente ad almeno 20 miliardi di euro all’anno. Questi numeri ne fanno comprendere l’impatto socio-assistenziale ed economico-sanitario. Nonostante tutto ciò, grazie soprattutto alla grande innovazione prodotta nell’ultimo decennio, le ospedalizzazioni hanno un andamento decrescente (riduzione media annua del 5,5% nel periodo 2010-2018). La attuale pandemia ha però fatto emergere tutte le debolezze del sistema assistenziale, molto legate in particolare alla presa in carico territoriale ed in risposta a questo il nuovo PNRR stanzia 15,63 miliardi di € (7 miliardi tra reti di prossimità, strutture, servizi di telemedicina e 8,63 miliardi su innovazione, ricerca, digitalizzazione). Ma l’innovazione prodotta da farmaci e devices in Italia, ha un accesso equo ed uniforme paragonabile a quello di altri paesi europei? Ed all’interno del Nostro paese le regioni offrono un panorama uniforme circa l’accesso? Quali opportunità potrà fornire il PNRR, come verrà declinato nelle varie regioni e sarà in grado di rispondere alle esigenze delle persone con diabete? Il cambiamento organizzativo previsto sarà in grado di garantire più facile accesso all’innovazione e ai percorsi di cura semplificando la presa in carico ed il  monitoraggio? Punterà sull’educazione e sull’empowerment della persona con diabete? Cristallizzando e sedimentando tutte le esperienze fatte in questi anni, la Direzione Scientifica di Motore Sanità vorrebbe dare voce a tutti gli stakeholder di sistema per proporre idee realizzabili subito su questi temi aperti che consentano di evitare sprechi e mantenere la sostenibilità. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION ASL BARI
Archivi Eventi - Motoresanità.it L’ingresso dei farmaci equivalenti nel mercato farmaceutico mondiale è un fenomeno di notevole interesse in termini economico-sociali, che dovrebbe aver modificato significativamente sia le strategie aziendali sia i comportamenti di tutti gli attori coinvolti nella filiera assistenziale. Questo poiché oramai sono inconfutabili le evidenze scientifiche disponibili di come questi farmaci siano uno strumento di cura che garantendo la medesima efficacia terapeutica supporta la sostenibilità dei nostri sistemi sanitari, generando risorse fondamentali da investire nell’innovazione. Gli esperti concordano nell’affermare che questi farmaci attraverso il ripristino della concorrenzialità aumentano l’efficienza del sistema (più salute a parità di risorse spese), stimolando la competizione etica sul prezzo dei produttori, dando a più cittadini facile accesso a cure di qualità. Paesi, Regioni, aziende sanitarie che hanno da subito appoggiato questi farmaci si sono trovati ad avere un mercato decisamente progredito. Purtroppo ad oggi in Italia i farmaci branded ogni anno generano ancora un copayment di oltre un miliardo all’anno e nei diversi territori vi è ancora una strana proporzione inversa tra la spesa per farmaci di marca e reddito procapite. Risorse queste che potrebbero essere impiegate dai cittadini per acquistare migliori e più utili servizi. Molto si è fatto e molto si farà per diffondere informazioni corrette in questo ambito. Ma esistono ancora grosse sacche di resistenza tra operatori del settore e soprattutto pazienti, ai quali le informazioni arrivano senza opportuni approfondimenti e da fonti spesso prive di autorevolezza in materia. Motore Sanità in questo percorso attraverso le aziende sanitarie Italiane, intende fare chiarezza su questi aspetti con il supporto dei più autorevoli esperti, condividendo strumenti utili per una migliore scelta e buone pratiche disponibili già messe in atto. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  ABRUZZO, LAZIO, PUGLIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS
Archivi Eventi - Motoresanità.it Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  LOMBARDIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
IL CUORE OLTRE L’OSTACOLO VERSO LA “QUARTA ETÀ 5.0”
Archivi Eventi - Motoresanità.it “Non è ciò che capita, ma come reagisci a ciò che capita che costituisce la sostanza della tua vita” S.E. Mons. Derio Olivero Su iniziativa della Senatrice Annamaria Parente L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO  PIEMONTE, LIGURIA
Archivi Eventi - Motoresanità.it La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità. Nel Nostro paese considerando le sole cronicità respiratorie, nel 2020 la spesa per farmaci è al settimo posto ( 5,7% della spesa Totale) attestandosi su 1,3 miliardi di €. Tra queste la BPCO è una cronicità che deriva da una interazione complessa tra fattori genetici ed ambientali, con un impatto rilevante sia sulla vita dei pazienti e delle famiglie che sui servizi sanitari. Nel mondo si stima che circa 328 milioni di persone siano affette da questa malattia che rappresenta la 4° causa di morte (6% di tutte le morti). E la sua incidenza è in continuo aumento a causa di diversi fattori come il fumo, l’inquinamento oltre al graduale invecchiamento della popolazione. In Italia i dati ISTAT stimano una prevalenza di BPCO del 5,6% (15-50% dei fumatori sviluppa BPCO) ed indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie ed in aumento progressivo nell’arco temporale 2010-2018. Ma la prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto essa viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. Nonostante lo scenario descritto l’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Si può comprendere facilmente come il livello di diagnosi e di presa in carico appropriate, debba essere implementato attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale, con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal PNRR rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma come utilizzarle al meglio? Come riorganizzare la filiera assistenziale? Cosa chiedere al territorio e cosa ai centri ad alta specializzazione? Come implementare la prevenzione delle complicanze? Ed in tutto questo come l’innovazione prodotta, introdotta e correttamente misurata, può trovare facile accesso creando valore? Obiettivo degli incontri sarà rispondere a questi interrogativi, con il supporto della Comunità Scientifica, delle Associazioni Pazienti, degli operatori sanitari e delle Istituzioni. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE
Archivi Eventi - Motoresanità.it La gestione delle cronicità in epoca post-covid-19 ha messo in evidenza la necessità di ampliare i servizi sanitari a scenari diversi creando una nuova realtà organizzativa in grado di implementare la prossimità delle cure. Una realtà nella quale devono essere valorizzate tutte le tecnologie (farmaci e devices) che facilitino la presa in carico territoriale del paziente con patologie croniche. Perché si realizzi questo, si dovrà passare da un approccio focalizzato apparentemente a ridurre sempre di più i costi nel breve termine, ad un approccio dove la buona salute ed i mezzi per ottenerla, siano considerati un investimento che crea valore e maggior sicurezza per il paziente. Cogliendo la necessità di questi cambiamenti Aifa attraverso la nota 97 ha aperto la prescrivibilità dei farmaci NAO alla medicina di famiglia. Attraverso questa nuova nota l’obiettivo era garantire l’appropriatezza e la sostenibilità in un unico percorso di continuità delle cure. Una azione importante per riportare la gestione delle terapie innovative dei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV), pazienti ad alto rischio di eventi cardiovascolari. La FANV infatti è una delle più importanti patologie croniche del paziente anziano (prevalenza del 5% negli over 65) e rappresenta la terza causa di morte cardiovascolare in Italia. E’ inoltre un importante fattore di rischio (aumento da 4 a 9 volte) per ictus, patologia che nel 50% dei pazienti sopravvissuti porta a disabilità, per cui la terapia anticoagulante per tutti questi pazienti è salvavita. E nonostante questo, i dati epidemiologici italiani, stimano che più del 30% della popolazione con FANV non assuma la terapia in maniera adeguata, non riuscendo così a controllare correttamente il rischio di evento cardiovascolare e generando un inutile spreco di risorse. Per tutti questi motivi l’obiettivo atteso era ed è migliorare/semplificare la gestione della patologia, facilitandone l’accesso e offrendo al paziente terapie di maggior efficacia e sicurezza, restituendo al MMG un ruolo chiave nel processo di prescrizione, monitoraggio della corretta e di aderenza alle terapie. Ma ad ormai quasi un anno dall’uscita della nota 97, questo nuovo scenario da tempo auspicato, si è realizzato? Cosa è cambiato in termini di accesso e semplificazione dei percorsi di presa in carico?si sono liberati spazi utili per le liste d’attesa? In ogni Regione vi sarà lo stesso accesso uniforme e le istituzioni regionali facilitato i processi di cambiamento? La medicina di famiglia si è dimostrata adeguatamente pronta per sfruttare subito questa opportunità? Quali sono state le potenziali criticità da affrontare ed eventualmente come sono state risolte nelle diverse realtà regionali? Per rispondere a questi interrogativi cruciali Motore Sanità intende coinvolgere i principali attori della filiera, generando idee e buone pratiche, con cui assistere attraverso le migliori cure questi cittadini. L'articolo NOTA 97 AD UN ANNO DALLA SUA APPLICAZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
PROGETTO CRP
Archivi Eventi - Motoresanità.it La proteina C reattiva (PCR) è un indice di infiammazione e come tale le sue concentrazioni nel sangue aumentano in presenza di processi flogistici di varia natura.  Essa viene prodotta principalmente a livello epatico e dagli adipociti in risposta a diverse condizioni che vanno da microrganismi patogeni( batteri o virus) più o meno comuni, a traumi di varia natura, in caso di malattie autoimmuni (come quelle reumatologiche o gastroenterologiche), di danni cardiovascolari (come l’infarto), di neoplasie o di interventi chirurgici. Infatti aumenta la sua concentrazione ematica nella fase acuta di queste condizioni e nel giro di poche ore i suoi livelli possono raggiungere valori centinaia di volte superiori (fino a 500-1.000 mg/L) rispetto alle condizioni basali (generalmente non superiori a 5-6 mg/L). In generale, quindi, elevati livelli di proteina C reattiva rappresentano un campanello d’allarme per lo stato di salute della persona che richiede poi adeguati approfondimenti diagnostici. Dopo averne valutato i risultati, il medico può quindi orientarsi verso le più appropriate indagini di approfondimento. In presenza di una diagnosi certa, come indice di flogosi diventa anche molto interessante dal punto di vista prognostico per valutare l’andamento e la gravità di un processo infiammatorio o per determinare l’efficacia di una terapia o il rischio cardiovascolare globale (insieme ad altri parametri) anche in una persona sana. Uno degli utilizzi più interessanti sia nei pazienti pediatrici che negli adulti potrebbe essere la valutazione dei livelli di CRP, condotta al fine di guidare la prescrizione di antibiotici. Un recente articolo su NEMJ lo indica come parametro utile per ottenere un impiego più parsimonioso di questi farmaci anti-infettivi essenziali nei pazienti affetti da riacutizzazioni di Bpco. Grazie al test della Proteina C Reattiva  è possibile distinguere le infezioni batteriche da quelle virali, un test rapido e  mininvasivo che può davvero fare la differenza. L’analisi della PCR consente  una valutazione rapida dello stato di salute del paziente e rappresenta una guida clinica fondamentale per la valutazione di prescrizione antibiotica. Studi scientifici indicano che il test della PCR riduce la prescrizione di antibiotici senza compromettere il processo di cura dei pazienti. Oggi per il clinico e soprattutto per il paziente si presenta una grande opportunità di semplificazione riguardo all’accesso al test di misurazione della PCR: infatti può essere effettuata in setting Point of Care, come la farmacia, insieme ai già conosciuti test che valutano il profilo glicemico e quello lipidico. Tutto ciò è molto interessante anche in ottica di spostamento degli esami di primo livello sul territorio, garantire cioè la prossimità di diagnosi e soprattutto nell’accelerare la diagnosi stessa. L'articolo IL RUOLO SOCIALE DEL FARMACO EQUIVALENTE: CALL TO ACTION ASL ROMA2 proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO – SESSIONE MONDO SANITA’ ECM –
Archivi Eventi - Motoresanità.it ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS: 604-339900 TIPOLOGIA: RES-videoconferenza Medici Chirurghi (Medicina Generale,  Chirurgia Generale, Oncologia) + Farmacia Ospedaliera, Farmacia Territoriale Crediti erogati: 1 (uno) REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso ISTRUZIONI – In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”) – In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username e Password) – Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM: 604- 330732 – Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento – Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento”disponibile  sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ecm. – Il test può essere effettuato SOLTANTO UNA VOLTA e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti. – Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso. Programma La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo, Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO – SESSIONE MONDO SANITA’ ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
TALK WEB – La nuova gestione della medicina territoriale nel post Covid
Archivi Eventi - Motoresanità.it Organizzando questo Talk Web, Motore Sanità intende ragionare sulla gestione domiciliare del paziente Covid-19 riprendendo un articolato documento del Ministero della Salute. A partire da questo presupposto, si ritiene opportuno costruire un dialogo con i MMG ed i principali KOL della sanità per intuire quali devono essere i successivi passi da compiere, poiché nel futuro prossimo ci troveremo dinnanzi non solo al post-covid, ma anche alla nuova gestione della medicina di famiglia. Interessante è dunque riflettere da una parte sulla proposta del Governo, dall’altra sulle idee dei KOL coinvolti (dai Medici di famiglia, ai Direttori Generali della sanità, ai Direttori di Distretto e fino ai funzionari del welfare regionale), coniugando la totalità delle idee proposte per mettere in evidenza molteplici punti di vista e facendo emergere un confronto costruttivo, dal quale emergano altresì punti di forza e di debolezza dei nuovi modelli gestionali.   Il PNRR può essere una grande opportunità per le cure domiciliari e territoriali, ma occorre partire dall’ascolto dei territori. Ciascuna Regione custodisce infatti proprie peculiarità: territori diversi portano conseguentemente a gestioni diverse di Hub & Spoke. Motore Sanità rileva dunque la necessità di attuare un confronto per mettere i principali KOL della sanità intorno ad un tavolo, e dal cui confronto possano emergere, in un documento finale di sintesi, tutte le criticità dei nuovi modelli gestionali e possibili soluzioni condivise dai professionisti sanitari, dai parlamentari e dai rappresentanti regionali. L'articolo TALK WEB – La nuova gestione della medicina territoriale nel post Covid proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO – SESSIONE MONDOSANITA’
Archivi Eventi - Motoresanità.it La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO – SESSIONE MONDOSANITA’ proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCONNECTION Disruptive Innovation (DI) in Oncologia
Archivi Eventi - Motoresanità.it Nel 1942 Schumpeter formulò la teoria della “distruzione creativa” o “distruzione creatrice”. Si tratta del “processo di mutazione industriale che rivoluziona incessantemente la struttura economica dall’interno, distruggendo senza sosta quella vecchia e creando sempre una nuova”.   Scopo principale della distruzione creativa è offrire una sostituzione, migliore e talora più economica rispetto a quella attuale, di un prodotto esistente considerando i costi nella loro complessità. La sostituzione può presentarsi principalmente in due forme diverse: La prima è la versione migliorata di un prodotto esistente
La seconda inizia il suo percorso in una forma piuttosto primitiva, spesso intorno a un nucleo tecnologico di innovazione, per poi crescere e diventare di fatto sostitutiva.   Sulla  “Disruptive innovations” l’Expert Panel on investing in health della Commissione Europea ha definito “l’innovazione dirompente nel settore sanitario” come “un tipo di innovazione che crea nuove reti e nuove organizzazioni sulla base di una nuova serie di valori, coinvolgendo nuovi attori, che consente di migliorare la salute e di raggiungere altri obiettivi preziosi, come equità ed efficienza.”   Oltre alla definizione “europea” di innovazione dirompente il Panel ha elaborato anche una nuova tassonomia delle innovazioni dirompenti basata sui “campi di applicazione” e sulle loro categorie.   Le categorie principali identificate sono quattro:   tecnologica (tecnologie a bassa ed alta complessità)
organizzativa (modelli, strutture, processi)
prodotti e servizi (farmaci e terapie diverse)
risorse umane (personale sanitario, pazienti, cittadini e comunità) Alcuni  esempi di DI in medicina sono lo sviluppo di antibiotici, di farmaci antiulcera, della chirurgia minimamente invasiva e di un nuovo e più efficace trattamento per l’HCV. Alcuni esempi in ambito organizzativo sono la Salute mentale basata sulla comunità, le Organizzazioni responsabili (accountable) basate sulla popolazione e l’assistenza integrata. Alcuni esempi di Innovazioni dirompenti in ambito di prodotti e servizi sono lo Sviluppo delle cure palliative e l’Assistenza e terapia centrata sul paziente.   Un esempio di Innovazione dirompente in ambito di risorse umane sono l’Autogestione del diabete da parte del paziente.   Nel 2022 esempi di  DI in Oncologia sono certamente la terapia targhetizzata e customizzata grazie alla biologia molecolare con il superamento delle terapie solo chemioterapiche ed empiriche, il potenziamento della immunità del paziente per combattere le cellule tumorali (dall’immunoterapia alle CAR), la creazione di vaccini m-rna preventivi e curativi per il melanoma ed il tumore del colon-retto, una diagnostica di precisione per il carcinoma della prostata, la creazione di farmaci agnostici con obiettivo la variante genetica indipendentemente dalla tipologia tumorale.   Ma è anche DI la possibilità del paziente di cura si a casa o il più vicino alla propria abitazione grazie alla implementazione della sanità digitale, in primis la telemedicina, una nuova forma di remunerazione dell’innovazione basata sul valore della terapia, una accessibilità all’innovazione semplificata ed omogenea a livello nazionale, un’organizzazione efficiente della palliazione  nel territorio, una linea continua di rapporto con gli specialisti e/o MMG in caso di necessità. Per tale motivo Motore Sanità organizza un approfondimento tra pari di due giorni per valutare prospettive attuali e future
ONCONNECTION Disruptive Innovation (DI) in Oncologia
Archivi Eventi - Motoresanità.it Nel 1942 Schumpeter formulò la teoria della “distruzione creativa” o “distruzione creatrice”. Si tratta del “processo di mutazione industriale che rivoluziona incessantemente la struttura economica dall’interno, distruggendo senza sosta quella vecchia e creando sempre una nuova”.   Scopo principale della distruzione creativa è offrire una sostituzione, migliore e talora più economica rispetto a quella attuale, di un prodotto esistente considerando i costi nella loro complessità. La sostituzione può presentarsi principalmente in due forme diverse:   La prima è la versione migliorata di un prodotto esistente
La seconda inizia il suo percorso in una forma piuttosto primitiva, spesso intorno a un nucleo tecnologico di innovazione, per poi crescere e diventare di fatto sostitutiva.   Sulla  “Disruptive innovations” l’Expert Panel on investing in health della Commissione Europea ha definito “l’innovazione dirompente nel settore sanitario” come “un tipo di innovazione che crea nuove reti e nuove organizzazioni sulla base di una nuova serie di valori, coinvolgendo nuovi attori, che consente di migliorare la salute e di raggiungere altri obiettivi preziosi, come equità ed efficienza.”   Oltre alla definizione “europea” di innovazione dirompente il Panel ha elaborato anche una nuova tassonomia delle innovazioni dirompenti basata sui “campi di applicazione” e sulle loro categorie.   Le categorie principali identificate sono quattro:   tecnologica (tecnologie a bassa ed alta complessità)
organizzativa (modelli, strutture, processi)
prodotti e servizi (farmaci e terapie diverse)
risorse umane (personale sanitario, pazienti, cittadini e comunità) Alcuni  esempi di DI in medicina sono lo sviluppo di antibiotici, di farmaci antiulcera, della chirurgia minimamente invasiva e di un nuovo e più efficace trattamento per l’HCV. Alcuni esempi in ambito organizzativo sono la Salute mentale basata sulla comunità, le Organizzazioni responsabili (accountable) basate sulla popolazione e l’assistenza integrata. Alcuni esempi di Innovazioni dirompenti in ambito di prodotti e servizi sono lo Sviluppo delle cure palliative e l’Assistenza e terapia centrata sul paziente.   Un esempio di Innovazione dirompente in ambito di risorse umane sono l’Autogestione del diabete da parte del paziente.   Nel 2022 esempi di  DI in Oncologia sono certamente la terapia targhetizzata e customizzata grazie alla biologia molecolare con il superamento delle terapie solo chemioterapiche ed empiriche, il potenziamento della immunità del paziente per combattere le cellule tumorali (dall’immunoterapia alle CAR), la creazione di vaccini m-rna preventivi e curativi per il melanoma ed il tumore del colon-retto, una diagnostica di precisione per il carcinoma della prostata, la creazione di farmaci agnostici con obiettivo la variante genetica indipendentemente dalla tipologia tumorale.   Ma è anche DI la possibilità del paziente di cura si a casa o il più vicino alla propria abitazione grazie alla implementazione della sanità digitale, in primis la telemedicina, una nuova forma di remunerazione dell’innovazione basata sul valore della terapia, una accessibilità all’innovazione semplificata ed omogenea a livello nazionale, un’organizzazione efficiente della palliazione  nel territorio, una linea continua di rapporto con gli specialisti e/o MMG in caso di necessità. Per tale motivo Motore Sanità organizza un approfondimento tra pari di due giorni per valutare prospettive attuali e
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS MARCHE
Archivi Eventi - Motoresanità.it Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo WINTER SCHOOL 2022 – OLTRE LA LOGICA DEI SILOS PER UN’OFFERTA INTEGRATA DI SALUTE – Sessione Parallela – DENTRO LA SALUTE proviene da Motoresanità.it. Read More
PROGETTO EMICRANIA 2022
Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma L’emicrania è un mal di testa unilaterale parossistico che si presenta su un lato del cranio, per poi irradiarsi al resto della testa e può essere accompagnato da altri sintomi quali la nausea, il vomito e l’ipersensibilità alla luce. La persona sofferente preferisce di solito stare sdraiata, al buio e lontana dai rumori. La durata degli episodi varia da qualche ora fino a tre giorni. Di questi sintomi soffre circa l’11% della popolazione italiana con ricadute spesso importanti sia sulla qualità di vita che sull’attività lavorativa. Infatti il suo impatto sociale/economico è molto importante, con una spesa in Italia che ammonta a circa 3,5 miliardi €/anno, dove il 15% delle persone ha oltre 4 episodi/ mese, il 4,2%  oltre 8 episodi/mese, il 5% perde più di 5 giorni lavorativi/mese. Vi sono 2 categorie principali di emicrania: emicrania con aura (15% dei casi) caratterizzata dalla presenza di alcuni segni premonitori (ipersensibilità alla luce e/o al rumore, oscuramento del campo visivo, percezione di linee scintillanti o mosche volanti) ed emicrania senza aura (85% dei casi). La durata degli attacchi varia dalle 4 alle 24 ore. L’effetto inabilitante in molti pazienti ha indotto la ricerca ad un forte impegno in questo campo che ha portato alla luce molte terapie efficaci, dai FANS ai Triptani, agli anticorpi monoclonali di recente introduzione per citarne solo alcune. La diffusione di questa patologia (oltre 6,5 milioni di persone) e di altre patologie simili, ha comportato la creazione di alcune strutture organizzate per la diagnosi e cura, che dovrebbero essere articolate in 3 livelli di complessità: I° Livello   Ambulatorio specialistico, II° Livello  Centro Cefalee per la Diagnosi e Terapia, III°   Livello  Centro Cefalee per la Diagnosi, la Terapia, la Ricerca e la Formazione, con  disponibilità di ricovero (ordinario o day hospital). Esse nascono in particolare per una presa in carico dei casi più impegnativi di patologia cronica invalidante e debilitante, sia dell’età evolutiva che di quella adulta. Per fare il punto sull’attuale accesso ai percorsi di cura dei pazienti emicranici, l’associazione EMHA (European Migraine and Headache Alliance) che rappresenta oltre 30 organizzazioni di pazienti in tutta Europa, ha prodotto una survey dai cui risultati si possono generare molte nuove idee su cosa manca e su cosa sarebbe utile fare per efficientare il sistema assistenziale. La risposta diversa delle molte realtà Nazionali e Regionali esaminate sarà la base per costruire un futuro migliore nella cura di questi pazienti, stratificando l’offerta giusta per il paziente giusto. L'articolo WINTER SCHOOL 2022 – OLTRE LA LOGICA DEI SILOS PER UN’OFFERTA INTEGRATA DI SALUTE – Sessione Parallela – DENTRO LA SALUTE proviene da Motoresanità.it. Read More
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Archivi Eventi - Motoresanità.it Programma   Enciclopedia Treccani:  In senso generico integrare, significa rendere intero e completo (riempire ciò che è incompleto o non completamente sufficiente ad un determinato scopo), aggiungendo quanto necessario o supplendo al difetto con mezzi opportuni.    La pandemia attuale ha fatto comprendere a tutti come economia, politica e salute non sono elementi separabili e che soprattutto la salute è in grado di influenzare pesantemente qualsiasi tipo di futuro ci attenda in qualsiasi parte del mondo. In tutto questo pensiamo che l’integrazione, più che una parola chiave, sia una grande sfida futura. Integrazione può voler dire mettere in ordine le priorità nel programmare la Ns società futura e rendere sostenibile tutto questo: la salute prima di tutto. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune conoscenze ed informazioni fondamentali per la cura appropriata del paziente e per la prevenzione delle malattie. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune competenze scientifiche sulla malattia e sulle nuove cure. Integrazione può voler dire dialogo tra chi fa ricerca, chi deve renderne sostenibili i risultati e chi deve fare scelte di programmazione delle risorse consapevoli. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune saperi diversi che contribuiscano ad aprire gli orizzonti alla ricerca scientifica e che ne accelerino i risultati e le ricadute pratiche. Integrazione può voler dire costruire percorsi di cura stabilendo in maniera chiara competenze reciproche tra gli operatori che generano assistenza. Integrazione può voler dire distinguere fra la miglior terapia  e la cura più adeguata per la persona malata. Integrazione significa passare dall’offerta di prodotto al servizio integrando bisogni e risposte e istituzioni e industria Integrazione vuol dire costruire PDTA trasversali andando oltre la logica dei silos e verificare le necessità per soddisfare tutti gli step del percorso Come si traduce tutto questo? Ospedale-territorio deve essere tradotto in continuità delle cure, dispositivo medico e farmaco deve essere tradotto in strumento di cura  e prevenzione/cura o medicina di precisione, silos budget deve essere tradotto in finanziamento appropriato e sostenibile dell’intero percorso di cura, tessera sanitaria/digitalizzazione deve essere tradotto in informazioni sanitarie facilmente condivise e complete su quel cittadino, PNRR deve essere tradotto in piano che ponga l’uniformità/equità di accesso al benessere per ogni cittadino, come obiettivo fondante. E se integrazione è definibile come “Il TUTTO che è più della somma delle sue singole parti”*, questo significa maggior rispetto per ogni singola parte. Nella Winter School 2022 Motore sanità vuole dare pari voce ad ogni singola parte per una vera integrazione oggi necessaria nel settore salute. L'articolo proviene da Motoresanità.it. Read More
TALKWEB – Nota 100 Una vittoria di tutti
Archivi Eventi - Motoresanità.it La nota 100 dell’AIFA sancisce la democratizzazione dei cosiddetti farmaci innovativi per la cura del Diabete di Tipo2. Questi farmaci sono ora prescrivibili direttamente dal MMG e il costo assorbito dal SSN. Questa importante democratizzazione dell’Accesso alle Cure, soprattutto cure per una malattia che può colpire tutti ma predilige la popolazione con un’alimentazione più povera (ricca di carboidrati), è un passaggio etico importante che andrà comunicato sia ai diretti interessati, i malati di diabete e i loro familiari, sia alla popolazione tutta perché non ci siano più alibi a scovare e combattere questa malattia. L'articolo TALKWEB – Nota 100 Una vittoria di tutti proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 11 MARZO
Eventi La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo #MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS MARCHE proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 10 MARZO
Eventi La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo ONCONNECTION Disruptive Innovation (DI) in Oncologia proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL NAPOLI – 2022 – 9 MARZO
Eventi La Medicina Territoriale procede verso un processo di riforma ed implementazione anche grazie  e soprattutto ai fondi del PNRR. È sicuramente importante programmare gli investimenti secondo il progetto elaborato a livello nazionale in accordo con le regioni, ma è altrettanto importante stabilire i percorsi e le risorse umane da utilizzare all’interno delle Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Assistenza Domiciliare ed il continuo contatto con gli ospedali nell’ottica di una presa in carico trasversale e non a silos. Ma per fare questo bisogna partire dalle necessità del cittadino/paziente e cioè quali sono le offerte assistenziali possibili nei vari luoghi di cura, il personale da dedicare programmando numero, tipo e competenze, la presenza dei MMG e PLS nelle strutture territoriali (oltre o sostitutive degli attuali studi associati e non), quali specialisti presenti nelle Case di Comunità, quali dispositivi medici utili e come organizzare la formazione degli operatori, come interconnetterli con l’uso della telemedicina e secondo la progettualità dell’Internet of The Things (IoT), e come organizzare un collegamento proficuo con le Aziende Ospedaliere creando una filiera in/out tra le cure e la diagnostica di primo livello e quella a più alta complessità. Per sondare le necessità e la realtà dell’esistente e del possibile nel breve e medio periodo Motore Sanità organizza un meeting nell’ambito della Winter School, con lo scopo di creare filiere di diagnosi, cura e riabilitazione con attenzione anche alla componente  sociale e all’offerta al di fuori delle strutture previste dal PNRR, in primis le farmacie di Servizio. Collante delle varie e composite realtà sarà l’implementazione dell’uso della telemedicina e dell’ICT tramite collaborazioni interregionali e la messa a terra definitiva dei Fascicoli Sanitari. L'articolo ONCONNECTION Disruptive Innovation (DI) in Oncologia proviene da Motoresanità.it. Read More
ACADEMY MISSIONE 6 – PNRR E OLTRE
Eventi Nel 2021 Motore Sanità Tech si è occupata di fare chiarezza su cosa c’era a disposizione, su quali norme e regolamenti, su chi definisce le regole e i modelli che impattano sul funzionamento del Sistema e sugli scenari evolutivi che stavano affermandosi. Nel 2022 il PNRR  al netto del Fondo complementare stanzia per la Missione 6 Salute 15,63 miliardi, così divisi tra due componenti: Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale
Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale L’obiettivo è quello di perseguire una nuova strategia sanitaria, sostenuta dalla definizione di un adeguato assetto istituzionale e organizzativo, che consenta al Paese di conseguire standard qualitativi di cura adeguati, in linea con i migliori paesi europei e che consideri, sempre più, il SSN come parte di un più ampio sistema di welfare comunitario. Da qui la necessità di definire standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l’assistenza territoriale e l’identificazione delle strutture a essa deputate con un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio “One-Health” ove la salute della persona e l’ecosistema sono indissolubilmente intrecciati. L'articolo ACADEMY MISSIONE 6 – PNRR E OLTRE proviene da Motoresanità.it. Read More
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” – LIGURIA
Eventi “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” – LIGURIA proviene da Motoresanità.it. Read More
NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” – CAMPANIA
Eventi “L’antimicrobico-resistenza (AMR) non è una malattia ma un insuccesso terapeutico…. e diagnostico” il cui impatto sulla società, descritto in DALYs, cioè come misura della gravità globale di malattia (espressa dagli anni persi per disabilità o per morte prematura) è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS insieme. Quando si affronta questo problema molto spesso si parla prevalentemente di programmi di prevenzione, senz’altro aspetto chiave dell’AMR. Ma Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è molto battuta ma ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. L’attuale pandemia ci ha insegnato quanto sia importante avere terapie efficaci per combattere le infezioni. Sappiamo inoltre che, nell’ultimo decennio, la ricerca di nuovi antibiotici si era quasi fermata, a causa dell’assunzione che l’aver scoperto e prodotto antibiotici ad ampio spettro (allora molto efficaci su un gran numero di agenti patogeni sia Gram+ che Gram-), potesse essere un punto d’arrivo se non una soluzione definitiva. A questo si aggiunga la difficile sostenibilità della ricerca che in questo campo, vede riconosciuto un valore non sempre rispondente agli investimenti fatti. Per questi motivi molte industrie hanno abbandonato la ricerca indirizzando i propri investimenti in aree più remunerative. Ma dopo le proiezioni drammatiche che l’OMS stessa ha fatto sull’impatto futuro dell’AMR indicandola come prima causa di morte nel 2050 (10 milioni di Morti/anno) e le conseguenti allarmanti analisi della Banca mondiale dell’economia (impatto sui costi sanitari con aumenti globali entro il 2050 tra $300 miliardi a oltre $1 trilione all’anno) sono cresciute molte preoccupazioni su questo futuro scenario. A seguito di ciò i vertici dell’OMS hanno indicato come sia fondamentale tornare a concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di antibiotici efficaci che, utilizzati appropriatamente, possano invertire le attuali preoccupanti previsioni, “poiché stiamo esaurendo tutte le opzioni utili”. Alcune aziende di settore con senso di responsabilità, hanno dato seguito a questi appelli, ricercando e producendo nuovi antibiotici estremamente efficaci per sostenere questa sfida. Ma ora la nuova sfida sarà: come ottenerne un uso appropriato a livello di singolo Territorio? Motore sanità intende contribuire ad aprire un dialogo tra tecnici e dirigenti Ospedalieri su questo aspetto cruciale per il successo di queste terapie innovative. L’obiettivo sarà la ricerca di un corretto e condiviso Place in Therapy che rappresenti un uso ragionato e razionale piuttosto che solamente razionato. L'articolo NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE OSPEDALIERA PER GLI ANTIBIOTICI INNOVATIVI: “DA UN ACCESSO RAZIONATO A UN ACCESSO RAZIONALE E APPROPRIATO” – LIGURIA proviene da Motoresanità.it. Read More
WINTER SCHOOL 2022 – OLTRE LA LOGICA DEI SILOS PER UN’OFFERTA INTEGRATA DI SALUTE – Sessione Parallela
Eventi Enciclopedia Treccani:  In senso generico integrare, significa rendere intero e completo (riempire ciò che è incompleto o non completamente sufficiente ad un determinato scopo), aggiungendo quanto necessario o supplendo al difetto con mezzi opportuni.    La pandemia attuale ha fatto comprendere a tutti come economia, politica e salute non sono elementi separabili e che soprattutto la salute è in grado di influenzare pesantemente qualsiasi tipo di futuro ci attenda in qualsiasi parte del mondo. In tutto questo pensiamo che l’integrazione, più che una parola chiave, sia una grande sfida futura. Integrazione può voler dire mettere in ordine le priorità nel programmare la Ns società futura e rendere sostenibile tutto questo: la salute prima di tutto. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune conoscenze ed informazioni fondamentali per la cura appropriata del paziente e per la prevenzione delle malattie. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune competenze scientifiche sulla malattia e sulle nuove cure. Integrazione può voler dire dialogo tra chi fa ricerca, chi deve renderne sostenibili i risultati e chi deve fare scelte di programmazione delle risorse consapevoli. Integrazione può voler dire mettere a fattor comune saperi diversi che contribuiscano ad aprire gli orizzonti alla ricerca scientifica e che ne accelerino i risultati e le ricadute pratiche. Integrazione può voler dire costruire percorsi di cura stabilendo in maniera chiara competenze reciproche tra gli operatori che generano assistenza. Integrazione può voler dire distinguere fra la miglior terapia  e la cura più adeguata per la persona malata. Integrazione significa passare dall’offerta di prodotto al servizio integrando bisogni e risposte e istituzioni e industria Integrazione vuol dire costruire PDTA trasversali andando oltre la logica dei silos e verificare le necessità per soddisfare tutti gli step del percorso Come si traduce tutto questo? Ospedale-territorio deve essere tradotto in continuità delle cure, dispositivo medico e farmaco deve essere tradotto in strumento di cura  e prevenzione/cura o medicina di precisione, silos budget deve essere tradotto in finanziamento appropriato e sostenibile dell’intero percorso di cura, tessera sanitaria/digitalizzazione deve essere tradotto in informazioni sanitarie facilmente condivise e complete su quel cittadino, PNRR deve essere tradotto in piano che ponga l’uniformità/equità di accesso al benessere per ogni cittadino, come obiettivo fondante. E se integrazione è definibile come “Il TUTTO che è più della somma delle sue singole parti”*, questo significa maggior rispetto per ogni singola parte. Nella Winter School 2022 Motore sanità vuole dare pari voce ad ogni singola parte per una vera integrazione oggi necessaria nel settore salute. L'articolo WINTER SCHOOL 2022 – OLTRE LA LOGICA DEI SILOS PER UN’OFFERTA INTEGRATA DI SALUTE – Sessione Parallela proviene da Motoresanità.it. Read More
Lotta al gender gap. La nuova legge sulla parità salariale
Eventi Il 3 dicembre è entrato in vigore in Italia la nuova legge sulla parità retributiva tra uomo e donna.
Un grande passo che le lavoratrici aspettavano da tempo. Il nostro Paese purtroppo è ancora molto indietro per quanto riguarda la questione del gender gap e bisogna velocemente fare dei passi da gigante per non rimanere indietro.
La pandemia da Covid ha penalizzato fortemente il mercato del lavoro femminile e bisogna agire subito per cambiare la situazione, mettendo in atto situazioni concrete che invertano la marcia.
È ormai assodato che la parità di genere faccia crescere il PIL nei Paesi che la mettono in pratica, anche perché le imprese che la applicano sono più competitive. Per capire quali passi sono stati fatti e cosa ancora c’è da fare, Women for Oncology Italy e Mondosanità hanno organizzato un talk webinar. L'articolo Lotta al gender gap. La nuova legge sulla parità salariale proviene da Motoresanità.it. Read More
STATI GENERALI SULLE MALATTIE RARE DELLA CITTÀ DI PADOVA –  24 Febbraio
Eventi Come già successo nel febbraio scorso anche per il 2022 l’Azienda Ospedale Università di Padova (AOUP), in occasione della giornata mondiale sulle Malattie Rare (“Rare Disease Day”) del 28 febbraio 2022, organizza un evento di aggiornamento, riflessione, studio e programmazione riguardante il tema delle Malattie Rare (MR), chiamato “gli Stati Generali delle MR della città di Padova”. Dato il rapido evolvere dello scenario legislativo, organizzativo-gestionale e tecnico-scientifico, vi è il bisogno, sia a livello di comunità medico-scientifica, sia di singolo operatore, sia delle realtà associative di promuovere occasioni di aggiornamento e di progressiva sensibilizzazione sui temi inerenti le MR. Il 2021, in Italia, è stato segnato da importanti novità legislative; mentre, in Europa, il 2022 dall’inizio di una nuova fase della storia degli European Reference Networks (ERN). Sarà pertanto importante, per un’istituzione come l’AOUP, che tanto prestigio vanta nel campo delle MR, farsi trovare pronta ad interpretare i nuovi dettami di legge, sfruttando appieno le nuove opportunità che essa e a confermare il proprio ruolo di istituzione leader in Italia e in Europa nel campo delle MR. Il titolo dell’evento, confermato anche per quest’anno –  “Gli Stati Generali delle Malattie Rare della Città di Padova”, – vuole ancora una volta sottolineare il fatto che solo nell’ambito di un largo lavoro di squadra, ispirato da una azione strategica sinergica, elaborata in modo condiviso da tutte “le parti” interessate, si potranno ottenere reali progressi nella cura dei pazienti affetti da MR. L'articolo STATI GENERALI SULLE MALATTIE RARE DELLA CITTÀ DI PADOVA – 24 Febbraio proviene da Motoresanità.it. Read More
STATI GENERALI SULLE MALATTIE RARE DELLA CITTÀ DI PADOVA – 23 Febbraio
Eventi Come già successo nel febbraio scorso anche per il 2022 l’Azienda Ospedale Università di Padova (AOUP), in occasione della giornata mondiale sulle Malattie Rare (“Rare Disease Day”) del 28 febbraio 2022, organizza un evento di aggiornamento, riflessione, studio e programmazione riguardante il tema delle Malattie Rare (MR), chiamato “gli Stati Generali delle MR della città di Padova”. Dato il rapido evolvere dello scenario legislativo, organizzativo-gestionale e tecnico-scientifico, vi è il bisogno, sia a livello di comunità medico-scientifica, sia di singolo operatore, sia delle realtà associative di promuovere occasioni di aggiornamento e di progressiva sensibilizzazione sui temi inerenti le MR. Il 2021, in Italia, è stato segnato da importanti novità legislative; mentre, in Europa, il 2022 dall’inizio di una nuova fase della storia degli European Reference Networks (ERN). Sarà pertanto importante, per un’istituzione come l’AOUP, che tanto prestigio vanta nel campo delle MR, farsi trovare pronta ad interpretare i nuovi dettami di legge, sfruttando appieno le nuove opportunità che essa e a confermare il proprio ruolo di istituzione leader in Italia e in Europa nel campo delle MR. Il titolo dell’evento, confermato anche per quest’anno –  “Gli Stati Generali delle Malattie Rare della Città di Padova”, – vuole ancora una volta sottolineare il fatto che solo nell’ambito di un largo lavoro di squadra, ispirato da una azione strategica sinergica, elaborata in modo condiviso da tutte “le parti” interessate, si potranno ottenere reali progressi nella cura dei pazienti affetti da MR. L'articolo STATI GENERALI SULLE MALATTIE RARE DELLA CITTÀ DI PADOVA – 24 Febbraio proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA
Eventi Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo #MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA proviene da Motoresanità.it. Read More
HIV ROMAGNA UNA PANDEMIA SILENZIOSA
Eventi Il Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS) approvato con intesa nella Conferenza Stato-Regioni del 26 ottobre 2017, contempla l’attuazione di interventi di carattere pluriennale riguardanti la prevenzione, l’informazione, la ricerca, l’assistenza e la cura, la sorveglianza epidemiologica e il sostegno dell’attività del volontariato. Esso ha stabilito che il ministero, in collaborazione con le regioni: dovrà promuovere iniziative di formazione/aggiornamento degli operatori e dovrà definire strategie di informazione in favore sia della popolazione generale, che di quella con comportamenti a rischio (popolazioni chiave). In particolare, è stata focalizzata l’attenzione sulla lotta alla stigmatizzazione e sulle attività di prevenzione; fra quest’ultime le attuali evidenze scientifiche attribuiscono un ruolo fondamentale all’estensione come prevenzione (TasP) delle terapie antiretrovirali (ARV). Oltre a questo esiste comunque ancora un sommerso importante da far emergere per poter interrompere la catena di infezioni. In questa ottica è richiesto impegno nel favorire l’accesso al test e la diagnosi precoce, l’aderenza al percorso di cura ed in particolare al trattamento. In questo scenario l’attuale pandemia ha complicato la realizzazione di queste attività, per cui risulta necessario fare il punto delle azioni da mettere in campo ora e nel futuro post pandemico. Da dove ripartire? Per rispondere a questa domanda Motore Sanità ha organizzato questo evento con focus sul territorio della Romagna, che coinvolga tutti gli attori della filiera assistenziale. L'articolo HIV ROMAGNA UNA PANDEMIA SILENZIOSA proviene da Motoresanità.it. Read More
PROGETTO HPV IL PIEMONTE PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DEL COLLO DELL’UTERO
Eventi   Il Consiglio Regionale del Piemonte ha aderito il 17 novembre 2021 all’invito dell’Organizzazione mondiale della Sanità di illuminare di colore “teal” (foglia di tè) Palazzo Lascaris, sede del governo regionale, in occasione del primo anniversario del lancio della Strategia globale per l’eliminazione del carcinoma della cervice uterina entro il 2030. Il tumore della cervice uterina è una delle patologie che più riflettono le diseguaglianze sociali. Infatti, nelle aree in cui sono attivi programmi organizzati di screening della popolazione, la mortalità ha raggiunto i minimi storici, mentre dove tali interventi sono sporadici o assenti, il tumore del collo dell’utero rappresenta la quarta causa di morte per cancro raggiungendo il numero di 300.000 vittime al mondo per anno per lo più in donne giovani. Essendo il cancro della cervice ampiamente prevenibile e curabile grazie a campagne di screening, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato una strategia globale per l’eliminazione del tumore del collo dell’utero, che ha l’obiettivo finale di portare la mortalità per questa patologia al di sotto della soglia di 4 ogni 100.000 donne. L’iniziativa si incardina su tre pilastri da raggiungere entro il 2030: – Vaccinazione – target 90% delle ragazze vaccinate in modo completo contro l’HPV entro i 15 anni d’età; – Screening – target 70% delle donne con un test ad alta performance entro i 35 anni d’età e poi ancora una volta entro i 45 anni; – Trattamento – target 90% delle donne con una lesione pre-cancerosa trattate e 90% delle donne con tumore invasivo inviate a intervento e/o terapia. Per quanto riguarda la situazione nel nostro paese ed in regione Piemonte, si stima che in un anno si verifichino circa 1.500 nuovi casi e 700 decessi ed in Piemonte circa 200 nuovi casi e 45 decessi. I programmi di screening piemontesi universalistici e gratuiti, attuati tramite il programma Prevenzione Serena, prevedono l’esecuzione di: – Pap test ogni 3 anni nelle donne di età compresa fra i 25 e i 29 anni – Test per la ricerca del DNA di HPV (test HPV) ogni 5 anni nelle donne di età compresa fra i 30 e i 64 anni. Per fare il punto sul passato e futuro della prevenzione e cura del tumore del collo dell’utero, Motore Sanità organizza un evento istituzionale e di politica sanitaria, non diretto alla classe medica, per evidenziare il grande impegno della Regione Piemonte nei temi di salute pubblica che mirano a dare risposte concrete a tutta la popolazione indipendentemente dallo status sociale e dalla provenienza. L'articolo PROGETTO HPV IL PIEMONTE PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DEL COLLO DELL’UTERO proviene da Motoresanità.it. Read More
PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE AFFETTO DA  TUMORE CUTANEO
Eventi   Ogni anno negli Stati Uniti il carcinoma squamocellulare (CSCC) viene diagnosticato a oltre un milione di persone, di cui 2.500 muoiono per questa patologia. Il CSCC è uno dei tumori della pelle più comuni e rappresenta da solo il 20-25% di tutti i tumori cutanei, secondo per diffusione tra i tumori cutanei non melanoma. È caratterizzato da una crescita anomala e accelerata delle cellule squamose che se individuata precocemente, la maggior parte degli CSCC è curabile. Le cellule squamose, uno dei tre tipi principali di cellule dello strato superiore della pelle (l’epidermide), sono cellule in rapida mutazione e neoformazione. Quando il danno al DNA derivante dall’esposizione a radiazioni ultraviolette o altri agenti dannosi innesca cambiamenti anormali nelle cellule squamose si sviluppa la malattia. Può localizzarsi ovunque sul corpo (viso, labbra, orecchie, cuoio capelluto, spalle, collo, dorso delle mani) ma si trova più spesso sulle aree esposte alle radiazioni ultraviolette che rappresentano uno dei principali fattori di rischio, unitamente all’età superiore a 50 anni e a condizioni di risposta immunitaria indebolita. La pelle intorno a queste aree, mostra tipicamente segni di danni del sole come rughe, cambiamenti di pigmento e perdita di elasticità. Mentre la maggior parte può essere trattata facilmente e con successo, se lasciate crescere, queste lesioni possono diventare deturpanti, pericolosi e persino mortali. Il 40 al 60% di queste forme tumorali inizia come una lesione precancerosa non trattata, la cheratosi attinica (AK), che nel 2-10%. a volte anche entro pochi anni, diventa poi un CSCC. Così le forme diagnosticate con ritardo e non trattate possono diventare invasive, crescere negli strati più profondi della pelle e diffondersi in altre parti del corpo. Negli ultimi 30 anni, il numero di donne sotto i 40 anni con diagnosi di SCC è aumentato costantemente. Per accertare la diagnosi è necessario eseguire una biopsia. La maggior parte dei carcinomi a cellule squamose (SCC) della pelle può essere curata se individuata e trattata precocemente. Il trattamento deve avvenire il prima possibile dopo la diagnosi, poiché gli SCC più avanzati della pelle sono più difficili da trattare e possono diventare pericolosi, diffondendosi nei linfonodi locali, nei tessuti e negli organi distanti. Essendo il tumore con il ‘carico mutazionale’ più elevato, si presta a rispondere a un inibitore del checkpoint immunitario PD-1. Motore Sanità intende creare un tavolo di lavoro su cui confrontarsi tra attori di sistema per discutere gli strumenti più adatti ad un approccio migliorativo della diagnosi precoce e sulle attuali prospettive di cura. L'articolo PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE AFFETTO DA TUMORE CUTANEO proviene da Motoresanità.it. Read More
LA DIGITAL HEALTH Le nuove tecnologie a supporto della salute
Eventi INTRODUZIONE DI SCENARIO   Perché parliamo di Trasformazione Digitale?   Le barriere ad una Trasformazione Digitale nell’assistenza sanitaria sono spesso decisamente non tecnologiche. Il cambiamento culturale è il principale ostacolo alla trasformazione digitale del settore sanitario. “La tecnologia senza avere la cultura di come usarla serve a ben poco”. L'articolo PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE AFFETTO DA TUMORE CUTANEO proviene da Motoresanità.it. Read More
LA DIGITAL HEALTH Le nuove tecnologie a supporto della salute
Eventi INTRODUZIONE DI SCENARIO   Perché parliamo di Trasformazione Digitale?   Le barriere ad una Trasformazione Digitale nell’assistenza sanitaria sono spesso decisamente non tecnologiche. Il cambiamento culturale è il principale ostacolo alla trasformazione digitale del settore sanitario. “La tecnologia senza avere la cultura di come usarla serve a ben poco”. L'articolo PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE AFFETTO DA TUMORE CUTANEO proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEL PERCORSO DI CURA DEL PAZIENTE CON SCLEROSI MULTIPLA
Eventi La SM è una malattia tra le più comuni e più gravi del sistema nervoso centrale: è cronica, imprevedibile, progressivamente invalidante. I sintomi possono variare da persona a persona, alcuni possono ripetersi con maggiore frequenza, in particolare all’esordio, e possono modificarsi e aggravarsi con diversi livelli di gravità nel corso della storia di malattia. I più ricorrenti interessano la vista, le sensibilità, la mobilità, o possono manifestarsi come fatica e debolezza – percepite come difficoltà a svolgere e a sostenere attività anche di cura personale. Oltre alla Sclerosi Multipla, nell’ultimo anno si è unita anche l’emergenza sanitaria da Covid-19: secondo il Barometro Aism l’effetto più grave della pandemia è l’impatto psicologico. A una diffusa carenza di assistenza psicologica a distanza si sono infatti unite situazioni di forte isolamento sociale, ansia e depressione, sia per le persone con SM che per i loro caregiver, che si sono trovati a fare fronte a situazioni di forte pressione, anche legate alle difficoltà di conciliare gli impegni lavorativi a domicilio con le accresciute esigenze di cura e assistenza dei familiari, in particolare di coloro in condizioni di disabilità più severa. Fortunatamente, negli ultimi anni, sono state individuate e sviluppate nuove opzioni di trattamento, alcune già a disposizione della classe medica, altre in arrivo. La pandemia ha inoltre permesso di accelerare sul fronte della telemedicina ed in particolare sulla visita a distanza tra medico e paziente, permettendo di ridurre l’effort richiesto a pazienti, spesso debilitati, nello spostamento verso il centro di cura. Nell’ambito delle soluzioni innovative, negli ultimi anni si stanno affermando anche i serious games, che consentono alle persone che vivono con la sclerosi multipla di poter effettuare l’attività fisica adattata (AFA) direttamente da casa. L’accesso a terapie innovative e l’avvento di processi di follow up e gestione del paziente da remoto, possono permettere un trattamento personalizzato del paziente, migliorandone il percorso di cura con un risvolto positivo sia in termini di qualità di vita, sia di riduzione di costi indiretti e sociali. L’innovazione terapeutica deve però rispondere al bisogno di sostenibilità dei sistemi sanitari regionali ed è quindi importante un confronto tra mondo clinico ed istituzioni per valutare quali sono le migliori soluzioni per il trattamento di questa patologia severa e diffusa, mettendo al centro dei ragionamenti il paziente e le sue necessità. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
EPATITE C COME RIPARTIRE?
Eventi La terapia della epatite C è stata rivoluzionata qualche anno fa dalla introduzione degli antivirali orali ad azione diretta (DAA) capaci di eradicare definitivamente il virus in oltre il 95 % dei pazienti trattati indipendentemente dal genotipo virale e dallo stadio di malattia epatica. Dopo aver trattato estesamente i casi più avanzati e sintomatici, nel 2017 la terapia è stata allargata a tutti i soggetti portatori di HCV indipendentemente dal grado di malattia epatica. L’obiettivo oggi è la eliminazione dell’epatite C e ciò richiede l’identificazione e il successivo trattamento di almeno l’80 90% dei soggetti infetti. Per raggiungere questo risultato è indispensabile far emergere in modo efficace la rilevante quota parte di “HCV sommerso” dato che l’infezione decorre spesso in modo del tutto asintomatico e silente. È inoltre essenziale creare percorsi facilitati per la presa in carico e l’immediato trattamento dei casi così identificati per massimizzare il risultato finale in termini di controllo dell’ infezione. in questo incontro verranno analizzate le strategie nazionali e regionali per l’emersione del sommerso HCV e la ottimizzazione della presa in carico dei soggetti HCV positivi analizzando  soluzioni e criticità ed anche i risultati ad oggi ottenuti nelle diverse aziende sanitarie del Veneto. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS LIGURIA
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità.  Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
SOSTENIBILITÀ E APPROPRIATEZZA NELL’INNOVAZIONE FARMACOLOGICA IN REGIONE PIEMONTE
Eventi È ben noto che l’equivalenza terapeutica costituisca uno degli strumenti per favorire la razionalizzazione della spesa ed allocare le risorse risparmiate a garanzia di un più ampio accesso alle terapie. Il Piemonte è la prima e unica Regione in Italia ad aver lanciato la gara di equivalenza terapeutica sull’HCV, a due anni dal via libera di AIFA. Una regione pilota dunque, che dopo oltre un anno dalla partenza, potrebbe raccontare della propria recente esperienza in tale ambito. Si ritiene necessario discutere sull’effettiva efficacia delle modalità di valutazione dei MEAs (Managed Entry Agreement) per le diverse specialità farmaceutiche. Nello specifico, si ritiene opportuno indagare in quale modo vengano inseriti gli accordi negoziali evoluti in una gara di equivalenza terapeutica che viene aggiudicata al prezzo di cessione più basso. Il caso della Regione Piemonte è interessante da discutere in quanto unica ad aver avviato questo tipo di procedura. Sulla base di questa esperienza è utile un confronto per poter valutare le motivazioni che hanno portato a questa situazione ed anche il motivo della non corrispondenza tra i prezzi di cessione del farmaco ed il costo reale dell’impatto economico per la Regione. Qualora altre Regioni dovessero intraprendere lo stesso percorso dell’equivalenza terapeutica, mettendo in competizione i prodotti disponibili unicamente in base al loro prezzo, verosimilmente si scontrerebbero con il fatto che potrebbero aggiudicare la gara alla condizione economica non sempre vantaggiosa, Interessante sarebbe poi indagare i meccanismi di rimborsabilità su altre aree terapeutiche,  e non solo dunque in area HCV. Per questi motivi Motore Sanità ha organizzato l’incontro dal titolo: “Sostenibilità e appropriatezza nell’innovazione farmacologica”, con focus sulla situazione del Piemonte, con l’obiettivo di chiarire altresì questi aspetti relativi alle procedure di acquisto sui farmaci, collegate ai contratti di rimborsabilità particolare stabiliti a livello nazionale (esempio MEAs). L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA DEL MIELOMA MULTIPLO: COME EFFICIENTARE LA FILIERA E VALORIZZARE IL TERRITORIO? – FOCUS FRIULI VENEZIA GIULIA – EVENTO ECM –
Eventi PROVIDER ECM:     N° 604 – SUMMEET SRL ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS:     604-327019 TIPOLOGIA:                 FAD Codice di accesso alla piattaforma FAD:        119721   Medici Chirurghi (EMATOLOGIA; MALATTIE INFETTIVE; ONCOLOGIA) + Farmacia Ospedaliera   La durata dell’evento è di 3 ore formative, per un totale di 4,5 crediti ecm.   REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it   IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso   ISTRUZIONI – In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”) – In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username & Password) – Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM: 604-327019 – Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento – Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento”disponibile sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ecm. Il test può essere effettuato massimo CINQUE volte e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti. – Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita   IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso.   Il mieloma multiplo è una malattia oncoematologica tra le più comuni che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, come linfociti B e plasmacellule sintetizzanti le immunoglobuline, molto importanti per il sistema immunitario e le sue risposte fisiologiche per combattere le infezioni. Se la crescita di queste cellule diventa incontrollata può dare origine al tumore, ostacolando le altre cellule ematiche e dando origine ad un indebolimento del sistema immunitario, ad anemia o a difetti coagulativi. Inoltre le cellule di mieloma producono in grande quantità una proteina detta Componente M (monoclonale), anticorpo che stimola gli osteoclasti, responsabili della demolizione del tessuto osseo e di conseguenza i pazienti colpiti da mieloma sono spesso soggetti anche a fratture ossee. Nel report AIOM 2020 si può leggere un dato di incidenza della malattia di 5.759 nuovi casi/anno (uomo 3.019 – donna 2740) e dai dati AIRTUM sappiamo che essa rappresenta 1,3% di tutti i tumori nella donna e 1,2% nell’uomo. L’età è il principale fattore di rischio per il mieloma multiplo: oltre 60% delle diagnosi di mieloma riguardano persone di età > 65 anni e solo 1% delle persone al di sotto dei 40 anni. Le cause del mieloma multiplo non sono ancora del tutto note, anche se recenti studi hanno evidenziato la presenza di anomalie nella struttura dei cromosomi e in alcuni specifici geni nei pazienti affetti dalla patologia. Dopo la diagnosi è indispensabile definire lo stadio del mieloma, in base al quale si ottengono anche indicazioni sulla prognosi della malattia e sulle scelte terapeutiche. L’innovazione in questi ultimi anni ha prodotto una notevole quantità di opzioni terapeutiche per questi pazienti ed ha segnato per molti di loro una sopravvivenza libera da progressione, con una aspettativa di
COME VALUTARE ED ACQUISTARE I SERVIZI DI DIGITAL HEALTH PER UNA COMPIUTA APPLICAZIONE DEL PNRR
Eventi ll Covid ha incoraggiato una maggiore diffusione dei servizi di Digital Health fondamentali per la gestione della salute delle persone. Il PNRR tra l’altro per ciò che concerne la governance della nuova Medicina Territoriale, pone la Centrale Organizzativa Territoriale al centro del coordinamento delle Case ed Ospedali di Comunità, degli ambulatori associati dei MMG e PLS, di un Home Care che vada oltre l’ADI. Questi sistemi vanno acquistati dalle strutture pubbliche e private ma sembra difficile trovare sistemi di procurement adeguati. Appare utile confrontarsi sui modelli di procurement utilizzabili, soprattutto dal pubblico, per portare a sistema i servizi di Digital Health, sia in termini qualitativi che nelle modalità di acquisizione che possano usufruire di nuovi modelli di partnership pubblico/privato. Per farlo è necessario confrontarsi con gli esperti, comprendere le nuove possibilità offerte e capire con i possibili fruitori pubblici e privati accreditati, le necessità per utilizzare in un’ottica win/win le nuove modalità di procurement nel campo della salute digitale. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
#Multiplayer La sclerosi multipla si combatte in squadra – Focus Campania
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
Il governo clinico dell’amiloidosi cardiaca
Eventi Sono circa trenta le proteine che, negli esseri umani, possono formare depositi di amiloide, virtualmente in qualsiasi parte del corpo. Le amiloidosi rappresentano le sindromi cliniche che risultano da questi depositi e vengono classificate in localizzate o sistemiche, acquisite o ereditarie. Il cuore rappresenta uno degli organi bersaglio in cui più frequentemente l’amiloide si deposita, dando luogo alla cosiddetta “amiloidosi cardiaca”. Le forme di amiloidosi che più frequentemente coinvolgono il cuore in maniera significativa sono l’amiloidosi AL e l’amiloidosi da transtiretina (amiloidosi ATTR). “In questa condizione, quanto più i depositi progrediscono, tanto più le pareti del cuore diventano spesse e rigide e la funzione contrattile peggiora”. Anche le valvole cardiache e il sistema di conduzione elettrico possono essere coinvolti. Uno dei problemi principali, nell’ambito di questa patologia, è infatti quello della diagnosi tardiva. Considerando tutti i sottogruppi, il tempo medio tra l’insorgenza dei sintomi e la diagnosi di amiloidosi cardiaca varia tra i 6 e i 30 mesi. Per quanto riguarda forma da transtiretina, ad esempio, meno del 50% dei pazienti riceve la diagnosi entro i 6 mesi dall’esordio. Dal momento dell’accertamento della patologia, si pone anche il problema della sottodiagnosi sempre più evidente nell’ambito di questa malattia, tradizionalmente considerata rara. Nel corso del recente Congresso SIC si nota però una crescente consapevolezza dei cardiologi italiani nei confronti di questa patologia, da molti descritta come un “problema emergente” della pratica clinica. Sono state infatti presentate diverse indagini epidemiologiche i cui risultati mettono in evidenza un trend crescente nel numero di diagnosi. In particolare questo aumento sembra essere trainato dai nuovi casi di amiloidosi cardiaca da transtiretina. La forma da transtiretina wild type sta rapidamente diventando la più comune nell’ambito dell’amiloidosi cardiaca. Conoscere e riconoscere la malattia risulta estremamente importante in rapporto alla recente disponibilità di “terapie eziologiche” (orientate a prevenire, arrestare o riassorbire il deposito della sostanza amiloide) che si aggiungono alle “terapie di supporto” da tempo utilizzate per il trattamento delle complicanze, tra cui lo scompenso cardiaco. Per fare il punto sulla gestione dell’amiloidosi cardiaca in Piemonte, Motore Sanità organizza un incontro sul tema con il coinvolgimento dei principali esperti di questa malattia rara, trattando soprattutto il tema del percorso del paziente affetto da amiloidosi cardiaca, composto dal momento della diagnosi, della presa in carico, delle indicazioni terapeutiche e del follow up. Verrà affrontato anche l’importante effetto sulla mobilità passiva (verso Lombardia e Liguria) e della possibilità di trattare la patologia attraverso una rete di specialisti che soprattutto nella fase della diagnosi sia organizzata secondo il sistema HUB & SPOKE. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
TROMBOCITOPENIA NEL PAZIENTE EPATOPATICO: COME MINIMIZZARE I RISCHI ED EFFICIENTARE GLI INVESTIMENTI REGIONI:  PUGLIA – CALABRIA – SICILIA
Eventi ⇒ Programma La trombocitopenia è una complicazione a cui va incontro circa l’80% dei pazienti affetti da malattia cronica di fegato (CLD). Essa può avere diverse cause (sequestro splenico, ridotta produzione di trombopoietina). L’11-13% dei pazienti va incontro ad una forma più grave (conta piastrinica inferiore alle 50.000 unità per microlitro) e tra coloro che sono candidati ad una procedura invasiva, esiste un aumentato rischio di sanguinamento traumatico o post-operatorio. Infatti  la trombocitopenia grave potrebbe complicare significativamente le procedure standard di diagnosi e cura del paziente, come la biopsia epatica e procedure mediche indicate o elettive per pazienti cirrotici, con il risultato di un trattamento tardivo o annullato. Inoltre vi sono dati che evidenziano, riguardo l’assistenza sanitaria di un paziente affetto da trombocitopenia, un costo annuale più che triplicato rispetto a quello di un paziente con CLD senza trombocitopenia. Per questo motivo nasce la necessità di una conseguente copertura attraverso trasfusioni di concentrati piastrinici. Purtroppo questa procedura risulta avere diverse criticità, oltre alla disponibilità di materia prima: comporta rischi infettivi e sovraccarico emodinamico, l’emivita bassa costringe ad effettuare la procedura non oltre il giorno prima dell’intervento gravando sulla già elevata complessità organizzativa, l’efficacia non sempre è ottimale né prevedibile e non ultimo aspetto ha un costo medio elevato, considerando anche solo la prospettiva dei costi diretti sanitari (circa 2.000 tra degenza e procedura). Oggi fortunatamente si è aggiunta una nuova opzione terapeutica che attraverso una semplice somministrazione orale, consente ai pazienti con CLD una gestione semplificata di questa complicanza, potendo eseguire la terapia direttamente a domicilio piuttosto che dovendo affrontare un’ ospedalizzazione seguita da trasfusione piastrinica e consentendo all’organizzazione assistenziale la pianificazione delle procedure invasive con un timing più flessibile. Ma questo nuovo approccio deve essere multidisciplinare, comportando una scelta condivisa ed organizzata nella filiera di cura che va dall’ematologo, all’epatologo, all’internista, al chirurgo fino ad arrivare al farmacista ospedaliero ed al risk manager ospedaliero. Come si sono organizzati o si organizzeranno i percorsi di cura delle regioni di fronte a questo nuovo scenario è quanto Motore Sanità propone di discutere in questi eventi multiregionali, condividendo “proven practices” utili a minimizzare i rischi per questi pazienti ed efficientare gli investimenti. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO
Eventi L’epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale (disturbo neurologico) in cui l’attività delle cellule nervose nel cervello si interrompe causando convulsioni, periodi di comportamento insolito e talvolta perdita di coscienza. I sintomi di come si manifesti una crisi epilettica possono variare ampiamente da caso a caso: durante la crisi alcune persone si fissano a guardare un punto per alcuni secondi, mentre altre possono arrivare a contrarre ripetutamente braccia e gambe. Anche le crisi lievi necessitano di essere trattate, perché possono risultare pericolose durante le attività come la guida o il nuoto. Il trattamento, a base di farmaci e/o interventi chirurgici, è in grado di tenere sotto controllo la condizione nell’80% dei casi. La nostra intenzione è di organizzare un evento nazionale tra esperti e payor nel mese di novembre 2021 e più precisamente il giorno 24, un evento focalizzato sulla governance dell’epilessia: si tratteranno, infatti,gli aspetti organizzativi e gestionali del percorso dei pazienti, delle conseguenti ricadute economiche per i singoli SSR e dei costi sociali; insomma tutto ciò che possa essere utile a comporre un quadro dal punto di vista assistenziale dei pazienti che soffrono di tale tipo di patologia. Il nostro progetto si pone come fine quindi di discutere dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti portando le risultanze, la raccolta e l’elaborazione degli output che emergeranno durante i tavoli di lavoro macro regionali e che saranno condensati in un documento di sintesi che sarà la base di discussione dell’evento nazionale. L'articolo CAR-T: Quali nuove competenze per il farmacista Ospedaliero? – EVENTO ECM – proviene da Motoresanità.it. Read More
Il governo clinico dell’amiloidosi cardiaca
Eventi Sono circa trenta le proteine che, negli esseri umani, possono formare depositi di amiloide, virtualmente in qualsiasi parte del corpo. Le amiloidosi rappresentano le sindromi cliniche che risultano da questi depositi e vengono classificate in localizzate o sistemiche, acquisite o ereditarie. Il cuore rappresenta uno degli organi bersaglio in cui più frequentemente l’amiloide si deposita, dando luogo alla cosiddetta “amiloidosi cardiaca”. Le forme di amiloidosi che più frequentemente coinvolgono il cuore in maniera significativa sono l’amiloidosi AL e l’amiloidosi da transtiretina (amiloidosi ATTR). “In questa condizione, quanto più i depositi progrediscono, tanto più le pareti del cuore diventano spesse e rigide e la funzione contrattile peggiora”. Anche le valvole cardiache e il sistema di conduzione elettrico possono essere coinvolti. Uno dei problemi principali, nell’ambito di questa patologia, è infatti quello della diagnosi tardiva. Considerando tutti i sottogruppi, il tempo medio tra l’insorgenza dei sintomi e la diagnosi di amiloidosi cardiaca varia tra i 6 e i 30 mesi. Per quanto riguarda forma da transtiretina, ad esempio, meno del 50% dei pazienti riceve la diagnosi entro i 6 mesi dall’esordio. Dal momento dell’accertamento della patologia, si pone anche il problema della sottodiagnosi sempre più evidente nell’ambito di questa malattia, tradizionalmente considerata rara. Nel corso del recente Congresso SIC si nota però una crescente consapevolezza dei cardiologi italiani nei confronti di questa patologia, da molti descritta come un “problema emergente” della pratica clinica. Sono state infatti presentate diverse indagini epidemiologiche i cui risultati mettono in evidenza un trend crescente nel numero di diagnosi. In particolare questo aumento sembra essere trainato dai nuovi casi di amiloidosi cardiaca da transtiretina. La forma da transtiretina wild type sta rapidamente diventando la più comune nell’ambito dell’amiloidosi cardiaca. Conoscere e riconoscere la malattia risulta estremamente importante in rapporto alla recente disponibilità di “terapie eziologiche” (orientate a prevenire, arrestare o riassorbire il deposito della sostanza amiloide) che si aggiungono alle “terapie di supporto” da tempo utilizzate per il trattamento delle complicanze, tra cui lo scompenso cardiaco. Per fare il punto sulla gestione dell’amiloidosi cardiaca in Regione del Veneto, Motore Sanità organizza un incontro sul tema con il coinvolgimento dei principali esperti di questa malattia rara, trattando soprattutto il tema del percorso del paziente affetto da amiloidosi cardiaca, composto dal momento della diagnosi, della presa in carico, delle indicazioni terapeutiche e del follow up. Verrà affrontato anche l’importante effetto sulla mobilità passiva e della possibilità di trattare la patologia attraverso una rete di specialisti che soprattutto nella fase della diagnosi sia organizzata secondo il sistema HUB & SPOKE. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE in emilia romagna, toscana, lazio: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOLOGIA DI GENERE: NUOVE PROSPETTIVE DI CURA NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA TRIPLO NEGATIVO
Eventi Alcuni tumori possono presentarsi in maniera diversa nell’uomo e nella donna. Lo studio delle differenze tra i sessi e lo sviluppo di una medicina genere-specifica in ambito oncologico rappresentano oggi un punto di grande attenzione per i ricercatori di tutto il mondo. Infatti la oncologia genere-specifica, sta mostrando come l’influenza del sesso/genere comprenda molti aspetti da approfondire: da quelli ormonali, del metabolismo e del sistema immunitario, a quelli più in generale fisiopatologici, a quelli socioculturali e psicologici o sugli stili di vita. Differenze tra i sessi, infatti, devono condizionare i metodi di ricerca così come influenzano la frequenza, la gravità ma anche la risposta alle terapie o le reazioni avverse ai farmaci. RAZIONALE Il carcinoma mammario è la neoplasia più frequente tra le donne (meno frequente nell’uomo) ed è potenzialmente grave se non individuata e curata in tempo. Può essere invasivo se esteso o non invasivo se localmente delimitato, ed è classificato in 5 stadi da 0 a IV. Tra questi, i più pericolosi sono lo stadio III – che comporta l’estensione del tessuto canceroso già al di fuori del seno – ed il IV caratterizzato da metastasi in fase avanzata. Grazie alla diagnostica moderna accompagnata dalle più recenti terapie innovative, il tasso di sopravvivenza relativo al tumore al seno è aumentato costantemente negli ultimi anni, tanto che se il tumore viene identificato in fase molto precoce la sopravvivenza a 5 anni nelle donne trattate è pari al 98%. Nel metastatico però, la sopravvivenza è purtroppo ancora bassa, dipendendo dalle caratteristiche della paziente, dall’aggressività della patologia e dalle minori opzioni terapeutiche disponibili. Il trattamento di questa patologia oncologica è perciò strettamente legato allo stadio in cui la malattia viene diagnosticata ma anche alle caratteristiche genetiche del tumore, ed oggi sono in commercio validi supporti per lo studio di questo aspetto. Nel carcinoma mammario triplo-negativo (10 – 15% tra le neoplasie della mammella) attualmente la tipologia a prognosi più complessa, con una sopravvivenza media dalla diagnosi nettamente inferiore rispetto alle altre forme, si aprono oggi importanti prospettive di cura, dopo l’immunoncologia più recentemente i coniugati anticorpo-farmaco.
In questa area terapeutica importante come dovrà essere la strategia di accesso alle nuove terapie e l’organizzazione come dovrà rispondere a tutto questo, mantenendo la sostenibilità del sistema di cure? Quale nuove risorse saranno necessarie per una buona programmazione? Per poter dare risposta univoca nel territorio Nazionale a questi interrogativi Motore Sanità propone un confronto multiregionale tra i Key Opinion leaders di settore. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
RETE ONCOLOGICA CAMPANA MEDICINA TERRITORIALE E MEDICINA GENERALE: NUOVI MODELLI DI INTEGRAZIONE – EVENTO ECM –
Eventi ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS: 604- 334101 TIPOLOGIA: RES Medici Chirurghi (Oncologia, Ginecologia, Anatomopatologi, Chirurgia Generale) + Farmacia Ospedaliera La durata dell’evento è di 6 ore formative, per un totale di 6 crediti ECM L’ISCRIZIONE AI CORSI DIVENTA OBBLIGATORIA: seguirà le stesse modalità dei webinar, ma indirizzeremo all’URL res.summeet.it L’iscrizione sarà resa disponibile fino all’orario di chiusura evento, quindi personalizzata per ogni incontro.   REGISTRAZIONE E ACCESSO Da effettuarsi prima o contestualmente all’inizio del corso ECM (la mancata iscrizione al corso prima dell’inizio dello stesso comprometterà la possibilità di compilazione dei questionari) 1. Collegarsi all’indirizzo: https://res.summeet.it
2. In caso di primo accesso: creare l’account personale, cliccando su “REGISTRAZIONE” In caso di utente già registrato a corsi FAD (Formazione a Distanza): potrà utilizzare le stesse credenziali che utilizza per l’accesso a fad.summeet.it 3. Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM 604-
4. Sarà possibile compilare il questionario di apprendimento ECM e di gradimento entro 3 giorni dal termine del corso (il test si riterrà superato con almeno il 75% di risposte corrette).   Uno degli obiettivi fondamentali della rete oncologica è il coinvolgimento della medicina generale e della medicina del territorio al fine di ottimizzare il percorso di cura del paziente ed evitare il ritardo diagnostico. Il PNRR è lo strumento per un rilancio ed una implementazione della medicina territoriale e potrà favorire le azioni della rete oncologica. Una assistenza domiciliare più’ ampia e complessa, le case e gli ospedali di comunità’ aiuteranno la presa in carico di pazienti sino ad ora gestiti negli ospedali. Anche l’oncologia sarà coinvolta in questo processo esternalizzando trattamenti di sostegno alla terapia, follow up, diagnosi precoci,supporti nutrizionali e psicologici. Questo potrebbe avvenire con un più ampio coinvolgimento dei MMG, con supporti telematici per teleconsulto e telemonitoraggio, con equipe infermieristiche territoriali addestrate e con il coinvolgimento degli specialisti oltre a quelli ospedalieri. Per fare il punto sulla situazione e sulle possibilità’ in divenire Motore Sanità’ organizza l’evento “Rete oncologica campana: medicina generale e del territorio”. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
Oncologia del territorio, assetti organizzativi per rispondere ai nuovi bisogni dei pazienti oncologici
Eventi In Italia ogni anno circa 270mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. Ma sempre più i risultati della ricerca sperimentale, i progressi della diagnostica, della chirurgia, i nuovi approcci di cura, le nuove terapie, stanno portando ad una evoluzione positiva nel decorso della malattia, allungando la vita dei malati anche senza speranza di guarigione. In questo scenario sono sorti nuovi problemi che riguardano la presa in carico di questa patologia complessa che comportano una revisione organizzativa, necessaria ai sistemi assistenziali (dai MTB, ai sistemi di NGS, alla presa in carico territoriale) per rispondere efficacemente, dando accesso rapido ed uniforme all’innovazione. Per questo aspetto e per un coerente utilizzo delle risorse disponibili, ancor più dopo l’esperienza della recente pandemia, il coordinamento tra centri Hub, Spoke e medicina territoriale, sta assumendo sempre maggiore importanza. Per questo, oltre lo sviluppo delle reti di patologia che coinvolgono prevalentemente la medicina specialistica, già implementato in molte regioni, occorre oggi uno sforzo per formare la medicina Territoriale ad una cogestione dei pazienti oncologici cronici.  Il futuro prossimo dell’Oncologia dovrà essere condiviso infatti tra ospedale e territorio attraverso una serie di setting assistenziali che permetteranno di riscrivere al meglio tutto il percorso di cura del paziente, con molti nuovi temi da sviluppare. Ma con una attenzione, non andremo a prefigurare 2 oncologie: questa differenza non dovrà esistere perché il percorso dovrà essere lo stesso ed i setting assistenziali ospedalieri e territoriali dovranno avere uno stesso governo. Con l’oncologia territoriale non si dovranno creare nuovi silos e servizi diversi, dove non esista efficace comunicazione tra le varie strutture. Il tema dell’introduzione della telemedicina ad esempio sarà indispensabile, così come quello del caregiver dedicato e formato sul territorio.  Per operare questa riorganizzazione, dando efficacia a questi cambiamenti saranno necessarie nuove risorse ma sarà fondamentale un dialogo aperto, trasparente e collaborativo tra tutte le forze in gioco: istituzioni, tecnici (clinici, caregiver, farmacisti), industria. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE IN VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LIGURIA E SARDEGNA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI proviene da Motoresanità.it. Read More
DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO – AREA CENTRO SUD
Eventi L’epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale (disturbo neurologico) in cui l’attività delle cellule nervose nel cervello si interrompe causando convulsioni, periodi di comportamento insolito e talvolta perdita di coscienza. I sintomi di come si manifesti una crisi epilettica possono variare ampiamente da caso a caso: durante la crisi alcune persone si fissano a guardare un punto per alcuni secondi, mentre altre possono arrivare a contrarre ripetutamente braccia e gambe. Anche le crisi lievi necessitano di essere trattate, perché possono risultare pericolose durante le attività come la guida o il nuoto. Il trattamento, a base di farmaci e/o interventi chirurgici, è in grado di tenere sotto controllo la condizione nell’80% dei casi. Motore Sanità intende organizzare webinar macro-regionali tra esperti clinici e decisori nel mese di novembre 2021 e più precisamente il giorno 15 novembre per l’area del Centro-Nord Italia e il 17 novembre per il Centro-Sud. Tali incontri saranno vocati al confronto e focalizzati sulla governance dell’epilessia: tratteranno la patologia in oggetto – ed in particolare gli aspetti organizzativi e gestionali di governance dei pazienti – e le conseguenti ricadute economiche per i singoli SSR e costi sociali. Il progetto si pone come fine di fare un’attenta analisi dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti nelle regioni indicate, oltre a sensibilizzare gli stakeholder istituzionali circa le azioni di miglioramento da intraprendere per migliorare la presa in carico del paziente epilettico. Particolarmente prezioso sarà il lavoro di raccolta e di elaborazione degli output che emergeranno durante gli incontri, a cura della nostra Direzione Scientifica, che saranno condensati in un documento di sintesi che servirà allo stesso tempo sia da raccolta delle risultanze dell’incontro che da “call to action” per il follow up delle azioni da intraprendere. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE IN TRENTINO, ALTO ADIGE, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI proviene da Motoresanità.it. Read More
FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – SICILIA
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE IN TRENTINO, ALTO ADIGE, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI proviene da Motoresanità.it. Read More
DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO – AREA CENTRO NORD
Eventi L’epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale (disturbo neurologico) in cui l’attività delle cellule nervose nel cervello si interrompe causando convulsioni, periodi di comportamento insolito e talvolta perdita di coscienza. I sintomi di come si manifesti una crisi epilettica possono variare ampiamente da caso a caso: durante la crisi alcune persone si fissano a guardare un punto per alcuni secondi, mentre altre possono arrivare a contrarre ripetutamente braccia e gambe. Anche le crisi lievi necessitano di essere trattate, perché possono risultare pericolose durante le attività come la guida o il nuoto. Il trattamento, a base di farmaci e/o interventi chirurgici, è in grado di tenere sotto controllo la condizione nell’80% dei casi. Motore Sanità intende organizzare webinar macro-regionali tra esperti clinici e decisori nel mese di novembre 2021 e più precisamente il giorno 15 novembre per l’area del Centro-Nord Italia e il 17 novembre per il Centro-Sud. Tali incontri saranno vocati al confronto e focalizzati sulla governance dell’epilessia: tratteranno la patologia in oggetto – ed in particolare gli aspetti organizzativi e gestionali di governance dei pazienti – e le conseguenti ricadute economiche per i singoli SSR e costi sociali. Il progetto si pone come fine di fare un’attenta analisi dei need assistenziali e dello stato dell’arte della presa in carico di tali pazienti nelle regioni indicate, oltre a sensibilizzare gli stakeholder istituzionali circa le azioni di miglioramento da intraprendere per migliorare la presa in carico del paziente epilettico. Particolarmente prezioso sarà il lavoro di raccolta e di elaborazione degli output che emergeranno durante gli incontri, a cura della nostra Direzione Scientifica, che saranno condensati in un documento di sintesi che servirà allo stesso tempo sia da raccolta delle risultanze dell’incontro che da “call to action” per il follow up delle azioni da intraprendere. L'articolo DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO proviene da Motoresanità.it. Read More
#Multiplayer La sclerosi multipla si combatte in squadra – Focus Veneto
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO proviene da Motoresanità.it. Read More
ACCESSO ALLE CURE PER IL DIABETE, SE NON ORA QUANDO?
Eventi “A 100 anni dall’insulina, una scoperta salvavita, resta ancora molto da fare. L’IDF (International Diabetes Federation) sta conducendo una campagna triennale per la Giornata Mondiale del Diabete per migliorare l’accesso alle cure per il diabete ed evidenziare la necessità di ulteriori azioni per prevenire il diabete e le sue complicanze”. Esattamente 100 anni fa, grazie alla scoperta di due canadesi, il Prof Banting e il suo allievo Best che per primi isolarono l’insulina, sarebbe cambiata la storia della medicina per i malati di diabete. I primi esperimenti condotti appena un anno dopo su un ragazzo quattordicenne diabetico il cui destino sembrava segnato e la morte sarebbe presto giunta fecero subito comprendere come la vita di questi malati avesse una nuova prospettiva: già in una giornata la glicemia si era normalizzata ed il ragazzo era salvo. Pensare oggi a questo, con le numerosissime scoperte che si sono susseguite negli anni, che hanno portato le persone con diabete di tipo 1 e 2 ad avere una vita pressoché normale, può far sorridere. Ma, nel contempo, ci deve anche far riflettere: occorre pensare tutti insieme che i livelli di conoscenza scientifica e competenza raggiunti nelle cure devono rappresentare anche oggi non un punto d’arrivo, ma, piuttosto, un punto di partenza. La persona con diabete deve mirare ad una condizione di vita che necessita di molti, ulteriori passi avanti. La grande innovazione prodotta (farmaci e devices) corre a ritmi straordinari oramai da più di un decennio ed il sistema assistenziale stenta a starne al passo. In Italia, a livello Nazionale, si sono compiuti molti passi fra cui il Piano Diabete in primis che ha dato importanti indicazioni su come implementare la filiera assistenziale e dare consapevolezza sui bisogni della malattia. Però non sempre tutto questo ha trovato applicazioni univoche nei diversi territori, causando spesso un accesso non equo ed omogeneo alle migliori cure ed ai migliori sistemi di monitoraggio disponibili. Al termine del percorso che, in questo anno 2021 di rinascita dopo la crisi pandemica, ha attraversato tutte le regioni d’Italia, Diabete Italia e Motore Sanità hanno voluto vagliare in concreto molte buone pratiche applicate e alcuni punti critici emersi, con lo scopo di portare ai decisori istituzionali un quadro obiettivo della situazione reale. Lo scopo finale è però raccogliere idee concrete e applicabili in grado di disegnare “la Regione Ideale di Diabete Italia”,  una regione – speriamo non troppo utopica – nella quale possano convergere tutti i riscontri positivi delle singole regioni italiane e che possa diventare un modello da diffondere in ogni realtà territoriale. L'articolo DATI EPIDEMIOLOGICI E CRITICITA’ NELLA PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE EPILETTICO proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA DEL MIELOMA MULTIPLO: COME EFFICIENTARE LA FILIERA E VALORIZZARE IL TERRITORIO? – Focus Emilia Romagna
Eventi Il mieloma multiplo è una malattia oncoematologica tra le più comuni che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, come linfociti B e plasmacellule sintetizzanti le immunoglobuline, molto importanti per il sistema immunitario e le sue risposte fisiologiche per combattere le infezioni. Se la crescita di queste cellule diventa incontrollata può dare origine al tumore, ostacolando le altre cellule ematiche e dando origine ad un indebolimento del sistema immunitario, ad anemia o a difetti coagulativi. Inoltre le cellule di mieloma producono in grande quantità una proteina detta Componente M (monoclonale), anticorpo che stimola gli osteoclasti, responsabili della demolizione del tessuto osseo e di conseguenza i pazienti colpiti da mieloma sono spesso soggetti anche a fratture ossee. Nel report AIOM 2020 si può leggere un dato di incidenza della malattia di 5.759 nuovi casi/anno (uomo 3.019 – donna 2740) e dai dati AIRTUM sappiamo che essa rappresenta 1,3% di tutti i tumori nella donna e 1,2% nell’uomo. L’età è il principale fattore di rischio per il mieloma multiplo: oltre 60% delle diagnosi di mieloma riguardano persone di età > 65 anni e solo 1% delle persone al di sotto dei 40 anni. Le cause del mieloma multiplo non sono ancora del tutto note, anche se recenti studi hanno evidenziato la presenza di anomalie nella struttura dei cromosomi e in alcuni specifici geni nei pazienti affetti dalla patologia. Dopo la diagnosi è indispensabile definire lo stadio del mieloma, in base al quale si ottengono anche indicazioni sulla prognosi della malattia e sulle scelte terapeutiche. L’innovazione in questi ultimi anni ha prodotto una notevole quantità di opzioni terapeutiche per questi pazienti ed ha segnato per molti di loro una sopravvivenza libera da progressione, con una aspettativa di vita diversa. Ma l’organizzazione è pronta ad accogliere questo cambio di scenario continuo verso la cronicizzazione di malattia? Cosa manca al sistema per essere più efficiente? Cosa ha insegnato l’attuale pandemia nella gestione della filiera assistenziale e nella presa in carico e nella prossimità delle cure per questi pazienti? Come gli sforzi dell’industria possono generare partnership con le istituzioni e cocreare valore per il sistema? L'articolo #MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS TOSCANA proviene da Motoresanità.it. Read More
#Multiplayer La sclerosi multipla si combatte in squadra – Focus Sardegna
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo #MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS TOSCANA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE in PUGLIA, CAMPANIA, CALABRIA E BASILICATA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
LA PANDEMIA DIABETE in emilia romagna, toscana, lazio: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
LA PANDEMIA DIABETE in UMBRIA, MARCHE, ABRUZZO E MOLISE: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
#Multiplayer La sclerosi multipla si combatte in squadra – Focus Emilia Romagna
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo TROMBOCITOPENIA NEL PAZIENTE EPATOPATICO: COME MINIMIZZARE I RISCHI ED EFFICIENTARE GLI INVESTIMENTI. REGIONI: TOSCANA – EMILIA ROMAGNA – MARCHE proviene da Motoresanità.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE in LOMBARDIA E SICILIA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
LA PANDEMIA DIABETE IN VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LIGURIA E SARDEGNA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi   Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG),
LA PANDEMIA DIABETE in TRENTINO ALTO ADIGE, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA: MODELLI ORGANIZZATIVI E CRITICITÀ GESTIONALI
Eventi Attualmente la prevalenza del diabete in Italia viene stimata intorno al 6%, con approssimativamente 3,6 Milioni di soggetti che ne sono affetti. Ma da più fonti viene indicato come il sommerso/non diagnosticato raggiunga numeri ben più elevati. I dati recenti pubblicati dal data base nazionale Health Search che raccoglie 1.200.000 cartelle cliniche relative ai MMG, indicano una prevalenza di diabete tipo 2 nella popolazione adulta pari al 7,6%. L’impatto della malattia dal punto di vista clinico, sociale ed economico sul SSN e sui servizi regionali è molto importante, basti pensare che: 7-8 anni è la riduzione di aspettativa di vita nella persona con diabete non in CONTROLLO GLICEMICO, 60% almeno della mortalità per malattie CV è associata al diabete, il 38% delle persone con diabete ha insufficienza renale (può portare alla dialisi), il 22% delle persone con diabete ha retinopatia, il 3% delle persone con diabete ha problemi agli arti inferiori e piedi
32% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni) con prevalenza del 10% fra le  persone di 50-69 anni, l’8% del budget SSN è assorbito dal diabete con oltre 9,25 miliardi € (solo costi diretti a cui ne vanno aggiunti 11 di spese indirette), la spesa, desunta dai flussi amministrativi, indica circa 2.800 euro per paziente (il doppio che per i non diabetici) Ma il 90% dei costi è attribuibile a complicanze e comorbilità, mentre solo il 10% è assorbito dalla gestione del problema metabolico. Attraverso questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Nel diabete di tipo 1 sono fondamentali una rapida e precoce diagnosi ed un monitoraggio attento attraverso le molte innovazioni disponibili che cambiano la vita dei pazienti. Nel diabete di tipo 2 diventa fondamentale l’aggiornamento delle linee di terapia farmacologica che grazie alle molte innovazioni degli ultimi 15 anni può essere condotta attualmente con varie modalità: dalle fasi iniziali della malattia, dove l’obiettivo glicemico può essere raggiunto con il cambiamento dello stile di vita, ai molti soggetti in cui è necessario rapidamente l’uso di farmaci, in primis la metformina, o durante le fasi successive della malattia, in cui la terapia richiede ulteriori implementazioni con farmaci orali o iniettivi. Ma come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Un impiego razionale e non razionato dell’innovazione purtroppo ad oggi spesso precluso al MMG (farmaci e devices) può cambiare la vita di questi pazienti ed il decorso clinico della malattia, riducendo o evitando le temibili complicanze sopra descritte. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto Regionale su questi temi per ottimizzare ognuno di questi aspetti attraverso l’impegno di tutti: Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care
WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale
Eventi Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 100.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con un’incidenza di circa 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Il 20% delle patologie riguarda pazienti in età pediatrica tra cui le malformazioni congenite rappresentano il 45% e le malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e disturbi immunitari il 20%. Per i pazienti in età adulta, invece, le più frequenti sono le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (29%) e quelle del sangue e degli organi ematopoietici (18 %). [Fonte: ISS 2015] In Italia, l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dai decreti 2001 e 2017. Ma ancora oggi ad esempio gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (pari ad esempio a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) evidenziano ancora snodi chiave su cui confrontarsi ed agire, facendo in modo che i SSR innovino i loro modelli assistenziali. Come fare questo resta un problema aperto, così come una volta ottenuta una corretta diagnosi, rispondere ai bisogni socio sanitari di questi particolari cittadini malati. Motore Sanità, attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare un tavolo di discussione che possa aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di queste malattie. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di nuovi, moderni modelli assistenziali condivisi. L'articolo ACCESSO ALLE CURE PER IL DIABETE, SE NON ORA QUANDO? proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS EMILIA-ROMAGNA
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi L'articolo FOCUS REUMATOLOGIA DALLA TERZA DOSE DI VACCINO ANTI-COVID ALLA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA proviene da Motoresanità.it. Read More
HIV: UNA PANDEMIA SILENZIOSA Come limitarne la diffusione
Eventi Il Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS) rappresenta il documento programmatico finalizzato a contrastare la diffusione dell’infezione da Hiv. Previsto dalla Legge 135/90, il piano contempla l’attuazione di interventi di carattere pluriennale riguardanti la prevenzione, l’informazione, la ricerca, l’assistenza e la cura, la sorveglianza epidemiologica e il sostegno dell’attività del volontariato. Il piano è stato approvato con intesa nella Conferenza Stato-Regioni del 26 ottobre 2017 e l’intesa ha stabilito che il ministero, in collaborazione con le regioni: dovrà promuovere iniziative di formazione e di aggiornamento degli operatori coinvolti nella cura e nell’assistenza nei luoghi di cura e nell’assistenza sul territorio delle persone con infezione da virus HIV e con sindrome da AIDS;
dovrà definire strategie di informazione in favore della popolazione generale e delle persone con comportamenti a rischio (popolazioni chiave). In particolare, è stata focalizzata l’attenzione sulla lotta contro la stigmatizzazione e sulla prevenzione altamente efficace basata sulle evidenze scientifiche e ancorata a principi e azioni che, oltre a comprendere le campagne di informazione, l’impiego degli strumenti di prevenzione e gli interventi finalizzati alla modifica dei comportamenti, si estendono all’uso delle terapie ARV come prevenzione (TasP), con conseguente ricaduta sulla riduzione delle nuove infezioni e il rispetto dei diritti delle popolazioni maggiormente esposte all’HIV. Uno dei punti principali è la formazione del personale dedicato e l’azione sui cittadini HIV positivi e/o pazienti HIV e su coloro che non sanno di essere positivi, sommerso importante da far emergere. Gli interventi formativi sono mirati a: Applicare le misure di prevenzione disponibili anche di natura farmacologica;
Favorire l’accesso al test e la diagnosi precoce, il legame al percorso di cura ed in particolare al trattamento; Migliorare la qualità e la sicurezza delle cure;
Contrastare lo stigma e la discriminazione nelle cure, anche attraverso la conoscenza e la corretta valutazione dei rischi inerenti la sicurezza degli operatori. Se quanto approvato nel PNAIDS rappresenta un impegno con obiettivi condivisibili e con una presa in carico dei pazienti più formalizzata e delineata a livello nazionale e regionale, la pandemia da COVID ha in molta parte interrotto questo processo virtuoso per cui risulta necessario fare il punto nel futuro post pandemico su: La situazione della presa in carico del malato HIV pre e post Covid;
 I nuovi indicatori previsti dal PNAIDS;
Il cluster pilota di popolazioni come le carceri, i SERD per l’emersione del sommerso e l’azione preventiva e curativa nei confronti dell’HIV, aderenza compresa;
Il paradigma di patologia cronico-virale con una presa in carico trasversale del cittadino positivo e/o paziente e sulle criticità in essere. Per questi motivi Motore Sanità ha organizzato il webinar dal titolo: Presa In Carico del Paziente HIV con il focus sulla situazione della Regione Toscana per fare il punto sull’attuale situazione e sul futuro della prevenzione diagnosi e cura dell’HIV nella regione in oggetto. L'articolo FOCUS REUMATOLOGIA DALLA TERZA DOSE DI VACCINO ANTI-COVID ALLA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA proviene da Motoresanità.it. Read More
FOCUS REUMATOLOGIA DALLA TERZA DOSE DI VACCINO ANTI-COVID ALLA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA
Eventi La Giornata Mondiale del Malato Reumatico è un’occasione importante per fare il punto insieme a stakeholder nazionali e regionali su quanto successo nell’ultimo, difficile, anno. Per la Reumatologia, Regione Lombardia rappresenta un’eccellenza a livello Nazionale in termini di centri di riferimento. Le Associazioni di Pazienti, i Clinici e la Medicina territoriale necessitano di una riorganizzazione dei percorsi Assistenziali per questi malati. Ovvero l’istituzione di una rete. Ciò al fine di permettere, viste le sempre più opportunità terapeutiche, una rapida diagnosi e presa in carico, un migliore follow-up, prevenendo i danni causati dall’evolvere delle malattie reumatiche autoimmuni prima che esse portino il paziente a situazioni di invalidità. Anche grazie all’aiuto dei fondi che arriveranno dal PNRR, le Associazioni di malati che operano sul territorio lombardo auspicano una riorganizzazione dei percorsi di cura per rete di patologia attraverso una delibera regionale che riguardi il gran numero di centri di eccellenza disseminati su tutto il territorio regionale. Si auspica inoltre l’apertura di ambulatori qualificati su tutto il territorio lombardo che accoglierebbero pazienti in fase di buon controllo di malattia; ciò permetterebbe di evitare lunghe liste d’attesa nei centri più qualificati, che necessitano di assistere i pazienti in fase acuta. I medici di base dovrebbero operare in stretta collaborazione con i vari centri, per effettuare invii mirati in caso di sospette patologie reumatologiche. Si è certi che in questo modo possa essere garantito a tutti i cittadini un accesso più equo ed uniforme alle cure. La (ancora) attuale pandemia ha fatto emergere criticità su cui riflettere e confrontarsi. Molti punti sono incerti per il futuro: ad esempio, per i malati reumatologici quale approccio è previsto dopo due dosi di vaccino? È necessario effettuare un esame sierologico per verificare l’effettiva necessità di ulteriori dosi? Il normale vaccino anti-influenzale quest’anno è indicato per i pazienti immunodepressi? In termini di possibili rischi e benefici, cosa dicono i dati ad oggi raccolti circa la vaccinazione anti-COVID nei pazienti reumatologici? Come valutare il rischio di riaccensione della patologia a fronte del vaccino? È necessaria una formazione ad hoc per le patologie coinvolte, essendo multidisciplinari? Quanto è importante il supporto a 360 gradi dei malati reumatologici? Per questi motivi, in occasione della Giornata Mondiale del Malato Reumatico, vorremmo riunire i principali attori del sistema intorno ad un tavolo di lavoro regionale, con l’apporto di proven pratices nazionali. L'articolo FOCUS REUMATOLOGIA DALLA TERZA DOSE DI VACCINO ANTI-COVID ALLA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA proviene da Motoresanità.it. Read More
MALATTIA EPATICA AVANZATA CON TROMBOCITOPENIA: UN NUOVO APPROCCIO ALLA GESTIONE DELLE PROCEDURE INVASIVE REGIONI:  PIEMONTE – LIGURIA – VENETO – FVG
Eventi La trombocitopenia è una complicazione a cui va incontro circa l’80% dei pazienti affetti da malattia cronica di fegato (CLD). Essa può avere diverse cause (sequestro splenico, ridotta produzione di trombopoietina). L’11-13% dei pazienti va incontro ad una forma più grave (conta piastrinica inferiore alle 50.000 unità per microlitro) e tra coloro che sono candidati ad una procedura invasiva, esiste un aumentato rischio di sanguinamento traumatico o post-operatorio. Infatti  la trombocitopenia grave potrebbe complicare significativamente le procedure standard di diagnosi e cura del paziente, come la biopsia epatica e procedure mediche indicate o elettive per pazienti cirrotici, con il risultato di un trattamento tardivo o annullato. Inoltre vi sono dati che evidenziano, riguardo l’assistenza sanitaria di un paziente affetto da trombocitopenia, un costo annuale più che triplicato rispetto a quello di un paziente con CLD senza trombocitopenia. Per questo motivo nasce la necessità di una conseguente copertura attraverso trasfusioni di concentrati piastrinici. Purtroppo questa procedura risulta avere diverse criticità, oltre alla disponibilità di materia prima: comporta rischi infettivi e sovraccarico emodinamico, l’emivita bassa costringe ad effettuare la procedura non oltre il giorno prima dell’intervento gravando sulla già elevata complessità organizzativa, l’efficacia non sempre è ottimale né prevedibile e non ultimo aspetto ha un costo medio elevato, considerando anche solo la prospettiva dei costi diretti sanitari (circa 2.000 tra degenza e procedura). Oggi fortunatamente si è aggiunta una nuova opzione terapeutica che attraverso una semplice somministrazione orale, consente ai pazienti con CLD una gestione semplificata di questa complicanza, potendo eseguire la terapia direttamente a domicilio piuttosto che dovendo affrontare un’ospedalizzazione seguita da trasfusione piastrinica e consentendo all’organizzazione assistenziale la pianificazione delle procedure invasive con un timing più flessibile. Ma questo nuovo approccio deve essere multidisciplinare, comportando una scelta condivisa ed organizzata nella filiera di cura che va dall’ematologo, all’epatologo, all’internista, al chirurgo fino ad arrivare al farmacista ospedaliero ed al risk manager ospedaliero. Come si sono organizzati o si organizzeranno i percorsi di cura delle regioni di fronte a questo nuovo scenario è quanto Motore Sanità propone di discutere in questi eventi multiregionali, condividendo “proven practices” utili a minimizzare i rischi per questi pazienti ed efficientare gli investimenti. L'articolo IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
LA RETE REUMATOLOGICA DEL LAZIO
Eventi Le malattie reumatiche sono più di 150, alcune rare ma tutte sono in aumento ovunque, così pure la spesa sociale, pari allo 0,2% del Pil, e quella sanitaria, basti dire che solo i costi diretti ammontano allo 0,6% della spesa sanitaria totale. Per far fronte a questo genere di patologie molte Regioni Italiane da diversi anni hanno creato delle reti regionali per indirizzare al meglio i malati e per garantire un grado di assistenza uguale su tutto il territorio. La Regione Lazio ancora non dispone di una rete reumatologica regionale, una mancanza che può rendere più difficoltoso per i cittadini laziali l’accesso alle opzioni terapeutiche più efficaci, ai farmaci biosimilari che adeguatamente utilizzati permettono a parità di efficacia un risparmio economico garante della sostenibilità e del reimpiego delle risorse per una precoce assunzione regionale delle terapie innovative attuali e future, nonché alla medicina di precisione. Per fare un punto della situazione sulla creazione di una futura Rete e sul modello gestionale da applicare per l’implementazione delle terapie più efficaci nel Lazio, Motore Sanità vuole riunire gli specialisti del settore, dei MMG e dei reumatologi per ciò che concerne le patologie di loro specifica competenza. Particolare attenzione verrà dedicata ai percorsi di cura dei pazienti reumatologici nel periodo post-Covid L'articolo IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE proviene da Motoresanità.it. Read More
I biosimilari in Piemonte: un’eccellenza italiana – Evento ECM
Eventi PROVIDER ECM:     N° 604 – SUMMEET SRL ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS:     604- 330732 TIPOLOGIA:                 FAD Codice di accesso alla piattaforma FAD:        120921   Medici Chirurghi (Oncologi, Ematologi, Gastroenterologi, Infettivologi, Dermatologi, Reumatologi, Medici Internisti) + Farmacia Ospedaliera e Farmacia Territoriale   La durata dell’evento è di 3 ore formative, per un totale di 4,5 crediti ecm. REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it   IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso   ISTRUZIONI  In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”)
 In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username e Password)
Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM: 604- 330732
Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento
Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento”disponibile sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ecm.
Il test può essere effettuato massimo CINQUE volte e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti.
Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso. I farmaci biosimilari rappresentano una grande opportunità per la sostenibilità dei sistemi sanitari a livello mondiale. Attraverso il loro impiego, nel rispetto delle attuali normative Internazionali e Nazionali è opinione comune che si possa consentire il trattamento di un numero maggiore di pazienti garantendo più salute a parità di risorse e creare spazio all’innovazione farmacologica. Innovazione che fortunatamente sta producendo una grande mole di nuovi strumenti di cura che vanno a coprire nuove aree terapeutiche e patologie a prognosi infausta. I Biosimilari quindi sono medicinali “simili” per qualità, efficacia e sicurezza ai farmaci biologici di riferimento che hanno perso la copertura brevettuale. Un biosimilare viene approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e di conseguenza dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) quando è stato dimostrato, attraverso il cosiddetto “esercizio di comparabilità”, che procede per stadi e secondo specifici standard. Questo garantisce che le differenze rispetto al medicinale di riferimento non influiscano sulla sua sicurezza ed efficacia clinica. Per tale motivo, l’AIFA, come espresso nel suo secondo documento “Position Paper sui Farmaci Biosimilari”, considera i biosimilari prodotti intercambiabili con i corrispondenti originator (cosiddetto “switch”), tanto per i pazienti avviati per la prima volta al trattamento (naïve) quanto per quelli già in terapia. La scelta di trattamento rimane una decisione clinica affidata al medico, concordata con il paziente e pertanto anche la sostituibilità da parte del farmacista deve avvenire previa consultazione con il medico prescrittore. “Per questi motivi è fondamentale promuovere un dialogo costruttivo tra il medico e il paziente sulle scelte terapeutiche a disposizione, contribuendo, così, alla formazione di pazienti consapevoli e partecipi”. Motore Sanità ritiene sia arrivato il momento di poter condividere le buone pratiche messe in campo per sfruttare al meglio questa opportunità
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS TOSCANA
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre: ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni. Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi L'articolo DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI, DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS LAZIO E PIEMONTE proviene da Motoresanità.it. Read More
INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – FOCUS LAZIO
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
COVID-19 PREVENZIONE DIAGNOSI CURA
Eventi I vaccini rappresentano l’arma principale di prevenzione dell’infezione da virus SARS COV 2. Nonostante i ritardi iniziali della campagna vaccinale dovuta al rifornimento dei medesimi da parte delle aziende produttrici e di problemi organizzativi diversi tra le varie regioni, la campagna sta procedendo a ritmi accettabili sperando entro la fine dell’estate di coprire tutta la popolazione. Rimangono aperte alcune questioni su cui si divide il mondo della scienza e delle istituzioni. E’ necessario coprire il più possibile tutti con la prima dose o si deve procedere alla copertura delle fiale disponibili, seppur dilazionate,  anche con la seconda dose? E’ necessario prevedere un terzo richiamo in autunno a partire dagli operatori sanitari ed i residenti delle RSA sapendo che la durata media della copertura dei vaccini è almeno 6 mesi? E come si procede ad un richiamo vaccinale per ciò che riguarda il titolo anticorpale, con una titolazione con test sierologico di massa o a campione? Tutto ciò pone il problema di una politica di follow up dei cittadini vaccinati non solo per capire come stia evolvendo la pandemia ma anche per elaborare una strategia di controllo di una endemia su cui pare mutare l’attuale fase pandemica. Per discutere di questi temi e fare pressione a livello governativo per un aggiornamento della politica di contrasto al COVID 19, Motore Sanità ha organizzato un webinar sul follow up vaccinale e sulle necessarie azioni da intraprendere al proposito. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
MALATTIA EPATICA AVANZATA CON TROMBOCITOPENIA: UN NUOVO APPROCCIO ALLA GESTIONE DELLE PROCEDURE INVASIVE  REGIONI:  TOSCANA – EMILIA ROMAGNA – MARCHE
Eventi La trombocitopenia è una complicazione a cui va incontro circa l’80% dei pazienti affetti da malattia cronica di fegato (CLD). Essa può avere diverse cause (sequestro splenico, ridotta produzione di trombopoietina). L’11-13% dei pazienti va incontro ad una forma più grave (conta piastrinica inferiore alle 50.000 unità per microlitro) e tra coloro che sono candidati ad una procedura invasiva, esiste un aumentato rischio di sanguinamento traumatico o post-operatorio. Infatti  la trombocitopenia grave potrebbe complicare significativamente le procedure standard di diagnosi e cura del paziente, come la biopsia epatica e procedure mediche indicate o elettive per pazienti cirrotici, con il risultato di un trattamento tardivo o annullato. Inoltre vi sono dati che evidenziano, riguardo l’assistenza sanitaria di un paziente affetto da trombocitopenia, un costo annuale più che triplicato rispetto a quello di un paziente con CLD senza trombocitopenia. Per questo motivo nasce la necessità di una conseguente copertura attraverso trasfusioni di concentrati piastrinici. Purtroppo questa procedura risulta avere diverse criticità, oltre alla disponibilità di materia prima: comporta rischi infettivi e sovraccarico emodinamico, l’emivita bassa costringe ad effettuare la procedura non oltre il giorno prima dell’intervento gravando sulla già elevata complessità organizzativa, l’efficacia non sempre è ottimale né prevedibile e non ultimo aspetto ha un costo medio elevato, considerando anche solo la prospettiva dei costi diretti sanitari (circa 2.000 tra degenza e procedura). Oggi fortunatamente si è aggiunta una nuova opzione terapeutica che attraverso una semplice somministrazione orale, consente ai pazienti con CLD una gestione semplificata di questa complicanza, potendo eseguire la terapia direttamente a domicilio piuttosto che dovendo affrontare un’ospedalizzazione seguita da trasfusione piastrinica e consentendo all’organizzazione assistenziale la pianificazione delle procedure invasive con un timing più flessibile. Ma questo nuovo approccio deve essere multidisciplinare, comportando una scelta condivisa ed organizzata nella filiera di cura che va dall’ematologo, all’epatologo, all’internista, al chirurgo fino ad arrivare al farmacista ospedaliero ed al risk manager ospedaliero. Come si sono organizzati o si organizzeranno i percorsi di cura delle regioni di fronte a questo nuovo scenario è quanto Motore Sanità propone di discutere in questi eventi multiregionali, condividendo “proven practices” utili a minimizzare i rischi per questi pazienti ed efficientare gli investimenti. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
WEBINAR MALATTIE RARE Focus Liguria Lombardia Piemonte
Eventi Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 10.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con un’incidenza di circa 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Il 20% delle patologie riguarda pazienti in età pediatrica tra cui le malformazioni congenite rappresentano il 45% e le malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e disturbi immunitari il 20%. Per i pazienti in età adulta, invece, le più frequenti sono le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (29%) e quelle del sangue e degli organi ematopoietici (18%). [Fonte: ISS 2015] In Italia, l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dai decreti 2001 e 2017. Ma ancora oggi ad esempio gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (pari ad esempio a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) evidenziano ancora snodi chiave su cui confrontarsi ed agire, facendo in modo che i SSR innovino i loro modelli assistenziali. A distanza oramai di qualche anno dall’inserimento nei protocolli delle nuove terapie per queste malattie rare, emerge la necessità di un confronto tra regioni virtuose che possa approfondire come l’organizzazione dei percorsi di cura si sia adeguata a questi nuovi scenari prodotti dall’innovazione. L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), la Sindrome Emolitica Uremica atipica (SEUa), l’Ipertensione polmonare arteriosa Idiopatica (PAH) e sindrome dell’intestino corto (SBS), sono alcuni esempi pratici su cui discutere questi temi. Motore Sanità si fa promotrice di una discussione aperta tra regioni sull’approccio gestionale/organizzativo differente messo in campo per condividere le “proven practices” ma anche i bisogni irrisolti rispetto ai servizi erogati, le criticità emerse nei percorsi di presa in carico, l’impatto dei dati raccolti dai registri dedicati, valutando quindi quale tipo di programmazione di risorse debba essere fatto. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
IPERCOLESTEROLEMIA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE TRA BISOGNI IRRISOLTI E NUOVE PROSPETTIVE DI CURA – FOCUS LIGURIA/PIEMONTE
Eventi In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più 224.000 persone: di queste, circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno). Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo accade? In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria. Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso queste terapie. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (tollerabilità, efficacia aggiuntiva) che possano implementare ulteriormente i benefici clinici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali sono gli ulteriori obiettivi su cui puntare? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il raggiungimento dei target consigliati? Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza in Regione Lombardia che possa dare riscontro a questi interrogativi. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
ONCOLOGIA 2021-2023: NUOVI MODELLI DI RETI ONCOLOGICHE GARANZIA DI UN RAPIDO ED UNIFORME ACCESSO ALL’INNOVAZIONE DI VALORE
Eventi In Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. I risultati della ricerca sperimentale, i progressi della diagnostica, della medicina e della chirurgia, le nuove terapie contro il tumore, stanno mostrando effetti positivi sul decorso della malattia, allungando, la vita dei malati anche senza speranza di guarigione. Ma, se da una parte i vantaggi del progresso scientifico hanno cancellato l’ineluttabile equazione “cancro uguale morte”, dall’altra sono sorti nuovi problemi che riguardano: la presa in carico di questa patologia complessa, la revisione organizzativa necessaria ai sistemi assistenziali per rispondere efficacemente al nuovo scenario (dai MTB ai CAR T team), l’accesso rapido ed uniforme alle fortunatamente molte terapie innovative in alcuni casi “Breakthrough”, i sottovalutati o non-valutati problemi nutrizionali che moltissimi pazienti presentano. Senza dimenticare l’importanza della diagnosi precoce attraverso screening strutturati e l’attenzione agli stili di vita. In questo scenario, ancor più dopo l’esperienza della recente pandemia, il coordinamento tra centri Hub, Spoke e medicina territoriale, sta assumendo sempre più importanza nei processi organizzativi/gestionali sia per un accesso rapido alle cure appropriate che per un coerente utilizzo delle risorse. E per questo oltre lo sviluppo delle reti di patologia che coinvolgono prevalentemente la medicina specialistica, già implementato in molte regioni, occorre oggi uno sforzo per formare la medicina di famiglia per un accesso rapido dei pazienti ai percorsi di diagnosi e cura e alla cogestione dei pazienti cronici, spesso gravati da polipatologie. Una buona stratificazione della popolazione, legata allo stato di salute, sarà così necessaria per evidenziare diversi livelli di complessità clinica/di fragilità e la conseguente chiara “presa in carico”. L’innovazione organizzativa e digitale necessaria, responsabilità di ogni singola regione, dovrebbe rappresentare una prima vera svolta realizzativa per facilitare tutto ciò. Il collegamento tra i principali attori clinici, dai centri ad alta specializzazione a quelli dei centri di primo e secondo livello fino oggi alla medicina territoriale, diventa un passaggio obbligato per una buona presa in carico. Il potenziamento delle reti di diagnostica di precisione attraverso un accentramento o un decentramento di alcuni servizi di anatomia patologica, la creazione dei Molecular Tumor Board daranno sostenibilità e chiarezza sulle migliori cure utilizzabili, riducendo sprechi e false aspettative. La formazione dei team multidisciplinari tra oncologi medici, chirurghi oncologi, anestesisti, nutrizionisti, anatomo-patologi, patologi clinici, biologi molecolari, genetisti, bioinformatici, farmacisti, infermieri dovrà essere un punto di forza su cui costruire un nuovo sistema che dia rapido accesso a cure appropriate. La creazione di reti di nutrizione clinica in grado di lavorare a stretto contatto con i team multidisciplinari e la disponibilità sul territorio di terapie nutrizionali immunomodulanti potrebbero portare grandi vantaggi oltre che ai pazienti anche agli stessi clinici che vedrebbero miglioramenti nella prosecuzione dei trattamenti radio e chemioterapici e una netta diminuzione delle sospensioni degli stessi dovute a importante malnutrizione pregressa. La partnership con le aziende di settore per programmare la grande
FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – PIEMONTE
Eventi ⇒ Programma   Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
INNOVAZIONE NEI PERCORSI DI CURA DEL MIELOMA MULTIPLO: COME EFFICIENTARE LA FILIERA E VALORIZZARE IL TERRITORIO? – FOCUS PIEMONTE – Evento accreditato ECM
Eventi PROVIDER ECM: N° 604 – SUMMEET SRL ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS: 604 – 326977 TIPOLOGIA: FAD Codice di accesso alla piattaforma FAD: 108821   Medici Chirurghi (EMATOLOGIA; MALATTIE INFETTIVE; ONCOLOGIA) + Farmacia Ospedaliera La durata dell’evento è di 3 ore formative, per un totale di 4,5 crediti ecm. • REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it   IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso ISTRUZIONI PER L’ISCRIZIONE ALL’EVENTO In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”)
In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username e Password)
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Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento” disponibile sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ECM. Il test può essere effettuato massimo CINQUE volte e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti.
Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita   IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso.   Il mieloma multiplo è una malattia oncoematologica tra le più comuni che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, come linfociti B e plasmacellule sintetizzanti le immunoglobuline, molto importanti per il sistema immunitario e le sue risposte fisiologiche per combattere le infezioni. Se la crescita di queste cellule diventa incontrollata può dare origine al tumore, ostacolando le altre cellule ematiche e dando origine ad un indebolimento del sistema immunitario, ad anemia o a difetti coagulativi. Inoltre le cellule di mieloma producono in grande quantità una proteina detta Componente M (monoclonale), anticorpo che stimola gli osteoclasti, responsabili della demolizione del tessuto osseo e di conseguenza i pazienti colpiti da mieloma sono spesso soggetti anche a fratture ossee. Nel report AIOM 2020 si può leggere un dato di incidenza della malattia di 5.759 nuovi casi/anno (uomo 3.019 – donna 2740) e dai dati AIRTUM sappiamo che essa rappresenta 1,3% di tutti i tumori nella donna e 1,2% nell’uomo. L’età è il principale fattore di rischio per il mieloma multiplo: oltre 60% delle diagnosi di mieloma riguardano persone di età > 65 anni e solo 1% delle persone al di sotto dei 40 anni. Le cause del mieloma multiplo non sono ancora del tutto note, anche se recenti studi hanno evidenziato la presenza di anomalie nella struttura dei cromosomi e in alcuni specifici geni nei pazienti affetti dalla patologia. Dopo la diagnosi è indispensabile definire lo stadio del mieloma, in base al quale si ottengono anche indicazioni sulla prognosi della malattia e sulle scelte terapeutiche. L’innovazione in questi ultimi anni ha prodotto una notevole quantità di opzioni terapeutiche per questi pazienti ed ha segnato per molti di loro una sopravvivenza libera da progressione, con una aspettativa di vita diversa. Ma l’organizzazione è pronta ad accogliere questo cambio di scenario
MALATTIE RARE FOCUS EMILIA-ROMAGNA/TRIVENETO
Eventi ⇒ Programma   Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 10.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con un’incidenza di circa 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Il 20% delle patologie riguarda pazienti in età pediatrica tra cui le malformazioni congenite rappresentano il 45% e le malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e disturbi immunitari il 20%. Per i pazienti in età adulta, invece, le più frequenti sono le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (29%) e quelle del sangue e degli organi ematopoietici (18%). [Fonte: ISS 2015] In Italia, l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dai decreti 2001 e 2017. Ma ancora oggi ad esempio gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (pari ad esempio a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) evidenziano ancora snodi chiave su cui confrontarsi ed agire, facendo in modo che i SSR innovino i loro modelli assistenziali. A distanza oramai di qualche anno dall’inserimento nei protocolli delle nuove terapie per queste malattie rare, emerge la necessità di un confronto tra regioni virtuose che possa approfondire come l’organizzazione dei percorsi di cura si sia adeguata a questi nuovi scenari prodotti dall’innovazione. L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), la Sindrome Emolitico Uremica atipica (SEUa), l’Ipertensione polmonare arteriosa Idiopatica (PAH) e sindrome dell’intestino corto (SBS), sono alcuni esempi pratici su cui discutere questi temi. Motore Sanità si fa promotrice di una discussione aperta tra regioni sull’approccio gestionale/organizzativo differente messo in campo per condividere le “proven practices” ma anche i bisogni irrisolti rispetto ai servizi erogati, le criticità emerse nei percorsi di presa in carico, l’impatto dei dati raccolti dai registri dedicati, valutando quindi quale tipo di programmazione di risorse debba essere fatto. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE
Eventi    Programma   L’OMS definisce come aderenza terapeutica il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti dosi, tempi e frequenza dell’assunzione di una terapia per l’intera durata di essa. Ma il problema dell’aderenza terapeutica riguarda oltre i farmaci, ogni atto assistenziale volto a modificare le abitudini e la routine terapeutica dei pazienti, cosa che spesso incontra una forte resistenza al cambiamento non solo nel breve ma anche nel lungo termine. E questo purtroppo avviene sia che si tratti di pazienti acuti che di pazienti cronici (es° dal rispetto del corretto utilizzo delle terapie antinfettive a quello delle terapie per il diabete, la BPCO, le malattie cardiovascolari, etc). Dalle analisi contenute nel Rapporto OsMed, poco più della metà dei pazienti (55,1%) affetti da ipertensione arteriosa assume il trattamento antipertensivo con continuità. Da studi osservazionali è emerso che oltre il 70% dei pazienti sospende il trattamento nei primi 6 mesi. Anche nel caso di altre patologie l’aderenza terapeutica si dimostra bassa in maniera allarmante: si parla, infatti, di appena il 52-55% per pazienti in trattamento per osteoporosi, il 60% per artrite reumatoide, 40-45% nel caso della terapia per diabete di tipo II, 36-40% per insufficienza cardiaca e solo il 13-18% per asma e BPCO. Per il futuro sarà interessante misurare questo fenomeno in alcune aree dell’ oncologia o in altre patologie complesse ad alto impatto assistenziale ormai cronicizzate come HIV, HCV e malattie epatiche collegate (es° Cirrosi). Considerando i 7 milioni di persone in Italia colpite da malattie croniche si stima che solo la metà di queste assuma i farmaci in modo corretto e che fra gli anziani le percentuali superino il 70% (OMS), questo ci fa comprendere la portata dello spreco generatosi per i notevoli costi clinici e sociali (ad es° dopo infarto cardiaco rispettare le indicazioni di assunzione dei farmaci prescritti riduce del 75% la probabilità di recidive). Negli Stati Uniti la mancata aderenza causa sprechi per circa 100 miliardi di dollari ogni anno mentre in Europa si stimano 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri dovuti a questo problema. La stessa AIFA nel suo sito riporta che “La scarsa aderenza alle prescrizioni del medico è la principale causa di non efficacia delle terapie farmacologiche ed è associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, rappresentando un danno sia per i pazienti che per il sistema sanitario e per la società. Maggior aderenza significa infatti minor rischio di ospedalizzazione, minori complicanze associate alla malattia, maggiore sicurezza ed efficacia dei trattamenti e riduzione dei costi per le terapie. L’aderenza alle terapie è pertanto fondamentale per la sostenibilità del SSN”. Le cause della mancata o della scarsa aderenza ai trattamenti sono di varia natura e comprendono tra gli esempi più comuni la complessità del trattamento, l’inconsapevolezza della malattia, il follow-up inadeguato, timore di potenziali reazioni avverse, il decadimento cognitivo e la depressione, la scarsa informazione in merito alla rilevanza delle terapie, il tempo mancante all’operatore
TAVOLO NAZIONALE DI LAVORO SULLO SCREENING DELL’HCV
Eventi ⇒ Programma   La diagnosi e la cura dell’HCV hanno rappresentato il primo vero esempio di come innovazione, sostenibilità del sistema, accesso alle cure e determinazione del prezzo in un Market Access complesso e frammentato, siano temi su cui si è dovuta impostare e sviluppare una vera politica del farmaco nazionale ed europea. Le diverse regioni hanno impostato o tentato di impostare una filiera applicativa e di controllo sullo screening dei potenziali soggetti malati, sull’uso di tali cure attraverso la valutazione delle terapie tramite HTA, la stima dei pazienti eleggibili, la programmazione delle terapie e il monitoraggio dei risultati nei casi trattati. La vicenda dell’epatite C ha rappresentato un paradigma della ricerca biomedica, in primis per i farmaci innovativi con grande efficacia terapeutica, che hanno peraltro determinato un importante impatto economico con criticità per la sostenibilità, da un lato per il notevole numero di pazienti da trattare e dall’altro a causa della limitata disponibilità di risorse impiegate, in uno scenario peraltro in rapida evoluzione per la sequenza temporale di nuove molecole che di volta in volta sono comparse sul mercato e per le strategie, complesse e talvolta troppo confidenziali, di negoziazione dei farmaci. Di conseguenza, seppur in un progressivo reclutamento dei pazienti affetti da Epatite C secondo i criteri AIFA, le realtà regionali non hanno sempre assicurato omogeneamente l’accesso al trattamento coi nuovi farmaci per l’Epatite C. Durante il webinar verranno prese in esame anche le campagne e le previsioni per l’eradicazione dell’HCV entro il 2030. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI,  DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS LAZIO E PIEMONTE
Eventi ⇒ Programma   Quando si affronta il problema dell’AMR, molto spesso si parla di programmi di prevenzione, indispensabili per limitare il fenomeno. La prevenzione infatti è senz’altro un aspetto chiave dell’AMR. Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. Volendo fare un paragone con la recente pandemia potremmo dire che rispetto a Covid-19, l’AMR è una pandemia silente ma annunciata oramai da anni e che richiede, per essere affrontata, delle azioni concrete non più rimandabili. Oggi i pazienti che muoiono per AMR hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono: non hanno trattamenti efficaci. Ma nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa. Le tempistiche di realizzazione/approvazione/accesso/disponibilità di un nuovo antibiotico sono spesso un percorso ad ostacoli: i tempi minimi del suo sviluppo (dalla scoperta, allo sviluppo clinico, alla commercializzazione) vanno dagli 8 agli 11 anni, con una spesa globale che è stata calcolata superiore a milioni di euro. Vi è inoltre la tendenza ad utilizzare i nuovi antibiotici soltanto dopo tante altre terapie più o meno conosciute, impiegate magari da anni e di cui ben si conoscono gli effetti collaterali. Ma se un approccio appropriato, prudente e per gradi è certamente fondamentale per non attivare in tempi brevi nuove resistenze, non si dovrebbe però arrivare a un uso razionato dei nuovi antibiotici puntando invece ad un uso razionale di questi, poiché in molti casi dietro all’AMR vi è un paziente che non può aspettare. Senza contare che anche in tema di sostenibilità, aspetto di cui tutti responsabilmente si dovrebbero fare carico, spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. Restano quindi alcuni passaggi principali, per cui parlarne non basta dopo l’esempio della recente pandemia non basta: Riconoscere che il problema esiste investendo subito in cosa possa governarlo;
Capire il senso del valore del problema sia in termini economici che morali (volontà politica);
Programmare con continuità risorse adeguate finanziarie e tecniche (giusto personale dedicato);   Per approfondire questi temi e tenere alta l’attenzione sul problema Motore Sanità vuole contribuire a trovare soluzioni attraverso un dialogo che coinvolga i migliori tecnici e istituzioni, a livello Nazionale e Regionale. L'articolo WEBINAR MALATTIE RARE Focus Nazionale proviene da Motoresanità.it. Read More
Summer School 2021: Sessione parallela – 17 Settembre
Eventi L’Expert Panel on investing in health della Commissione Europea (EXPH), ha indicato 4 quattro categorie su cui lavorare in tema innovazione: tecnologica (tecnologie a bassa ed alta complessità), organizzativa (modelli, strutture, processi), prodotti e servizi (farmaci e servizi innovativi), risorse umane (personale sanitario, pazienti, cittadini e comunità). Oggi la pandemia che ha messo in ginocchio i sistemi sanitari di tutto il mondo non potrà che accelerare su questa innovazione tanto attesa. Prendendo spunto da questo Motore Sanità ritiene che il SSN dovrà riorganizzarsi cercando di realizzare la sua “REVOLUTION”, pensando al di fuori degli schemi senza impaludarsi sugli stereotipi che hanno frenato lo sviluppo ma senza però stravolgere i concetti basilari che ne costituiscono i principi irrinunciabili, affrontando le carenze emerse nella pandemia.
In Italia molti di questi cambiamenti, si attendevano come necessari, erano scritti da tempo sui documenti ufficiali, spesso bellissimi libri dei sogni sistematicamente disattesi, ma oggi sono divenuti improcrastinabili. Alcuni punti su cui lavorare:
  • Assistenza ospedaliera, con il coinvolgimento finalmente di strutture pubbliche e private accreditate unite in un unico obiettivo assistenziale.
  • Modello ospedale/territorio perpetuato negli anni non rispondente più alle attuali esigenze di salute. Durante la pandemia le regioni, come era previsto oramai da tempo sulla carta, hanno dovuto improvvisare (pur mancando personale ed attrezzature) iniziative di digitalizzazione/condivisione di dati e servizi di telemedicina con funzioni di raccordo fra territorio e sistema di emergenza-urgenza
  • Rete di assistenza territoriale emersa in tutte le sue debolezze: dalla corsa frenetica delle regioni con istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 alla implementazione dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) per aumentare le prestazioni domiciliari, diminuendo il ricorso a forme di assistenza intermedia e ricoveri.
  • Burocrazia annosa, con obbligo di semplificazione immediata (es° proroga del rinnovo dei piani terapeutici in scadenza e delle prescrizioni mediche di farmaci essenziali per le malattie croniche, distribuzione dei farmaci, norme speciali approvate per la sperimentazione clinica e per l’uso compassionevole dei farmaci in fase di sperimentazione con la finalità di migliorare la capacità di coordinamento e di analisi delle evidenze scientifiche).
In tutto questo scenario si è compreso immediatamente quanto grave fosse la situazione del depauperamento delle risorse destinate al territorio e/o non efficacemente impiegate: personale insufficiente e precariamente formato, strumenti di cura inadeguati ai bisogni attuali, tecnologia innovativa inesistente o sottoutilizzata, organizzazione dei percorsi di cura imbavagliata da rigidi silos per nulla affatto connessi. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno che delinea in sé la necessità di una nuova e fondamentale fase programmatoria per la salute dei cittadini. Ma questa fase dovrà vedere protagonisti tutti gli attori di sistema e dovranno essere messi da parte gli interessi professionali ed abbattute le barriere che li dividono. Medici, farmacisti, infermieri, tecnici, decisori politici, industria e cittadini, tutti con la stessa dignità, dovranno essere insieme i motori di un cambiamento che non può più essere fermato. Si dovrà innovare con coraggio e rapidità, attraverso la distruzione creativa classica dei grandi cambiamenti prima culturali e poi organizzativi. L'articolo
Summer School 2021: Sessione parallela – 16 Settembre
Eventi L’Expert Panel on investing in health della Commissione Europea (EXPH), ha indicato 4 quattro categorie su cui lavorare in tema innovazione: tecnologica (tecnologie a bassa ed alta complessità), organizzativa (modelli, strutture, processi), prodotti e servizi (farmaci e servizi innovativi), risorse umane (personale sanitario, pazienti, cittadini e comunità). Oggi la pandemia che ha messo in ginocchio i sistemi sanitari di tutto il mondo non potrà che accelerare su questa innovazione tanto attesa. Prendendo spunto da questo Motore Sanità ritiene che il SSN dovrà riorganizzarsi cercando di realizzare la sua “REVOLUTION”, pensando al di fuori degli schemi senza impaludarsi sugli stereotipi che hanno frenato lo sviluppo ma senza però stravolgere i concetti basilari che ne costituiscono i principi irrinunciabili, affrontando le carenze emerse nella pandemia.
In Italia molti di questi cambiamenti, si attendevano come necessari, erano scritti da tempo sui documenti ufficiali, spesso bellissimi libri dei sogni sistematicamente disattesi, ma oggi sono divenuti improcrastinabili. Alcuni punti su cui lavorare:
  • Assistenza ospedaliera, con il coinvolgimento finalmente di strutture pubbliche e private accreditate unite in un unico obiettivo assistenziale.
  • Modello ospedale/territorio perpetuato negli anni non rispondente più alle attuali esigenze di salute. Durante la pandemia le regioni, come era previsto oramai da tempo sulla carta, hanno dovuto improvvisare (pur mancando personale ed attrezzature) iniziative di digitalizzazione/condivisione di dati e servizi di telemedicina con funzioni di raccordo fra territorio e sistema di emergenza-urgenza
  • Rete di assistenza territoriale emersa in tutte le sue debolezze: dalla corsa frenetica delle regioni con istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 alla implementazione dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) per aumentare le prestazioni domiciliari, diminuendo il ricorso a forme di assistenza intermedia e ricoveri.
  • Burocrazia annosa, con obbligo di semplificazione immediata (es° proroga del rinnovo dei piani terapeutici in scadenza e delle prescrizioni mediche di farmaci essenziali per le malattie croniche, distribuzione dei farmaci, norme speciali approvate per la sperimentazione clinica e per l’uso compassionevole dei farmaci in fase di sperimentazione con la finalità di migliorare la capacità di coordinamento e di analisi delle evidenze scientifiche).
In tutto questo scenario si è compreso immediatamente quanto grave fosse la situazione del depauperamento delle risorse destinate al territorio e/o non efficacemente impiegate: personale insufficiente e precariamente formato, strumenti di cura inadeguati ai bisogni attuali, tecnologia innovativa inesistente o sottoutilizzata, organizzazione dei percorsi di cura imbavagliata da rigidi silos per nulla affatto connessi. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno che delinea in sé la necessità di una nuova e fondamentale fase programmatoria per la salute dei cittadini. Ma questa fase dovrà vedere protagonisti tutti gli attori di sistema e dovranno essere messi da parte gli interessi professionali ed abbattute le barriere che li dividono. Medici, farmacisti, infermieri, tecnici, decisori politici, industria e cittadini, tutti con la stessa dignità, dovranno essere insieme i motori di un cambiamento che non può più essere fermato. Si dovrà innovare con coraggio e rapidità, attraverso la distruzione creativa classica dei grandi cambiamenti prima culturali e poi organizzativi. L'articolo
Summer School 2021 17 Settembre
Eventi L’evento si svolgerà presso l’Hotel Gaarten Meeting&Business L’Expert Panel on investing in health della Commissione Europea (EXPH), ha indicato 4 quattro categorie su cui lavorare in tema innovazione: tecnologica (tecnologie a bassa ed alta complessità), organizzativa (modelli, strutture, processi), prodotti e servizi (farmaci e servizi innovativi), risorse umane (personale sanitario, pazienti, cittadini e comunità). Oggi la pandemia che ha messo in ginocchio i sistemi sanitari di tutto il mondo non potrà che accelerare su questa innovazione tanto attesa. Prendendo spunto da questo Motore Sanità ritiene che il SSN dovrà riorganizzarsi cercando di realizzare la sua “REVOLUTION”, pensando al di fuori degli schemi senza impaludarsi sugli stereotipi che hanno frenato lo sviluppo ma senza però stravolgere i concetti basilari che ne costituiscono i principi irrinunciabili, affrontando le carenze emerse nella pandemia.
In Italia molti di questi cambiamenti, si attendevano come necessari, erano scritti da tempo sui documenti ufficiali, spesso bellissimi libri dei sogni sistematicamente disattesi, ma oggi sono divenuti improcrastinabili. Alcuni punti su cui lavorare:
  • Assistenza ospedaliera, con il coinvolgimento finalmente di strutture pubbliche e private accreditate unite in un unico obiettivo assistenziale.
  • Modello ospedale/territorio perpetuato negli anni non rispondente più alle attuali esigenze di salute. Durante la pandemia le regioni, come era previsto oramai da tempo sulla carta, hanno dovuto improvvisare (pur mancando personale ed attrezzature) iniziative di digitalizzazione/condivisione di dati e servizi di telemedicina con funzioni di raccordo fra territorio e sistema di emergenza-urgenza
  • Rete di assistenza territoriale emersa in tutte le sue debolezze: dalla corsa frenetica delle regioni con istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 alla implementazione dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) per aumentare le prestazioni domiciliari, diminuendo il ricorso a forme di assistenza intermedia e ricoveri.
  • Burocrazia annosa, con obbligo di semplificazione immediata (es° proroga del rinnovo dei piani terapeutici in scadenza e delle prescrizioni mediche di farmaci essenziali per le malattie croniche, distribuzione dei farmaci, norme speciali approvate per la sperimentazione clinica e per l’uso compassionevole dei farmaci in fase di sperimentazione con la finalità di migliorare la capacità di coordinamento e di analisi delle evidenze scientifiche).
In tutto questo scenario si è compreso immediatamente quanto grave fosse la situazione del depauperamento delle risorse destinate al territorio e/o non efficacemente impiegate: personale insufficiente e precariamente formato, strumenti di cura inadeguati ai bisogni attuali, tecnologia innovativa inesistente o sottoutilizzata, organizzazione dei percorsi di cura imbavagliata da rigidi silos per nulla affatto connessi. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno che delinea in sé la necessità di una nuova e fondamentale fase programmatoria per la salute dei cittadini. Ma questa fase dovrà vedere protagonisti tutti gli attori di sistema e dovranno essere messi da parte gli interessi professionali ed abbattute le barriere che li dividono. Medici, farmacisti, infermieri, tecnici, decisori politici, industria e cittadini, tutti con la stessa dignità, dovranno essere insieme i motori di un cambiamento che non può più essere fermato. Si dovrà innovare con coraggio e rapidità, attraverso la distruzione creativa classica dei
Summer School 2021 16 Settembre
Eventi L’evento si svolgerà presso l’Hotel Gaarten Meeting&Business L’Expert Panel on investing in health della Commissione Europea (EXPH), ha indicato 4 quattro categorie su cui lavorare in tema innovazione: tecnologica (tecnologie a bassa ed alta complessità), organizzativa (modelli, strutture, processi), prodotti e servizi (farmaci e servizi innovativi), risorse umane (personale sanitario, pazienti, cittadini e comunità). Oggi la pandemia che ha messo in ginocchio i sistemi sanitari di tutto il mondo non potrà che accelerare su questa innovazione tanto attesa. Prendendo spunto da questo Motore Sanità ritiene che il SSN dovrà riorganizzarsi cercando di realizzare la sua “REVOLUTION”, pensando al di fuori degli schemi senza impaludarsi sugli stereotipi che hanno frenato lo sviluppo ma senza però stravolgere i concetti basilari che ne costituiscono i principi irrinunciabili, affrontando le carenze emerse nella pandemia.
In Italia molti di questi cambiamenti, si attendevano come necessari, erano scritti da tempo sui documenti ufficiali, spesso bellissimi libri dei sogni sistematicamente disattesi, ma oggi sono divenuti improcrastinabili. Alcuni punti su cui lavorare:
  • Assistenza ospedaliera, con il coinvolgimento finalmente di strutture pubbliche e private accreditate unite in un unico obiettivo assistenziale.
  • Modello ospedale/territorio perpetuato negli anni non rispondente più alle attuali esigenze di salute. Durante la pandemia le regioni, come era previsto oramai da tempo sulla carta, hanno dovuto improvvisare (pur mancando personale ed attrezzature) iniziative di digitalizzazione/condivisione di dati e servizi di telemedicina con funzioni di raccordo fra territorio e sistema di emergenza-urgenza
  • Rete di assistenza territoriale emersa in tutte le sue debolezze: dalla corsa frenetica delle regioni con istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 alla implementazione dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) per aumentare le prestazioni domiciliari, diminuendo il ricorso a forme di assistenza intermedia e ricoveri.
  • Burocrazia annosa, con obbligo di semplificazione immediata (es° proroga del rinnovo dei piani terapeutici in scadenza e delle prescrizioni mediche di farmaci essenziali per le malattie croniche, distribuzione dei farmaci, norme speciali approvate per la sperimentazione clinica e per l’uso compassionevole dei farmaci in fase di sperimentazione con la finalità di migliorare la capacità di coordinamento e di analisi delle evidenze scientifiche).
In tutto questo scenario si è compreso immediatamente quanto grave fosse la situazione del depauperamento delle risorse destinate al territorio e/o non efficacemente impiegate: personale insufficiente e precariamente formato, strumenti di cura inadeguati ai bisogni attuali, tecnologia innovativa inesistente o sottoutilizzata, organizzazione dei percorsi di cura imbavagliata da rigidi silos per nulla affatto connessi. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno che delinea in sé la necessità di una nuova e fondamentale fase programmatoria per la salute dei cittadini. Ma questa fase dovrà vedere protagonisti tutti gli attori di sistema e dovranno essere messi da parte gli interessi professionali ed abbattute le barriere che li dividono. Medici, farmacisti, infermieri, tecnici, decisori politici, industria e cittadini, tutti con la stessa dignità, dovranno essere insieme i motori di un cambiamento che non può più essere fermato. Si dovrà innovare con coraggio e rapidità, attraverso la distruzione creativa classica dei
IL FARMACO BIOSIMILARE: Stato dell’arte sull’utilizzo dei Farmaci Biosimilari in Campania
Eventi   I farmaci biosimilari rappresentano una grande opportunità per la sostenibilità dei sistemi sanitari a livello mondiale. Attraverso il loro impiego, nel rispetto delle attuali normative Internazionali e Nazionali è opinione comune che si possa consentire il trattamento di un numero maggiore di pazienti garantendo più salute a parità di risorse e creare sostenibilità all’innovazione farmacologica. L’esempio delle opportunità legate alla perdita di brevetto di Adalimumab, prodotto biologico con il maggior fatturato a livello mondiale (oltre 20 Mld di dollari nel 2018) è molto significativo. L’AIFA, nel suo secondo documento “Position Paper sui Farmaci Biosimilari”, considera i biosimilari prodotti intercambiabili con i corrispondenti originatori (cosiddetto “switch”), tanto per i pazienti avviati per la prima volta al trattamento (naïve) quanto per quelli già in terapia. Comunque Aifa sottolinea che la scelta del trattamento rimane una decisione clinica affidata al medico, concordata con il paziente e pertanto anche la sostituibilità da parte del farmacista deve avvenire previa consultazione con il medico prescrittore. “Per questi motivi è fondamentale promuovere un dialogo costruttivo tra il medico e il paziente sulle scelte terapeutiche a disposizione, contribuendo, così, alla formazione di pazienti consapevoli e partecipi”. Motore sanità ritiene sia il momento di aprire un nuovo dialogo nell’area di maggior impiego di questi farmaci, la reumatologia, anche alla luce dei grandi cambiamenti organizzativi che ci attendono in Sanità, dettati dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, dalle risorse in arrivo attraverso il Recovery Fund, dalle strategie di potenziamento del territorio in particolare nella presa in carico del malato cronico. L'articolo IL PAZIENTE AL CENTRO? DAL LABIRINTO ASSISTENZIALE AD UNA RETE DI SERVIZI ORGANIZZATA proviene da Motoresanità.it. Read More
#MULTIPLAYER LA SCLEROSI MULTIPLA SI COMBATTE IN SQUADRA – FOCUS PIEMONTE
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre:
  1. ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
  2. prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
  3. effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni.
Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema ad una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce ed efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI, DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS EMILIA-ROMAGNA proviene da Motoresanità.it. Read More
HIV: UNA PANDEMIA SILENZIOSA Migliorare la presa in carico del paziente: stato dell’arte e spunti per il futuro – toscana
Eventi Il Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS) rappresenta il documento programmatico finalizzato a contrastare la diffusione dell’infezione da Hiv. Previsto dalla Legge 135/90, il piano contempla l’attuazione di interventi di carattere pluriennale riguardanti la prevenzione, l’informazione, la ricerca, l’assistenza e la cura, la sorveglianza epidemiologica e il sostegno dell’attività del volontariato. Il piano è stato approvato con intesa nella Conferenza Stato-Regioni del 26 ottobre 2017 e l’intesa ha stabilito che il ministero, in collaborazione con le regioni:
  • dovrà promuovere iniziative di formazione e di aggiornamento degli operatori coinvolti nella cura e nell’assistenza nei luoghi di cura e nell’assistenza sul territorio delle persone con infezione da virus HIV e con sindrome da AIDS;
  • dovrà definire strategie di informazione in favore della popolazione generale e delle persone con comportamenti a rischio (popolazioni chiave).
In particolare, è stata focalizzata l’attenzione sulla lotta contro la stigmatizzazione e sulla prevenzione altamente efficace basata sulle evidenze scientifiche e ancorata a principi e azioni che, oltre a comprendere le campagne di informazione, l’impiego degli strumenti di prevenzione e gli interventi finalizzati alla modifica dei comportamenti, si estendono all’uso delle terapie ARV come prevenzione (TasP), con conseguente ricaduta sulla riduzione delle nuove infezioni e il rispetto dei diritti delle popolazioni maggiormente esposte all’HIV. Uno dei punti principali è la formazione del personale dedicato e l’azione sui cittadini HIV positivi e/o pazienti HIV e su coloro che non sanno di essere positivi, sommerso importante da far emergere. Gli interventi formativi sono mirati a:
  • Applicare le misure di prevenzione disponibili anche di natura farmacologica;
  • Favorire l’accesso al test e la diagnosi precoce, il legame al percorso di cura ed in
particolare al trattamento;
  • Migliorare la qualità e la sicurezza delle cure;
  • Contrastare lo stigma e la discriminazione nelle cure, anche attraverso la conoscenza e la corretta valutazione dei rischi inerenti la sicurezza degli operatori.
Se quanto approvato nel PNAIDS rappresenta un impegno con obiettivi condivisibili e con una presa in carico dei pazienti più formalizzata e delineata a livello nazionale e regionale, la pandemia da COVID ha in molta parte interrotto questo processo virtuoso per cui risulta necessario fare il punto nel futuro post pandemico su:
  • La situazione della presa in carico del malato HIV pre e post Covid;
  •  I nuovi indicatori previsti dal PNAIDS;
  • Il cluster pilota di popolazioni come le carceri, i SERD per l’emersione del sommerso e l’azione preventiva e curativa nei confronti dell’HIV, aderenza compresa;
  • Il paradigma di patologia cronico-virale con una presa in carico trasversale del cittadino positivo e/o paziente e sulle criticità in essere.
Per questi motivi Motore Sanità ha organizzato il webinar dal titolo:Presa In Carico del Paziente HIV con il focus sulla situazione della Toscana per fare il punto sull’attuale situazione e sul futuro della prevenzione diagnosi e cura dell’HIV nella regione in oggetto. L'articolo MALATTIE RARE – FOCUS CAMPANIA/PUGLIA/SICILIA proviene da Motoresanità.it. Read More
FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – LOMBARDIA
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo LA NUOVA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA proviene da Motoresanità.it. Read More
LA NUOVA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA
Eventi Un Distretto ogni 100.000 abitanti con all’interno le strutture territoriali quali le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità in carico alle ASST con il compito di valutare il bisogno locale, programmare la medicina di territorio e integrare i servizi dei Medici di Medicina Generale, degli Infermieri e degli Assistenti Sociali. Saranno ubicati in una sede fisica facilmente riconoscibile e accessibile dai cittadini” e rappresenteranno la sede in cui far emergere la centralità del cittadino/paziente anche con l’uso della telemedicina. Saranno anche  la sede di confronto e coinvolgimento dei  Sindaci del territorio, sulla falsariga delle assemblee dei sindaci delle ASL di altre regioni Dai Distretti, concepiti come articolazioni delle ASST, passeranno anche i servizi di tipo amministrativo come la scelta e revoca del medico, le visite presso le Commissioni patenti, le prestazioni di medicina legale. Ogni Distretto prevede una COT, Centrale Operativa Territoriale, punto di accesso fisico e digitale al Distretto con l’obiettivo  di orientare il cittadino nel percorso assistenziale  ed occuparsi della presa in carico delle persone fragili. Le Case della Comunità, in linea con quanto previsto dal PNRR, saranno una ogni 50.000 abitanti circa. La Casa della Comunità è la “struttura fisica” nell’ambito della quale operano team multidisciplinari (MMG, specialisti, infermieri di comunità, assistenti sociali) e dove verra’ garantita la presa in carico delle comunità di riferimento anche grazie al Punto Unico di Accesso (PUA) per la valutazione multidimensionale. All’interno dovrà realizzarsi l’integrazione tra i servizi sanitari sociosanitari con i servizi sociali territoriali, potendo contare sulla presenza degli assistenti sociali e sono previste  la creazione di nuove figure manageriali, come il Direttore di Distretto e la realizzazione di Dipartimenti di Prevenzione e di Dipartimenti di Salute Mentale. Infine un ruolo di contrattazione insieme alle ASST e programmazione ( anche a carico dei distretti) delle ATS la cui figura permane nebulosa ed  il futuro incerto. Ma se il progetto di riforma cerca di salvare una parte dell’impianto della legge 23 coniugandola con il PNRR, da definire rimangono i modelli organizzativi con cui riempire le strutture future, la necessità di evitare confusioni di compiti e ridondanze, il ruolo dei MMG e PLS, unici in Europa a essere gate keeper del sistema, liberi professionisti e remunerati con contratto statale, ed infine i compiti delle Case di Comunità (si occuperanno solo dei cronici?), quali MMG lasceranno le sedi delle attuali cooperative per migrarvi e quali indicatori di risultato ed obiettivi della medicina del territorio. Per questo Motore Sanità organizza un confronto tra i membri della Commissione Sanità della Regione Lombardia per incominciare a discutere dei temi centrali della riforma della legge 23. L'articolo LA NUOVA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA proviene da www.motoresanita.it. Read More
RICERCA, PRODUZIONE, PAZIENTE IL VALORE DELL’INDUSTRIA NEL CONTRASTO ALLA RESISTENZA ANTIMICROBICA IN ITALIA
Eventi Il contrasto all’antimicrobico resistenza è una sfida globale che coinvolge tutti gli attori, dagli operatori sanitari alle istituzioni sanitarie, ai produttori sino ai pazienti, con l’obiettivo di mitigare un fenomeno che ogni anno genera un carico assistenziale e di mortalità ormai superiore a quello di tante condizioni croniche. Ciò è particolarmente vero per il Nostro Paese che in Europa, registra l’epidemiologia più alta di patogeni multi-resistenti o resistenti a particolari classi di antibiotici, come i carbapenemi. Le armi per combattere, ed auspicabilmente vincere questa battaglia, passano attraverso la ricerca, lo sviluppo e la produzione di nuovi antibiotici, capaci di contrastare le infezioni sostenute da patogeni resistenti a  maggiore criticità, ma anche attraverso la formazione sulle pratiche di controllo del rischio infettivo e di stewardship antimicrobica oltre che  sul potenziamento della diagnostica microbiologica. Shionogi, azienda farmaceutica giapponese, presente in Italia dal 2013, con più di 140 anni di storia e basata sulla ricerca di nuove ed innovative molecole, tra cui gli antibiotici,  che possano migliorare la vita dei pazienti ed ACS Dobfar, azienda Italiana e leader mondiale nella produzioni di antibiotici, hanno siglato una partnership, che  vede protagonista il Nostro Paese, per la fase finale di produzione di una nuova ed innovativa molecola indirizzata al trattamento delle infezioni ospedaliere causate da patogeni multi-resistenti e/o resistenti ai carbapenemi e con limitate opzioni di cura, per garantirne la fornitura  agli ospedali italiani ed ai Paesi Europei dove opera Shionogi EU (UK, Spagna, Francia, Germania ed Austria). Questo incontro ha come obiettivi la presentazione di due realtà aziendali impegnate in una collaborazione virtuosa in termini di contributo alla crescita e allo sviluppo del Paese, sia dal punto di vista della sicurezza di un farmaco di sicuro rilievo nel panorama nazionale ed internazionale sia dal punto di vista industriale, nonché il potenziale ruolo della politica regionale nel promuovere ricerca e innovazione, nell’attrazione degli investimenti e nell’internazionalizzazione. Si dibatterà quindi sulle best practice politiche da adottare: promozione della ricerca e dell’innovazione industriale, gestione dei fondi e degli strumenti agevolativi a favore delle imprese. L'articolo FARMACI EQUIVALENTI MOTORE DI SOSTENIBILITÀ PER IL SSN – FOCUS PUGLIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI,  DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS TOSCANA
Eventi Quando si affronta il problema dell’AMR, molto spesso si parla di programmi di prevenzione, indispensabili per limitare il fenomeno. La prevenzione infatti è senz’altro un aspetto chiave dell’AMR. Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. Volendo fare un paragone con la recente pandemia potremmo dire che rispetto a Covid-19, l’AMR è una pandemia silente ma annunciata oramai da anni e che richiede, per essere affrontata, delle azioni concrete non più rimandabili. Oggi i pazienti che muoiono per AMR hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono: non hanno trattamenti efficaci. Ma nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa. Le tempistiche di realizzazione/approvazione/accesso/disponibilità di un nuovo antibiotico sono spesso un percorso ad ostacoli: i tempi minimi del suo sviluppo (dalla scoperta, allo sviluppo clinico, alla commercializzazione) vanno dagli 8 agli 11 anni, con una spesa globale che è stata calcolata superiore a milioni di euro. Vi è inoltre la tendenza ad utilizzare i nuovi antibiotici soltanto dopo tante altre terapie più o meno conosciute, impiegate magari da anni e di cui ben si conoscono gli effetti collaterali. Ma se un approccio appropriato, prudente e per gradi è certamente fondamentale per non attivare in tempi brevi nuove resistenze, non si dovrebbe però arrivare a un uso razionato dei nuovi antibiotici puntando invece ad un uso razionale di questi, poiché in molti casi dietro all’AMR vi è un paziente che non può aspettare. Senza contare che anche in tema di sostenibilità, aspetto di cui tutti responsabilmente si dovrebbero fare carico, spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. Restano quindi alcuni passaggi principali, per cui parlarne non basta dopo l’esempio della recente pandemia non basta:
  • Riconoscere che il problema esiste investendo subito in cosa possa governarlo;
  • Capire il senso del valore del problema sia in termini economici che morali (volontà politica);
  • Programmare con continuità risorse adeguate finanziarie e tecniche (giusto personale dedicato);
  Per approfondire questi temi e tenere alta l’attenzione sul problema Motore Sanità vuole contribuire a trovare soluzioni attraverso un dialogo che coinvolga i migliori tecnici e istituzioni, a livello Nazionale e Regionale. L'articolo FARMACI EQUIVALENTI MOTORE DI SOSTENIBILITÀ PER IL SSN – FOCUS PUGLIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
EVOLUZIONE DEI PERCORSI DI CURA NEL TUMORE OVARICO – FOCUS TOSCANA – EVENTO ECM
Eventi ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS: 604-325314 TIPOLOGIA: FAD CODICE DI ACCESSO ALLA PIATTAFORMA FAD: 105921 Medici Chirurghi (Oncologia, Ginecologia, Anatomopatologi, Chirurgia Generale) + Farmacia Ospedaliera La durata dell’evento è di 3 ore formative, per un totale di 4,5 crediti ECM REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso ISTRUZIONI:
  • In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”)
  • In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username & Password)
  • Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM: 604-325314
  • Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento inserendo la chiave d’accesso: 105921
  • Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento” disponibile sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ecm. Il test può essere effettuato massimo CINQUE volte e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti.
  • Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita
 IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso.   L’oncologia rappresenta la massima espressione di uno scenario in ambito sanitario dove la forte spinta della ricerca che porta l’innovazione si scontra con la lentezza organizzativa nel recepirla e con la scarsità di risorse disponibili. Si devono però garantire investimenti adeguati per un’assistenza equa e non discriminante che consenta di accedere subito alle innovazioni farmacologiche e allo stesso tempo alla diagnostica di precisione che queste terapie mirate spesso richiedono. Terapie che non possono essere rallentate dopo l’approvazione delle autorità regolatorie (EMA ed AIFA), poiché in molti casi stanno cambiando la storia della malattia, dando speranze nuove. Ed il paziente oncologico non ha purtroppo tempo di aspettare. Ottimizzare questi processi è quindi fondamentale. Per rispondere a questi cambiamenti il settore oncologico si è dotato di un modello di governance che prevede una organizzazione strutturata in rete sui diversi territori regionali. Reti che per lo più funzionano con modelli Hub & Spoke e che oggi stanno potenziando da un lato l’assistenza territoriale di prossimità ma che dall’altro stanno concentrando l’alta specializzazione (con diagnostica e terapia ad alto costo). Ed all’interno delle reti oncologiche uno strumento di allineamento delle scelte cliniche fra i più utilizzati a questo scopo è rappresentato dai PDTA. Oggi però la rapidità dell’innovazione spesso dirompente ha messo in crisi il sistema di costruzione ed aggiornamento dei PDTA stessi (che richiede tempo, impegno e condivisione da parte di team multidisciplinari composti da diversi Stakeholders) e che una volta costruiti per essere validati, devono essere deliberati dalle regioni ma soprattutto attuati. Il tumore ovarico (30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile con 5.200 nuovi casi annui in Italia e circa 30.000 donne attualmente in trattamento) rappresenta un esempio in cui tante speranze e la grande innovazione prodotta in arrivo, attraverso PDTA ben costruiti, possono e devono trovare conciliazione con la sostenibilità dei SSR. Ormai è chiaro
Covid e Turismo
Eventi Le varianti delta del Coronavirus (originatesi in India) stanno aumentando in tutti i paesi con percentuali diverse e diventeranno  probabilmente dominante nei confronti delle altre varianti precedenti ed attuali.
La protezione con doppia dose di vaccino pare assicurata, ma in Europa l’incidenza comporta rialzi significativi in paesi quali  la Gran Bretagna, Spagna e Portogallo.
L’estate apre al turismo di massa con l’uso del Green Pass europeo e nazionale ma con limitazioni e rischi diversificati tra i vari paesi della UE ed extra UE. Per analizzare le varie situazioni al fine di rendere edotti i cittadini sui comportamenti, rischi e limiti connessi, Motore Sanità ha organizzato un webinar per informare sul rapporto Covid e turismo in piena trasparenza con i dati internazionali a disposizione. L'articolo Covid e Turismo proviene da www.motoresanita.it. Read More
DIGITAL HEALTH E GOVERNO CLINICO REGIONALE FOCUS PIEMONTE
Eventi Negli ultimi anni la sanità ha subito molti cambiamenti sia per affrontare il tema della cronicità ma anche quello della prevenzione, questo secondo un modello che superi la frammentazione dei servizi e con l’obiettivo di realizzare un’effettiva integrazione del percorso del paziente, al di là dei classici strumenti di razionalizzazione e razionamento dell’offerta. In questo cambiamento la sanità digitale si è dimostrata essere strumento di supporto. L’emergenza COVID-19 ha messo in evidenza la mancanza di una rete che rendesse possibile la fruibilità delle informazioni da parte di tutti gli attori coinvolti (istituzioni, operatori sanitari e pazienti) e che permettesse soprattutto al medico di gestire in modo adeguato e in sicurezza il paziente al domicilio. Telesorveglianza domiciliare, teleconsulto, tele-monitoraggio, telemedicina sono attività che molte regioni hanno sperimentato per la gestione della cronicità e che hanno implementato, in epoca COVID-19, cioè quando si è reso necessario estendere la pratica medica oltre gli spazi fisici abituali. Esse non rappresentano specialità mediche ma strumenti di innovazione. L’indirizzo di queste attività verso i pazienti COVID-19 ha reso pensabile il loro utilizzo in modo sistemico anche per pazienti cronici e/o fragili che sono i più vulnerabili soprattutto in caso di emergenza sanitaria. tutto questo, però necessita di un ripensamento dell’organizzazione sanitaria e soprattutto di quella territoriale e necessita di un raccordo di tutte le parti interessate, analizzeremo il caso dalla Regione Piemonte. L'articolo FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – PIEMONTE proviene da www.motoresanita.it. Read More
Tavolo di lavoro sullo screening  dell’HCV in Piemonte
Eventi Programma INTRODUZIONE DI SCENARIO Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità SCREENING EPATITE C E NUOVI ALGORITMI DIAGNOSTICI Francesco De Rosa, Professore Associato, Malattie Infettive – Direttore AOU Città della Salute e Scienza – Presidio Molinette – Torino – Ospedale Cardinal Massaia, Asti   PROPOSTA DISCUSSANT Giovanni Di Perri, Direttore Infettivologia Dipartimento Scienze Mediche Università di Torino Francesco De Rosa, Professore Associato, Malattie Infettive – Direttore AOU Città della Salute e Scienza – Presidio Molinette – Torino – Ospedale Cardinal Massaia, Asti Ivan Gardini, Presidente dell’Associazione EpaC Onlus
Mauro Occhi, Direttore Sanitario Asl Asti Ruggero Fassone, Componente Segreteria Regionale FIMMG Piemonte   La diagnosi e la cura dell’HCV hanno rappresentato il primo vero esempio di come innovazione, sostenibilità del sistema, accesso alle cure e determinazione del prezzo in un Market Access complesso e frammentato, siano temi su cui si è dovuta impostare e sviluppare una vera politica del farmaco nazionale ed europea. Le diverse regioni hanno impostato o tentato di impostare una filiera applicativa e di controllo sullo screening dei potenziali soggetti malati, sull’uso di tali cure attraverso la valutazione delle terapie tramite HTA, la stima dei pazienti eleggibili, la programmazione delle terapie e il monitoraggio dei risultati nei casi trattati. La vicenda dell’epatite C ha rappresentato un paradigma della ricerca biomedica, in primis per i farmaci innovativi con grande efficacia terapeutica, che hanno peraltro determinato un importante impatto economico con criticità per la sostenibilità, da un lato per il notevole numero di pazienti da trattare e dall’altro a causa della limitata disponibilità di risorse impiegate, in uno scenario peraltro in rapida evoluzione per la sequenza temporale di nuove molecole che di volta in volta sono comparse sul mercato e per le strategie, complesse e talvolta troppo confidenziali, di negoziazione dei farmaci. Di conseguenza, seppur in un progressivo reclutamento dei pazienti affetti da Epatite C secondo i criteri AIFA, le realtà regionali non hanno sempre assicurato omogeneamente l’accesso al trattamento coi nuovi farmaci per l’Epatite C. Un’analisi della realtà del Piemonte non può che contribuire ad una migliore conoscenza dei percorsi virtuosi necessari alla miglior gestione della patologia, per un trasferimento ora dal livello di consapevolezza degli specialisti a quello dei medici di base, attraverso un’informazione più schematica e capillare. L'articolo Tavolo di lavoro sullo screening dell’HCV in Piemonte proviene da www.motoresanita.it. Read More
IL PAZIENTE AL CENTRO? DAL LABIRINTO ASSISTENZIALE AD UNA RETE DI SERVIZI ORGANIZZATA
Eventi In Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. I risultati della ricerca sperimentale, i progressi della diagnostica, della medicina e della chirurgia, le nuove terapie contro il tumore, stanno mostrando effetti positivi sul decorso della malattia, allungando, la vita dei malati anche senza speranza di guarigione. Ma, se da una parte i vantaggi del progresso scientifico hanno cancellato l’ineluttabile equazione “cancro uguale morte”, dall’altra sono sorti nuovi problemi che riguardano: la presa in carico di questa patologia complessa, la revisione organizzativa necessaria ai sistemi assistenziali per rispondere efficacemente al nuovo scenario (dai MTB ai CAR T team), l’accesso rapido ed uniforme alle fortunatamente molte terapie innovative in alcuni casi “Breakthrough”, i sottovalutati o non-valutati problemi nutrizionali che moltissimi pazienti presentano. Senza dimenticare l’importanza della diagnosi precoce attraverso screening strutturati e l’attenzione agli stili di vita. In questo scenario, ancor più dopo l’esperienza della recente pandemia, il coordinamento tra centri Hub, Spoke e medicina territoriale, sta assumendo sempre più importanza nei processi organizzativi/gestionali sia per un accesso rapido alle cure appropriate che per un coerente utilizzo delle risorse. E per questo oltre lo sviluppo delle reti di patologia che coinvolgono prevalentemente la medicina specialistica, già implementato in molte regioni, occorre oggi uno sforzo per formare la medicina di famiglia per un accesso rapido dei pazienti ai percorsi di diagnosi e cura e alla cogestione dei pazienti cronici, spesso gravati da polipatologie. Una buona stratificazione della popolazione, legata allo stato di salute, sarà così necessaria per evidenziare diversi livelli di complessità clinica/di fragilità e la conseguente chiara “presa in carico”. L’innovazione organizzativa e digitale necessaria, responsabilità di ogni singola regione, dovrebbe rappresentare una prima vera svolta realizzativa per facilitare tutto ciò. Il collegamento tra i principali attori clinici, dai centri ad alta specializzazione a quelli dei centri di primo e secondo livello fino oggi alla medicina territoriale, diventa un passaggio obbligato per una buona presa in carico. Il potenziamento delle reti di diagnostica di precisione attraverso un accentramento o un decentramento di alcuni servizi di anatomia patologica, la creazione dei Molecular Tumor Board daranno sostenibilità e chiarezza sulle migliori cure utilizzabili, riducendo sprechi e false aspettative. La formazione dei team multidisciplinari tra oncologi medici, chirurghi oncologi, anestesisti, nutrizionisti, anatomo-patologi, patologi clinici, biologi molecolari, genetisti, bioinformatici, farmacisti, infermieri dovrà essere un punto di forza su cui costruire un nuovo sistema che dia rapido accesso a cure appropriate. La creazione di reti di nutrizione clinica in grado di lavorare a stretto contatto con i team multidisciplinari e la disponibilità sul territorio di terapie nutrizionali immunomodulanti potrebbero portare grandi vantaggi oltre che ai pazienti anche agli stessi clinici che vedrebbero miglioramenti nella prosecuzione dei trattamenti radio e chemioterapici e una netta diminuzione delle sospensioni degli stessi dovute a importante malnutrizione pregressa. La partnership con le aziende di settore per programmare la grande
EVOLUZIONE  DEI PERCORSI DI CURA NEL TUMORE OVARICO – FOCUS LIGURIA -Evento accreditato ECM-
Eventi -Evento accreditato ECM- ACCREDITAMENTO ECM-AGENAS: 604-324584 TIPOLOGIA: FAD CODICE DI ACCESSO ALLA PIATTAFORMA FAD: 100621 Medici Chirurghi (Oncologia, Ginecologia, Anatomopatologia, Chirurgia Generale) + Farmacisti Ospedalieri La durata dell’evento è di 3 ore formative, per un totale di 4,5 crediti ECM REGISTRAZIONE E ACCESSO La registrazione e accesso al corso potranno essere effettuate collegandosi al seguente link: https://fad.summeet.it IMPORTANTE: L’iscrizione al corso dovrà avvenire prima dell’inizio dello stesso ISTRUZIONI:
  • In caso di primo accesso al sito compilare il form di creazione utente (da “REGISTRAZIONE”)
  • In caso di utente già registrato al sito accedere con le proprie credenziali (Username & Password)
  • Trovare il corso attraverso la funzione cerca, inserendo codice ECM: 604-324584
  • Iscriversi al corso prima dell’inizio dell’evento inserendo la chiave d’accesso: 100621
  • Alla conclusione del meeting, effettuando nuovamente l’accesso sulla piattaforma, fare clic su “Test di verifica dell’apprendimento” disponibile sulla pagina dell’evento per compilare il questionario ecm. Il test può essere effettuato massimo CINQUE volte e sarà considerato superato al corretto completamento del 75% dei quesiti proposti.
  • Subito dopo sarà possibile compilare il questionario sulla qualità percepita
 IMPORTANTE: Per avere diritto ai crediti ecm, tale procedura andrà completata entro 72 ore dalla conclusione del corso. L’oncologia rappresenta la massima espressione di uno scenario in ambito sanitario dove la forte spinta della ricerca che porta l’innovazione si scontra con la lentezza organizzativa nel recepirla e con la scarsità di risorse disponibili. Si devono però garantire investimenti adeguati per un’assistenza equa e non discriminante che consenta di accedere subito alle innovazioni farmacologiche e allo stesso tempo alla diagnostica di precisione che queste terapie mirate spesso richiedono. Terapie che non possono essere rallentate dopo l’approvazione delle autorità regolatorie (EMA ed AIFA), poiché in molti casi stanno cambiando la storia della malattia, dando speranze nuove. Ed il paziente oncologico non ha purtroppo tempo di aspettare. Ottimizzare questi processi è quindi fondamentale. Per rispondere a questi cambiamenti il settore oncologico si è dotato di un modello di governance che prevede una organizzazione strutturata in rete sui diversi territori regionali. Reti che per lo più funzionano con modelli Hub & Spoke e che oggi stanno potenziando da un lato l’assistenza territoriale di prossimità ma che dall’altro stanno concentrando l’alta specializzazione (con diagnostica e terapia ad alto costo). Ed all’interno delle reti oncologiche uno strumento di allineamento delle scelte cliniche fra i più utilizzati a questo scopo è rappresentato dai PDTA. Oggi però la rapidità dell’innovazione spesso dirompente ha messo in crisi il sistema di costruzione ed aggiornamento dei PDTA stessi (che richiede tempo, impegno e condivisione da parte di team multidisciplinari composti da diversi Stakeholders) e che una volta costruiti per essere validati, devono essere deliberati dalle regioni ma soprattutto attuati. Il tumore ovarico (30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile con 5.200 nuovi casi annui in Italia e circa 30.000 donne attualmente in trattamento) rappresenta un esempio in cui tante speranze e la grande innovazione prodotta in arrivo, attraverso PDTA ben costruiti, possono e devono trovare conciliazione con la sostenibilità dei SSR. Ormai
DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI,  DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS EMILIA-ROMAGNA
Eventi Quando si affronta il problema dell’AMR, molto spesso si parla di programmi di prevenzione, indispensabili per limitare il fenomeno. La prevenzione infatti è senz’altro un aspetto chiave dell’AMR. Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. Volendo fare un paragone con la recente pandemia potremmo dire che rispetto a Covid-19, l’AMR è una pandemia silente ma annunciata oramai da anni e che richiede, per essere affrontata, delle azioni concrete non più rimandabili. Oggi i pazienti che muoiono per AMR hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono: non hanno trattamenti efficaci. Ma nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa. Le tempistiche di realizzazione/approvazione/accesso/disponibilità di un nuovo antibiotico sono spesso un percorso ad ostacoli: i tempi minimi del suo sviluppo (dalla scoperta, allo sviluppo clinico, alla commercializzazione) vanno dagli 8 agli 11 anni, con una spesa globale che è stata calcolata superiore a milioni di euro. Vi è inoltre la tendenza ad utilizzare i nuovi antibiotici soltanto dopo tante altre terapie più o meno conosciute, impiegate magari da anni e di cui ben si conoscono gli effetti collaterali. Ma se un approccio appropriato, prudente e per gradi è certamente fondamentale per non attivare in tempi brevi nuove resistenze, non si dovrebbe però arrivare a un uso razionato dei nuovi antibiotici puntando invece ad un uso razionale di questi, poiché in molti casi dietro all’AMR vi è un paziente che non può aspettare. Senza contare che anche in tema di sostenibilità, aspetto di cui tutti responsabilmente si dovrebbero fare carico, spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. Restano quindi alcuni passaggi principali, per cui parlarne non basta dopo l’esempio della recente pandemia non basta:
  • Riconoscere che il problema esiste investendo subito in cosa possa governarlo;
  • Capire il senso del valore del problema sia in termini economici che morali (volontà politica);
  • Programmare con continuità risorse adeguate finanziarie e tecniche (giusto personale dedicato);
  Per approfondire questi temi e tenere alta l’attenzione sul problema Motore Sanità vuole contribuire a trovare soluzioni attraverso un dialogo che coinvolga i migliori tecnici e istituzioni, a livello Nazionale e Regionale. L'articolo MALATTIE RARE – FOCUS LAZIO/TOSCANA proviene da www.motoresanita.it. Read More
#MULTIPLAYER – La sclerosi multipla si combatte in squadra – Lombardia
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre:
  1. ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
  2. prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
  3. effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni.
Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema a una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce e efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo #MULTIPLAYER – La sclerosi multipla si combatte in squadra – Puglia proviene da www.motoresanita.it. Read More
MALATTIE RARE – FOCUS CAMPANIA/PUGLIA/SICILIA
Eventi Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 10.000 persone.Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone.In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con un’incidenza di circa 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono. Il 20% delle patologie riguarda pazienti in età pediatrica tra cui le malformazioni congenite rappresentano il 45% e le malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e disturbi immunitari il 20%. Per i pazienti in età adulta, invece, le più frequenti sono le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (29%) e quelle del sangue e degli organi ematopoietici (18%). [Fonte: ISS 2015] In Italia, l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dai decreti 2001 e 2017. Ma ancora oggi ad esempio gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (pari ad esempio a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) evidenziano ancora snodi chiave su cui confrontarsi ed agire, facendo in modo che i SSR innovino i loro modelli assistenziali. A distanza oramai di qualche anno dall’inserimento nei protocolli delle nuove terapie per queste malattie rare, emerge la necessità di un confronto tra regioni virtuose che possa approfondire come l’organizzazione dei percorsi di cura si sia adeguata a questi nuovi scenari prodotti dall’innovazione. L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), la Sindrome Emolitica Uremica atipica (SEUa), l’Ipertensione polmonare arteriosa Idiopatica (PAH) e sindrome dell’intestino corto (SBS), sono alcuni esempi pratici su cui discutere questi temi.Motore Sanità si fa promotrice di una discussione aperta tra regioni sull’approccio gestionale/organizzativo differente messo in campo per condividere le “proven practices” ma anche i bisogni irrisolti rispetto ai servizi erogati, le criticità emerse nei percorsi di presa in carico, l’impatto dei dati raccolti dai registri dedicati, valutando quindi quale tipo di programmazione di risorse debba essere fatto. L'articolo Verso una Costituente della Medicina Territoriale – Focus Piemonte proviene da www.motoresanita.it. Read More
MEDICINA DEL TERRITORIO E RECOVERY PLAN UN’OPPORTUNITÁ DI CAMBIAMENTO
Eventi Il PNRR grazie soprattutto ai fondi del Recovery Plan destinati dalla UE nel progetto Next Generation UE, stanzia circa 10 miliardi per ricostituzione ed implementazione della medicina territoriale nel nostro paese. L’Home Care, le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità e le centrali di coordinamento sono gli assi su cui poggia la nuova medicina extraospedaliera con gli obiettivi di una presa in carico completa e possibile ed una trasversalità vera e non solo dichiarata tra ospedale e territorio. Parte degli obiettivi da raggiungere in tre anni sono frutto del lavoro già in essere in alcune regioni, come le case della salute o le strutture intermedie, altre quali l’assistenza domiciliare che vada oltre l’ADI sono da costruire così come l’uso progressivo della tecnologia come la telemedicina. Alla base del progetto sta anche, ma non solo, un nuovo rapporto con la Medicina di Famiglia ed i Pediatri di Libera Scelta ed un rilancio del Distretto Socio Sanitario già compreso nella legge 833. Aspetto critico su cui sarà necessario lavorare rapidamente è la connessione tra tutti gli attori di sistema per la condivisione dei dati clinici, che oramai diventa un punto non più rimandabile per la riuscita del nuovo progetto organizzativo.  Per gettare il cuore oltre l’ostacolo da parte di tutti i futuri attori del cambiamento, in primis gli Infermieri e le Farmacie del territorio, ma anche per esaminare la similitudine tra la prossima medicina territoriale e le altre realtà europee, Motore Sanità organizza un webinar con la partecipazione di coloro che ne saranno gli artefici, a partire dai cittadini obiettivo della ricostituzione della salute nel territorio legata si all’ospedale ma anche al socio-assistenziale. L'articolo Verso una Costituente della Medicina Territoriale – Focus Piemonte proviene da www.motoresanita.it. Read More
DALLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI,  DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS CAMPANIA
Eventi Quando si affronta il problema dell’AMR, molto spesso si parla di programmi di prevenzione, indispensabili per limitare il fenomeno. La prevenzione infatti è senz’altro un aspetto chiave dell’AMR. Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. Volendo fare un paragone con la recente pandemia potremmo dire che rispetto a Covid-19, l’AMR è una pandemia silente ma annunciata oramai da anni e che richiede, per essere affrontata, delle azioni concrete non più rimandabili. Oggi i pazienti che muoiono per AMR hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono: non hanno trattamenti efficaci. Ma nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa. Le tempistiche di realizzazione/approvazione/accesso/disponibilità di un nuovo antibiotico sono spesso un percorso ad ostacoli: i tempi minimi del suo sviluppo (dalla scoperta, allo sviluppo clinico, alla commercializzazione) vanno dagli 8 agli 11 anni con una spesa globale che è stata calcolata superiore milioni di euro. Vi è inoltre la tendenza ad utilizzare i nuovi antibiotici soltanto dopo tante altre terapie più o meno conosciute, impiegate magari da anni e di cui ben si conoscono gli effetti collaterali. Ma se un approccio appropriato prudente e per gradi, è certamente fondamentale per non attivare in tempi brevi nuove resistenze, non si dovrebbe però arrivare a un uso razionato dei nuovi antibiotici puntando invece ad un uso razionale di questi, poiché in molti casi dietro all’AMR vi è un paziente che non può aspettare. Senza contare che anche in tema di sostenibilità, aspetto di cui tutti responsabilmente si dovrebbero fare carico, spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. Restano quindi alcuni passaggi principali, per cui parlarne non basta dopo l’esempio della recente pandemia non basta:
  • Riconoscere che il problema esiste investendo subito in cosa possa governarlo;
  • Capire il senso del valore del problema sia in termini economici che morali (volontà politica);
  • Programmare con continuità risorse adeguate finanziarie e tecniche (giusto personale dedicato);
  Per approfondire questi temi e tenere alta l’attenzione sul problema Motore Sanità vuole contribuire a trovare soluzioni attraverso un dialogo che coinvolga i migliori tecnici e istituzioni, a livello Nazionale e Regionale. L'articolo Verso una Costituente della Medicina Territoriale – Focus Piemonte proviene da www.motoresanita.it. Read More
BISOGNI ASSISTENZIALI DEI MALATI DI MALATTIE REUMATICHE AUTOIMMUNI: NUOVI MODELLI DI GOVERNANCE – LOMBARDIA
Eventi Regione Lombardia rappresenta sempre una eccellenza in termini di centri di riferimento a livello Nazionale per la reumatologia. Nonostante questo le Associazioni di Pazienti, i Clinici e la Medicina territoriale, chiedono a gran voce una riorganizzazione in tempi brevi dei percorsi Assistenziali per questi malati che consenta, viste le molte opportunità terapeutiche, una rapida diagnosi e presa in carico, un migliore follow-up, prevenendo i danni causati dall’evolvere delle malattie reumatiche autoimmuni prima che esse portino il paziente a situazioni di invalidità. Pur avendo un gran numero di centri di eccellenza disseminati su tutto il territorio regionale, in particolare le Associazioni di malati che operano sul territorio, auspicano una riorganizzazione dei percorsi di cura per rete di patologia, con ruoli e funzioni definiti attraverso una delibera regionale. Si è certi che così possa essere garantito a tutti i cittadini un accesso alle cure più equo ed uniforme. La attuale pandemia ha fatto emergere molte criticità su cui riflettere e confrontarsi, come: liste d’attesa, cure di prossimità, collaborazione tra specialista e MMG, condivisione di dati, uniforme/rapido accesso all’innovazione. Problemi ancora aperti ed argomenti su cui discutere per trovare insieme soluzione in tempi brevi. In questa ottica l’esperienza di altre Regioni che hanno già strutturato i servizi assistenziali per la gestione delle cronicità reumatologiche in reti di patologia rappresenta certamente una “Proven practice” da cui ripartire. Di questi argomenti vorremmo discutere in questo incontro regionale, ponendo a confronto i diversi punti di vista dei principali attori di sistema, ma sempre mantenendo al centro l’interesse dei cittadini malati e le loro famiglie. L'articolo FOCUS LOMBARDIA: IPERCOLESTEROLEMIA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE proviene da www.motoresanita.it. Read More
IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE
Eventi L’OMS definisce come aderenza terapeutica il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti dosi, tempi e frequenza dell’assunzione di una terapia per l’intera durata di essa. Ma il problema dell’aderenza terapeutica riguarda oltre i farmaci, ogni atto assistenziale volto a modificare le abitudini e la routine terapeutica dei pazienti, cosa che spesso incontra una forte resistenza al cambiamento non solo nel breve ma anche nel lungo termine. E questo purtroppo avviene sia che si tratti di pazienti acuti che di pazienti cronici (es° dal rispetto del corretto utilizzo delle terapie antinfettive a quello delle terapie per il diabete, la BPCO, le malattie cardiovascolari, etc). Dalle analisi contenute nel Rapporto OsMed, poco più della metà dei pazienti (55,1%) affetti da ipertensione arteriosa assume il trattamento antipertensivo con continuità. Da studi osservazionali è emerso che oltre il 70% dei pazienti sospende il trattamento nei primi 6 mesi. Anche nel caso di altre patologie l’aderenza terapeutica si dimostra bassa in maniera allarmante: si parla, infatti, di appena il 52-55% per pazienti in trattamento per osteoporosi, il 60% per artrite reumatoide, 40-45% nel caso della terapia per diabete di tipo II, 36-40% per insufficienza cardiaca e solo il 13-18% per asma e BPCO. Per il futuro sarà interessante misurare questo fenomeno in alcune aree dell’ oncologia o in altre patologie complesse ad alto impatto assistenziale oramai cronicizzate come HIV, HCV e malattie epatiche collegate (es° Cirrosi). Considerando i 7 milioni di persone in Italia colpite da malattie croniche si stima che solo la metà di queste assuma i farmaci in modo corretto e che fra gli anziani le percentuali superino il 70% (OMS), questo ci fa comprendere la portata dello spreco generatosi per i notevoli costi clinici e sociali (ad es° dopo infarto cardiaco rispettare le indicazioni di assunzione dei farmaci prescritti riduce del 75% la probabilità di recidive). Negli Stati Uniti la mancata aderenza causa sprechi per circa 100 miliardi di dollari ogni anno mentre in Europa si stimano 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri dovuti a questo problema. La stessa AIFA nel suo sito riporta che “La scarsa aderenza alle prescrizioni del medico è la principale causa di non efficacia delle terapie farmacologiche ed è associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, rappresentando un danno sia per i pazienti che per il sistema sanitario e per la società. Maggior aderenza significa infatti minor rischio di ospedalizzazione, minori complicanze associate alla malattia, maggiore sicurezza ed efficacia dei trattamenti e riduzione dei costi per le terapie. L’aderenza alle terapie è pertanto fondamentale per la sostenibilità del SSN”. Le cause della mancata o della scarsa aderenza ai trattamenti sono di varia natura e comprendono tra gli esempi più comuni la complessità del trattamento, l’inconsapevolezza della malattia, il follow-up inadeguato, timore di potenziali reazioni avverse, il decadimento cognitivo e la depressione, la scarsa informazione in merito alla rilevanza delle terapie, il tempo mancante all’operatore sanitario spesso oberato
FARMACI EQUIVALENTI MOTORE DI SOSTENIBILITÀ PER IL SSN – FOCUS PUGLIA
Eventi I farmaci si definiscono generici o equivalenti quando presentano stesso principio attivo, stessa concentrazione, stessa forma farmaceutica, stessa via di somministrazione, stesse indicazioni di un farmaco di marca non più coperto da brevetto (originator). Sono dunque, dal punto di vista terapeutico, equivalenti al prodotto da cui hanno origine e possono quindi essere utilizzati in sua sostituzione. Inoltre i farmaci equivalenti sono molto più economici dei prodotti originali, con risparmi che arrivano da un minimo del 20% ad oltre il 50%. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha promosso da sempre iniziative tese a sensibilizzare la popolazione generale e gli operatori sanitari sul ruolo prezioso rivestito dai farmaci equivalenti. Ruolo che viene definito fondamentale per il mantenimento della sostenibilità del SSN consentendo da un lato di liberare risorse indispensabili a garantire una sempre maggiore disponibilità di farmaci innovativi, dall’altro, al cittadino di risparmiare di propria tasca all’atto dell’acquisto dei medicinali. “I dati ottenuti dall’uso consolidato del medicinale di riferimento” evidenzia un documento AIFA “nel corso degli anni, consentono di delineare per questa tipologia di medicinali, un profilo rischio/beneficio più definito rispetto a quanto sia possibile per qualsiasi nuovo medicinale”. È errato quindi credere come spesso accade ancora oggi che il basso prezzo corrisponda ad una qualità inferiore o a controlli limitati, mentre sarebbe opportuno comprendere che rispetto ai farmaci originator vi sono da sostenere i soli costi di produzione e non più quelli relativi alla ricerca ed alle varie fasi di scoperta, sperimentazione, registrazione e sintesi di un nuovo principio attivo. Nonostante gli equivalenti abbiano caratteristiche di qualità identiche ai prodotti originator, con identiche procedure che certificano la purezza delle materie prime e la loro qualità, identici  controlli nelle procedure di produzione, ispezione e verifica, il loro utilizzo in particolare nel Nostro paese è ancora basso rispetto ai medicinali “griffati”. Questo indica che molto lavoro di comunicazione deve ancora essere fatto, sebbene la situazione sia molto diversa tra le regioni d’Italia. Infatti l’analisi dei consumi per area geografica, nei primi nove mesi 2019 ci dice che il consumo degli equivalenti di classe A è risultato concentrato al Nord (37,3% unità e 29,1% valori), rispetto al Centro (27,9%; 22,5%) ed al Sud Italia (22,4%; 18,1%). Quali i motivi di queste differenze? La scelta deve coinvolgere medico, farmacista e paziente correttamente informati, senza pregiudizi e con dati che si basino sui principi di evidenza scientifica prima e su aspetti di sostenibilità economica poi. L'articolo DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI, DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO- FOCUS VENETO proviene da www.motoresanita.it. Read More
DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI,  DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS PUGLIA
Eventi Quando si affronta il problema dell’AMR, molto spesso si parla di programmi di prevenzione, indispensabili per limitare il fenomeno. La prevenzione infatti è senz’altro un aspetto chiave dell’AMR. Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. Volendo fare un paragone con la recente pandemia potremmo dire che rispetto a Covid-19, l’AMR è una pandemia silente ma annunciata oramai da anni e che richiede, per essere affrontata, delle azioni concrete non più rimandabili. Oggi i pazienti che muoiono per AMR hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono: non hanno trattamenti efficaci. Ma nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa. Le tempistiche di realizzazione/approvazione/accesso/disponibilità di un nuovo antibiotico sono spesso un percorso ad ostacoli: i tempi minimi del suo sviluppo (dalla scoperta, allo sviluppo clinico, alla commercializzazione) vanno dagli 8 agli 11 anni con una spesa globale che è stata calcolata superiore milioni di euro. Vi è inoltre la tendenza ad utilizzare i nuovi antibiotici soltanto dopo tante altre terapie più o meno conosciute, impiegate magari da anni e di cui ben si conoscono gli effetti collaterali. Ma se un approccio appropriato prudente e per gradi, è certamente fondamentale per non attivare in tempi brevi nuove resistenze, non si dovrebbe però arrivare a un uso razionato dei nuovi antibiotici puntando invece ad un uso razionale di questi, poiché in molti casi dietro all’AMR vi è un paziente che non può aspettare. Senza contare che anche in tema di sostenibilità, aspetto di cui tutti responsabilmente si dovrebbero fare carico, spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. Restano quindi alcuni passaggi principali, per cui parlarne non basta dopo l’esempio della recente pandemia non basta:
  • Riconoscere che il problema esiste investendo subito in cosa possa governarlo;
  • Capire il senso del valore del problema sia in termini economici che morali (volontà politica);
  • Programmare con continuità risorse adeguate finanziarie e tecniche (giusto personale dedicato);
  Per approfondire questi temi e tenere alta l’attenzione sul problema Motore Sanità vuole contribuire a trovare soluzioni attraverso un dialogo che coinvolga i migliori tecnici e istituzioni, a livello Nazionale e Regionale. L'articolo DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI, DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO- FOCUS VENETO proviene da www.motoresanita.it. Read More
MALATTIE RARE – FOCUS ABRUZZO/MARCHE/UMBRIA
Eventi Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 10.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con un’incidenza di circa 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono.  Il 20% delle patologie riguarda pazienti in età pediatrica tra cui le malformazioni congenite rappresentano il 45% e le malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e disturbi immunitari il 20%. Per i pazienti in età adulta, invece, le più frequenti sono le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (29%) e quelle del sangue e degli organi ematopoietici (18%). [Fonte: ISS 2015] In Italia, l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dai decreti 2001 e 2017. Ma ancora oggi ad esempio gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (pari ad esempio a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) evidenziano ancora snodi chiave su cui confrontarsi ed agire, facendo in modo che i SSR innovino i loro modelli assistenziali. A distanza oramai di qualche anno dall’inserimento nei protocolli delle nuove terapie per queste malattie rare, emerge la necessità di un confronto tra regioni virtuose che possa approfondire come l’organizzazione dei percorsi di cura si sia adeguata a questi nuovi scenari prodotti dall’innovazione.  L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), la Sindrome Emolitica Uremica atipica (SEUa), l’Ipertensione polmonare arteriosa Idiopatica (PAH) e angioedema ereditario (HAE), sono alcuni esempi pratici su cui discutere questi temi. Motore Sanità si fa promotrice di una discussione aperta tra regioni sull’approccio gestionale/organizzativo differente messo in campo per condividere le “proven practices” ma anche i bisogni irrisolti rispetto ai servizi erogati, le criticità emerse nei percorsi di presa in carico, l’impatto dei dati raccolti dai registri dedicati, valutando quindi quale tipo di programmazione di risorse debba essere fatto. L'articolo RETI (real evidence through innovation): innovazione e grandi aspettative, dagli studi rct al real word quale valore? proviene da www.motoresanita.it. Read More
FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – SICILIA
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – REGIONE TOSCANA proviene da www.motoresanita.it. Read More
TROPONINA CARDIACA – FOCUS PUGLIA
Eventi L’ischemia cardiaca rimane ancora oggi la prima causa di morte e di morbilità nei paesi industrializzati nonostante vi sia stato negli anni recenti un sostanziale miglioramento dei dati di mortalità e di outcome dei pazienti affetti da questa patologia che nel tempo può evolvere verso l’insufficienza cardiaca. Numerosi studi hanno confermato l’importanza del ruolo della prevenzione primaria nel migliorare l’outcome delle patologie cardiache anche attraverso una accurata stratificazione del rischio della popolazione e di un sempre più appropriato intervento clinico e nel caso farmacologico o interventistico/invasivo per mitigare la progressione della malattia. La diagnosi di insufficienza cardiaca acuta e cronica è basata prevalentemente su un giudizio clinico che tiene conto della storia (anamnesi), dell’esame fisico e di indagini appropriate strumentali e di laboratorio. Ad oggi più di cento biomarkers sono stati studiati per verificarne l’utilità nella diagnosi, nella prognosi e nella stratificazione del rischio nei soggetti con o senza segni e sintomi di insufficienza cardiaca. La disponibilità di test con Troponina cardiaca I ad elevata sensibilità associata ad altri biomarkers come per esempio il cNP ha permesso lo sviluppo di studi e metanalisi sul ruolo di questo biomarker per una diagnosi più precisa di patologia miocardica acuta per un follow up della stessa e per individuare e stratificare i soggetti che potrebbero sviluppare insufficienza cardiaca dallo stadio asintomatico a quello con segni e sintomi e quindi quei soggetti che hanno alta probabilità di malattia refrattaria alle terapie oggi in uso. Da qui nel 2019 un position paper dell’associazione della Cardiologia Preventiva e della Società Europea di Cardiologia ha sancito l’importanza del ruolo dei biomarkers cardiaci quali il cTnI e cTnT ad elevata sensibilità nell’individuare i soggetti asintomatici che sono a più alto rischio di progredire con sintomi di insufficienza cardiaca e quelli più a rischio di andare incontro ad una prognosi infausta. Da qui l’importanza di stratificare con l’uso del biomarker C troponina I ad elevata sensibilità il potenziale rischio CV nella popolazione generale al fine di mettere in atto già in una fase precoce misure per una più efficace prevenzione specie nei soggetti a rischio alto di sviluppare una patologia CV. L'articolo MEDICINA DEL TERRITORIO E RECOVERY PLAN UN’OPPORTUNITÁ DI CAMBIAMENTO proviene da www.motoresanita.it. Read More
MALATTIE RARE – FOCUS LAZIO/TOSCANA
Eventi Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza non supera una soglia stabilita, che in UE è fissata in 5 casi su 10.000 persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oggi oscilla tra le 7.000 e le 8.000, cifra che cresce con i progressi della ricerca genetica, per cui si può parlare di un interessamento di milioni di persone. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti, con un’incidenza di circa 19.000 nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie che li seguono.  Il 20% delle patologie riguarda pazienti in età pediatrica tra cui le malformazioni congenite rappresentano il 45% e le malattie delle ghiandole endocrine, della nutrizione, del metabolismo e disturbi immunitari il 20%. Per i pazienti in età adulta, invece, le più frequenti sono le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (29%) e quelle del sangue e degli organi ematopoietici (18%). [Fonte: ISS 2015] In Italia, l’Istituto Superiore della Sanità ha individuato un elenco di malattie rare esenti-ticket. Alcune Regioni Italiane hanno deliberato esenzioni per patologie ulteriori da quelle previste dai decreti 2001 e 2017. Ma ancora oggi ad esempio gli screening neonatali ed il ritardo diagnostico (pari ad esempio a 6,5 anni secondo il registro Lombardo) evidenziano ancora snodi chiave su cui confrontarsi ed agire, facendo in modo che i SSR innovino i loro modelli assistenziali. A distanza oramai di qualche anno dall’inserimento nei protocolli delle nuove terapie per queste malattie rare, emerge la necessità di un confronto tra regioni virtuose che possa approfondire come l’organizzazione dei percorsi di cura si sia adeguata a questi nuovi scenari prodotti dall’innovazione.  L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), la Sindrome Emolitica Uremica atipica (SEUa), l’Ipertensione polmonare arteriosa Idiopatica (PAH) e angioedema ereditario (HAE), sono alcuni esempi pratici su cui discutere questi temi. Motore Sanità si fa promotrice di una discussione aperta tra regioni sull’approccio gestionale/organizzativo differente messo in campo per condividere le “proven practices” ma anche i bisogni irrisolti rispetto ai servizi erogati, le criticità emerse nei percorsi di presa in carico, l’impatto dei dati raccolti dai registri dedicati, valutando quindi quale tipo di programmazione di risorse debba essere fatto. L'articolo HIV: UNA PANDEMIA SILENZIOSA – Emilia-Romagna/Marche/Triveneto proviene da www.motoresanita.it. Read More
#MULTIPLAYER – La sclerosi multipla si combatte in squadra – Puglia
Eventi La Sclerosi Multipla (SM) può esordire ad ogni età, ma è più comunemente diagnosticata nel giovane adulto tra i 20 e i 40 anni. Ci sono circa 2,5-3 milioni di persone con SM nel mondo, di cui 1,2 milioni in Europa e circa 130.000 in Italia. Il numero di donne con SM è doppio rispetto a quello degli uomini, assumendo così le caratteristiche non solo di malattia giovanile ma anche di malattia di genere. Esistono varie forme di malattia tra cui: la Sindrome clinicamente isolata (CIS), la Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS), la SM recidivante-remittente(SM-RR), la SM secondariamente progressiva (SM-SP) e la SM primariamente progressiva (SM-PP). E’ pratica clinica già consolidata da anni iniziare la terapia delle forme SM-RR il più precocemente possibile sapendo che la ricerca ha dimostrato un rallentamento della progressione della disabilità. Molti studi hanno anche evidenziato che, nei pazienti con CIS fortemente suggestiva di SM, l’uso di farmaci immunomodulanti e immunosoppressori riduce la comparsa di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di malattia. Questi studi hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni a livello encefalico valutabili con la risonanza magnetica (RM). Iniziare un trattamento precoce significa inoltre:
  1. ridurre l’accumulo di disabilità clinica e ritardare il passaggio da SM-RR a SM-SP;
  2. prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e varie tecniche di RM hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;
  3. effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di uno ritardato anche solo di pochi anni.
Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Va ricordato inoltre che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. Il percorso terapeutico è parte del percorso di presa in carico definito nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso nella Regione. Al fine di sensibilizzare tutte le figure del sistema a una crescita di buona informazione verso il trattamento precoce e efficace, Motore Sanità organizza incontri nelle varie Regioni per discutere della tematica a 360 gradi. L'articolo FARMACI EQUIVALENTI MOTORE DI SOSTENIBILITÀ PER IL SSN – FOCUS CAMPANIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
ITALIA/MAROCCO – WEBINAR DIABETE
Eventi I Diabete Mellito di tipo 1 e 2 rappresentano la malattia cronica più diffusa al mondo e una pandemia ingravescente tra le malattie non trasmissibili che inciderà pesantemente non solo nei paesi occidentali ma anche nei paesi a sviluppo economico progressivo. In Italia i pazienti diabetici superano i 3 milioni con un sommerso percentualmente ancora elevato ed una aderenza terapeutica, compresa la dieta e stili di vita, che spesso non supera il 50%. La prevalenza aumenta al crescere dell’età fino a un valore di circa il 20% nelle persone con età uguale o superiore a 75 anni. La prevalenza è mediamente più bassa nelle regioni del nord (4,7 e 4,5%) rispetto a quelle del centro (5,7%), del sud (6,1%) e delle isole (5,8%). Ciò comporta una disuguaglianza di accesso alle cure e controllo della malattia anche in rapporto a stili di vita, ad esempio obesità, dieta iperglicemica, aderenza alla terapia, più bassa nelle donne, e status sociale. Mentre il Diabete di tipo 1 (il 10% dei casi), ad insorgenza nell’adolescenza e giovanile, non è prevenibile il Diabete di tipo 2 lo è ed entrambi possono giovarsi, negli ultimi anni, di terapie innovative che ne migliorano il controllo ed assicurano ai pazienti diabetici una buona vita sia in termini di qualità che in termini di sopravvivenza simile ai non diabetici. La stessa tecnologia assicura un monitoraggio della glicemia migliore grazie ad una sensoristica modulante la terapia, per esempio i sistemi FLASH, e grazie a microinfusori collegati ai sistemi di monitoraggio in grado di arrivare alla meta del pancreas artificiale oggetto di ricerca da decenni. Ma oltre al progresso medico è importante valutare i Diabetici anche sotto il profilo sociale, istituzionale, lavorativo e comunicativo cercando di fare luce sugli aspetti quotidiani spesso oggetto di false credenze o di errate convinzioni. Secondo l’ultimo IDF DIABETES ATLAS [2019] nel mondo ci sarebbero circa 463 milioni di persone affette da diabete di cui 232 milioni non diagnosticate, di queste oltre 50 milioni in Medio Oriente e in Nord Africa (Area MENA); in Marocco sono stati rilevati nel 2019 più di 1 milione e 700.000 diabetici adulti con una prevalenza pari al 7,4% della popolazione. Tale prevalenza, secondo alcuni, risulterebbe tuttavia sottostimata per la difficoltà a tracciare tutti i casi realmente presenti su di un territorio dall’elevata complessità geografica, socio culturale e linguistica. Il dato più preoccupante è che la maggioranza dei pazienti diabetici in Marocco non raggiunge l’equilibrio glico-metabolico raccomandato dalle linee guida nazionali e internazionali, necessario alla prevenzione delle sue più gravi complicanze, suggerendo l’esistenza di un elevato gap tra la gestione di tale malattia cronica basata sulla medicina dell’evidenza e le pratiche quotidiane delle persone nel Paese. Inoltre, nonostante si continuino a fare intensi e significativi sforzi per aumentare le aspettative di vita della popolazione e migliorarne la qualità, implementando il sistema sanitario e le sue strategie di salute, sono ancora presenti disuguaglianze sociali nell’accesso ai servizi sanitari, disuguaglianze e difficoltà riscontrate anche in Italia. Esse risultano, per esempio, molto frequenti nel
INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – REGIONE CAMPANIA
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI, DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS EMILIA-ROMAGNA proviene da www.motoresanita.it. Read More
Verso una Costituente della Medicina Territoriale – Focus Piemonte
Eventi I cittadini italiani sono duramente provati dalla vicenda della pandemia da SARS COV 2 e il COVID 19 ci ha lasciato un’eredità pesante in termini economici, psicologici, di salute e di coscienza della potenzialità ma anche dei limiti del nostro SSN. Nessuno può più dubitare del suo sotto finanziamento, della carenza programmatoria della formazione delle risorse umane necessarie, della precarietà e diversità di una medicina del territorio mai definitivamente decollata, della vetustà tecnologica di alcune realtà sanitarie territoriali ed ospedaliere, della contraddizione di un regionalismo imperfetto che deve viaggiare verso un’autonomia differenziata vera ed un coordinamento centrale efficiente ed efficace. Ma nonostante questo il nostro sistema ha retto, rimane un riferimento importante per il suo universalismo e l’approccio equo solidale, per la sua capacità di dare risposte nonostante la non brillante situazione economica del paese. Ma il COVID-19 ci ha insegnato che tutto questo non basta e che bisogna procedere ad un rapido ammodernamento del sistema in tutti i suoi aspetti per utilizzare al meglio i soldi europei per la Next Generation, la cui percentuale dedicata alla salute rimane ancora fumosa.  Ma per procedere ad un ammodernamento efficace e sostenibile bisogna non continuare a pensare con le solite metodologie schiave di interessi, seppur legittimi, di parte, ma bensì ragionare al di fuori degli schemi, out of the box come dicono gli anglosassoni, per arrivare a proposte nuove, rivoluzionarie, fresche e che soprattutto vadano incontro agli interessi veri dei cittadini italiani. La Medicina Territoriale è il focus principale per un rilancio del SSN ed i differenti modelli regionali vanno ripensati e implementati a partire dall’assistenza domiciliare, diritto costituzionale del cittadino così come gli accessi agli altri luoghi di cura.  Motore sanità ha deciso di iniziare una road map nelle regioni italiane per discutere della riforma della medicina territoriale esaminando e sentendo le proposte dei vari modelli regionali per individuare un progetto nazionale comune seppur articolato nelle varie realtà. L'articolo DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI, DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS EMILIA-ROMAGNA proviene da www.motoresanita.it. Read More
FOCUS LOMBARDIA: IPERCOLESTEROLEMIA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE
Eventi In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più 224.000 persone: di queste, circa 47.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Il colesterolo infatti rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando per il SSN un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno). Nonostante questo scenario, su oltre 1 milione di pazienti a più alto rischio l’80% non raggiunge il target indicato dalle più recenti Linee Guida internazionali. Un problema sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Ma perché questo accade? In questa area fortunatamente le terapie a disposizione, tutte estremamente efficaci, hanno portato evidenze scientifiche robuste e consolidate negli anni sul loro valore preventivo e curativo sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria. Viene quindi da chiedersi cosa si possa aggiungere a quanto già oggi è ottenibile attraverso queste terapie. Vi sono bisogni insoddisfatti o spazi di efficienza da colmare (tollerabilità, efficacia aggiuntiva) che possano implementare ulteriormente i benefici clinici raggiunti? Cosa si prospetta in termini di innovazione in questa area terapeutica e quali sono gli ulteriori obiettivi su cui puntare? È possibile poter colmare il gap esistente tra il mondo reale e quello preso in esame dai setting degli studi clinici randomizzati e controllati per quanto riguarda il raggiungimento dei target consigliati? Motore Sanità ritiene opportuno un confronto multiprofessionale tra centri esperti di assoluta eccellenza in Regione Lombardia che possa dare riscontro a questi interrogativi. L'articolo DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI, DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO – FOCUS EMILIA-ROMAGNA proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERCORSO VACCINALE FOCUS PIEMONTE
Eventi ll piano vaccinale anti-COVID 19 sta assorbendo l’impegno delle istituzioni e degli operatori sia a livello nazionale che a livello regionale. Purtroppo così come per le patologie non trasmissibili che hanno visto un rallentamento se non uno stop di presa in carico da parte delle strutture ospedaliere e della medicina del territorio a causa della pandemia, anche i piani vaccinali non COVID per l’età pediatrica ed età adulta sta subendo rallentamenti che possono incidere ulteriormente sulla salute della popolazione specialmente sui soggetti fragili, a causa della mancata prevenzione offerta dai vaccini. Ci riferiamo ad i vaccini anti-influenzali, anti-pneumococco, anti-meningococco ed agli altri obbligatori e non previsti dal decreto Lorenzin. per fare il punto sulla situazione vaccinale in Regione Piemonte, Motore Sanità organizza un webinar sui piani vaccinali non COVID che vede la partecipazione degli interessati sia in ambito istituzionale che in ambito sociale anche per un invito ad una ripresa ed implementazione delle attività ordinarie post COVID. L'articolo #MULTIPLAYER – La sclerosi multipla si combatte in squadra – Lombardia proviene da www.motoresanita.it. Read More
ASMA 2021 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT (HTA) MULTI-CRITERIA DECISION ANALYSIS (MCDA) COME STRUMENTO DI APPROPRIATEZZA DECISIONALE E SOSTENIBILITÀ
Eventi L’esperienza dell’attuale pandemia ha messo a dura prova i Servizi Sanitari Regionali ed ha fatto emergere le attuali criticità riguardo i percorsi di cura dei malati cronici. In particolare, la gestione delle patologie respiratorie croniche ha rappresentato un’area ad altissimo rischio, che necessita di forti cambiamenti. A questo si aggiunga il fatto che Le linee guida GINA 2021 raccomandano modifiche importanti all’approccio terapeutico per tutti gli adulti e gli adolescenti affetti da asma, con un utilizzo come terapia al bisogno e di mantenimento, della combinazione fissa di corticosteroidi inalatori (a basse dosi) e beta-agonisti a lunga durata d’azione (formoterolo). In un’ottica di formazione continua dei professionisti, degli economisti sanitari e di una interazione multidisciplinare tra figure decisionali, è necessario garantire continuità ed allineamento strategico tra i principali stakeholders del processo di presa in carico del paziente con Asma. Unitamente ai temi sopracitati, durante la Tavola Rotonda verranno presentate alcune esperienze di gestione dei pazienti asmatici con sistemi di telemonitoraggio e telemedicina, in particolare con la tecnologia del Turbo+, con l’obiettivo di stimolare la discussione sulle tematiche di Sanità digitale che durante l’esperienza COVID-19, si sono sempre più rivelate attuali ed improrogabili, per la gestione delle patologie respiratorie e croniche in generale. L'articolo ASMA 2021 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT (HTA) MULTI-CRITERIA DECISION ANALYSIS (MCDA) COME STRUMENTO DI APPROPRIATEZZA DECISIONALE E SOSTENIBILITÀ proviene da www.motoresanita.it. Read More
DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI,  DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO- FOCUS VENETO
Eventi   Quando si affronta il problema dell’AMR, molto spesso si parla di programmi di prevenzione, indispensabili per limitare il fenomeno. La prevenzione infatti è senz’altro un aspetto chiave dell’AMR. Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. Volendo fare un paragone con la recente pandemia potremmo dire che rispetto a Covid-19, l’AMR è una pandemia silente ma annunciata oramai da anni e che richiede, per essere affrontata, delle azioni concrete non più rimandabili. Oggi i pazienti che muoiono per AMR hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono: non hanno trattamenti efficaci. Ma nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa. Le tempistiche di realizzazione/approvazione/accesso/disponibilità di un nuovo antibiotico sono spesso un percorso ad ostacoli: i tempi minimi del suo sviluppo (dalla scoperta, allo sviluppo clinico, alla commercializzazione) vanno dagli 8 agli 11 anni con una spesa globale che è stata calcolata superiore milioni di euro. Vi è inoltre la tendenza ad utilizzare i nuovi antibiotici soltanto dopo tante altre terapie più o meno conosciute, impiegate magari da anni e di cui ben si conoscono gli effetti collaterali. Ma se un approccio appropriato prudente e per gradi, è certamente fondamentale per non attivare in tempi brevi nuove resistenze, non si dovrebbe però arrivare a un uso razionato dei nuovi antibiotici puntando invece ad un uso razionale di questi, poiché in molti casi dietro all’AMR vi è un paziente che non può aspettare. Senza contare che anche in tema di sostenibilità, aspetto di cui tutti responsabilmente si dovrebbero fare carico, spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. Restano quindi alcuni passaggi principali, per cui parlarne non basta dopo l’esempio della recente pandemia non basta:
  • Riconoscere che il problema esiste investendo subito in cosa possa governarlo;
  • Capire il senso del valore del problema sia in termini economici che morali (volontà politica);
  • Programmare con continuità risorse adeguate finanziarie e tecniche (giusto personale dedicato);
  Per approfondire questi temi e tenere alta l’attenzione sul problema Motore Sanità vuole contribuire a trovare soluzioni attraverso un dialogo che coinvolga i migliori tecnici e istituzioni, a livello Nazionale e Regionale. L'articolo ASMA 2021 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT (HTA) MULTI-CRITERIA DECISION ANALYSIS (MCDA) COME STRUMENTO DI APPROPRIATEZZA DECISIONALE E SOSTENIBILITÀ proviene da www.motoresanita.it. Read More
RETI (real evidence through innovation): innovazione e grandi aspettative, dagli studi rct al real word quale valore?
Eventi In Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. I risultati della ricerca sperimentale, i progressi della diagnostica, della medicina e della chirurgia, le nuove terapie contro il tumore, stanno mostrando effetti positivi sul decorso della malattia, allungando, la vita dei malati anche senza speranza di guarigione. Ma, se da una parte i vantaggi del progresso scientifico hanno cancellato l’ineluttabile equazione “cancro uguale morte”, dall’altra sono sorti nuovi problemi che riguardano: la presa in carico di questa patologia complessa, la revisione organizzativa necessaria ai sistemi assistenziali per rispondere efficacemente al nuovo scenario (dai MTB ai CAR T team), l’accesso rapido ed uniforme alle fortunatamente molte terapie innovative in alcuni casi “Breakthrough”, i sottovalutati o non-valutati problemi nutrizionali che moltissimi pazienti presentano. Senza dimenticare l’importanza della diagnosi precoce attraverso screening strutturati e l’attenzione agli stili di vita. In questo scenario, ancor più dopo l’esperienza della recente pandemia, il coordinamento tra centri Hub, Spoke e medicina territoriale, sta assumendo sempre più importanza nei processi organizzativi/gestionali sia per un accesso rapido alle cure appropriate che per un coerente utilizzo delle risorse. E per questo oltre lo sviluppo delle reti di patologia che coinvolgono prevalentemente la medicina specialistica, già implementato in molte regioni, occorre oggi uno sforzo per formare la medicina di famiglia per un accesso rapido dei pazienti ai percorsi di diagnosi e cura e alla cogestione dei pazienti cronici, spesso gravati da polipatologie. Una buona stratificazione della popolazione, legata allo stato di salute, sarà così necessaria per evidenziare diversi livelli di complessità clinica/di fragilità e la conseguente chiara “presa in carico”. L’innovazione organizzativa e digitale necessaria, responsabilità di ogni singola regione, dovrebbe rappresentare una prima vera svolta realizzativa per facilitare tutto ciò. Il collegamento tra i principali attori clinici, dai centri ad alta specializzazione a quelli dei centri di primo e secondo livello fino oggi alla medicina territoriale, diventa un passaggio obbligato per una buona presa in carico. Il potenziamento delle reti di diagnostica di precisione attraverso un accentramento o un decentramento di alcuni servizi di anatomia patologica, la creazione dei Molecular Tumor Board daranno sostenibilità e chiarezza sulle migliori cure utilizzabili, riducendo sprechi e false aspettative. La formazione dei team multidisciplinari tra oncologi medici, chirurghi oncologi, anestesisti, nutrizionisti, anatomo-patologi, patologi clinici, biologi molecolari, genetisti, bioinformatici, farmacisti, infermieri dovrà essere un punto di forza su cui costruire un nuovo sistema che dia rapido accesso a cure appropriate. La creazione di reti di nutrizione clinica in grado di lavorare a stretto contatto con i team multidisciplinari e la disponibilità sul territorio di terapie nutrizionali immunomodulanti potrebbero portare grandi vantaggi oltre che ai pazienti anche agli stessi clinici che vedrebbero miglioramenti nella prosecuzione dei trattamenti radio e chemioterapici e una netta diminuzione delle sospensioni degli stessi dovute a importante malnutrizione pregressa. La partnership con le aziende di settore per programmare la grande
– SESSIONE PARALLELA- IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE – PUGLIA/SICILIA/CALABRIA
Eventi ⇒ Programma AZIONI DI VALORE NEL PERCORSO DI CURA OSPEDALE-TERRITORIO: CRONICITÀ E ADERENZA MODERANO: Filippo Anelli, Presidente FNOMCEO Daniele Amoruso, Giornalista Scientifico
  • Quali ruoli e quali compiti facilitanti la
  compliance: Medico specialista, MMG, Farmacista   Ospedaliero, Farmacista territoriale, infermiere e   Paziente
  • Aderenza terapeutica: Il ruolo del distretto
  sanitario
  • Aderenza, gestione del paziente e condivisione
  delle informazioni
  • La corretta comunicazione
  • Esperienza pratica: patient support
  programm/farmacia dei servizi Domenica Ancona, Responsabile Dipartimento del Farmaco ASL BAT
Marco Benvenuto, Ricercatore Economia Aziendale Dipartimento Scienza dell’Economia,Università del Salento, Lecce Luigi Galvano, Segretario Regionale FIMMG Sicilia Giovanna Geraci, Presidente Regionale ANMCO  Sicilia Giuseppe Lella, Responsabile Servizio Strategie e Governo dell’Assistenza Territoriale, Regione Puglia Sergio Licata, Presidente Regionale A.R.C.A. Sicilia Donato Monopoli, Segretario Regionale Fimmg Puglia Rosa Moscogiuri, Direttore Dipartimento Farmaceutico ASL Taranto Enrico Saglimbeni, Responsabile UOC Area Farmaceutica Territoriale ASP Messina
Giuseppe Scaccianoce, Direttivo Regionale ANCE (Associazione Nazionale Cardiologi Extra Ospedalieri) Roberto Tobia, Segretario Nazionale Federfarma L’OMS definisce come aderenza terapeutica il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti dosi, tempi e frequenza dell’assunzione di una terapia per l’intera durata di essa. Ma il problema dell’aderenza terapeutica riguarda oltre i farmaci, ogni atto assistenziale volto a modificare le abitudini e la routine terapeutica dei pazienti, cosa che spesso incontra una forte resistenza al cambiamento non solo nel breve ma anche nel lungo termine. E questo purtroppo avviene sia che si tratti di pazienti acuti che di pazienti cronici (es° dal rispetto del corretto utilizzo delle terapie antinfettive a quello delle terapie per il diabete, la BPCO, le malattie cardiovascolari, etc). Dalle analisi contenute nel Rapporto OsMed, poco più della metà dei pazienti (55,1%) affetti da ipertensione arteriosa assume il trattamento antipertensivo con continuità. Da studi osservazionali è emerso che oltre il 70% dei pazienti sospende il trattamento nei primi 6 mesi. Anche nel caso di altre patologie l’aderenza terapeutica si dimostra bassa in maniera allarmante: si parla, infatti, di appena il 52-55% per pazienti in trattamento per osteoporosi, il 60% per artrite reumatoide, 40-45% nel caso della terapia per diabete di tipo II, 36-40% per insufficienza cardiaca e solo il 13-18% per asma e BPCO. Per il futuro sarà interessante misurare questo fenomeno in alcune aree dell’ oncologia o in altre patologie complesse ad alto impatto assistenziale oramai cronicizzate come HIV, HCV e malattie epatiche collegate (es° Cirrosi). Considerando i 7 milioni di persone in Italia colpite da malattie croniche si stima che solo la metà di queste assuma i farmaci in modo corretto e che fra gli anziani le percentuali superino il 70% (OMS), questo ci fa comprendere la portata dello spreco generatosi per i notevoli costi clinici e sociali (ad es° dopo infarto cardiaco rispettare le indicazioni di assunzione dei farmaci prescritti riduce del 75% la probabilità di recidive). Negli Stati Uniti la mancata aderenza causa sprechi per circa 100 miliardi di dollari ogni anno mentre in Europa si stimano 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri dovuti a questo
FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – REGIONE TOSCANA
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo Summer School 2021 proviene da www.motoresanita.it. Read More
IMPATTO ORGANIZZATIVO DELLE TERAPIE PER LA CURA DELLA INFEZIONE VIRALE DA COVID
Eventi I webinar proposti prendono spunto dalle sollecitazioni provocate dalle tematiche legate alla lotta contro il virus Covid, ma vertono essenzialmente sull’impatto organizzativo del trattamento dei pazienti nell’ambito della continuità ospedale-territorio. È infatti ormai acclarato che l’opportunità terapeutica dell’utilizzo degli antivirali è tanto più efficace quanto prima si utilizzano tali rimedi sin dalle prime fasi dall’insorgenza dell’infezione. Impossibile ignorare perciò anche il forte impatto che tale sistema avrebbe sull’organizzazione del patient journey e quindi sull’ospedalizzazione dei pazienti affetti da tali patologie. Ad oggi la terapia viene fornita solo in ospedale e di conseguenza in fasi più avanzate della malattia; ciò fa sì che venga somministrata a pazienti più gravi e che già sono entrati nella struttura ospedaliera. La riflessione di fondo che le sessioni di lavoro che si succederanno nei webinar vogliono approfondire, verte su come la somministrazione della terapia sul territorio sin dalle prime fasi dell’insorgenza della patologia possa essere utile da un lato per far star meglio i pazienti e non farli progredire verso stadi più gravi della malattia e dall’altro consentirebbe a meno pazienti di dover ricorrere alle cure ospedaliere, inoltre in ospedale oltre che meno pazienti, arriverebbero pazienti in condizioni mediamente meno gravi. Evidenze cliniche mostrano pertanto una riduzione della progressione dell’infezione, una velocità di recupero maggiore e di conseguenza minor ricorso all’ospedalizzazione dei pazienti e riduzione dei ricoveri in terapia intensiva. Quindi minor afflusso di pazienti in ospedale, un turn over maggiore e un outcome più soddisfacente. Il corretto utilizzo di queste opzioni terapeutiche migliora pertanto le prestazioni ospedaliere. I webinar vogliono mettere a confronto clinici, decisori, economisti sanitari e referenti delle società scientifiche per provare a pensare una revisione dei percorsi della presa in carico dei pazienti che alla luce delle evidenze terapeutiche adesso in nostro possesso, si rivela quanto mai necessaria. L'articolo Summer School 2021 proviene da www.motoresanita.it. Read More
INSTANT WEBINAR – LA DICHIARAZIONE DI ROMA Global Health Summit
Eventi Il GHS 2021 si è concluso con una dichiarazione di Roma comprendente 16 punti principali. Dal multilateralismo sanitario, alle future linee guida anti pandemiche alla sospensione temporanea dei brevetti dei vaccini per aumentarne la produzione e garantirne l’accesso anche ai paesi più poveri nella consapevolezza che la salute non ha confini e deve prevedere atti globali e non limitati ad un singolo paese o continente. Il PNRR non potrà non tenere conto di quanto emerso dal GHS e la comunicazione di quanto emerso non potrà essere solo appannaggio degli addetti al settore ma prevedere una conoscenza collettiva di quanto sottoscritto dai paesi del G20. Per tale motivo Motore Sanità organizza un web brainstorming sui punti discussi per valutarli e giudicarne la caduta sul futuro del SSN. L'articolo INSTANT WEBINAR – LA DICHIARAZIONE DI ROMA Global Health Summit proviene da www.motoresanita.it. Read More
HIV: UNA PANDEMIA SILENZIOSA – Emilia-Romagna/Marche/Triveneto
Eventi Il Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS) rappresenta il documento programmatico finalizzato a contrastare la diffusione dell’infezione da Hiv. Previsto dalla Legge 135/90, il piano contempla l’attuazione di interventi di carattere pluriennale riguardanti la prevenzione, l’informazione, la ricerca, l’assistenza e la cura, la sorveglianza epidemiologica e il sostegno dell’attività del volontariato. Il piano è stato approvato con intesa nella Conferenza Stato-Regioni del 26 ottobre 2017 e l’intesa ha stabilito che il ministero, in collaborazione con le regioni:
  • dovrà promuovere iniziative di formazione e di aggiornamento degli operatori coinvolti nella cura e nell’assistenza nei luoghi di cura e nell’assistenza sul territorio delle persone con infezione da virus HIV e con sindrome da AIDS;
  • dovrà definire strategie di informazione in favore della popolazione generale e delle persone con comportamenti a rischio (popolazioni chiave).
In particolare, è stata focalizzata l’attenzione sulla lotta contro la stigmatizzazione e sulla prevenzione altamente efficace basata sulle evidenze scientifiche e ancorata a principi e azioni che, oltre a comprendere le campagne di informazione, l’impiego degli strumenti di prevenzione e gli interventi finalizzati alla modifica dei comportamenti, si estendono all’uso delle terapie ARV come prevenzione (TasP), con conseguente ricaduta sulla riduzione delle nuove infezioni e il rispetto dei diritti delle popolazioni maggiormente esposte all’HIV. Uno dei punti principali è la formazione del personale dedicato e l’azione sui cittadini HIV positivi e/o pazienti HIV e su coloro che non sanno di essere positivi, sommerso importante da far emergere. Gli interventi formativi sono mirati a:
  • Applicare le misure di prevenzione disponibili anche di natura farmacologica;
  • Favorire l’accesso al test e la diagnosi precoce, il legame al percorso di cura ed in
  • particolare al trattamento;
  • Migliorare la qualità e la sicurezza delle cure;
  • Contrastare lo stigma e la discriminazione nelle cure, anche attraverso la conoscenza e la corretta valutazione dei rischi inerenti la sicurezza degli operatori.
Se quanto approvato nel PNAIDS rappresenta un impegno con obiettivi condivisibili e con una presa in carico dei pazienti più formalizzata e delineata a livello nazionale e regionale, la pandemia da COVID ha in molta parte interrotto questo processo virtuoso per cui risulta necessario fare il punto nel futuro post pandemico su:
  • La situazione della presa in carico del malato HIV pre e post Covid;
  •  I nuovi indicatori previsti dal PNAIDS;
  • Il cluster pilota di popolazioni come le carceri, i SERD per l’emersione del sommerso e l’azione preventiva e curativa nei confronti dell’HIV, aderenza compresa;
  • Il paradigma di patologia cronico-virale con una presa in carico trasversale del cittadino positivo e/o paziente e sulle criticità in essere.
Per questi motivi Motore Sanità ha organizzato il webinar dal titolo:Presa In Carico del Paziente HIV con il focus sulle situazione del triveneto, dell’Emilia Romagna e delle Marche con l’ospedale dopo di fare il punto sull’attuale situazione e sul futuro della prevenzione diagnosi e cura dell’HIV nelle regioni in oggetto. L'articolo Nuove evidenze nella gestione dei cateteri venosi periferici per ridurre il rischio di complicanze infettive proviene da www.motoresanita.it. Read More
FARMACI EQUIVALENTI MOTORE DI SOSTENIBILITÀ PER IL SSN – FOCUS CAMPANIA
Eventi I farmaci si definiscono generici o equivalenti quando presentano stesso principio attivo, stessa concentrazione, stessa forma farmaceutica, stessa via di somministrazione, stesse indicazioni di un farmaco di marca non più coperto da brevetto (originator). Sono dunque, dal punto di vista terapeutico, equivalenti al prodotto da cui hanno origine e possono quindi essere utilizzati in sua sostituzione. Inoltre i farmaci equivalenti sono molto più economici dei prodotti originali, con risparmi che arrivano da un minimo del 20% ad oltre il 50%. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha promosso da sempre iniziative tese a sensibilizzare la popolazione generale e gli operatori sanitari sul ruolo prezioso rivestito dai farmaci equivalenti. Ruolo che viene definito fondamentale per il mantenimento della sostenibilità del SSN consentendo da un lato di liberare risorse indispensabili a garantire una sempre maggiore disponibilità di farmaci innovativi, dall’altro, al cittadino di risparmiare di propria tasca all’atto dell’acquisto dei medicinali. “I dati ottenuti dall’uso consolidato del medicinale di riferimento” evidenzia un documento AIFA “nel corso degli anni, consentono di delineare per questa tipologia di medicinali, un profilo rischio/beneficio più definito rispetto a quanto sia possibile per qualsiasi nuovo medicinale”. È errato quindi credere come spesso accade ancora oggi che il basso prezzo corrisponda ad una qualità inferiore o a controlli limitati, mentre sarebbe opportuno comprendere che rispetto ai farmaci originator vi sono da sostenere i soli costi di produzione e non più quelli relativi alla ricerca ed alle varie fasi di scoperta, sperimentazione, registrazione e sintesi di un nuovo principio attivo. Nonostante gli equivalenti abbiano caratteristiche di qualità identiche ai prodotti originator, con identiche procedure che certificano la purezza delle materie prime e la loro qualità, identici  controlli nelle procedure di produzione, ispezione e verifica, il loro utilizzo in particolare nel Nostro paese è ancora basso rispetto ai medicinali “griffati”. Questo indica che molto lavoro di comunicazione deve ancora essere fatto, sebbene la situazione sia molto diversa tra le regioni d’Italia. Infatti l’analisi dei consumi per area geografica, nei primi nove mesi 2019 ci dice che il consumo degli equivalenti di classe A è risultato concentrato al Nord (37,3% unità e 29,1% valori), rispetto al Centro (27,9%; 22,5%) ed al Sud Italia (22,4%; 18,1%). Quali i motivi di queste differenze? La scelta deve coinvolgere medico, farmacista e paziente correttamente informati, senza pregiudizi e con dati che si basino sui principi di evidenza scientifica prima e su aspetti di sostenibilità economica poi. L'articolo Nuove evidenze nella gestione dei cateteri venosi periferici per ridurre il rischio di complicanze infettive proviene da www.motoresanita.it. Read More
INTERSTIZIOPATIE POLMONARI  – FOCUS VENETO
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo EVOLUZIONE DEI PERCORSI DI CURA NEL TUMORE OVARICO – FOCUS LIGURIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
LA RETE REUMATOLOGICA DEL LAZIO
Eventi Le malattie reumatiche sono più di 150, alcune rare ma tutte sono in aumento ovunque, così pure la spesa sociale, pari allo 0,2% del Pil, e quella sanitaria, basti dire che solo i costi diretti ammontano allo 0,6% della spesa sanitaria totale. Per far fronte a questo genere di patologie molte Regioni Italiane da diversi anni hanno creato delle reti regionali per indirizzare al meglio i malati e per garantire un grado di assistenza uguale su tutto il territorio. La Regione Lazio ancora non dispone di una rete reumatologica regionale, una mancanza che può rendere più difficoltoso per i cittadini laziali l’accesso alle opzioni terapeutiche più efficaci, ai farmaci biosimilari che adeguatamente utilizzati permettono a parità di efficacia un risparmio economico garante della sostenibilità e del reimpiego delle risorse per una precoce assunzione regionale delle terapie innovative attuali e future, nonché alla medicina di precisione. Per fare un punto della situazione sulla creazione di una futura Rete e sul modello gestionale da applicare per l’implementazione delle terapie più efficaci nel Lazio, Motore Sanità vuole riunire gli specialisti del settore, dei MMG e dei reumatologi per ciò che concerne le patologie di loro specifica competenza. Particolare attenzione verrà dedicata ai percorsi di cura dei pazienti reumatologici nel periodo post-Covid L'articolo IL PAZIENTE AL CENTRO? DAL LABIRINTO ASSISTENZIALE AD UNA RETE DI SERVIZI ORGANIZZATA proviene da www.motoresanita.it. Read More
DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI,  DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO
Eventi Quando si affronta il problema dell’AMR, molto spesso si parla di programmi di prevenzione, indispensabili per limitare il fenomeno. La prevenzione infatti è senz’altro un aspetto chiave dell’AMR. Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. Volendo fare un paragone con la recente pandemia potremmo dire che rispetto a Covid-19, l’AMR è una pandemia silente ma annunciata oramai da anni e che richiede, per essere affrontata, delle azioni concrete non più rimandabili. Oggi i pazienti che muoiono per AMR hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono: non hanno trattamenti efficaci. Ma nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa. Le tempistiche di realizzazione/approvazione/accesso/disponibilità di un nuovo antibiotico sono spesso un percorso ad ostacoli: i tempi minimi del suo sviluppo (dalla scoperta, allo sviluppo clinico, alla commercializzazione) vanno dagli 8 agli 11 anni con una spesa globale che è stata calcolata superiore milioni di euro. Vi è inoltre la tendenza ad utilizzare i nuovi antibiotici soltanto dopo tante altre terapie più o meno conosciute, impiegate magari da anni e di cui ben si conoscono gli effetti collaterali. Ma se un approccio appropriato prudente e per gradi, è certamente fondamentale per non attivare in tempi brevi nuove resistenze, non si dovrebbe però arrivare a un uso razionato dei nuovi antibiotici puntando invece ad un uso razionale di questi, poiché in molti casi dietro all’AMR vi è un paziente che non può aspettare. Senza contare che anche in tema di sostenibilità, aspetto di cui tutti responsabilmente si dovrebbero fare carico, spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. Restano quindi alcuni passaggi principali, per cui parlarne non basta dopo l’esempio della recente pandemia non basta:
  • Riconoscere che il problema esiste investendo subito in cosa possa governarlo;
  • Capire il senso del valore del problema sia in termini economici che morali (volontà politica);
  • Programmare con continuità risorse adeguate finanziarie e tecniche (giusto personale dedicato);
  Per approfondire questi temi e tenere alta l’attenzione sul problema Motore Sanità vuole contribuire a trovare soluzioni attraverso un dialogo che coinvolga i migliori tecnici e istituzioni, a livello Nazionale e Regionale. L'articolo LA MEDICINA DI PRECISIONE: UN NUOVO SNODO CHIAVE DEL PERCORSO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO proviene da www.motoresanita.it. Read More
Roadshow – TROPONINA CARDIACA – Focus Piemonte
Eventi L’ischemia cardiaca rimane ancora oggi la prima causa di morte e di morbilità nei paesi industrializzati nonostante vi sia stato negli anni recenti un sostanziale miglioramento dei dati di mortalità e di outcome dei pazienti affetti da questa patologia che nel tempo può evolvere verso l’insufficienza cardiaca. Numerosi studi hanno confermato l’importanza del ruolo della prevenzione primaria nel migliorare l’outcome delle patologie cardiache anche attraverso una accurata stratificazione del rischio della popolazione e di un sempre più appropriato intervento clinico e nel caso farmacologico o interventistico/invasivo per mitigare la progressione della malattia. La diagnosi di insufficienza cardiaca acuta e cronica è basata prevalentemente su un giudizio clinico che tiene conto della storia (anamnesi), dell’esame fisico e di indagini appropriate strumentali e di laboratorio. Ad oggi più di cento biomarkers sono stati studiati per verificarne l’utilità nella diagnosi, nella prognosi e nella stratificazione del rischio nei soggetti con o senza segni e sintomi di insufficienza cardiaca. La disponibilità di test con Troponina cardiaca I ad elevata sensibilità associata ad altri biomarkers come per esempio il cNP ha permesso lo sviluppo di studi e metanalisi sul ruolo di questo biomarker per una diagnosi più precisa di patologia miocardica acuta per un follow up della stessa e per individuare e stratificare i soggetti che potrebbero sviluppare insufficienza cardiaca dallo stadio asintomatico a quello con segni e sintomi e quindi quei soggetti che hanno alta probabilità di malattia refrattaria alle terapie oggi in uso. Da qui nel 2019 un position paper dell’associazione della Cardiologia Preventiva e della Società Europea di Cardiologia ha sancito l’importanza del ruolo dei biomarkers cardiaci quali il cTnI e cTnT ad elevata sensibilità nell’individuare i soggetti asintomatici che sono a più alto rischio di progredire con sintomi di insufficienza cardiaca e quelli più a rischio di andare incontro ad una prognosi infausta. Da qui l’importanza di stratificare con l’uso del biomarker C troponina I ad elevata sensibilità il potenziale rischio CV nella popolazione generale al fine di mettere in atto già in una fase precoce misure per una più efficace prevenzione specie nei soggetti a rischio alto di sviluppare una patologia CV. L'articolo Talk Web – LE SFIDE DEL GENDER GAP Abbattere i muri anche nel mondo della Sanità e della Scienza proviene da www.motoresanita.it. Read More
LA PANDEMIA DIABETE IN REGIONE SARDEGNA
Eventi In Italia oltre 3.5 milioni di pazienti dichiarano di esserne affetti da Diabete, ma le stime in real world parlano di circa 5 milioni, con un costo per il SSN stimato intorno ai 9 miliardi senza considerare le spese indirette ed una spesa pro capite per paziente più che doppia verso un pari età non malato. Questa malattia inoltre è causa di 73 decessi al giorno in Italia. Per citare alcuni dati relativi alla sola aderenza alle cure, secondo l’analisi EFPIA solamente le complicanze dovute a diabete rappresentano un costo pari al 14% del totale della spesa sanitaria dei Governi Europei, circa 125 miliardi di euro all’anno. Secondo il rapporto dell’osservatorio dei medicinali, In Italia, la percentuale di aderenza per i farmaci antidiabetici è del 63% (OSMed 2015) e questo comporta: il raddoppio nel numero di ricoveri ospedalieri e dei costi del trattamento per il SSN, un aumento ogni anno di circa 6 giorni di assenza dal lavoro ed infine un aumento del 30% della mortalità per tutte le cause (dati SID). Con questo scenario il diabete rappresenta chiaramente un esempio paradigmatico di patologia cronica la cui condizione spesso polipatologica, richiede una gestione multidisciplinare complessa per la quale i percorsi di cura debbono essere rivisti. La recente pandemia ha aperto gli occhi su tutto ciò in maniera drammatica e ha stimolato in molte regioni una revisione organizzativa della rete assistenziale. Come accade per molte altre patologie le regioni Italiane rispondono ai bisogni assistenziali in maniera molto diversa e il diabete non fa eccezione a questo. Nel panorama Nazionale la Regione Sardegna presenta forti criticità epidemiologiche per diabete. Da sempre infatti detiene il triste primato italiano d’incidenza di diabete di tipo 1, con oltre 12.000 adulti, più di 1.500 under 18 e circa 120 nuovi casi di diabete tipo 1 diagnosticati nella fascia di età 0-14 anni (un bambino ogni 150 è affetto da questa patologia). E con questi numeri raggiunge un triste primato collocandosi ai vertici della classifica mondiale, seconda solo alla Finlandia. Oggi fortunatamente la ricerca ha prodotto una grande quantità di innovazione tecnologica (farmaci e devices) che consente a questi malati una qualità della vita pressoché normale, rallentando l’insorgere delle molte complicanze. Tutto ciò a condizione che vi siano: una rapida diagnosi, una presa in carico organizzata ed efficace, un accesso appropriato all’innovazione disponibile. Motore Sanità e Diabete Italia vogliono aprire un tavolo di confronto su questi temi per ottenere un grande impegno di tutti Istituzioni, Clinici (specialisti e MMG), Care giver, Farmacisti, Pazienti ad ottimizzare ognuno di questi aspetti. L'articolo LA PANDEMIA DIABETE IN REGIONE SARDEGNA proviene da www.motoresanita.it. Read More
Talk Web – IL RECOVERY FUND A  GIUDIZIO DEGLI ITALIANI Verso il Global Health Forum
Eventi Il 21 maggio a Roma si terrà virtualmente il Global Health Forum. Il Summit rappresenta un’opportunità per il G20 e per tutti i leader invitati, tra i quali i responsabili delle organizzazioni internazionali e regionali e i rappresentanti degli organismi sanitari globali, per condividere le esperienze maturate nel corso della pandemia ed elaborare e approvare una “dichiarazione di Roma”. I contenuti della dichiarazione potranno costituire un punto di riferimento per rafforzare la cooperazione multilaterale e le azioni congiunte per prevenire future crisi sanitarie mondiali. Il meeting virtuale rappresenterebbe un tentativo concreto di un’alleanza europea per una prospettiva di sanità integrata tra i vari paesi anche in vista del Next Generation Plan e dei vari Recovery Funds. Ma che ne pensano i cittadini del futuro del welfare europeo ed italiano? Che cosa le istituzioni hanno imparato dalla pesante lezione della pandemia da COVID 19? Possono i vari sistemi sanitari nazionali e regionali continuare come prima ed i finanziamenti futuri per una riforma dei medesimi sono sufficienti? Motore Sanità organizza il talk webinar con la partecipazione dei rappresentanti dei pazienti per rispondere alle domande di cui sopra e per dare il proprio giudizio su una “dichiarazione di Roma” utile ad un vero cambiamento del sistema. L'articolo Talk Web – IL RECOVERY FUND A GIUDIZIO DEGLI ITALIANI Verso il Global Health Forum proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Livio Blasi, Presidente CIPOMO L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Il percorso di screening mammografico
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Dottoressa Marinella MISTRANGELO – Dirigente medico del Dipartimento Funzionale Interaziendale Interregionale Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Come affrontare i problemi degli anziani sul territorio
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – proviene da www.motoresanita.it. Read More
DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI,  DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO
Eventi Quando si affronta il problema dell’AMR, molto spesso si parla di programmi di prevenzione, indispensabili per limitare il fenomeno. La prevenzione infatti è senz’altro un aspetto chiave dell’AMR. Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. Volendo fare un paragone con la recente pandemia potremmo dire che rispetto a Covid-19, l’AMR è una pandemia silente ma annunciata oramai da anni e che richiede, per essere affrontata, delle azioni concrete non più rimandabili. Oggi i pazienti che muoiono per AMR hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono: non hanno trattamenti efficaci. Ma nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa. Le tempistiche di realizzazione/approvazione/accesso/disponibilità di un nuovo antibiotico sono spesso un percorso ad ostacoli: i tempi minimi del suo sviluppo (dalla scoperta, allo sviluppo clinico, alla commercializzazione) vanno dagli 8 agli 11 anni con una spesa globale che è stata calcolata superiore milioni di euro. Vi è inoltre la tendenza ad utilizzare i nuovi antibiotici soltanto dopo tante altre terapie più o meno conosciute, impiegate magari da anni e di cui ben si conoscono gli effetti collaterali. Ma se un approccio appropriato prudente e per gradi, è certamente fondamentale per non attivare in tempi brevi nuove resistenze, non si dovrebbe però arrivare a un uso razionato dei nuovi antibiotici puntando invece ad un uso razionale di questi, poiché in molti casi dietro all’AMR vi è un paziente che non può aspettare. Senza contare che anche in tema di sostenibilità, aspetto di cui tutti responsabilmente si dovrebbero fare carico, spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. Restano quindi alcuni passaggi principali, per cui parlarne non basta dopo l’esempio della recente pandemia non basta:
  • Riconoscere che il problema esiste investendo subito in cosa possa governarlo;
  • Capire il senso del valore del problema sia in termini economici che morali (volontà politica);
  • Programmare con continuità risorse adeguate finanziarie e tecniche (giusto personale dedicato);
  Per approfondire questi temi e tenere alta l’attenzione sul problema Motore Sanità vuole contribuire a trovare soluzioni attraverso un dialogo che coinvolga i migliori tecnici e istituzioni, a livello Nazionale e Regionale. L'articolo Roadshow – TROPONINA CARDIACA – Focus Piemonte proviene da www.motoresanita.it. Read More
Talk Web – LE SFIDE DEL GENDER GAP Abbattere i muri anche nel mondo della Sanità e della Scienza
Eventi   Con il termine Gender Gap si intende il divario esistente tra uomini e donne in tanti ambiti diversi, ma che colpiscono la vita quotidiana come la salute, l’educazione, il lavoro, l’accesso alle attività economiche e così via. Secondo il nuovo rapporto del World Economic Forum sulle diseguaglianze di genere l’Italia è al 63° posto. Inoltre secondo i più recenti studi, l’uguaglianza economica tra uomo e donna avverrà nel 2300. Da un’indagine promossa da Women for Oncology Italy emergono dati sconfortanti: quasi 7 intervistati su 10 ritengono che esista un gender gap delle donne rispetto agli uomini nella crescita professionale in oncologia. Si tratta di un problema particolarmente sentito dalle donne (80%) contro una minoranza del 35% tra gli uomini. Il 72% degli intervistati riporta commenti di natura sessista o discriminatoria. Nel 64% dei casi erano riferiti solo o prevalentemente alle donne. Praticamente nessun commento era rivolto solo agli uomini. Il gender gap che emerge anche nella ricerca scientifica. Una ricerca di W4O presentata all’ESMO 2019 mostra che le donne oncologhe solo nel 38% dei casi sono tra i primi autori nei lavori scientifici, a fronte del 62% di autori uomini. Per questo motivo Women for Oncology – Italy e Mondosanità ha organizzato questo webinar per puntare i riflettori sul problema del Gender Gap nel mondo della Sanità. L'articolo Talk Web – LE SFIDE DEL GENDER GAP Abbattere i muri anche nel mondo della Sanità e della Scienza proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  Il mondo dell’epilessia
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Laura Tassi – Presidente LICE e Barbara Mostacci – Responsabile Commissione Genere della LICE su Epilessia e donne in gravidanza L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – VACCINI IN FARMACIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Le nuove terapie in oncologia
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Alessandro COMANDONE – Direttore dell’Oncologia Medica dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e dell’Asl Torino L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – VACCINI IN FARMACIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Progetto Oltre la Spasticità
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: NICOLETTA REALE, Presidente Alice Italia Odv
prof GANDOLFO, Specialista in Neurologia, già Professore Ordinario di Neurologia all’Università di Genova, Fondatore e Responsabile dal 1992 fino al 2016 del Centro ictus del Policlinico San Martino di Genova 
dott GIOVANNI MORONE, Fisiatra presso l’Unità Operativa Complessa di Neuroriabilitazione 6 alla Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – VACCINI IN FARMACIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – RAPPORTO DEL MMG E IL PAZIENTE DIABETICO
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Gerardo Medea, Responsabile Nazionale della ricerca SIMG L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – VACCINI IN FARMACIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – VACCINI IN FARMACIA
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – VACCINI IN FARMACIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
FARMACI EQUIVALENTI MOTORE DI SOSTENIBILITA’ PER IL SSN
Eventi I farmaci si definiscono generici o equivalenti quando presentano stesso principio attivo, stessa concentrazione, stessa forma farmaceutica, stessa via di somministrazione, stesse indicazioni di un farmaco di marca non più coperto da brevetto (originator). Sono dunque, dal punto di vista terapeutico, equivalenti al prodotto da cui hanno origine e possono quindi essere utilizzati in sua sostituzione. Inoltre i farmaci equivalenti sono molto più economici dei prodotti originali, con risparmi che arrivano da un minimo del 20% ad oltre il 50%. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha promosso da sempre iniziative tese a sensibilizzare la popolazione generale e gli operatori sanitari sul ruolo prezioso rivestito dai farmaci equivalenti. Ruolo che viene definito fondamentale per il mantenimento della sostenibilità del SSN consentendo da un lato di liberare risorse indispensabili a garantire una sempre maggiore disponibilità di farmaci innovativi, dall’altro, al cittadino di risparmiare di propria tasca all’atto dell’acquisto dei medicinali. “I dati ottenuti dall’uso consolidato del medicinale di riferimento” evidenzia un documento AIFA “nel corso degli anni, consentono di delineare per questa tipologia di medicinali, un profilo rischio/beneficio più definito rispetto a quanto sia possibile per qualsiasi nuovo medicinale”. È errato quindi credere come spesso accade ancora oggi che il basso prezzo corrisponda ad una qualità inferiore o a controlli limitati, mentre sarebbe opportuno comprendere che rispetto ai farmaci originator vi sono da sostenere i soli costi di produzione e non più quelli relativi alla ricerca ed alle varie fasi di scoperta, sperimentazione, registrazione e sintesi di un nuovo principio attivo. Nonostante gli equivalenti abbiano caratteristiche di qualità identiche ai prodotti originator, con identiche procedure che certificano la purezza delle materie prime e la loro qualità, identici  controlli nelle procedure di produzione, ispezione e verifica, il loro utilizzo in particolare nel Nostro paese è ancora basso rispetto ai medicinali “griffati”. Questo indica che molto lavoro di comunicazione deve ancora essere fatto, sebbene la situazione sia molto diversa tra le regioni d’Italia. Infatti l’analisi dei consumi per area geografica, nei primi nove mesi 2019 ci dice che il consumo degli equivalenti di classe A è risultato concentrato al Nord (37,3% unità e 29,1% valori), rispetto al Centro (27,9%; 22,5%) ed al Sud Italia (22,4%; 18,1%). Quali i motivi di queste differenze? La scelta deve coinvolgere medico, farmacista e paziente correttamente informati, senza pregiudizi e con dati che si basino sui principi di evidenza scientifica prima e su aspetti di sostenibilità economica poi. L'articolo INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – FOCUS VENETO proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  Il tumore anale, una neoplasia HPV correlata: la prevenzione e la diagnosi
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: MASSIMILIANO MISTRANGELO – Chirurgo presso il Dipartimento di Chirurgia generale e Specialistica dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Il tumore anale, una neoplasia HPV correlata: la prevenzione e la diagnosi proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – MALATI DI CANCRO DEL POLMONE E PIANO VACCINALE: SITUAZIONE ATTUALE
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Deanna Gatta, Presidente presso ALCASE Italia ODV     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Il tumore anale, una neoplasia HPV correlata: la prevenzione e la diagnosi proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Assistenza al bambino diabetico tra riapertura ambulatori e telemedicina
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: FORTUNATO LOMBARDO, Professor Associato Pediatria U.O.C. Clinica Pediatrica Policlinico Università Messina     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Il tumore anale, una neoplasia HPV correlata: la prevenzione e la diagnosi proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Ansia e depressione
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Michele Sanza, Direttore Unità Operativa Dipendenze Patologiche AUSL Romagna – Cesena     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Il tumore anale, una neoplasia HPV correlata: la prevenzione e la diagnosi proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  Federfarma e AISC insieme per la prevenzione dello scompenso cardiaco
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata:       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Il tumore anale, una neoplasia HPV correlata: la prevenzione e la diagnosi proviene da www.motoresanita.it. Read More
IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE Lazio/Campania – TAVOLA PARALLELA –
Eventi ORE 17.00 SESSIONE PARALLELA TAVOLA ROTONDA AZIONI DI VALORE NEL PERCORSO DI CURA OSPEDALE-TERRITORIO: CRONICITÀ E ADERENZA MODERANO: Amelia Filippelli, Professore Ordinario Farmacologia Università degli Studi di Salerno Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale Policlinico Tor Vergata, Roma • Quali ruoli e quali compiti facilitanti la compliance: Medico specialista, MMG, Farmacista Ospedaliero, Farmacista territoriale, infermiere e Paziente • Aderenza terapeutica: Il ruolo del distretto sanitario• Aderenza, gestione del paziente e condivisione delle informazioni • La corretta comunicazione • Esperienza pratica: patient support programm/farmacia dei servizi Pier Luigi Bartoletti, Vice Segretario Nazionale FIMMG Aurelio Bouchè, Dirigente UOD Monitoraggio e regolamentazione dei LEA- appropriatezza delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie Regione Campania Arturo Cavaliere, UOC Farmacia Aziendale ASL, Viterbo – Presidente Nazionale SIFO Furio Colivicchi, Direttore UOC Cardiologia Clinica Riabilitativa Presidio Ospedaliero “S. Filippo Neri”, Roma Roberta Di Turi, Direttore Farmacia Ospedaliera “G.B. Grassi”, Roma Lorenzo Latella, Segretario Cittadinanzattiva Campania Marcello Pani, Direttore UOC Farmacia Policlinico Universitario Gemelli, Roma L’OMS definisce come aderenza terapeutica il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti dosi, tempi e frequenza dell’assunzione di una terapia per l’intera durata di essa. Ma il problema dell’aderenza terapeutica riguarda oltre i farmaci, ogni atto assistenziale volto a modificare le abitudini e la routine terapeutica dei pazienti, cosa che spesso incontra una forte resistenza al cambiamento non solo nel breve ma anche nel lungo termine. E questo purtroppo avviene sia che si tratti di pazienti acuti che di pazienti cronici (es° dal rispetto del corretto utilizzo delle terapie antinfettive a quello delle terapie per il diabete, la BPCO, le malattie cardiovascolari, etc). Dalle analisi contenute nel Rapporto OsMed, poco più della metà dei pazienti (55,1%) affetti da ipertensione arteriosa assume il trattamento antipertensivo con continuità. Da studi osservazionali è emerso che oltre il 70% dei pazienti sospende il trattamento nei primi 6 mesi. Anche nel caso di altre patologie l’aderenza terapeutica si dimostra bassa in maniera allarmante: si parla, infatti, di appena il 52-55% per pazienti in trattamento per osteoporosi, il 60% per artrite reumatoide, 40-45% nel caso della terapia per diabete di tipo II, 36-40% per insufficienza cardiaca e solo il 13-18% per asma e BPCO. Per il futuro sarà interessante misurare questo fenomeno in alcune aree dell’ oncologia o in altre patologie complesse ad alto impatto assistenziale oramai cronicizzate come HIV, HCV e malattie epatiche collegate (es° Cirrosi). Considerando i 7 milioni di persone in Italia colpite da malattie croniche si stima che solo la metà di queste assuma i farmaci in modo corretto e che fra gli anziani le percentuali superino il 70% (OMS), questo ci fa comprendere la portata dello spreco generatosi per i notevoli costi clinici e sociali (ad es° dopo infarto cardiaco rispettare le indicazioni di assunzione dei farmaci prescritti riduce del 75% la probabilità di recidive). Negli Stati Uniti la mancata aderenza causa sprechi per circa 100 miliardi di dollari ogni anno mentre in Europa si stimano 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri dovuti a
IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE
Eventi L’OMS definisce come aderenza terapeutica il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti dosi, tempi e frequenza dell’assunzione di una terapia per l’intera durata di essa. Ma il problema dell’aderenza terapeutica riguarda oltre i farmaci, ogni atto assistenziale volto a modificare le abitudini e la routine terapeutica dei pazienti, cosa che spesso incontra una forte resistenza al cambiamento non solo nel breve ma anche nel lungo termine. E questo purtroppo avviene sia che si tratti di pazienti acuti che di pazienti cronici (es° dal rispetto del corretto utilizzo delle terapie antinfettive a quello delle terapie per il diabete, la BPCO, le malattie cardiovascolari, etc). Dalle analisi contenute nel Rapporto OsMed, poco più della metà dei pazienti (55,1%) affetti da ipertensione arteriosa assume il trattamento antipertensivo con continuità. Da studi osservazionali è emerso che oltre il 70% dei pazienti sospende il trattamento nei primi 6 mesi. Anche nel caso di altre patologie l’aderenza terapeutica si dimostra bassa in maniera allarmante: si parla, infatti, di appena il 52-55% per pazienti in trattamento per osteoporosi, il 60% per artrite reumatoide, 40-45% nel caso della terapia per diabete di tipo II, 36-40% per insufficienza cardiaca e solo il 13-18% per asma e BPCO. Per il futuro sarà interessante misurare questo fenomeno in alcune aree dell’ oncologia o in altre patologie complesse ad alto impatto assistenziale oramai cronicizzate come HIV, HCV e malattie epatiche collegate (es° Cirrosi). Considerando i 7 milioni di persone in Italia colpite da malattie croniche si stima che solo la metà di queste assuma i farmaci in modo corretto e che fra gli anziani le percentuali superino il 70% (OMS), questo ci fa comprendere la portata dello spreco generatosi per i notevoli costi clinici e sociali (ad es° dopo infarto cardiaco rispettare le indicazioni di assunzione dei farmaci prescritti riduce del 75% la probabilità di recidive). Negli Stati Uniti la mancata aderenza causa sprechi per circa 100 miliardi di dollari ogni anno mentre in Europa si stimano 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri dovuti a questo problema. La stessa AIFA nel suo sito riporta che “La scarsa aderenza alle prescrizioni del medico è la principale causa di non efficacia delle terapie farmacologiche ed è associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, rappresentando un danno sia per i pazienti che per il sistema sanitario e per la società. Maggior aderenza significa infatti minor rischio di ospedalizzazione, minori complicanze associate alla malattia, maggiore sicurezza ed efficacia dei trattamenti e riduzione dei costi per le terapie. L’aderenza alle terapie è pertanto fondamentale per la sostenibilità del SSN”. Le cause della mancata o della scarsa aderenza ai trattamenti sono di varia natura e comprendono tra gli esempi più comuni la complessità del trattamento, l’inconsapevolezza della malattia, il follow-up inadeguato, timore di potenziali reazioni avverse, il decadimento cognitivo e la depressione, la scarsa informazione in merito alla rilevanza delle terapie, il tempo mancante all’operatore sanitario spesso oberato
ISTANT WEBINAR – ANTICORPI MONOCLONALI
Eventi L’EMA, AIFA ed altre istituzioni internazionali e nazionali (NIH) si sono espresse sull’utilità dell’uso degli anticorpi monoclonali contro l’infezione da SARS COV 2.  Attualmente le linee guida e i trial in corso sdoganano l’impiego dei medesimi più come profilassi che come terapia nei pazienti con malattia grave e conclamata.  Così come gli antivirali, gli anticorpi monoclonali sono indicati in pazienti positivi entro 10 giorni dall’esordio dei sintomi e non in pazienti necessitanti di elevati volumi di ossigeno. Date le polemiche in corso sull’uso di queste terapie, Motore Sanità ha organizzato un talk webinar per un franco scambio di idee non basate sulla ricerca di visibilità ma sui dati scientifici disponibili sino ad ora e sulle prospettive future. L'articolo ISTANT WEBINAR – ANTICORPI MONOCLONALI proviene da www.motoresanita.it. Read More
Nuove evidenze nella gestione dei cateteri venosi periferici per ridurre il rischio di complicanze infettive
Eventi I cateteri venosi periferici (CVP) rappresentano dispositivi medici tra i più ampiamente diffusi in ambito sanitario. I numeri sono estremamente impattanti: circa 2MLD di cateteri venosi periferici vengono venduti in tutto il mondo ogni anno. A seconda della tipologia di impiego vi sono diversi dispositivi (CVP) la cui corretta scelta deve essere valutata in base a differenti parametri: valutazione del patrimonio venoso (sede di inserzione, calibro del vaso, cute circostante), condizioni cliniche generali, tempi di permanenza del dispositivo stimati, soluzioni da infondere, abilità e conoscenze dell’operatore. Molti CVP non rispettano il tempo di permanenza previsto a causa di complicanze prevenibili, come infezioni, occlusione, flebite, dislocazione e infiltrazione (fino al 35-50%).[1] La sostituzione inattesa del CVP provoca dolore e comporta costi aggiuntivi.[2] Inoltre, le infezioni del flusso sanguigno prolungano il ricovero e aumentano i costi di trattamento e la mortalità.[3] L’utilizzo dell’antisettico cutaneo con clorexidina gluconato (CHG) al 2% in alcool isopropilico (IPA) al 70% in applicatore monouso sterile ha ridotto il rischio di complicanze infettive (colonizzazione del catetere e infezione locale) del 92% rispetto allo iodopovidone (PVI) al 5% in all’etanolo al 69%. Colonizzazione del catetere: 0,9% n=4 contro 16,9% n=70. Infezione locale: 0% n=0 contro 1,2% n=6.[4] Un punto critico comune di particolare attenzione nell’uso di CVP è l’antisepsi ottimale della cute e le relative tipologie di dispositivi utilizzati per questa procedura, i quali possono ridurre il rischio infettivo. Per discutere di questo aspetto in particolare ed anche della gestione complessiva dei CVP in ambiente ospedaliero, Motore Sanità vuole creare un tavolo di lavoro interdisciplinare che possa valutare le ultime evidenze disponibili in letteratura e stabilire un percorso ideale per un corretto e sicuro utilizzo di CVP con particolare focus sulla antisepsi cutanea e la correlata riduzione del rischio di sviluppo di infezioni. [1] Helm RE, Klausner JD, Klemperer JD, Flint LM, Huang E. Accepted but unacceptable: peripheral IV catheter failure (Accettato ma inaccettabile: il fallimento del catetere endovenoso periferico). J Infus Nurs 2015; 38: 189-203. [2] Tuffaha HW, Rickard CM, Webster J, Marsh N, Gordon L, Wallis M, Scuffham PA. Cost-effectiveness analysis of clinically indicated versus routine replacement of peripheral intravenous catheters (Analisi costo-efficacia di cateteri endovenosi clinicamente indicati rispetto alla sostituzione di routine dei cateteri endovenosi periferici). Appl Health Econ Health Policy 2014; 12: 51-8. [3] Lim S, Gangoli G, Adams E, Hyde R, Broder MS, Chang E, Reddy SR, Tarbox MH, Bentley T, Ovington L, Danker W 3rd. Increased Clinical and economic burden associated with peripheral intravenous catheter-related complications: Analysis of a US hospital discharge database (Aumento del carico clinico ed economico associato alle complicanze correlate al catetere endovenoso periferico: analisi di un database di dimissioni ospedaliere degli Stati Uniti). Inquiry 2019; 56: 46958019875562. [4] Chlorhexidine plus alcohol versus povidone iodine plus alcohol, combined or not with innovative devices, for prevention of short-term peripheral venous catheter infection and failure (CLEAN 3 study): an investigator- initiated, open-label, single centre, randomised-controlled,two-by-two factorial trial       L'articolo ISTANT WEBINAR – ANTICORPI MONOCLONALI proviene da www.motoresanita.it. Read More
Nuove competenze per il management della farmacia ospedaliera
Eventi La figura professionale del farmacista ospedaliero, sta attraversando un cambiamento radicale che richiede nuove competenze tecniche a trecentosessanta gradi, oltre quelle scientifiche già acquisite attraverso il percorso di studi e di specializzazione. Il convegno si pone quindi l’obiettivo di:  
  • Individuare le principali aree di implementazione professionale indispensabili per il futuro ruolo di Manager di farmacia ospedaliera;
 
  • Sviluppare un collegamento a rete tra i partecipanti per la condivisione degli aspetti più utili su cui costruire un percorso formativo moderno e concreto;
 
  • Creare nuove competenze da applicare subito e su cui esercitare i propri Skills;
 
  • Produrre un documento di consenso semplice su quanto implementato durante la formazione.
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FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – PUGLIA
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo LA RETE ONCOLOGICA STRUMENTO DI GOVERNO E DI PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – “Il diritto alla felicità” Federfarma, una nuova avventura
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata: Pietro Quaglino – Dermatologo presso l’Ospedale San Lazzaro della Città della Salute e della Scienza di Torino       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Da FedEmo la ricetta per gli emofilici ai tempi del Covid proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Aprile: il mese della prevenzione cerebrocardiovascolare
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Nicola Merlin, Presidente FEDER-A.I.P.A. Odv Nicoletta Reale, Presidente A.L.I.Ce. Italia Odv     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Da FedEmo la ricetta per gli emofilici ai tempi del Covid proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  Da FedEmo la ricetta per gli emofilici ai tempi del Covid
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata: Cristina Cassone, Presidente FedEmo       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Da FedEmo la ricetta per gli emofilici ai tempi del Covid proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – RSA & Covid
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Giovanni Ricevuti, Former Full Professor of Geriatric and Emergency Medicine – University of Pavia Marco Santoro     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Da FedEmo la ricetta per gli emofilici ai tempi del Covid proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – “Il diritto alla felicità” Federfarma, una nuova avventura
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata:       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Da FedEmo la ricetta per gli emofilici ai tempi del Covid proviene da www.motoresanita.it. Read More
Patient Journey del paziente maculopatico
Eventi La maculopatia è caratterizzata dalla progressiva perdita della visione centrale, spesso bilaterale, che limita fortemente la funzione visiva. La maculopatia senile o degenerazione maculare legata all’età è la forma più frequente di maculopatia, che colpisce 25 – 30 milioni di persone nel mondo occidentale. Ma vi sono diverse altre forme di maculopatia come quella diabetica la cui incidenza in rapporto all’aumento della malattia diabete e all’aumento dell’invecchiamento della popolazione potrebbe prospettare scenari epidemiologici preoccupanti. Sarebbe utile poter programmare un servizio assistenziale nuovo che sia riorganizzato per far fronte a questi nuovi scenari? Le risposte al tavolo di esperti organizzato da Motore Sanità per proporre nuovi assetti organizzativi e confrontare le Best Practice presenti in Regione Piemonte. L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – DIABETE E SPORT proviene da www.motoresanita.it. Read More
LA MEDICINA DI PRECISIONE: UN NUOVO SNODO CHIAVE DEL PERCORSO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO
Eventi In Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. I risultati della ricerca sperimentale, i progressi della diagnostica, della medicina e della chirurgia, le nuove terapie contro il tumore, stanno mostrando effetti positivi sul decorso della malattia, allungando, la vita dei malati anche senza speranza di guarigione. Ma, se da una parte i vantaggi del progresso scientifico hanno cancellato l’ineluttabile equazione “cancro uguale morte”, dall’altra sono sorti nuovi problemi che riguardano: la presa in carico di questa patologia complessa, la revisione organizzativa necessaria ai sistemi assistenziali per rispondere efficacemente al nuovo scenario (dai MTB ai CAR T team), l’accesso rapido ed uniforme alle fortunatamente molte terapie innovative in alcuni casi “Breakthrough”, i sottovalutati o non-valutati problemi nutrizionali che moltissimi pazienti presentano. Senza dimenticare l’importanza della diagnosi precoce attraverso screening strutturati e l’attenzione agli stili di vita. In questo scenario, ancor più dopo l’esperienza della recente pandemia, il coordinamento tra centri Hub, Spoke e medicina territoriale, sta assumendo sempre più importanza nei processi organizzativi/gestionali sia per un accesso rapido alle cure appropriate che per un coerente utilizzo delle risorse. E per questo oltre lo sviluppo delle reti di patologia che coinvolgono prevalentemente la medicina specialistica, già implementato in molte regioni, occorre oggi uno sforzo per formare la medicina di famiglia per un accesso rapido dei pazienti ai percorsi di diagnosi e cura e alla cogestione dei pazienti cronici, spesso gravati da polipatologie. Una buona stratificazione della popolazione, legata allo stato di salute, sarà così necessaria per evidenziare diversi livelli di complessità clinica/di fragilità e la conseguente chiara “presa in carico”. L’innovazione organizzativa e digitale necessaria, responsabilità di ogni singola regione, dovrebbe rappresentare una prima vera svolta realizzativa per facilitare tutto ciò. Il collegamento tra i principali attori clinici, dai centri ad alta specializzazione a quelli dei centri di primo e secondo livello fino oggi alla medicina territoriale, diventa un passaggio obbligato per una buona presa in carico. Il potenziamento delle reti di diagnostica di precisione attraverso un accentramento o un decentramento di alcuni servizi di anatomia patologica, la creazione dei Molecular Tumor Board daranno sostenibilità e chiarezza sulle migliori cure utilizzabili, riducendo sprechi e false aspettative. La formazione dei team multidisciplinari tra oncologi medici, chirurghi oncologi, anestesisti, nutrizionisti, anatomo-patologi, patologi clinici, biologi molecolari, genetisti, bioinformatici, farmacisti, infermieri dovrà essere un punto di forza su cui costruire un nuovo sistema che dia rapido accesso a cure appropriate. La creazione di reti di nutrizione clinica in grado di lavorare a stretto contatto con i team multidisciplinari e la disponibilità sul territorio di terapie nutrizionali immunomodulanti potrebbero portare grandi vantaggi oltre che ai pazienti anche agli stessi clinici che vedrebbero miglioramenti nella prosecuzione dei trattamenti radio e chemioterapici e una netta diminuzione delle sospensioni degli stessi dovute a importante malnutrizione pregressa. La partnership con le aziende di settore per programmare la grande
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  Psiconcologia: che cosa offre?
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: RICCARDO TORTA,  Dipartimento di Neuroscienze dell’ Università degli Studi di Torino       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – “Il diritto alla felicità” Federfarma, una nuova avventura proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  DIABETE E SPORT
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Marcello Grussu, Presidente ANIAD         Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – “Il diritto alla felicità” Federfarma, una nuova avventura proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Giuro di non dimenticare – Storie di medici ai tempi del Covid
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Guido Quici, Presidente Cimo       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – “Il diritto alla felicità” Federfarma, una nuova avventura proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – “Il diritto alla felicità” Federfarma, una nuova avventura
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata:       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – “Il diritto alla felicità” Federfarma, una nuova avventura proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata:       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – “Il diritto alla felicità” Federfarma, una nuova avventura proviene da www.motoresanita.it. Read More
FOCUS IPERCOLESTEROLEMIA
Eventi L’obiettivo dell’incontro è favorire la diffusione del documento regionale sull’impiego di nuove strategie terapeutiche autorizzate al trattamento dell’ipercolesterolemia primaria. Attraverso i professionisti del gruppo di lavoro che hanno direttamente contribuito alla stesura del documento (medici specialisti, farmacisti, medici di medicina generale, economisti), si intende stimolare un confronto sull’utilizzo delle strategie terapeutiche disponibili, sull’impatto che le nuove terapie potrebbero avere a livello sanitario regionale e sulle modalità di verifica dell’appropriatezza d’uso delle une e delle altre. L'articolo CANCRO & COVID L’EMERGENZA NELL’EMERGENZA proviene da www.motoresanita.it. Read More
IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE Lazio/Campania
Eventi L’OMS definisce come aderenza terapeutica il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti dosi, tempi e frequenza dell’assunzione di una terapia per l’intera durata di essa. Ma il problema dell’aderenza terapeutica riguarda oltre i farmaci, ogni atto assistenziale volto a modificare le abitudini e la routine terapeutica dei pazienti, cosa che spesso incontra una forte resistenza al cambiamento non solo nel breve ma anche nel lungo termine. E questo purtroppo avviene sia che si tratti di pazienti acuti che di pazienti cronici (es° dal rispetto del corretto utilizzo delle terapie antinfettive a quello delle terapie per il diabete, la BPCO, le malattie cardiovascolari, etc). Dalle analisi contenute nel Rapporto OsMed, poco più della metà dei pazienti (55,1%) affetti da ipertensione arteriosa assume il trattamento antipertensivo con continuità. Da studi osservazionali è emerso che oltre il 70% dei pazienti sospende il trattamento nei primi 6 mesi. Anche nel caso di altre patologie l’aderenza terapeutica si dimostra bassa in maniera allarmante: si parla, infatti, di appena il 52-55% per pazienti in trattamento per osteoporosi, il 60% per artrite reumatoide, 40-45% nel caso della terapia per diabete di tipo II, 36-40% per insufficienza cardiaca e solo il 13-18% per asma e BPCO. Per il futuro sarà interessante misurare questo fenomeno in alcune aree dell’ oncologia o in altre patologie complesse ad alto impatto assistenziale oramai cronicizzate come HIV, HCV e malattie epatiche collegate (es° Cirrosi). Considerando i 7 milioni di persone in Italia colpite da malattie croniche si stima che solo la metà di queste assuma i farmaci in modo corretto e che fra gli anziani le percentuali superino il 70% (OMS), questo ci fa comprendere la portata dello spreco generatosi per i notevoli costi clinici e sociali (ad es° dopo infarto cardiaco rispettare le indicazioni di assunzione dei farmaci prescritti riduce del 75% la probabilità di recidive). Negli Stati Uniti la mancata aderenza causa sprechi per circa 100 miliardi di dollari ogni anno mentre in Europa si stimano 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri dovuti a questo problema. La stessa AIFA nel suo sito riporta che “La scarsa aderenza alle prescrizioni del medico è la principale causa di non efficacia delle terapie farmacologiche ed è associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, rappresentando un danno sia per i pazienti che per il sistema sanitario e per la società. Maggior aderenza significa infatti minor rischio di ospedalizzazione, minori complicanze associate alla malattia, maggiore sicurezza ed efficacia dei trattamenti e riduzione dei costi per le terapie. L’aderenza alle terapie è pertanto fondamentale per la sostenibilità del SSN”. Le cause della mancata o della scarsa aderenza ai trattamenti sono di varia natura e comprendono tra gli esempi più comuni la complessità del trattamento, l’inconsapevolezza della malattia, il follow-up inadeguato, timore di potenziali reazioni avverse, il decadimento cognitivo e la depressione, la scarsa informazione in merito alla rilevanza delle terapie, il tempo mancante all’operatore sanitario spesso oberato
CANCRO & COVID L’EMERGENZA NELL’EMERGENZA
Eventi La cura dei tumori ha subito un rallentamento dovuto alla pandemia da Covid-19. Non solo gli interventi chirurgici sono stati rimandati nella prima ondata, non solo alcuni pazienti malati di tumore non si sono presentati negli ospedali a fare chemioterapia per paura del Covid-19, ma le liste d’attesa sono notevolmente aumentate a causa del carico di lavoro delle strutture ospedaliere e la riconversione di alcune di esse in Covid Hospital. Bisogna rimettere la cura dei tumori al centro dell’Agenda di Governo. Alcune ricerche europee considerando i dati degli ultimi mesi predicono nei prossimi anni  un aumento del 20% della mortalità dei pazienti colpiti da tumore a causa della pandemia. È quindi ora di tornare a discutere di queste tematiche mettendo insieme tutti gli attori della Sanità: dalle Istituzioni agli specialisti, fino ai rappresentati dei pazienti e i cittadini. Con CIPOMO, Motore Sanità organizza un Talk Web per riportare l’attenzione sulla cura, la diagnosi e la prevenzione dei tumori per superare le criticità dell’ultimo anno. L'articolo CANCRO & COVID L’EMERGENZA NELL’EMERGENZA proviene da www.motoresanita.it. Read More
Screening e prevenzione dell’ictus cerebrale FOCUS VENETO
Eventi Secondo quanto riporta il Ministero della Salute, in Italia, ogni anno, si verificherebbero 120.000 casi si ictus, di cui l’80% sono nuovi episodi e il restante 20% ricadute (cioè pazienti che hanno già sofferto di ictus in passato). Un ictus su 4 è causato dalla Fibrillazione Atriale ed il rischio aumenta con l’età del paziente. Il rischio di incorrere in un ictus non è uguale in tutti i soggetti ed aumenta con l’età avanzata, la presenza di diabete mellito, ipertensione arteriosa, riduzione della funzione di pompa del cuore, malattia delle arterie o in coloro che hanno già presentato una ischemia cerebrale. La fibrillazione atriale affligge circa 900.000 individui in Italia. Tra le persone di età maggiore di 40 anni, una su quattro potrà presentare nel corso della restante vita un episodio di Fibrillazione Atriale. A volte questo rimane l’unico evento, mentre in altri casi l’aritmia tende a ricorrere. Soprattutto nelle fasi iniziali, gli episodi tendono a interrompersi spontaneamente, di solito nel giro di un paio di giorni. Le caratteristiche della Fibrillazione Atriale variano da individuo a individuo. Alcune persone non manifestano alcun sintomo, spesso per anni, mentre per altre i sintomi cambiano di giorno in giorno, ragione per cui il trattamento congiunto dei sintomi e della fibrillazione atriale si rivela tutt’altro che semplice. L'articolo CANCRO & COVID L’EMERGENZA NELL’EMERGENZA proviene da www.motoresanita.it. Read More
FOCUS GROUP STATO DELL’ARTE LOTTA  ALL’ANTIBIOTICO RESISTENZA E ALLE ICA IN REGIONE  EMILIA-ROMAGNA
Eventi L’antibiotico-resistenza è cresciuto in quasi tutti i Paesi Ocse (23 su 26) con un incremento medio del 5%. Ma è cresciuta molto di più nel nostro Paese: da un dato intorno al 17% nel 2005 si è passati a un circa il 33% nel 2019. Con questi numeri l’Italia si piazza, come performance negativa, al terzo posto tra i Paesi Ocse, preceduta da Turchia e Grecia. Il consumo inappropriato degli antibiotici è segnalato essere tra le principali cause che determinano lo sviluppo di resistenze, l’Italia si colloca al sesto posto ed oltre la media OCSE. L’antibiotico-resistenza pesa come un macigno sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e mette a rischio la vita di chi contrae infezioni. A livello globale circa 700 mila morti potrebbero essere causate ogni anno dai super batteri che non trovano più terapie disponibili. Gli ospedali spendono in media da 10 a 40 mila dollari (dati USA) per trattare un paziente colpito da batteri resistenti più i costi indiretti e perdita di produttività legati alla malattia e all’assenza dal lavoro. Solo il 50% delle infezioni correlate all’assistenza sono prevedibili e, le azioni messe in campo per implementare l’uso di sostanze idroalcoliche negli ospedali, ambulatori e RSA, la maggior attenzione a non interrompere la catena della sterilità nelle procedure sui pazienti, nonchè l’uso e i DPI potrebbe ridurre l’AR ma nello stesso tempo l’uso degli antibiotici nei pazienti COVID senza motivazioni adeguate, seppur comprensibile data la gravità pandemica, la potrebbe aumentare. Al momento diventa fondamentale applicare appieno quanto previsto dal PNCAR nella sua articolazione regionale e sostenere la ricerca e l’utilizzo di nuovi antibiotici in grado di superare le resistenze dei super batteri, tenendo conto dei costi evitabili e delle vite risparmiate. Motore Sanità organizza un tavolo tecnico via webinar nella Regione Emilia Romagna con l’obiettivo di mettere a confronto i policy maker regionali per verificare i possibili colli di bottiglia assistenziali e identificare le azioni vincenti condivise e implementabili per raggiungere gli obiettivi previsti nel PNCAR regionale. L'articolo CANCRO & COVID L’EMERGENZA NELL’EMERGENZA proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Intelligenza artificiale e prevenzione: la promessa e i pericoli
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: DANIELE REGGE, Professore Associato, Università di Torino, Facoltà di Medicina e Chirurgia e Direttore dell’Unità di Radiologia – Istituto di Candiolo, Candiolo-FPO-IRCCS, Torino     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Intelligenza artificiale e prevenzione: la promessa e i pericoli proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Cancro e Covid
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: Livio Blasi, Presidente CIPOMO       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Intelligenza artificiale e prevenzione: la promessa e i pericoli proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  Malattie reumatologiche e piano vaccinale
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata:       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Intelligenza artificiale e prevenzione: la promessa e i pericoli proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – DIABETE ITALIA
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata:         Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Intelligenza artificiale e prevenzione: la promessa e i pericoli proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Progetto Mimosa: Campagna di sostegno e prevenzione contro la violenza sulle donne
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata:       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Intelligenza artificiale e prevenzione: la promessa e i pericoli proviene da www.motoresanita.it. Read More
Focus Interstiziopatie Polmonari – Toscana
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE – Tavola parallela proviene da www.motoresanita.it. Read More
IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE – Tavola parallela
Eventi Programma Tavola parallela: IL VALORE DELL’ADERENZA NEI MODELLI ORGANIZZATIVI Gianni Amunni, Direttore Generale Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO) Regione Toscana Anna Baldini, Segretario Regionale Cittadinanzattiva Emilia Romagna Immacolata Cacciapuoti, Servizio Assistenza Territoriale, Area “Sviluppo e Monitoraggio Case della Salute, Cure Intermedie, Gestione della Cronicità”, Regione Emilia-Romagna Giuliano Ermini, Presidente SIMG  Bologna Achille Gallina Toschi, Presidente Federfarma Emilia-Romagna Giancarlo Landini, Direttore Dipartimento Medicina e specialistiche Mediche USL Toscana Centro Carmine Pinto,Direttore Dipartimento Oncologico e Tecnologie Avanzate, IRCCS Istituto in Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia, Reggio Emilia Mauro Ruggeri, Medico di Medicina Generale Responsabile Sede Nazionale SIMG Giuseppe Taurino, Direttore Dipartimento Farmaceutico USL Toscana Nord Ovest Andrea Ungar, Direttore Geriatria e Cardiologia Geriatrica AOU Careggi – Presidente G.I.M.S.I. L'articolo IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE – Tavola parallela proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Patenti e assicurazioni per le persone con diabete
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata: Stefano Nervo, Presidente Diabete Italia     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Tumore al seno: le cause e i possibili fattori preventivi proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Tumore al seno: le cause e i possibili fattori preventivi
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: OSCAR BERTETTO, Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Prevenzione Tumori e Direttore della Rete Oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta LILIANA CARBONE, Consigliere Associazione Prevenzione Tumori GIULIA GIODA, Consigliere Associazione Prevenzione Tumori   Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Tumore al seno: le cause e i possibili fattori preventivi proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Alzheimer e Piano vaccinale Covid
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata: Mario Possenti, Segretario generale della Federazione Alzheimer Italia     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Tumore al seno: le cause e i possibili fattori preventivi proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  Vaccini in farmacia: il farmacista vaccinatore.
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata:       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Tumore al seno: le cause e i possibili fattori preventivi proviene da www.motoresanita.it. Read More
Academy Motore Sanità Tech
Eventi Il periodo emergenziale che il mondo sta vivendo ha evidenziato la necessità che il servizio sanitario nazionale e regionale abbia una rete vera che sia in grado di mettere a sistema l’interdisciplinarietà fra tutti gli attori che intervengono nel percorso di cura e di prevenzione.  Ciò al fine di predisporre un equilibrato rapporto tra medico, strutture sanitarie ed ospedali che abbia come obiettivo la salute del paziente/assistito/cittadino.  La capacità di rispondere in modo efficace all’emergenza sanitaria passa dalla capacità dei territori di garantire il rapporto diretto ed immediato con il bisogno che si genera sul territorio stesso. Questo fenomeno si definisce “resilienza”. Abbiamo scoperto, o riscoperto, che questo è fattore critico di successo. Infatti la resilienza del sistema sanitario nell’interesse degli assistiti e del paziente è vincolata dal rapporto medico-strutture e dalla nascita di un network vero ed operativo, che consenta ai pazienti ed agli assistiti di essere presi in carico nel momento in cui il bisogno si genera. Tutto ciò è ancora più significativo quando si tratta di gestione dei percorsi dei pazienti cronici o fragili. La scoperta delle tecnologie ed il supporto fornito dalle stesse per agire come network è stata “quasi” la rivoluzione del periodo pandemico che il mondo sta attraversando. In modo caotico e disordinato sono state utilizzate le tecnologie che fino a pochi istanti prima si sapeva esistessero ma che per criticità, spesso di natura burocratica/amministrativa, non si erano mai adottate o si erano adottate solo marginalmente. Il sistema nel suo complesso, pur non formato e preparato all’adozione di queste soluzioni, ha reagito positivamente introducendo un mix di tecnologie e di modelli organizzativi che hanno dimostrato di saper dare risposte ai bisogni reali, anche se in maniera frammentata.
Il sistema ha semplificato le procedure ed agito per il bene, tralasciando burocrazia ed ostacoli culturali, dando vita ad un nuovo modello funzionale e funzionante, inconsapevolmente declinato.
Il sistema ha scoperto il valore della resilienza. Ed è la resilienza stessa ad essere valore aggiunto per ogni processo, oltre che ad essere un fattore critico di successo per la competitività del territorio.
Tutto ciò necessita di una formazione degli operatori e dei manager sanitari che abbia come obiettivo l’empowerment, con lo scopo di generare tra i partecipanti la capacità di essere facilitatori e divulgatori dei nuovi paradigmi del sistema. Nasce così l’Academy di alta formazione con il fine di sviluppare e realizzare modelli organizzativi e gestionali nei quali le tecnologie, informatiche ed innovative per la Sanità, sono strumenti a supporto degli operatori medici, infermieri e dei manager della Sanità. L’Academy ha lo scopo di fornire gli strumenti per poter conoscere e capire meglio il “mondo tecnologico” a supporto del sistema sanitario. Un altro scopo è inoltre far comprendere come l’organizzazione che ruota intorno al sistema sanitario agisce ed interagisce per un obiettivo comune: un out migliore per il paziente. L’Academy vuole fare chiarezza su cosa c’è a disposizione, su quali sono le norme ed i regolamenti, su chi definisce le regole e i modelli che impattano sul
IMPATTO ORGANIZZATIVO DELLE TERAPIE PER LA CURA DELLE INFEZIONI VIRALI DA COVID
Eventi I webinar proposti prendono spunto dalle sollecitazioni provocate dalle tematiche legate alla lotta contro il virus Covid, ma vertono essenzialmente sull’impatto organizzativo del trattamento dei pazienti nell’ambito della continuità ospedale-territorio. È infatti ormai acclarato che l’opportunità terapeutica dell’utilizzo degli antivirali è tanto più efficace quanto prima si utilizzano tali rimedi sin dalle prime fasi dall’insorgenza dell’infezione. Impossibile ignorare perciò anche il forte impatto che tale sistema avrebbe sull’organizzazione del patient journey e quindi sull’ospedalizzazione dei pazienti affetti da tali patologie. Ad oggi la terapia viene fornita solo in ospedale e di conseguenza in fasi più avanzate della malattia; ciò fa sì che venga somministrata a pazienti più gravi e che già sono entrati nella struttura ospedaliera. La riflessione di fondo che le sessioni di lavoro che si succederanno nei webinar vogliono approfondire, verte su come la somministrazione della terapia sul territorio sin dalle prime fasi dell’insorgenza della patologia possa essere utile da un lato per far star meglio i pazienti e non farli progredire verso stadi più gravi della malattia e dall’altro consentirebbe a meno pazienti di dover ricorrere alle cure ospedaliere, inoltre in ospedale oltre che meno pazienti, arriverebbero pazienti in condizioni mediamente meno gravi. Evidenze cliniche mostrano pertanto una riduzione della progressione dell’infezione, una velocità di recupero maggiore e di conseguenza minor ricorso all’ospedalizzazione dei pazienti e riduzione dei ricoveri in terapia intensiva. Quindi minor afflusso di pazienti in ospedale, un turn over maggiore e un outcome più soddisfacente. Il corretto utilizzo di queste opzioni terapeutiche migliora pertanto le prestazioni ospedaliere. I webinar vogliono mettere a confronto clinici, decisori, economisti sanitari e referenti delle società scientifiche per provare a pensare una revisione dei percorsi della presa in carico dei pazienti che alla luce delle evidenze terapeutiche adesso in nostro possesso, si rivela quanto mai necessaria. L'articolo FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI – PUGLIA proviene da www.motoresanita.it. Read More
LA RETE ONCOLOGICA STRUMENTO DI GOVERNO E DI PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE
Eventi n Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. I risultati della ricerca sperimentale, i progressi della diagnostica, della medicina e della chirurgia, le nuove terapie contro il tumore, stanno mostrando effetti positivi sul decorso della malattia, allungando, la vita dei malati anche senza speranza di guarigione. Ma, se da una parte i vantaggi del progresso scientifico hanno cancellato l’ineluttabile equazione “cancro uguale morte”, dall’altra sono sorti nuovi problemi che riguardano: la presa in carico di questa patologia complessa, la revisione organizzativa necessaria ai sistemi assistenziali per rispondere efficacemente al nuovo scenario (dai MTB ai CAR T team), l’accesso rapido ed uniforme alle fortunatamente molte terapie innovative in alcuni casi “Breakthrough”, i sottovalutati o non-valutati problemi nutrizionali che moltissimi pazienti presentano. Senza dimenticare l’importanza della diagnosi precoce attraverso screening strutturati e l’attenzione agli stili di vita. In questo scenario, ancor più dopo l’esperienza della recente pandemia, il coordinamento tra centri Hub, Spoke e medicina territoriale, sta assumendo sempre più importanza nei processi organizzativi/gestionali sia per un accesso rapido alle cure appropriate che per un coerente utilizzo delle risorse. E per questo oltre lo sviluppo delle reti di patologia che coinvolgono prevalentemente la medicina specialistica, già implementato in molte regioni, occorre oggi uno sforzo per formare la medicina di famiglia per un accesso rapido dei pazienti ai percorsi di diagnosi e cura e alla cogestione dei pazienti cronici, spesso gravati da polipatologie. Una buona stratificazione della popolazione, legata allo stato di salute, sarà così necessaria per evidenziare diversi livelli di complessità clinica/di fragilità e la conseguente chiara “presa in carico”. L’innovazione organizzativa e digitale necessaria, responsabilità di ogni singola regione, dovrebbe rappresentare una prima vera svolta realizzativa per facilitare tutto ciò. Il collegamento tra i principali attori clinici, dai centri ad alta specializzazione a quelli dei centri di primo e secondo livello fino oggi alla medicina territoriale, diventa un passaggio obbligato per una buona presa in carico. Il potenziamento delle reti di diagnostica di precisione attraverso un accentramento o un decentramento di alcuni servizi di anatomia patologica, la creazione dei Molecular Tumor Board daranno sostenibilità e chiarezza sulle migliori cure utilizzabili, riducendo sprechi e false aspettative. La formazione dei team multidisciplinari tra oncologi medici, chirurghi oncologi, anestesisti, nutrizionisti, anatomo-patologi, patologi clinici, biologi molecolari, genetisti, bioinformatici, farmacisti, infermieri dovrà essere un punto di forza su cui costruire un nuovo sistema che dia rapido accesso a cure appropriate. La creazione di reti di nutrizione clinica in grado di lavorare a stretto contatto con i team multidisciplinari e la disponibilità sul territorio di terapie nutrizionali immunomodulanti potrebbero portare grandi vantaggi oltre che ai pazienti anche agli stessi clinici che vedrebbero miglioramenti nella prosecuzione dei trattamenti radio e chemioterapici e una netta diminuzione delle sospensioni degli stessi dovute a importante malnutrizione pregressa. La partnership con le aziende di settore per programmare la grande
CANCRO E COVIDL’EMERGENZA NELL’EMERGENZA
Eventi L’emergenza oncologica è una realtà preoccupante su cui stanno riflettendo e proponendo soluzioni le principali società scientifiche e i rappresentanti dei pazienti e cittadini. L’interruzione o il rallentamento per mesi degli screening, degli interventi chirurgici, dei trattamenti radioterapici, delle terapie palliative e dei supporti psicologici a causa della pandemia, inciderà in maniera preoccupante sugli outcomes dei pazienti. Il piano oncologico europeo e quello nazionale con rispettivi ordini del giorno sul futuro dell’oncologia e dell’emergenza oncologica, delineano le linee di intervento e le proposte per riorganizzare i processi nell’era intra e post pandemica, ma gli obiettivi delineati possono essere raggiunti solo se la coscienza dei problemi sia uniforme in tutti i livelli istituzionali a partire dalle Regioni. Per questi motivi Motore Sanità e FAVO in sintonia con tutti gli stakeholder del settore si uniscono per ricordare l’urgenza nell’affrontare i temi e le opzioni delle due risoluzioni recentemente approvate all’unanimità alla Camera e al Senato. L'articolo CANCRO E COVIDL’EMERGENZA NELL’EMERGENZA proviene da www.motoresanita.it. Read More
FOCUS PIEMONTE INTERSTIZIOPATIE POLMONARI
Eventi Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Alleati per il bene dei pazienti: Lega Italiana Fibrosi Cistica e Federfarma insieme per sostenere il progetto CASE LIFC proviene da www.motoresanita.it. Read More
IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI DAL BISOGNO ALL’AZIONE
Eventi L’OMS definisce come aderenza terapeutica il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti dosi, tempi e frequenza dell’assunzione di una terapia per l’intera durata di essa. Ma il problema dell’aderenza terapeutica riguarda oltre i farmaci, ogni atto assistenziale volto a modificare le abitudini e la routine terapeutica dei pazienti, cosa che spesso incontra una forte resistenza al cambiamento non solo nel breve ma anche nel lungo termine. E questo purtroppo avviene sia che si tratti di pazienti acuti che di pazienti cronici (es° dal rispetto del corretto utilizzo delle terapie antinfettive a quello delle terapie per il diabete, la BPCO, le malattie cardiovascolari, etc). Dalle analisi contenute nel Rapporto OsMed, poco più della metà dei pazienti (55,1%) affetti da ipertensione arteriosa assume il trattamento antipertensivo con continuità. Da studi osservazionali è emerso che oltre il 70% dei pazienti sospende il trattamento nei primi 6 mesi. Anche nel caso di altre patologie l’aderenza terapeutica si dimostra bassa in maniera allarmante: si parla, infatti, di appena il 52-55% per pazienti in trattamento per osteoporosi, il 60% per artrite reumatoide, 40-45% nel caso della terapia per diabete di tipo II, 36-40% per insufficienza cardiaca e solo il 13-18% per asma e BPCO. Per il futuro sarà interessante misurare questo fenomeno in alcune aree dell’ oncologia o in altre patologie complesse ad alto impatto assistenziale oramai cronicizzate come HIV, HCV e malattie epatiche collegate (es° Cirrosi). Considerando i 7 milioni di persone in Italia colpite da malattie croniche si stima che solo la metà di queste assuma i farmaci in modo corretto e che fra gli anziani le percentuali superino il 70% (OMS), questo ci fa comprendere la portata dello spreco generatosi per i notevoli costi clinici e sociali (ad es° dopo infarto cardiaco rispettare le indicazioni di assunzione dei farmaci prescritti riduce del 75% la probabilità di recidive). Negli Stati Uniti la mancata aderenza causa sprechi per circa 100 miliardi di dollari ogni anno mentre in Europa si stimano 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri dovuti a questo problema. La stessa AIFA nel suo sito riporta che “La scarsa aderenza alle prescrizioni del medico è la principale causa di non efficacia delle terapie farmacologiche ed è associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, rappresentando un danno sia per i pazienti che per il sistema sanitario e per la società. Maggior aderenza significa infatti minor rischio di ospedalizzazione, minori complicanze associate alla malattia, maggiore sicurezza ed efficacia dei trattamenti e riduzione dei costi per le terapie. L’aderenza alle terapie è pertanto fondamentale per la sostenibilità del SSN”. Le cause della mancata o della scarsa aderenza ai trattamenti sono di varia natura e comprendono tra gli esempi più comuni la complessità del trattamento, l’inconsapevolezza della malattia, il follow-up inadeguato, timore di potenziali reazioni avverse, il decadimento cognitivo e la depressione, la scarsa informazione in merito alla rilevanza delle terapie, il tempo mancante all’operatore sanitario spesso oberato
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  “La tutela della salute: lavori in corso”
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata: CARLO BOTTARI, Professore ordinario di diritto costituzionale e di diritto sanitario nell’Alma Mater-Università di Bologna e nella Sapienza-Università di Roma       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Alleati per il bene dei pazienti: Lega Italiana Fibrosi Cistica e Federfarma insieme per sostenere il progetto CASE LIFC proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  Il tumore della prostata: diagnosi e terapia contro un tumore che conta sempre più nuovi casi
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: GIOVANNI MUTO, Professore ordinario di Urologia-Humanitas University (Mi) e Direttore Urologia Ospedale Humanitas Gradenigo di Torino GIOVANNA SERENI,  Consigliere Associazione Prevenzione Tumori     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Alleati per il bene dei pazienti: Lega Italiana Fibrosi Cistica e Federfarma insieme per sostenere il progetto CASE LIFC proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – “Sindrome post Covid”
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: UMBERTO TIRELLI, Direttore Clinica Tirelli Medical Group Pordenone ADRIANO VAGHI, Presidente AIPO – Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri       Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Alleati per il bene dei pazienti: Lega Italiana Fibrosi Cistica e Federfarma insieme per sostenere il progetto CASE LIFC proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Diabete e Scuola
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata: RITA LIDIA STARA, Presidente Federazione Diabete Emilia-Romagna e Comitato Etico ER
    Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Alleati per il bene dei pazienti: Lega Italiana Fibrosi Cistica e Federfarma insieme per sostenere il progetto CASE LIFC proviene da www.motoresanita.it. Read More
CURA DEL DIABETE E MMG: un attore chiave del processo di cura con le armi spuntate
Eventi I cambiamenti di scenario avvenuti con la recente pandemia hanno messo in luce la fragilità della presa in carico territoriale. Ma ad una prima impressione sembra che la lezione Covid sull’importanza di un Medicina territoriale efficace e fornita dei giusti strumenti resti inascoltata. “Abbiamo scritto l’impossibile ma realizzato poco …. occorre ora trasformare tutto in operatività”. Questo il monito condiviso da tutto il panel presente per celebrare la Giornata Mondiale del diabete 2020. Alcuni punti discussi:
  • Riorganizzare il sistema assistenziale sul diabete, riconosciuto da tutti come l’epidemia planetaria del XXI secolo.
  • Covid-19 ha drammaticamente mostrato la necessità IMPROROGABILE di dare accesso da parte della medicina territoriale all’innovazione. Lo scenario attuale priva la medicina di famiglia di questo diritto, creando un disallineamento chiaro rispetto alle evidenze scientifiche ed alle indicazioni delle linee guida (es° sottoutilizzo dei farmaci SGLT2, DPP4 e GLP1 per il Diabete molti dei quali in commercio da oltre un decennio e oramai prossimi alla scadenza brevettuale). Questo oltre che rallentare i benefici di salute e causare un potenziale rischio sui pazienti con conseguente aumento dei costi socio-assistenziali, evidenzia anche come l’innovazione di valore documentata dalla EBM venga ancora valutata per silos di spesa, perdendo completamente di vista il reale impatto che questa può avere sull’intero percorso di cura.
  • Il MMG deve tornare ad essere prescrittore anziché trascrittore. Non è comprensibile come le prescrizioni dei farmaci (innovativi o meno) siano valutate in termini di specialista che possa effettuarle anziché in termini di appropriatezza. I benefici di questo cambiamento sono evidenti: ridotti tempi di adesione alle indicazioni delle linee guida, inutili e gravosi tour dei pazienti per ottenere le terapie (o semplicemente il rinnovo di queste). Se si pensa di riportare il territorio ad essere centrale nella gestione delle cronicità diabete come è giustificabile questo scenario e come si può pensare ad una presa in carico efficace e tempestiva con cure adeguate?
  • Sburocratizzare e semplificare: un es° fra tutti l’eliminazione immediata dei piani terapeutici sui farmaci cosiddetti “innovativi” per il diabete, molti dei quali oramai prossimi alla genericazione. La trascrizione di questi, da rinnovare periodicamente per pazienti spesso in terapia da anni, rappresenta un inutile impegno per i pazienti ed i familiari (logistica, trasferimenti, perdita di produttività, etc), una perdita di tempo utile per il medico curante sottratto al controllo clinico, in un momento in cui la carenza di personale e di tempo, crea già congestione sulle liste d’attesa nei centri specialistici e negli ambulatori territoriali.
Per avere risposte su questi interrogativi le Associazioni di pazienti in primis insieme a tutti gli Stakeholders di sistema, chiedono alle Istituzioni deputate un confronto aperto oramai non più rimandabile. L'articolo LA RETE ONCOLOGICA STRUMENTO DI GOVERNO E DI PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE proviene da www.motoresanita.it. Read More
FOCUS FEGATO E AUTOIMMUNITÀ
Eventi Le malattie epatiche autoimmuni insorgono quando il sistema immunitario, per ragioni ancora poco conosciute, aggredisce il fegato con una reazione anomala che provoca un’infiammazione cronica e progressiva. In assenza di presa in carico e adeguato trattamento, questa condizione porta a cirrosi e insufficienza epatica. Se ne distinguono almeno 4 forme, più o meno rare: l’epatite autoimmune, la colangite biliare primitiva, la colangite sclerosante primitiva e la colangite IgG4-positiva. Queste situazioni patologiche sono di complessa gestione poiché spesso si associano ad altre patologie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, la sclerosi sistemica, la sindrome di Sjögren, la sindrome CREST (calcinosi della cute, fenomeno di Raynaud, disturbi della motilità esofagea, sclerodattilia, telangiectasia) la tiroidite autoimmune e l’acidosi tubulare renale. Nei pazienti asintomatici, una buona parte di queste patologie viene diagnosticata incidentalmente quando i test di funzionalità epatica risultano alterati. In termini di incidenza tra le forme più o meno rare di queste patologie, la colangite biliare primitiva è delle più diffuse. Si tratta di una malattia cronica caratterizzata dalla progressiva distruzione dei dotti biliari intraepatici che colpisce maggiormente le donne di media età, tra i 40 e i 60 anni (ma può svilupparsi tra i 35-70) interessando più membri all’interno della stessa famiglia. Alla prima osservazione può essere anch’essa asintomatica, evidenziando solamente astenia o sintomi di colestasi, ma se in fase avanzata di cirrosi può presentare già ipertensione portale, ascite, encefalopatia epatica. Una volta che sviluppati i sintomi, l’aspettativa media di vita è di 10 anni. L'articolo LA RETE ONCOLOGICA STRUMENTO DI GOVERNO E DI PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE proviene da www.motoresanita.it. Read More
Academy Tech-HOME CARE  Modelli socio-sanitari di resilienza territoriale, l’innovazione cambia il rapporto sanità-paziente: piattaforme tecnologiche, IA e blockchain
Eventi Il periodo emergenziale che il mondo sta vivendo ha evidenziato la necessità che il servizio sanitario nazionale e regionale abbia una rete vera che sia in grado di mettere a sistema l’interdisciplinarietà fra tutti gli attori che intervengono nel percorso di cura e di prevenzione.  Ciò al fine di predisporre un equilibrato rapporto tra medico, strutture sanitarie ed ospedali che abbia come obiettivo la salute del paziente/assistito/cittadino.  La capacità di rispondere in modo efficace all’emergenza sanitaria passa dalla capacità dei territori di garantire il rapporto diretto ed immediato con il bisogno che si genera sul territorio stesso. Questo fenomeno si definisce “resilienza”. Abbiamo scoperto, o riscoperto, che questo è fattore critico di successo. Infatti la resilienza del sistema sanitario nell’interesse degli assistiti e del paziente è vincolata dal rapporto medico-strutture e dalla nascita di un network vero ed operativo, che consenta ai pazienti ed agli assistiti di essere presi in carico nel momento in cui il bisogno si genera. Tutto ciò è ancora più significativo quando si tratta di gestione dei percorsi dei pazienti cronici o fragili. La scoperta delle tecnologie ed il supporto fornito dalle stesse per agire come network è stata “quasi” la rivoluzione del periodo pandemico che il mondo sta attraversando. In modo caotico e disordinato sono state utilizzate le tecnologie che fino a pochi istanti prima si sapeva esistessero ma che per criticità, spesso di natura burocratica/amministrativa, non si erano mai adottate o si erano adottate solo marginalmente. Il sistema nel suo complesso, pur non formato e preparato all’adozione di queste soluzioni, ha reagito positivamente introducendo un mix di tecnologie e di modelli organizzativi che hanno dimostrato di saper dare risposte ai bisogni reali, anche se in maniera frammentata.
Il sistema ha semplificato le procedure ed agito per il bene, tralasciando burocrazia ed ostacoli culturali, dando vita ad un nuovo modello funzionale e funzionante, inconsapevolmente declinato.
Il sistema ha scoperto il valore della resilienza. Ed è la resilienza stessa ad essere valore aggiunto per ogni processo, oltre che ad essere un fattore critico di successo per la competitività del territorio.
Tutto ciò necessita di una formazione degli operatori e dei manager sanitari che abbia come obiettivo l’empowerment, con lo scopo di generare tra i partecipanti la capacità di essere facilitatori e divulgatori dei nuovi paradigmi del sistema. Nasce così l’Academy di alta formazione con il fine di sviluppare e realizzare modelli organizzativi e gestionali nei quali le tecnologie, informatiche ed innovative per la Sanità, sono strumenti a supporto degli operatori medici, infermieri e dei manager della Sanità. L’Academy ha lo scopo di fornire gli strumenti per poter conoscere e capire meglio il “mondo tecnologico” a supporto del sistema sanitario. Un altro scopo è inoltre far comprendere come l’organizzazione che ruota intorno al sistema sanitario agisce ed interagisce per un obiettivo comune: un out migliore per il paziente. L’Academy vuole fare chiarezza su cosa c’è a disposizione, su quali sono le norme ed i regolamenti, su chi definisce le regole e i modelli che impattano sul
STRATEGIE SANITARIE DI PREVENZIONE DELL’ICTUS: COME OTTIMIZZARE LA PREVENZIONE PER UNA POPOLAZIONE PIÙ SANA
Eventi In un quadro epidemiologico oggi aggravato dal diffondersi dell’epidemia COVID-19, l’impatto di patologie croniche o di eventi acuti con alto tasso di letalità risulta ancora più critico per le famiglie e il Servizio Sanitario Nazionale. Ogni anno si registrano almeno 100.000 nuovi ricoveri dovuti all’ictus cerebrale, circa un terzo delle persone colpite non sopravvive a un anno dall’evento, mentre un altro terzo sopravvive con una significativa invalidità: il numero di persone che attualmente vive in Italia con gli esiti invalidanti di un ictus ha raggiunto la cifra record di quasi un milione (Rapporto 2018 Ictus). Il carico della malattia sul sistema sanitario è dunque evidente: rilevazioni della Stroke Alliance for Europe (SAFE) hanno infatti stimato come, già nel 2017, l’impatto economico dell’ictus nell’Unione Europea ammontasse a 60 miliardi di euro, con un fortissimo sbilanciamento dei costi a favore di ospedalizzazioni d’emergenza, trattamenti in acuzie e riabilitazione, e potrebbe arrivare a 86 miliardi di euro nel 2040. Il carico economico risulta inoltre particolarmente gravoso anche sui pazienti ed i propri familiari in Italia l’ictus è oggi la prima causa di disabilità, con un elevato livello di perdita di autonomia e un progressivo percorso di spesa per cure riabilitative ed assistenza. La combinazione di questi fattori sociali ed economici rende pertanto non derogabile un’azione decisa verso la prevenzione dell’insorgenza dell’ictus, che intervenga tanto sulla prevenzione primaria dei fattori di rischio quanto sulla tempestiva e corretta diagnosi di patologie correlate all’ictus. Di tutto questo si parlerà durante il webinar di Motore Sanità. L'articolo STRATEGIE SANITARIE DI PREVENZIONE DELL’ICTUS: COME OTTIMIZZARE LA PREVENZIONE PER UNA POPOLAZIONE PIÙ SANA proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  ALOMAR – Associazione Lombarda Malati Reumatici: il nostro impegno per dare voce alle malattie reumatologiche
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: MARIA GRAZIA PISU, Presidente ALOMAR ODV SILVIA OSTUZZI, Project Manager ALOMAR ODV     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Sarcomi dei tessuti molli: è possibile la prevenzione? proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Sarcomi dei tessuti molli: è possibile la prevenzione?
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: ALESSANDRO COMANDONE, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e dell’Asl Città di Torino CLAUDIA BARBA,Consigliere Associazione Prevenzione Tumori     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Sarcomi dei tessuti molli: è possibile la prevenzione? proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Pandemia. Laboratorio di comunicazione pubblica
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata: STEFANO ROLANDO, Università IULM di Milano     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Sarcomi dei tessuti molli: è possibile la prevenzione? proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – EDIZIONE SPECIALE WINTER SCHOOL
Eventi Innovazione farmacologica e appropriatezza di accesso: diritti/doveri del cittadino/paziente malato oncologico   Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! INTERVENGONO: Giorgio Albè, Avvocato Studio A&A Gianni Amunni, Direttore Generale ISPRO e Responsabile  Rete Oncologica Regione Toscana Ines Pisano, Magistrato TAR Lazio     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Sarcomi dei tessuti molli: è possibile la prevenzione? proviene da www.motoresanita.it. Read More
TERAGNOSTICA SFIDE DI  OGGI E PROSPETTIVE FUTURE
Eventi L’interesse per l’utilizzo dei radioisotopi per il trattamento di varie malattie ha una storia lunga e parallela all’isolamento della radiazione da parte di Marie e Pierre Curie nella prima metà del XX secolo. La capacità di comprendere e utilizzare la radiazione ha consentito di utilizzarla come un potenziale trattamento per molte malattie incurabili. Le nuove frontiere della medicina oncologica sono ora la progettazione e lo sviluppo di nuove classi di composti radiometabolici che combinano le potenzialità dell’imaging diagnostico con quelle della terapia: la teragnostica. L’approccio teragnostico permette di ottimizzare la gestione clinica delle patologie oncologiche, poiché sin dalla fase diagnostica è possibile migliorare la stadiazione della patologia, selezionare i pazienti non responder, definire le terapie successive ed il follow-up. In questo ambito i recenti progressi compiuti dalla ricerca hanno portato all’approvazione della prima terapia radiorecettoriale per la presa in carico dei pazienti affetti da tumori neuroendocrini (NET). La teragnostica basata su Gallio-68 e Lutezio-177 può ora svolgere un ruolo importante sia nella diagnosi che nella cura di questi tumori. I tumori neuroendocrini sono relativamente rari e rappresentano meno dello 0,5 per cento di tutti i tumori maligni. In Italia si registrano 4-5 nuovi casi ogni 100.000 persone, sono tumori a bassa incidenza ma ad alta prevalenza poiché rispetto ad altri tipi di tumori i pazienti sono pochi, ma convivono per molti anni con la malattia. Ma negli ultimi i NET anni hanno mostrato un sensibile aumento in termini di frequenza: la loro incidenza è quasi raddoppiata nel corso degli ultimi 30 anni. Spesso vengono diagnosticati in fase avanzata di malattia e il trattamento raccomandato in questa fase è rappresentato da analoghi della somatostatina (SSA); per i tumori neuroendocrini in progressione da SSA, tuttavia, lo scenario terapeutico è in veloce evoluzione. L’obiettivo della giornata è discutere con un approccio multidisciplinare dello stato dell’arte della teragnostica in Italia. In particolare ci si soffermerà sulle dinamiche che governano l’accesso da parte dei cittadini/pazienti a tali terapie innovative, le cui caratteristiche ne determinano un utilizzo appropriato e personalizzato in relazione alle caratteristiche del paziente. L’analisi dell’attuale gestione e governance della teragnostica rappresenterà dunque la base per stabilire la necessità delle strutture ospedaliere e dei SSR al fine di poter introdurre la teragnostica nella pratica clinica: legislazione, infrastrutture ospedaliere (posti letto radio protetti), personale, DRG (sistemi di rimborso e rendicontazione). Motore Sanità ha organizzato un road show in alcune regioni per verificare i punti di forza e di criticità dell’applicazione della teragnostica in generale ed in particolare nei NET, al fine di verificarne l’impatto terapeutico e la sua collocazione all’interno delle reti oncologiche. L'articolo Winter School 2021 – Speciale Mondo Sanità proviene da www.motoresanita.it. Read More
TERAGNOSTICA SFIDE DI  OGGI E PROSPETTIVE FUTURE
Eventi L’interesse per l’utilizzo dei radioisotopi per il trattamento di varie malattie ha una storia lunga e parallela all’isolamento della radiazione da parte di Marie e Pierre Curie nella prima metà del XX secolo. La capacità di comprendere e utilizzare la radiazione ha consentito di utilizzarla come un potenziale trattamento per molte malattie incurabili. Le nuove frontiere della medicina oncologica sono ora la progettazione e lo sviluppo di nuove classi di composti radiometabolici che combinano le potenzialità dell’imaging diagnostico con quelle della terapia: la teragnostica. L’approccio teragnostico permette di ottimizzare la gestione clinica delle patologie oncologiche, poiché sin dalla fase diagnostica è possibile migliorare la stadiazione della patologia, selezionare i pazienti non responder, definire le terapie successive ed il follow-up. In questo ambito i recenti progressi compiuti dalla ricerca hanno portato all’approvazione della prima terapia radiorecettoriale per la presa in carico dei pazienti affetti da tumori neuroendocrini (NET). La teragnostica basata su Gallio-68 e Lutezio-177 può ora svolgere un ruolo importante sia nella diagnosi che nella cura di questi tumori. I tumori neuroendocrini sono relativamente rari e rappresentano meno dello 0,5 per cento di tutti i tumori maligni. In Italia si registrano 4-5 nuovi casi ogni 100.000 persone, sono tumori a bassa incidenza ma ad alta prevalenza poiché rispetto ad altri tipi di tumori i pazienti sono pochi, ma convivono per molti anni con la malattia. Ma negli ultimi i NET anni hanno mostrato un sensibile aumento in termini di frequenza: la loro incidenza è quasi raddoppiata nel corso degli ultimi 30 anni. Spesso vengono diagnosticati in fase avanzata di malattia e il trattamento raccomandato in questa fase è rappresentato da analoghi della somatostatina (SSA); per i tumori neuroendocrini in progressione da SSA, tuttavia, lo scenario terapeutico è in veloce evoluzione. L’obiettivo della giornata è discutere con un approccio multidisciplinare dello stato dell’arte della teragnostica in Italia. In particolare ci si soffermerà sulle dinamiche che governano l’accesso da parte dei cittadini/pazienti a tali terapie innovative, le cui caratteristiche ne determinano un utilizzo appropriato e personalizzato in relazione alle caratteristiche del paziente. L’analisi dell’attuale gestione e governance della teragnostica rappresenterà dunque la base per stabilire la necessità delle strutture ospedaliere e dei SSR al fine di poter introdurre la teragnostica nella pratica clinica: legislazione, infrastrutture ospedaliere (posti letto radio protetti), personale, DRG (sistemi di rimborso e rendicontazione). Motore Sanità ha organizzato un road show in alcune regioni per verificare i punti di forza e di criticità dell’applicazione della teragnostica in generale ed in particolare nei NET, al fine di verificarne l’impatto terapeutico e la sua collocazione all’interno delle reti oncologiche. L'articolo Winter School 2021 – Speciale Mondo Sanità proviene da www.motoresanita.it. Read More
FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI
Eventi Programma Le interstiziopatie polmonari malattie rare dell’apparato respiratorio, sono patologie a complessa gestione. Tra queste la prevalenza della sola IPF in Italia è di circa 15.000 pazienti, ma con diagnosi accertata solamente su circa 5.000 di essi. I centri dedicati alla cura di questa malattia nel nostro Paese sono 107, ma 30 di questi seguono circa il 70% dei pazienti, con un carico di lavoro sempre più oneroso e di difficile gestione. L’approccio alla gestione di questi malati da parte delle Regioni organizzativamente più evolute è quello a rete Regionale con sistemi Hub & Spoke (ad es° Lombardia ha costituito una rete con 19 centri regionali attivi). I centri di riferimento Regionali però sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi ed oltre, quindi si rende necessario un ammodernamento del modello organizzativo che consenta una condivisione di gestione più partecipata. Per una diagnosi rapida e corretta di queste patologie è obiettivo fondamentale stimolare quindi la “disease awareness” attraverso tutti gli attori di sistema. A maggior ragione oggi, che alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, è importante che gli aspetti di equità e uniforme accesso alle cure siano facilitati da un sistema organizzativo efficiente e condiviso sul territorio Nazionale. Motore Sanità attraverso l’esperienza acquisita negli anni in ambito di supporto alle reti di patologia, vorrebbe creare tavoli di discussione Regionali che possano aprire un confronto tra tutti gli stakeholders di sistema impegnati nella cura di questa patologia. L’obiettivo è poter essere questo tavolo generatore di idee e strumento di condivisione di “proven practices”, fornendo supporto metodologico per l’implementazione di modelli gestionali che portino a progressi organizzativi, dove al centro davvero possa esservi il paziente. L'articolo Winter School 2021 – Speciale Mondo Sanità proviene da www.motoresanita.it. Read More
Winter School 2021 – Speciale Mondo Sanità
Eventi Ore 10:00        Vaccinazione e test sierologici: una conferma della protezione                  MODERA: Georges Paizis, Direzione Scientifica Motore Sanità   Ore 11:00 Epilessia: problema medico e sociale   11:30 Modelli innovativi di reti trasversali delle  patologie croniche: la pandemia diabetica MODERANO: Alessandro Malpelo, Giornalista; Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità     L'articolo Winter School 2021 – Speciale Mondo Sanità proviene da www.motoresanita.it. Read More
Winter School 2021 – Speciale Mondo Sanità
Eventi Ore 15:00 Il nuovo “disastro” di parete: l’impatto della  pandemia – COVID 19 sulla riparazione della Parete addominale     Ore 16:00 Farmaci Equivalenti: Opportunità Clinica ed  Economica     MODERANO: Alessandro Malpelo, Giornalista; Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità   L'articolo Winter School 2021 – Speciale Mondo Sanità proviene da www.motoresanita.it. Read More
Winter School 2021 – Call to action per un SSN innovativo e resiliente…se correttamente finanziato
Eventi “Covid-19 is not a pandemic”. “Abbiamo ridotto questa crisi a una mera malattia infettiva. Tutti i nostri interventi si sono concentrati sul taglio delle linee di trasmissione virale. La “scienza” che ha guidato i governi è composta soprattutto da epidemiologi e specialisti di malattie infettive, che comprensibilmente inquadrano l’attuale emergenza sanitaria in termini di peste secolare. Ma ciò che abbiamo imparato finora ci dice che la storia non è così semplice. Covid-19 non è una pandemia. È una “sindemia”. Per il direttore di The Lancet Richard Horton la gestione dell’emergenza, basata solo su sicurezza infettiva ed epidemiologia, è parziale ed incompleta. Covid-19 infatti è una malattia che uccide quasi sempre persone svantaggiate socialmente oppure affette da malattie croniche, dovute a fenomeni eliminabili se si rinnovassero le politiche pubbliche su economia, salute, ambiente, istruzione. Senza ammettere questo ed intervenire su queste condizioni in cui il virus diventa pericoloso, nessuna misura sarà efficace. Nemmeno un vaccino, perché oggi è Covid ma domani sarà altro. Serve ripensare insieme ad un nuovo modello. L'articolo FOCUS INTERSTIZIOPATIE POLMONARI proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Dove stiamo andando con la terapia delle leucemie? proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –  Dove stiamo andando con la terapia delle leucemie?
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospiti della giornata: GIUSEPPE SAGLIO, Ordinario di Medicina Interna ed Ematologia presso l’Università di Torino e Responsabile della II Divisione di Medicina Interna ed Ematologia dell’Ospedale San Luigi (Università di Torino) e GIOVANNA SERENI, Consigliere Associazione Prevenzioni Tumori Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Dove stiamo andando con la terapia delle leucemie? proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – La situazione vaccinale per i pazienti reumatologici lombardi: facciamo chiarezza
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata LUIGI SINIGAGLIA, Responsabile Comitato, Presidente SIR, Fondatore ALOMAR (in attesa di conferma)   Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Dove stiamo andando con la terapia delle leucemie? proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Gravidanza e parto: consigli per viverlo serenamente e con soddisfazione
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata CLAUDIO CRESCINI, Vice Presidente AOGOI, Professore a.c. Università Cattolica Sacro Cuore Roma, Direttore Scientifico ASST BG Est (Bergamo)   Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Dove stiamo andando con la terapia delle leucemie? proviene da www.motoresanita.it. Read More
PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA –
Eventi Personal Doctor l’esperto risponde in diretta tutti giorni dalle 14:30 alle 15:00! Ospite della giornata     Puoi seguire l’evento organizzato da Mondo Sanità attraverso ZOOM o sulla nostra pagina Facebook L'articolo PERSONAL DOCTOR L’ESPERTO RISPONDE IN DIRETTA – Dove stiamo andando con la terapia delle leucemie? proviene da www.motoresanita.it. Read More